Archive for the 'La nostra salute' Category

26/07/2018

 

 

 

Mi hanno appena diagnosticato l’ipertiroidismo,  sono in pensiero perché ho dei sintomi che mi fanno pensare a quelli di mia suocera.  Si guarisce da questa malattia?  Grazie!

 

Alessandra

 

Questa malattia  o stato patologico   si risolve sempre o quasi.  È un’eccessiva produzione di ormone tiroideo che non si accompagna in genere ad un proporzionale aumento della tiroide,   ma piuttosto a modificazioni strutturali istologiche profonde che stanno alla base eziopatogenetica della malattia. I quadri clinici variano in funzione della secrezione ormonale e si passa da sintomatologie appena percepite ad altre talmente evidenti da essere riconosciute dall’aspetto che assume il paziente.

 

I sintomi più frequenti sono:  dimagrimento,  tremore alle mani, sudorazione,  astenia,  insonnia,  psicoirritabilità, con qualche linea di febbre,  nella donna spesso si può avere anche ipo- o amenorrea,  tachicardia e aumento del metabolismo basale. una particolare forma dell’ipertiroidismo è il morbo di Basedow,  o tireotossicosi,  tiroidismo a carattere familiare che si manifesta spesso in seguito a stimoli psichici forti.  Oltre i sintomi già descritti ,  si hanno gozzo,  esoftalmo,  rima palpebrale abnormemente ampia insieme alla lucentezza corneale caratterizza il tipico sguardo dei malati.  A volte come terapia possono bastare dei farmaci tireostatici,  ma spesso invece  bisogna asportare la tiroide chirurgicamente o radiante per mezzo dello iodio radioattivo.

 

27/07/2018

 

Nei liquami di fogna mi hanno detto che ci sono dei virus molto resitenti all’ambiente esterno,  è vero?

 

Miriam

 

Sì,  è un virus appartenente al genere Enterovirus.  Hanno grande riesistenza all’ambiente esterno:  in particolare nei liquami di fogna;  resistono all’etere e al cloroformio,  ma sono inattivati dagli agenti ossidanti.  Il loro abitat naturale è nel citoplasma delle cellule intestinali,  sono distinti in due gruppi:  A e B e in numerosi tipi,  contrassegnati da un numero progressivo.

 

28/07/2018

 

Io non so se mi lascerei ipnotizzare da uno psicologo che non conosco,  ci sono persone malate ovunque,  e se mi inducesse a fare cose che non vorrei?  Come ad esempio fare del male a qualcuno?

 

Anonima

 

Quando lo psicologo  ipnotizza,  arrivi in uno stato di trance più o meno profondo,  questo dipende dalla particolare suggestibilità del soggetto durante l’ipnosi,  ma in qualsiasi caso non si perde mai  la consapevolezza di ciò che avviene intorno a te.  L’ipnotizzatore,  può sì fare eseguire ordini,  ma è possibile solo se questi ordini non contrastano con le convinzioni del paziente:  il tentativo di far eseguire atti diversi come ad esempio azioni criminose,  comporta immancabilmente il suo risveglio.  Come è possibile far rivivere al paziente eventi passati e apparentemente dimenticati,  ma in realtà ancora presenti a livello inconscio.  Da questo punto di vista l’ipnosi è  un mezzo utile in psicopatologia a livello sia diagnostico che terapeutico.

 

29/07/2018

 

E nell’ipotiroidismo cosa avviene,  è vero che ci si ammala di cretinismo? È vero che è dovuto all’inquinamento?

 

Miriam

 

Nell’ipotiroidismo accade il contrario,  è dovuto ad insufficienza tiroidea:  la tiroide  non produce più l’ormone tiroideo,  ma sostituendolo con la tiroxina il paziente non subisce nessun danno a livello cerebrale,  la persona molto intelligente rimane molto intelligente!   In quanto all’inquinamento molti specialisti affermano di sì!   Per ciò che riguada  il cretinismo fidati,   ci sono persone più cretine in giro con  la tiroide funzionante che non in altre,  sono zozze dentro e fuori!

 

Elena  Lasagna

 

30/07/2018

 

Parlando con Federica… Come fa una persona a voler essere un’altra per forza?  Deve essere malata!

 

Non sempre queste persone sono malate:  in psicologia è un meccanismo di difesa attraverso il quale una persona assume inconsapevolmente come modello un altro individuo,  assumendone i comportamenti.  Mentre invece ci sono altre persone che lo fanno per evitare le tasse,  come i prestanomi,  oppure hanno qualcosa da nascondere;  altri ancora i più disonesti rubano l’identità agli altri per non mettere la loro faccia,  evidentemente si tratta di affari sporchi come riciclaggio,  pornografia e prostituzione.  Ma c’è ancora di peggio:  c’è chi vuole disonorare persone per bene  attraverso il loro sito,  sostituendo gli argomenti di cultura con altri di pornografia scadente.  Così le persone cliccano credendo che sia l’argomento scelto invece è porcheria da due soldi,  il fatto è che nessuno e dico nessuno di noi non riuscirebbe ad immaginare chi c’è dietro a questa fogna,  ma io lo so ed è da tempo che va avanti questa storia! È gente che non ha il diritto di stare dove sta ma dovrebbero stare in galera a vita! Questo argomento l’ho collocato nell”articolo di medicina perché penso che sia nel primo caso che negli altri tre siano casi di persone patologiche.

 

03/08/2018

 

Guardando le persone negli occhi mi sono accorta che alcune presentano delle macchioline ematiche nella camera anteriore dell’occhio,  come si formano e che cosa sono?

 

Miriam

 

Quelle presenze di piccole raccolte ematiche si chiamano “ifemia”,  sono nella parte inferiore della camera anteriore dell’occhio,  spesso sono provocate da traumi diretti sul globo oculare o da interventi chirurgici sul corpo ciliare e sull’iride.

 

05/08/2018

 

Mi hanno detto che mia figlia di cinque anni è affetta da “infantilismo intestinale” e siccome che l’intestino è il nostro econdo cervello,  non vorrei che col passare del tempo rimanesse ritardata;  tu cosa ne sai?  Cosa pensi di questa malattia?  Grazie!

 

Agnese

 

La tua bambina è affetta da “morb celiaco” detto anche malattia di Gee-Herter.  Questa malattia è costituzionale,  è una patologia infantile,  mi sorprende che te ne sia accorta solo adesso.  Questa malattia è caratterizzata da scariche diarroiche con steatorea,  dimagrimento,  disturbi da carenza alimentare,  anemia,  arresto della crescita,  osteoporosi,  tetania,  ecc.  In quanto al cervello infantile o infantilismo di  Lorrain e Brisaud,  è appunto caratterizzato dall’arresto di sviluppo somato-psichico a livello infantile,  ma senza gravi alterazioni psichiche.  L’infantilismo cerebropatico invece è dovuto a processi infiammatori  dell’encefalo e delle meningi,  durante la vita fetale e nei primi anni di vita,  ecc.  Comunque non proccuparti che il tuo medico ti ha già detto tutta la verità.

 

05/08/2018

 

Mia figlia di vent’anni sta sfruttando l’occasione del caldo per non mangiare,  vuole indossare la taglia di una ragazzina di dieci anni.  Come posso farle capire che non è per niente grassa,  ha un corpo bellissimo e se va avanti così diventa anoressica?

 

Angela

 

Questa della magrezza è diventata una mania,  sarà che a me piacciono le persone in carne,  l’eccessiva magrezza  mi ha sempre fatto pensare a persone malate.  Cerca di farla ragionare provando in tutti i modi.

 

 

 

16/07/2018

 

Gina mi ha chiesto il perché della ritenzione dei testicoli,  e come ci si ammala di questa malattia?  Grazie!

 

Questa è una malformazione congenita appunto caratterizzata da ritenzione di uno o di entrambi i testicoli nell’addome o nel canale inguinale.  Può essere indotto da cause meccaniche,  come la brevità dei vasi spermatici o dei deferenti, oppure aderenze fra i testicoli e i tessuti circostanti,  o malformazione del canale inguinale,  ecc.  o può essere determinato anche da cause endocrine come l’insufficiente secrezione di ormoni gonadotropi ipofisari, ecc.

 

17/07/2018

 

In che cosa consiste esattamente il morbo di “Gaucher”?  Grazie!

 

Elsa

 

Questa malattia può insorgere nella prima infanzia o nell’età adulta;  è un’affezione ereditaria,  caratterizzata da un accumulo di cerebrosidi in vari organi per effetto della mancanza di un enzima preposto alla demolizione dei cerebrosidi stessi.  Quando la malattia insorge nella prima infanzia si osserva una grave compromissione cerebrale,  con rigidità muscolare accompagnata da trisma,  disfagia, diminuzione dell’udito e della vista.  Se la malattia compare in età adulta invece gli organi più colpiti sono:  la milza che risulta ingrandita,  lo stesso il fegato con manifesti segni di ipofunzionalità,  l’ingrossamento dei linfonodi;  il midollo osseo produce un tasso ridotto di globuli rossi,  bianchi e piastrine. I soggetti colpiti dal morbo di Gaucher  hanno le cellule dei tessuti  in modo molto  elevato ingrandite,  tonde e pallide,  contenenti anch’esse cerebrosidi (  le famose cellule di Gaucher).

 

18/07/2018

 

Mi hanno diagnosticato le estrasistole,  io non so nulla di medicina,  che cosa comporta questa malattia o disturbo?  Grazie!

 

Elsa

 

Le extrasistole si possono avere anche in soggetti normali che non abbiano alcuna patologia,  ma possono anche associarsi a stati di sofferenza del miocardio e gravi malattie organiche,  soprattutto se compaiono con i caratteri dell’alloritmia. Le extrasistole sono un battito precoce del cuore che si intercala tra due sistoli normali.  Al momento dell’extrasistole si avverte come un senso di tuffo al cuore,  come se fosse un momento di pausa o di arresto momentaneo del cuore,  sono sensazioni dovute alla pausa compensatoria.  Pensa che questi sintomi soggettivi sono più frequenti in una persona sana,  perché la persona cardiopatica non riesce ad avvertirli. L’ extrasistole è seguita da un periodo di rilasciamento del cuore di durata superiore alla norma,  chiamato “pausa compensatoria”  Le extrasistoli possono essere isolate e sporadiche oppure succedersi periodicamente con un certo ordine  (alloritmia);  se le extrasistoli si presentano in serie successiva si parla di extrasistoli a salve.  In base alla sede d’origine dell’impulso,  le extrasistoli si dicono ventricolari se originano in un punto qualsiasi del ventricolo,  oppure sopraventricolari se originano da un centro ectopico dell’atrio e del nodo atrioventricolare.

 

23/07/2018

 

L’eczema,  come ci si ammala di eczema?

 

L’eczema può essere dovuta ad allergia,  oppure una sindrome morbosa.  Per teoria allergica s’intende una sensibilizzazione della cute verso stimoli endogeni ed esogeni.  La sensibilizzazione di norma è altamente specifica,  monovalente,  e può venire di gruppo soltanto di sostanze chimiche con struttura similare. Ci sarebbe una terza teoria che secondo cui l’eczema potrebbe essere determinata da agenti microbici e da funghi patogeni. Dal punto di vista clinico si differenziano diverse forme di eczema:  eczema volgare con vescicole emisferiche,  a contenuto sieroso che tendono a rompersi spontaneamente. Terminato il periodo essudativo si ha una fase di desquamazione con successiva normalizzazione completa della cute.  L’eczema acuto determinato da vescicole che tendono a riunirsi e a formare chiazze sempre più vaste. Nelle forme a lungo decorso,  o riacutizzate possono coesistere  forme di abrasione umide e zone eritematose.  Queste aree squamose che possono sussistere anche da sole,  costituiscono il cosiddetto eczema secco o squamoso.  eczema lichenoide,  con ispessimento della cute e zone circoscritte percorse in ogni senso da solchi e strisce intersecandosi come un mosaico.  Eczema ipercheratosico,  con iper e paracheratosi associato ad ispessimento della cutee presenta spaccature ragadiformi.  Eczema seborroico, caratterizzato da aree di eritema sopra cui esistono squame giallastre piuttosto grasse e con croste,  predilige la zona mediana anteriore e posteriore del torace,  il cuoio capelluto,  i solchi nasolabiali,  le sopracigla,  le ascelle e il pube.  Eczema disidrosico,  caratterizzato da distacchi bollosi e fenomeni di macerazione;  la localizzazione che prevale questo tipo di eczema è sulle facce laterali delle dita,  sul palmo e sulle piante  delle mani e dei piedi.  La sindrome morbosa che ho nominato a inizio articolo è un’intolleranza della cute verso stimoli di tipo molto diverso.  All’esame istologico si può dire che èd determinato da un’infiammazione sierosa, prevalentemente a carico dello strato papillare del derma e da una spongiosi focale dello strato di Malpighi dell’epidermide,  con successiva formazione di microvescicole.  Due teorie cercano di spiegare l’eziologia e la patogenesi dell’eczema.  La prima è la teoria neurogena,  secondo cui l’eczema sarebbe legata ad un’alterata capacità funzionale del sistema nervoso centrale,  è comprovata dall’esistenza di una localizzazione simmetrica delle lesioni cutanee, della correlazione tra insorgenza e riacutizzazione della malattia e dei traumi psichici,  da inerzia delle reazioni vasali,  da una diminuzione della resistenza alla corrente elettrica,  e da un’accresciuta sensibilità cutanea a certi agenti chimici e dall’esito positivo che hanno l’ipnoterapia e la somministrazione di tranquillanti.

