Archive for the 'La nostra salute' Category

17/1/2018

 

In questa seconda parte delle patologie che colpiscono il cervello vorrei chiarire alcuni termini medici che per certe persone  sono sconosciuti.  Ad esempio nelle forme cliniche che sono rappresentate da:  deliquio,  sincope vagale.  Il deliquio sta ad indicare la perdita temporanea della coscienza che nel linguaggio medico è lo stesso di lipotimia.  Poi, la  sincope  vagale in anatomia significa che è in relazione col nervo vago,  quindi innervazione vagale,  riflesso vagale;  improvvisa perdita di coscienza improvvisa completa o transitoria.  Poi abbiamo le crisi ipertensive che sono rappresentate da paralisi improvvise e transitorie,  monoplegie, emianopsia o emiparesi,  apoplessia, disfagia,  disartria, atassia.  Incominciamo con il termine “monoplegia”  questo termine significa paralisi  che interessa solo un arto.  Si dice parziale o dissociata quando i disturbi paralitici sono limitati ad un segmento dell’arto,  mentre gli altri segmenti conservano la loro motilità  oppure anche quando la paralisi è circoscritta ad alcuni gruppi muscolari di un determinato segmento.  La monoplegia è il tipo di paralisi che si osserva più frequentemente nelle lesioni corticali a focolaio.  Passiamo alla “emianopsia”  disturbo della visione consistente nella cecità limitata a metà del campo visivo.  La zona del campo visivo interessata può essere uguale in entrambi gli occhi,  o diversa  (emianopsia incongruente).  Il disturbo è sempre secondario a lesioni centrali.  “L’ emiplegia,  è paralisi che interessa metà laterale del corpo;  nella forma più comune risulta soprattutto evidente a carico di alcuni nervi cranici  (facciale,  ipoglosso) e dei due arti.  L’emiplegia è dovuta a lesioni vascolari (embolie,  trombosi emorragie)  o tumorali che interessano le aree motorie dell’emisfero cerebrale controlaterale, a seconda delle zone colpite e del loro livello,  la paralisi  può accompagnarsi a deficit sensoriali o assumere caratteri particolari (paralisi spastica o flaccida).   Se la lesione si verifica a livelli più bassi dei peduncoli cerebrali per la presenza nelle regioni pontina bulbare dei nuclei dei nervi cranici e della complessa disposizione delle vie sensitive,  si producono le cosiddette emplagie alterne o paralisi nelle quali al deficit motorio e/o sensitivo della metà controlaterale del corpo, fa riscontro l’interessamento di uno o più nervi cranici dello stesso lato della lesione ed un’eventuale emisindrome cerebellare.

 

Nell’apoplessia che in medicina è sinonimo di  (” ictus”,  colpo apoplettico),  complesso di sintomi caratterizzato da improvvisa perdita della coscienza e delle funzioni cerebrali di relazione;  nella maggioranza dei casi è dovuta alla rottura di un vaso cerebrale con conseguente emorragia.  La sua gravità dipende dall’importanza del vaso interessato,  dalla consistenza dell’emorragia e dalla regione cerebrale implicata.  Il soggetto colpito da apoplessia  cade improvvisamente al suolo privo di conoscenza; inoltre presenta respirazione profonda,  polso irregolare e il viso appare congestionato.  Nelle forme più gravi la morte sopraggiunge dopo qualche ora o anche qualche giorno,  in quelle forme medie è compromessa l’intelligenza mentre in quelle lievi il miglioramento può risultare anche quasi immediato e il ripristino funzionale completo.  Per estensione si intende per apoplessia qualsiasi lesione vascolare acuta del cervello.  Questo termine indica anche l’infarcimento emorragico di un organo con necrosi del parenchima  (apoplessia placentare,  polmonare ovarica ecc.)

