12.04.2018

LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOCINQUANTUNESIMA PARTE

Autore: Elena Lasagna

12/04/2018

 

IN CUCINA CON AMORE E CON

 

FEDERICA

 

Elena   oggi diamo inizio al duecentocinquantunesimo articolo di cucina,  sempre presente e mai stanca di presentarvi le mie ricette.  Vi presento  la mia faraona;  una frittura leggera e pulita nel senso dell’olio,  che non danneggerà la nostra salute.

 

 

FARAONA IMPERIALE

 

 

E adesso la impiattiamo in un letto di zucchine e asparagi.

 

Ingredienti: una faraona,  rosmarino,  origano,  timo,  sale,  pepe, limone,  vino bianco secco, spezie miste,  una cipolla dorata,  foglie di alloro,  cinquanta g di pancetta steccata,  tris di farine (farina di avena,  farina di grano tenero tipo “0”,  e un dieci % di farina di grano duro,  olio di qualità per la frittura.  Per il contorno zucchine trifolate e asparagi in crema di latte e parmigiano reggiano.

 

Esecuzione:  mettiamo la faraona a rosolare  a pezzi con la pancetta tagliata sottile,  dopo la rosolatura aggiungeremo il sale,  le spezie,  le erbe,  la cipolla e il vino (verrà cotta nel vino).  A cottura ultimata lasceremo raffreddare la carne poi la passeremo nel miscuglio delle farine e poi in padella con olio abbondante. La frittura risulterà  croccante fuori e morbida dentro.

 

Federica   Sembra che ci dica mangiami!

 

Elena  Per questo l’ho chiamata “faraona imperiale”,  è davvero deliziosa.

 

13/04/2018

 

Elena  Il piatto che sto per presentare ha un sapore di fresco e di nuovo,  molto buono e salutare.

 

RAVIOLI  AL MOJITO

 

 

Ingredienti:  lime,  menta fresca,  tre etti di ricotta vaccina,  noce moscata,  sale e pepe, settanta g di pecorino,  cinquanta g di parmigiano reggiano, fiori di tarassaco freschi centrifugati,  brodo di carne, una noce di burro,  farina per pasta fresca e due uova,  pancetta steccata g 100.

 

Esecuzione: per prima cosa facciamo il ripieno con la crema gel mojito fatta con lime  e menta, sale e pepe,  poi la mescoleremo alla ricotta,  aggiungiamo la noce moscata,  e il pecorino.  Poi è la volta della pancetta che dovrà essere tagliata a liste e fatta rosolare senza alcun grasso. Adesso facciamo la sfoglia e i ravioli,  (la pasta deve essere tirata sottile) dopo li cuoceremo nella padella con appena un mestolo di brodo.  A fine cottura   aggiungeremo  il burro, l’emulsione di olio e succo di fiori gialli,  una manciata di parmigiano e una grattatina di lime.  Il piatto è squisito,  nutriente dai sapori ben amalgamati ed è anche fresco.

 

Federica   Che cosa stupenda,  non ho mai mangiato dei ravioli così buoni!  Il mojito lo usano per dare freschezza ai dolci,  ma nella pasta non l’avrei mai immaginato!  Forse sono rimasta indietro non è vero?

 

Elena  Certo che no,  non si può sapere tutto.

 

14/04/2018

 

Elena  Ho fatto i canditi freschi e poi ho omaggiato gli agrumi di Sicilia con un dolce agli agrumi,  crema chantilly e cioccolato bianco,  e crema mojito.

 

DOLCE AGLI AGRUMI

 

 

Ingredienti:  un cerchio croccante ai pistacchi con il caramello, crema chantilly,  fatta all’italiana con crema pasticciera e panna lavorata a vanigliata,  crema al cioccolato bianco,  fatta sciogliere nella panna e poi  passata nell’abbattitore;  crema mojito fatta con menta e lime (scorza e polpa,  zucchero semolato,  glassa di copertura al cioccolato bianco fatta con  zucchero caramellato,  cioccolato bianco e ingrediente segreto,  canditi di agrumi misti, pezzetti di cioccolato fondente e cioccolato bianco.

 

Esecuzione:  il primo strato sarà fatto con il croccante ai pistacchi,  il secondo strato con il cioccolato bianco reso robusto dalla caramellatura dello zucchero,  il terzo strato è la crema chantilly fresca e rigida dall’abbattitore,  l’ultimo strato  è la crema mojito e poi la copertura e la decorazione con i canditi di agrumi misti di Sicilia.

 

Federica   Sai  anche questa torta è di una squisitezza,  tutti gli ingredienti si abbracciano con armonia,  non troppo dolce né troppo in niente,  e poi quei canditi così saporiti.  Questo dolce parla da sè come gli agrumi della Sicilia.

 

Elena  Grazie cara Fede  degli agrumi che mi hai mandato.

 

16/04/2018

 

Elena  Ecco la pizza con farina di segale,  energetica e squisita.

 

 

PIZZA CON FARINA DI SEGALE

 

 

Ingredientiper due pizze:  lievito madre,  mezzo cubetto di lievito di birra,  farina di segale 30% il resto farina di grano tipo “0” e “00”in parti uguali,  fino ad ottenere un impasto omogeneo consistente,  acqua,  due cucchiai di olio, sale. Cipollotti freschi,  mozzarella di bufala,  origano fresco,  acciughe sott’olio,  olio extra vergine d’oliva.

 

Esecuzione: impastare il tutto fino ad ottenere un panetto che non attacchi alle dita e nemmeno troppo consistente.  Lasciare lievitare per queattro ore e poi massaggiare l’impasto.  Il giorno successivo torneremo a massaggiare l’impasto poi stenderemo le pizze,  lasciamo riposare solo un’oretta e inforniamo a 240° per 10 minuti.  Una volta cotta la farciremo con gli ingredienti preferiti.  Questa è un’altra mia ricetta per fare la pizza.

 

Federica   È un’altra delle tue ricette valide per la pizza,  anche questa è squisitissima.

 

17/04/2018

 

Elena  E adesso facciamo il filetto in salsa maionese e lime.

 

FILETTO IN SALSA NUOVA

 

  Ingedienti:  filetto di manzo,  erbe aromatiche,  sale,  pepe,  due uova,  succo di tre lime,  150 g di olive verdi, olio extra vergine d’oliva,  salsa vinaigrette,  spezie miste,  cipolle fresche,  carote,  finocchi,  parmigiano grattugiato due cucchiai,  un pizzico di rafano.

 

Esecuzione:  mettiamo il filetto massaggiato con le spezie in una casseruola preriscaldata a 160° ,  lo rosoliamo bene,  apettiamo che si stacchi dal fondo e lo rosoliamo dall’altra parte.  Mettiamo il coperchio e lo lasceremo cuocere per qualche minuto (a noi la carne piace ben cotta) Una volta raggiunta la cottura scelta lo irroriamo con la maionese fatta con due tuorli,  sale,  pepe,  olio, succo di lime con l’aggiunta di spemuta di olive  .  Poi impiattiamo le verdure cotte al vapore  condite con vinaigrette,  e il piatto è molto ma molto saporito,  gustoso e anche invitante.

 

Federica   Diciamo pure che è squisito,  con sapori ben bilanciati,  e freschi,  è un qualcosa che fiorisce come la primavera,  una meraviglia!

 

18/04/2018

Elena   Ho dei ravioli molto interessanti,  dal gusto goloso e particolare:  sono i ravioli con le prugne secche californiane,  sembra una ricetta strana ma invece è molto vincente.

 

RAVIOLI CON PRUGNE DELLA

 

CALIFORNIA

 

 

 

Ingredienti per quattro persone:  quattrocento g di prugne secche della California,  tre etti di ricotta vaccina,  cento g di parmigiano reggiano più quello del condimento a piatto finito,  sale,  spezie miste,  noce moscata,  salvia,  olio extra vergine d’oliva gentile, crema di parmigiano, latte,  cannella.  per la pasta:  trecento g di farina per pasta fresca o semola di grano duro,  due uova,  sale.

 

Esecuzione:  far bollire le prugne con mezzo bicchiere di succo di uva nera o acqua e aceto balsamico.  Una volta cotte le pestiamo al mortaio,  le unimo alla ricotta,  sale,  noce moscata,  un pizzico di spezie miste,  il parmigiano grattugiato.  Una volta fatti i ravioli li cuoceremo nell’acqua salata,  e poi li scoleremo nella casseruola della crema di parmigiano fatta col latte e cannella, un giro di olio e parmigiano;  il piatto è pronto da servire.

 

Federica  Mi ricordo che alcuni anni fa a casa tua mangiai gli gnocchi con la ricotta e le prugne,  erano una cosa da sballo!

 

Elena   Sì,  sono piaciuti molto.  Io li mangiavo da piccola a casa di mia nonna,  quando mio nonno tornava a casa con la ricotta fresca di caseificio,  lei andava a prendere le prugne conservate che faceva durante il periodo estivo e poi mi faceva i ravioli (lei li chiamava tortelloni),  oppure ci faceva gli gnocchi.  Sono buoni e fanno bene.

 

19/04/2018

 

Elena   Oggi invece presento un’altra versione del mio gnocco fritto,  risulta leggero e croccante,  come se non fosse fritto.

 

GNOCCO FRITTO NUOVO

 

 

Ingredienti:  trecento g di lievito madre,  trecento g di farina tipo “00”,   un pizzico di zucchero e un pizzico di sale,  due cucchiai di olio,  due cucchiai di aceto,  un pizzico di rafano,  olio per friggere.

 

Esecuzione:  impastiamo il tutto e formiamo un panetto morbido.  Lasciamo riposare un’ora e poi si potrà procedere con il tirare la pasta  sottile col matterello. Una volta eseguita questa operazione ritaglieremo delle forme geometriche a nostro piacimento e poi passeremo alla frittura con olio sano.

 

Federica  Ha una leggerezza che sembra un velo,  ma allo stesso tempo ha anche una parte consistente;  ti dirò che è una frittura squisita,  ne vale la pena.

 

20/04/2018

 

  Elena  Ho fatto gli gnocchi con le patate che mi hai mandato,  erano squisiti!  È proprio vero,  se non c’è la materia prima  valida,  le cose non verranno mai come dovrebbero.

 

GNOCCHI DI PATATE E

 

TAGLIATELLE ALLE ORTICHE

 

 

Ingredienti:  un kg di patate,  farina q.b. per ottenere un impasto omogeneo,  (ne servirà meno di due ettogrammi compresa quella che viene usata per farli riposare sulla spianatoia.  Per le tagliatelle,  due uova,  e duecento g di ortiche lessate e strizzate,  ovviamente il sale e quattro hg di farina per pasta fresca.  Pe il condimento degli gnocchi:  pomodoro conservato in vasetti,  noce moscata, basilico fresco, e origano fresco,  olio extra vergine di oliva,  un porro,   sale, pepe e parmigiano reggiano.  Per le tagliatelle:  cento g di burrata,  parmigiano reggiano, olio extra vergine d’oliva spezie miste, salvia,  uno spicchio di aglio.

 

Esecuzione: mettiamo le patate a cuocere,  nel frattempo faremo il ragù con pomodoro,  un porro, origano e basilico.  Passiamo le patate e poi le impastiamo con pochissima farina,  un pizzico di sale e noce moscata. Li mettiamo a cuocere in acqua bollente e dopo la scolatura lli metteremo nella casseruola del ragù,  aggiungeremo un giro di olio e, parmigiano poi ancora un po’ di erbe fresche e gli gnocchi sono squisiti.  Ora facciamo le tagliatelle con le uova e le ortiche tagliate finemente;  impastiamo con la farina fino ad ottenere un impasto elastico e vellutato.  Tiriamo bene la sfoglia e poi le tagliatelle.  Le scoleremo nella casseruola dove abbiamo fatto soffriggere l’aglio, con un po’ di olio,  la salvia poi metteremo le spezie,   la burrata e il parmigiano.  Ecco il piatto!

 

Federica   Immagino i profumi!  Sono molto invitanti.

 

Elena  Grazie di tutto!

