28/12/2019

 

Rispondo a Marialuisa che ieri sera mi ha domandato se la gotta è una malattia ereditaria.

 

Ho già risposto a questa domanda nel 2013 e nel 2016,  ma  cerco di risponderti con sollecitudine per allietare la tua preoccupazione.

 

Come già saprai la gotta è caratterizzata dall’uricemia (aumento del tasso uricemico nel sangue) In questa sua componente di malattia provocata da alterazioni del metabolismo ha carattere eriditario e tipicamente costituzionale,  nei gottosi e nei loro ascendenti è frequente l’obesità, il diabete, e l’ ipertensione arteriosa,  quindi non è detto che la familiarità possa determinare questa malattia.  In parole povere basta tenere controllata l’alimentazione che deve essere povera di purine ,  alcol,  grassi ecc.  tenere a bada il peso corporeo,  la pressione arteriosa,  colesterolo,    glicemia ecc.

Per quanto riguarda il decorso si distinguono due forme di gotta:  una acuta e l’altra cronica.  La prima insorge in maniera violenta con un’artrite acuta, le articolazioni più colpite sono:  metatarso-falangea dell’alluce, il ginocchio, il polso,  si attenua dopo circa 5-10 giorni.  Le recidive sono frequenti e progressive specialmente se sono favorite da disordini alimentari,  da fatiche,  traumi ecc.  La gotta cronica si può verificare dopo 10-20 anni ed è caratterizzata ormai da deformazioni per anchilosi (limitazione o abolizione dei movimenti) e lussazioni delle grosse articolazioni. Sia la gotta acuta che quella cronica possono andare incontro a complicazioni gravi da coinvolgere non solo le articolazioni ma tutto il resto come organi e tessuti.

 

Elena Lasagna

06/01/2020

 

Tu pensi che si arriverà a scoprire come sconfiggere la malattia dell’Alzheimer?

La mia amica Federica

 

Io credo proprio di sì.  L’Alzheimer-Perusini (malattia di-) La ricerca ogni giorno fa dei passi in avanti;  sono molti gli studiosi che se ne occupano.  Se prima sapevano che cos’era quella proteina anomala  chiamata appunto “PHF”, che si deposita sui neuroni provocandone la degenerazione,  oggi sono molto più avanti perché hanno scoperto altre cose come ad esempio quello che può favorire questa proteina.  Anche gli studiosi come Linda e il dottor Robert si sono buttati a capofitto nella ricerca della demenza presenile cui corrisponde anatomopatologicamente una particolare atrofia cerebrale.  Sii fiduciosa che il tuo papà è ancora in una fase iniziale,  o forse può trattarsi solo di un esaurimento dovuto a ciò che sta passando per la perdita…

 

Elena Lasagna

 

09/01/2020

 

Rispondo a Giuliana che mi ha domandato quali sono i sintomi che dà la meningite.

 

Le cause della meningite possono essere infettive o tossiche. La meningite cerebrospinale epidermica o meningococcica colpisce più spesso i bambini di età inferiore a quattro anni;  dopo un’incubazione di 2-4 giorni  insorge in maniera acuta con brividi,  vomito, febbre elevata,  rigidità della nuca,   e rigidità degli arti inferiori,  iperestesia cutanea e muscolare, convulsioni parziali o generalizzate, disturbi  psichici,  paralisi dei nervi cranici e degli arti,  dermografismo esagerato,  liquor iperteso,  precocemente torbido e poi purulento.

La meningite tubercolare, frequente sia nei bambini che nei giovani,  è sempre secondaria ad un altro focolaio tubercolare.  La sintomatologia è caratterizzata da da un periodo prodromico (15-30 giorni) con modificazioni del carattere,  malessere generale,  nausea, cefalea; da un periodo irritativo con vomito,  delirio, fotofobia,  convulsioni, contrattura nucale, e addominale,  iperestesia iperreflettività;  da un periodo paralitico con sopore, deficit dei nervi crenici, degli arti,  degli sfinteri, ipertermia, a volte può portare anche alla morte per asfissia o per convulsioni generalizzate.

La meningite acuta purulenta è sostenuta da pneumo-, strepto-,  stafilococco,  coli,  ecc.,  provenienti da focolai vicini (otiti,  sinusiti,,  ecc.) o per via ematica. I sintomi sono quelli già descritti;  il decorso può essere anche molto rapido:  la diagnosi si vale dell’esame batteriologico del liquor;  la prognosi è sempre molto riservata.

 

La meningite linfocitaria,  è caratterizzata da una sindrome clinica più modesta,  con febbre meno elevata e compromissione generale e meningea relativamente più lievi e transitorie e da un recupero liquorale con aumento della quota linfocitaria,  è di origine virale.  Il termine di meningite linfocitaria,  che è sinonimo di meningite asettica o o meningite a liquor limpido o meningite sierosa,  andrebbe sostituito con quello eziologico,  cioè meningite da virus erpetici,  da virus echo, da virus coxackie,  da adenovirus,  da virus parotitico, ecc cioè con il nome dei virus di volta in volta in causa. La meningite acuta sierosa insorge di solito nel corso di malattie infettive e di intossicazioni esogene o endogene;  la sintomatologia è attenuata e il decorso è variabile.