 

La disfagia,  che è un disturbo della deglutizione qualunque sia la causa e il livello dell’ostacolo.  Le cause più comuni sono la stenosi esofagea,  la presenza di diverticoli esofagei, l’ulcera dell’esofago, inoltre possono verificarsi le disfagie di tipo nervoso eccole che ci siamo alle disfagie isteriche da spasmo della muscolatura esofagea e feringea da paralisi bulbare,  ecc.

Nella “disartria” succede qualsiasi difficoltà nell’effettuare i movimenti necessari dell’articolazione della parola.  Interessa un complesso di fonemi ed è provocata da un’alterazione delle vie motorie che governano il complesso dei muscoli fonatori o da un’alterazione di questi ultimi; Il disegno centrale della parola o del discorso,  al contrario delle afasie ,  è conservato.

Passiamo all”atassia”,  disturbo della coordinazione dei movimenti sia per quel che riguarda la loro direzione   sia per quanto concerne la successione dei diversi movimenti elementari in cui si può scomporre un movimento complesso.  Si conoscono diverse sindromi atassiche secondo la lesione neurologica che ha provocato l’atassia, ognuna con una specifica sintomatologia.  Si distinguono così l’atassia cerebrale,  secondaria a lesioni della corteccia frontale,  l’adiadococinesi,  l’asinergia,  l’atassia labirintica,  caratterizzata da disturbi dell’equilibrio,  infine l’atassia da lesione delle vie della sensibilità profonda.  Da osservare che nell’atassia mancano fenomeni di paresi,  quindi la forza muscolare rimane intatta.  E adesso aspetterò qualche vostra domanda.

 

Mi hanno chiesto come fare per non ammalarsi di queste patologie, che sono anche molto gravi,  a volte mortali e se sono ereditarie.

 

Ho imparato che  certe malformazioni sono congenite,  ma per il resto queste patologie sono dovute ad uno stile di vita errato o meglio ancora c’è chi eredita un portamento per uno stile di vita sbagliato  come in altre malattie che ho descritto fin dall’inizio, faccio l’ esempio  della gotta,  ecc.

 

L’astenia è una malattia che riguarda il nostro cervello?

 

Fede

 

Molte sono le malattie che partono dal cervello sia direttamente che indirettamente e questo è un discorso molto ma molto lungo e complicato.  L’astenia in genere può essere dovuta a costituzione individuale, al superlavoro,  a stati di stress,  a malattie a lungo decorso e a insufficienze ormonali ecc.  Le astenie si manifestano con perdita di forza,  l’incapacità di produrre uno sforzo specie se prolungato.  Esse si differenziano in: astenie nervose,  sostenute da esaurimento del sistema nervoso;  astenie mentali,  caratterizzate da diminuita concentrazione intellettuale; astenie muscolari,  che possono essere fisiologiche,  quando i muscoli presentano insufficienza funzionale,  dopo uno sforzo prolungato, oppure patologiche se tale insufficienza è legata all’esistenza di processi patologici specifici come (miopatie e miastenie).

 

 

10.01.2018

LE ALTRE PATOLOGIE DEL CERVELLO

Author: Elena Lasagna

10/01/2018

 

LE ALTRE PATOLOGIE CHE COLPISCONO IL

CERVELLO

 

