Marzo 19, 2026 Uncategorized Elena Lasagna PER VOI CON TANTISSIMI AUGURI! 19/03/2026 Per la vostra festa con tutto il mio amore. Al mio padre naturale, al mio padre adottivo e padre di Piter, e a mio nonno Pietro il papà di mamma. Con voi dentro il mio cuore non mi sono sentita mai sola neanche un’istante. Tutto l’amore che mi avete dato, io l’ho regalato a voi per sempre!
Marzo 18, 2026 Uncategorized Elena Lasagna DIALOGANDO CON VOI 18/03/2026 Annalisa Sai? Ho prestato dei soldi un mese fa, mi aveva detto che li avrebbe restituiti dopo una settimana, al massimo dieci giorni, invece quando lo incontro mi ignora. Elena Io non mi meraviglio più di niente! Però al giorno d’oggi, i soldi o si donano oppure niente, li vadano a prendere in banca. Annalisa Il fatto è che mi guarda come se io fossi colpevole di qualcosa. Elena Questo è un attacco per difendersi dalla restituzione . A volte le persone si comportano così: vogliono farti sentire colpevole di qualcosa che tu non hai commesso per poter fare i comodi loro senza sentirsi in colpa, ma rigirano la cosa e ti ci fanno sentire tu che sei innocente. Annalisa Però sono strategie che non reggono! Ti ho chiesto se sei mai stata invidiosa, ma non ti ho domandato che cosa ne pensi dell’invidia! Elena Per me l’invidia è un sentimento meschino, uno dei più meschini che possano esistere. Spesso chi prova quel sentimento ha tutto: carriera, denaro e potere, quindi puoi ben capire che di persone così noi non ne abbiamo bisogno! Annalisa Se sei d’accordo adesso vado, poi ritornerò stasera per una partita a scacchi; cosa dici ne ha voglia? O ti annoi a giocare con me? Elena Avevo deciso di andare da un’altra parte per verificare una cosa importante, ma tu non mancare, chissà, può darsi che verrai con me, oppure giocchiamo. Ciao.
Marzo 14, 2026 Uncategorized Elena Lasagna PER I BAMBINI DUE 14/03/2026 L’ANIMA SI REINCARNÓ Uscita dal suo corpo, l’anima volò nella sua casa, poi si presentò al tribunale Celeste, là dove si pesano le buone e le cattive azioni, aveva alla sua destra l’Angelo della Luce, alla sua sinistra l’Angelo delle tenebre. Un altro Angelo versava sulla bilancia tutto il bene compiuto, il maligno versava tutto il male fatto. La povera anima stava lì tremante, tra la speranza e il timore. Quando l’ago della bilancia pendeva a destra, tutti i Cieli splendevano di gioia, quando l’ago della bilancia pendeva alla sinistra, si vedevano angeli neri terribilmente arrabbiati perché quell’anima non aveva fatto peccati. Poi appare in volo un Angelo dorato, con una scia di angioletti bianchi che gli tenevano il lungo manto, e l’anima si vestì di un corpo giovane e vigoroso, come tanti anni prima, dove la morte la portò via in un incidente nella sua abitazione. Ed ora l’anima vivrà per sempre nel suo corpo immortale, perché la luce degli angeli la rese forte e invincibile. Avete visto bambini? Se non si commettono grossi peccati si potrà vivere per sempre! Ciao! Alla prossima. 17/03/2026 Per i più piccoli. C’era una vecchia signora, che dopo avere curato tutte le persone anziane del villaggio, non aveva più le forze di lavorare ancora. Si ritirò in una piccola casa in campagna, per compagnia aveva un cane, un gatto e un canarino nella gabbietta. Li curava come fossero persone, ogni settimana chiamava il medico veterinario, ma purtroppo un giorno non solo le morì il gatto, ma subito dopo il canarino. Lei gli fece il funerale, lo posò in una scatola di plastica imbottita di velluto, e ci pose il canarino morto, poi chiuse la scatola e la sotterrò nel suo giardino. Un giorno la vicina di casa vide il suo cane che stava scavando con le zampette, La scatola si aprì, uscì il canarino e mentre il cane posò il canarino sul terreno la signora corse a sgridare il cane credendo che lui lo avesse ucciso. Lei ebbe paura e invece di spiegare alla vicina di casa che cedeva che il suo cane avesse affogato il canarino preferì rimetterlo nella sua gabbietta. Quando la signora rientrò e vide il canarino nella gabbia le prese un infarto, perché pensava che fosse resuscitato. Le bugie e la paura di affrontare le cose, spesso creano tanti danni agli altri. Ciao!
Marzo 12, 2026 Uncategorized Elena Lasagna LA VERITA’ SUL VANGELO E LA S. BIBBIA TRE 12/03/2026 Il pastore e il Messia atteso. Oggi come oggi, l’immagine del buon pastore non ha più nulla di seducente. Quale era la sua forza duemila anni fa? Intanto è necessaria una rettifica, Il buon Pastore, è il Pastore ideale ed esemplare. Ed è pure il solo e l’unico Pastore. L’imagine è andata deteriorandosi nel corso dei secoli, prendendo una tinta arcaica che in origine non aveva. Nelle antiche civiltà, in Mesopotamia, come in Egitto, il Pastore è il capo, il re. In Israele dopo Mosè, il Pastore è ugualmente colui che governa, ma secondo la legge di Dio, non secondo una politica di potenza. Però a partire da Davide, ci sono dei re buoni e dei re detestabili. Sopravviene l’esilio di Babilonia: al ritorno si fa strada l’idea che il solo buon Pastore è il Messia atteso. Gesù rivendicando il titolo di Pastore, di responsabile del popolo di Dio, afferma dunque la sua qualità messianica. Ma cambia il tipo di rapporto, sostituendo a quello collettivo che tradizionalmente unisce il Pastore al gregge, quello individuale: instaura perciò un rapporto con ciascuna delle pecore, che chiama sue “amiche”. Così il rapporto di subordinazione si trasforma in rapporto di tenerezza; all’autorità si sostituisce l’amore. 13/03/2026 gesù si rivolge agli uomini liberi, ma li chiama “le mie pecore”. È possibile conciliare la nostra libertà con la nostra apparteneza a un gregge? Una certa maniera di leggere la parabola del buon Pastore ha innescato innegabilmente condotto gli stessi capi spirituali a forma di clericalismo oppressivo. I laici assimilati a pecore in attesa di essere tosate, erano confinati in una posizione puramente passiva di ossequio e di approvazione; questo paralizzava spesso le loro iniziative e imbrigliava le loro personali capacità. Gesù ci invita a un comportamento ben diverso. Non c’è niente di passivo nella frase” Le mie pecore ascoltano la mia voce”, poiché ascoltare è già mettere in pratica. Così “le mie pecore mi conoscono”. Questa conoscenza dell’intelletto e del cuore, infatti è l’esperienza totale di un essere. Un’esperienza che viene vissuta, ad esempio, nell’amore di una coppia. Abramo conobbe sua moglie, ed essa ebbe un figlio; ” io non conosco uomo”, dice Maria all’Arcangelo Gabriele. Gesù, certo è la guida: non possiamo cercare ognuno una propria verità; si è sempre liberi ma nei limiti di una appartenenza ad una comunità ben delineata. Questa a taluni può sembrare una , limitazione della loro libertà, ma in effetti non è che la chiave di una libertà più vasta. Avviene così anche nell’amore umano: quando ci si dona totalmente a qualcuno che si ama, non ci si autolimita affatto; ci si supera, ci si rivela a se stessi. 16/03/2026 Chi è il prossimo? È la stessa domanda che fu posta a Gesù, il quale rispose con la “parabola del buon samaritano”. Usò una logica di tipo paradossale, indicando come prossimo non già l’uomo ferito e bisognoso di aiuto, ma il samaritano. In questo modo Gesù sebra indicarci che la nozione di “prossimo” innanzi tutto la conseguenza di un moto del cuore; prossimo è colui al quale ci si deve avvicinare , sia egli davanti alla nostra porta o altrove, e con cuore aperto, al di là della logica umana e della casta, della parentela, della razza, dell’interesse sociale e politico. È l’uomo, senza aggettivi. 