26.09.2013

LE RICETTE DI CASA MIA CENTODUESIMA PARTE

Autore: admin-ele

26/09/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

IL  CARRUBO

ELENA   Avevo promesso che in questo articolo avrei presentato il Carrubo; ebbene questa magnifica pianta appartiene alla famiglia delle” Leguminosae ” è un albero sempreverde con un tronco corto ben piantato , ma la sua chioma si espande e può raggiungere l’altezza fino a 7 metri circa. Il Carrubo è originario dell’Asia minore ma da tempo è coltivato in tutta Italia.

Le foglie ad occhio nudo sembrano grasse, e sono composte da 5 paia di foglioline di forma ovale con un corto picciolo, hanno il margine intero liscio arrotondato, il loro colore è di un bel verde lucido.

I fiori  sono riuniti in rachemi che nascono direttamente dalla corteccia dei rami o anche dal tronco; hanno un picciolo a calice con cinque denti caduchi, non ci sono petali. I frutti sono dei legumi lunghi dai 10-15 cm, di consistenza carnosa e contengono semi neri.  In cucina si usano i frutti sia trasformati in farina e anche così per fare composte, torte, tortellini sia dolci che salati. I frutti si raccolgono quando hanno raggiunto la piena maturazione e cioè in settembre; vanno conservati in vasetti di vetro per difenderli sia dalla polvere che dai parassiti.

FEDERICA   Bella pianta anche questa!

ELENA   È anche molto buona se sappiamo cucinarla bene. Ti voglio presentare un piatto con i frutti di Carrubo. Eccolo nella foto in basso!

 TORTELLI AI FRUTTI DI CARRUBO

CON STECCHINI  DI BACCALÁ  ALLA  VICENTINA

IN  PASTELLA

PIATTO CON FRUTTI DI CARRUBO IN COMPOSTA

 Ingredienti:  frutti di carrubo, mostarda di melone, uova e farina di semola di grano duro per la sfoglia, pomodoro, cipolla, basilico per il soffritto, parmigiano grattugiato, baccalà alla vicentina (con latte e cipolle), farine per la pastella, e per l’involtino che vediamo nella foto : pasta di pane con cipolle bianche tagliate finemente, ripieno di fontina e composta di carruba con aceto balsamico.

Esecuzione: per prima cosa facciamo il pesto con la composta di carruba, e un poco di mostarda fatta con il melone; aggiungeremo al pesto sale, pepe e parmigiano grattugiato. Adesso facciamo il ragù con lo scalogno o cipolla, il pomodoro e per ultimo metteremo il basilico e l’olio d’oliva (ex.v.). Facciamo pure la sfoglia e ne ritaglieremo dei quadrati da riempire con questa farcia dal   gusto molto gradevole e misterioso. In precedenza abbiamo fatto il baccalà alla vicentina,  ne abbiamo preso dei pezzetti , li abbiamo passati nella pastella, poi in padella con l’olio di arachidi, li abbiamo infilati uno ad uno nello stecchino  li abbiamo messi sulla carta assorbente. Infine facciamo un involtino: abbiamo già preparato la pasta lievitata, abbiamo poi tagliato le cipolle fini fini da non vederle, e le abbiamo incorporate alla pasta. Abbiamo tirato la pasta SOTTILE perché  durante la frittura  si alza ancora e rimarrebbe molto alta. Una volta fritta si fa un involtino con la fontina e un poco di composta di carruba resa aspra con l’aceto balsamico. Eccoli Insieme nella foto sopra!

FEDERICA   Che magnifico piatto! Non diventerò mai brava come te!

ELENA  Invece io credo che tu lo sia già , ancora di più! Per dimostrarti che ho ragione , domani mi porterai una ricetta fatta con l’Alloro, sì, perché la seconda pianta di questo articolo è l’ Alloro in cucina, SO CHE SARAI BRAVISSIMA!

FEDERICA Grazie! Ora però tocca a me ! Voglio dedicarvi la canzone di Eros  Ramazzotti ” Un  Angelo  Disteso  Al  Sole

ELENA   Bellissima canzone! Grazie!

27/09/2013

L’ALLORO

ALLORO

L’Alloro è una pianta dalle dimensioni variabili, dal piccolo arbusto può raggiungere l’altezza di 10-12 metri. Appartiene alla famiglia delle ” Lauraceae ” per questo prende anche il nome di Lauro. Essendo una pianta sempreverde la possiamo utilizzare fresca per tutto il periodo dell’anno. L’alloro ha molte proprietà,  ma noi in cucina sfruttiamo quelle aromatizzanti e digestive. Le sue foglie sono di consistenza coriacea, di colore verde scuro nelle meno giovani , verde chiaro nelle foglie nuove . I frutti sono drupe di colore scuro e contengono un solo seme. In cucina sono usate le foglie; è molto ricercato per il suo aroma per insaporire intingoli, arrosti, peperonate ecc. L’infuso di foglie di alloro agisce da stimolante generale dell’organismo, purificando il tubo digerente.

FEDERICA   Ti ho portato la ricetta con l’alloro! È l’astice in salsa spero che ti piaccia molto.

ASTICE  IN  SALSA

Ingredienti: astice, olio extra v. d’ol., sale, pepe, peperoncino vino bianco scalogno, cipolla rosata, sedano, carota, alloro, poco pomodoro, prezzemolo un pizzico di paprika, limone un cucchiaio di farina, vino bianco. Patate e aromi.

Esecuzione: Rompere il guscio  e le chele dell’astice, irrorarlo di succo di limone, poi pennellarlo con l’olio e metterlo sulla piastra a rosolare. Nella casseruola facciamo prima dorare  in poco olio , lo scalogno e la cipolla tagliati finemente, sfumiamo con metà del vino e poi buttiamo anche le altre verdure tagliate fini, mettiamo il pomodoro due cucchiai, due foglie d’alloro,la paprika, il sale, il brodo poi, mettiamo il coperchio. Lasciamo cuocere molto bene aggiungendo anche l’ultima parte del vino. A questo punto prendiamo l’astice, bello da vedere perché ha i segni della griglia, lo taglieremo a pezzi, gli mettiamo sale e pepe e lo incorporiamo alla salsina, l’abbiamo addensata con un poco di farina. Amalgamiamo i pezzi di astice con la salsa ,aggiungiamo il prezzemolo,  un pizzico di peperoncino, e l’olio,  lasciamo riposare per circa due ore. Intanto prepariamo delle patate al cartoccio: dopo averle lavate le passiamo con la buccia in una casseruola di acqua che bolle, le teniamo lì qualche minuto, le asciughiamo e poi le mettiamo in un cartoccio con gli aromi. Chiudiamo bene il cartoccio e le passiamo nel forno per venti min.  Servire l’astice con la salsina e tutt’intorno le patate saporite tagliate a dadini irrorate di salsa maionese fresca! Per concludere in bellezza un Pinot Chardonnay!

ELENA   Che buono l’astice così! Lo sapevo che non mi avresti deluso, brava!  A questo punto vorrei regalarti una vellutata sempre con l’alloro.

VELLUTATA  DI FAGIOLI  CIPOLLE  E  ZUCCA

Ingredienti: due fette di zucca, due cipolle, 200 gr. di fagioli  freschi toscanelli, latte q.b., sale, pepe, basilico, origano, olio extra v. d’ol., brodo vegetale, vino bianco, crosta di parmigiano ben raschiata, due foglie di alloro, crostini al rosmarino.

Esecuzione: mettiamo a cuocere la zucca in forno. In una casseruola mettiamo i fagioli a cuocere con le cipolle affettate, aggiungeremo il vino, l’alloro, aggiustiamo di sale, la crosta del parmigiano. Portiamo ad ebollizione poi, abbassiamo il calore e lasceremo cuocere lentamente. A cottura ultimata mettiamo metà dei fagioli nel passaverdura insieme alla zucca. Adesso incorporiamo il tutto al sugo o brodo della cottura, aggiungeremo il basilico, il pepe, l’origano e l’olio.  La zuppa deve avere una consistenza cremosa ma non troppo solida né troppo liquida: armoniosa!  Servire la zuppa ancora calda con i crostini al rosmarino.

FEDERICA   Che buona dev’essere questa zuppa!      Che ne dici di questa canzone? È dei Bee Gees, ” I Hate  You Then I LOve You ” ,  ve la dedico!

ELENA   Grazie ancor!

28/09/2013

ELENA   Vorrei dedicarti questa ricetta: una delle mie,  sempre cucinate con l’alloro. Se hai molte prenotazioni potresti fare un cosciotto di carne suina, quelle adibite al prosciutto crudo o cotto. Potresti anche acquistarle in tagli piccoli, soltanto  quello che ti serve.

COSCIOTTO  DI   MAIALE

Ingredienti: pezzo di carne q.b., uno spicchio di aglio o due dipende dalla quantità della carne, ( questa ricetta è per 7 etti di carne ) due foglie di alloro, sale, pepe, paprika, vino rosatello, finocchio selvatico, un rametto di rosmarino, un ciuffetto di salvia,   due pizzichi di spezie miste, brodo.

Esecuzione: sgrassare la carne se necessario, praticare delle piccole incisioni, poi la lavoriamo con la farcia fatta di sale, pepe, spezie e le erbe elencate sopra. Lasciamo in farcia per 12 ore ricordandoci di massaggiare la carne di tanto in tanto. Poi, la rosoliamo in una casseruola dal doppio fondo, la passiamo bene in tutti i punti e la mettiamo in forno pennellata con un poco di burro e la bagneremo sempre con  il vino alternato al brodo. Perché riesca molto buono il cosciotto di maiale deve essere cotto alla perfezione. Ultimata la cottura si lascia raffreddare, poi, si taglia a fette sottili e si irrorano con il sughetto profumato. Servire con un misto di cannellini cipolline e topinambur tutti cotti a vapore conditi con olio extra v. d’oliva gentile, prezzemolo, timo  e basilico tritati.

FEDERICA   Ma come faccio a superarti?

ELENA   Se vuoi puoi tutto! Aspetto una tua ricetta decidi tu , dolce o salata, primo o secondo, ecc.

FEDERICA   E per concludere l’articolo vi dedico un’altra bella canzone dei meravigliosi  REM  ” Talk  About  The  Passion “.