Oltre a quelle già descritte,  le patologie che colpiscono il cervello sono molte.  Le sindromi traumatiche che,  solitamente considerate sotto l’aspetto di commozione,  contusione e lacerazione,  comprendono le turbe della coscienza, come il coma,  stupore, stato confusionale e automatismo,  le emorragie cerebrali,  le sindromi ipertensive e ipotensive endocraniche, le sindromi circolatorie, determinate soprattutto da aterosclerosi, tromboangioite obliterante, pariarterite nodosa,  anomalie vasali,  ecc.  Le forme cliniche sono prevalentemente rappresentate dal deliquio, sincope vagale;  crisi ipertensive (paralisi improvvise e transitorie,  menoplegie,  emianopsia, ecc.).  Apoplessia; cerebropatie vascolari acute ( trombosi bulbare con vertigine violente, disfagia,  disartria, nausea,  atassia, mentre la coscienza rimane integra).  Cerebropatie vascolari con turbe nervose lentamente progressive ( rigidità muscolare aterosclerotica,  paralisi pseudobulbare,  trombosi della carotide interna)  e  a seconda dei casi,  crisi di disorientamento nel tempo e nello spazio,  progressiva impotenza psichica e funzionale,  possibile demenza di tipo progressivo.  Le sindromi flogistiche comprendono forme di origine infettiva e di tipo probabilmente allergico (encefaliti, meningoencefaliti, ascessi cerebrali).  Le sindromi degenerative,  per lo più congenite,  ereditarie,  raramente sporadiche,  caratterizzate da un decorso progressivo fino alla distruzione totale dell’intera zona o sistema cerebrale interessato,  sono: le malattie congenite (idiozia mongoloide),  le malattie infantili tardive e giovanili (sclerosi tuberosa,  sclerosi lobare);  le malattie degli adulti (sclerosi multipla);  le forme del periodo involutivo (morbo di Pick, morbo di Parkinson,  demenza senile).  Le sindromi tumorali si manifestano con segni di irritazione focale locale,  che possono anche mancare e una sindrome di ipertensione endocranica,  che in molti casi compare precocemente e spesso è l’unico sintomo del tumore.

 

IL  CERVELLETTO

 

Le lesioni che possono colpire il cervelletto sono varie e comprendono le malformazioni congenite,  le atrofie acquisite, le emorragie e i rammollimenti,  gli ascessi e la flogosi acuta.  Isintomi che ne conseguono in generale sono rappresentati da asimmetrie di posizione,  da ipotonie, ipertonie, bradicinesia,  dismetria,  tremori, atassia,  disturbi della parola e della scrittura,  disturbi dell’equilibrio ecc.

Il cervelletto,   questa parte dell’encefalo,  posta tra il midollo allungato e il cervello,  dal quale è superiormente separato dal tentorio,  espansione della dura madre,  e situata nella parte postero-inferore della cavità cranica.  Si divide in due emisferi, emisferi cerebellari o neocerebello,  collegati al cosiddetto verme,  che insieme ai flocculi costituisce il paleocerebello.  esternamente è percorso da solchi lungitudinali,  all’incirca paralleli fra loro (solchi di I e solchi di II ordine)  che dividono il cervelletto in lobuli e lamelle.  Si trova collegato al mesencefalo dai peduncoli cerebellari superiori,   al ponte  di Varollo dai peduncoli cerebellari medi, al midollo allungato ai peduncoli cerebellari inferiori( detti rispettivamente brachia coniunctiva,   brachia pontis, corpora restiformia).  Continua…

 

11/01/2018

 

Come ho già descritto in passato,  la corteccia cerebellare,  formata da sostanza grigia, è costituita da tre strati:  quello esterno o molecolare,  l’intermedio o delle cellule del Purkinje,  e l’interno o granulare,  costituito da piccoli neuroni.  Dentro la corteccia si ramifica una sostanza bianca chiamata l’albero della vita,  in cui si trovano i nuclei di sostanza grigia.  Il cervelletto è organo di ricezione di impulsi sensitivi propriocettivi ed esterocettivi  ed influenza i nervi motori e i centri associativi encefalici,  modificando la loro soglia di eccitabilità.  Ecco perché il cervelletto viene definito il grande modulatore della funzione nervosa.  Esso influisce sul tono muscolare, anche sui muscoli gravitazionali e quindi sul tono posturale,  sui movimenti riflessi, sui movimenti volontari.  Al cervelletto arrivano gli stimoli propriocettivi dai muscoli e dai tendini e stimoli esterocettivi tattili,  acustici e visivi;  e poi il cervelletto influisce sulle aree cerebrali visive e uditive.  Note ricerche hanno chiarito che le parti del cervelletto anteriori alla fessura  prima sono connesse con l’attività motoria,  quelle posteriori con la sfera della sensibilità.