17/03/2026 Perché La Madonna si recò in fretta da Elisabetta? Per accertarsi di non avere sognato o altro? Maria non aveva dubbi di prove, ma per partecipare . Tutto il brano evangelistico è sotto il segno della gioia annunciata a Maria, erede dell’attesa di fede di tutto un popolo durante due millenni. “Rallegrati figlia di Sion”: queste sono secondo la traduzione letterale di Luca, l, 28 le prime parole dell’Annunciazione. E le espressioni di gioia sono fra le più frequenti nei primi due capitoli di Luca. Questa gioia e la gioia della Salvezza, attesa dai profeti. È una gioia comunicativa, perché la Buona Novella è fatta per essere diffusa. E Maria vuole condividerla subito con la cugina Elisabetta che ha ricevuto appunto la prima comunicazione di questo evento con l’annuncio della nascita del precursore di Gesù San Giovanni Battista. La fretta di Maria è quella dello slancio non del dubbio. Al momento giusto lei ha chiesto una spiegazione, che concerneva il modo in cui avrebbe avuto e potuto essere la Madre del Figlio di Dio. Lei disse : “come avverrà questo io non conosco uomo”, ma non ha chiesto un segno è l’Angelo che glielo offre. Le disse che Elisabetta ha concepito anch’essa un figlio nella sua vecchiaia, colei che era sterile, e nel sesto mese, perché niente è impossibile a Dio. E mentre Zaccaria (marito di Elisabetta) è biasimato per non avere creduto, Maria è lodata per la sua fede. 18/03/2026 I miracoli sono una prova della divinità di Gesù? No, perché Gesù non cerca mai un’adesione forzata, quasi imposta da fatti miracolosi. Vuole invece risvegliare negli uomini la fede. E vediamo infatti che addirittura. Egli rifiuta di operare miracoli quando lo si sfida a farlo, come intimandogli di mostrare i documenti, di fornire le prove, rifiuta nettamente, a Nazaret, come nel deserto di fronte a satana. Invece a chi è disposto a credere, Egli dà col miracolo un “segno” che lo trasforma testimone della sua parola. E attenzione: “Al tempo di Gesù questi prodigi non erano necessariamente una prova della divinità di chi operava. I contemporanei di lui sono abituati a certi uomini di fede, che autenticano le loro parole con atti concreti. Inoltre essi non hanno il nostro odierno concetto di miracolo: non pensano come invece pensiamo noi- che esso sia un fenomeno impossibile da spiegare con le leggi di natura. Per loro non c’è barriera tra il naturale e il soprannaturale, tra le regole e l’eccezione. 19/03/2026 SAN GIUSEPPE San Giusepp è uno sposo esemplare, un artigiano coscienzioso, un giusto che rispetta la legge. Promesso sposo a Maria, ma alla notizia che lei aspettava già un figlio non suo, Lui decise di mantenere la sua posizione per non disonorarla, ma di ripudiarla in silenzio. Una notte però gli venne in sogno un Angelo del Signore, il quale gli disse che Maria era innocente e che il figlio che portava in grembo era stato concepito dallo Spirito Santo, e che non doveva ripudiarla ma di accettare questa sua volontà. Venne il giorno in cui Maria diede alla luce il Bambino Gesù; il re Erode però vuole la morte di questo bambino, infatti in quei giorni furono uccisi trenta bambini sotto ai due anni, ma Giuseppe avvertito dallo stesso angelo portò al sicuro Gesù e Maria in Egitto. Morto Erode, l’angelo del Signore torna da Giuseppe e gli disse: “Levati, prendi il bambino e sua madre, e torna in terra di Israele, poiché sono morti coloro che attentavano alla vita del bambino.
Marzo 11, 2026 Uncategorized Elena Lasagna RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOSESSANTUNESIMA PARTE 11/03/2026 Patty Senti, sono venuta a prendere il manoscritto di medicina per Marco. In più l’ultima che ti ha chiesto: la neurite. Grazie! La neurite è un processo degenerativo di uno o più nervi. Le nevriti si differenziano dalle nevralgie in quanto i nervi presentano lesioni parenchimatose con interessamento del cilindrasse o della guaina mielinica. Oppure lesioni interstiziali concernenti il connettivo intras- e perifascicolare. Le mononevriti insorgono in seguito a un trauma del nervo interessato, si manifestano con paralisi flaccida e atrofia dei muscoli innervati del nervo offeso, anestesia superficiale nei territori cutanei dipendenti da questo, abolizione dei riflessi tendinei, disturbi vasomotori, secretori e trofici. Le forme cliniche delle mononevriti dipendono dalla localizzazione e dalla natura della lesione e dall’interruzione completa o incompleta del tronco nervoso. La natura della lesione che ha compromesso l’integrità di un tronco nervoso ha influenza sulla sintomatologia; le lesioni irritative da ferite infette con penetrazione di corpi estranei danno nevriti di tipo irritativo con sintomi di natura sensitiva e trofica. La prognosi delle nevriti localizzate è sempre riservata e il decorso è lungo mesi. Continua… 12/03/2026 La nevrite ascendente ha invece origine incerta, è una forma rara che si osserva come origine di complicazione di piccole ferite localizzate alla punta delle dita delle mani, specie nelle zone innervata dal nervo cubitale. Dopo qualche tempo compaiono dolori che interessano successivamente il dito leso, la mano e l’intero arto, seguiti da fenomeni atrofici e da grave limitazione funzionale: l’evoluzione è molto lenta. Le polinevriti si osservano nel corso di infezioni, intossicazioni endogene (diabete, gotta, colemia) di avitaminosi. Anche il raffreddamento può favorirne l’insorgenza. Si manifestano con paralisi flaccide multiple nel dominio dei nervi spinali; ipotonia e atrofia degenerativa, eventualmente paralisi nel dominio dei nervi cranici (nevrite ottica) anestesia specie alle estremità distali degli arti; abolizione e diminuzione dei riflessi tendinei; disturbi vasomotori, trofici, secretori nelle parti paralitiche; eventuali alterazioni delle funzioni psichiche. Il decorso può essere acuto, subacuto e cronico. Le forme cliniche dipendono dalla predominanza di alcuni sintomi rispetto ad altri (forme motrici o sensitive) o dall’agente patogeno ( alcolica, saturnina da solfuro di carbonio, ecc.) 16/03/2026 Alessandra Da un po’ di tempo il riscontro delle analisi ematiche e delle urine non mi piacciono perché ho il sangue nelle urine, Il medico dice che non ho niente, ma se queste prove ematiche resistono a tutti gli esami, io ho paura. Cosa potrei andare incontro nella peggiore delle ipotesi? Grazie! (questo è quello che mi ha detto Alessandra). Elena Il tuo medico potrebbe avere ragione a dire che non si tratta di niente; potrebbe essere che tu fai gli esami in prossimità del ciclo, oppure alla fine; oppure per altre cose banali che non c’entrano niente con la patologia. Ma l’ematuria può essere anche indice di glomerulonefrite, di cistite, di tubercolosi (ma questo non credo sia il tuo caso) da tumori del rene, oppure di alterazioni infiammatorie o neoplastiche alla vescica ecc. ; ma se così fosse il tuo medico ti avrebbe fatto fare esami più approfonditi, solo ne avesse avuto il sospetto anche lontano. È una cosa microscopica, non evidente ad occhio nudo, ma riconducibile per la presenza di globuli rossi nel sedimento urinario. Va distinta dalla emoglubinuria e può essere anche simulata dall’eliminazione urinaria di determinati farmaci che conferiscono all’urina il colore rosso. Tra questi vanno segnalati i glucosidi antrachinonici, contenuti nel rabarbaro, nella senna, nella cascara, nell’aloe, la rifampicina, alcune vitamine del complesso B, le fenolftaleina e i purganti strutturalmente simili a questa. 16/03/2026 Federica Sai avevo dei disturbi gastrointesitnali e mi hanno riscontrato che sono affetta da “celiachia”. Ho letto in internet che dovrò esonerarmi dall’assumere alimenti con glutine per sempre, è vero? Elena Certo che si! Oltre che sentirsi male, è rischioso continuare ad ignorare questa patologia, potrebbe distr uggere i villi intestinali e fare altri danni. Ma adesso c’è di tutto anche per i celiaci. Persino i salumi e altre cose che ti piacciono senza glutine, e sono pure più leggeri. Il glutine, è una cosa meravigliosa: una miscela di proteine contenute nelle cariossidi dei cereali e in varie leguminose. Il glutine si ottiene dalla farina per allontanamento dell’amido mediante impastamento prolungato e trattamento con acqua corrente. In farmacia serve per preparare capsule gastro-resistenti, dato che la sua digestione non avviene nello stomaco ma solo a livello dell’intestino. In medicina fra le sindromi di malassorbimento intestinale, esiste una forma piuttosto grave, detta enteropatia da glutine, che è espressione di un fenomeno di intolleranza dell’intestino al glutine. Si manifesta con dimagrimento, diarrea, steatorrea, distensione globosa dell’addome. Nei soggetti colpiti ci sono numerosi bambini, mancano a livello della mucosa intestinale gli enzimi peptidasici preposti alla scissione delle proteine del glutine in amminoacidi. Il glutine non viene pertanto assimilato, mentre i peptidi che originano dall’anomala scomposizione della molecola, esercitano effetti irritativi sulla mucosa del tratto digerente. A livello di questa si stabilisce pertanto una reazione infiammatoria, che riduce la capacità dell’intestino di assimilare anche altri alimenti.