24.09.2013

GLI SCACCHI QUATTRO

Autore: admin-ele

24/09/2013

GLI  SCACCHI

N1 DELLA QUARTA PARTITA

In questa partita il Bianco  (che in questi scacchi è quello vestito anche di giallo), pensa di poter sfruttare la posizione solo apparentemente precaria di alcuni pezzi neri (quelli vestiti con il rosso) ma la sua mossa in realtà si rivelerà un errore e il Nero con una serie di brillanti tatticismi vincerà rapidamente.

36  Cd4?, sembra una mossa in grado di mettere in crisi il Nero, che si trova con la Torre c6 attaccata e nell’impossibilità di giocare 36…, C: d4; per 37 A:c3, e se 37…, Tc6:c3; seguirebbe 38 C:f5.  Ma il nero ha la combinazione vincente.

36…, Dh4!;  è una tattica brillante non considerata peò dal Bianco prima di giocare l’ultima mossa.

37  Ael, il Bianco non sa più andare avanti, forse è lontano dal gioco;  infatti sono mosse ineficcaci sia 37 C: c6 per 37…, T: h3+;  38  g:h3,  D:f2+;  39 Rhl,  Cg3≠  che 37 C: f5, per 37…, T:h3+; 38 g:h3,  D:f2+ ; 39 Rhl, e :f5; e il Nero vince!

37…,  C:f4!; il Nero guadagna un pedone e minaccia scacco matto in tre mosse.

38  T:f4, se 38  C:c6, Il Nero proseguirebbe con 38…,T:g2+ ;39 T:g2, D:h3+; 40 Rgl, D:g2≠.

38…, T:h3+ ; il Nero continua nella sua opera di demolizione dell’arrocco avversario; Il Bianco ormai estremato non dispone pezzi che possano intervenire in difesa del Re.

39  g:h3,  D:f4+;  40  Rg2, Ce3+ ; 41 Il bianco lascia il gioco!

ORA PASSIAMO  AD  UN’ALTRA  PARTITA

Adesso mi porterò a metà partita

SECONDA PARTITA DEGLI SCACCHI QUATTRO

A questo punto della partita il Nero ha combattuto ottenebdo un forte attacco e due pedoni di vantaggio. Non mi resta che augurare buona fortuna al Bianco e vinca il migliore!

33…, g4;  con questa mossa il Nero cerca di indebolire l’arrocco avversario e aprire l’importante diagonale hl-a8  dominata dalla Donna in c6.   34  A:h4,  g:h3;  35 g3,  Ce5!;  il Nero alimenta l’attacco portando un altro pezzo contro l’avversario ormai indebolito.

36 Tb3,  il Bianco deve impedire lo scacco di Cavallo in f3; avrebbe perso subito  36  g: f4, per 36…,  Cf3+ ; 37  Rf2, C:d2;  38  D:d2,  Dg2+;  39  Re3, Te8+;  40  Rd3, De4+;  con successivo guagagno della Torre b1.

36…, Ce2+!!;  il Nero conclude ancora una volta brillantemente il suo attacco sacrificando il materiale.

37 T:e2,  Tfl+!!; dopo questo sacrificio di deviazione la Donna del Nero potrà entrare tra le file dell’arrocco avversario decidendo la partita.

38  R:fl,   Dhl+;  39  Rf2,  Cg4≠.

Ora il Bianco è tornato in sé e vuole la rivincita!

SCACCHI QUATTRO TERZA PARTITA

Il Bianco, ha sacrificato un pedone ottenendo in cambio un attacco molto promettente; il Nero non ha potuto arroccare e si trova con alcuni pezzi comprese loe Torri in a8 e in h8 completamente fuori gioco.

19 T: f7!!,  il Bianco con questa brillante mossa costringe il Re avversario a uscire allo scoperto; 19…,  R:f7;  non ci sono altre possibilità per la difesa;

20  Df6+,  Rg8; 21  D:e7,  Tf8; 22 Tfl,  il Nero abbandona.  Se 22…,  T:fl+; segue 23  R:fl e decide la minaccia  Cf6≠ ;  se 22…,  Dc8;  il Bianco vince con Dg5≠.

07/12/2013

32° PARTITA

IL mio Bianco è vestito di giallo in tutte le partite

Questa partita  sembra quasi terminata dove il Bianco ha buone speranze perché ha tre pedoni di vantaggio in cambio della qualità.  La manovra per vincere consiste nel riuscire a spingere un pedone fino alla promozione.

44 Rf4,  Td3;  45  h4,  il  Bianco ha i pezzi e i pedoni in una posizione molto compatta e priva di punti deboli,  il  Nero quindi  non riesce con solo Torre  e Alfiere a contrastare in modo efficace l’azione  del  Bianco.

45…,   Aa4;  46   Rg3,  R17;  il Bianco minacciava lo scacco doppio di Cavallo in  f4.

47  Cf4,  Te3;  48  Rf2,  Ta3;   49  Ad6,  il Bianco sposta l’Alfiere dalla colonna e per lasciare libera la strada al pedone4 passato centrale.

49…,  Ta2 +; 50  Re3,  Adl;  51 e 5,  Ab3;  52  Ce2,  Ta4;  53  Cd4,  Adl;  54  e6+,  Re8;  55  Cb5,  la manovra del Cavallo serve per mettere sotto osservazione la casa di promozione del pedone e la minaccia del Bianco è  56  Cc7 +, Rd8;  57 e 7   con promozione alla mossa successiva.

55…,  Tc4;  56  h5,  se 56  Ce7+ , T: c7;  57   A: e7,  Re7;  il  Nero avrebbe avuto qualche possibilità di patta per la presenza degli  Alfieri di colore contrario.

56…,   Rd8;  57   Af8,  Te2;  58  Rf4,   Tc4+;  59   Rg3,  il Nero abbandona.  Intanto ne preparo un’altra. A domani!

23.09.2013

LE RICETTE DI CASA MIA CENTUNESIMA PARTE

Autore: admin-ele

23/09/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

IL  CASTAGNO

ELENA   Presto ci saranno le castagne, oggi ti voglio parlare proprio di questa pianta meravigliosa per i suoi frutti.  Il Castagno  appartiene alla famiglia delle Fagaceae, questo albero raggiunge fino a 30 m. di altezza, ha un grande tronco e una chioma tondeggiante , con corteccia liscia. Le foglie raggiungono la lunghezza di 20 cm circa, lanceolata e ristretta in apice acuto. Il frutto è composto da uno a tre acheni, che sono le castagne. La parte chiamata riccio, è formato da numerosi aculei rigidi e pungenti, è cresciuta insieme alla castagna e la racchiude per proteggerla, ma alla maturità si apre e lascia cadere i frutti che sono di colore marrone all’esterno e pelose all’interno.

Questo frutto è diffuso in boschi estesi fino a 1000 m, nell’Italia settentrionale, mentre a più di m. 1200 nell’Italia meridionale; ed è coltivato in diverse varietà.

La castagna si può conservare anche per due-tre mesi se tenuta in ambiente fresco ma non troppo umido.

La farina delle castagne è usata molto in gastronomia: si fanno dolciumi, primi piatti, marmellate, e si usa come contorno per accompagnare pollame ( Tacchino e faraona) e altre carni come l’agnello.

FEDERICA   Certo che anche questo frutto non  è da meno di tutti gli altri, se non ancora più usato, specialmente nei paesi poveri di molto tempo fa. Hai mai fatto la polenta con farina di castagne?

ELENA   Mi hai lanciato l’idea, faremo uno spezzatino di manzo con polenta di farina di castagne e farina di carruba. Nel prossimo articolo ti parlerò del Carrubo.

SPEZZATINO DI MANZO  CON POLENTA

DI  FARINA  DI  CASTAGNE  E FARINA  DI CARRUBA

Ingredienti: acquistiamo un pezzetto di muscolo della spalla, una grossa cipolla, aglio, salvia , prezzemolo, basilico, vino rosato, peperoncino, pepe, sale, pomodoro fresco, due chiodi di garofano, un pizzico di cannella, olio d’oliva gentile.

Esecuzione: togliamo i residui grassi alla carne, la tagliamo a fettine per il verso giusto, la mettiamo in una casseruola, insieme al trito di una grossa cipolla, pomodoro, salvia, le spezie, peperoncino, l’aglio, sale e vuotiamo il vino fino a metà della casseruola o poco meno.  Lasciamo sobbollire piano piano fino alla cottura, la carne si presenterà cotta a puntino e il sugo ristretto  lo faremo rapprendere con un cucchiaio di farina di riso, poi metteremo l’olio e il piatto sarà gustoso, leggero e anche dietetico se mangiato insieme alla polenta .

Per la polenta ingredienti: farina di castagne 50%, farina di carruba, 25% farina di mais macinata fine.

FEDERICA   Sento  già il profumo di intingolo! Che buon odore !

ELENA   Adesso faremo un’altra carne ma glassata.

CARRÉ  DI AGNELLO  ARROSTO

CARRé DI AGNELLO ARROSTO

Ingredienti: carré di agnello, rosmarino, salvia, aglio, dragoncello, vino bianco secco, sale, pepe, timo, noce moscata.

Esecuzione: Togliamo il grasso in eccesso, prendiamo una casseruola dal doppio fondo, la riscaldiamo e rosoliamo la carne a fuoco lento per non bruciarla, ma scioglieremo il grasso rimasto. Togliamo il carré dalla casseruola e lo metteremo in un’altra con un trito di aglio, rosmarino, salvia estragone e tutto il resto. Lasciamo cuocere lentamente e quando l’agnello sarà ben cotto, lo rosoliamo ancora e faremo restringere il sugo fino a glassarlo, poi, lo cospargeremo sopra la carne. Servire con purè di castagne o purè di patate.

FEDERICA  Che dire! Anche questa ricetta è deliziosa!  E per finire in bellezza vi voglio dedicare ancora Joe  Cocker  in ” Letting go”.

24/09/2013

FEDERICA   Lasciami fare le tagliatelle, ora le so fare anche con il mattarello! Le voglio di un verde chiaro, ci metterò le uova, e anche  due cucchiai di succo di basilico.

ELENA   E per il condimento? Ho pensato ad un pesto, con pecorino, parmigiano, pistacchi verdi, ti va l’idea?

FEDERICA   Dovrebbero diventare squisite!