 

24/07/2018

 

Che cosa succede se nel nostro organismo non avviene quel processo di catalizzazione da enzimi che introducono uno o più radicali di acido fosforico nella molecola di determinati composti organici?

Alessandra e Giovanni

 

I processi di fosforilazione hanno una grande importanza per gli organismi viventi,  dato che numerose sostanze chimiche possono intervenire nelle reazioni metaboliche cellulari soltanto in forma fosforilata.  E mediante questi processi avviene negli organismi animali e vegetali la sintesi di ATP,  sostanza che costituisce l’immadiata fonte di di energia chimica che la cellula utilizza per appunto lo svolgimento di importanti processi metabolici Come la sintesi del glicogeno,  della glutammina, dei trigliceridi,  delle proteine, degli acidi nucleici,   e di attività funzionali come la contrazione muscolare, i fenomeni di assorbimento e di secrezione,  la conduzione dell’impulso nervoso e altro ancora.

 

25/07/2018

 

L’ipocorticalismo colpisce anche gli adulti?

 

L’ipocorticalismo è una diminuzione della funzionalità della corteccia surrenale. Quando è legato a fattori patologici intrinseci è di origine primitiva,  mentre è secondario quando è determinato da ridotta o mancata stimolazione dell’ipofisi nel corso di processi atrofici o distruenti.  Il primo,  quello acuto, è spesso determinato da emorragia nelle surrenali, specie a destra,  per interruzione della circolazione arteriosa o venosa.  Una verietà clinica è la sindrome di Waterhouse Friederichsen,  che colpisce bambini e fanciulli nel corso di gravi infezioni come la meningite cerebro-spinale,  influenza ecc.  La sintomatologia è caratterizzata da cefalea improvvisa, anoressia,  ipotermia, petecchie cutanee,  vomito,  diarrea.  L’ipocorticalismo cronico è provocato dalla distruzione bilaterale progressiva del corticosurrene da cause varie come la tubercolosi,  processi flogistici, ecc.

 

 

 

19/06/2018

 

Sono Luisella,  l’anno scorso nei mesi estivi mi sono ammalata con la febbre alta,  avevo preso un’infezione dal mio cane,  questa infezione può essere recidiva?  Grazie.

 

Dovrei sapere di che cosa ti sei infettata,  è stato un morso da zecche?  Credo di sì.  Questa malattia infettiva è causata da Rickettsia conori che viene introdotta  attraverso la cute tramite il morso di zecche del genere Rriphicephalus sanguineus, che sono gli abituali poarassiti del cane.  È frequente nei mesi estivo-autunnali in persone che sono a contatto con cani o che hanno l’abitudine di vivere all’aria aperta,  come in boschi o campagne.  Hanno un periodo di incubazione che va dai sette ai dieci giorni,  la malattia inizia con febbre che si alza rapidamente,  segue poi la comparsa di macchie color rosso bordeaux  che tende al colore del vino,  si manifestano sul tronco e sugli arti,  compresi mani e piedi.  L’infezione si esaurisce abitualmente nel corso di una o due settimane,  raramente si osservano complicazioni. Nel sangue dei malati si ritrovano anticorpi diretti contro alcuni ceppi di Proteus.  Sì,  questa malattia può essere recidiva.

 

23/06/2018

 

Di sciatalgia si guarisce o resterà per sempre?  Grazie!

 

Anonima

 

La sciatalgia è una nevralgia da irritazione del nervo sciatico.  Si manifesta con dolore superficiale e profondo,  trafittivo e intenso lungo il decorso del nervo e delle sue branche terminali.  All’inizio è localizzato alla regione lombare,  poi a quella glutea,  alla fascia posteriore della coscia ed esterna della gamba e del piede,  mentre in sede lombare tende a diminuire;  infine in fase regressiva alle regioni alte dell’arto.  Oltre alla sciatica vera esistono altre due forme cliniche di sciatica radicolare,  sostenuta da fattori artritici,  artrosici,  ernia discale,  ecc.  a carico del rachide lombosacrale,  caratterizzata da una fase lombare del dolore molto più lunga e da un’insorgenza da sforzi muscolari.  La sciatica plessurale, legata ad artrite sacroiliaca di solito scatenata da un brusco movimento di torsione del tronco o da altre cause occasionali, si manifesta con dolori diffusi nella parte alta della natica.  Ci sono forme che guariscono,  la tua forma è dovuta a complicazioni artrosiche e non solo,  perciò temo che dovrai conviverci periodicamente,  anche se farai tutte le cure possibili,  ma i miracoli avvengono!

 

25/06/2018

 

Sono Maurizio,  ho lavorato per trent’anni in un’officina meccanica,  molto rumorosa,  oggi mi ritrovo in mezzo a una strada per mancanza di lavoro e con il timpano malandato.  Riuscirò a guarire?  Come potrò ricominciare se mi sono ammalato? Non ho ancora trovato un altro lavoro,  mi chiedo quando andrò in pensione se mi mancano dieci anni e ho già un disturbo da vecchi?  Grazie!

 

Maurizio,  abbi fede e curati poi il lavoro lo troverai.  Il timpano è una lamina che costituisce la parete divisoria tra la cassa del timpano e il condotto dell’orecchio;  quando è colpita dai suoni,  vibra e trasmette sollecitazioni all’orecchio medio. Nella cassa del timpano che è una cavità interna dove si trova la catena dei tre ossicini,  la quale comunica,  mediamente la tuba uditiva detta di Eustacchio.  Quando il timpano e la mastoide si infiammano si manifesta con dolore profondo e gravativo in regione retroauricolare e parietale,  si avverte un malessere generale con febbre molto alta,  un aumento della fuoriuscita di pus attraverso la perforazione del timpano.  Quando invece c’è una sclerosi della membrana del timpano, viene diagnosticata come  processi flogistici catarrali acuti e cronici o di otiti medie purulente con alterazioni del timpano quali ispessimenti, zone di atrofia, aderenze agli ossicini e al promontori perforazioni   o formazione di placche calcaree ecc.  Questa patologia si manifesta con sordità  di trasmissione,  progressiva o di tipo misto,  e con acufeni.

 

26/06/2018

 

Sono un po’ depressa,  il mio medico mi ha detto che soffro anche di psicosi,  si può curare?  Grazie!

 

Daniela

 

Non voglio certo andare contro il tuo medico,  ma non riesco a capire che cosa intende per un po’ di psicosi,  una leggera psicosi?  La depressione con psicosi di solito si chiama maniaco depressiva.  Questa forma di psicosi è caratterizzata nella sua forma più comune,  da alternanza di periodi di mania e di malinconia.  Il disturbo dominante di questa patologia è legato alla sfera affettiva e tale forma viene considerata “psicosi distimica”.  I periodi di mania e di depressione insorgono senza nessuna causa apparente e sono intervallati  da altri periodi di normalità,  nei quali comunque il paziente rivela una personalità di tipo “ciclotimico”  (alternanza di depressione a buonumore,  socievolezza,  risonanza affettiva con l’ambiente).  Nel periodo maniacale il soggetto è eccitato, euforico con ideazione vivissima, incostanza,  fuga di idee ecc.  tale eccitazione può giungere fino a crisi di furore,  nelle quali il soggetto può diventare pericoloso.  Nelle fasi depressive,  il sintomo dominante è la malinconia,  con sentimento intenso di tristezza,  povertà ideativa,  spesso è ansioso.  La prognosi è favorevole per ciò che concerne i singoli episodi,  ma sfavorevole per quel che riguarda la forma nel suo complesso.  La diagnosi è agevole nelle fasi di mania o di depressione conclamante,  soprattutto poi se l’anamnesi indica la preesistenza di un’alternanza di fasi.  Spesso è sufficiente ricorrere a spicofarmaci.  Auguri!

 

27/06/2018

 

Se una persona è affetta di otosclerosi,  cosa le hanno diagnosticato?

 

Linda e dott. Robert

 

Questa cosa è un processo degenerativo dell’apparato auricolare.  Colpisce più di frequente il sesso femminile fra i venti e trent’anni circa e tende a peggiorare nel periodo della gravidanza e di allattamento;  spesso ha carattere familiare.  Si manifeata con sordità di trasmissione progressiva,  paracusia  (il paziente ode meglio in ambiente rumoroso),  acufeni;  la membrana timpanica risulta in genere normale.  La diagnosi ovviamente si formula con l’indagine clinica e con esame audiometrico.

 

30/06/2018

 

Da tempo ormai soffro di infiammazione dell’articolazione dell’anca,  quando si fa sentire mi rende invalidante perché non riesco a camminare,  dici che guarirò o dovrò operarmi?  Grazie!

 

Liliana

 

Tutto dipende di che natura è:  se infettiva,  reumatica o tubercolare.  Se è da streptococco,  gonococco o stafilococco,  che sinceramente è rara,  è caratterizzata  da febbre alta,  edema pseudoflemmonoso della coscia,  limitazione nei movimenti con rapida distruzione della superficie articolare,  che poi sfocia in osteonecrosi.  Se invece è di natura tubercolare,  inizia con un focolaio osseo,  quindi si diffonde all’articolazione usurandola.  All’inizio è caratterizzata da limitazione dei movimenti,  dolore e atrofia muscolare,  e col progredire della malattia,  si accentuano i sintomi fino a deformare l’arto con la formazione di un ascesso freddo.  Le modalità di guarigione sono diverse secondo l’evoluzione del processo distruttivo.  La forma reumatica invece è caratterizzata dal dolore all’anca presente anche durante il riposo,  segni bioumorali di infiammazione e risentimento dello stato generale.

 

02/07/2018

 

Non so cosa sia avvenuto nel mio corpo,   di certo è un grande cambiamento,  perché non riesco più ad abbronzarmi,  nemmeno con le creme ecc.  Tempo fa solo che mi esponessi al sole per qualche minuto vedevo subito la differenza,  prendevo un colorito bellissimo proprio come piaceva a me.  Cosa può essere successo?  Cosa deve pensare?  Tutto questo è negativo?  Grazie!

 

Mariarosa

 

Le alterazioni patologiche dell’ipofisi e della corteccia surrenale possono provocare l’aumento o la diminuzione della sintesi delle melanine,  con caratteristici effetti sulla pigmentazione cutanea. Si conoscono sostanze naturali e sintetiche capaci,  in presenza di luce,  di attivare i processi di biosintesi delle melanine;  tra queste sostanze vi sono quelli adoperati in campo cosmetico come abbronzanti,  e in medicina per combattere alcuni disturbi della pigmentazione cutanea,  come la vitiligine.

 

04/07/2018

 

Sono Laura di ventinove anni,  il ragazzo della mia amica è un sadico masochista,  questa perversione può sfociare nella malattia mentale?