Marzo 11, 2026 Uncategorized Elena Lasagna PER I RAGAZZI DUE 11/03/2026 LA LETTERA DI ANASTASIA Sono Anastasia, ho vissuto fino a diciannove anni in un paese della Russia, eravamo in cinque figli, 3 maschi e due femmine. I miei genitori erano amabili e giusti, ma non avevamo niente, solo non ci mancava da mangiare perché lavoravamo tutti in quel pezzetto di terreno che avevamo, però eravamo felici. Eravamo quello che si dice qui: una famiglia unita. Purtroppo quando persi mio padre e due dei miei fratelli ho dovuto cercare un lavoro, e sono venuta qui in Italia. Non vi dico in che famiglia sono capitata, il padrone mi guardava come se fossi uno scarto della società, ma noi eravamo una famiglia per bene, mai avuto guai con la giustizia e anche in famiglia ci siamo voluti un grande bene; anche perché quando c’ era il pane fresco era una festa. Mi sono demoralizzata qui in Italia, perché pensavo che le famiglie fossero tutte dominate da padri padroni e schifosi uomini nei riguardi della servitù. Avrei voluto ritornare a Mosca, ma non avevo i soldi per il viaggio, e così andai di casa in casa a chiedere lavoro. Fino a quando incontrai la famiglia giusta, che Dio li benedica! Quanto si soffre non per la povertà ma per la gente ostile e cattiva! Non mi sono mai interessata di politica, ma vorrei tanto avere una casa qui, perché ora che non ho più nessuno al mondo ritornare al mio paese adesso, non mi attira del tutto anche se lo amo lo stesso. Quello che mi interessa adesso è mantenere la salute, e guadagnare abbastanza per fare studiare mio figlio, e poi una casa anche piccola, ma almeno potrei dire è casa mia. Ti confesso che non mi sono mancate le occasioni di farmi un amante per il denaro, ma io non ho accettato mai! Solo di questo posso essere orgogliosa; di non avere tradito me stessa solo per del vile denaro. Però mi sento ricca anche se non ho che le mie braccia e un figlio da mandare a scuola; quello è il mio tesoro più prezioso perché l’ho concepito per amore. Grazie per avermi ascoltato. Anastasia, tu sei una delle donne più ricche del mondo, prova a pensarci, ma lo sai già, questo credo che sia merito anche della tua famiglia dove hai vissuto. Anche qui da noi c’è gente povera e ricca dentro indipendentemente dalle ricchezze materiali. Ma la gente non è tutta così, Puoi trovare la famiglia anche qui e essere felice con tuo figlio. Sento che realizzerai i tuoi sogni: quello di far studiare tuo figlio e quello della casa. Qui da noi c’è un detto che rivela: “la fede fa grandi cose”! Quindi non smettere mai di sperare! Un forte abbraccio! Elena Ciao! Annalisa che cosa hai detto ai giovani di martedì per renderli così entusiasti? Elena Poche cose ma sincere, come quello di essere felici amando molto e non bruciare quell’amore per trasformarlo in cenere o odio ma di portarselo con sé, di non piegarsi mai alla cattiveria, alla superbia, all’indifferenza e alla menzogna. Per restare giovani sempre. Perché solo così ci si sente realizzati nel profondo. 12/03/2026 LA MORTE DI TOMMASO Tommaso è il protagonista del romanzo Una vita violenta di Pier Paolo Pasolini Un giovane che si potrebbe chiamare disorientato, che vive nello squallore di una borgata romana, fra giovani della sua stessa educazione e delle sue stesse tendenze. L’abbruttimento e il vizio sono congeniali alla situazione nella quale Tommaso e i suoi amici si vengono a trovare, anche se in Tommaso non mancano fermenti che, seppure non portano a grandi conquiste interiori, finiranno a poco a poco, attraverso una serie di imprese balorde, per fare intravedere una coscienza umana e generosa. Tommaso si ammala di tubercolosi, e seppure curato resta definitivamente minato nel fisico. La sua vita allora si svolge in una violenza che potrebbe essere il contravveleno della precarietà sempre imminente e preludente alla fine. Quando una notte una tempesta inaudita si abbatte su Roma, e le case mal costruite della sua borgata vengono allagate; la coscienza di Tommaso si risveglia in un’ansia generosa di solidarietà sociale; per questo egli nel pieno della tempesta si slancia nell’opera di soccorso e rimane lunghe ore in mezzo all’acqua e al vento. Il giorno seguente egli è già un uomo finito. Del vecchio Tommaso resta solo un qualche accenno di violenza verbale: il resto è dimenticato perché redento nella generosità nell’impresa di soccorso e di salvataggio dei bisognosi suoi simili e nel dolore che tutto gli appartiene. E. Lasagna 13/03/2026 CHI SIAMO NOI? È evidente che da quanto si dice che il decadente è fondamentalmente uno sradicato, che si sente contemporaneamente estraneo e superiore agli altri. Se si oppone alla borghesia industriale di cui condanna la volgarità. La superficialità e l’attaccamento al denaro e al benessere, non meno sprezzante è il suo atteggiamento verso il proletariato che osa rivendicare diritti, che avanza violentemente e contribuisce a creare disordine; né tanto meno l’artista si astiene a condannare i governi parlamentari, e specialmente in Italia, la politica di relativa apertura alle masse e le parvenze di democrazia. Da questo isolamento scaturisce quello che è il centro del sistema decadente e cioè l’estetismo. In realtà per il decadente, la sfera della morale è un tutt’uno con quella dell’arte, ed infatti al centro del sistema decadente è l’estetismo, la vera e propria religione del bello. Non la morale corrente, ma le regole della società borghese presiedono alla vita e all’arte del decadente, ma egli instaura una nuova morale, una nuova religione, la religione della bellezza, della raffinatezza, dell’eleganza: la vita stessa è costruita come un’opera d’arte. A sua volta l’estetismo, che deriva dalla convinzione che il decadente aveva di essere superiore e distante, tanto dalla borghesia volgare e materialista, quanto dal proletariato rozzo, prepotente e violento, era causa ed effetto insieme all’atteggiamento individualista. Un esasperato individualismo caratterizza questo movimento: l’individuo si astrae e si isola al di sopra dagli altri, incapace di comunicare col mondo esterno, con un mondo con cui non ha più nulla in comune. Secondo molti esperti sono tramontate le speranze positivistiche di migliorare la società, per sempre; la certezza che la conoscenza dei mali sociali possa contribuire alla soluzione di essi. Il decadente ha perso questa fiducia, vede i mali della società e se ne ritrae con disgusto, orgoglioso di essere un individuo che si eleva al di sopra della mediocrità e superficialità delle masse, fiducioso solo nel gesto isolato, nell’atto che lo distingue dalla inettitudine generale. Nasce così il culto della violenza in tutti i suoi aspetti, da quella politica che aspira a un governo forte contrapposto alla democrazia, per respingere definitivamente le istanze delle masse, e quella collettiva che auspica la guerra come sola igiene del mondo. E come mezzo per uscire dalla grettezza dell’esistenza massificata, a quella individuale, come tendenza a porsi al di sopra e al di fuori dalle leggi comuni, come fosse un’aspirazione al gesto eroico, all’azione individuale. Chi sei? 17/03/2026 Che cosa pensi sull’energia nucleare? Mi sono chiesta molte volte perché molte nazioni l’hanno già da tempo, mentre noi in Italia niente! L’energia nucleare è potenzialmente in grado di soddisfare anche nel futuro una gran parte dei nostri fabbisogni energetici. Mentre una politica a diffusone delle centrali atomiche di potenza porterebbe alcuni vantaggi a breve termine alla nostra politica estera, in quanto non sarebbe necessario aumentare le importazioni di petrolio per far fronte alle richieste crescenti di energia elettrica, inoltre alcune delle attuali centrali termoelettriche alimentate a olio combustibile potrebbero venire sostituite dalle centrali nucleari, liberando per altri impieghi una parte del petrolio. L’energia nucleare presenta inoltre sensibili vantaggi in termini di inquinamento atmosferico e di pianificazione territoriale. Innanzitutto non provoca alcun tipo di inquinamento chimico dell’atmosfera, mentre normalmente le emissioni radioattive si possono mantenere su livelli molto bassi; questo vantaggio dell’aria pulita risulta particolarmente importante per almeno dieci anni, perché tanto ci vorrà per imparare a bruciare il carbone in maniera ecologicamente accettabile. In secondo luogo bisogna osservare, a livello di utilizzazione del terreno, che l’estrazione a cielo aperto del carbone richiede una suerficie maggiore che l’estrazione dei minerali uraniferi necessari per produrre. Negli odierni reattori ad acqua leggera- la stessa quantità di energia elettrica che produrrebbe il carbone. Inoltre l’energia nucleare permette di evitare completamente il problema delle modificazioni del clima su scala mondiale imposte dall’uso di combustibii fossili. Tutti questi vantaggi potenziali hanno in pratica spinto il paese a considerare la fissione nucleare come la principale risorsa del nostro futuro per soddisfare a lungo termine la crescente domanda energetica. 