 

 

 

 

05/04/2018

 

Rispondo ai miei amici che mi hanno chiesto l’importanza del potassio.  Voglio ricordare però che le condizioni accentuate di iperpotassiemia o di ipopotassiemia sono molto pericolose per i notevoli riflessi sulla funzione cardiaca.

IL POTASSIO

 

Questo elemento chimico di importanza vitale per il nostro organismo,  il suo simbolo è  la lettera “k”.  È molto importante mantenere nelle cellule e nei liquidi organici un appropriato rapporto quantitativo tra potassio e sodio. Il potassio esercita un’impotante funzione sul muscolo cardiaco, diminuendo la forza di contrazione,  l’eccitabilità, e il buon funzionamento del cuore.  A forti dosi il potassio provoca la contrazione della muscolatura liscia e dei vasi sanguigni,  libera acetilcolina dai depositi tessutali,  stimola i gangli del sistema simpatico e la midollare del surrene,  aumenta la contrattilità dei muscoli scheletrici.  Il potassio viene introdotto nell’organismo con gli alimenti e viene eliminato soprattutto per via renale.  Continua.

 

06/04/2018

 

In certi soggetti con insufficienza renale acuta o cronica, nei quali esiste un deficit dell’eliminazione urinaria del potassio si possono instaurarsi stati si iperpotassiemia a seguito di forti dosi di potassio per via endovenosa.  Mentre a causa di varie situazioni patologiche come vomitoincoercibile,  diarree,  acidosi,  tumori surrenalici,  impiego protratto di certi diuretici,  si può verificare un’eccessiva perdita dell’elemento,  e quindi una condizione di ipopotassiemia caratterizzata dalla perdita dell’appetito,  nausea,  astenia,  crampi muscolari,  ileo paralitico,  confusione mentale,  turbe elettrocardiografiche con inversione dell’onda T e ipotensione.

Come gìa accennato il potassio come il sodio controlla l’equilibrio idrico dell’organismo.  Ha un effetto diretto sul sistema nervoso e si trova nei legumi,  specialmente in quelli secchi, nella  carne, nel pesce,  nella melassa,  nella frutta e nella verdura fresca,  nella frutta secca,  nella paprika,  nell’uva,  nelle patate, nei succhi di mela e di mirtilli,  nelle castagne ecc.

 

09/04/2018

 

IL  MAGNESIO

 

Anche il magnesio come il potassio è un elemento di notevole importanza per il nostro organismo,  in quanto indispensabile per il rilassamento muscolare,  inoltre favorisce l’eliminazione delle scorie. Il suo simbolo si distingue con MG.   Il magnesio è un elemento dotato di importanti funzioni biologiche;  ne sono ricchi i nostri muscoli e le ossa.  Di norma il siero contiene 1.6 mEq /1 di magnesio,  in parte combinato con le proteine plasmatiche.  Delle forti quantità di magnesio auunte con gli alimenti,  soltanto una piccola quantità viene assorbita,  dato che per la presenza del ph dell’intestino il magnesio forma idrossidi che hanno scarsa tendenza a superare la barriera intestinale.  la diminuzione del tasso di magnesio nel sangue (ipomagnesemia) provoca appunto spasmi e  convulsioni muscolari di tipo tetanico,  dovuti all’aumento dell’eccitabilità nervosa e muscolare.  Negli umani si conosce uno stato di carenza magnesiaca,  detta tetania normocalcemica,  associato ad un ridotto assorbimento intestinale dell’elemento e curabile mediante assunzione di magnesio per via parenterale.  Anche gli alcolisti cronici sono molto carenti di magnesio,  e tale carenza viene  da taluni messa in rapporto con le manifestazioni cliniche del delirium tremens.  Un fenomeno biochimico tipico degli stati di carenza di magnesio è costituito del deficit muscolare del potassio.  L’aumento delle concentrazioni ematiche del magnesio (ipermagnesemia)  determina astenia  e depressione del sistema nervoso centrale con paralisi neuromuscolare conseguente al blocco della liberazione di acetil-colina a livello dei nervi motori.  Tale effetto è antagonizzato dalla somministrazione di calcio.  A forti dosi il magnesio deprime il cuore e abbassa la pressione arteriosa per azione sui gangli simpatici.  In medicina molti sono i sali di magnesio adoperati a scpom diagnostico e anche terapeutico,  tra questi ricordiamo: La magnesia bianca,  antiacido, il trisilicato di magnesio,  usato come astringente e antidiarroico,  il citrato e il solfato di magnesio,  che ha proprietà purgative.  Il solfato di magnesio ha inoltre proprietà di  aumentare il flusso biliare,  con azione coleretica a piccole dosi e colagoga a dosi elevate.  C’è anche l’iposolfito di magnesio usato come antiallergico,  per via endovenosa nel trattamento dello shok anafilattico,  e l’ascorbato di magnesio,  usato come cardiodeprimente e neurodeprimente.

Dove si trova il magnesio a livello naturale?  Si trova nelle verdure a foglie,  nei mulluschi,  nelle noci,  nei cereali interi  nel miele naturale,  ecc.

 

10/04/2018

 

IL CLORO

 

 Il simbolo di questo elemento chimico è CI,  il cloro è un normale costituente dei tessuti animali e vegetali.  Negli umani,  o per meglio dire nei loro tessuti,  il cloro è presente in gran parte come cloruro di sodio.  Il sangue  contiene 300 mg di cloro per 100 g,  mentre due g di cloro/litro sono contenuti nei succhi gastrici sotto forma di acido cloridrico.  Esso ha proprietà ossidanti e denaturanti delle proteine inoltre è un tipico veleno del protoplasma  e possiede un’intensa e particolare azione battericida. Ad eccezione dei germi acido resistenti come il bacillo tubercolare,  i microrganismi vengono distrutti già a concentrazioni di 0.1-0,25 parti di cloro per milione.  L’impiego del cloro alimentare viene tuttavia limitato per l’azione irritante e corrosiva a carico dei tessuti.  Si preferiscono quindi i derivati inorganici,  i quali posti in soluzione,  liberano lentamente l’alogeno.  Continua

 

11/04/2018

 

L’azione germicida di questi composti viene definita in base al valore poercentuale del cloro disponibile,  cioè  in rapporto alla misura nella quale liberano in soluzione il cloro nascente.  I principali cloroderivati inorganici ad azione antisettica sono l’ipoclorito di sodio e l’ipoclorito di calcio. Il primo viene spesso adoperato in soluzione acquosa allo 0,5% (liquido di Carrel-Dakin) per detergere e disinfettare ferite e piaghe supurate.  L’ipoclorito di calcio è troppo irritante per essere adoperato sulla cute e sulle mucose;  viene invece largamente adoperato per disinfettare e deodorare locali infetti ecc.  Mentre tra i derivati organici che possiedono azione battericida del cloro vi sono le clorammine,  sostanze che esercitano azione antisettica fino a diluizioni di 1: 10 000.  Le clorammine sono meno attive degli ipocloriti,  ma hanno azione più prolngata,  irritano meno i tessuti e mantengono per lungo temp il loro potere ossidante,  per cui possono essere preparate e conservate in tavolette da sciogliersi nell’acqua al momento dell’uso.  Una clorammina di largo impiego è la tossil-clorammide o diclorina, polvere bianca-giallastra con debole odore di cloro,  contenente il 13% di cloro disponibile.  Per la sua ottima tollerabilità si adopera in soluzione acquosa allo 025-05% come disinfettante chirurgico. A causa del largo impiego del cloro possono avvenire degli avvelenamenti,  provocati dall’inalazione del gas, che è pericoloso già alla concentrazione di 1 :10000 e diventa letale alla concentrazione di 1 :1000.  L’inalazione del cloro provoca intenso spasmo della laringe e dei bronchi,  tosse,  dolore e sensazione di bruciore al petto e penoso senso di soffocamento.  Nei casi gravi compaiono in seguito edema polmonare, disturbi respiratori,  e insufficienza cardiocircolatoria.

 

21/04/2018

 

IL FOSFORO

 

Anche il fosforo è un elemento di grande importanza biologica;  si contraddistingue con la lettera o simbolo “P”.  È molto importante sia per la sua distribuzione ubiquitaria in senso anatomico,  sia per il grande numero di processi metabolici ai quali prende parte sotto forma di fosfato.  Nel sangue e negli altri fluidi fisiologici esso si trova sotto forma di fosfato bisodico e di fosfato monosodico,  solitamente nel rapporto di 4:1.  Nelle strutture ossee è presente sottto forma di fosfato di calcio,  che rappresenta la sostanza minerale dell’osso.  Nelle cellule predominano invece i fosfolipidi e le fosfoproteine oltre ai fosfati organici,  costituenti di numerose e importanti molecole,  tra cui l’adenosintrifosfato (ATP),  LE PURINE E L’ACIDO DESOSSIRIBONUCLEICO (DNA).  Ifosfati intervengono nelle tappe principali del metabolismo glicidico,  lipidico e proteico,  come pure nel meccanismo di eliminazione renale dei cataboliti acidi,  nel mantenimento del (pH) e dei livelli del calcio nel sangue.  I materiali chimici contenuti nelle cellule come prodotti di riserva energetica sono in gran parte costituiti da fosfati,  detti appunto “fosfati ad alto livello energetico”.  Numerose sono le malattie che si accompagnano a squilibri del metabolismo e del ricambio dei fosfati,  sono:  l’osteoporosi, l’osteomalacia,  il rachitismo, l’osteite fibrocistica,  l’insufficienza renale cronica.  Delle forme allotropiche del fosforo ha importanza tossicologica soltanto il fosforo bianco,  a cui si devono,  nell’industria,  non vari avvelenamenti da aspirazione di fumi volatili;  l’uso che si fa del fosforo bianco negli insetticidi e altri veleni,  se ingerito può provocare avvelenamenti che si manifestano con disturbi del tratto gastroenterico e lesioni successive a carico del fegato,  del cuore,  dei reni e soprattutto del sistema nervoso centrale.

Come abbamo capito il fosforo compie le stesse funzioni del calcio,  collabora alla conversione delle proteine in amminoacidi e all’assimilazione dei grassi e dei carboidrati. Ma perché calcio e fosforo vengano assimilati dall’organismo è necessaria la presenza della vitamina “D”.

 

13/04/2018

 

IL RAME

 

Il simbolo di questo elemento chimico è “Cu”.  Esso è presente nella struttura di numerosi enzimi ossidativi e costituisce un elemento essenziale per l’uomo.  Il rame interviene nei processi dell’osteogenesi,  nell’eritropoiesi,  nell’assorbimento intestinale e nel metabolismo del ferro.  L’uomo dovrebbe assumere giornalmente con la dieta 2,5-5 mg di rame,  questa è la quantità che dovrebbe sufficiente a mantenere l’equilibrio metabolico.  Il contenuto totale di rame nell’organismo umanoè valutato nell’ordine di 140-210 mg. le concentrazioni più elevate si hanno nel cervello,  nel cuore e nei reni. i livelli ematici del rame variano da 0,7 a1,6 mg/l e aumentano notevolmente nel corso della gravidanza.  Non si conosce ancora negli umani una sindrome da carenza di rame,  ma negli animali di laboratorio tenuto a dieta priva di rame è emerso che compaiono rapidamente alterazioni gravi come l’anemia, disturbi cardiaci e intestinali, alterazioni ossee,  difetti della pigmentazione del pelo,  ecc.  Mentre nel morbo di Wilson, che è una rara malattia umana dovuta ad un’eccessiva deposizione di rame nei tessuti conseguente al deficit congenito di ceruloplasmina. Negli ultimi anni si è scoperto che una eccessiva assunzione di rame e di ferro potrebbero essere in molti casi responsabili in parte del morbo di Alzheimer.  Continua nell’articolo “risposte ai lettori quarantadue cinquantottesima parte.

 

 

 

05.04.2018

LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOCINQUANTESIMA PARTE

Autore: Elena Lasagna

05/04/2018

 

IN  CUCINA CON AMORE E CON

 

FEDERICA

 

Elena  Hai mai assaggiato la salsiccia fatta con la carne di oca? È davvero buona,  si può cucinare anche stufata,  non è grassa come dicono,  e non fa male.  Ti presento la ricetta.