 

IL CERVELLO

 

Un’altra descrizione del cervello,  più completa ma stringata.

 

Il cervello è costituito da telencefalo,  diencefalo,  mesencefalo,  provenienti dal proencefalo emorionale.  Il telencefalo formato da due emisferi cerebrali,  è la parte più voluminosa del cervello.  Gli emisferi sono separati medialmente e in profondità fino ad un nucleo di sostanza bianca detto corpo calloso,  dalla scissura enteremisferica  in cui penetrano le meningi.  Insieme alle scissure di Rolando e di Silvio,  esso divide ogni emisfero in quattro lobi:  frontale,  parietale,  temporale,  occipitale. Lobi minori sono i lobi dell’insula sul fondo della scissura di Silvio e il lobo orbitario che  poggia sulla volta dell’orbita.  Ogni lobo è diviso da solchi in circonvoluzioni e in ognuna di queste si riconoscono aree e funzione specifica,  motorie o sensorie,  dette aree di proiezione.  Gli emisferi sono percorsi da cavità o ventricoli derivati dal primitivo tubo neutrale:  Il primo e il secondo sono posti lateralmente al piano di simmetria,  ciascuno nello spessore di un emisfero,  il terzo che comunica con i due primi,  è situato sul piano di simmetria;  i talami ottici si stendono fra questi e i precedenti ventricoli.  Continua…

14/01/2018

 

Il terzo ventricolo si continua con le rimanenti cavità dell’encefalo.  Le pareti degli emisferi sono formati da sostanza grigia,  ricca di neuroni,  che riveste la sostanza bianca formata da fibre.  I principali nuclei di sostanza bianca sono il corpo calloso,  posto a volta sotto la scissura interemisferica,  il fornice o trigono cerebrale,  lamina posta sotto il corpo calloso.  Fra i due è tesa una lamina trasparente o setto pellucido.  Nello spessore della sostanza bianca sono compresi nuclei di sostanza grigia,  i più importanti sono:  L’ippocampo o corpo di ammone in rapporto con la corteccia olfattoria,  più dorsalmente i talami ottici ed esternamente a questi i corpi striati.   L’ipotalamo di forma conica si collega all’ipofisi ed è assai ricco di vasi sanguigni.   Particolare valore funzionale,  ha la corteccia cerebrale che può essere sensitiva,  motrice,  associativa ed è collegata a centri sottocorticali,  come il talamo,  l’ipotalamo,  i corpi striati.  La corteccia sensitiva riceve le vie afferenti provenienti dal talamo che conducono stimoli somatestesi e specializzati provenienti da tutto il corpo.  Dalle aree motrici partono impulsi motori attraverso la via piramidale.  In genera i centri corticali di un emisfero sono in relazione con le regioni controlaterali del corpo: ad es.  una paralisi della parte destra del corpo è in relazione con un’alterazione dell’emisfero sinistro. Continua.

 

15/01/2018

 

Le aree associative interposte fra i vari centri servono ad integrare le varie sensazioni,  a serbarne la memoria e il processo di ideazione,  di consapevolezza,  di volontà,  a ciò che noi chiamiamo coscienza.  Tuttavia non vi sono limiti retti fra le varie aree,  né ogni area ha una singola funzione  e d’altro canto essa ha molteplici collegamenti con altre zone della corteccia e con i centri cerebrali sottocorticale,  sicché  malgrado le localizzazioni cerebrali,  il cervello funziona come un organo unitario.  Le zone del cervello in cui sono localizzati i più importanti centri sono:  l’area motrice,  anteriore alla scissura di Rolando (corteccia precentrale)  dalla quale dipendono i movimenti del capo e degli arti;   l’area posteriore alla medesima scissura (area postcentrale)  che è l’area in cui è localizzata la sensibilità per le medesime parti;  il lobo occipitale,  in cui si proietta la sensibilità visiva,  i lobi temporali e la sensibilità acustica,  la circonvoluzione dell’ippocampo per la sensibilità olfattiva e gustativa.  Centri particolari sono:  il verbo-motore e il verbo-acustico,  il centro motore e il centro visivo della scrittura,  le cui lesioni provocano rispettivamente afasia e sordità verbale,  agrafia e cecità verbale.  Dei centri sottocorticali il talamo,  come già ricordato,  è il centro riflesso delle emozioni che provocano il pianto e il riso;  il corpo striato controlla il tono dei muscoli schelettrici e regola i movimenti automatici;  l’ipotalamo regola la temperatura,  il sonno,  il ricambio dell’acqua,  dei glucidi,  dei grassi, ecc.