TAGLIATELLE  AL  PESTO  DI PISTACCHI

Ingredienti: uova, farina di semola di grano duro per la sfoglia, due cucchiai di basilico centrifugato. Per il pesto: parmigiano e pecorino grattugiati, olio extra v. d’ol., sale, pepe, panna fresca, origano e prezzemolo freschi.

Esecuzione: facciamo la sfoglia nel modo tradizionale, adesso facciamo il pesto con i pistacchi, li mettiamo nel robot, li faremo andare in poltiglia, insieme all’origano e al prezzemolo, poi , aggiungeremo l’olio q.b., i formaggi grattugiati, aggiustiamo di sale,  il pepe. Buttiamo le tagliatelle in acqua abbondante salata al punto giusto, le faremo bollire solo un attimo, poi le scoliamo; le mantechiamo con la panna, le togliamo dal fuoco e incorporiamo il pesto, amalgamiamo dolcemente, se necessario aggiungere un poco di acqua di cottura e le tagliatelle sono pronte, lisce e gustose!

ELENA   Facciamo un altro piatto di pasta? Le pennette con rucola speck e cipolle, vedrai che gusto!

Ingredienti: prendiamo delle pennette di semola di grano duro, rucola fresca, cipolle bianche, speck tagliato a listarelle, formaggio fuso, brodo vegetale, poco parmigiano grattugiato, sale, pepe, acciughe sott’olio.

Esecuzione: buttiamo la pasta nel brodo vegetale, la scoliamo al dente, la mantechiamo con le acciughe sciolte in olio d’oliva, aggiungeremo poi lo speck tagliato a listarelle sottili, finiamo la cottura e le togliamo dal fuoco. Adesso ci mettiamo un velo di formaggio fuso sciolto in poco brodo, aggiustiamo di sale e pepe, un cucchiaio di parmigiano e per ultimo una manciata di rucola tagliata sottile. Il piatto è pronto!

FEDERICA   Buono, buono, buono!

ELENA   Un altro piatto di carne ti può andar bene?

FEDERICA   Non bene, benissimo!

ELENA   Sorpresa!

PETTO  DI  CAPPONE  IN  SALSA  FRESCA

PETTO  DI CAPPONE IN SALSA

Ingredienti: petto di cappone, due grosse cipolle, sale, pepe, salvia, chiodo di garofano, alloro, pomodoro, vino bianco. Per il contorno: pomodori e zucchine.

Esecuzione: facciamo dorare il petto in una pentola dal doppio fondo. In un’altra casseruola abbiamo messo un trito di cipolle, un trito di pomodori freschi, sale, chiodo di garofano, salvia,  una foglia di alloro e il vino. Lasciamo cuocere il tutto senza andar fuori cottura, poi passiamo le verdure al passaverdura, aggiungeremo l’olio e cospargeremo il petto di questa salsina benefica e gustosa. Eccolo nella foto sopra!

FEDERICA   Se ti dico che sei meravigliosa ci credi?

ELENA   Intanto dimmelo, poi, ti saprò dire! Grazie a te! E adesso facciamo una torta di uva e pere, però non m’ingrassare solo a vederla!

TORTA DI  UVA  E  PERE

Ingredienti: 600 g di farina doppio zero, quattro uova, 100 g di burro meglio se fresco,  250 g di zucchero semolato,una bustina di lievito per dolci, una vanillina, o una fiala alla vaniglia, un bicchierino di maraschino, un mezzo bicchiere di latte, 400 g di uva già in chicchi, tre pere di media grossezza, cacao dolce , zucchero a velo alla vaniglia.

Esecuzione: lavoriamo le uova con lo zucchero, aggiungeremo poi le uova una ad una, la vanillina, il burro sciolto a temperatura ambiente, il liquore, poi, alterniamo la farina dove abbiamo mescolato il lievito, con il latte, amalgamiamo bene l’impasto e per ultimo mettiamo la frutta leggermente infarinata con farina di riso; infornare a 170 g° per circa un’0retta. Dopo di che apriremo il forno e con uno stecco foriamo il centro della torta, se lo stecco si trascinerà la torta ancora collosa , lasciare per altri 10 min. spegnere il forno e lasciare raffreddare il dolce. La torta si presenterà soffice e asciutta, le pere e l’uva sono rimasti a galla, ben  divisi; adesso la decoriamo con un colino metà di zucchero a velo e sopra il cacao dolce.

FEDERICA   Ci mancava solo questa per farmi andare via l’appetito ! Invece è il contrario!  Ora vi dedico una canzone bellissima di Freddie Mercury   ” Love  Me  Like  There’s  No Tomorrow “.

ELENA   Grazie!

20.09.2013

LE RICETTE DI CASA MIA CENTESIMA PARTE

Autore: admin-ele

20/09/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

L’ANETO  E   ANICE  VERDE

ELENA   Le piante che ti presento oggi sono: l’ Aneto e l’Anice verde. Sono due piante che appartengono alla famiglia delle Umbelliferae. L’Aneto è una pianta erbacea annuale,  con odore pungente che spesso raggiunge  il metro di altezza. Le foglie sono divise tre volte in lacinie sottili, filiformi; il picciolo si dilata alla base in una guaina che abbraccia per un tratto il fusto. L’infiorescenza è formata da ombrelli, senza brattee, i fiori sono piccolissimi di colore giallo. I frutti sono formati da due acheni addossati l’uno all’altro sempre di colore giallo. L’Aneto è una pianta originaria dell’Asia e dell’India, è coltivata ma a volte si trova anche allo stato spontaneo, nei luoghi erbosi in quasi tutta l’Italia . In cucina è preziosa per le sue doti aromatiche : specialmente nel condimento di carni suine. Si raccolgono le sommità fiorite da agosto fino alla fine della fioritura. Si essica all’ombra e si conserva in vasi di vetro. Le sommità fiorite fresche si usano per aromatizzare anche le insalate, le bibite, le tisane, ecc.

L’Anice verde è una pianta anch’essa annuale, e può arrivare fino all’altezza di 50-60 cm. Le foglie basali sono slanciate, a forma di cuore con il margine variamente dentato; quelle del fusto sono molto varie, mentre le inferiori sono formate da tre foglioline. L’infiorescenza è a forma di ombrello, con e senza brattee, composte da peduncoli che sostengono dei piccoli fiori bianchi. I frutti sono formati da due acheni coperti da peli setosi, ma molto rigidi. Le parti usate sono proprio i frutti; anche questa pianta è originaria dell’Asia, ma è coltivata da molto tempo nei nostri giardini ed orti. I frutti si raccolgono quando sono maturi in luglio-agosto, si lasciano essicare all’ombra in un posto ventilato e si conservano in vasetti di vetro al riparo della luce. L’anice verde si usa in pasticceria e in liquoreria, si fanno tisane per bevande dissetanti,  se preso in tisana dopo i pasti ha proprietà digestive.

FEDERICA   Hai una ricetta con queste due erbe?

ELENA   Sì, Ho fatto la coppa fresca di maiale ai ferri con verdure crude.

COPPA  AI  FERRI ALL'ANETO

Ingredienti: coppa fresca di maiale, aneto, sale, pepe, salvia rosmarino alloro, vino bianco.

Esecuzione: mettiamo la coppa in confusione con le erbe sopra elencate qualche ora prima con il vino, nel frattempo prepariamo le verdure miste. Poi  togliamo quasi del tutto gli aromi e incominciamo a cuocere le bistecche di coppa, piano, gradatamente , poi  alla fine faremo sciogliere il grasso senza bruciarla. Eccola nella foto in alto.

FEDERICA   Mi sembra bella magra! Mi sento di dire che la mangerei subito!

ELENA  La potrai cucinare quando vuoi, in questo modo non è grassa, è appetitosa  e non ha molte calorie.

FEDERICA  Ma adesso un dolcetto all’anice verde ce lo regali vero?

ELENA  Va bene,  ma poi non lamentarti se questa settimana ingrassi di un kilo!

QUADRATINI  GONFIATI ALLA MARMELLATA

DI  PESCHE  E ANICE VERDE

Ingredienti: 700 gr. di farina, 100gr. di olio di mais, 200 gr. di zucchero semolato, un pizzico di  fiori di anice verde, marmellata fresca di pesche, tre uova, una bustina di lievito per dolci, mezzo bicchierino di liquore strega, zucchero a velo vanigliato.

Esecuzione: mettiamo tutta la farina a fontana sopra il piano da lavoro. prima di mescolarla al lievito ne terremo un po’ da parte per la lavorazione. poi aggiungeremo lo zucchero, l’olio, il liquore, i tuorli,  mentre gli albumi li monteremo a neve. Mescoliamo bene gli ingredienti, prima che l’impasto sia amlgamato del tutto inseriamo gli albumi. Adesso prendiamo gli stampi quadrati, mettiamo un poco dell’impasto in tutti, poi, uno strato di marmellata e copriamo. I dolcetti andranno in forno a 160 g° per 20-30 min circa. Lasciare raffreddare e cospargere di zucchero a velo van. Si presenteranno profumati e croccanti fuori e morbidi dentro.

FEDERICA   Ah! Che tedio i dolci!  Solo al pensiero mi si sviluppano le papille gustative! Ma pensiamo alla musica! Sai cosa vorrei dedicarvi ? Ancora un volta  Joe Cocker in ” One Night Of  Sin”.

ELENA   Grazie!

22/09/2013

Grazie cara Fede per la festa di ieri sera, anzi di questa notte, ci siamo portati dentro un poco della vostra allegria! Grazie molte. In questo articolo vorrei prima ringraziare ancora le persone che mi vogliono bene, a tutte le persone oneste che conosco, e che mi seguono, in particolare  quella persona che incontrammo tre estate fa in quel paese marino: eravamo seduti davanti alla gelateria insieme ad un’altra coppia; grazie del tuo messaggio sincero e onesto! Mi hai risparmiato molte seccature! Ti auguro tutto il bene possibile!

Ed ora vorrei fare un brindisi insieme a tutti voi per festeggiare il mio centesimo articolo di cucina! Nell’augurarvi buona fortuna vi aspetto nel prossimo articolo e cioè il “centunesimo!

Elena  Lasagna

18.09.2013

PRENDIAMOCI CURA DELLA NOSTRA PELLE QUATTRO 2

Autore: admin-ele

18/09/1013

CONTINUA  DA  HERPES  ZOSTER  O  ZONA

L’herpes zoster in genere non recidiva.