 

 

Questa perversione sessuale il cui soddisfacimento è legato alla sofferenza o all’umiliazione inflitta ad altri,  spesso è associato alla perversione opposta,  il masochismo,  che consiste provar piacere subendo sofferenze fisiche e morali; in tal caso si parla di sadomasochismo.   Secondo la psicanalisi,  elementi sadici sono sempre associati al normale sviluppo psicosessuale e hanno una particolare rilevanza nella seconda fase dello sviluppo sessuale infantile.  Nell’adulto il sadismo diventa perversione ed è dovuto a esperienze legate al complesso di castrazione:  il sadico,  torturando l’oggetto dell’impulso proibito, si libera dalla paura della castrazione.

 

10/07/2018

 

Vorrei sapere se di neurosi si guarisce.  Grazie!

 

Anonimo

 

Si guarisce se la si cura. Questa turba mentale con sintomatologia estremamente variabile,  è solitamente caratterizzata da ansia e insicurezza.  Secondo la psicanalisi,  che è la scuola che più si è occupata dei disturbi nevrotici,  le neurosi hanno un’origine psicogena e derivano dal conflitto tra le pulsioni istintuali rimosse e le istanze etico-sociali.  Tale conflitto può essere ricercato nell’infanzia del paziente e si hanno le psiconevrosi;  nell’inadeguatezza attuale del soddisfacimento di molte cose e si avranno nevrosi attuali,  distinte in nevrosi  d’angoscia,  neurastenia e ipocondria.  Una distinzione importante nella classificazione psicanalitica delle nevrosi è tra isteria di conversione,  in cui si ha somatizzazione dei sintomi,  isteria d’angoscia,  caratterizzata dalle fobie,  e neurosi ossessivo-compulsive,  caratterizzate da idee ossessive e azioni  che diventano coatte.

 

11/07/2018

 

Mi spieghi per favore che cos’è il “cherion Celsi?  io questi termini medici non li capisco,  ho molto altro per la testa.  Grazie!

 

Il cherion Celsi è una follicolite micosica da tricofiti al cuoio cappelluto e a volte anche al viso,  caratterizzata da tumefazioni essudative,  nodulari,  tondeggianti a margini netti.  Questa malattia è una forma particolare di follicolite raggruppata, suppurante con pustole e cunicoli,  da cui se si comprime esce pus denso e abbondante. Il cherion Celsi non è doloroso,  spesso è indolore;  si cura con antibiotici e antimicotici  per via orale.

 

 

 

 

 

07/06/2018

 

Che importanza ha il carbonio e che cosa lo contraddistingue dal biossido di carbonio.

 

Angela

 

Il carbonio è un elemento contraddistinto dal simbolo C.ll  che si trova sulla crosta terrestre,  dalla quale presenta un’importanza del tutto particolare perché è l’elemento tipico di composti organici che costituiscono tutti gli organismi viventi.  Il biossido di carbonio invece è  generalmente indicato con il nome tradizionale  di anidride carbonica. Il biossido di carbonio il cui composto di formula è indicato CO².  Questo gas incolore,  più pesante dell’aria, allo stato puro è di odore abbastanza pungente e di sapore acido.  Il corpo umano nel corso del metabolismo ne  produce alcune centinaia di cm³ per minuto.  Il gas formato nell’interno delle cellule,  diffonde facilmente nel sangue dal quale viene trasportato: come ione bicarbonato (HCO³);  come carbominoemoglobina,  prodotto di combinazione dell’emoglobina,  sotto forma di complesso con le proteine plasmatiche;  fisicamente sciolto nel sangue.  Alla concentrazione in cui è normalmente contenuto nel sangue venoso, il biossido di carbonio esercita una pressione parziale (pCO²) di 46 mm di Hg.  A livello dei polmoni parte del gas viene ceduta e di conseguenza eliminata attraverso la respirazione.  L’inalazione di CO² oppure una diminuita ventilazione polmonare portano un aumento della concentrazione ematica del gas e quindi a un aumento della pCO².  Quando ciò si verifica il pH del sangue diminuisce e si determina una condizione di “acidosi respiratoria”. Si ha al contrario “alcalosi respiratoria” e aumento di pH ematico allorché diminuisce la pCO².  E se il biossido di carbonio si diffonde liberamente nelle cellule,  i cambiamenti della pCO² determinano altrettanti cambiamenti del pH intracellulare.  Il biossido di carbonio ha quindi un ruolo fondamentale tra i meccanismi deputati al mantenimento dell’equilibrio idrogenionico e alla regolazione del pH fisiologico.  Il CO² esercita effetti di stimolo sulla funzione respiratoria, aumentando la ventilazione polmonare per azione diretta sui centri nervosi del respiro.  Agisce inoltre sul cuore riducendo l’eccitabilità e la forza di contrazione del miocardio;  sul sistema nervoso centrale esercita effetti di tipo deprimente.  L’inalazione di CO² in concentrazioni superiori al 10% produce dispnea, cefalea,  spossatezza,  sudorazione profusa, vertigini.  In medicina il biossido di carbonio viene impiegato insieme all’ossigeno in varie situazioni patologiche caratterizzate da depressione respiratoria,  nella pratica anestesiologica,  nell’avvelenamento da ossido di carbonio.  Viene anche usato sotto forma di neve carbonica come anestetico e cauterizzante nel trattamento di verruche,  lupus eritematoso, blastomicosi,  ecc.  L’ossido di carbonio che è un composto chimico dalla formula di CO,  noto anche come monossido di carbonio.  Questo gas incolore e inodore è appena più leggero dell’aria.  L’ossido di carbonio ha grande importanza tossicologica per la frequenza di avvelenamenti accidentali o suicidari provocati dalla sua inalazione. Tra le numerose sorgenti di CO vi sono i gas di scarico delle automobili,  il gas illuminante delle città,  gli scaldabagni e  le stufe a gas malefunzionanti,  ecc.  Il potere tossico dell’ossido di carbonio dipende in massima parte dalla sua concentrazione nell’aria respirata e dalla durata dell’esposizione,  ma varia considerevolmente anche in rapporto alle condizioni fisiologiche e patologiche di ogni individuo.  Coninua.

 

08/06/2018

 

La sintomatologia dell’avvelenamento varia sensibilmente,  in rapporto alla concentrazione del tossico inalato.  La morte può sopraggiungere fulminea in soggetti che a scopo suicida o in modo accidentale aspirino forti quantità di gas illuminante. Più spesso l’intossicazione si manifesta con un vago senso di malessere a cui seguono cefalea,  nausea,  vertigini, ronzii auricolari.  Successivamente in intenso bisogno di dormire precede la perdita della coscienza.  Il sonno diviene gradatamente comatoso,  il polso si fa aritmico,  si riducono la pressione e la temperatura corporea,  mentre l’intossicato passa gradatamente dal come alla morte.  Negli avvelenamenti non letali,  la coscienza viene riacquistata in un arco di tempo molto veriabile:  da poche ore a settimane dall’esposizione al tossico. Postumi comuni dell’avvelenamento  sono disturbi della motilità:  paralisi da ossido di carbonio e perdita o riduzione della memoria.  Le più importanti misure che si adottano nella terapia dell’avvelenamento acuto da CO sono l’immediato trasferimento dell’intossicato all’aria pura,  la respirazione artificiale, trasfusioni di sangue,  ecc.

 

09/06/2018

 

Può la varicella colpire anche gli adulti?  Grazie!

 

Annalisa

 

Purtroppo sì,  non saresti la prima,  che si amala di questa malattia infettiva esantematica,  provocata dal virus specifico Biareus varicellae.  La diffusione avviene per contatto diretto interumano e indiretto attraverso l’ambiente e gli oggetti di uso comune.  Si ritiene che l’agente patogeno penetri nell’organismo attraverso la bocca.  Dopo un periodo di incubazione di 15-20 giorni,  la malattia insorge con malessere e febbre di grado variabile,  in seconda giornata si manifesta l’esantema che rapidamente si estende al tronco,  agli arti,  alle mucose e anche al cuoio cappelluto con intenso prurito.  Gli elementi caratteristici della manifestazione cutanea compaiono a stadi successivi (2-3 volte in 5-6- giorni)  ed evolvono quindi in modo asincrono;  hanno prima l’aspetto di macule pruriginose,  poi di papule infine di vescicole che contengono liquido ed evolvono verso il torbido..  Successivamente le vescicole si trasformano in pustole che guarendo lasciano piccole croste.  Quando vengono interessate le mucose degli occhi,  bocca, faringe,  uretra, ecc, si hanno afte dolenti.  La varicella può complicarsi con infezione secondaria delle vescicole dando impetigini,  oppure con pneumalogie,  glomerulonefriti, nevrassiti,  e localizzazioni multiple.  Il periodo di contumacia è di circa venti giorni forse più ma non di meno poi,  l’immunità acquisità è perenne.

 

11/06/2018

 

Che cos’è il papilloma?  Come si forma?  Grazie!

 

Elisa due

 

Il papilloma è una formazione patologica che si sviluppa più di frequente sulle mucose per azione di cause irritanti lievi di lunga durata o per infezione virale o può essere anche una manifestazione neoplastica.  Ècostituito da proliferazioni epiteliali ramificate o lobulate,  sostenute da uno stroma connettivale,  nel quale scorrono i vasi sanguigni.  Si localizza elettivamente in vescica e in laringe.  Il papilloma vescicale assume spesso molteplici sedi nella mucosa vescicale e anche nel bacinetto,  nell’uretra e negli ureteri.  Mentre quello laringeo s’insidia di solito nelle corde vocali.  Una frequente complicanza del papilloma è l’emorragia per il distacco o la rottura di papille.

 

13/06/2018

 

Dalla nefrite si guarisce?  Grazie!

 

Elisa tre

 

La nefrite è un’insufficienza renale caratterizzata dall’infiammazione acuta o cronica del rene.  Le nefriti si distinguono in:  nefriti glomerulari,  nefriti interstiziali,  nefriti vascolari,  nefriti tubulari.  La nefrite purulenta a focolai,  detta pure ascesso renale ematogeno o foruncolo del rene,  è una sindrome acuta che insorge nel corso di malattie setticemiche da streptococco e stafilococco,  del tifo addominale,  ecc. I germi giungono al rene per via ematica,  dove si insediano con localizzazione di solito unica e con possibile estensione sotto la capsula perirenale e poi a quella adiposa.  Inizia bruscamente con brivido,  febbre elevata,  dolore in sede renale;  a volte invece la sintomatologia iniziale viene mascherata da quella della malattia fondamentale.  Successivamente si riscontra una sensibile contrazione della diuresi e la comparsa nelle urine di albumina,  sangue,  pus;  nel caso di localizzazione bilaterale o di estensione del focolaio settico alla capsula,  la sensibilità renale risulta sensibilmente compromessa.  Aumenta il tasso di azotemia, e si ha uremia con grave stato settico.  La terapia prevede l’uso di antibiotici ed eventualmente l’intervento chirurgico di nefrectomia.  Ovviamente si spera sempre di portare fuori linfezione senza l’asportazione chirurgica del rene,  è sempre condizionata dall’integrità anatomica e funzionale dell’altro.  Si asporta il rene solo quando esistono grossi e complicati processi settici,  nelle forme gravi  e avanzate di tubercolosi renale con distruzione di vaste zone del parenchima;  nell’ipoplasia renale,  che di frequente si associa ad alterazioni arteriose o venose,  causa ipertensione.  Nei traumi renali con danneggiamento del peduncolo o di tutto il parenchima,  nel caso invece che sia interessato soltanto un polo si attua la nefrectomia parziale.

 

15/06/2018

 

Ho sempre il mal di schiena,  mi sono recata dal medico e mi ha detto che sono affetta da discopatia.  Vorrei sapere se è una malattia grave o se si guarisce.  Grazie!

 

Angela

 

La discopatia è una malattia degenerativa,  causa di compressione delle radici nervose che attraversano i fori intervertebrali.  È presente in soggetti con malattia artrosica o in soggetti portatori di ernia del disco.  I processi osteofitici determinano un restringimento dei fori e quindi un’ irritazione delle radici nervose;  anche la stasi dei plessi venosi e l’edema possono favorire l’instaurarsi di una sindrome radicolare.   A volte possono essere interessati tutti i tratti della colonna vertebrale;  in ordine di frequenza la sintomatologia è a carico di quello lombare,  cervicale e dorsale. Questa patologia si accompagna ad intorpidimento  ipoalgesia, ipotonia muscolare,  alterazione dei riflessi e diminuizione dei movimenti nei distretti innervati delle radici compresse nel foro intervertebrale:  ad esempio:  un’ernia discale della quarta radice lombare  provoca dolore nella regione glutea che si irradia anteriormente alla coscia, sulla gamba ,  con intorpidimento della gamba e dell’alluce.  La discopatia si cura con molto riposo,  non scompare sempre,  dipende dalla gravità,  ma il riposo associato con… è una medicina valida.