 

 

 

 

19/12/2017

 

LA  VITA

 

 

Perché si viene colpiti dall’angina pectoris?

 

Gabri

 

Questa sindrome è detta anche stenocardia,  è un’insufficienza coronarica anatomico-funzionale con conseguente anossiemia miocardica.  E’ un termine che parla da sé,  formazione di scorie acide e stimolazione anomala delle terminazioni sensitive nervose dei vasi coronarici.  La sintomatologia è rappresentata dal caratteristico dolore anginoso,  della durata di alcuni secondi o addirittura di alcuni minuti,  la cui frequenza è molto varia,  può dare violenti accessi dolorosi,  soprattutto nella regione retrosternale o cardiaca con irradiazione tipica alla spalla,  al braccio,  al polso sinistro e perfino alla parte sinistra della mascella associati spesso anche a sensi di angoscia.  Nell’ecografia si riscontrano alterazioni del complesso ventricolare,  anomalie dell’onda T, slivellamento del tratto S-T,  comparsa di onde Q… ad alto voltaggio.  L’angina pectoris colpisce con maggiore frequenza il sesso maschile,  quasi sempre dai quaranta ai cinquant’anni. Si differenziano una forma di angina pectoris  da sforzo che insorge successivamente  all’esecuzione di uno sforzo di qualsiasi genere,  anche emotivo,  è una forma da decubito,  che compare in pieno sonno,  specialmente nelle prime ore della notte:  L’accesso notturno in genere è meno violento ma più prolungato di quello da sforzo.  L’angina pectoris risulta spesso associato ad affezioni extracardiovascolari  (litiasi biliare, ascessi sottofrenici ecc.) ad intossicazioni croniche come il tabacco,  a taluni stati diatesici (gotta,  diabete,  obesità, ecc.)   e a cardiopatie.

 

21/12/2017

 

E’ vero che con i cibi conservati in casa si può andare incontro al botulismo?

Maria B.

 

Non è così,  poi ti spiegherò più avanti,  intanto vediamo in che cosa consiste il “Botulismo”.  Il botulismo è un’intossicazione provocata dal botulino,  sia nell’uomo e anche negli animali.  Nell’essere umano il botulismo è causato dall’ingestione di cibi avariati:  in genere di tratta di salumi, o di carni, o vegetali conservati in scatola o sottolio senza rispettare le norme igieniche, o il procedimento di conservazione che dovrà essere sterile.  Quindi se vogliamo conservare i cibi dovremmo usare tutte le precauzioni necessarie come ad esempio cuocere gli alimenti e badare che vengano  messi in recipienti sterilizzati,  e sotto vuoto;  quando si aprirà il vaso o la bottiglia o altro,  i cibi dovranno essere ancora sottovuoto,  solo così  resteranno inalterati perfettamente.  Ma in ogni caso quando si apre un vasetto si può assaggiare l’alimento sulla punta della lingua senza deglutire,  se è alterato si capisce dal pizzicore insolito che lascia sulle labbra.  Su queste cose non bisogna scherzare,  perché dopo un periodo di incubazione da quattro-cinque ore a otto giorni si stabilisce un quadro clinico caratterizzato da paralisi oculare bilaterale dell’accomodazione, e talvolta dei nervi motori dell’occhio in quanto la tossina neurotropa elaborata dal Clostridium botulinum si fissa elettivamente sul mesencefalo e sui nuclei dei nervi oculomotori.  Può comparire anche secchezza delle fauci e delle vie respiratorie,  disturbi della fonazione e della deglutizione,  che possono portare a polmonite da aspirazione,  con rapido aggravamento delle condizioni generali.