Sintomi:  di solito compaiono inzialmente dei disturbi sensitivi ( bruciore, dolore, parestesie)  e talora anche malessere generale. Segue una eruzione cutanea che consiste inizialmente in chiazzette eritematose leggermente rilevate.

Su queste lesioni si formano dopo alcune ore, delle grosse vescicole tese contenenti siero.  Dopo alcuni giorni le vescicole si rompono e si formano delle erosioni  che si coprono di crosticine che, staccandosi,  lasciano una chiazza rosea destinata ad attenuarsi nel tempo.

La localizzazione più frequente è quella toracica; più rare le localizzazioni cervicali e quelle lombari.

Particolarmente grave è la localizzazione al viso, con disposizione lungo il decorso delle branche nervose del trigemino. La terapia è strettamente medica, si basa sull’utilizzo di vitamine B1, B6, B12 e di raggi X.

MOLLUSCO CONTAGIOSO

È un’affezione frequente nei bambini, causata da un virus a DNA.

Sintomi: L’eruzione è costituita da noduli emisferici, di diametro variabile fra  2  e 4  mm. , ombelicati al centro,  di colorito giallo roseo, duri,  non pruriginosi  né dolorosi.

Alla spremitura è possibile far fuoriuscire del materiale biancastro composto da cellule cornee e corpuscoli ovoidali detti ” corpuscoli  del mollusco “.

Le lesioni si localizzano di preferenza al volto, arti, natiche, genitali.

Bisogna evitare di spremere il nodulo poiché si rischia la disseminazione delle lesioni. Il dermatologo interviene asportando le lesioni con cucchiaio tagliente e successiva causticazione.

PITIRIASI  ROSEA  (DI  GIBERT)

È una dermatite  eritemato-desquamantiva.

Sintomi: Inizia con una chiazza rotondeggiante di  2 – 3   cm. di diametro  ( chiazza madre ),  con un bordo colorito rosa pallido finemente desquamante e una parte centrale più pallida e depressa, di colorito  rosa-giallastro.  Tale chiazza si ingrandisce centrifugamente,  mentre al centro si attenua.

Dopo 10-15 giorni si aggiungono chiazze di eritema ed altre lesioni simili alla chiazza madre.  Di solito non c’è prurito.

Dura 4-6 settimane e guarisce spontaneamente. Non è necessario alcun trattamento.

VERRUCHE

Sono provocate da virus a  DNA  che si moltiplicano nel nucleo.

Sono note tre varietà di verruche: volgari,  piane,  plantari. Alcuni aggiungono una quarta varietà, la verruca filiforme.

Verruche volgari:  si presentano come papule piatte, rotondeggianti di colorito grigio-brunastro a superficie ipercheratosica ( eccessivo sviluppo dello strato corneo ) , rugosa.  Hanno un diametro variabile da una capocchia di fiammifero ad una lenticchia e non sono dolenti. Possono essere solitarie o a gruppI, tendono a moltiplicarsi e si localizzano di preferenza sul dorso delle mani e delle dita.

Verruche piane: si presentano come papule piatte,  rotondeggianti di colore bruno giallastro,  con un diametro di 1-2 mm..  Sono localizzate particolarmente al volto e al dorso delle mani.  Sono asintomatiche: Si osservano frequentemente nei bambini.

Verruche plantari: localizzate alla pianta del piede, si presentano in genere incassate nel tessuto e si distinguono dal callo perché la pressione provoca dolore e perché le linee della cute si interrompono ai margini della lesione.  Sono lesioni cheratosiche piane, rotondeggianti, con una parte centrale disseminata di piccoli puntini nerastri.

La deambulazione è resa difficile dal dolore provocato dal peso corporeo.

Se guardiamo al microscopio,  le verruche mostrano ipercheratosi e acantosi ( ispessimento dello strato Malpighiano).

Nelle cellule epiteliali si trovano corpuscoli che rappresentano probabilmente delle inclusioni virali.

Terapia: È strettamente medica, poiché sono frequentissime le recidive ad interventi non correttamente eseguiti.

Si può intervenire in due modi: Asportazione mediante cucchiaio tagliente e successiva causticazione ; o applicazione di azoto liquido e diatermocoagulazione in anestesia locale.

In qualche caso scompaiono spontaneamente, ma spesso recidivano ripetutamente anche dopo vari interventi terapeutici.

Un commento a parte merita la terapia delle localizzazioni periungueali delle verruche, perché: in questa sede l’esecuzione dell’anestesia è dolorosa; è possibile contaminare il letto ungueale con una pratica mal svolta. In questi casi è spesso necessaria l’asportazione dell’unghia.

EPIDERMODISPLASIA  VERRUCHIFORME

Consiste in una lesione verrucosa disseminata,  causata dallo stesso virus delle verruche,  e può degenerare in un tumore della pelle. Continua domani con

GHIANDOLA  SEBACEA

ANATOMIA  E  FISIOLOGIA  DELLA GHIANDOLA SEBACEA

Sono generalmente associate al follicolo pilo sebaceo.

È da tenere presente che non sempre vi è corrispondenza,  sul piano dello sviluppo, fra peli e ghiandole,  nel senso che ad una fine lanugine possono corrispondere grosse ghiandole sebacee e viceversa.

In zone non pelose si possono trovare ghiandole sebacee isolate. Mancano sempre in corrispondenza del palmo della mano e della pianta dei piedi. Ne sono ricchi, invece,  il viso, le spalle, la regione sternale, i genitali.

Si sviluppano principalmente dopo la pubertà. Sul piano strutturale è da ricordare che: vi sono due strati di cellule, di cui uno a contatto con la membrana basale e formato da cellule ricche di glicogene (strato germinativo) da questo strato originano le cellule che formeranno il secondo strato.

La produzione del sebo avviene a livello del secondo strato per differenziazione delle cellule in materiale grassoso.

Il sebo si versa nel lume del follicolo pilifero, giungendo così alla superficie cutanea.   la fuoriuscita del sebo è continua sebbene impercettibile,  a differenza della secrezione delle ghiandole apocrine e sudoripare, che è intermittente. La secrezione sebacea non è regolata da influenze nervose.

La ghiandola sebacea è invece controllata da alcuni ormoni. In particolare gli androgeni ( ormoni sessuali maschili)  la ipertrofizzano,  mentre gli estrogeni  (ormoni sessuali femminili) ne favoriscono l’involuzione. Le ghiandole sebacee si sviluppano alla pubertà perché in questo periodo avviene la maturazione delle ghiandole sessuali.

Il sebo ha ph variabile  fra 3  e  4 e contiene una grande quantità di lipidi ( squalene,    acidi grassi insaturi, steroli).

MALATTIE  DELLA  GHIANDOLA  SEBACEA

La produzione di sebo aumenta dalla pubertà alla maturità, per diminuire nella vecchiaia.

Esistono alterazioni della produzione di sebo in eccesso e in difetto. Scarsa produzione di sebo si ha ad esempio, in alcune rare malattie congenite, e più frequentemente,  in disturbi della maturazione sessuale. Il risultato è la mancanza o la scarsità di sebo sulla superficie cutanea,  con conseguente riduzione della resistenza alla penetrazione dei batteri,  aumento della desquamazione e secchezza della pelle.

SEBORREA

La malattia è caratterizzata da un’eccessiva produzione di sebo. Le ghiandole sebacee sono strutturalmente normali e quindi l’alterazione è solo funzionale.

Le regioni più interessate sono quelle più ricche di ghiandole sebacee: Il capillizio,  la fronte ,  i lati del naso,  il dorso.

Quando la malattia si aggrava, alla produzione eccessiva di sebo si aggiunge eritema coperto da squame giallastre,  disposte particolarmente alla radice del naso,  alle arcate sopracigliari,  ai condotti uditivi.

Possibili complicanze sono: infezioni da batteri piogeni, ecxematizzazione,  innesto della Candida albicans.

La terapia si basa sull’uso di sostanze come catrame e zolfo; si è notato un effetto ” rebound ” in seguito a eccessivo sgrassaggio delle zone seborroiche.  Questo significa che sgrassare eccessivamente la cute costringe le ghiandole sebacee a produrre più sebo e quindi ad aggravare i sintomi della seborrea.

18.09.2013

LE RICETTE DI CASA MIA NOVANTANOVESIMA PARTE

Autore: admin-ele

18/09/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Perché non parliamo degli agrumi che si usano in cucina, di quelli diventati indispensabili come il limone e l’arancia?

ELENA   Certo!  Sono due piante essenziali non solo per i loro valori nutrivi e aromatizzanti ma per le industrie farmaceutiche, quelle alimentari, liquoristiche e cosmetiche; ma in questo articolo  ci asterremo solo ai valori culinari. Pensa un po’ : questa pianta è originaria dell’India, ma cresce bene in tutta Italia specialmente nelle zone meridionali e quelle della riviera. È una pianta con foglie persistenti, lucide anche da ornamento, il frutto è ovale-oblungo, con una protuberanza conica all’apice; la buccia è gialla all’esterno usata come aromatizzante in cucina, bianca all’interno (viene impiegata nelle aziende cosmetiche), è fatto di spicchi rivestiti da una pellicola trasparente, sono carnosi in cui sono immersi i semi. In cucina il limone è molto amato sia per l’aroma della buccia che il succo, e tutto il frutto per fare marmellate , mostarde, e anche per  liquori e creme.

L’Arancia  invece è originaria dell’Asia, ma da molto tempo è coltivata nelle regioni meridionali d’Italia e della riviera. Questa pianta è di dimensioni variabili, le foglie sono di forma ovale arrotondate alla base e acuminate all’apice. Il frutto anch’esso è di forma variabile a seconda delle varietà. È di colore aranciato o giallo aranciato; la superficie è normalmente liscia, con pori evidenti  talvolta è rugosa. Nell’interno è succosa e dolce e i suoi spicchi sono ricoperti e tenuti insieme da una membrana trasparente commestibile. Anche l’arancia come il limone è preziosa nell’alimentazione perché è ricca di vitamina C , è usata molto in cucina per il suo aroma, il succo  e  tutto il frutto per marmellate mostarde creme e liquori. In altri articoli parlerò delle loro proprietà e principi attivi.

ELENA   Ma adesso vorrei farti vedere che ho fatto i ravioli con la mostarda di arancia, sono deliziosi e amati da tutti quelli che li hanno assaggiati.