 

MELANZANE INCORONATE CON

 

SALSICCIA DI OCA

 

 

Igredienti:  due salsicce di carne di oca,  una melanzana grande,  verza stufata,  un peperone rosso, dragoncello,  olio extra vergine d’ oliva,  aceto di mele e aceto di acero, olio per friggere,  panco,  pastella fatta con vino bianco e farina di riso, farina di grano tenero tipo “0”, un cipollotto,  uno spicchio di aglio, prezzemolo, sale e pepe.

 

Esecuzione:  per prima cosa mettiamo a lessare la verza con un po’ di brodo,  sale,  pepe, aceto di mele,  due spicchi di aglio;  iniziamo ora a stufare la salsiccia con il cipollotto,  un peperone rosso,  il dragoncello,  niente sale e niente spezie perché la salsiccia ne contiene a sufficienza. Una volta fatto questo stufato mettiamo a friggere la melanzana tagliata precedentemente a cubetti,  salata e pepata, togliamo l’acqua che ha rigettato con il sale e  la spuzziamo con l’aceto di mele,  l’avvolgeremo nella farina e via nell’olio bollente.  Adesso prendiamo una fetta grande di melanzana che abbiamo risparmiato all’inizio e la passeremo nella pastella di panco,  vino bianco e farina di riso,  la mettiamo a cuocere nell’olio bollente e poi sull’assorbente.  Adesso è l’ora di preparare il piatto:  prima metteremo la verza irrorata con un po’ di olio,  poi lo stufato d’oca e le melanzane fritte e buon pranzo!

Federica  Un buon piatto davvero,  non c’è che dire!  Ma dimmi tu non stai facendo la dieta del dopo festività pasquale?

 

Elena   No,  perché dovrei?  Io non mi sono abbuffata,  quindi continuo a comportarmi come sempre.  Se durante le feste non prendi nemmeno un etto e poi sei stata attenta alle calorie allora non c’è bisogno di sacrificarsi in questo senso.  Per me è più difficile a Natale,  mentre in altri periodi dell’anno non faccio fatica a rispettare la dieta.

 

06/04/2018

 

Federica   Ciao,  questa volta sono io la prima a salutarti,  non vedo l’ora di vedere la prossima ricetta.  A proposito,  la salsiccia di oca è molto buona,  ma a mangiarla poi non si diventa come le oche?  Già che lo  sono e se poi mi aggraverò povera me!

Elena  Ma figurati se sei oca tu! Le oche non sono come te credimi!  Davanti a te c’è una fila lunga!  Fanno delle figuracce e poi pensano che gli altri no n si accorgano!  Ma passiamo alla ricetta del giorno: oggi abbiamo la faraona con i paccheri,  prova a farla e poi mi saprai dire.

 

FARAONA CON I PACCHERI

 

 

Ingredienti per quattro persone:  venti paccheri,  coscia e petto di faraona,  timo,  aglio,  vino bianco,  una noce di burro,  olio extra vergine d’oliva,  brodo vegetale,  patate,  scalogno,  peperoncino,  aceto di acero,  parmigiano reggiano,  sale e pepe.

 

Esecuzione:  per prima cosa mettiamo la faraona a rosolare,  poi la sfumiamo con il vino,  lasciamo evaporare,  aggiungeremo  il timo,  l’aglio e il rosmarino,  poi saliamo,  mettiamo anche un po’ di peperoncino e il brodo.  Adesso prepariamo le patate per la cottura al vapore,   le tagliamo a piccoli tocchetti ci metteremo anche un po’ di pepe, e scalogno,  saliamo e a cottura ultimata le mescoliamo ai pezzetti di intingolo di faraona.  Lasciamo sciogliere un po’ di burro,  aggiungiamo l’olio e adesso aspetteremo la cottura dei paccheri nel brodo;  li scoliamo al dente e li mantechiamo nella casseruola dei sapori,  aggiungeremo il parmigiano ed il piatto è pronto.

 

Federica   Bello e buono anche questo piatto,  è un piatto felice!

 

07/04/2018

 

Elena   Pensavi che non ti avrei chiamata?   Per mancare a questo appuntamento deve succedere qualcosa di importante,  spero sempre di bello.  Questa sera ti presento il pesce,  una frittura leggera di pesce azzurro misto.

 

FRITTO MISTO DI PESCE

 

AZZURRO

 

Ingredienti:  sarde,  alici,  orata,  triglie.  Farina di grano tenero tipo “0”,  rosmarino,  sale, pepe,  limone, cipollotti crudi e cipollotti fritti,  fagioli borlotti,  olio per friggere e olio extra vergine d’oliva per condire.

 

Esecuzione:  puliamo bene il pesce,  sfilettiamo l’orata e la taglieremo a pezzetti,  una volta lavato per bene lo lascaimo riposare con un po’ di succo di limone.  Adesso tagliamo i cipollotti a fettine e gli altri li faremo in insalata insieme ai fagioli lessati  che condiremo con aceto di ribes,  aceto di mele sale, e pepe.  Ora facciamo la frittura  infariniamo il pesce e i cipollotti, prima friggeremo i cipollotti e poi il resto.  Impiattiamo il pesce in un letto di fagioli e cipollotti aggiungendo solo sale e pepe q.b. sarà buonissimo.

 

Federica   Con te ho imparato molti modi diversi di di fare la frittura,  grazie!  Auguro una buona domenica a tutti! Ciao!

 

09/04/2018

 

Elena   Ieri sera con la bambina di tuo fratello sono rimasta di stucco,  sai cosa mi ha chiesto?  Come fanno i capelli di Erika a crescere così in fretta?  Ieri erano corti così,  oggi invece erano giù dalle spalle.  Le ho risposto che prendono una medicina potente,  non mi ha creduto,  a quattro anni è così perspicace da non crederci.  Mi ha chiesto una cosa e sapeva già la risposta.  I bambini di questa età sono tutti meravigliosi!  Ma passiamo alla ricetta di casa mia: ho un’altra frittatina buona buona fatta con altre erbe.

 

FRITTATA  ALLE  ERBE

 

 

Ingredienti:  per quattro persone cinque uova,  un ciuffetto di erba cipollina,  crescione,  erba luisa,  timo,  sale e pepe, parmigiano reggiano,  olio extra vergine d’oliva,  aceto di mele,  schiacciata di farina di mais alla piastra,  riccione di campo coltivate, una noce di burro, peperoni rossi.

 

Esecuzione:  tritiamo bene le erbe,   facciamo la frittata con le uova,  il parmigiano e incorporiamo le erbe,  sale e pepe,  poi la metteremo in una padella con il coperchio e verrà cotta lentamente.  Poi facciamo la polenta,  diamo la forma, la lasceremo indurire poi la mettiamo sulla piastra e la impiatteremo con sopra le riccione stufate,  ai piedi le frittatine,  ed ecco il piatto!

 

Federica   L’ho fatta anch’io come mi hai detto tu ed è risultata con un sapore incredibile;  nessun sapore copriva l’altro,  meraviglioso!

 

10/04/2018

 

Elena   Ti presento la focaccia che ho appena inventato:  è una focaccia leggera e bollosa,  molto croccante.

 

LA FOCACCIA DI CASA MIA

 

Ingredienti per quattro persone:  un kg di farina “00”, un cubotto di lievito per pane,  acqua o latte, q.b. fino ad ottenere un panetto omogeneo che non attacchi alle dita,  due cucchiai di grappa,  due uova intere,  quattro cucchiai di olio di arachidi,  sale,  e due cucchiaini di zucchero.

Esecuzione:  Lavorare l’impasto,  poi tirarlo sottile con il mattarello, ritagliare dei cerchi grandi quanto la piastra, e lasciare riposare per quattro ore.  Dopo la lievitazione infornare a 250° per qualche minuto o usare la cottura della piastra come si fa con la piadina.  Il risultato è eccellente perché la pasta è croccante,  bollosa e friabile,  non è né pizza né piadina,  ma è buonissima.

 

Federica   Io so che tutte le cose lievitate ti vengono da dio,  io invece non ci riesco sempre.

 

Elena   Quando non ti riesce vieni da me che la faremo insieme,  così vedrai dove sono i passaggi sbagliati.

 

11/04/2018

 

Elena   E oggi cara Fede io ti presento un piatto metà estivo e metà autunnale,  perché in questa ricetta mi servono i funghi.

 

PEPERONI  AL PATÉ DI FUNGHI

 

 

Ingredienti:  peperoni nostrani, funghi porcini freschi,  funghi pioppini, finferli e porcini secchi;  capperi,  sale e pepe, uno scalogno,  uno spicchio di aglio,  parmigiano reggiano, pecorino, latte,  crema di parmigiano e pane raffermo.  Per il contorno:  radicchio rosso e bianco,  pomodori,  olive, cappelle di porcini,  finocchio,  lattuga gentilina,  mezzo cipollotto,  olio extra vergine d’oliva, aceto di mele,  aceto di acero.

 

Esecuzione:  puliamo bene i funghi,  nei porcini usiamo solo il gambo,  la cappella la faremo in insalata,  poi una volta puliti bene li sbollentiamo e li mescoliamo ai porcini secchi ammollati.  Li mettiamo insieme al formaggio e li passiamo nel tritatutto;  aggiungeremo un filo di olio, il pane ammollato nell’acqua dei funghi e strizzato,  sale,  pepe, capperi e l’ingrediente segreto.  Una volta fatto il paté lo useremo a riempire i peperoni già passati al forno,  poi ancora caldi ci verseremo la crema di parmigiano fatta al mixer.   Raccogliamo i peperoni ripieni e li serviremo con un’insalata mista.

 

Federica   Buonissimo questo paté,  è molto valido anche sulla pasta,  anzi,  squisitissimo!

 

Federica  Ne vuoi sentire una bella?  Sembra uno scherzo ma non lo è.  Ieri sera sono andata in un negozio,  c’era il titolare e non si era accorto della moglie che data l’ora stava smuovendo degli oggetti esposti fuori,  lui credendo che fosse una ladra le gridò dicendo:  “ma cosa stai facendo!  Guarda che se non molli tutto chiamo la polizia!  Lei spaventatissima perché ovviamente credeva che suo marito stesse dettando i numeri, si mise ad urlare forte,  attirando l’attenzione di due passanti.  Insomma una scena così,  sembrava recitatassero invece poveri loro era la verità!

 

Elena  A volte certe persone portano le briglie e non guardano mai le loro mogli come si dovrebbe,   alla fine della giornata si ritrovano con tanta stanchezza che non si riconoscono più!

 

Fedrica  Allora è vero che lamore è cieco!

 

Elena   Dici? Più cieco di così!  Ci sentiamo nel prossimo articolo di cucina.  Ciao!

 

 

27/03/2018

 

IN CUCINA CON AMORE E CON

 

FEDERICA

 

Federica   A Pasqua vorrei fare un dolce classico e semplice ma allo stesso tempo tradizionale,   cosa potrei fare che non sia la solita colomba o torte?

 

Elena   Ci sono dolci che possono essere rivisitati con  creatività,  per esempio le bignole con l’impasto al sapore che preferisci,  e farcite di creme miste;  poi un’altra variante può essere la torta tagliatella alle mandorle e crema di mandorle e cioccolato;  si potrebbe fare anche una buona crema chantilly accompagnata dal salame dolce rivisitato.

 

Federica   Mi va bene l’ultima,  grazie.

 

CREMA CHANTILLY E SALAME

 

DOLCE RIVISITATO

 

 

 

Ingredienti per il salame:  cinquanta g di cacao amaro,  cento g di zucchero a velo, cento g di nocciole tostate,  cento g di mandorle tostate, centocinquanta g di biscotti secchi,  due uova, cento g di cioccolato fondente sciolto a bagno maria,  settanta g di burro, mezzo bicchierino di liquore a preferenza,  due bacche di vaniglia.  Per la cream chantilly:  cento g di panna montata parzialmente, centocinquanta g di crema inglese o crema pasticciera,  fragole,  decorare con panna montata.