 

29/12/2017

 

Che differenza c’è tra il “diazepan” e il”diazossido”?

 

Angela

 

 C’è una grande differenza, non devi confondere questi due farmaci,  in quanto hanno azioni specifiche e diverse.  Il primo è stato prescritto a te,  e contiene “diazepan”, mentre il secondo è stato prescritto a tuo marito ed è un antiipertensivo. Il Diazepan o la medicina che contiene questo principio attivo è uno psicofarmaco e appartiene al gruppo delle benzodiazepine.  Ha proprietà miorilassanti,  ansiolitiche e anticonvulsive,  ed ha anche un modesto effetto ipnotico.  Viene usato nei trattamenti dei disturbi ansiosi,  nell’epilessia,  nella preanestesia chirurgica per appunto facilitare il rilassamento muscolare;  e in tutti gli stati di agitazione dovuta ad alcolismo ecc.  Il diazossido o la medicina che  contiene questo principio attivo viene adoperato per abbassare la pressione arteriosa, e l’aumento della gittata cardiaca.  È usato per combattere i bruschi aumenti di pressione che si manifestano in varie condizioni patologiche.  Questo farmaco antiipertensivo  agisce direttamente sui vasi pre-capillari,  riducendo la resistenza del flusso.

 

31/12/2017

 

Parlami della differenza tra eccitamento,  eccitazione e eccitabilità!  Grazie!

 

Giovanni

 

Allora,  incominciamo dall’eccitamento:  è  un’attivazione di un elemento del sistema nervoso,  subito dopo  alla comparsa di una serie di impulsi che provengono da altri elementi neutrali o di energia  adeguata dall’esterno del sistema nervoso.

Mentre l’eccitazione non è altro che uno stato emotivo contrassegnato da un’accelerazione dei processi psichici,  un aumento dell’attività motoria e verbale,  spesso è impulsiva e incoerente.  L’eccitazione può dar via a fenomeni di insonnia,  anche se a volte non ha alcun significato patologico,  specialmente se è dovuta a una momentanea tensione emotiva e se transitorio.   Ma può essere anche sintomo di psicosi, o una conseguenza di intossicazioni come l’alcool,  droga ecc.

L’eccitabilità è una proprietà di alcune strutture viventi che consiste nella capacità di rispondere a stimoli di varia natura:  elettrici, chimici,  meccanici,  ecc. con modificazioni caratteristiche del proprio stato fisico.  Esiste una soglia di eccitabilità al di sotto della quale il substrato è ineccitabile,  mentre per stimoli più intensi di quelli liminari la risposta resta invariata,  cioè non aumenta proporzionalmente all’intensità dello stimolo.  L’eccitazione di un substrato biologico determina l’aumento del consumo di energia e del metabolismo cellulare.  Pertanto,  stimoli ripetuti possono provocare l’esaurimento delle riserve energetiche cellulari e l’accumulo nella cellula di materiali di rifiuto.  Tale condizione si accompagna a uno stato transitorio di ineccitabilità,  detto ineccitabilità da fatica, che non va confuso con il fenomeno della refrattarietà,  cioè con il blocco completo o la riduzione dell’eccitabilità che si verificano fisiologicamente subito dopo lo stimolo. Per effetto di stimoli troppo intensi o prolungati alcuni recettori possono ridurre la propria eccitabilità attraverso l’aumento della soglia di stimolazione;  tale fenomeno viene detto adattamento. Un esempio tipico è l’adattamento dei fotorecettori della retina a stimoli luminosi intensi.  D’altra parte l’eccitabilità è influenzata largamente dalle condizione del tessuto,  e in particolare,  dal livello di ossigeno e di nutrizione delle cellule.  A livello cardiaco stati di ipossia o alterazioni del circolo coronarico,  che compromettano la regolare nutrizione del miocardio,  sono spesso la causa dei disturbi dell’eccitabilità,  che si manifestano sotto forma di aritmie  (extrasistoli,  flutter,  fibrillazione,  tachicardia parossistica,  ecc).  I farmaci che vengono adoperati in tali circostanze,  agiscono come dei normalizzatori dell’eccitabilità cardiaca.