18/03/2026 Oggi propongo una poesia di Vittorio Sereni: “Non sa più nulla, è alto sulle ali”. Non sa più nulla, è alto sulle ali il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna. Per questo qualcuno stanotte mi toccava la spalla mormorando: di pregar per l’Europa mentre la nuova Armada si presentava alla costa di Francia. Ho risposto nel sonno: È il vento, il vento che fa musiche bizzarre. Ma se tu fossi davvero il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna prega tu se lo puoi io sono morto alla guarra e alla pace. Questa èla musica ora: delle tende che sbattono sui pali non è musica d’angeli, è la mia sola musica e mi basta. PROSA Il poeta colloca la prigionia in un tampo sospeso tra la vita e la morte; essa è una triste e squallida condizione di non-vita, meglio è la morte. meglio la fine gloriosa del primo soldato , caduto sulla spiaggia normanna. È a lui che Sereni si rivolge perché preghi per la vittoria della democrazia e per la pace. Infatti Egli essendo prigioniero, non ha più nemmeno questa forza, è morto alla guerra e alla pace, lontano dagli eventi, isolato dalla realtà storica, vincolato ad una squallida esistenza, a cui i suoni e la cui realtà sono il vento e la tenda del campo di prigionia. La musica degli angeli e l’eco della tromba dei combattenti, la sua è invece la squalida musica di una triste realtà contingente che lo rende quasi indifferente e insensibile. E. Lasagna 19/03/2026 LA FAME NEL MONDO A parlare della fame nel mondo sembra prestarsi oggi alla tentazione di un nuovo conformismo retorico e vuoto che si è impadronito dei più tragici problemi esplosi nella nostra epoca. Non c’è trattato scientifico, rivista, o libro scolastico, pubblicità televisiva, che l’argomento “Fame” non abbia uno spazio programmaticamente assicurato. Pezzi patetici con occhioni di binbi deutriti in primo piano, statistiche allarmanti, previsioni catastrofiche per il futuro, Convegni di esperti pensosi, e aspirati in asettici trasparenti palazzi di cristallo. e così via. Il tutto con frequenza imprevedibile, e comunque non connessa al fenomeno della fame, che ovviamente non conosce variazioni, perché la fame quando c’è è permanente. Non intendo fare ironia di dubbio gusto, vorrei solo ridurre il problema ai suoi termini più semplici: in immense zone del globo terrestre, intere popolazioni continuano a morire di fame e di sete; fino ad ora si è fatto si ma non ancora sufficiente per tenere in vita molte persone innocenti. a lenire una così dolorosa sventura. Si è fatto poco e niente perché malgrado il conclamato umanitarismo parolaio dei congressi, il nostro mondo è dominato dagli interessi ben precisi della finanza e dell’economia dei pochi paesi ricchi che detengono le leve del potere. Questi addirittura guerreggiano tra loro, Questi non sono che pochi esempi, ma per averne altri bisognerebbe vivere in certi paesi per poter scoprire la verità fino in fondo. Comunque l’errore più grande sarebbe da parte nostra, quello di perdere la speranza che una progressiva presa di coscienza degli oppressi e di tutti quegli altri che tollerano il turpe gioco degli oppressori possa modificare le strutture di una societò spesso crudele come la nostra. Prendere coscienza significherebbe assicurare a tutti il più elementare diritto alla vita usando le inoffensive armi della fratenità e della carità.
Marzo 6, 2026 Uncategorized Elena Lasagna DIALOGANDO CON VOI 06/03/2026 Annalisa Che cosa provi quando scopri la menzogna nelle persone che ti stanno a cuore? Elena Ho pietà di loro e perdono; vedi? Certa gente parla con l’intelligenza che si ritrova! Ma la pietà del Cielo è infinita. Annalisa Se si ama qualcuno e lui o lei non lo sa, lo si può considerare vero amore? Elena Se dall’altra parte c’è empatia, magari glielo farà capire e poi lo scopriranno insieme con il tempo se davvero è vero amore o se è solo passione. Annalisa Come lo scopriranno se vivono così distanti? Elena L’amore fa miracoli, fa nascere un’empatia vigorosa che non si perderà facilmente. Questa si chiama vita. Annalisa io auguro cose bellissime anche a te. Non sarà Piter per caso? Se è così vi auguro una grande felicità! Avete la stessa età, circa. Annalisa Lui è bellissimo, io non so se gli piacerò davvero! Elena Anche per lui come me, ricordo che la bellezza è soprattutto quella dell’anima; dovresti avere più fiducia in te stessa. Annalisa Ma Patty mi ha detto che lui non ha occhi che per te! Elena Ma perché è stato lontano per mesi e quando è venuta là con me che c’era anche lui ha capito che eravamo affiatati, ma essendo mio figlio, è un altro modo di volersi bene, un modo senza malintesi o che ne so, il nostro è amore non tra un uomo e una donna ma tra madre e figlio che si vogliono bene davvero, quindi c’è posto per una fidanzata sempre se per lui sarai la donna ideale, ovviamente. 07/03/2026 Annalisa Per fortuna che ti ho trovata, speravo che non fossi già partita, devo farti gli auguri per la festa della donna; per te con la D maiuscola. Salutami Piter. Elena Ma guarda che Piter là non c’è, te lo posso salutare telefonicamente quando ci sentiremo. Però io non posso sollecitare con lui quello che provi, questa è una cosa molto delicata; non restare delusa se per caso lui ti dirà di no, anzi ringrazialo per la sua sincerità. Piter non è un uomo facile, ma credo che abbia bisogno di trovare la donna giusta; non c’è nulla di più basso che volere una persona se lui o lei non sono d’accordo. Tu sei intelligente e lo sai; indipendentemente da quello che provi tu; se vieni respinta, non è perché tu non sia alla sua altezza, anzi, lo saresti eccome, ma al mondo non ci si innamora a comando. Grazie per gli auguri di domani se per caso non ci sarò. Ciao, buon fine settimana a tutti! 09/03/2026 L’intelligenza non la si giudica solo dal numero di lauree che uno ha conseguito. Anzi… Annalisa Ti piacciono i giochi di prestigio? Elena No, non mi hanno mai illuso neanche da piccola. Per me sono giochi innocui per scemi! A me picciono le cose vere. Vado a raccogliere le viole, ciao! 09/03/2026 Marco Che cos’è la storia dei giochi di prestigio? Elena Ma niente Marco sono cose a cui non voglio neanche pensare! Hai presente chi non ha nulla da fare? Bene, alcune babbione di cinquant’anni sostengono che io riesco a diventare invisibile! Ma vorrei dire loro che io non c’entro niente, se qualcuno mi fa diventare invisibile in loro presenza certo non è merito mio; io non sono così magica! Marco Però, ricordati che domani alle nove ho promesso al mio prof. di Italiano che saresti andata nella sua classe. Annalisa mi ha già informata due volte, quindi non mancherò, anzi, verrò con piacere. Annalisa Se tu dovessi preparare un pranzo per una persona a cui tieni molto, prenderesti qualcuno o lo faresti da sola? Che cosa prepareresti? Elena Come primo piatto ravioli con pasticcio di carne e tartufo, il tutto in equilibrio; vitello in sugo di erbe, e sugo di sapori nordici, olio, extra vergine d’oliva e limone, contorno di verdure al gratin; dolce da forno, ricoperto di pasta sfoglia leggera e fillo in un nascondiglio di crema mou, crema caffè e cioccolato, crema pasticciera al rum e vaniglia; infine all’ultimo momento prima di servire una copertura di panna leggera al sapore di mandorla dolce; ovviamente tutto con moderazione. 10/03/2026 Grazie Carissimi Linda e Robert, Voi per me siete non solo dei carissimi amici ma siete fratelli veri, e genitori meravigliosi; se qualcuno deve imparare a vivere dovrebbe venire lì da voi. Grazie per la fiducia che mi avete dimostrato. Questa estate sarò spesso lì da voi. 10/03/2026 Annalisa Quei versi che hai scritto alla fine del libro ” I poteri dell’anima” A chi li hai dedicati? Al principe? …Grazie a Te per avermi dato quella forza di combattere. Ogni volta che scenderà il crepuscolo, prenderò una stella perché l’immortale non svanisca. Sarò felice di pensare a te perché so che quando si farà giorno ti rivedrò nel sole arrivederci dolce Sovrano, ogni volta che mi penserai troverai in me la fede di un vero amore. Elena Macché principe! Li ho dedicati a Dio, anche se Dio non l’ho mai visto, ma so che esiste, oppure non so se quello che ho visto fosse lui in altre vesti; ci sono stati episodi di grande emozione e di verità che mi hanno fatto vivere con coraggio quei momenti di separazione da persone che amavo e che amo tutt’ora. E loro ne sono i testimoni attendibili e perfetti. Post Scrittum per i maleducati: Non seguitemi ma ignoratemi anche in internet! 