 

 

 

 

 

 

 

 

29/05/2018

 

Sono affetta da condiloma,  ormai mi sto curando da molto tempo,  e mi chiedo sempre:  guarirò mai?

Patrizia

 

Il condiloma è una dermatosi di origine virale,  va distinta con un’altra forma che porta lo stesso nome e presenta alcuni elementi morfologici comuni ma riconosce un’eziolozia luetica.  Questa escrescenza di tipo verrucoso  sorge in genere sulla cute o sulla mucosa genitale o nella zona perianale.  I condilomi all’origine hanno un aspetto di piccoli bottoncini carnosi o di rilievi filiformi,  ma in seguito possono assumere forme varie.  Se non sopravvengono complicazioni,  le manifestazioni sono indolenti,  il decorso è lento e la durata è indefinita se non si mira ad una terapia appropriata.

 

30/05/2018

 

Che cosa tratta la Fenogenetica?  Grazie!

 

Alessandra

 

La fenogenetica si occupa del meccanismo della trasmissione del carattere dal gene all’individuo.  Pare che il problema sia dovuto ad una catena di reazioni chimiche di tipo engimatico. Particolarmente  interessanti a questo fine sono gli studi sui gemelli monovulari,  sugli incroci consanguinei,  sull’ibridazione di ceppi nati da incroci consanguinei,  sull’ibridazione di ceppi nati da incroci consanguinei con riproduttori estranei che determina l’eterosi o lussureggiamento degli ibridi.  La genetica umana trova la sua più importante  applicazione nel campo medico.  Lo studio dell’ereditarietà permette infatti,  per certi caratteri,  di fare previsioni sulla comparsa o meno di tare nella progenie.  Tipico a questo proposito la comparsa dell’eritroblastosi fetale dovuta a incompatibilità sanguigna tra madre e feto.  Vi sono poi difetti costituzionali metabolici, ben indagati congiuntamente alla genetica biochimica che si trova in genetica umana larga applicazione,  quali alcaptonuria e la fenilchetonuria, dovuti a geni recessivi dei cromosomi delle cellule somatiche i quali determinano il blocco di una funzione engimatica.  Mancando un enzima la demolizione ossidativa non può essere completa e la sostanza viene eliminata con le urine  L’alcaptonuria è rara e non dannosa,  mentre la fenilchetonuria è associata a debolezza mentale.  Per l’incidenza che ormai ha raggiunto questa malattia è lo studio dell’ereditarietà delle varie forme del cancro.  Ancora oggi pare dimostrato che ciò che si eredita è la disposizione alla malattia e non la malattia vera e propria; questo secondo me lo si può osservare anche nella natura e negli animali.

Dimmi la verità Alessandra è quest’ultimo paragrafo che ti interessa maggiormente vero?

 

31/05/2018

Mio marito soffre di dispnea,  questo disturbo può essere associato a malattie dell’apparato respiratorio?  Può essere grave?  Grazie!

 

Patrizia

 

È un disturbo del ritmo  e della profondità del respiro,  che si manifesta con una sensazione forte di bisogno d’aria.  Sì,  la dispnea può essere associata a malattie dell’apparato respiratorio di tipo ostruttivo ( asma,  bronchite,  laringite,  difterite)  o di carattere alveolointerstiziale come (polmoniti,  malattie croniche,  tumori) .  Qualche volta è prodotta da alterazioni della parete toracica o dei muscoli respiratori (traumi,  fratture delle coste,  lesioni della colonna vertebrale,  pneumotorace,  miopatie)  da intossicazioni esogene, oppure da squilibri metabolici (coma diabetico,  coma uremico),  da disturbi nervisi e vascolari,  da insufficienza cardiaca.  Il meccanismo fisiopatologico con cui si produce la sensazione di dispnea non è conosciuto;  le teorie avanzate si basano su un sovraccarico del centro respiratorio,  sull’aumento delle resistenzepassive nel lavoro respiratorio,  sull’eccessiva stimolazione dei recettori intrapolmonari.

 

01/06/2018

 

L’emocromatosi è una malattia importante,  che cosa avviene?

 

Anonimo

 

Sì,  è una malattia importante in quanto coinvolge organi importanti.  Questa malattia è caratterizzata da un’alterazione congenita del ricambio del ferro,  che assorbito in eccesso dall’intestino tende a depositarsi in vari organi sotto forma di emosiderina.  Gli organi colpiti sono:  il cuore,  il fegato,  il pancreas,  la pelle ecc.  Intorno a questi depositi di emosiderina si ha abbondante formazione di tessuto connettivo fibroso che provoca sclerosi diffusa e gravi alterazioni funzionali degli organi interessati ( insufficienza epatica,  diabete, insufficienza cardiaca).  Il caratteristico aspetto di questa malattia è l’ingrossamento del fegato e la deposizione di melanina nella pelle che determina il tipico colore bronzino. Una forma simile si può verificare in individui politrasfusi e soggetti a frequenti fenomeni emolitici.

 

02/06/2018

 

Mi piacerebbe sapere come avviene il nanismo,  cosa accade dentro di noi se dovessimo generare un nano?   Cosa avviene nel loro cervello? Grazie!

 

Alessandra

 

Il nanismo viene da lontano,  si dice che i progenitori dell’Homo sapiens fossero tutti di statura assai bassa,  e cioè nani.  La forma particolare dei nani è caratterizzata da eseguità di tutte le loro parti,  ma dalla normale funzionalità fisica e psichica: se le proporzioni dei segmenti schelettrici sono normali o conservate abbiamo il nanismo armonico. Quando invece le parti del corpo sono tra loro sproporzionate e spesso viene lesa la sfera psichica allora abbiamo il nanismo secondario,  e qui c’è una condizione patologica.  Il nanismo armonico,  il nanismo che caratterizza anche alcune razze umane,  è di origine genetica ed ha caratteri di armonicità compresa la funzionalità fisica e psichica.  Mentre tra le forme di nanismo patologiche, è il nanismo acondroplastico o controdistrofico che è dovuto ad alterazioni nei processi di ossificazione delle ossa lunghe degli arti ; come  conseguenza i nani  acondroplastici hanno braccia e gambe corte, dita delle mani corte e tozze,  che contrastano il tronco e la testa,  le cui proporzioni generali rientrano nella norma.  La funzionalità psichica è di norma inalterata.  Questo tipo  di nanismo sembra dovuto anche ad un’anomalia genica dominante e con penetranza completa;  è stato riscontrato in parecchie specie animali e in tutte le popolazioni umane.

Il nanismo ipergenitalico dovuto a iperfunzione delle gonadi e dei surreni in seguito a tumori, è caratterizzato da aspetto simile al precedente in seguito a precoce saldatura delle cartilagini epifisarie;  la funzionalità psichica è di norma più o meno compromessa o alterata.  Il nanismo ipofisario è determinato dalla distruzione delle cellule eosinofile del lobo anteriore dell’ipofisi per neoplasie,  infezioni,  processi degenerativi, che si manifesta appunto con l’arresto della crescita e dello sviluppo delle gonadi e dei genitali esterni,  mentre lo sviluppo psichico risulta quasi sempre normale;  mancano i caratteri sessuali secondari e la funzione sessuale.  A volte si nota un invecchiamento della cute,  specie del volto.  Altre forme di nanismo accompagnano alcune sindromi da difetti genici,  come ad esempio il nanismo di Huzler, ecc. caratterizzati da deficienze nutrizionali, rachitismo, o malattie croniche infantili come vizi delcuore ,  nefropatie, epatopatie,  ecc.

 

16.05.2018

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE SESSANTUNESIMA PARTE

Author: Elena Lasagna

16/05/2018

 

Sono affetta da tromboflebite,  il mio medico mi ha messa a riposo,  io non faccio altro che domandarmi cosa comporta questo disturbo o malattia.  Grazie!

 

Daria

 

Sei preoccupatissima,  ma so  che il dottore ti ha rassicurata,  guarirai bene. Questo disturbo non è altro che l’infiammazione della parete di un vaso venoso,  seguita dalla formazione di un trombo.  Puoi essere predisposta per l’aumento della coagulabilità del sangue o dal numero delle piastrine;  diminuzione della velocità di circolazione del sangue periferico; lesioni delle pareti venose;  malattie infettive;  gravidanza,  parto;  interventi chirurgici; traumi;  stati tossici.  Le sedi più frequenti sono le vene degli arti inferiori, la vena cava inferore,  le vene pelviche,  la vena porta, seni della dura madre; spesso si osservano tromboflebiti migranti successivamente in vari distretti.  La tromboflebite degli arti inferiori si manifesta con dolore, prima sordo poi urente,  febbricola,  edema,  aumento della temperatura e arrossamento della cute soprastante alla vena,  che si palpa come un cordone duro, interessamento delle linfoghiandole regionali;  sono facili anche le embolie polmonari.  La tromboflebite portale rappresenta una frequente complicazione di flogosi addominali (colecisti,  appendiciti,  annessiti,  ascesso epatico ecc.) si manifesta con febbre settica,  dolori,  vomito,  aumento del volume del fegato e della milza,  ittero,  qui la prognosi è grave,  si cura con antibiotici.  La tromboflebite dei seni endocranici,  longitudinale superiore,  cavernoso laterale) può insorgere a causa di processi auricolari e facciali o per via embolica da flebiti pelviche attraverso anastomosi con il sistema venoso vertebrale;  si manifesta con febbre settica,  cefalea, vomito,  convulsioni,  coma.  Hai voluto questa definizione,  ora però non ti spaventare,  il tuo caso non è grave.

 

21/05/2018

 

Ho bisogno di sapere se la pericardite è grave.  Grazie!

 

La pericardite è un’insieme di elementi che caratterizzano un’infiammazione del pericardio,   ad andamento acuto,  subacuto o cronico.  L’infezione può giungere anche da organi vicini come pleuriti fibrinose, e purolente, miocarditi semplici o suppurative,  ecc. oppure per via sanguigna come nella polmonite lobare,  oppure questo processo può insorgere primitivamente isolato, come nelle pericarditi virali, o nel quadro di una vasta  reazione infiammatoria dei tessuti mesenchimali,  come nella malattia reumatica ecc.  Può assumere aspetti diversi in rapporto con la natura dell’agente lesivo e con lo stato di reattività individuale.  Di solito l’infiammazione reumatica dà un’infiammazione fibrinosa  sierofibrinosa,  l’infezione da agenti piogeni un’infiammazione purulenta,  l’infezione tubercolare e l’uremia determinano un’infiammazione fibrino-emorragica.   Nel caso della pericardite fibrinosa i due foglietti della sierosa si presentano macroscopicamente ricoperti da un essudato,  dapprima modesto, quindi,  sempre più abbondante che tende a rivestire in forma di pseudo-membrana  tutta la superficie della sierosa. La sottile membrana fibrinosa si stacca con  facilità e lascia allo scoperto una superficie opaca e rugosa con piccole e diffuse  punteggiature emorragiche.  i movimenti del cuore durante le sue fasi di contrazione possono determinare un aspetto frangiato di queste deposizioni fibrinose;  in tal caso si parla di cor villosum.  Nelle forme prevalentemente essudative si raccoglie nella cavità pericardica un liquido sieroso ricco di proteine,  a volte corposcolato fino ad assumere il carattere di pus.  In altri casi il versamento è prevalentemente ematico. Per la notevole resistenza alla distensione del pericardio parietale i versamenti pericardici esercitano una pressione sul cuore e ne disturbano gravemente la funzione.   La pressione impedisce il riempimento diastolico condizionando la diminuzione della gittata e la stasi venosa.  le aderenze che sono l’esito più frequente dei processi acuti di pericardite costituiscono un notevole ostacolo per i movimenti del cuore (specie nelle sistole),  che accentua ulteriormente la diminuzione della gittata e il ristagno del sangue nelle vene.  le forme cliniche più frequenti sono la pericardite acuta essudativa o siero-fibrinosa e la pericardite cronica adesiva o costrittiva,  che rappresenta spesso l’esito inevitabile della prima.  Insorge con dolori retrosternali o epigastrici,  dispnea, febre subcontinua ointermittente secondo il fattore eziologico, rumore di sfegamento nell’auscultazione,  toni cupi e quasi impercettibili.  Nella forma cronica invece si riscontra pure edema al viso, epatomegalia,  ecc.