 

Esecuzione:  facciamo la crema pasticciera,  poi montiamo la panna solo parzialmente e la incorporiamo sulla crema raffreddata,  guarniremo con la panna montata perfettamente,   (altrimenti si smonta)  e poi abbineremo alcune fettine di salame dolce e fragole.  Facciamo il salame sbattendo le uova con lo zucchero,  aggiungeremo il burro, il cacao, il cioccolato fondente sciolto a bagnomaria,  poi i biscotti tritati e la frutta secca tostata e gli aromi.  Mescoliamo per amalgamare bene gli ingredienti e poi formeremo il salame avvolto nella carta da forno,  lo lasceremo riposare un giorno prima del consumo.  Ed eccoli nella foto in alto.

 

Federica  Mi piace molto,  grazie.

 

Elena   Nella decorazione non ho aggiunto altro perché il salame ha già dentro molti ingredienti saporiti.

29/03/2018

 

Elena   Se vuoi un piatto magro ma molto saporito e leggero ti leggo la ricetta e puoi vedere la foto sotto.  Sono i cappelletti senza ripieno,  conditi con sugo alle erbe,  pomodoro e fagioli.

 

CAPPELLETTI SENZA RIPIENO

 

 

Ingredienti:  quattrocento g di semola o farina per pasta fresca,  tre uova,  sugo di pomodoro fatto in casa,  fagioli borlotti stufati con erbe e conditi con parmigiano eolio extra vergine d’oliva; pecorino e parmigiano grattugiati,  basilico,  origano,  rosmarino.

 

Esecuzione:  facciamo a sfoglia fresca,  poi tracciamo dei quadratini,  e uniremo due basi girandole su se stesse,  come si fa con i cappelletti veri.  Li lasciamo riposare e nel frattempo preapreremo il sugo con il sugo di pomodoro fatto in casa e pronto per l’uso,  uniremo lo stufato di fagioli fatto con gli scalogni,  vino, brodo vegetale e spezie,  poi lo condiremo con un po’ di parmigiano e olio.  Ora scoliamo la pasta al dente,  cotta nel brodo e la metteremo nella casseruola del sugo,  mantechiamo,  e a fuoco spento metteremo il parmigiano e un giro di olio e pepe.  Sono di un gusto e di una leggerezza incredibile.

 

Federica   Le tue ricette sono magiche!

 

Elena  Anche le tue!

 

29/03/2018

 

Elena   A Pasqua in molte famiglie abbiamo ancora una volta protagonista il baccalà.  Io lo presento in due versioni: l’ho cucinato in bianco con i cipollotti,  e l’ altro l’ho fatto in crocchette.  Sono buoni entrambi.

 

Federica  Il baccalà è sempre un grande piatto!

 

BACCALÁ IN DUE VERSIONI

 

 

Ingredienti:  baccalà dissalato q.b.,  pangrattato fine,  aglio e prezzemolo,  alloro,  capperi, aceto di acero, cipollotti bianchi, latte,  parmigiano grattugiato,  chiodo di garofano, patate, olio extra vergine d’oliva,  miele,  cerfoglio, sale e pepe.q.b., cicoria verde e cicoria bianca farina di tipo”0″ + un 20% di farina di mais macinato fine,  vino bianco secco,  olio per frittura.

 

Esecuzione: mettiamo subito le verdure a lessare al vapore,  tranne i cipollotti che verranno cucinati in agrodolce.  Adesso tagliamo a pezzetti il baccalà,  togliendo tutte le lische,   poi,  metà lo cucineremo in umido al tegame passato nel pangrattato,  e parmigiano,  erbe sale e pepe.  L’altra metà la faremo fritta in crocchette soffici dentro e croccanti fuori. Passiamo all’altra parte che prima passeremo nella pastella e faremo una frittura leggera al punto giusto.

Federica  A Pasqua metterò in tavola anche questo piatto.

 

30/03/2018

 

Elena   Sto mostrando un’altra ricetta di un secondo piatto molto buono ma che a me sinceramente non piace,  si tratta del’agnello,  le costolette di agnello.

 

COSTOLETTE DI AGNELLO

 

 

Ingredienti:  costolette di agnello q.b.,  vino rosato,  sale,  pepe,  un pizzico di rafano,  rosmarino,  timo,  salvia,  due chiodi di garofano,  un pizzico di cannella,  olio extra vergine d’oliva,  una noce di burro,  aglio,  scalogno.

Esecuzione:  mettiamo a bagno le costolette nel vino con sale,  pepe,  garofano,  cannella e rafano.  Il mattino seguente le metteremo a dorare in padella senza grassi aggiunti,  dopo la doratura aggiungeremo le erbe,  un po’ di burro e un mestolo di brodo.  A cottura ultimata servire in un letto di topinambur trifolati e  patatine al forno.

 

Federica  A me le costolette di agnello piacciono solo così,  diversamente cucinate hanno ancora quel sapore che non mi piace per niente.

 

Elena  Ed ora presentiamo la terza torta pasquale,  fatta di tre creme e cioccolato.

 

TERZA TORTA PASQUALE

 

 

Ingredienti:  gianduia,  cioccolato fondente,  zucchero a velo,  glassa di fragole,  due dischi di pan di Spagna sottile,  panna montata,  crema alla banana,  crema  alla fragola,  crema al cioccolato fondente.

 

Esecuzione:  incominceremo dal pan di Spagna,  nel frattempo  faremo le creme con le fragole frullate e setacciate,  le addensiamo e le mescoliamo alla crema di panna,  la stessa cosa faremo con le banane e con il coccolato.  Andranno tutte nell’abbattitore e poi comporremo la torta con il pan di spagna spennellato nel limoncello fatto in casa. Per decorare abbiamo fatto delle scaglie di cioccolato fondente,  dei ciuffi di gianduia e per finire ci andrebbe la panna montata a fiocchi o a roselline,  ma non l’ho finita perché si potesse vedere la glassatura.  I bordi andrebbero coperti di roselline di panna montata.

 

Federica  Anche questa torta è stata di una bontà incredibile!

 

31/03/2018

 

Elena   C’è un altro dolce che potresti aggiungere a quelli di domani,  si tratta di un semifreddo,  poi lo potrai servire anche a palline o a fette;  io l’ho servito a palline come il gelato.

 

SEMIFREDDO GOLOSO

 

 

 

Ingredienti:  crema di cioccolato,  crema al mascarpone,  zabaione, crema all’amaretto, crema di lampone.  Per ottenere queste creme occorrono:  trecento g di zucchero semolato,  duecento g di cioccolato fondente dolce,  alchermes, cinquecento g di panna liquida,  sette tuorli,  duecento g di ricotta fresca,  una bustina di zucchero a velo con vaniglia,  trecento g di lamponi freschi. Due bacche di vaniglia,  marsala.

 

Esecuzione:  sciogliamo il cioccolato in centocinquanta g di panna,  aggiungeremo cinquanta g di zucchero semolato e mescoliamo bene fino ad ottenere una crema semiliquida.  Lo stesso faremo con i lamponi,  li maciniamo,  poi aggiungeremo cento g di zucchero,  la panna centocinquanta g e dopo aver mescolato bene le due creme separate le metteremo nell’abbattitore.  Adesso facciamo la terza crema allo zabaione,  mescolando bene lo zucchero con i tuorli fino a farli diventare una crema spumosa,  lo metteremo sul fuoco a bagnomaria con il marsala.  Una volta denso lo lasceremo raffreddare e ci aggiungeremo la panna centoventicinque g. e 100 g di mascarpone.  Ora facciamo la crema con la ricotta,  panna ,  vaniglia,  zucchero a velo q.b., e amaretti sbriciolati, metteremo anche questa come le altre tre creme nell’abbattitore e quando saranno pronte faremo un tronchetto che verrà rivestito con una copertura di cioccolato bianco o di glassa al cioccolato fondente.  mentre una parte delle creme verrà mescolata  e poi servita a palline come il gelato.  Attendere il tempo necessario perché le creme si rapprendino bene;  io le ho tolte prima per ragioni di tempo e non sono venute perfette,  mentre il tronchetto sì.

 

Federica  Anche questo dolce è meraviglioso,  vado subito a prepararlo,  lo farò per domani proprio nelle due versioni,  si leccheranno i baffi.

 

Elena  E adesso mando i miei auguri a tutti,  rilassanti festività!  Ciao!

 

04/04/2018

 

Elena   Ecco gli gnocchi di cui ti ho perlato ieri sera,  sono sempre fatti con le castagne,  ma conditi con l’avocado,  sono meravigliosi,  e poi sono leggeri;  ora te le mostro.

 

GNOCCHI  DI CASTAGNE E

AVOCADO

 

 

Ingredienti per quattro persone:  quattro etti di castagne lessate e spellate,  tre etti di ricotta vaccina,  porro tagliato finemente,  sale,  pepe,  olio extra vergine d’oliva gentile,  parmigiano reggiano grattugiato,  macis,  un uovo, un avocado,  latte intero q.b.,  rosmarino, basilico fresco, farina di castagne per l’impasto  e farina doppio zero per lavorarli all’asticella.

 

Esecuzione:  passiamo le castagne allo schiacciapatate o al passaverdura, le saliamo e le pepiamo, poi,stemperiamo la ricotta, poi uniamo il porro ridotto in piccolissimi frammenti, aggiungiamo l’uovo,  il macis e incominciamo ad amalgamare bene il tutto aggiungendo un po’ di farina di castagne.  Tiriamo dei bigoli e li taglieremo a dadi piccoli poi li passiamo all’asticella.  Mettiamo a cuocere gli gnocchi e li condiremo con la crema di avocado ottenuta con olio,  latte,  sale, pepe,  rosmarino e basilico;  spolverizziamo con il parmigiano e si gustano ancora caldi.

 

Federica   Aggiungerò questa ricetta al mio menù del ristorante.  Grazie di tutto!

 

 

 

26/03/2018

 

GLI ORGANI DI SENSO CAPACI DI

 

REAGIRE A STIMOLI SPECIFICI

 

SECONDA PARTE

 

 

Ho detto che la forza di gravità tende a piegare le gambe a livello delle giunture sotto il peso del corpo.  Inconsciamente però ciò non avviene  perché lo stiramento passivo  dei muscoli estensori, che si verifica sotto la forza di gravità,  risveglia e mantiene il lporo stato in contrazione  e quindi lo stato di estensione delle gambe e la stazione eretta,  normale, del corpo umano.  Sotto la tensione costante questi recettori scaricano impulsi sempre alla stessa frequenza e non si verifica quindi nessun grado di adattamento sensoriale con il passare del tempo.  Infatti,  se non fosse così,  le gambe si piegherebbero a poco a poco sotto il peso del corpo e la stazione eretta non potrebbe essere inconsciamente mantenuta. Continua.

 

27/03/2018

 

Come ho già detto a proposito delle correlazioni interne di natura nervosa, tutte le attività viscerali sono controllate da riflessi vegetativi evocati da recettori presenti nei visceri.  Nei vasi arteriosi,  esistono recettori che controllano la forza di contrazione del cuore,  attraverso informazioni inibitorie inviate ai centri cardioacceleratori;  esistono recettori sensibili alla pressione parziale dell’ossigeno e dell’anidride carbonica che inviano informazioni ai centri automatici della respirazione e ne controllano l’attività,  modificando il grado di ventilazione polmonare.  Esistono pure nella parete degli porgani cavi,  dei meccanocettori che avviano riflessi peristaltici locali.  Normalmente essi non arrivano a livello della coscienza e questo non permette un’analisi conoscitiva dell’ambiente interno,  ma solo un vago senso di benessere quando tutto funziona bene.  però quandoun viscere soffre oppure quando le pareti muscolari di esso sono abnormemente contratte,  vengono alla coscienza delle forti informazioni dolorifiche (coliche intestinali,  epatiche,  renali, dolori del parto ecc.),  ma esse non sono esattamente localizzate come nel caso delle informazioni dolorifiche provenienti dalla pelle,  dai muscoli,  dalle articolazioni e dalle ossa.  Nonstante questo, la localizzazione che ne fa il soggetto,  anche se non corrisponde alla reale posizione del viscere interessato,  può servire ad individuare ugualmente la fonte del male.  Come ad esempio il medico sa che il dolore al torace,  alla spalla sinistra,  ed al braccio sinistro serve a diagnosticare una sofferenza acuta al cuore.