10/03/2026 Annalisa Hai visto? Che ti dicevo? Sei piaciuta molto a tutti! Elena Sono rimasta soddisfatta, sono dei ragazzi e ragazze splendidi e molto educati. Grazie! 11/03/2026 Annalisa Se tu fossi certa di rendere infelice una persona a cui vuoi bene, cosa faresti? Elena Io sparirei dalla sua vita. 12/03/2026 Annalisa Il principe che conoscesti tu tramite il padre di Piter, non sarà quello che hanno fatto vedere recentemente in TV ? Quello che ha denunciato la sua fidanzata perché gli ha sottratto molto denaro? Elena Ma che sei scema? Io un tipo così non l’avrei neanche voluto conoscere, si vede in faccia ciò che è! Come si fa a reclamare ciò che ha ottenuto dai suoi errori! Sì, perché se ami una donna, non le dai in mano la tua carta di credito; una donna vera si sarebbe offesa, l’ha trattata come una prostitua di lusso. E poi la disonora così ! È un altro principe dall’anima bassa e popolare. No, quello che ho conosciuto io tempo fa era un po’ più in su, ma non troppo. Dico non troppo perché si dava delle arie da principe; ma un vero principe prima lo è dentro l’anima e poi non lo ostenta come se gli altri fossero scemi; tutti sapevano chi fosse! Pensa che mi ha anche chiesto di ballare, ma il suo comportamento mi fece ballare con un ragazzo chiamato ad aiutare ai tavoli. Annalisa Ma tu sei matta da legare! Elena Tu credi? Ma cosa pensi che sia un ragazzo con un titolo così? Meno di altri che sgobbano dalla mattina alla sera e sono più signori di un principe con un’anima così scarsa di buon senso? 14/03/2026 Annalisa Mi daresti la rivincita un’altra volta? Forse viene troppo tardi. Sai? Non ho mai incontrato prima un’anima così bella come la tua. Se fossi un uomo ti sposerei! Elena Sposarmi? Per carità! Io invece non sposerei nessuno mai! Amerei un uomo, uno solo, ma se mi sbagliassi lo cercherei da un’altra parte e poi lo porterei nel cuore per sempre. Amore è libertà! E non inchiodarmi a un dito! Annalisa E se quell’uomo fosse falso, infimo, spregevole che riversa i suoi peccati su du te per salvare la faccia, cosa faresti? Elena Niente, le persone non si cambiano. L’importante è che io rimanga pulita dentro, poi il tempo quando qualcuno non se lo aspetta la verità verrà sempre a galla! Tutta! Aiutati che il Ciel ti aiuta. Annalisa Esiste l’amore platonico? Elena Certo! Platonico e libero. 16/03/2026 Federica Adesso che ho anche il bimbo piccolo mi stanco moltissimo, arriva la sera che sono morta. Tu sai bene che non posso mollare tutto, oppure andarmene così di punto in bianco! Come fare ad organizzarsi con la casa, il ristorante, i figli piccoli? Elena Niente, se proprio non ce la fai devi scegliere i figli! Cara fede, non ti ho mai visto così abbattuta se non per la crisi che hai avuto con Alessandro. Ora che andate bene dovresti organizzarti o assumere qualcuno al ristorante, un aiuto temporaneo. Organizzarsi in modo che tu abbia anche del tempo per respirare; non solo sembrerà tutto più facile da sopportare, ma piacevole ed emozionante. Se ti libererai da tutte le strette soffocanti, ti regalerai il volo leggero senza forzati atterraggi. Si dice che quando un lavoro piace, non si lavora neanche un gorno! Porta con te (dentro di te ovviamente) solo ciò che è leggero; poi aumenta con il tempo, quando ti sarai stabilizzata. Spero di vederti qualche volta, lì da Robert e Linda, così andremo a passeggiare con i bimbi. Ciao! Arrivederci! 16/03/2026 Annalisa Non sei mai stata invidiosa di qualcuno o di qualcosa? Elena No, mai, io sto bene se anche gli altri stanno bene. Mi ha insegnato mia nonna, ti posso confessare che è un grande toccasana. Con mia nonna sono cresciuta a pane e dolcezza, ma per difendermi dal male ho dovuto imparare le arti marziali, ma non le ho usate sugli altri, quasi mai. Loro ti insegnano (i mestri veri di un tempo) che prima di usare la violenza bisogna scendere in ” equilibro, armonia, umiltà” Poco più di due mesi fa, mi sono trovata in una situazione imbarazzante e violenta, però io non ho alzato in dito, ti confesso però che avrei staccato tutti i denti in un solo colpo a quella persona e alla moglie. Ci sono cose che sono molto forti da sopportare, non sempre si è in grado di farlo. Annalisa Ci vuole una bella energia anche a non combattere con i pugni, specialmente chi lo sa fare come te. Da dove viene tutta quella energia che hai? Io non ci riesco. Elena Una parte del nostro patrimonio energetico complessivo ci è stato assegnato alla nascita. Deriva dalla fusione dell’energia del padre e della madre che ci viene assegnata come eredità. È la forza vitale originaria e rappresenta la parte della nostra energia essenziale. Tale energia è incaricata di assicurare la riproduzione della specie. Ad ogni individuo sono quindi assegnate capacità di sviluppo diverse, proprio perché la sua energia originale è genetica, ancestrale, e come tale non può essere modificata.
Marzo 5, 2026 Uncategorized Elena Lasagna PER I BAMBINI 05/03/2026 LA PREGHIERA DEI BIMBI Quasi tutti i bambini pregano il Signore la sera prima di coricarsi, ma non tutti lo fanno con sentimento e devozione. I bimbi che sanno chi è Gesù e la Madonna lo fanno bene, con fede, mentre quei bimbi che non hanno ricevuto la verità dalla loro famiglia, pregano con le labbra; perciò le loro preghiere non arrivano a Dio, ma si smarriscono dietro la luce effimera delle lucciole. Le preghiere dei bimbi preparati invece giungono alla casa del Signore come un canto di angeli, è una casa lontana lontana nei cieli, che gli angeli e i santi nascondono, circondandola di nubi e di stelle; ma le preghiere dei bimbi trovano ugualmente la strada verso la casa di Dio, vi entrano piano piano dal buco della chiave e si nascondono nei nidi degli uccelli, aspettando come essi che Iddio si risvegli. Buona notte. LA CROCETTA D’ORO Di Sergio Corazzini Io porto tanto amore a una crocetta d’oro che s’apre sul mio cuore. È un tenue lavoro, non è un ricordo no; come l’ebbi l’ignoro. Io l’amo perché so che croce fu dolore, e assai ne spasimò o mio dolce Signore. PROSA Il poeta apparteneva a una famiglia borghese caduta quasi i miseria, e perciò da giovanissimo dovette adattarsi per vivere ad un umile impiego. La rassegnazione con cui sopportava le vicende della vita si ritrova nelle sue liriche, di cui costituisce il motivo fondamentale. Strinse rapporti di amicizia con altri giovani poeti suoi coetanei. Questa poesia solo di pochi versi rivela la delicatezza d’animo e la profonda rassegnazione del poeta, che sopportò religiosamente il dolore della sua breve vita per amore di Dio. Egli porta sul petto una crocetta d’oro, a cui è molto affezionato, non perché essa sia un caro ricordo, ma perché è il simbolo della sofferenza di nostro Signore che patì per il riscatto dell’umanità. Elena L. 06/03/2026 LE FIAMMELLE I bimbi intorno al focolare, si divertono, con visini accaldati e rossi, a guardare le fiammelle scoppiettanti, che salgono e salgono ma non le vedo ritornare. Le fiammelle scintillanti e belle che il camino inghiotte, volate forse a riveder le stelle? Buona notte faville buona notte! Mandano un vago scoppiettio, mentre che voi partite, forse è una voce di gentil desio, che vi prega a restar ma voi salite, ma voi salite frettolose a schiere, però che è giunta l’ora che vi tarda le stelle rivedere, e a sé vi chiama una miglior dimora. dove li avete i candidi lettini a cui volate in frotte forse tra i coppi accanto agli uccellini. Buona notte Buona notte e le fiammelle continuano a volare. PROSA Le fiammelle sono le scintille che si sprigionano dai carboni accesi, e salgono su per il camino. I bambini seduti intorno al focolare, si divertono a seguire le fiammelle e chiedono loro se andranno a raggiungere le stelle. I bambini vorrebbero fermarle, ma esse continuano a salire senza ascoltarli. Forse andranno verso una dimora più bella. Elena L. 07/03/2026 Per i bambini dagli otto anni in poi, a meno che non abbiano già letto moltissimi libri. IL FIGLIOL PRODIGO (Dal vangelo secondo Luca cap. 15, v. 11-32) Un uomo aveva due figli, e il minore disse al padre:” Padre dammi la parte che mi spetta”. E divise tra loro il patrimonio. Dopo alcuni giorni, messa insieme una cosa, il figlio minore se ne andò in un lontano paese, e là sperperò tutto il suo avere vivendo dissolutamente. E come ebbe dato a fondo ogni cosa, in quel paese infierì una grande carestia ed egli cominciò a sentiire la miseria. E andò a mettersi con uno degli abitanti del paese, che lo mandò nei suoi campi a badare ai porci. E bramava di riempire il ventre con le ghiande che mangiavano i porci, ma nessuno