 

22/05/2018

 

A cosa si possono imputare le fistole,  che cosa sono?

 

Alessandra

 

Le fistole sono quasi sempre di origine flogistica, infettiva,   parassitaria. Le fistole si possono formare in qualsiasi parte del corpo ma vi sono localizzazioni più frequenti.  Per esempio la fistola bronchiale può formarsi per rottura in un bronco da echinococco,  situata nel parenchima polmonare.  La fistola pleuropolmonare si può osservare spesso quando la cisti da echinococco del polmone si rompe in cavità pleurica;  la stessa possibilità si presenta nell’ectinomicosi,  nella tubercolosi e nelle neoplasie del polmone, queste condizioni determinano poi una pleurite purulenta o empiema.  La fistola pleurobronchiale rappresenta una delle complicanze più frequenti dell’ascesso epatico che si apre in pleura con empiema e si fistolizza poi fino a raggiungere un bronco.  La fistola duodenale si riscontra spesso nei processi ulcerastivi del duodeno quando a fatti periduodenitici,  che fissano l’organo ad altri vicini,  segue la perforazione dell’ulcera e la formazione di un tragitto che mette in comunicazione lo stesso duodeno con il pancreas,  con la cistifellea e con le vie biliari.  La fistola duodenale può rappresentare una delle più frequenti e precoci complicanze  di interventi chirurgici di resenzione gastrica o di gastroenterostomia;  una delle complicanze tardive della gastroenteroanastomosi è l’ulcera peptica,  con sede nella parete intestinale della bocca anastomotica,  che può perforarsi nel colon,  dando luogo a una fistola gastrodigiunocolica.  Continua domani,  intanto fissati in testa questo,  non è molto da imparare.

 

23/05/2018

 

In quanto alle fistole perianali,  sono frequenti,  si formano in seguito ad ascessi perianali o perirettali, a contenuto purulento o di natura tubercolare,  con apertura nella fossa ischio-rettale,o nello spazio pelvirettale superiore,  in rapporto all’anello ano-rettale possono essere intra,  tans, extrasfinteriche secondo che decorrano nel suo contesto,  al di sopra,  o al di sotto di esso.  Queste fistole inoltre possono decorrere con tragitto unico o con diramazioni multiple,  aperto alle due estremità (complete>) o a fondo cieco.  Le fistole tubercolari costituiscono l’esito più comune delle localizzazioni ossee o articolari della tubercolosi,  con evoluzione verso la suppurazione e la formazione di un ascesso ossofluente,  che tende a farsi strada attraverso i muscoli e cutte all’esterno.  Quando è interessata la colonna vertebrale,  nel segmento cervicale l’ascesso può raggiungere la regione retrofaringea o il mediastino posteriore ( fistola retrofaringea  e fistola mediastinica),  il cavo sopraclaveare e l’ascella ( Fistola sopraclaveare e fistola ascellare);  se è interessato il segmento dorsale,  gli ascessi si insinuano negli spazi intercostali e si fanno superficiali a livelli dei nervi perforanti (fistole toraciche).  Se interessano il segmento lombare gli ascessi seguono di solito la guaina del muscolo,  arrivano all’inguine e passano sotto l’arcata crurale fino al triangolo di Scarpa (fistola inguinale e fistola crurale);  nelle sacroileiti specifiche,  se l’ascesso è anteriore si rende intrapelvico ed esce lungo lo psoas, verso il piccolo trocantere (fistola trocanterica)  oppure attraverso la grande incisura ischiatica verso la regione glutea (fistola glutea),  se lascesso posteriore si esteriorizza verso la regione lombare  o nel grande gluteo (fistola lombare).  Anche le forme tubercolari del gomoto,  del polso, non rare specialmente nei bambini,  esitano spesso in fistole  (fistola del gomoto e fistola carpale).  La terapia delle fistole è chirurgica.

 

Ho sempre sofferto d’insonnia, ora che ho cambiato farmaci dormo benissimo,  ma di giorno sono sempre agitata,  gli altri ormai mi avevano provocato assuefazione,  hai qualcosa da consigliarmi?  Grazie.

 

  Adele

 

Sì,  Adele,   è il medico.  Ci sono farmaci ipnotici e sedativi,  non sono barbiturici,  che inducono un sonno molto simile a quello fisiologico senza produrre disturbi o postumi al momento del risveglio,  ma paradossalmente possono provocare fenomeni di eccitazione psicomotoria,  frequenti soprattutto in caso di iperdosaggio.  La cosa giusta da fare per me è parlarne ancora con il tuo medico.

 

Elena  Lasagna

 

26/05/2018

 

Ho una micosi alle unghie che mi perseguita da due anni,  non posso neanche mettermi lo smalto e indossare i sandali scoperti;  ho già provato mille prodotti farmaceutici,  e niente, cosa devo fare,  ma che co’è la micosi,  e perchè ci si ammala di micosi?  Grazie!

 

Sara

 

Ci sono prodotti validi per le micosi alle unghie,  ma se dici che non sono stati efficaci non ti resta nient’altro che andare da un medico dermatologo.  Le micosi sono un gruppo di malattie sostenute dalla penetrazione di funghi nell’organismo.  Ci sono diversi tipi di micosi:  le micosi tonsillari (da Oidium albicans Leptothrix, Blastomyces, Actinomiceti,  ecc.) caratterizzate da placche biancastre con parestesie e disfagia.  Poi le micosi della congiuntiva,  quale il mughetto,  la sporotricosi e l’actinomicosi,  che si manifestano con tumefazioni granulomatose.  Poi le micosi cutanee che si distinguono  in superficiali (pitiriasi, eczema marginato, tricomicosi,  epidermofizie)  e profonde (dermatomicosi granulomatose,  actinomicosi,  micetomi, sporotricosi, blastomicosi,  istoplasmosi) ecc. perché con lo stesso termine ci sono forme gravi,  che sono caratterizzate all’inizio da lesioni di tipo dermatite pruriginosa, poi da infiltrazioni…  Comunque alla tua micosi serve solo un medico.

 

Elena  Lasagna

 

 

 

30.04.2018

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE SESSANTESIMA PARTE

Author: Elena Lasagna

30/04/2018

 

Mio padre è affetto da gotta,  ormai non riesce più a camminare,  il cuore è messo male;  vorrei sapere se la gotta è una malattia ereditaria,  grazie!

 

Nadia

 

Ho scritto gia due volte questo articolo,  vediamo un po’ di approfondirlo.  La gotta non è una malattia ereditaria,  ma si eredita lo stile di vita della nostra famiglia.  Questa malattia è caratterizzata da un aumento del tasso uricemico nel sangue (iperuricemia).  La malattia si manifesta di solito all’età di quaranta,  sessant’anni,  con prevalenza nei maschi.  Nel decorso si distingue una forma acuta e una cronica.  La forma acuta insorge bruscamente come un’artrite acuta,  mono-o oligoarticolare,  spesso di notte,  con febbre modesta  qualche volta elevata,  con rossore e tumefazione locali, dolore lancinante e cute lucida.  Le articolazioni più colpite sono: la metatarso-falangea dell’alluce,  il ginocchio,  il polso.  La remissione avviene dopo 5-10 giorni,  ma le recidive sono frequenti,  di durata progressivamente crescente.  Gli intervalli fra gli accessi all’inizio risultano liberi,  poi con una sintomatologia  residua e infine dopo 10-20 , anni si può verificare una gotta cronica.  Questa può insorgere come tale  ed è caratterizzata da cospicue alterazioni articolari,  quali deformazioni per anchilosi totale o parziale,  sublussazioni,  e lussazioni di grosse articolazioni.   Le localizzazioni più frequenti sono  le articolazioni interfalangee e matacarpo-falangee,  il polso,  il ginocchio,  il gomito,  dove si notano tumefazioni da accumuolo di urati,  dolenti se sono sede di accesso gottoso,  duri siti nel sottocutaneo,  con possibile rottura della cute ed emissione di materiale caseoso ricco di urati;  ne consegue una grave compromissione funzionale.  Sia la gotta acuta,  sia quella cronica possono essere complicate da manifestazioni extrarticolari e viscerali,  con diarrea,  coliche addominali, disturbi oculari,  flebitici,  cutanei,  renali, e lesioni che costituiscono il quadro del rene gottoso,  raramente e solo tardivamente sfociante nell’insufficienza renale e ovviamente tutto questo compromette anche il cuore.  Vedi Giusi,  la gotta è sempre la gotta,  non è che se te la scrivo in un’altra forma poi possa alleggerire la sua gravità.  Adotta uno stile di vita diverso da quello di tuo padre specialmente nell’ alimentazione che dovrebbe essere povera di grassi,  di purine e di alcool e cerca di non superare il tasso uricemico nel sangue.

 

01/05/2018

 

Perché certe persone assumono il cortisone,  che cos’è esattamente?

Giusi

 

Il cortisone è un ormone steroide appartenente al gruppo dei corticosteroidi.  È presente in piccole quantità  nell’estratto di corteccia surrenale;  si ottiene per sintesi a partire dall’acido desossicolico.  In medicina trova impiego sotto forma di acetato,  di fosfato o di ciclopentan-propionato nel trattamento di numerose malattie del collageno  reumatismo articolare acuto, poliartrite cronica,  ecc),  nelle dermatosi,  nelle malattie allergiche(asma, febbre da fieno, malattia da siero, edema angioneurotico,  ecc.),  nelle emopatie emolitiche,  nei tumori del sistema reticolo endoteliale  (linfosarcoma,  morbo di Hodkin),  nelle malattie oculari di carattere allergico e infiammatorio,  come uveiti,  congiuntiviti, cheratiti, iridocicliti,  ecc.  L’uso del cortisone,  specie se protratto nel tempo,  può dare origine a vari inconvenienti,  come ad esmpio ritenzione di sali e di acqua, edemi,  ipertensione arteriosa,  irsutismo,  iperglicemia, disturbi psichici,  ecc.  Vengono ridotti inoltre i poteri di difesa immunitaria dell’organismo con conseguente predisposizione alle malattie infettive.  Ci sono casi in cui l’uso del cortisone è sconsigliato:  L’impiego è controindicato nella tubercolosi,  nell’ulcera peptica,  nell’arteriosclerosi,  nel diabete,  nelle malattie renali croniche e nello scompenso cardiaco.

 

03/05/2018

 

Mio padre è affetto da “tromboangioite”   come ci si ammala di questa malattia?

 

Luana

 

È un’infiammazione della tunica interna di un vaso associata a trombosi.  La tromboangioite è sistematica,  a carico di tutte le arterie,  vene,  linfatici a carattere segmentario, trombo-occlusivo permanente e completo,  con sviluppo di anastomosi o di rete collaterale;  colpèisce più di frequente il sesso maschile dai venticinque ai cinquant’anni.  Di questa malattia si è potuto osservare che le cause potrebberto essere anche la costituziine,  il tabagismo, le infezioni,  i traumi,  il freddo,  gli eccessi fisici e mentali costituiscono importanti predisponenti. La sintomatologia si suddivide in tre fasi:  ischemia relativa nello sforzo,  ischemia a riposo,  disturbi trofici fino alla gangrena.   All’inizio,  specie durante la deambulazione,  compaiono dolori al polpaccio,  piede o natica di un arto,  che costringono il malato ad arrestarsi fino alla loro scomparsa.  I dolori però ricompaiono poco dopo la ripresa della deambulazione;  successivamente la cute delle estremità diventa fredda,  pallida e poi cianotica con edemi,  ulcerazioni periungueali e ragadi al calcagno,  dolori violenti a riposo,  flebiti migranti,  scomparsa del polso arterioso periferico.  La forma clinica più importante della tromboangioite è detta anche “obliterante”, o malattia di Bürger,  che dapprima interessa le piccole e medie arterie,  poi anche le grandi in sede elettiva agli arti inferiori e ai visceri.