 

28/03/2018

 

Mi piacerebbe da te una bella spiegazione sui reni,  grazie!

 

Patty

 

Non mi costa nulla,  anzi,  così me li ripasso.

 

Elena  Lasagna

 

I RENI

 

Come tutti sappiamo,  il rene è l’organo escretore dell’urina,  costituito da un complesso di tubuli che derivano precisamente dai peduncoli che uniscono i somiti al celoma. Situati nella fossa lombare,  ai lati della colonna vertebrale,  in posizione retroperitoneale, quello sinistro qualche cm più altro del destro.  Hanno forma ovoidale,  con l’asse maggiore verticale;  il lato interno presenta una concavità (ilo renale)  attraverso cui entra nel rene l’arteria renale ed escono la vena renale e l’uretere. la sua lunghezza è di circa dieci cm, largo sette e spesso dai tre ai quattro cm, di colore rosso scuro con la superficie liscia, rivestito da una capsula di tessuto connettivale, sormontato dalla capsula surrenale o surrene.   Oltre che dai vasi,  il rene è tenuto in posto dalla fascia renale di natura connettiva che avvolge ciascun rene,  che risulta così ospitato come in una loggia ricca di maderiale adiposo.  Posteriormente il rene è in contatto con la parete addominale, ventralmente con gli organi della cavità addominale,  da cui però è separato dalla fascia renale e dalle formazioni peritoneali.  Nella sezione del rene si notano dall’esterno all’interno la capsula del rene,  uno spesso parenchima corticale granuloso, di colore rossastro,  lo strato midollare,  più scuro e striato longitudinalmente, suddiviso in esterno medio e interno,  formato dai canali collettori,  raggrppati in formazioni coniche dette “piramidi di Malpighi”,  sono sette o otto con base verso l’esterno.  Queste piramidi sboccano nel bacinetto renale o pelvi,  cavità interna del rene posta in corrispondenza dell’ilo,  da cui parte l’uretere.  Ogni piramide sbocca con un apice che porta da dieci a trenta forellini,  sbocco dei canali collettori papillari o tuboli retti di Bellini,  ed è circondata da un calice o papilla renale,  che abbraccia i calici minori.  Ogni piramide è divisa in lobuli,  ciascuno formato da un raggio midollare e dalle sue ramificazioni.  La sostanza corticale è formata dalle parti periferiche del nefrone e s’insinua anche fra le piramidi del Malpighi formandovi le colonne di Bertin.  A sua volta la sostanza midollare invia propaggini entro la corticale formando le piramidi di Ferrein,  avviluppate dalla parte della sostanza corticale che contiene i tubuli contorti.  Continua.

 

29/03/2018

 

Il nefrone incomincia con la capsula di Bowmann che avvolge il glomerulo vascolare detto corpuscolo di Malpighi,  derivato da un’arteriola,  si continua con un tubulo contorto di I ordine,  con l’ansa di henle, con il tubulo contorto di II ordine che sbocca nei tubuli collettori.  In linea generale,  capsula,  glomerulo,  tuboli contorti,  si trovano nella sostanza corticale,  l’ansa di Henle,  parte alla periferia della sostanza midollare e parte nella sostanza corticale,  i collettori attraversano tutto lo spessore del rene sboccando nella papilla renale.  L’arteria renale,  prima di entrare nel rene atteaverso l’ilo,  si divide in tre o quattro tronchi che penetrano nel seno renale e danno origine ad arterie che si portano al limite fra regione corticale e midollare.   Da esse nascono le arterie arciformi che circondano la piramide  e dalle quali nascono arteriole radiali che decorrono nel labirinto renale e con le loro diramazioni forniscono le arterie afferenti dei glomeruli.  Da questi escono le arteriole  afferenti che si capillarizzano intorno ai tubuli uriniferi.  Continua.

 

30/03/2018

 

La sostanza midollare è irrorata daslle arteriole efferenti e in una piccola parte di ramificazioni delle arterie arciformi.  Dalla rete capillare arteriosa si originano le vene con decorso analogo ma in direzione opposta rispetto alla rete arteriosa (vene interlobulari,  vene arciformi,  tronchi del seno renale dell’ilo,  vena renale).

 I reni sono organi fondamentali per mantenere costante (omeostasi) la composizione del plasma sanguigno e quindi dei liquidi interstiziali,  eliminando e regolando la quantità dell’urina e la sua composizione,mantenendo soprattutto costante la concentrazione ionica,  il ph,  il contenuto in vitamine ed ormoni,  eliminando le scorie che si formano nel catabolismo  (soprattuttourea ed acido urico). il rene inoltre neutralizza le sostanze tossiche e mediante la renina regola la pressione arteriosa.  L’eliminazione dell’urina,  o meglio della pre-urina,  avviene dal glomerulo nella capsula di Bowman e quindi nel tubulo contorto di I ordine prevalentemente in conseguenza delle leggi fisiche dell’osmosi.  La pre-urina filtrata nel tubulo è in quantità enorme,  circa 200 litri nelle 24 ore; essa è costituita da acqua, sali e sostanze organiche ( urea,  acido urico,  ecc.), le stesse che si trovano nel plasma sanguigno fatta eccezione per le sostanze proteiche.  La funzione del tubulo contorto è invece di assorbire gran parte dell’acqua emunta.  L’ansa di Henle esercita un’azione di assorbimento selettivo (ad esempio:  glucosio,  acido ascorbico, emoglobina ecc.) sulle sostanze in essa contenute, per cui l’urina espulsa non solo si riduce a circa 1.5 litri giornalieri,  ma la sua composizione è molto diversa dalla pre-urina filtrata dal glomerulo.  Continua.

 

04/04/2018

 

In quanto alle patologie congenite,  esistono e sono: malformazioni congenite,  costituite dalla aplasia bilaterale o monolaterale, dal rene soprannumerario,  dall’ipolasia e ipertrofia congenita,  dalle cisti solitarie e del rene policistico, dall’ectopia;  poi le lesioni traumatiche,  rappresentate da contusioni,  fratture,  ferite penetranti;   poi abbiamo le lesioni di natura infiammatoria costituenti:  le glumerulo nefriti primitive e secondarie, parcellari o diffuse,  le nefriti interstiziali  suppurative,  le pieliti,  le pielonefriti,  l’ascesso corticale e il flemmone del rene,  la tubercolosi renale ;  le lesioni di natura degenerativa,  che danno luogo alle diverse forme di glomerulonefrosi, tubulonefrosi;  le lesioni di natura vascolare tra cui le nefroangiosclerosi;  le lesioni di natura tumorale rappresentati da carcinomi,  da tumori della mucosa del bacinetto,  ecc.  Altre condizioni patologiche sono l’idronefrosi,  la nefroptosi,  di cui il rene mobile costituisce una forma grave,  la calcolosi renale.  La chirurgia del rene è costituita da una serie di interventi sempre piuttosto impegnativi.  Si possono trattare dalla ablazione totale di un rene per lesioni molto gravi,  o di intervento per calcoli presenti nelle pelvi o altri metodi,  o praticare la nefropessi in caso di ptosi dell’organo,  ecc. In questi ultimi tempi la chirurgia ha realizzato con grande successo  ancora migliore degli anni passati il trapianto del rene,  trasportando nel soggetto malato il rene prelevato da persona sana.  Alle altre domande ti risponderò nel prossimo articolo e cioè “risposte ai lettori quarantadue cinquantasettesima parte.

 

 

 

 

 

 

19.03.2018

A MIO PADRE

Autore: Elena Lasagna

19/03/2018

 

 

CIAO  PAPÁ  NON TI

 

DIMENTICHEREMO MAI.

 

Insieme a te saluto anche il nonno:  i

 

miei due veri padri.  Voi sapete la verità;

 

speriamo che anche il cielo ci metta

 

tutta la sua potenza e che vegli sempre

 

sui giusti.

 

 

 

 

 

 

19.03.2018

TU E IL 2018-19 COSA VUOI SAPERE?

Autore: Elena Lasagna

19/03/2018

 

IL TUO 2018-19 FATTO CON IL

 

CUORE

 

Sono Marco di ventidue anni,  nato sotto il segno del Cancro con ascendente Acquario.  Sono in lite con i miei genitori perché non appoggiano la mia decisione,  anzi si oppongono con tutte le loro forze.  Da un po’ di tempo sento che la mia vita ha un senso solo se vado in seminario per diventare un sacerdote,  è da molto tempo che voglio farlo,  e l’ho capito perfettamente quando sono ritornato da Medjugorje.  I miei genitori sono credenti e praticanti,  però ora non ne sono molto sicuro,  perché se avessero una fede vera mi capirebbero. Usano la scusa che questa mia vocazione è una cosa passeggera,  ma una cosa passeggera non insiste per anni;  è che loro mi vogliono sposato con dei figli.  Vorrei tanto che mi dicessi che il loro dolore che provano per la mia decisione non li porterà alla rovina,  ma io devo percorrere la mia strada,  non potrei fare altrimenti.  Grazie!

 

Non riesco a capire perché certi genitori non accettino le scelte dei loro figli,  tra l’altro maggiorenni!  E pensare che frequentano la chiesa!  La tua è una scelta meravigliosa,  perché hai la vocazione vera. Questa posizione insegna a capire la ragione di essere di passioni e sentimenti,  bisogna comprendere la loro logica interna che per loro è la strada della vita.   Si avvicina la svolta,  non lasciar trasformare il tuo equilibrio!  Le vostre idee contrastanti non faranno in tempo a fare di loro due persone sconfitte,  la fede li aiuterà.  Non pensare al loro risentimento,  liberati di questa monotonia con una rapida soluzione e tutto poi sarà indolore,  le tue idee saranno limpide e il tuo benessere psicofisico rifiorirà.  Se trasformerai l’ insofferenza in azione,  poi passione,  e razionalità sarà un tutt’uno con lo spirito libero,  attivo e capace di concludere.  Il tuo profondo equilibrio farà sì che l’intelligenza e la sensibilità risolva anche questa situazione familiare un po’ incompresa.  Con tutta la mia stima.

 

Elena  Lasagna

 

26/03/2018

 

Sono Lisa di ventinove anni,  nata sotto il segno del Capricorno con ascendente Acquario.  Sono preoccupata per i miei genitori, hanno lavorato una vita per crescere e per dare istruzione ai loro figli e   adesso che si trovano in difficoltà nessuno chiede loro se hanno bisogno oppure come tirano avanti.  Io cerco di aiutarli,  ma con uno stipendio solo e una bambina piccola,  faccio fatica a trovare una cifra che possa bastare per tirare avanti.  Per questo hanno deciso di abbandonare l’Italia,  perché con l’affitto e le tasse alte non riescono a vivere e nemmeno a curarsi come si dovrebbe.  Ho altri due fratelli ma loro non ne vogliono sapere. Vorrei tanto trovare una soluzione pur di non vederli andare via,   sono anziani  e per tutto quello che hanno fatto per noi, non si  meritano di finire così!  Grazie!

 

Lisa,  tu e i tuoi genitori dovreste collaborare, cercati un lavoro e lascia che della bambina se ne occupi tua mamma.  Hanno la fortuna di non avere disturbi o malattie gravi,  e poi non si sentirebbero umiliati nel ricevere un aiuto da te.  Oppure potrebbero andare a vivere in Spagna,  o nei paesi dell’Est,  in Grecia,  e in altri ancora;  ma non in Inghilterra,  perché là è come qua da noi.  Anche là come in altri paesi europei non manca chi si immerge negli affari sfruttando i più deboli;  solo per farti un esempio,  una catapecchia senza riscaldamento e senza alcun confort chiedono una cifra pari a cinquecento euro di affitto.  Comunque l’unica soluzione per la tua famiglia sarebbe quella di rimboccarti le maniche,  di cogliere le occasioni e afferrare ciò che il paese può offrirti.  Poi vedrai che anche i tuoi fratelli vedendo che tu fai  molto,  non resteranno ad osservare da lontano a rimpinzarsi di benessere senza dare una mano a chi li ha messi al mondo.  La forza dell’amore piega anche i soggetti più egoisti!  Ma non si sa mai.  L’intelligenza è anche provare sentimenti profondi per i propri genitori e fratelli,  perché dove non c’è cervello non c’è essere che valga più di una bestia.  Esiste un punto di equilibrio su cui fare leva,  senza faticare né perdere nulla,  anzi,  ci si accorgerà che poi ci si sente più liberi e più felici perché migliori.  Ci sono buone speranze che il tuo sogno si avveri,  ma devi fare il primo passo!  Auguri infiniti.