gliene dava. Allora rientrato in sé disse:” Quanti garzoni in casa di mio padre han pane in abbondanza, mentre qui io muoi di fame! M’alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: “Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te, non son più degno di esser chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi garzoni”. E alzatosi andò da suo padre. E mentre egli era ancora lontano, suo padre lo scorse, e mosso a pietà, gli corse incontro e gli si gettò al collo e lo baciò. E il figlio disse: ” Padre ho peccato contro il cielo e contro di te; non son più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai suoi servi: ” Presto portate qua la veste più bella, rivestitelo e mettetegli al dito l’anello e ai piedi i calzari; portate il vitello grasso e ammazzatelo; e si mangi e si banchetti, perché questo figlio era morto è risuscitato; era perduto ed è stato ritrovato”. Così cominciarono a fare grande festa. Ora il figlio maggiore era in campagna, e nel ritorno, avvicinandosi a casa, sentì musiche e danze, ciamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse ciò che sentiva e che vedeva. Egli rispose:” È tornato tuo fratello, e tuom padre ha ammazzato il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano”. Allora egli andò in collera e non voleva entrare; ma suo padre andò fuori e si mise a pregarlo. Ma rispose a suo padre:” Padre da tanti anni iomti servo, non ho mai trasgredito un tuo comandamento, eppure non mi hai mai regalato uncapretto per fare festa con i miei amici. Mentre appena è arrivato questo tuo figlio che ha sperperato tutto il suo, hai per lui ammazzato il vitello grasso”. E il padre rispose:”Figlio, tu stai sempre con me e tutto il mio è tuo; ma era giusto banchettare e fare festa, perché questo tuo fratello era morto ed è risuscitato, era perduto ed è stato ritrovato. Spiegazione Questa parabola, quella della “pecorella smarrita”, e “La dramma ritrovata” illustrano la misericordia divina verso i peccatori. Queste sono immagini stupende di pietà, verso la debolezza umana, che Gesù poteva sentire più degli altri uomini. Perché non dobbiamo esaltare sempre i bravi ma dobbiamo invece cercare di perdonare i figli o i genitori, o i fratelli che si sono perduti nel peccato ed hanno smarrito la fede cristiana. I personaggi del ” Figliol, prodigo” sono naturalmente simbolici: Il padre è Dio misericordioso, il figlio è l’uomo peccatore. Elena L. 09/03/2026 CAINO E ABELE La loro triste storia “Abele fu pastore di pecore e Caino agricoltore. Dopo molto tempo avviene che Caino offrì a Dio sacrificio dei frutti della terra; Abele poi offrì i primi del suo gregge, i più grassi. Dio riguardò Abele e i suoi doni, ma non riguardò Caino e i doni di lui. Caino si adirò grandemente, e il suo volto si abbatté. Il Signore gli disse: “Perché sei adirato? Perché abbattuto è il tuo volto? Forse, se farai del bene, non anche ne riceverai? Se invece farai del male, il tuo peccato non starà subito alla tua porta? Disse Caino al fratello Abele:” Usciamo fuori” E come furono per i campi Caino insorse contro il fratello Abele e l’uccise. Disse il Signore a Caino: ” Dov’è il fratello tuo Abele?” E lui rispose: “Non lo so, sono io forse il guardiano di mio fratello?” Gli disse il Signore: ” Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra. Sarai perciò maledettto sulla terra… Anche se lavorerai non ti darà frutti; sarai ramingo e fuggiasco per il mondo…”. (Antico Testamento . Genesi4). L’uccisione di Abele fu quindi il primo fratricidio commesso sulla terra. Triste è la storia toccata al buon giovane ignaro, ma più terribile è quella del suo triste fratello, messo alla prova da nostro Signore, proprio come i loro genitori. Adamo ed Eva nel paradiso terrestre; Caino fu tormentato da un rimorso senza fine. Senza la fede non c’è ubbidienza né rispetto. Elena L. 11/03/2026 QUANDO DIO CREÓ GLI ANIMALI Quando Dio ebbe creato gli animali, ne chiamò alcuni e disse loro: “Voi sarete gli amici dell’uomo e lo servirete”. Lavorerete per lui e in compenso vi darà cibo e vi curerà. E disse agli altri: ” Voi non assalirete l’uomo e vi procurerete da voi il vostro cibo”. Così disse il Signore: e quando la terra fu pronta per accoglierli, Egli vi pose l’uomo e la donna. Questo è il luogo che voi abiterete disse loro. La terra è grande e ricca di piante e verde; con l’aiuto degli animali voi la coltiverete in modo che possa dare il cibo per tutte le creature che da voi discenderanno. Gli animali vi daranno oltre il lavoro doni preziosi: pelle, lana, piume, per coprirvi e difendervi dal freddo; latte, e uova, per il vostro sostentamento. Voi li amerete e li proteggerete, ma soprattutto li rispetterete. I buoni ascoltano e mettono in pratica le parole del Signore: amano e curano gli animali domenstici, e non li costringono a lavori superiori alle loro forze; non cacciano se non per bisogno, gli animali selvatici, ed anche per questi sentono pietà, se li vedono soffrire. Leggendo queste pagine, imparerete come vivono gli animali, come si affatichino per procurare il cibo sé e ai loro piccoli; come sappiano fabbricarsi la casa e difenderla dai nemici, come sappiano essere pietosi fra di loro; come siano fedeli e riconoscenti verso gli uomini che li trattano con amore. 13/03/2026 I giochi dei bambini in campagna. Io arrivai in campagna, ricca di una cosa meravigliosa; una bellissima capanna, intorno una fontana che zampillava ninna nanna. Stava tra verdi pini, con il riso dei bambini il ridente labbro di marmo, s’invetra come la trasparenza cristallina di un cielo limpido. Poi i giochi sulla dolce ombra dei cipressi alti che arrivavano al cielo rosso e attendevano la grande luna che rispende nella notte bruna. Per i bambini piccoli. PROSA Ho sognato la campagna all’ora del tramonto, rallegrata dalle grida gioiose dei bambini, che giocano intorno alla fontana, offriva uno scenario incantevole. Osservavo, rapita da improvvisa commozione, l’avanzare lento delle ombre, che a poco a poco tutto sommergono, mentre il cielo per l’ombra dei pini si era fatto più buio, sembravano attendere l’arrivo della luna. E. Lasagna
Marzo 1, 2026 Uncategorized Elena Lasagna PER I RAGAZZI 01/03/2026 (SAN LUCA 12) Disse un giorno Gesù ai suoi discepoli: “non abbiate preoccupazioni per la vostra vita riguardo al cibo, né per il vostro corpo riguardo al vestito. Considerate gli uccelli dell’aria: essi non seminano, non mietono, non hanno dispensa nel granaio, eppure Dio li nutre… Osservate come crescono i gigli, essi non lavorano e non filano; eppure vi dico che nemmeno Salomone in tutto il suo splendore non fu mai vestito come uno di loro. Ora se Dio riveste così l’erba, che oggi è nei campi e domani sarà gettata nel forno, quanto più lo farà con voi, o persone di poca fede! Voi dunque non preoccupatevi di quel che mangerete e non vi tormentate lo spirito…cercate piuttosto il regno di Dio e tutte le altre cose saran date in più”. ————————————— Che cosa fa invece l’uomo di poca fede? Egli si preoccupa di tutto senza pensare che l’Angelo custode ci è sempre vicino e ci aiuta nelle nostre necessità materiali e spirituali. Più saggi dell’uomo sono gli uccelli che non si lamentano mai perché sanno che migliore sarà quella che viene. Esso ha fiducia nell’opera della provvidenza Divina, non dispera e canta lietamente godendo i beni che Dio gli ha concesso; perché dopo l’annata magra, ecco che viene l’abbondanza e dopo l’inverno il ruscello ricanta e tutto rinasce di nuovo. Ragazzi: Buona domenica a tutti! 03/03/2026 Che cosa diresti ai ragazzi sulla guerra? Che la nostra vita è troppo preziosa per poterla distruggere senza viverla. Un essere umano intelligente non combatte con le armi, ma sa risolvere con le parole del buon senso. Speriamo che tutti i giovani del futuro possano comprendere quello che significa la parola “Guerra e Pace”. Se guardiamo indietro nella storia, quante persone sono state uccise fino ad oggi? Che diritto avevano quelli che hanno voluto lo sterminio di tutta quella gente? Erano tutti innocenti e i bambini? Che cosa avevano fatto? Perché hanno lasciato che Itler sterminasse una razza intera? E tutti gli altri Paesi che hanno iniziato le guerre senza accettare un patto d’accordo di riconciliazione? Quelli vanno tolti dal mondo prima che incomincino ad uccidere innocenti. E tutti quei ragazzi soldati di Putin? Insomma si fa presto a dire eccettate la parola di riconciliazione se si ha a che fare con dei criminali! La gente malata di guerra va curata o tolta dal mondo. Adesso si fa presto a dire anche ma non dovevano attaccare L’Iran! Bravi che bella figura fate ora! Che Santi! Perché poi ci sarà la vendetta, allora lasciamo che si continui come hanno fatto fino ad ora, che in Iran come ancora in altri paesi, non si possa neanche dire una parola; un giovane non può esprimersi! Quanti ne hanno ammazzati fino ad oggi? Ragazzi e ragazze innocenti, sul fiore della loro vita! Quella non è guerra? Pensateci bene con profondità prima di esprimervi solo perché l’Iran ha fatto una mossa di vendetta; sapeste quanto è superficiale dire così! Ora speriamo solo che ci sia la rivolta dei giusti. Con l’aiuto della preghiera alla Vergine Maria forse se vorrà, qualcosa si vedrà. Però le guerre sono nel cuore degli uomini senza fede e dei malati di mente. Annalisa Ma tu non sei mai stanca? Elena No, non mi stanco mai, ma a volte se non riesco a dormire abbastanza poi mi viene sonno. 