RAVIOLINI  DI MOSTARDA  DI  ARANCIA

RAVIOLINI  ALLA MOSTARDA  DI ARANCIA

Ingredienti: mostarda di arancia,  cinque amaretti, sale, noce moscata, zenzero,  pecorino dolce grattugiato, quattro etti di ricotta, pomodoro, basilico, olio extra v. d’ol., uova, farina di semola di grano duro, parmigiano grattugiato.

Esecuzione: prepariamo il pesto, stemperando la ricotta che poi mescoliamo insieme alla mostarda 50%, aggiungeremo una grattata di zenzero, noce moscata, pecorino e amaretti sbriciolati; amalgamiamo bene gli ingredienti e nel frattempo faremo il ragù con la composta di pomodoro, basilico, e l’olio. Infine  impasteremo le uova con  la semola e riempiremo dei quadratini che fisseremo girandoli su se stessi. Lasciamo riposare i ravioli e poi li butteremo nell’acqua salata al punto giusto, li scoliamo al dente e li andremo a mantecare con il ragù e una manciata di parmigiano grattugiato.

FEDERICA   Devo dirti che mi ispirano molto, di ravioli ne ho fatti molti ma con la mostarda d’arancia mai! Non vedo l’ora di farli!

ELENA   So che sono buonissimi, e pieni di salute. Ma vorrei anche dettarti un dolce fatto con le castagne, con la crema di castagne e bigné.

FEDERICA   Sento che ho già l’acqualina in bocca!

TORTA  DI  BIGNÈ  ALLA CREMA  DI  CASTAGNE

Ingredienti: castagne 7 etti nel peso netto, zucchero vanigliato, crema pasticcera, e crema di nocciole, bignè fatti freschi, zucchero semolato, cacao dolce, amaretto un bicchierino, 300 ml di panna montata, cioccolato fondente non amaro, latte q.b. 7-8 biscotti frollini, castagne glassate.

Esecuzione: lessiamo le castagne, le puliamo dalle pellicine rosse, poi le passiamo nel passaverdura o nello schiacciapatate, aggiungiamo un cucchiaio di cacao dolce e lo zucchero semolato q.b. Mescoliamo per amalgamare gli ingredienti. Il giorno precedente abbiamo fatto i bignè di media grossezza; adesso facciamo la crema alla nocciola e cioccolato fondente, con il latte,  la cuoceremo a bagnomaria, sempre con il latte faremo la crema alla vaniglia. Adesso lasciamo intiepidire le creme, e poi riempiremo i bignè con le stesse. Prendiamo un contenitore trasparente arrotondato per torte al cucchiaio, faremo uno strato di crema con le castagne, poi, adageremo i bignè alternati con le due creme, uno strato di panna montata soda, poi, ancora la crema di castagne e via via così fino ad esaurimento degli ingredienti. Decoriamo il dolce con pasticcini di panna montata disegnati al momento,  scagliette di cioccolato e tutt’intorno delle castagne caramellate, oppure la rivestiremo con una pioggia di frollini sbriciolati omogeneamente,  e con zollette di limone e arancia candite.

FEDERICA   Ma questo è un capolavoro! Oltre ad essere squisita! Vorrei averla tra le mie grinfie!  Grazie! Ti dedico la canzone di Elisa ” L’Anima  Vola “.

ELENA   A domani!

19/09/2013

ELENA   Ciao! Sono appena arrivata, ho parlato con il dottor Robert di erbe e salute, sai cosa mi ha rivelato? Mi ha detto che la Lavanda contiene un antibiotico naturale non ancora ben definito; quindi la stanno  analizzando e sperimentando di nuovo. Mi ha detto: Non ti sei mai chiesta il perché le nostre nonne mettevano la lavanda tra la biancheria ? Non era solo per il suo profumo, ci sarebbero stati altri fiori con un profumo più gradevole; sembrava che loro sapessero che questa pianta aveva un qualcosa in più degli altri fiori, infatti la mettevano in armadi antichi e non vi era traccia di tarme. I nostri avi avevano una sapienza innata. Io gli ho risposto : non sarà che erano guidati dal loro buon senso sì ma da qualcuno o da qualcosa? Lui non mi ha risposto, e mi ha sorriso!

FEDERICA   È  una bella novità!  Sai che vorrei dettarti una ricetta?

ELENA   Dai che la scrivo!

FEDERICA   Sono spiedini di triglia grande con farina di farro e sesamo in un contorno di fiori di zucca ripieni di cuscus e fagioli cannellini con peperoni grigliati.

ELENA   Grande!

SPIEDINI  DI  TRIGLIE  CONTORNATI  DI

FIORI   DI  ZUCCA  RIPIENI

Ingredienti: triglie abbastanza grandi q.b., olio extra v. d’ol. , prezzemolo, semi di sesamo, farina di farro, limone, fiori di zucca q.b., peperoni, cuscus, fagioli cannellini al prezzemolo. Farina di farro, farina di mais macinata fine e farina doppio zero, latte q.b., salvia rosmarino cipollotti.

Esecuzione: laviamo bene e puliamo le triglie, le rilaviamo e le stendiamo sul piano da lavoro. Ora ne ricaviamo dei pezzetti quadrati più o meno uguali; il resto del pesce lo mettiamo da parte che lo useremo nella zuppa. Passiamo il limone sui nostri spiedini, l’olio , sale e pepe, poi, li passiamo nella farina di farro mescolata ai semi di sesamo, rosmarino e salvia. Li mettiamo sulla griglia e li teniamo d’occhio per non bruciarli ma cuocerli e dorarli. Adesso abbiamo pulito i fiori di zucca, e abbiamo già pronto il cuscus con i peperoni grigliati, i fagioli lessati e conditi con il prezzemolo e passati in padella con  i cipollotti. Li abbiamo mescolati al cuscus precotto e abbiamo imbottito i fiori di zucca. Ora li pennelliamo con l’olio e li passiamo nelle tre farine,  li spruzziamo col latte, vanno nel forno a 140° per 30 min. Si cuoceranno bene e si doreranno fino a diventare croccanti come se fossero fritti.

ELENA   Belli! Bellissimi! Che bella ricetta!

FEDERICA   Grazie! Sai? È da tempo che voglio chiederti se è vero che  usare la farina di farro per fare la pizza, questa poi non lievita?

ELENA   Ho una foto da parecchio tempo proprio della pizza fatta con la farina di farro, e vedrai che non è vero! Guarda un po’?

PIZZA  CON  LA  FARINA  DI  FARRO

PIZZA  ALLA  FARINA  DI  FARRO

FEDERICA   Ma è lievitata! E il procedimento?

ELENA   È lo stesso, la puoi fare con il lievito madre oppure con il lievito di birra, la fai lievitare due ore circa ed è pronta da condire e mandare in forno!

FEDERICA   Grazie! Ti dedico la nuova canzone di Eros  Ramazzotti   e Nicole  Scherzinger ” Fino  All’Estasi “.

ELENA  Caspita!  Grazie a te!

17.09.2013

LE MIE TISANE E DEL DOTTOR ROBERT TRE

Autore: admin-ele

17/09/2013

PER  COMBATTERE  L’IPERTENSIONE

 L’ULIVO

CURARSI CON L'ULIVO

Di questa pianta già conosciamo il ricavato che ci offre i suoi frutti: l’olio extra vergine d’oliva. Ma non sappiamo ancora tutti che questa pianta ci può fare star bene anche con la sua corteccia e le sue foglie. Le foglie si raccolgono tutto il periodo dell’anno, la corteccia invece si raccoglie a febbraio- marzo  dopo la potatura, incidendo i rami e decorticandoli poi, si taglia a piccoli pezzetti e si lascia essicare al sole, e si conserva in sacchetti di tela. Le foglie devono essere essicate all’ombra e si conserva in sacchetti di carta o tela.

In medicina le foglie dell’ulivo hanno un’azione ipotensiva, abbassa la pressione massima equilibrando la minima; per questo si consiglia un uso sotto il diretto controllo del medico.

Dosaggio per la tisana contro l’ipertensione: tre pizzichi in 100 ml di acqua bollente, dopo 10 min filtrare e bere una tazza al mattino e una la sera.

PER  DEPURARE  IL  FEGATO

IL  RABARBARO

Il Rabarbaro è una pianta che cresce spontanea nella Cina del nord-occidentale, ma è diffusa in quasi tutta l’Europa. È una pianta perenne fornita da un robusto rizoma sotterraneo da cui si dipartono grosse radici.

Le parti usate in medicina è il rizoma, si raccoglie in autunno, si pulisce da tutte le diramazioni delle radici, si toglie il primo strato, e si essica in un ambiente riscaldato, poi si infila in uno spago e si appende in un ambiente privo di polvere e di inquinamento . L’aspetto del rizoma è particolare, non si tratta del solito legnetto più o meno grande di spessore ma sono dei grossi pezzi a forma di cilindro, a altre forme arrotondate; sono di colore giallastro ricoperti di polvere dello stesso colore. La superficie esterna assomiglia ad una roccia: spesso è striata da un reticolo a losanghe.

Per depurare il fegato si fa un decotto con 120 ml di acqua con tre pizzichi di polvere di rizoma, si fa bollire per qualche min.  si bevono due tazze al giorno.

PER  L’IGIENE  DELLA  BOCCA  E

LE  INFIAMMAZIONI  DELLA  GOLA  E  DELLE  MUCOSE

LA  RATANIA

La Ratania è una piccola pianta ma possiede un robusto sistema radicale, composto da grosse radici nodose e contorte che cresce esclusivamente nelle Ande della Bolivia e del Perù. Le parti usate in medicina sono le radici che si presentano in lunghi pezzi tortuosi con la superficie di colore bruno- rossastro ed è coperta da fessure trasversali e lungitudinali, con una corteccia spessa. Si può raccogliere tutto il periodo dell’anno; si levano le radici dove le piante sono più numerose, facendo così un’operazione di sfoltimento. Si  puliscono bene, si essicano all’ombra e  si conservano in sacchetti di tela.

Per lenire le infiammazioni del cavo orale fare un decotto in 120 ml di acqua con tre pizzichi di radice ; fare sciacqui e gargarismi tre volte al giorno.