 

05/01/2018

 

Qual è la vera causa del “Patereccio”?  Si guarisce?

 

Roberta

 

La vera causa di questo processo infiammatorio è dovuta agli agenti patogeni,  i comuni piogeni (stafilococchi e streptococchi),  ma anche altri germi possono essere la causa.  Il patereccio è un processo infiammatorio delle dita con interessamento dei tessuti molli ossei.  La sua localizzazione può essere superficiale,  appena sotto l’epidermide o addirittura in superficie,  a volte si manifesta attorno all’unghia,  quello che noi chiamiamo  volgarmente “giradito” o si manifesta nel profondo  con interessamento delle formazioni ossee,  tendinee e articolari.  Il patereccio segue a ferite, escoriazioni,  punture di qualsiasi genere,  se queste poi verranno trascurate allora andremo incontro a cose molto gravi. A volte esso rimane circoscritto,  mentre a volte si diffonde all’arto specialmente quando sono interessati il primo e il quinto dito.:  trattandosi infatti di “tenosinovite” digitopalmare,  la flogosi si diffonde facilmente verso l’avambraccio.  Spesso forme semplici quando sono trascurate evolvono verso quadri di una certa gravità,  estendendosi in profondità fino a sepsi generalizzate.  Si manifesta con dolore,  rossore,  tumefazione febbre con brividi,  fluttuazione;  e il patereccio osseo tende a fistolizzarsi,  mentre quello articolare esita in “.anchilosi”  Per quello che riguarda le cure si prevedono cure locali a cure antibiotiche e chemioterapiche;  tutto dipende dalla non trascuratezza,  dalla gravità e dalla sua manifestazione.

 

06/12/2017

 

 

LE CARATTERISTICHE DELLA

 

VITA

 

 

Quali sono secondo te le caratteristiche della vita oltre a quelle  già note?

 

Elisa

 

La caratteristica della vita è anche quella di trovare una varia maniera di estrinsecarsi,  adattandosi a situazioni ambientali diverse.  Se si considera la vita come risultato di evoluzione,  ossia affermazione delle variazioni,  nel corso dei milioni di anni susseguitisi dopo la comparsa della prima forma di vita sulla terra,  questa si manifesta oggi in moltissimi modi,  rappresentati dalle innumerevoli forme  e specie di viventi,  dai virus, ai microrganismi, ai protisti,  e si constata che crescendo di complessità,  sino alle piante e agli animali superiori,  nei quali le strutture anatomiche specializzate,  cioè  la complessità di un individuo fanno da substrato a funzioni specializzate.

 

07/12/2017

 

Di “Legionella “si muore?

Cristiana

 

Sì,  a volte la Legionella può essere mortale.  Questa infezione batterica acuta causata dalla legionella pneumophila a volte è proprio mortale,  è caratterizzata da polmonite,  da febbre elevata,  brividi,  tosse secca.  la malattia è stata individuata nel 1976 in seguito ad un’epidemia di casi di polmonite tra i membri di un’associazione americana per reduci di guerra  (American Legion, e da qui ha preso il nome).  Retrospettivamente essa è stata riconosciuta come casi di epidemie che si sono verificate subito dopo la seconda guerra mondiale.Il contagio si verifica per via aerea,  di solito in ambienti chiusi,  spesso tramite i condizionatori d’aria.

 

E di leishmaniosi? Riscontrando questa malattia si muore?