 

Elena  Lasagna

 

08/04/2018

 

Sono Gisella di quarantun anni,  nata sotto il segno del Sagittario con ascendente Acquario.  Sono separata e vivo con mio figlio di quindici anni.  È un ragazzo intelligente,   leale e buono,  ma non gnocco,  frequenta ragazzi più grandi di lui,  si sono sempre comportati bene, non mi hanno mai dato problemi o preoccupazioni fino all’ottobre scorso quando mio figlio baciò la ragazza di uno di loro,  è vero ha sbagliato,  ma sappiamo  come sono a quell’età le cotte,  non si ragiona più.   Se non fosse stato per il suo migliore amico lui oggi non sarebbe più tra di noi.  Il branco lo presero,  lo legarono e gli fecero bere una bottiglia di grappa,  poi gli misero del nastro sulla bocca e lo  calpestarono.  Ad un certo punto il suo amico si accorse che mio figlio non era più alla festa,  chiese dove fosse andato e loro risposero che era andato a casa,  ma non ci credette,  forse aveva sentito qualcosa di strano,  e il suo intuito lo portò dritto al capanno, lo trovò svenuto dove il padre di uno dei ragazzi teneva gli attrezzi da gardino.  Riuscì a farlo rinvenire e poi mi chiamò,  io avrei chiamato i carabinieri,  ma la sua famiglia  era in montagna,  mio figlio mi pregò di non dire nulla perché appunto mi raccontò di avere sbagliato nei confronti del suo amico,  io però da allora non mi so dare pace,  perché con tutta quella violenza avrebbero potuto ucciderlo.  I loro  genitori sono tutte brave persone,  mi hanno sempre dato una mano, davvero non so come procedere per avere pace.  Grazie!

 

Secondo me Gisella dovresti denunciare quei malviventi.  Anche se tuo figlio ha sbgliato nei confronti di uno dei suoi amici,  non è questo il comportamento di ragazzi normali,  in fin dei conti c’era anche lei che lo baciava, perché prendersela solo con lui!  Quei ragazzi sono dei viziati e a dir poco delinquenti.  Cosa importa se siete amici con i loro genitori?  Non si possono accettare compromessi di questo tipo,  è in gioco la vita di tuo figlio!  Non sono tesori da celare e tenere dentro se stessi,  questi ragazzi sono mediocri,  senza alcun scrupolo,  anche perché così facendo tu e tuo figlio diventerete le loro marionette.  Quando vorrai reagire non sarà mai presto per liberarvi di questo peso che col passare del tempo vi deprime sempre più!  Come dico spesso anche ad altre persone: ” trasforma la sofferenza in azione!” Liberati di quella espressione triste e cupa che hai sul volto da sei mesi;  lasciati andare e fa riemergere il tuo spirito esuberante,  poi ti sentirai come nuova, leggera, ma orgogliosa di te perché sarai stata capace di concludere una situazione importante perché pericolosa.  È tempo di ricominciare a vivere!  Fammi sapere ciao!

 

Elena  Lasagna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

19.03.2018

LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOQUARANTOTTESIMA PARTE

Autore: Elena Lasagna

19/03/2018

 

IN  CUCINA  CON  AMORE  E  CON

 

FEDERICA

 

Federica   vorrei chiederti perché a volte quando condisco la pasta con il sugo dell’arrosto mi risulta un po’ amarognolo?

 

Elena  Forse perché con il sugo mescoli anche il bruciacchiato della rosolatura,  quando hai intenzione di condire la pasta devi togliere il sugo prima di dargli la doratura finale,  e poi si fa  solo con la carne di vitello;  può succedere anche se metti la parte legnosa del rosmarino e di altre erbe da fusto.  La pasta condita con il sugo di arrosto è molto buona se si rispettano certe regole due sono queste,  poi dovresti aggiungere olio e formaggio.  E adesso il piatto di oggi,  che è il pollo in una versione nuova.

 

UN’ALTRA RICETTA DI POLLO DI

 

CASA MIA

 

Ingredienti per quattro persone: un petto di circa sei hg,  sale e pepe,  rafano,  rosmarino,  salvia aglio, vino bianco secco,  brodo,  cipolle carote, sedano,  fontina,   hg cento cinquanta di prosciutto cotto,  quattro fettine di pancetta steccata,  salsa curry verde.  Contorno di cipollotti in agrodolce e patate al forno.

 

Esecuzione:  dopo aver lavato e tagliato il petto a tocchetti,  li apriremo a libro,  e li metteremo in marinatura con il curry verde fino al mattino successivo. Poi,  lo farciremo con il cotto, la fontina e lo avvolgiamo nella pancetta  (che poi si scioglierà)  rosoliamo bene senza alcun grasso aggiunto, mettiamo tutte le erbe,  sfumiamo col vino,  aggiungiamo il brodo e il coperchio.  A cottura ultimata serviremo i nostri tocchetti di pollo gustosi e morbidi con le cipolline in agrodolce e le patate rosolate al forno,  è un piatto davvero particolare perché la marinatura col curry verde un po’ agrumato dà un tocco di Oriente.

 

Federica   Mi piace molto,  anche la presentazione è meravigliosa.

 

20/03/2018

 

Federica   Ho comprato tutti gli ingredienti per la torta,  così posso vedere bene come la realizzi.

 

Elena  La tua è solo un po’ di insicurezza,  ma sono certa che ci riuscirai,  voglio che la prepari tu,  io interverrò solo se farai un passaggio sbagliato,  vedrai che ho ragione, verrà meglio della mia.  Ho preparato il pan di Spagna fresco e la pasta sfoglia.

Elena  E adesso presentiamo il pesce lesso,  ossia al vapore e poi messo in marinatura con  grandi sapori.

 

PESCE AZZURRO INCORNICIATO

 

 

Ingredienti:  un’orata grande,  erbe aromariche,  sale,  pepe, aceto di acero,  limone, cerfoglio, carciofi,  stufato di piselli con pomodoro,  scalogno, brodo di gallina, alloro,  olio extra vergine d’oliva, pangrattato fine,  besciamella leggera,  parmigiano reggiano.

 

Esecuzione:  ho sfilettato l’orata,  l’ho messa al vapore e dopo avere raggiunto la cottura ideale l’ho cosparsa di erbe,  e un’emulsione fatta con olio, sale e pepe, aceto limone. Poi ho stufato i piselli e li ho fatti al sugo e belli saporiti;  per ultimo ho lessato i carciofi, li ho passati in padella con una noce di burro,  poi ho aggiunto la besciamella leggera e il parmigiano grattugiato.

 

Federica   Diciamo che anche il pesce a vapore messo vicino a delle verdure così saporite diventa molto gustoso.

 

21/03/2018

 

Elena  Ecco cara  Fede,  te la presento oggi la pasta al sugo di arrosto,  è buona e molto saporita.

 

PACCHERI AL SUGO DI

 

ARROSTO

 

 

Ingredienti:  paccheri fatti in casa o confezionati,  sugo di arrosto, besciamella leggera (fatta con latte,  pochissima farina e crema di parmigiano), pepe, un pizzico di spezie,  brodo,   parmigiano reggiano.

 

Esecuzione:  mettiamo a cuocere i paccheri,  li toglieremo al dente,  poi li condiremo nella pirofila da forno con il sugo di arrosto,  li mescoliamo bene,  poi metteremo la besciamella,  un giro di pepe e spezie e una manciata di parmigiano reggiano.  Adesso che i sapori sono ben amalgamati li faremo gratinare in forno a 180 ° per qualche minuto,  poi il piatto sarà pronto da gustare.

 

Federica   Che bontà,  mi piace così tanto la pasta al sugo di arrosto!

 

22/04/2018

 

Elena   Ciao cara Fede,  sorpresa!  Stamane molto presto ho fatto l’anello pasquale per Linda e Robert,  guarda uno spettacolo,  poi gliel’ho  mandato ancora caldo e profumatissimo. È difficile che mi riescano male le cose che faccio per loro,  il perché è semplice:  sono persone speciali e per le persone speciali anche il cielo dà una mano!

 

ANELLO PASQUALE AGRUMATO

 

 

Ingredienti:  trecento g di fecola di patate,  cento g di farina per dolci, una bustina di lievito per dolci,  duecento g di canditi al cedro e lime, due cucchiai di rum,  buccia di cedro grattugiata, centocinquanta ml di olio di mais,  duecentosettanta g di zucchero semolato e venti g di zucchero a velo con vaniglia,  quattro uova e un tuorlo, due cucchiai di succo di lime e tre di succo di cedro, cento g di cioccolato bianco a scaglie.

 

Esecuzione:  Sbattiamo le uova con lo zucchero,  aggiungiamo l’olio a filo, poi il rum, la buccia grattugiata del cedro,  i succhi di agrumi,  poi,  incorporiamo le farine adagio,  a pioggia,  ma con ritmo seguente.  Giriamo bene il tutto ripetutamente,  infine incorporiamo i canditi,  il cioccolato bianco a scaglie e il lievito.  Mettiamo in forno a centosettanta° per quarantacinque minuti,  laciamo raffreddare il dolce e lo spolverizziamo con un velo di zucchero vanigliato,  solo un velo per non coprire la sua bellezza.

Federica  Immagino tutti i sapori e il profumo che sprigiona!  Io voglio farlo lì da te,  a casa mia mi diventa tutto schiacciato come una frittella.

Elena  Se non ti è riuscito una volta,  non è detto che se ci riprovi poi ti venga male!  Mettici tutta la passione che hai,  lo sai che il guaio è tutto lì.  Ciao.

 

24/03/2018

 

Elena  voglio presentarti l’agnello con i funghi,  è squisito!  Sono ritagli di carne di agnello, messe a marinare per qualche ora e poi fatte in stufato.

 

Federica  Prima di incominciare con la ricetta vorrei farti una domanda:  come vorresti che fosse la ragazza e il ragazzo ideale per i tuoi figli?  Grazie!

 

Elena   L’hai già pronunciata la parola,  hai detto “ideale”;  a parte tutto, li vorrei come voi due,  tu e  Alessandro:  leali,  sinceri,  onesti con se stessi e con il prossimo, poi tutto il resto per me va bene.  Dico così perché ho visto dei giovani molto brillanti e per bene che sono una gioia solo a vederli;  mentre altri ed altre sono bugiardi,  meschini,  per invidia accusano  persone innocenti di reati che hanno commesso loro,  e sono così anche con i loro genitori.  Che tristezza”

 

Federica   Probabilmente sono così anche i loro famigliari!

Elena   Probabilmente sì.  Ma torniamo alle nostre ricette.

 

AGNELLO COI FUNGHI

 

Ingredienti: sfilacci di agnello,  funghi misti e porcini,  olio extra vergine d’oliva,  un pizzico di cannella, mezzo porro,   un chiodo di garofano, alloro, cumino, cipolle rosate o due scalogni,  un bicchierino di brandy,  una noce di burro,  un mestolo di buon brodo,  sale e pepe.  Per il contorno:  radicchi misti,  polenta abbrustolita.

 

Esecuzione:  Ho tagliato la carne  a piccoli pezzetti,  poi l’ho messa a marinare,  poi in una casseruola ho rosolato la carne e gli scalogni,  ho sfumato col brandy e ho aggiunto sale e pepe, le erbe e ho messo il coperchio. Nel frattempo ho cucinato i funghi,  li ho caramellati un po’ e poi li ho aggiunti alla carne per  insaporirli. Una volta terminata la cottura,  ho aggiunto l’olio extra vergine gentile, una noce di burro;  ho mescolato bene ed ho lasciato riposare il tutto per dieci minuti.  Poi ho servito lo stufato con la polenta e radicchio.