 01/10/2013

PER COMBATTERE IL  ” FUOCO DI  SANT’ANTONIO

(Applicazioni esterne)   E GASTRITI (Uso interno)

ALOE DUE

 L’ALOE

È una pianta originaria dell’Africa del sud, appartiene alla famiglia delle “Liliaceae ” ma da molto tempo vive in molte zone dell’Europa. Esistono più di 300 specie di Aloe ma hanno più o meno le stesse caratteristiche e proprietà.  L’Aloe è una pianta perenne, con fusto legnoso , le foglie sono carnose di forma triangolare appuntite, la superficie inferiore e il margine è spesso provvisto di numerose spine, come se fosse il suo decoro o una protezione. I fiori sono a forma di una grande pannocchia composta da numerosi rachemi che possono raggiungere la lunghezza anche di un metro.

Le parti usate in medicina sono le foglie : il succo , le pillole, estratto fluido, la tintura, e la polvere sempre delle foglie. ( L’assunzione di quest’ultima va fatta mediante il diretto controllo del medico.

Per curare il ” Fuoco di Sant’Antonio “: è un’infezione dei nervi che scatena un’eruzione cutanea dolorosa composta di vescicole ricoperte da croste.  Massaggiare delicatamente le zone interessate con succo puro di Aloe più volte al giorno fino alla regressione della sintomatologia.

Per  curare la gastrite: infiammazione della mucosa  che riveste lo stomaco. Si consiglia di assumere un cucchiaio di succo di foglie di Aloe prima dei pasti.

PER DEBELLARE  LA  FEBBRE  INFLUENZALE

E  LA  FEBBRE  MALARICA

LA  CHINA  ROSSA

L’Albero della china può raggiungere dai 20 ai 30 meti di altezza. Appartiene alla famiglia delle ” Rubiaceae “, è originaria delle Ande peruviane, ma si trova in varie parti del mondo: in India, nel Perù, nell’Equador e in altri ancora. Questo albero dalla corteccia rossa, così prezioso ancora per certe popolazioni, è ricco di principi attivi i più importanti sono gli alcaloidi chininici, e l’acido chinico. La sua corteccia che è la parte usata in medicina è piena di screpolature, i rami sono spesso pubescenti e le foglie sono largamente ovali. I fiori sono riuniti in pannocchie terminali molto grandi mentre i frutti sono capsule ovoidali con striature longitudinali.

La corteccia si ottiene dagli alberi adulti e coltivati, estirpandola, quando è il momento migliore  la pianta presenta delle fessure proprio nella corteccia che si aprono sempre di più , quindi si staccano quasi da sole. Si tagliano a piccoli pezzetti e si conservano in scatole di cartone o sacchetti di carta.

Per curare la febbre, decotto: si fa bollire due grammi di corteccia in 250 ml di acqua, si lascia riposare e si assume un cucchiaio  ai pasti.

PER  COMBATTERE   L’ECCITAZIONE  NERVOSA

LA  PASSIFLORA

La Passiflora è una pianta dal portamento rampicante, appartiene alla famiglia delle  ” Passifloraceae “. È originaria dell’America meridionale ma è coltivata in molte parti del mondo  sia per le  proprietà della pianta stessa che per i suoi frutti. Dal rizoma e dalle radici spuntano numerosi altri fusti che danno alla pianta un aspetto cespuglioso . Le foglie sono alterne ed hanno un picciolo molto lungo; alla base delle foglie è composta da due ghiandole anch’esse dal picciolo molto lungo. I fiori si trovano nella parte superiore della pianta, sono a forma stellare, ovvero sono formati da tre brattee ovali seghettate al margine, e cinque sepali verdi all’esterno e bianchi all’interno. All’interno è presente una corona di filamenti viola con al centro una formazione che porta i 5 stami e l’ovario. Il frutto è una bacca ovalea bbastanza grossa (circa le dimensioni di un uovo non troppo grande), con la parte esterna spugnosa, mentre la parte interna si presenta carnosa con i semi nerastri , dolce e profumata.

In medicina si usa tutta la parte aerea della pianta. Si raccoglie quando i frutti sono arrivati a maturazione; incidendo la pianta alla base, poi si lascia essicare all’ombra e si conserva in sacchetti di carta o tela.

Per combattere il nervosismo, tisana: si fa un infuso con 4 grammi di passiflora in 250 ml di acqua. Bere dalle due alle tre tazze al giorno specialmente a metà pomeriggio e la sera prima di coricarsi. Continua nel prossimo articolo…

13.09.2013

LE RISPOSTE AI LETTORI OTTANTATRE

Autore: admin-ele

13/09/2013

Sai che c’è gente che crede che le persone scomparse sia opera degli extraterrestri? Tu cosa pensi? E di quella ragazza scomparsa due mesi fa con la sua seicento?

Michela

È un bel capro espiatorio questo degli extraterrestri non trovi? Ma io so che ci sono persone in grado di capire e di dare il giusto valore a queste dicerie e che ci siano degli assassini in libertà! In quanto alla ragazza scomparsa a luglio   credo che il padre abbia ragione, che non sia un allontanamento volontario, un genitore se lo sente, l’amore per un figlio fa vedere le cose come veramente stanno!

Elena  Lasagna

14/09/2013

Credi all’innocenza di S. Parolisi?

DOTT. ROBERT

No, mi dispiace! Ci sono tante cose che non ho dimenticato che riportano a lui, ne citerò solo alcune: se una persona è innocente che bisogno c’era di dire tutte quelle menzogne? Si trattava dell’omicidio di sua moglie, tuto il resto sarebbe stato niente in confronto! Poi, secondo me il giorno che Melania è stata uccisa  non erano andati in quel posto con la bambina, e Melania non andò al bagno, ma quel momento lo descrisse così perché lo visse giorni prima. A quell’ora erano là nel posto dove è stato rinvenuto il cadavere di Melania, e credo che il telefonista sia responsabile del depistaggio, e che S. Parolisi ne sia consapevole. Perché quando cercavano Melania lui sapeva già dov’era? E perché  disse ” L’ hanno presa!” Poteva benissimo essersi allontanata perché aveva incontrato qualcuno con cui parlare, oppure poteva anche essersi sentita male. Perché quando la stavano cercando lui non partecipò alle ricerche ma se ne andò in caserma? E poi perché disse che quando  non vide Melania arrivare lui l’andò a cercare nel bar vicino e invece di preoccuparsi per lei  gli venne la stupida fantasia di preoccuparsi di ordinare un caffè per paura di essere sgarbato nei confronti del barista? Che messa in scena!

Elena  Lasagna

17/09/2013

Perché secondo te una persona  tutto ad un tratto getta il suo fango contro l’amica del cuore? Cosa pensi sia successo?

DOTT. ROBERT

Potrebbe essere successo di tutto, il tentativo di valutare la sua personalità non è stato vano, ma non volevo crederci. L’amica potrebbe averla sorpresa in un’orgia di famiglia, e non solo, potrebbe avere ricevuto da lei proposte indecenti che lei ovviamente rifiutò per il ribrezzo che provava;  potrebbe anche essere a conoscenza di segreti inconfessabili. Speriamo che la sua coscienza riemerga e  si unisca al buon senso per combattere insieme la malvagità che purtroppo è parcheggiata lì dentro la sua mente: quella cosa così innata nel male!  Anche in questo caso, che  la giustizia possa trionfare! Se il marito è davvero una persona onesta come dice di essere sul lavoro, allora dovrebbe volere giustizia per quella persona incappata male quel giorno nel fare la loro conoscenza! Sono veramente molte le persone che gettano il loro fango sugli altri, vedono negli altri i loro dei difetti! Hanno una grossa trave che impedisce loro di vedere le cose con giustizia, sempre vogliono, vogliono e vogliono dal prossimo ciò che a loro no spetta, quando pensi che una persona vorrebbe che le ferie fossero pagate anche dal comune, il comune qui, il comune là, ed hanno un lavoro, la casa ; beh questo  la dice lunga… Mia nonna mi diceva : sta alla larga da comari e da compari non credere mai ad una sola parola di ciò che essi dicono!

Pregherò per loro e per tutti quelli che esercitano angherie sugli  altri! Sperando che riescano ad entrare in contatto con se stessi, che è un requisito importante per poter guarire!

Elena  Lasagna

20/09/2013

Perché gli brucia così tanto a quei tre? Che siano così altruisti?

DOTT. ROBERT

Prova  a pensarci! Ma non credere che siano altruisti!  Il loro scopo è quello di sminuire per mettere in risalto  le loro povere qualità altrimenti perché quell’accanimento? Tutto sommato lei non li cita mai neanche li pensa lontanamente! È anche per paura che venga a mancare loro il terreno sotto ai piedi, sai a che cosa mi riferisco!

Elena  Lasagna

Cosa pensi di A.  knox credi nella sua innocenza?

Dott. A.

Io credo che sia una persona astuta, furba, per questo cerca di plagiare la famiglia di M. Kercher. Se veramente fosse innocente cercherebbe di dimostrare la sua innocenza venendo in Italia a cercare il colpevole.

Elena  Lasagna

Quanta importanza hanno per te i valori ?

DOTTOR  ROBERT

Come la libertá ! Anzi, sono la libertà! Ci sono cose pilotate che fanno veramente schifo!

Elena  Lasagna

20/09/2013

Se tu avessi la bacchetta magica chi metteresti primo uomo al governo?

Dott. A.

Io penso che il Premier in carica sia uno dei migliori, è una persona di classe, qualificata al massimo, non troppo giovane o avventato, ma tu glielo vedi un saltimbanco o un pivellino  parlare del bene pubblico  con gli altri paesi del mondo? Sarebbe la fine!

Elena Lasagna

20/09/2013

Chi è quell’uomo di cinquant’anni che odia tutte le persone della sua età?

Donatella

È colui che non accetta d’ invecchiare, allora si circonda di persone che potrebbero essere suoi figli, ma si è mai domandato che cosa provano loro per lui?

Elena  Lasagna

27/09/2013

Com’è possibile perdonare qualcuno che ci ha fatto del male? Tu ci riusciresti?

Annalisa

È facile perdonare qualcuno che vuoi bene o che hai voluto molto bene; per questo il Signore ci insegna ad amare molto. Devo ammettere  però che non è così facile essere come Lui! Ama molto il prossimo se vuoi soffrire di meno! Tu mi chiedi se io ci riesco? Non sempre, ci sono situazioni che richiedono molto tempo! Una parte di me lo vorrebbe mentre l’altra parte… Non voglio essere ipocrita con me stessa perciò ti dico che per certa gente non ho  il perdono facile anche perché ci sono cose  su questa terra  che non si dovrebbero perdonare: se qualcuno cerca di ucciderti dentro io chiedo a Lui di farli crepare all’inferno!