 

09/05/2018

 

04/05/2018

 

Per embolia polmonare si muore?  Grazie!

 

Patrizia

 

Purtroppo spesso si muore, perchè l’embolia non è che un’improvvisa occlusione di un vaso sanguigno in seguito alla penetrazione nel circolo del sangue di un corpo esteaneo  chiamato embolo  (embolo che parte).  L’ostruzione del vaso provoca spesso gravi alterazioni con la comparsa di ischemia.  L’embolia gassosa,  determinata dalla comparsa di particelle gassose nel sangue, può insorgere in conseguenza ad interventi chirurgici,  nelle malattie dei cassoni,  delle decompressioni rapide, nelle pratiche abortive e nel pneumatorace terapeutico.  L’embolia polmonare è anch’essa una grave occlusione completa e incompleta dell’arteria polmonare o di una delle sue branche da parte di un embolo;  può detrminare la morte immediata per afissia.

 

09/05/2018

 

L’assunzione per un lungo periodo dei  betabloccanti possono essere causa di infarto? Grazie!

 

Angelica

 

Se non sono quelli giusti potrebbe anche succedere, ma i betabloccanti sono farmaci di sintesi che sono capaci di bloccare i recettori beta-adrenergici che sono situati nel cuore,  nelle arterie e nelle arteriole dei muscoli scheletrici e dei bronchi che contribuiscono all’eccitamento cardiaco, alla vaso ebroncodilatazione.  Il blocco dei recettori a livello cardiaco (beta1 recettori) riduce la contrattilità e la gittata cardiaca e il tempo di conduzione atrio-ventricolare mentre quello a livello arteriolare diminuisce la pressione arteriosa.  Da queste azioni deriva l’effetto ipertensivo,  antianginoso e antiaritmico dei betabloccanti.  Sono molto impiegati in terapia,  spesso come primo rimedio a situazioni patologiche di lieve e media gravità.  In commercio ne esiste tutta una serie che si differenzia per varie proprietà:  alcuni di essi sono cardioselettivi nell’azione di blocco e ciò costituisce un vantaggio perché pessono essere impiegati anche nei soggetti asmatici nei quali uno spasmo bronchiolare indotto ( tramite B2 recettori) può aggravare la sintomatologia respiratoria.  Si tratta comunque di farmaci che possono essere associati a diuretici e ad altri antiipertensivi e antiaritmici.  Più recentemente ai betabloccanti è stata attribuita anche la capacità di ridurre l’ipertensione portale dei cirrotici.

 

12/05/2018

 

Cosa succede nell’organismo se si è carenti di vitamina B²?

Graziella

 

La vitamina B² è largamente diffusa in natura,  sia nel regno animale che in quello vegetale,  ma viene sintetizzata unicamente dai vegetali, in quanto l’organismo animale.  Lo stato carenziale si instaura per deficiente apporto alimentare o per insuffuciente assorbimento intestinale,  causato da affezioni o patologie del tubo enterico,  e per una dieta povera,  o per insufficiente utilizzazione  e scarsa disponbilità organica dei processi di fosforilazione.  La carenza di questa vitamina può provocare disturbi digestivi,  astena,  irritabilità, arresto della crescita;  si possono manifestare ragadi agli angoli delle labbra, con screpolature profonde,  ipertrofia e successivamente atrofia delle papille della lingua, dermatosi di tipo seborroico, cataratte,  fotofobia, ed ha importanti funzioni nel processo della visione.

 

 

 

 

20/04/2018

 

Dall’articolo n° quarantadue cinquantottesima parte.

 

IL FERRO

 

Il suo simbolo è “Fe”.  Anche questo elemento è di importanza vitale per la vita.  Permette la fissazione dell’ossigeno nel sangue negli alveoli polmonari e la conseguente utilizzazione ai fini della respirazione.  Nell’uomo adulto il contenuto totale di ferro è di 3-5 g,  di cui la maggior parte si trova nei globuli rossi (60-70%),  mentre il 3-5% entra a far parte della mioglobina dei muscoli,  il 16% degli enzimi respiratori.  Una piccola parte di ferro circola nel sangue combinata alla trasferrina,  la rimanente quota si trova distribuita nei diversi tessuti,  concentrata specialmente nel fegato,  nel midollo osseo, nella milza,  sotto forma di ferrina e di emosiderina.  In rapporto al significato biologico delle diverse frazioni,  il ferro si distingue:  ferro attivo,  contenuto nell’emoglobina e negli enzimi respiratori;  ferro di trasporto presente nel sangue,  legato alla tranferrina;  ferro di riserva,  depositato nei tessuti sotto forma di ferritina e di emosiderina.  Sia il contenuto totale di ferro dell’organismo,  sia la percentuale relativa delle varie frazioni sono mantenuti costanti da un meccanismo complesso di regolazione che costituisce il cosiddetto ciclo intraorganico del ferro.  Nell’ambito di questo ciclo,  i tessuti che utilizzano il ferro,  si servono del ferro di deposito oppure della quota che si libera dalla distruzione dei globuli rossi invecchiati.  Una parte di quest’ultumi va a ripristinare i depositi tessutali insieme con il ferro che viene introdotto con gli alimenti. Di norma però una piccola quantità di ferro sfugge a questo ciclo,  in quanto si perde attraverso le unghie,  i peli,  i capelli,  la bile,  le cellule della mucosa intestinale in sfaldamento, ecc.,  per un ammontare di un mg giornaliero.  Continua

 

22/04/2018

Si ritiene che per assicurare l’equilibrio del ricambio del ferro sia suffieciente l’introduzione giornaliera di 1 mg di ferro attraverso gli alimenti. Nella donna aumenta la richiesta di ferro durante la gravidanza,  nell’allattamento e nel periodo mestruale.  Anche nella prima infanzia e nell’adolescenza aumenta la richiesta di ferro.  In tutte queste situazioni potrebbero instaurarsi notevoli carenze di ferro,  manifestandosi con anemia da ferro mancante, ovviamente se l’apporto di ferro con gli alimenti non venga adeguatamente aumentato.  L’assorbimento del ferro avviene nel tratto duodeno-digiunale dell’intestino tenue attraverso un meccanismo di trasporto attivo, consistente nella combinazione dello ione Fe++ con lapoferritinacontenuta nelle cellule della mucosa intestinale e nel successivo trasferimento nel sangue della risultante ferritina.  Nel sangue il ferro si scinde dall’apoferritina,  si ossida a ione ferrico (Fe++),  combinandosi infine con la transferrina,  proteina deputata specialmente al trasporto plasmatico del metallo.  Il ferro di trasporto tende a depositarsi nelle cellule dei vari tessuti dove viene utilizzato o immagazzinato.  una quota del ferro di deposito,  detta “pool del ferro labile”,  è costantemente disponibile per la sintesi dell’emoglobina.  Un’altra parte viene invece utilizzata esclusivamente nel ricambio degli enzimi della catena ossidativa cellulare e pertanto non può essere mobilizzata dai depositi.  in rapporto alle necessità dell’organismo,  il ferro può scindersi dai supporti proteici e passare nel sangue per combinarsi con la transferrina,  dalla quale viene trasportato nel midollo osseo e negli altri organi emopoietici.  A tale livello si fissa sulla membrana degli eritroblasti,  si scinde dalla transferrina,  passando infine nell’interno delle cellule dove viene utilizzato per la sintesi dell’emoglobina.

 

23/04/2018

 

IL COBALTO

 

Il suo simbolo è “Co”.  Il cobalto è un oligoelemento contenuto in quasi tutti gli organismi animali e vegetali. Nel latte vaccino è presente in concentrazioni elevate, in alcuni alimenti vegetali come gli spinaci,  pomodori,  patate, cipolle ecc., è presente nel pancreas,  nei reni, e nel midollo osseo dei mammiferi.  Il cobalto entra nella composizione della vitamina B¹² e a ciò è legato in granparte il suo interesse biologico.  Il cobalto eserciterebbe effetti antianemici non solo come costituente della cianocobalammina,  ma anche per un’azione diretta sull’emopoiesi. Si ritiene infatti che esso stimoli la produzione di eritropoietina da parte del tene,  favorendo in tal modo l’utilizzazione del ferro per la sintesi dell’emoglobina.  la somministrazione di cobalto sotto forma di cloruro,  fornisce ottimi risultati nelle anemie refrattarie ad altri trattamenti,  come ad esempio:  nelle anemie secondarie a malattie renali,  tossinfezioni e neoplasie.  Impiegato ad alte dosi ouò produrre gastroenteriti ed eccitazione del sistema nervoso centrale.  Ciò che si ottiene bombardando con neutroni il cobalto naturale,  è fortemente radioattivo e viene usato per la radioterapia dei tumori.

 

25/04/2018

 

IL LITIO

 

Il simbolo del litio è “Li”.  Questo elemento chimico appartiene alla famiglia dei metalli,  piccole quantità di litio è stata riscontrata nei vegetali e nei tessuti dei mammiferi e in alcuni organi dei pesci. Nei mammiferi il litio ha una compensazione maggiore renale più elevata di quella del sodio,  per cui la sua somministrazone facilita l’eliminazione dell’acqua.  Il tradizionale impiego dei sali di litio e delle acque minerali superlitiose  nella gotta è legato al fatto che le concrezioni articolari di urati si sciolgono rapidamente in una soluzione di carbonato di litio. Edel resto una maggiore eliminazione degli urati sotto l’effetto del litio non si è ancora potuta dimostrare nell’uomo.  Infatti basta una piccola quantità di cloruro di sodio e di siero di sangue nella soluzione perché l’acido urico rimanga insolubile.  Il carbonato di litio viene adoperato con apprezzabili risultati nella terapia di alcune affezioni psichiatriche,  in particolare nelle psicosi maniaco-depressive.  Il litio possiede una forte tossicità a carico del rene;  a causa di un prograssivo accumulo dell’elemento nell’organismo,  gli effetti tossici tendono ad aggravarsi con l’uso ripetuto e protratto dei preparati medicinali di litio.  In seguito all’introdizione del liquido in psichiatria,  in passato furono segnalate frequenti intossicazioni acute anche mortali dovute a gravi lesioni dell’apparato gastroenterico,  del sistema nervoso centrale e del cuore.

 

26/04/2018

 

 

Vorrei sapere se lo zafferano è davvero l’oro giallo di cui si parla tanto e di cui si dà molto valore per le sue proprietà benefiche,  o c’è qualcos’altro che lo puo sostituire,  qualcosa con le stesse proprietà?

 

Alessandra

 

Io credo che le proprietà dello zafferano siano comuni a molte piante,  verdure ed erbe,  ma quello che non si potrà mai sostituire è il suo sapore,  ha un sapore particolare che si contraddistingue da molte erbe aromatiche.  Come la vaniglia ad esempio si può sostituire con le preparazioni chimiche, ma c’è grande differenza dalla pianta originale.  Lo zafferano è molto conosciuto come colorante e aromatizzante alimentare;  ha proprietà aromatizzanti,  coloranti,  aperitive,  digestive, stimolanti emmenagoghe,  lenitive,  proprietà comuni ad altre piante officinalis.  Lo zafferano come molte altre piante usate per aromatizzare e colorare i cibi,  non va adoperato in maniera sconsiderata: esso è innocuo alle normali dosi alimentari ma non è privo di effetti secondari a dosi elevate.  L’uso improprio dello zafferano può dar luogo a intossicazioni gravi,  scatenare contrazioni uterine e risultare abortivo.  Studi recenti hanno dimostrato che lo zafferano ha un’attività ormonosimile che si riflette utilmente sulla sfera sessuale;  viene impiegato sotto stretto controllo del medico in casi di insufficienza ovarica.

 

28/04/2018

 

Si è parlato molto e giustamente di ipertensione arteriosa,  però non si parla mai di ipotensione,  o mi è sfuggito qualcosa?  Io sono ipotesa,  e quando fa molto caldo cado in collasso e o sincope.  Lo so che mi dirai devi andare dal tuo medico curante,  lui lo sa già,   le cure che ho fatto hanno risolto in parte il problema,  ma io ho sempre paura di questa cosa perché lo svenimento è quasi come la morte,  e se non dovessi più svegliarmi?  E poi non voglio sempre andare a disturbare il medico,   lui mi ha rassicurata,  sono io ad essere fifona:  se avessi a disposizione dieci medici io romperei le scatole a tutti.  Grazie.