03/03/2026 Secondo te che cosa esige una patria malsana? (Come molte nazioni…) Elena Secondo me uno stato esige che su questa base le due generazioni fondino i loro sforzi ricostruttivi, e la loro unione diventi un centro che attragga il massimo numero di energie sane e valide; provenienti anche da altre correnti; e siano pur uomini che nelle presenti angustie, abbiano sentito per la prima volta la vocazione sociale. Dalla tendenza realistica di adeguare i propri sforzi alle esigenze dei tempi e alle necessità dei popoli, nascerà quel programma concreto di riforme che dovranno attuarsi nello Stato del domani. Ma già ora deve poggiare su alcuni punti fondamentali che s’ispirano ai nostri principi o sono conclusioni di un’esperienza sociale, ecomica e politica ormai secolare. La coscienza Le riforme politiche, sociali ed economiche, le garanzie costituzionali, i controlli amministrativi, le stesse sanzioni penali resteranno inefficaci se non è viva ed operante una coscienza vera e non superficiale. Le forze dell’ordine, la finanza, i giudici i revisori ecc. non bastano a frenare e a reprimere la corruzione; bisogna che tutte le istituzioni si sentano responsabili innanzi a “Dio”. I conflitti sociali non si possono comporre senza il senso di fraternità, e di fermento della civiltà cristiana. I patti internazionali non valgono niente se non c’è “coscienza” ma menefreghismo. La libertà politica di un popolo soccombe se non è accompagnata da una vita sociale onesta. Se tali freni di un governo non agiscono, sarà indotto per attuare le sue riforme ad una costrizione eccessiva e perfino ad una dittatura ferrea e sanguinaria. L’efficacia delle riforme statali è vincolata al miglioramento del costume. Tutti insieme i popoli dovrebbero agire con onestà in modo che quando qualcuno si sogna di volere la terra di un altro popolo allora si potrà risolvere al meglio la situazione con meno vittime. Sembra una cosa detta così, ma pensateci bene! Che cosa significa accudire gli anziani? Solo quando sono a letto infermi, oppure dare soccorso anche quando sono sani? Ci sono situazioni che non dobbiamo ignorare: solo perché due coniugi anziani sono in salute, non vuol dire che dobbiamo abbandonarli a loro stessi. Ci sono figli e nipoti che hanno speso un patrimonio senza guadagnare mai un centesimo, fino a quando i genitori o gli zii oppure i nonni avevano denaro da dare loro allora andavano a trovarli anche quando erano govani, ora che hanno chiuso i battenti del denaro perché altrimenti gli sollevano anche i mattoni della casa, allora quei nipoti ingrati non si fanno più vedere. Insomma ricattano perché gli zii hanno deciso di donare il resto del patrimonio a chi ha più cervello di loro. E hanno fatto bene, perché non si può arrivare a tanto! Non ci si fa pagare l’interessamento verso una persona! È umiliante e un colpo basso; dovreste incominciare a restituire il patrimonio che avete ricevuto dai vostri zii! Non erano neanche donazioni, ma prestiti, quindi quando incomincerete sarà fin troppo tardi! Prego, avanti! 04/03/2026 Elena Oggi vi citerò ancora Cesare Pavese su gentile richiesta del vostro prof. di Italiano. SEMPLICITÁ L’uomo solo che è stato in prigione —ritorna in prigione ogni volta che morde in un pezzo di pane. In prigione sognava le lepri che fuggono al terriccio invernale. Nella nebbia d’inverno l’uomo vive tra muri di strade, bevendo acqua fredda e mordendo in un pezzo di pane. Uno crede che dopo rinasca la vita, che il respiro si calmi, che ritorni l’inverno, con l’odore del vino nella calda osteria, e il buon fuoco, la stalla e le cene. Uno crede, fin che è dentro uno crede. Si esce fuori una sera, e le lepri le han prese e le mangiano al caldo, gli altri, allegri. Bisogna guardarli dai vetri. L’uomo solo osa entrare per bere un bicchiere quando proprio si gela, e contempa il suo vino: il colore fumoso, il sapore pesante. Morde il pezzo di pane che sapeva dilepre in prigione, ma adesso non sa più di pane né di nulla. E anche il vino non sa che di nebbia. L’uomo solo ripensa a quei campi, contento di saperli già arati. Nella sala deserta sottovoce si prova a cantare. Rivede lungo l’argine il ciuffo di rovi spogliati che in agosto fu verde. Dà un fischio alla cagna. E compare la lepre e non hanno più freddo. PROSA Il ricordo della prigione non abbandona mai l’uomo che vi è stato. Per il poeta, la libertà sognata fra le mura di un carcere non la si acquista uscendone, perché l’isolamento materiale si trasforma in solitudine esistenziale per l’uomo. L’idea di libertà si identifica, per il carcerato, con la libera e velocissima corsa alle lepri. Ma una volta libero l’uomo si ritrova dalla nebbia d’inverno, dai muri di strade dall’acqua fredda, e la prigione rivive ogni volta che morde un pezzo di pane, quando sarà tornato in libertà. I campi arati, il ciuffo di rovi spogliati lungo l’argine, già verde in agosto, e, prima i riferimenti alla città, all’osteria, alla stalla, richiamano il giudizio espresso dallo stesso Pavese su Lavorare stanca, la sua prima raccolta poetica, definita l’avventura dell’adolescente, che orgoglioso della sua campagna, immagina con simile la città, ma si trova la solitudine, e rimedia in maniera sbagliata con sesso e passioni, che servono solo a sradicarlo e gettarlo lontano da campagna e città: in una più tragica solitudine che è la fine dell’adolescenza e un inizio che sarà la sua vera fine. Elena L.
Febbraio 27, 2026 Uncategorized Elena Lasagna LETTERATURA ANTICA E MODERNA QUATTRO 27/02/2026 Oggi ritorniamo da Giovanni Pascoli con “L’acquilone” È una poesia di ricordi lontani, e di nostalgica ma rassegnata malinconia. Il poeta si trova a Messina, insegnante di letteratura latina all’università; l’aria tiepida di una giornata di fine febbraio, gli riporta alla mente una giornata di primavera di tempo fa, della sua fanciullezza, quando ad Urbino studiava nel collegio dei “Padri Scolopi. È un affollarsi di ricordi, un susseguirsi di immagini, in cui l’una richiama l’altra, finché la poesia dei ricordi lieti si trasforma improvvisamente in poesia della morte e del rimpianto. La visione dei tempi felici passati, richiamati alla mente del poeta, dalle vive sensazionini olfattive della incipiente e precoce primavera, in uno stupendo crescendo diventano illusione perfetta di realtà, tanto che alla fine realtà e ricordo si alternano con naturalezza e delicatezza di voce. Si ricorda quel giorno quando era in collegio; lo stesso sole e la stessa stagione con le prime viole, sotto le foglie secche vicino al convento dei Cappuccini. Si respira una brezza dolce, le soglie delle chiese ormai sono piene di erba fresca, sembra un’altra stagione, un altro luogo, un altro mese e un’altra vita come appunto era là in collegio. Vede gli aacquiloni alzarsi in cielo come bianche ali sospese. Il poeta immagine di essere là come quel giorno e osserva anche che nelle zone ombrose ci sono piante fiorite con le loro bacche invernali e sopra svolazza il pettirosso, dall’altra parte al sole si vedeva la lucertola che faceva capolino. Ed ora il vento si alza come gli acquiloni sono tutti fermi con davanti a loro Urbino ventoso ed ora incominciano ad impazzire: uno di qua, l’altro di là, pencolano, un altro risale e sale rubando il filo dalla mano del bambino esile, malato e uno strillo per l’emozione di averlo perso e il poeta ricorda uno ad uno i compagni della sua camerata e ricorda di questo bambino malato che salì in cielo come il suo acquilone; quanto pianse per lui quel giorno! Ma poi si ravvisò e tra lui e lui, disse: meglio venirci da giovane come hai fatti tu che da anziano. Tu hai visto cadere solo l’acquilone, e la tua giovinazza, ma hai goduto le mani di tua madre che ti pettinava i tuoi capelli e ti adorava, mentre noi vecchi ormai, abbiamo sofferto tante pene: per i nostri cari, per le guerre e per tutto quello che da adulti ci riserva la vita. Elena L. 28/02/2026 Ho una prosa di una poesia di Gabriele D’annunzio, “O