Elena Lasagna

 

13/01/2020

 

Dagli esami ematici sembra che io non mi nutra,  ho tutto sotto la norma e mangio molto;  devo preoccuparmi?

 

F.

 

L’unica cosa da fare è sentire il tuo medico curante,  le cause possono essere più di una e più di due;  lui ti conosce e saprà sicuramente formulare la  diagnosi.  Se hai paura devi farti coraggio,  sei giovane e vedrai che le cause di tutte queste carenze possono avere una risposta molto più semplice di quanto tu creda.  Ad esempio:  potrebbe essere una condizione caratterizzata da deficit di trasporto di più principi nutritivi  attraverso la mucosa intestinale. Questa patologia è dovuta sia alla mancata assimilazione dei principi nutritivi  degli alimenti,  sia all’accumulo di materiali ingeriti nel lume dell’intestino.  All’origine le cause di malassorbimento  vi possono essere  fattori molteplici di natura intestinale o di natura extra-intestinale.  Questa patologia si manifesta con disturbi complessi e caratteristici.  Nelle forme globali di malassorbimento,  la mancata  assimilazione delle  vitamine,  dei carboidrati,  delle proteine e dei grassi determina un quadro sintomatologico caratterizzato proprio da mal nutrizione con:  emissione di feci voluminose e maleodoranti,  distensione abnorme dell’addome dovuta all’accumulo di gas e di materiali indigeriti nel lume intestinale.

 

Elena Lasagna

 

16/01/2020

 

Sempre FA:  mi ha domandato se esiste una magrezza che non sia di origine patologica.

Le ho dato la mia risposta:  questa condizione organica,  costituzionale o secondaria a diverse malattie,  caratterizzata da diminuzione o scomparsa del tessuto adiposo con la conseguente sensibile perdita di peso corporeo.  Nelle magrezze costituzionali ,  in genere a carattere ereditario e familiare,  prevalgono i processi catabolici,  o una deficienza di questi ultimi,  in dipendenza di lievi squilibri endocrini,  che restano  contenuti entro i limiti fisiologici.  Le magrezze secondarie, sono sostenute da disendocrinie della tiroide  (morbo di Basedow), del pancreas (diabete),  dell’ipofisi  (morbo di Simmonds), delle ghiandole surrenali (morbo di Addison),  da malattie infettive; da alcolismo ecc.  In questo gruppo rientrano pure le magrezze da carenze alimentari o da eccessivo lavoro muscolare non compensato da adeguato aumento dell’alimentazione.

 

Elena Lasagna

 

21/01/2020

 

Se mi chiedono che cosa significa “cariocinesi”  mi faresti un piccolo riassunto da capire per poi memorizzare?

 

Alessandra di Giovanni

 

Diciamo pure che la “cariocinesi” è una divisione cellulare indiretta,  mediante la quale i ” cromatidi” gemelli derivati dalla suddivisione longitudinale di ciascun cromosoma di una cellula,  si distribuiscono nelle due cellule figlie di quest’ultima in modo che ciascun cromosoma venga rappresentato in esse una sola volta.  Questo sistema assicura quindi un corredo cromosomico costante,  tipico della specie  cui l’organismo appartiene.  Nella cariocinesi possiamo distinguere quattro stadi fondamentali:  profase,  metafase, anafase e telofase.  Nella prima i cromosomi appaiono  come filamenti lunghi e sottili,  più o meno avvolti e intrecciati,  che vanno via via ingrossandosi e spiralizzandosi,  fino a raggiungere 1/10 della lunghezza iniziale.  In ognuno di essi si evidenzia sempre più chiaramente il centro motore, detto “centromero”; membrana nucleare e nucleo vanno sparendo,  mentre dai centrioli,  migrati ai poli opposti della cellula,  si organizza il fuso acromatico,  costituito da fibre continue, che vanno da un polo all’altro,  e fibre cromosomiali che prendono contatto con i centromeri.  In metafase,  i cromosomi si muovono e si dispongono a formare la “Piastra Equatoriale” del fuso ripiegandosi a V,  con le braccia che sporgono nel citoplasma,  e con i centromeri interni,  formando così una tipica figura stellata.  Segue la scissione sincrona di ogni centromero in due grani,  ognuno dei quali trascina il “cromatidio” cui è collegato migrando ai due poli cellulari.  Segue l’anafase,  in cui si formano due gruppi di cromatidi,  che ormai si possono chiamare “cromosomi figli”.  Mentre in “telofase ” la separazione dei cromosomi è completa,  si ricostituiscono due membrane nucleari attorno ai nuovi nuclei,  i cromosomi appaiono nuovamente distesi e a forma di spirale.  Contemporaneamente avviene la “citodieresi”,  cioè la divisione del citoplasma nelle due cellule figlie.  Il nucleo acquista poi la morfologia tipica della fase di riposo o fase intercinetica.

 

Elena Lasagna