 

Giusi

 

Incomincio dall’inizio:  come tu sai l’ipotensione arteriosa  è la condizione in cui i valori pressori di un individuo sono permanentemente più bassi di quelli considerati normali.  Può essere di origine costituzionale detta ipotensione essenziale permanente,  oppure secondaria a malattie debilitanti,  insufficienza epatica,  interventi chirurgici,  etilismo ecc.  In diverse condizioni morbose (sindrome del seno carotideo,  shock, collasso,  sincope,  ecc.) si verifica un rapido abbassamento della pressione arteriosa (ipotensione sintomatica parossistica). L’ipotensione è relativa quando non ci si riferisce ai valori normali ma a quelli abituali della pressione arteriosa di un soggetto.  La sintomatologia dell’ipotensione è caratterizzata da astenia,  palpitazioni,  estremità fredde,  pallore,  ipotonia venosa,  specie agli arti inferiori,  dove nei mesi estivi spesso si formano edemi retromalleolari e sul dorso del piede.  Spesso l’ipotensione è asintomatica e si associa a disturbi neurovegetativi e a visceroptosi.

 

 

 

 

 

 

15/04/2018

 

IL SODIO

 

Il simbolo del sodio è “Na”.  La maggior parte del contingente sodico dell’organismo è presente sotto forma di cloruro,  mentre piccole quantità si trovano sotto forma di bicarbonato sodico.  La principale funzione fisiologica del sodio è quella di regolare la pressione osmotica e l’equilibrio acido-base dei liquidi organici.  L’organismo umano contiene all’incirca 100 g di sodio,  corrispondenti a ca. 250 g di cloruro di sodio.  Il metabolismo del sodio è strettamente correlato con quello dell’acqua,  tanto che la ritenzione di questo ione si accompagna costantemente con la ritenzione di acqua e con l’aumento del tenore idrico dei tessuti  (edema).  Una dieta curata porta all’ incirca 10-15 g giornalieri di cloruro di sodio;  questa quantità eccede di molto le richieste ordinarie dell’organismo,  tanto che la maggior parte di sodio introdotto  con la dieta viene passivamente eliminata con le urine.  L’escrezione urinaria aviene  mediante filtrazione glomerulare e parziale assorbimento del sodio da parte dei tubuli renali.   La regolazione del metabolismo del sodio e dei suoi scambi con lo ione potassio è attuata attraverso fattori chimico-fisici  (pressione osmotica,  permeabilità delle membrane biologiche ecc.)  che sono sotto il controllo del sistema nervoso e dell’apparato endocrino.  Particolare importanza nel metabolismo idrosodico hanno gli ormoni della corteccia surrenale,  e specialmente i mineral-corticoidi,  come l’aldosterone, che consentono il riassorbimento del sodio a livello dei tubuli renali e il suo ricambio con il potassio.  Nelle malattie caratterizzate da insufficienza renale  (ad esempio il morbo di Addison) si verifica una grande perdita di ioni di sodio attraverso il rene,  che determina la riduzione del tenore sodico nei liquidi dell’organismo. tale condizione  è accompagnata da nausea,  anoressia,  apatia profonda,  crampi muscolari,  abbassamento della pressione arteriosa fino alla morte per collasso circolatorio.   Disturbi di questo tipo potrebbero verificarsi anche in soggetti sani,  in seguito ad una massiva perdita di sodio  attraverso il sudore per effetto di sforzi fisici durante dove la temperatura è molto elevata.  L’eccesso di sodio, ingerito sotto forma di sale da cucina provoca gonfiore,  ipertensione, ecc.

 

 

LO  IODIO

 

Il simbolo dello iodio è “l”.  È della famiglia degli “alogeni”,  si comporta d aagente catalitico ed è essenziale per il buon funzionamento della tiroide, la ghiandola in rapporto diretto con il controllo del peso corporeo. Si trova nelle acque marine,  nelle alghe,  nel pesce e nei crostacei,  in alcuni vegetali.  Nell’uomo il fabbisogno giornaliero è di ca. o,mg.  Esso viene in massima parte immagazzinato e utilizzato dalla tiroide per la sintesi degli ormoni tiroidei.  La biochimica dello iodio è strettamente collegata con la fisiologia della tiroide.  L’importanza dello iodio nella funzione tiroidea è messa in luce dalla forte incidenza di stati ipofunzionanti della tiroide in regioni relativamente povere di iodio.  Queste condizioni morbose scompaiono o vengono fortemente  attenuate in seguito a somministrazione giornaliera di  piccole quantità di iodio.  Se assunto in grandi quantità oppure in individui perticolarmente sensibili allo iodio può provocare una condizione tossica,  si manifesta con alterazioni infiammatorie, delle vie respiratorie,  dei seni mascellari, e sinusiti, della congiuntive, della mucasa boccale con fenomeni di irritazione e di ipersecrezione delle ghiandole salivari.  Nei casi gravi invece è una tossicosi del sistema nervoso centrale,  che può causare turbe della sensibilità,  della motilità, e dello stato psichico.

 

16/04/2018

 

Come molti sanno l’osteoporosi è una malattia dovuta ad alterazione degeneratva delle ossa,  da diminuzione quantitativa del tessuto osseo,  dovuto ad insufficiente elaborazione della matrice proteica delle ossa colpite per disturbi del ricambio proteico e deficiente assorbimento del calcio.  Ma se un soggetto invece presenta una patologia contraria e cioè un accumulo di calcio intracellulare ecc.  come ci si può curare,  si può?

 

Sì,  io credo di sì,  Ci sono prodotti di sintesi capaci di ridurre l’accumulo intracellulare di calcio a livello del cuore e della muscolatura liscia delle arterie coronarie e di altri sistemi vascolari.  Tramite questo effetto essi sono in grado di dilatare le coronarie,  le arterie e arteriole periferiche,  di ridurre il lavoro cardiaco e la contrattilità miocardica.  Vengono impiegati abitualmente nel controllo della cardiopatia ischemica in alternativa o associazione con i betabloccanti,  soprattutto quando questi o altri farmaci come i nitrati,  sono controindicati o maltollerati.

 

17/04/2017

 

IL CALCIO

 

Il simbolo di questo elemento si contraddistingue con “Ca”.  Il calcio sotto forma di sali pè indispensabile agli organismi viventi per la formazione di endo- ed esoscheletri. nell’organismo il calcio svolge varie e importanti funzioni:  entra nella composizione delle ossa e dei denti, partecipa ai meccanismi della coagulazione ematica,  permette gli scambi materiali attraverso la membrana delle cellule.  Inoltre è di primaria importanza nei processi di contrazione della muscolatura liscia,  scheletrica e del miocardio e prende parte,  come cofattore,  a numerose reazioni enzimatiche.  Negli organismi superiori il calcio rappresenta il componente cationico più abbondante.  Infatti lo scheletro umano contiene 1000-1200 g di calcio;  la sua percentuale media nel sangue è di 10 mg%,  tale quantità è in parte legata all’albumina plasmatica,  in parte libera come calcio-ione o in forma non ionizzata.  Nelle ossa il calcio è presente sotto forma di idrossi-e carbonato apatite.  Questi sali formano depositi insolubili che poi l’organismo può utilizzare all’occorrenza;  a tale fine essi vengono mobilizzati dalle ossa e solubilizzati nel sangue attraverso meccanismi ormonali  (paratormone) oppure con piccole variazioni della concentrazione idrogenionica,  cioè del pH,  dei fluidi circolanti.  L’individuo adulto assume giornalmente con gli alimenti dai 500 agli ottocento mg di calcio,  come complesso calcio proteico o come sale di acidi organici. L’apporto calcico dei sali inorganici (fosfati carbonati bicarbonati ecc.) è invece di scarsa importanza in quanto tali sali figurano negli alimenti in quantità molto modeste.  L’assorbimento intestinale del calcio è favorito dalla vitamina “D” e dai sali biliari,  mentre è inibito dall’acido ossalico e dall’acido fitico.  Questi acidi possono alterare sensibilmente il bilancio calcico dell’organismo specie se,  accanto a un ridotto apporto di calcio alimentare, vengono introdotte forti quantità di verdure ricche di ossalati come ad esempio gli spinaci,  crescione,  barbabietole, pomodori, ecc)  oppure cereali o farine integrali di grano,  orzo,  avena, mais,  che contengono molto acido fitico.  L’escrezionedel calcio avviene per via intestinale e urinaria  (calciuria),  in gran parte sotto forma di ossalato.  In normali condizioni fisiologiche il bilancio calcico è in equilibrio,  pioché la quantità introdotta giornalmente  è pari a quella eliminata.  Ciò si osserva entro certi limiti,  anche con l’assunzione di diete ipocalciche,  in quanto l’organismo può normalizzare il bilancio attraverso la mobilizzazione di adeguate riserve ossee.  Nell’infanzia è necessario un bilancio calcico positivo per assicurare la noemale mineralizzazione dello scheletro: tra il terzo e il tredicesimo anna di vita vengono trattenuti giornalmente ca. 10 mg/kg di peso corporeo di calcio;  tele fenomeno attuato con la vitamina D,  è fondamentale ai fini dell’accrescimento.

 

18/04/2018

 

IL MANGANESE

 

Il simpbolo del manganese è”Mn”. Il manganese è un pligoelemento di importanza biologica molto grande perché interviene come catalizzatore enzimatico nella biosintesi delle porfirine, e quindi nell’emoglobina negli animale e della clorofilla nelle piante verdi. la sua presenza è inoltre indispensabile per l’attività di vari sistemi enzimatici mitocondriali,  e in particolare per l’attività di alcuni enzimi del metabolismo lipidico e dei processi di fosforilazione ossidativa. Negli animali di laboratorio sono state riprodotte diverse sindromi carenziali da manganese, quindi analoghe condizioni di carenza nell’uomo non sono ancora state rese note. L’assunzione di manganese sotto forma di polveri, di fumi o di acqua potabile contaminata dal metallo e dai sali determina oltre ad alterazioni irritative dell’apparato respiratorio,  un’intossicazione cronica ad andamento progressivoe spesso irreversibile,  caratterizzata da lesioni dei gangli basali del sistema nervoso centrale,  e quindi disturbi di tipo extrapiramidale simili a quelli del morbo di Parkinson.  L’uomo introduce giornalmente,  con alimenti,  2,5 mg di manganese,  quantità che si ritiene sufficiente per coprire il fabbisogno ordinario.  Molti alimenti ne sono ricchi come ad esempio la scora d’arancia,  le fragole,  gli asparagi, e nell’uva,  poi lo troviamo in forma più lieve nelle verdure e nelle carni.

 

LO ZINCO

 

IL SIMBOLO DELLO ZINCO è “Zn”. Minime quantità di zinco sono indispensabili a tutti gli organismi viventi perché entrano nella costituzione di alcuni enzimi e coenzimi.  Negli organismi animali lo zinco è per esempio un costituente dell’insulina,  e inoltre dell’enzima che trasporta il biossido di carbonio nei globuli rossi.  Un apporto corretto di zinco è indispensabile per essere sempre in perfetta forma fisica.

 

19/04/2018

 

LO ZOLFO

 

Lo zolfo è uno di quegli elementi importantissimi dal momento che si trova in composizioni essenziali alla vita.  Lo zolfo è negli amminoacidi cisteina,  cistina e metionina,  in ormoni proteici come l’insulina,  l’ossitocina, la vasopressina e negli enzimi la cui attività enzimatica è legata alla presenza di uno o più gruppi solfidrici e anche in alcune vitamine.  Lo zolfo in natura è biologicamente rilevante:  i solfati presenti nel terreno vengono sintetizzati dai vegetali,  raggiungendo tramite le proteine vegetali,  gli organismi animali;  questi ultimi, in parte nelle urine,  in parte attraverso i processi di putrefazione a opera dei batteri aerobi e anaerobi,  eliminano rispettivamente sotto forma di solfato e di idrogeno solforato,  lo zolfo che ritorna così al terreno,  ricominciando il ciclo.  Lo zolfo finemente suddiviso in quantità massicce è tossico.  Lo zolfo elementare è poco solubile,  ma reagisce direttamente con le proteine formando solfuro di idrogeno,  il più tossico composto inorganico dello zolfo;  esso infatti,  oltre a irritare le vie respiratorie e gli occhi, è un veleno del sistema nervoso in grado di portare alla morte. Si ritiene che nell’aria una concentrazione di 0,028 g/m³ sia la massima tollerable,  anche se sopportabile  solo per alcune ore.  Continua nell’articolo “risposte ai lettori quarantadue cinquantanovesima parte”.