falce di luna” . Romantica e moderna come i giorni nostri. O Falce di Luna O falce di luna calante che brilli su l’acque deserte, o falce d’argento, qual messe di sogni ondeggia al tuo mite chiarore qua giù! Aneliti brevi di foglie, sospiri di fiori dal bosco, esalano al mare Oppresso d’amor, di piacere, il popol de’ vivi s’addorme… O falce calante qual messe di sogni ondeggia al tuo mite chiarore qua giù. PROSA La visione di un paesaggio così, suscita sempre in un animo sensibile, sentimenti nostalgici, e rimpianto per la vita che passa e ci lascia da soli. In una dolce notte di luna calante, il poeta ammira e respira il silenzio delle acque del mare. Un dolce baglior si confonde nell’acqua cullata dalla brezza di maggio che riporta fin quaggiù il profumo dei fiori del bosco fino alle acque ; una viva sensazione di non essere soli nel silenzio e del bagliore della notte, per i vivi profumi e tutto quello che si raccoglie dal silenzio. La gente ormai è avvolta nel mondo dei sogni; nell’amore della notte si è addormentata, e la falce di luna continua a sognare complice insieme alla luce del poeta. Elena L. 05/03/2026 Con “I promessi sposi”nasce la letteratura moderna d’Italia. I PROMESSI SPOSI Il capolavoro di A. Manzoni è una delle massime espressioni letterarie di ogni tempo, è un romanzo che molti hanno definito storico: le vicende di “due promessi sposi” Renzo e Lucia, che dopo lunghi guai riescono finalmente unirsi in matrimonio, si svolgono nel Seicento, sullo sfondo della Lombardia dominata dagli spagnoli, e si intrecciano variamente con gli avvenimenti italiani con la guerra dei Trent’anni e le sue ripercussioni, dalla guerra per Casale Monferrato alla caduta dei Lanzichenecchi e alla peste milanese del 1630. Il mondo Secentesco ne viene fuori come un meraviglioso affresco, visto nei suoi costumi sociali e politici, rappresentata da figure di umili e di “potenti”, di vinti e di vincitori, sui quali aleggia e trionfa la Provvidenza Divina. È necessario chiarire subito che il romanzo manzoniano, non è come molti hanno ritenuto per lungo tempo e ingiustamente, opera di edificazione religiosa, e soprattutto esaltazione della rassegnazione e di abbandono inattivo ai valori della provvidenza; essa invece segna il vero trionfo della grandezza di DIO, che Manzoni nelle sue opere precedenti aveva visto il consolatore dei suoi figli , ai quali aveva dato la visione di sè: in esse Dio poteva con la sua bontà, e solo come bontà, salvare coloro che aveva illuminato e pervaso della sua grazia distraendoli e traendoli fuori dalla storia, ma rimanendone egli stesso escluso, come accade spesso nelle tragedie. Ma nei promessi sposi, Dio appare insieme come infinita bontà e come infinita giustizia, quella giustizia che si accetti o si respinga la Grazia, resta viva e operante in seno a tutta l’umanità. E se ne rendono conto alla fine del romanzo, i due sposi, che ragionando insieme sulle loro avventure, e cercando di darne un giudizio, con popolana semplicità, cavano una morale posta a conclusione del libro: “Dopo un lungo dibattere e cercare insieme, conclusero che i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato ragione; ma che la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani; e che quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia di Dio li raddolcisce e li rende utili per una vita migliore. Questa conclusione benché provata da povera gente, ci sembra giusta come tutta la storia. —————————- Abbiamo preso un pezzo del romanzo da analizzare, la parte politica, economica e sociale, mentre il resto del romanzo dei due promessi sposi la lasciamo per più avanti; il personaggio di don Abbondio lo abbiamo già conosciuto nel primo articolo di letteratura antica e moderna. Il romanzo inizia proprio con “Questo matrimoio non s’ha da fare”. In questo romanzo, le vicende di Renzo e Lucia s’intrecciano con reali fatti storici accaduti nella Lombardia dominata dagli spagnoli. Il romanzo ci dà un quadro storicamente esatto, un tumulto scoppiato a Milano e del comportamento delle parti contrapposte dei dominatori e dei dominati: la folla inferocita a causa della carestia, ha prima dato l’assalto ad un panificio, poi sempre più infuriata, si è recata nel palazzo del vicario di provvisione che si occupa, appunto dell’annona, e sta per assalirlo mentre questi si nasconde, arriva il sostituto del governatore spagnolo, Antonio Ferrer, che è benvoluto dalla folla perché aveva fatto diminuire il prezzo del pane, provvedimento che non era certo servito a risolvere la crisi economica esistente a Milano, ma che lo aveva reso molto popolare. La folla infatti si aspettava da lui un atto di giustizia. Il Manzoni sembra condannare contemporaneamente tanto la disonestà e l’astuzia di Ferrer, quanto la stoltezza dei popolani che si illudono che l’autorità si possa mettere alle porte del popolo. È qui l’aristocratico intellettuale che parla e che non può non descrivere con ironia sia il tumulto che l’intervento di Ferrer. Si sente sempre sebbene stemperata nell’ironia, l’amara convinzione manzoniana che le azioni degli uomini o sono stolte o deprecabili (la violenza delle masse) o astute o disoneste (l’abilità del Ferrer nell’informare la folla). Uno dei meccanismi più riusciti è quello del discorso di Ferrer che usa l’italiano per convincere e ingannare il popolo, e lo spagnolo per dire la verità: il linguaggio del potere è quasi sempre ambiguo e oscuro per poter meglio mentire. 06/03/2026 E adesso parliamo di “Fra Cristoforo” Come parli frate?… Renzo e Lucia saputo che il divieto della celebrazione del loro matrimonio è stato imposto da Don Rodrigo: Il prepotente signorotto del luogo, chiedono consiglio ed aiuto a fra Cristoforo, del vicino convento di Pescarenico. Il frate coraggiosamente decide di recarsi da don Rodrigo, per convincelo a desistere alla capricciosa passione concepita per Lucia, ma il colloquio fra i due è tempestoso e vano. Nei due si contrappone il “bene e il male”: L’uno incarna l’umiltà cristiana, la fede, gli ideali di giustizia, l’altro il sopruso, la sicurezza dell’impunità, il piacere dell’arbitrio. Il frate riconosce una sola potenza: quella di Dio, l’uomo è esaltato dall’idea che la potenza sia misurabile con la capacità di sottomettere i deboli con la violenza. Tuttavia in questo scontro tra bene e male, Manzoni vede anche nel malvagio la possibilità di redimersi; infatti don Rodrigo prova un certo turbamento ai richiami del frate, e addirittura ha paura quando sta per fare la sua profezia. Fine Come ho già scritto la parte che parla di Don Abbondio la troverete nel primo articolo di “Letteratura antica e moderna”. Ciao. Elena L. Marco Grazie Zia mi hai salvato un’altra volta. 10/03/2026 Oggi presento una poesia di Natalia Ginzburg, l’unica poesia che abbia scritto alla memoria di suo marito Leone Ginzburg, morto nelle carceri di Roma il cinque febbraio 1944, ucciso dalla ferocia della Gestapo, Natalia gli dedica questa poesia. Lei era nota nel mondo letterario con il nome di Alessandra Tornimparte, riprende il suo vero nome che dovette abbandonare, per ragioni raziali, nel periodo dell’oppressione fascista. Il marito Leone destituito dall’inseguimento universitario di letteratura russa, nel 1934 per essersi rifiutato di prestare “Il giuramento di fedeltà” al regime fascista, fu perseguitato e arrestato diverse volte. Fu uno dei primi collaboratori della casa editrice “Einaudi”, e dopo la caduta del fascismo 25 luglio 1943 si trasferì a Roma. Qui sopraggiunti i tedeschi, fu arrestato e recluso nel carcere di Regina Coeli, dove morì per le torture subite. Aveva 35 anni. Elena Lasagna. MEMORIA Gli uomini vanno e vengono per le strade delle città. Comprano cibi e giornali, muovono a imprese diverse. Hanno rosco il viso, le labbra vivide e piene. Sollevasti il lenzuolo per guardare il suo viso Ti chinasti a baciarlo con un gesto consueto. Ma era ultima volta. Era il viso consueto. Solo un poco più stanco, e il vestito era quello di sempre. E le scarpe eran quelle di sempre. E le mani erano quelle che spazzavano il pane e versavano il vino. Oggi ancora nel tempo che passa sollevi il lenzuolo a guardare il suo viso per l’ultima volta. Se cammini per strada nessuno ti è accanto. E non è tua la strada, non è tua la città. Non è tua la città illuminata è degli altri. Degli uomini che vanno e vengono comprando cibi e giornali. Puoi affacciarti un poco alla quieta finestra E guardare in silenzio il giardino nel buio. Allora quando piangevi c’era la sua voce serena. Allora quando ridevi c’era il suo riso sommesso. Ma il cancello che a sera s’apriva resterà chiuso per sempre. E deserta è la tua giovinezza, spento il fuoco, vuota la casa.