Federica   Non si può dire che non sia squisito,  non posso proprio!  Ciao, la prossima volta la  racconterai la barzelletta?  Ciao.

 

26/03/2018

 

Elena   Ti presento ancora delle tagliatelle che però sono sempre condite in maniera diversa.  Queste sono ai sapori di cacciatora,  con frammenti di carne.

 

TAGLIATELLE AL SUGO DI

 

SAPORI

 

 

Ingredienti:  anatra,  vino rosato secco,  scorza di agrumi,  spezie miste:  sale,  pepe, cumino, aglio,  chiodo di garofano, cannella,  noce moscata,  tre scalogni,  brodo vegetale,  olio extra vergine d’oliva gentile, salvia, tagliatelle fatte inn casa,  una salsiccia.

 

Esecuzione:  mettiamo la carne a marinare per una notte nel vino e spezie.  Il mattino seguente la rosoliamo senza alcun grasso aggiunto,  sfumiamo col vino (un bicchiere) poi aggiungeremo le spezie,  gli scalogni e il brodo,  mettiamo il coperchio e lasciamo cuocere.  A parte facciamo grigliare la salsiccia, e quasi a cottura ultimata dell’anatra l’aggiungeremo al composto. Facciamo cuocere il tutto insieme per mezz’ora circa,  poi togliamo la carne dalla casseruola,   la triteremo tutta compresa la salsiccia,  faremo il ripieno per i cappelletti che presenterò più avanti e teniamo il sugo e alcuni pezzetti di carne tritata per le tagliatelle.  Aggiungeremo un po’ di olio e parmigiano e il piatto è risultato gustoso e leggero.

 

Federica   Sai che da quando uso le tue ricette i clienti nel ristorante sono aumentati?  Ti dovrei fare un regalo!

 

Elena  Grazie!  Ciao,  al prossimo articolo con la barze,  qui ho finito lo spazio.

 

 

16/03/2018

 

ORGANI DI SENSO CAPACI DI

 

REAGIRE A STIMOLI SPECIFICI

 

Condizione essenziale perché l’organismo animale abbia delle relazioni con il mondo esterno e armonizzi le proprie funzioni viscerali è che esso abbia delle informazioni mediante le quali venire a conoscenza del mondo esterno ed interno.  Tali informazioni si basano su una proprietà biologica fondamentale e di portata generale:  l’eccitabilità o capacità di un substrato cellulare di avvertire e modificarsi in risposta a variazioni,  di varia natura,  dell’ambiente.  grazie a queste proprietà tutti gli organismi animali sono eccitabili,  a partire dagli organismi unicellulari (protozoi)  fino agli organismi pluricellulari  più evoluti ( per esempio i mammiferi).  Il fenomeno provocato nell’organismo si chiama eccitamento, i fattori fisici o chimici ambientali che lo provocano di chiamano stimoli.  Mentre tutti i fattori fisici e chimici introdotti in un ambiente lo modificano e modificano l’ambiente delle cellule, e di tutte le cellule, ma non tutti i fattori fisici e chimici possono provocare un eccitamento;  solo alcuni di essi sono in grado di farlo e solo su certe cellule a certe condizioni di intensità  (la minima intensità è detta soglia).  Ovviamente nei protozoi l’unica cellula che li costituisce è anche eccitabile;  ma nei metazoi,  cioè negli animali pluricellulari, non tutte le cellule che compongono l’organismo sono ugualmente eccitabili.  In alcune cellule l’eccitabilità è particolarmente evidente,  tra le quali troviamo le cellule recettrici specializzate.  E fra queste cellule recettrici alcune sono particolarmente sensibili ad un tipo di stimoli,  altre lo sono ad un altro tipo,  in modo che,  a seconda dello stimolo a cui sono più sensibili  (raggi luminosi,  onde sonore,  modificazioni di pressione,  temperatura,  stimoli chimici,  ecc.),  si potranno distinguere recettori visivi, recettori uditivi,  recettori tattili,  recettori termici,  olfattivi,  gustativi ecc.  Continua.

 

17/03/2018

 

L’eccitamento dei recettori,  quindi,  è un fenomeno peculiare che compare per la presenza nell’ambiente di uno stimolo specifico  (o adeguato) e che investe soprattutto la cellula recettrice specifica e poi si propaga a tutte quelle che con essa sono in connessione funzionale. In un certo momento o tempo ed in un certo punto della via di conduzione, diventa un fenomeno transitorio  e tutto o nulla diventa un fenomeno che si autopropaga, sempre uguale a se stesso.  Se ad esempio una compressione maccanica stimola la fibra terminale che caratterizza un recettore tattile cutaneo,  la membrana di questo,  prima carica positivamente verso l’esterno e negativamente verso l’interno,  si depolarizza,  cioè perde parte di questa carica e ne perde tanto più quanto più intensa è la pressione stimolante.  Quando questa depolarizzazione,  che si propaga nella fibra a partire dalla terminazione sensitiva,  arriva ad un certo punto,  innesca un processo inarrestabile e irreversibile che porta addirittura ad una inversione di polarità;  la membrana in questo punto diventa carica negativamente verso l’esterno e positivamente verso l’interno.  Continua.

 

20/03/2018

 

Questo processo una volta iniziato,  come ho già detto è inarrestabile.  Esso cioè una volta iniziato è rappresentato da un fenomeno che,    procede svincolato dalla causa agente e prosegue per conto suo fino al termine della sua corsa,  che è sempre la stessa,  qualunque sia stata la spinta iniziale;  per questa ragione si chiama fenomeno  “tutto o nulla”.  Si potrebbe fare un paragone:  se un qualcosa per esempio una valanga,  è trattenuta su un pendio da un impedimento,  applicando una forza appena sufficiente o maggiore di quella sufficiente, per togliere l’impedimento,  la palla rotolerà giù per il pendio fino in fondo;  tale evento ha una storia completamente indipendente  dal fattore che l’ha iniziata.  Un’altra caratteristica essenziale del fenomeno descritto è quella di autopropagarsi.  In questo esempio l’eccitamento tattile,  iniziato ad un certo punto della terminazione tattile,  automaticamente lungo tutta la fibra nervosa (in direzione cellulipeta) fino al corpo cellulare che si trova nel centro sensitivo ( ganglio spinale) e di là prosegue inalterato,  allontanandosi dalla cellula attraverso un’altra fibra (cellulifuga) fino al suo termine,  in corrispondenza del quale entra in contatto con altre cellule nervose (cfr.  Sistema nervoso di conduzione e centri).  Questo impulso che si propaga rappresenta l’unica lettera dell’alfabeto di questo processo di informazione,  perché i fenomeni sono uguali in tutte le fibre nervose.  Ma vi sono due aspetti diversificanti che caratterizzano l’informazione.  Vi è l’aspetto qualitativo:  ciascun tipo di informazioni viaggia in fibre nervose isolate e diverse cosicché gli impulsi tattili viaggiano in fibre nervose che portano soltanto informazioni tattil, gli impulsi visivi viaggiano solo in vie che portano solo informazioni visive,  quelli termici viaggiano in fibre che portano solamente informazioni termiche e così via.  Continua.

21/03/2018

 

L’altro aspetto è quello quantitativo,  che è in relazione al fatto che la frequenza ed il numero di questi impulsi dipendono dall’intensità e dell’estensione nel tempo dello stimolo.  Se l’intensità dello stimolo pressorio è alta,  la frequenza di impulsi che viaggiano nella fibra nervosa collegata con quella terminazione tattile è alta.  Se lo stimolo pressorio tattile è più prolungato,  gli impulsi si susseguono per un tempo più lungo,  sempre nella stessa fibra.   Riassumendo, la discriminazione qualitativa degli stimoli è possibile perché ciascuno stimolo agisce specificamente sui recettori propri,  intonati a quello stimolo,  e l’eccitamento evocato viaggia solo e isolatamentamente  nelle vie che partono da quei recettori; la discriminazione quantitativa tra stimoli della stessa natura è possibile in quanto i segnali o impulsi che si trasmettono hanno frequenza e durata nel tempo proporzionali all’intensità e alla durata degli stimoli stessi.  A questi due tipi di discriminazioni,  se ne deve aggiungere un terzo che,  in fondo, presuppone le caratteristiche prima descritte:  la localizzazione.  Esiste infatti il problema di localizzare il punto in cui un eccitamento tattile si origina.  Infatti la reazione motoria che eventualmente segue allo stimolo è specificamente orientata a seconda del luogo dello stimolo.  Due stimoli tattili,  se sono sufficientemente distanti nello spazio da colpire due terminazioni tattili,  producono eccitamenti che vengono localizzati in due punti diversi e avvertiti come distinti. Questa capacità di discriminare e localizzare due punti diversi viene chiamata “potere di discriminazione spaziale”.  Questo è molto importante per la conoscenza del mondo esterno,  perché permette di analizzare la forma degli oggetti esterni.

Quelli che ci danno le informazioni sulla forma e sulla consistenza degli oggetti con cui veniamo a contatto si chiamano “recettori tattili”.  Il numero di questi recettori,  per unità di superficie,  è importante perché quanto più in esso è alto tanto più dettagliata è l’analisi tattile della forma;  sui polpastrelli delle dita della mano, e sulla lingua questo numero è massimo.  L’informazione tattile si dilegua rapidamente pur perdurando lo stimolo.  Continua.

 

22/03/2018

 

Infatti noi avvertiamo un oggetto esterno quando inizialmente deforma la superficie cutanea, ma poi,  se la deformazione rimane invariata,  tale sensazione diminuisce e scompare.Questa è la ragione del fatto che, di solito non avvertiamo,  dal punto di vista tattile, i vestiti,  né altre forme di pressione costante.  Da non confondersi con i recettori tattili sono le “terminazioni dolorifiche” presenti in abbondanza sulla superficie della pelle e nella profondità dei tessuti.  Queste terminazioni si chiamano anche ” nocicettori” e ci forniscono l’informazione,  caratteristica per la sua sgradevolezza,  che abbiamo dagli agenti nocivi e lesivi della nostra integrità e che provocano sempre delle risposte di allontanamento e di difesa appunto perché tali agenti sono pericolosi non solo per i tessuti ma per la vita.  Anche per questo tip di informazione esiste la proprietà della localizzazione;  qui però non ha la funzione di permettere la conoscenza della forma degli oggetti,  come nel caso dei recettori tattili.  I nocicettori, inoltre,  provvidenzialmente non vanno incontro ad alcun fenomeno di adattamento con il tempo.  Il dolore permane invariato finché permane l’agente nocivo.  Altri recettori cutanei generali sono i ” termocettori”,  specialmente sensibili alla temperatura. Come ho detto a proposito della termoregolazione,  esistono due tipi di termorecettori per il caldo e quelli per il freddo.  Infatti esistono punti della pelle che danno solo sensazioni di caldo e altri punti che danno sensazione di freddo.  Essi sono molto importanti per il mantenimento della temperatura interna ad un livello costante.  Questo evidentemente richiede che essi inviino ai centri informazioni costanti per una data temperatura esterna costante; si è dimostrato che la frequenza dei loro impulsi è costante per ogni data temperatura.  Ma ciò che contrasta con il fatto empirico le nostre sensazioni termiche tendono a dileguarsi se la temperatura rimane costante,  e s equesta temperatura non è lesiva per l’organismo,  nel quale caso ntervengono altri recettori.  Evidentemente la contraddizione si può spiegare ammettendo che il fenomeno di adattamento è un fenomeno a carico dei centri nervosi a monte dei centri termoregolatori.  Continua.