Elena  Lasagna

29/09/2013

Cosa pensi del PDL?

DOTT. ROBERT

Non voglio essere banale ma ha giocato male le sue carte nel senso che ha deluso molti italiani dello stesso partito. Ha dimostrato che dell’Italia e soprattutto del popolo non gliene frega niente, ma adesso il popolo ha potuto vedere con i propri occhi che non è mai stato come predicava  e cioè lottare per il bene del paese ma pensa solamente ai suoi interessi in tutti i sensi e soprattutto per  poter dire sempre l’ultima parola  ! E poi, quell’incolpare  l’opposizione sempre come se fossero gli altri gli unici colpevoli della situazione !  Che tristezza!

Elena  Lasagna

01/10/2013

Che cosa ne pensi della scomparsa di Marianna, tornerà?

Dott. A.

Quando penso a Marianna vedo la solita luce! Io credo che non sia scomparsa volontariamente, anche se ha cercato di scappare da qualcuno che le limitava la sua giovane vita. Secondo me si dovrebbe indagare bene su quella persona, certo con discrezione come sanno fare i professionisti.

Elena  Lasagna

03/10/2013

Vorrei raccontarti la mia storia, ma non vorrei sconcertarti o peggio ancora demoralizzarti, perché la mia storia è davvero una delle più brutte, anzi, orribili, quello che ti ho raccontato non è nemmeno la millesima parte! A volte non riesco a dormire per giorni e giorni, dopo quando sono estremata dormo qualche ora e tutto ricomincia; ricominciano gli incubi, i pensieri, e tutto mi fa sentire come se  esistessi solo in parte perché una parte di me se n’è andata. A volte mi risollevo e vorrei andare in cerca di aiuto da un  terapista o da una terapista, ma poi mi vergogno, tu dici che riuscirò a confidarmi con qualcuno?  Grazie!

Lorina

Ti ho dato questo nome perché so che ci tieni molto , non sei ancora pronta, però secondo me dovresti prendere coraggio e rinunciare all’idea che potresti farcela da sola. Fallo per te stessa ma anche per coloro che ti amano.  Dovresti andare da una terapista professionista, che sia donna, non che sia contraria ai professionisti uomini ma nel tuo caso forse ti troveresti più a tuo agio. È molto importante secondo me riuscire a fare questo passo, cercare aiuto è segno di forza , di maturità, e non come credi tu e cioè il contrario! Oppure trovare un gruppo di sostegno della tua età che possa capirti: affrontare la realtà  del fatto che col tempo le cose sono peggiorate, cercare di essere sincera con te stessa e riconoscere la gravità della cosa e non accontentarti di un sollievo momentaneo! Ricordati che lo stare bene con se stessi non è un capriccio come ti dice lui, ma una priorità! Coraggio , so che ne hai da vendere, muovi il primo passo! Se vuoi posso aiutarti  a trovare la persona giusta , pensaci!

Elena  Lasagna

12.09.2013

LE RICETTE DI CASA MIA NOVANTOTTESIMA PARTE

Autore: admin-ele

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

 12/09/2013

 ELENA   In questo articolo ti presenterò il Ginepro e lo Zafferano, due aromi nobili della cucina italiana.

Il Ginepro è una pianta dalle dimensioni nane, difficilmente raggiunge l’altezza di un albero; il tronco è abbondantemente ramificato e la corteccia si stacca a strisce lungitudinali. Le foglie sono di forma lineare verticillate e terminano con una lunga punta pungente. I fiori sono separati: quelli maschili da quelli femminili; i frutti sono delle pseudobacche formati da tre brattee che circondavano il fiore femminile. Il Ginepro si trova nella zona mediterranea fino a quella alpina di tutta l’Italia, cresce allo stato spontaneo nei luoghi rocciosi e soleggiati ma è coltivato anche nei nostri giardini. Di questa pianta ne parleremo nell’articolo delle tisane, perché come molte di quelle che ho presentato è una pianta ricca di virtù salutari. In cucina si usano i frutti e cioè le bacche per aromatizzare gli stracotti, sia di carne che di verdure e perfino le zuppe di pesce, si può mettere a basso dosaggio anche nel brodo di carne e nelle farce.

Lo Zafferano  è una pianta del valore commerciale inestimabile, una pianta molto delicata e difficile da coltivare, occorre  manutenzione  attenta e paziente. È una pianta erbacea con fiori dal colore che va dal viola acceso al rosso viola, quasi ciclamino, sono ad imbuto, e dagli stigmi si ricava la parte preziosa di colore rosso scuro che una volta a contatto con gli alimenti o l’acqua assume un colore giallo oro; per le sue virtù curative e coloranti e aromatizzanti viene usata sia in cucina che in medicina.

FEDERICA   Adesso però passiamo alle ricette com’è il tuo risotto allo Zafferano?

ELENA  Diciamo che è un poco bastardato tra il risotto alla milanese e quello di casa mia.

RISOTTO  ALLO  ZAFFERANO

Ingredienti: riso per risotti (chicchi grossi) , uno scalogno, una patata, una crosta di parmigiano, uno spicchio di aglio, prezzemolo solo le foglie q.b.  parmigiano grattugiato, una sottiletta a persona mezzo bicchiere di latte e ovviamente lo zafferano (una bustina a persona).

Esecuzione: facciamo il brodo per cuocere il risotto con una crosta di parmigiano, sale q.b., uno spicchio di aglio, due chiodi di garofano, una patata, prezzemolo. In una casseruola mettiamo lo scalogno affettato finemente, poi aggiungeremo il riso; facciamo rosolare con un cucchiaino di olio e incorporiamo il brodo dopo avere schiacciato la patata. Naturalmente mettiamo solo il brodo che serve per  raggiungere una cottura al dente. Incorporare il latte e finire la cottura, aggiungere le sottilette,  lo zafferano e mantecare, infine mettere il parmigiano. La mia esclamazione è ” Che bontá!”

FEDERICA  Me lo sto immaginando! Io so che non si deve vivere per mangiare ma il contrario, ed è proprio per questo che è molto importante scegliere le cose genuine. Secondo te che cos’è che può salvare il mondo?

ELENA   L’Amore profondo! Per quello che si fa in ogni momento della vita, amore per il prossimo, amore per qualcuno, amore per la natura , amore per se stessi! AMORE PER IL PROPRIO PAESE!

ELENA   Adesso ti presento una ricetta golosa anche se c’è di mezzo il pesce. Si tratta di pesce di lago arrosto, contornato di cotolette di verdure miste in pastella allo zafferano e golosini di melanzane.

PESCE  DI  LAGO  ARROSTO

COTOLETTE  DI  VERDURE MISTE

E  GOLOSINI  DI  MELANZANE

PESCE ARROSTO CON COTOLETTA DI VERDURE E GOLOSINI DI MELANZANE

Ingredienti: un bel pesce di lago, rosmarino e salvia, sale e pepe q.b., pangrattato, due bacche di ginepro, una bustina di zafferano, farine di mais,  doppio zero e di  riso, verdure miste lessate, pecorino grattugiato, melanzane, ricotta, erbe o aromi naturali, coppa grigliata, olio extra v. d’ol., acqua minerale frizzante, parmigiano.

Esecuzione: infiliamo nel  pesce due bacche di ginepro, rosmarino e salvia, lo pennelliamo con l’olio e lo passiamo nel pane grattugiato. Lo metteremo nella teglia da forno sopra la carta da forno e lo lasciamo cuocere a temperatura 160 per 20 min. nel frattempo facciamo le cotolette con un impasto di verdure lessate, pangrattato e pecorino. dopo avere formato una cotoletta rotonda la passiamo nella pastella e zafferano,  la friggeremo in olio di arachidi. Poi le stenderemo sopra l’assorbente e faremo i golosini con le fette di melanzane tagliate sottili e passate in acqua salata bollente; le stenderemo sopra il piano da lavoro e dopo aver fatto un impasto con la ricotta, gli aromi preferiti e il parmigiano metteremo sopra le fette un poco di quest’impasto, una fettina di coppa e le giriamo su se stesse. Una pennellata di olio, una spruzzata di latte e via nel forno a 170 g. per 10-15 min. Ora impiattiamo, ( vedi sopra ).

FEDERICA   Che bello anche questo piatto!

ELENA   E dirai anche che buono! Prima o poi  lo farò solo per te!

FEDERICA   Grazie! Ma per goderti la tua serata  ti dedico questa canzone!  È di Petula  Clark  ” Ciao! Ciao!

 14/09/2013

ELENA   Mi avevi chiesto un dolce, una mattonella di Cheese cake, ma non mi piace molto  questa base, preferisco una base di pasta frolla sottile e friabilissima, è molto più leggera. Adesso ti faccio vedere il dolce che mi hai chiesto  con decorazioni diverse.

MATTONELLA  ALLA  CREMA

E  FRUTTA MISTA

MATTONELLA  ALLA CREMA  E FRUTTA MISTA

Ingredienti: frutta di stagione, quella preferita, crema inglese, uova, zucchero, maraschino, vaniglia, farina di mandorle, farina doppio zero, burro, fecola, panna, latte, lievito per dolci.

Esecuzione: per la mattonella friabile fare la fontana mettere due tuorli, lo zucchero sciolto con il  burro, due cucchiai di maraschino  e un cucchiaino di lievito per dolci. Stendiamo la pasta dentro la teglia deve essere mezzo cm, poi va infornata a forno caldo a 180° per 20 min. Nel frattempo facciamo la crema inglese: sbattiamo le uova, solo i tuorli, aggiungeremo la fecola, per ultimo il latte con la vaniglia e lo zucchero. Mescoliamo bene e sempre mescolando  lasciamo cuocere  a bagnomaria. Adesso caramelliamo metà della frutta con zucchero e farina di mandorle, lasciamo raffreddare e prendiamo la nostra mattonella friabilissima, stendiamo la crema e sopra  mettiamo la frutta caramellata; guarnire con frutta fresca o panna montata. Vedi foto sopra!

FEDERICA   Domani voglio provare, e se verrai a trovarmi la assaggerai, mi piace molto! Ciao, a domani!

15/09/2013

ELENA   Grazie della torta era buonissima! Un capolavoro!