 

 

 

05/04/2018

 

Rispondo ai miei amici che mi hanno chiesto l’importanza del potassio.  Voglio ricordare però che le condizioni accentuate di iperpotassiemia o di ipopotassiemia sono molto pericolose per i notevoli riflessi sulla funzione cardiaca.

IL POTASSIO

 

Questo elemento chimico di importanza vitale per il nostro organismo,  il suo simbolo è  la lettera “k”.  È molto importante mantenere nelle cellule e nei liquidi organici un appropriato rapporto quantitativo tra potassio e sodio. Il potassio esercita un’impotante funzione sul muscolo cardiaco, diminuendo la forza di contrazione,  l’eccitabilità, e il buon funzionamento del cuore.  A forti dosi il potassio provoca la contrazione della muscolatura liscia e dei vasi sanguigni,  libera acetilcolina dai depositi tessutali,  stimola i gangli del sistema simpatico e la midollare del surrene,  aumenta la contrattilità dei muscoli scheletrici.  Il potassio viene introdotto nell’organismo con gli alimenti e viene eliminato soprattutto per via renale.  Continua.

 

06/04/2018

 

In certi soggetti con insufficienza renale acuta o cronica, nei quali esiste un deficit dell’eliminazione urinaria del potassio si possono instaurarsi stati si iperpotassiemia a seguito di forti dosi di potassio per via endovenosa.  Mentre a causa di varie situazioni patologiche come vomitoincoercibile,  diarree,  acidosi,  tumori surrenalici,  impiego protratto di certi diuretici,  si può verificare un’eccessiva perdita dell’elemento,  e quindi una condizione di ipopotassiemia caratterizzata dalla perdita dell’appetito,  nausea,  astenia,  crampi muscolari,  ileo paralitico,  confusione mentale,  turbe elettrocardiografiche con inversione dell’onda T e ipotensione.

Come gìa accennato il potassio come il sodio controlla l’equilibrio idrico dell’organismo.  Ha un effetto diretto sul sistema nervoso e si trova nei legumi,  specialmente in quelli secchi, nella  carne, nel pesce,  nella melassa,  nella frutta e nella verdura fresca,  nella frutta secca,  nella paprika,  nell’uva,  nelle patate, nei succhi di mela e di mirtilli,  nelle castagne ecc.

 

09/04/2018

 

IL  MAGNESIO

 

Anche il magnesio come il potassio è un elemento di notevole importanza per il nostro organismo,  in quanto indispensabile per il rilassamento muscolare,  inoltre favorisce l’eliminazione delle scorie. Il suo simbolo si distingue con MG.   Il magnesio è un elemento dotato di importanti funzioni biologiche;  ne sono ricchi i nostri muscoli e le ossa.  Di norma il siero contiene 1.6 mEq /1 di magnesio,  in parte combinato con le proteine plasmatiche.  Delle forti quantità di magnesio auunte con gli alimenti,  soltanto una piccola quantità viene assorbita,  dato che per la presenza del ph dell’intestino il magnesio forma idrossidi che hanno scarsa tendenza a superare la barriera intestinale.  la diminuzione del tasso di magnesio nel sangue (ipomagnesemia) provoca appunto spasmi e  convulsioni muscolari di tipo tetanico,  dovuti all’aumento dell’eccitabilità nervosa e muscolare.  Negli umani si conosce uno stato di carenza magnesiaca,  detta tetania normocalcemica,  associato ad un ridotto assorbimento intestinale dell’elemento e curabile mediante assunzione di magnesio per via parenterale.  Anche gli alcolisti cronici sono molto carenti di magnesio,  e tale carenza viene  da taluni messa in rapporto con le manifestazioni cliniche del delirium tremens.  Un fenomeno biochimico tipico degli stati di carenza di magnesio è costituito del deficit muscolare del potassio.  L’aumento delle concentrazioni ematiche del magnesio (ipermagnesemia)  determina astenia  e depressione del sistema nervoso centrale con paralisi neuromuscolare conseguente al blocco della liberazione di acetil-colina a livello dei nervi motori.  Tale effetto è antagonizzato dalla somministrazione di calcio.  A forti dosi il magnesio deprime il cuore e abbassa la pressione arteriosa per azione sui gangli simpatici.  In medicina molti sono i sali di magnesio adoperati a scpom diagnostico e anche terapeutico,  tra questi ricordiamo: La magnesia bianca,  antiacido, il trisilicato di magnesio,  usato come astringente e antidiarroico,  il citrato e il solfato di magnesio,  che ha proprietà purgative.  Il solfato di magnesio ha inoltre proprietà di  aumentare il flusso biliare,  con azione coleretica a piccole dosi e colagoga a dosi elevate.  C’è anche l’iposolfito di magnesio usato come antiallergico,  per via endovenosa nel trattamento dello shok anafilattico,  e l’ascorbato di magnesio,  usato come cardiodeprimente e neurodeprimente.

Dove si trova il magnesio a livello naturale?  Si trova nelle verdure a foglie,  nei mulluschi,  nelle noci,  nei cereali interi  nel miele naturale,  ecc.

 

10/04/2018

 

IL CLORO

 

 Il simbolo di questo elemento chimico è CI,  il cloro è un normale costituente dei tessuti animali e vegetali.  Negli umani,  o per meglio dire nei loro tessuti,  il cloro è presente in gran parte come cloruro di sodio.  Il sangue  contiene 300 mg di cloro per 100 g,  mentre due g di cloro/litro sono contenuti nei succhi gastrici sotto forma di acido cloridrico.  Esso ha proprietà ossidanti e denaturanti delle proteine inoltre è un tipico veleno del protoplasma  e possiede un’intensa e particolare azione battericida. Ad eccezione dei germi acido resistenti come il bacillo tubercolare,  i microrganismi vengono distrutti già a concentrazioni di 0.1-0,25 parti di cloro per milione.  L’impiego del cloro alimentare viene tuttavia limitato per l’azione irritante e corrosiva a carico dei tessuti.  Si preferiscono quindi i derivati inorganici,  i quali posti in soluzione,  liberano lentamente l’alogeno.  Continua

 

11/04/2018

 

L’azione germicida di questi composti viene definita in base al valore poercentuale del cloro disponibile,  cioè  in rapporto alla misura nella quale liberano in soluzione il cloro nascente.  I principali cloroderivati inorganici ad azione antisettica sono l’ipoclorito di sodio e l’ipoclorito di calcio. Il primo viene spesso adoperato in soluzione acquosa allo 0,5% (liquido di Carrel-Dakin) per detergere e disinfettare ferite e piaghe supurate.  L’ipoclorito di calcio è troppo irritante per essere adoperato sulla cute e sulle mucose;  viene invece largamente adoperato per disinfettare e deodorare locali infetti ecc.  Mentre tra i derivati organici che possiedono azione battericida del cloro vi sono le clorammine,  sostanze che esercitano azione antisettica fino a diluizioni di 1: 10 000.  Le clorammine sono meno attive degli ipocloriti,  ma hanno azione più prolngata,  irritano meno i tessuti e mantengono per lungo temp il loro potere ossidante,  per cui possono essere preparate e conservate in tavolette da sciogliersi nell’acqua al momento dell’uso.  Una clorammina di largo impiego è la tossil-clorammide o diclorina, polvere bianca-giallastra con debole odore di cloro,  contenente il 13% di cloro disponibile.  Per la sua ottima tollerabilità si adopera in soluzione acquosa allo 025-05% come disinfettante chirurgico. A causa del largo impiego del cloro possono avvenire degli avvelenamenti,  provocati dall’inalazione del gas, che è pericoloso già alla concentrazione di 1 :10000 e diventa letale alla concentrazione di 1 :1000.  L’inalazione del cloro provoca intenso spasmo della laringe e dei bronchi,  tosse,  dolore e sensazione di bruciore al petto e penoso senso di soffocamento.  Nei casi gravi compaiono in seguito edema polmonare, disturbi respiratori,  e insufficienza cardiocircolatoria.

 

21/04/2018

 

IL FOSFORO

 

Anche il fosforo è un elemento di grande importanza biologica;  si contraddistingue con la lettera o simbolo “P”.  È molto importante sia per la sua distribuzione ubiquitaria in senso anatomico,  sia per il grande numero di processi metabolici ai quali prende parte sotto forma di fosfato.  Nel sangue e negli altri fluidi fisiologici esso si trova sotto forma di fosfato bisodico e di fosfato monosodico,  solitamente nel rapporto di 4:1.  Nelle strutture ossee è presente sottto forma di fosfato di calcio,  che rappresenta la sostanza minerale dell’osso.  Nelle cellule predominano invece i fosfolipidi e le fosfoproteine oltre ai fosfati organici,  costituenti di numerose e importanti molecole,  tra cui l’adenosintrifosfato (ATP),  LE PURINE E L’ACIDO DESOSSIRIBONUCLEICO (DNA).  Ifosfati intervengono nelle tappe principali del metabolismo glicidico,  lipidico e proteico,  come pure nel meccanismo di eliminazione renale dei cataboliti acidi,  nel mantenimento del (pH) e dei livelli del calcio nel sangue.  I materiali chimici contenuti nelle cellule come prodotti di riserva energetica sono in gran parte costituiti da fosfati,  detti appunto “fosfati ad alto livello energetico”.  Numerose sono le malattie che si accompagnano a squilibri del metabolismo e del ricambio dei fosfati,  sono:  l’osteoporosi, l’osteomalacia,  il rachitismo, l’osteite fibrocistica,  l’insufficienza renale cronica.  Delle forme allotropiche del fosforo ha importanza tossicologica soltanto il fosforo bianco,  a cui si devono,  nell’industria,  non vari avvelenamenti da aspirazione di fumi volatili;  l’uso che si fa del fosforo bianco negli insetticidi e altri veleni,  se ingerito può provocare avvelenamenti che si manifestano con disturbi del tratto gastroenterico e lesioni successive a carico del fegato,  del cuore,  dei reni e soprattutto del sistema nervoso centrale.

Come abbamo capito il fosforo compie le stesse funzioni del calcio,  collabora alla conversione delle proteine in amminoacidi e all’assimilazione dei grassi e dei carboidrati. Ma perché calcio e fosforo vengano assimilati dall’organismo è necessaria la presenza della vitamina “D”.

 

13/04/2018

 

IL RAME

 

Il simbolo di questo elemento chimico è “Cu”.  Esso è presente nella struttura di numerosi enzimi ossidativi e costituisce un elemento essenziale per l’uomo.  Il rame interviene nei processi dell’osteogenesi,  nell’eritropoiesi,  nell’assorbimento intestinale e nel metabolismo del ferro.  L’uomo dovrebbe assumere giornalmente con la dieta 2,5-5 mg di rame,  questa è la quantità che dovrebbe sufficiente a mantenere l’equilibrio metabolico.  Il contenuto totale di rame nell’organismo umanoè valutato nell’ordine di 140-210 mg. le concentrazioni più elevate si hanno nel cervello,  nel cuore e nei reni. i livelli ematici del rame variano da 0,7 a1,6 mg/l e aumentano notevolmente nel corso della gravidanza.  Non si conosce ancora negli umani una sindrome da carenza di rame,  ma negli animali di laboratorio tenuto a dieta priva di rame è emerso che compaiono rapidamente alterazioni gravi come l’anemia, disturbi cardiaci e intestinali, alterazioni ossee,  difetti della pigmentazione del pelo,  ecc.  Mentre nel morbo di Wilson, che è una rara malattia umana dovuta ad un’eccessiva deposizione di rame nei tessuti conseguente al deficit congenito di ceruloplasmina. Negli ultimi anni si è scoperto che una eccessiva assunzione di rame e di ferro potrebbero essere in molti casi responsabili in parte del morbo di Alzheimer.  Continua nell’articolo “risposte ai lettori quarantadue cinquantottesima parte.