 

24/03/2018

 

Anche nei muscoli abbiamo dei recettori,  sono importanti per la vita di relazione al pari dei recettiri cutanei (esterocettori); siccome sono sottoposti a stimoli interni, essi si chiamano  “propriocettori”.  I propriocettori ci informano sullo stato di tensione dei muscoli contratti o sullo stato di stiramento dei muscoli decontratti.  Ve ne sono di due tipi.  Uno di essi è una terminazione sensitiva avvolta su una fibra muscolare,  che viene stimolata dal cambiamento di forma della fibra muscolare, per esempio quando il muscolo viene stirato passivamente,  e viene messa a riposo quando il muscolo si accorcia attivamente.  L’altro tipo è rappresentato da una terminazione sensitiva che si ramifica sul tendine in cui continua la fibra muscolare;  essa viene stimolata dallo stiramento del tendine,  soprattutto quando tale stiramento è dovuto alla contrazione del rispettivo muscolo.  Le informazioni trasmesse da questi recettori, oltre a rendere nota la posizione delle parti del corpo fra di loro e lo stato di contrazione dei muscoli,  avviano anche dei riflessi caratteristici,  che riguardano la posizione delle parti del corpo fra di loro e perciò prendono il nome di reflessi “posturali”.  Uno dei più noti di questi riflessi è il riflesso antigravitazionale.  La forza di gravità tende a piegare le gambe a livello delle giunture sotto il peso del corpo.  Continua nel capitolo risposte ai lettori quarantadue cinquantaseiesima parte.

 

 

 

 

 

 

12/03/2018

 

IN  CUCINA CON AMORE E CON

 

FEDERICA

 

Elena  Oggi cara fede ho degli gnocchi nuovi,  te li presento subito,  provali e ne rimarrai entusiasta.

 

TRIS  DI GNOCCHI

 

 

Elena  Come puoi notare ne ho fatti di tre tipi:  con il sedano rapa e lo scalogno,  conditi con il sugo ai broccoletti,  i secondi fatti con farina di castagne e ceci,  conditi con il sugo di pomodoro e basilico, e quelli scuri sono fatti con la zucca e conditi con sugo allo scalogno , olio e tamarindo.

 

Ingredienti:  sedano rapa,  cavoletti verdi,  scalogni, olio extra vergine d’oliva,  salvia,  pepe,  noce moscata un uovo,  pecorino romano, farina per pasta fresca q.b. per ottenere un impasto omogeneo. Farina di castagne,  ceci, rosmarino,  farina per pasta fresca q.b., spezie miste,  sale,  sugo al pomodoro e basilico, parmigiano  reggiano grattugiato.  Zucca,  farina per pasta fresca,  un uovo, noce moscata,  sale e pepe, scalogno tritato fine e soffritto con olio, parmigiano buccia grattugiata di limone, olio e succo di tamarindo.

 

Esecuzione:  procediamo con i primi gnocchi facendo cuocere  i broccoletti verdi, il sedano rapa poi si passa tutto al passaverdure,  si impasta e si procede per gli gnocchi;  e lo stesso con gli altri:  si passano i ceci poi si impasta con la farina di castagne e quella per pasta fresca,  aggiungendo un uovo, noce moscata, sale e pepe e si condiscono con il ragù di pomodoro,  basilico e scalogno;  infine si cuoce la zucca, si impasta con l’uovo e la farina,  la buccia grattugiata del limone e si condiscono con il soffritto di scalogno,  olio parmigiano e tamarindo.

 

Federica   Ma che belli e che buoni!

 

13/03/2018

 

Federica   ho preparato la merenda con le focacce che mi hai fatto tu,  sono piaciute molto ai bambini,  grazie.

 

FOCACCE  AL SAPORE DI

 

AGRUMI

 

 

Ingredienti:   quattrocento g di lievito madre,  trecento  g di farina per dolci, mezzo bicchiere di succo di cedro, di mandarino e arancia, aroma di cedro,  cinquanta g di burro,  due tuorli,  bacche di vaniglia.

 

Esecuzione:  Impastiamo tutti gli ingredienti contemporaneamente,  poi lasciamo riposare l’impasto coperto da un panno di cotone per una notte,  il mattino seguente faremo delle piccole palline,  le metteremo in una teglia sulla carta da forno,  poi le lasceremo lievitare per altre quattro ore e inforniamo a 180° per quindici minuti.  Lasciamo raffreddare le focacce e poi le riempiremo con il gelato.

 

Federica   Che merenda è stata questa per i bambini!

 

Elena  Sì,  ci credo perché sono risultate molto soffici e saporite di agrumi e vaniglia.

 

14/03/2018

 

Elena   Ed ora buttiamoci nelle zuppe di primavera,  oggi te ne presento due:  una ai carciofi,  cipollotti, e piselli;  l’altra  alle patate, porri,  zucca,  e ceci.

 

LE ZUPPE DI PRIMAVERA

 

 

Ingredienti per la prima zuppa:  due carciofi grandi,  un mazzolino di cipollotti,  trecento g di piselli sgusciati,  uno spicchio di aglio,  prezzemolo,  sale,  pepe, e spezie miste,  una crosta di parmigiano,  olio extra vergine d’oliva.  Per l’accompagnamento: polpettine di ricotta,  un uovo, parmigiano,  sale e pepe,  un trito di prezzemolo, un pizzico di noce moscata,  una leggera grattata di limone, pangrattato e farina di mandorle.

Esecuzione:  puliamo bene le verdure,  le mettiamo a cuocere insieme con gli aromi sopra elencati, a fine cottura li frulleremo ad immersione curandoci di salvare interi i chicchi di piselli e anche un po’ di verdure in pezzetti.  mettiamo un giro di olio e pepe, e impiattiamo con un po’ di parmigiano grattugiato.  Poi faremo delle polpettine di accompagnamento con la ricotta, gli ingredienti descritti,  alla fine le immergeremo nel pangrattato e farina di mandorle mescolate insieme;   le immergeremo in olio bollente poi le scoleremo sull’assorbente e si serviranno calde insieme alla zuppa.

 

ZUPPA  N°  DUE

 

Ingredienti: tre patate grandi,  una grossa fetta di zucca,  due porri,sale e pepe,  una punta di rafano, un pizzico di spezie miste, un ciuffo di rosmarino,  olio extra vergine d’oliva,  una spolverata di pecorino.  Per l’accompagnamento occorrono quattro etti di alici fresche,  pangrattato fine,  prezzemolo e aglio tritati,  capperi tritati,  olio per friggere, farina di mandorle (va incorporata all’impasto) sale e pepe,  sugo di pomodoro.

 

Esecuzione:  puliamo bene le alici,  poi le tritiamo,  aggiungiamo sale e pepe,  e il trito di aglio,  prezzemolo e capperi, mettiamo anche il pecorino e la farina di mandorle. Formiamo le polpette e le passiamo nel pangrattato e poi in frittura. Le passiamo ancora nel sugo caldo di pomodoro e le serviremo così.

 

Federica   Sono saporitissime e gustose,   con le polpette poi sono meravigliose.  Una di queste sere verrò a trovarti.  Ciao.

 

15/03/2018

 

Elena  Oggi invece passiamo ai miei cappelli di carne,  so che ti piaceranno.

 

 

CAPPELLI DI CARNE

 

 

Ingredienti: cinquecento g di paletta,  parmigiano,  pecorino ligure, sedano,  carote,  scalogni,  aglio,basilico,  alloro, spezie,  vino bianco secco,brodo vegetale, sale,  pepe,  panco q.b.  Per il condimento:  besciamella leggera,  olio extra vergine d’oliva, basilico e salvia.  Per la sfoglia:  tre uova e quattrocento g di farina per pasta fresca.

 

Esecuzione:  mettiamo la paletta insieme alle verdure,  spezie,  erbe,  il vino e il brodo.  Facciamo sobollire,  a cottura ultimata tritiamo la carne, le verdure,  il panco e il parmigiano grattugiato,  aggiustiamo di sapidità e il ripieno dei cappelli è pronto.  Adesso impastiamo tre uova con trecento cinquanta o quattrocento g di farina per pasta fresca,  facciamo una sfoglia sottile e ritaglieremo dei quadrati di sette cm circa,  mettiamo il ripieni e li chiudiamo a forma di cappelli. Ora metteremo i cappelli a cuocere nel brodo bollente per venti secondi,  li scoliamo e li disporremo in una pirofila dove andremo a versare la besciamella leggera con il pecorino grattugiato,  e il pepe bianco.  Li passiamo in forno a 180° per dieci minuti e la pasta è pronta.

 

Federica  Deve avere un profumo da sballo!  Che delizia!

 

16/03/2018

 

Elena   oggi vorrei parlare delle zucchine,  fanno bene alla salute e sono molto versatili,  si possono cucinare in mille modi:  ripiene,  fritte,  fritte a dadini , a chips,  impanate al forno ecc. Io le ho messe in risalto così,  eccole.

 

 PROTAGONISTE  LE ZUCCHINE

 

 

Ingredienti:  zucchine,  pangrattato fine,  uova,  farina tipo “o”,  sale,  pepe, prezzemolo,  salvia,  aglio, olio extra vergine d’oliva e olio di oliva per friggere,  aceto di mele,  parmigiano reggiano,  una noce di burro.

Esecuzione prima: tagliamo le zucchine in verticale e ne faremo dei bastoncini;  li saliamo e li lasciamo riposare per trenta minuti,  Poi li infariniamo,  li passeremo nell’uovo e poi nel pangrattato,  li metteremo in forno a centosessanta° per quindici minuti circa.  Nel frattempo facciamo le altre,  quelle trifolate,  le taglieremo a dadini,  le mettiamo in casseruola con aglio prezzemolo,  salvia,  sale e pepe,  e solo alla fine aggiungeremo un po’ di burro e formaggio sulle zucchine ancora bollenti.  La terza versione sono quelle tagliate molto sottili in senso orizzontale e poi infarinate e fritte.

 

Federica   Le zucchine sono buone in ogni piatto,  sempre se fatte come le fai tu.

Elena  Esagerata!

17/03/2018

 

Elena  terminerò questo articolo con la trota pasquale che ho fatto per il dott. Robert e Linda.

 

TORTA  PASQUALE

 

 

Ingredienti:  panna da montare,  mascarpone, cioccolato fondente,  cioccolato bianco, fragole,  zucchero semolato e zucchero a velo con vaniglia,  crema al limone, crema chantilly, gianduia,  pan di spagna, pasta sfoglia caramellata,  liquore all’arancia e crema all’arancia,  glassa al cioccolato bianco e glassa alle fragole,  gocce  e petali  di cioccolato bianco fatti in casa.

 

Esecuzione: facciamo il pan di Spagna e la pasta sfoglia.  Il giorno seguente facciamo le creme:  chantilly,  crema all’arancia, e crema + glassa alla fragola;  facciamo anche sciogliere il cioccolato fondente per fare gli ovetti di decoro e sciogliendo quello bianco faremo le gocce e i petali.  Prepariamo la glassa al cioccolato bianco,  il caramello,  e adesso componiamo la torta,  come se fosse una musica.  Incominciamo con un fondo di pan di Spagna,  invece di bagnarlo con il liquore lo spennelliamo con il caramello caldo uno strato sottile,  e la stessa cosa la faremo con il velo di pasta sfoglia. Dopo avere steso il pan di spagna circolare,  stenderemo uno strato di cioccolato fuso con la panna,  mettiamo un foglio di pasta sfoglia e sopra uno strato di crema alle fragole,  poi un altro pan di spagna e uno strato di crema al limone,  l’ultimo cerchio di pasta sfoglia e la crema chantilly.  per finire l’ultimo disco di pan di Spagna non caramellato ma imbevuto appena un po’ con il liquore all’arancia.  Livelliamo bene tutt’intorno la torta e passiamo alla copertura con la glassa di cioccolato bianco.  Lasciamo asciugare,  poi  la decoriamo con la glassa alla fragola,  panna,  e gocce e petali di cioccolato bianco,  e metteremo gli ovetti di Pasqua fatti con il cioccolato fondente e ripieni di crema gianduia  Eccola.

 

Federica   Robert e Linda mi hanno detto che era sublime. E io? Quando l’assaggerò?

 

Elena   Possiamo farla insieme se vuoi,   prima delle feste pasquali.  Ciao,  al prossimo articolo di cucina.