Adesso vorrei mostrarti la tagliata come piace ai bambini, sono pochi i bambini che riescono a mangiare la carne al sangue, ma noi la faremo tenera tenera e saporita come piace a loro.

FEDERICA   Anch’io da piccola non volevo la carne al sangue, per me sarebbe stata una punizione mangiarla.

TAGLIATA   AL   FORNO

TAGLIATA

Ingredienti: un pezzetto di carne  di manzo per tagliata ( la fiorentina potrebbe andare bene), sale, pepe, un trito di erbe, una noce di burro, aglio, vino bianco, brodo, patate, cipolle bianche, peperoni, olio extra v. d’ol.

Esecuzione: rosolare la carne con una noce di burro, una spruzzata di vino bianco, poi, metterla nella teglia da forno con le erbe, l’aglio, un mestolo di brodo e infornare a 170 ° per un’ora e 15 min, circa. La carne si presenterà cotta ma nel centro  sarà  di colore più rosato, a questo punto la taglieremo e la passeremo ancora per qualche min nel forno. A parte cuocere le patate  tagliate a rondelle, cospargerle di pangrattato e aromi, pennellarle con l’olio e infornare a 160 g° per 20 min, controllare la cottura. Nel frattempo abbiamo fatto un mantecato di cipolle bianche e abbiamo tagliato i peperoni riducendoli in piccoli frammenti,  abbiamo aggiunto un poco di aceto di mele, sale e li abbiamo lasciati così per mezz’ora, poi, li abbiamo strizzati e conditi con olio e sale e una manciata si parmigiano grattugiato. Ecco il piatto! Volendo si può aggiungere un poco di sugo di carne , non l’ho messo perché si vedesse meglio la ricetta.

FEDERICA   Sì, la carne cotta così mi piace molto!   Ora passiamo alla serata! Ti faccio dono di questa musica ” Blue  Eyed  Soul ” Ovviamente al sax e  ” White  Lady “.

ELENA  Grazie!

10.09.2013

LE MIE TISANE E DEL DOTTOR ROBERT DUE

Autore: admin-ele

11/09/2013

PER  COMBATTERE  LE  NEVRALGIE

UN  ANTINEVRALGICO  NATURALE

L’ELICRISIO  PURO

TISANANA  ALL'ELICRISIO

 Questa pianta così importante per la nostra salute, si trova nelle zone verso il  sud negli Appennini nella regione mediterranea e in quella submontana, specialmente nelle zone aride nei luoghi rocciosi vicino al mare. È una pianta perenne dalla fitta tomentosità, i cespugli raggiungono l’altezza di 40-50 cm, le foglie sono inserite sui fusti in modo alterno ed hanno una forma lineare con il margine ripiegato verso il basso. L’infiorescenza è un corimbo , composto da 10-15 capolini , all’interno contengono i fiori di colore giallo fresco, con una lunga corolla terminata da 5 lobi triangolari.

Si usano le sommità fiorite, specialmente i fiori, si raccolgono da giugno ad agosto, appena all’inizio della fioritura per conservare tutto il principio attivo;  si raccoglie in mazzetti e si lasciano asciugare in un ambiente ventilato e riparato dalla polvere. Una volta essicati si staccano i fiori e si conservano in un recipiente di porcellana 0 di vetro al riparo dalla luce.  Le sue proprietà sono analgesiche, i suoi effetti sono molto indicati per sedare  le nevralgie, nelle artriti e nelle forme reumatiche, efficace anche contro il mal di testa con emicrania.

Si usa in decotto con 6  grammi di principio attivo in 300 ml di acqua bere dalle due-tre tazze al giorno.

N.b. Non mi stancherò mai di dirlo: rivolgersi sempre al medico erborista.

PER  COMBATTERE  L’IPERTENSIONE  E

DISTURBI A QUESTA CORRELATI

 Il VISCHIO

Il Vischio questa pianta avvolta dal mistero, nota a tutti ci ricorda la festa più importante dall’anno: il S Natale, per le sue leggende ma ancora più importanti sono le sue proprietà. È un vasodilatatore bulbare, agisce sia per azione diretta sui centri vasodilatatori bulbari, che per rilasciamento del tono nervoso e muscolare dei vasi stessi; esercitando anche un’azione diretta sui capillari e sulle arterie piccole. Esercita anche  un’azione antispasmodica nell’asma, nell’epilessia e nelle tossi nervose agendo anche da efficace tranquillante.

Si usuno le foglie e i rametti giovani prima della comparsa delle bacche; Si raccolgono in primavera o in autunno, si lasciano essicare all’ombra e si conservano in sacchetti di tela.

Si usa sotto forma di decotto nelle forme di ipertensione e e arteriosclerosi, oppure lo sciroppo, nelle dosi consigliate dal medico.

PER  DEPURARE  L’ORGANISMO

LA  GRAMIGNA

La Gramigna è una pianta nota come erbaccia infestante, in realtà è una pianta miracolosa con forte azione depurativa, antiinfiammatoria e ovviamente rinfrescante. È comune nei luoghi erbosi e anche sassosi, si infiltra anche sotto a marciapiedi e pietre. Questa pianta erbacea, lungamente strisciante è perenne, di facile coltivazione anche se è quasi sempre allo stato spontaneo, resistente, perseverante, il suo lungo rizoma che ne è la parte più interessante ossia la parte usata in medicina, lo si può trovare per tutto il periodo dell’anno, meglio però in settembre-ottobre è carica di principio attivo.

Si usa in decotto, 2 g. in 100 ml di acqua : bere una tazza più volte al giorno sempre a digiuno. Per rendere le tisane e decotti più gradevoli al palato si potrà aggiungere anche  solo le scorze degli agrumi.

12/09/2013

CONTRO  LE  INFIAMMAZIONI  DELLE

  PELVI  E  DEI VISCERI

LA  MALVA ,  LA  MARGHERITINA

BORRAGINE  E  CAMOMILLA

La Malva è una pianta perenne, si trova dalla zona mediterranea a quella submontana, spunta quasi sempre allo stato naturale, nei luoghi erbosi ai margini dei fiumi.  Il fusto è alto fino a un metro, a volte eretto a volte striscia sul terreno, le foglie sono tondeggianti o a forma di doppio fagiolo, divise in tre-cinque lobi triangolari, al margine sono dentellate. I fiori sono di colore rosa ciclamino posti all’ascella delle foglie superiori e sono  da due a sei, hanno un peduncolo lungo di qualche cm, la corolla ha cinque petali di forma subtriangolare, ristretti a cuneo alla base e incisi da un insenatura nella parte apicale. Le parti usate in medicina sono i fiori e le foglie.

La Malva si raccoglie da giugno a settembre, quando i fiori sono appena sbocciati, le foglie si raccolgono senza il picciolo.  Si essicano in strati sottini in abiente ventilato all’ombra; le foglie si conservano in sacchetti di tela mentre i fiori si conservano in vasetti  di porcellana o di vetro scuro.

La Margheritina é anch’essa una pianta erbacea perenne, si trova dal mare alle zone alpine, nei prati erbosi e cresce spontanei nei luoghi incolti. Le foglie sono tutte inserite sul rizoma a formare una piccola rosa, sono a forma di spatola, con la massima lunghezza verso l’apice ; l’apice è arrotondato, la base è cuneata e si restringe gradatamente nel picciolo che è alato; le foglie sono abbondantemente tomentose da giovani e diventano più o meno glabre da adulte. I fiori sono riuniti in capolini portati singolarmente da peduncoli lunghi da 10-20- cm; il capolino è racchiuso da una serie di brattee verdi di forma lineare , i fiori periferici sono a lingua bianca o rossastra nella parte esterna, quelli interni sono semplici e gialli. In medicina si usa la parte aerea della pianta: i fiori si raccolgono all’inizio della fioritura, da marzo a a giugno, recidendoli senza il picciolo, la parte aerea si raccoglie nello stesso periodo recidendola nella prima parte sotto le foglie. Si essica tutto all’ombra curandoci di girarla sempre, poi si conserva in recipienti di vetro scuro.

La Borragine è una pianta annuale con radice sottile e ramificata. Il fusto arriva fino a 60 cm di altezza, si trova anche allo stato naturale nei campi erbosi in tutta Italia dalla zona  mediterranea a quella submontana; è carnoso e ha la superficie coperta da peluria lunga e pungente. Le foglie basali hanno forma ovale con un lungo picciolo le foglie del fusto sono più strette e lanceolate, il picciolo è quasi sempre assente o molto corto in quelle superiori e anche le foglie sono coperte da peli rigidi. L’infiorescenza è composta da rachemi che formano una pannocchia; i fiori sono pendenti e sostenuti da un lungo peduncolo, hanno la forma di una stella di colore azzurro intenso; al centro della corolla le antere sono raggruppate a formare un cono scuro. In medicina si usano i fiori, le foglie e tutta la parte aerea della pianta. Le foglie si raccolgono in aprile-giugno prima della fioritura, i fiori si raccolgono appena dischiusi e cioè in giugno-luglio tagliando la pianta  a 10-15 cm da terra. Tutta la parte della pianta si essica in ambiente asciutto e ventilato; la parte aerea si unisce in mazzetti e si appendono in ambiente pulito e asciutto mentre i fiori si conservano in recipienti di vetro al riparo dalla luce.

La Camomilla è una pianta erbacea annuale  arriva all’altezza da 50-80 cm ; nelle piante coltivate arriva anche ad un metro di altezza. Le foglie sono inserite alternamente sul fusto, il contorno è più o meno ovale o lanceolato, sono tri-pennatosette, le lacinie risultanti sono lineari, non più larghe di mezzo cm e sono terminate da una piccola punta.  I fiori sono riuniti in capolini portati da un’infiorescenza corimbosa. I fiori sono di due tipi: quelli arginali sono provvisti di una ligula bianca e quelli interni  sono piccoli e giallastri, inseriti su un ricettacolo cavo internamente e di forma conica. La camomilla cresce anche allo stato spontanea, dal mare, vicino alle zone saline, e nei prati erbosi e incolti. In medicina si usano i capolini fioriti.

  ANTIINFIAMMATORIO  NATURALE

TISANA

In 500 ml di acqua bollente mettiamo un grammo di Margheritina, tre g di Malva, tre gr. di Camomilla e tre g di Borragine. Bere una tazza tre volte al giorno.