 

Cristiana

 

Questa malattia sostenuta da protozoi Leishmania e trasmessa da pappataci  è un gruppo di malattie endemiche nel bacino del Mediterraneo,  in America e in Oriente.  Le forme cliniche più importanti sono appunto la Leishmaniosi viscerale che colpiscono l’uomo e il cane. La Leishmaniosi cutanea,  dovuta a Leishmania tropica,  è caratterizzata da una comparsa di una macchia rossa nella zona della puntura dei pappataci in una parte scoperta della cute.  La macchia si trasforma in papula,  quindi in nodulo che si ulcera al centro,  cicatrizzandosi in uno o due anni.  La Leshmaniosi viscerale  dovuta a leishmania donovani,  ha un inizio subdolo,  con febbre irregolare,  disturbi gastrointestinali,  con notevole e progressivo aumento del fegato e della milza, stato anemico e leucopenia, eruzioni cutanee nodulari.  Non si muore ma il decorso è cronico.

 

09/12/2017

 

Perché molte persone sono colpite da “frinoderma”?  Si può guarire?

 

Fede

 

Questa malattia colpisce le popolazioni povere,  dove hanno poco da nutrirsi o si nutrono esclusivamente di sostanze povere di vitamine:  in questo caso la vitamina mancante è la vitamina A.  E’ una dermatosi,  probabilmente dovuta ad avitaminosi  “A”,  caratterizzata da papule e da polinevrite.  Come ad esempio la carenza di vitamina  ” C ” provoca lo “scorbuto” ecc.

 

10/12/2017

 

E’ vero che le labirintiti vanno trattate chirurgicamente,  non c’è altra via d’uscita?

 

Sara

 

Dipende dalla gravità,  Questo processo flogistico dell’orecchio interno,  che in rapporto alle cause  può essere primitivo o secondario,  e decorrere in forma acuta o cronica.  La labirintite acuta di solito insorge a seguito di un’otite media,  acuta o più spesso cronica,  per erosione ossea del canale semicircolare esterno,  per petrosite o attraverso le finestre ovale e rotonda.  Può essere circoscritta o diffusa,  purulenta e sierosa;  si manifesta con ipoacusia,  nistagmo,  vertigini e vomito.  La labirintite cronica è caratterizzata da un decorso lento e subdolo,  diffuso o circoscritto alla parte anteriore o posteriore dell’orecchio interno e dà luogo alla cosiddetta sindrome della fistola da osteite del canale semicircolare (paralabirintite),  nella quale si hanno sordità e nistagmo istantaneo orizzontale rotatorio verso il lato malato e vertigine determinabili mediante compressione del condotto uditivo.  Qui la terapia è chirurgica.  Le labirintiti traumatiche sono possibili nelle gravi fratture della base cranica con interessamento della rocca petrosa,  emorragie nella coclea,  vestibolo e meato interno e rottura dell’organo di Corti;  Nei traumi senza fratture evidenziabili si determina spesso una particolare forma di labirintite,  detta commozione labirintica,  quasi sempre associata a commozione cerebrale.

 

13/12/2017

 

Dall’uretrite si guarisce o diventa cronica?

 

Pietro

 

 Nelle uretriti non di rado si riscontrano forme del tutto asettiche.  Questa infiammazione dell’uretra a decorso acuto o cronico,  è dovuta a vari agenti patogeni gonococco,  virus erpetico, virus della malattia di Nicolas e Favre ecc.)  I germi si localizzano nell’uretra sia per via ascendente dall’esterno sia discendente dalla vescica nel corso di cistiti acute o croniche.   le forme cliniche più importanti vengono classificate secondo il criterio eziologico.  L’uretrite blenorragica o gonococcica è sostenuta dal gonococco  (Neiseria gonorroheae) :  si manifesta con prurito,  dolore,  bruciore nella minzione e secrezione uretrale siero-purulenta;  dopo 3-4 settimane l’infezione si propaga all’uretra posteriore e alla vescica,  provocando un’uretrocistite cronicizzandosi.  Possibili  complicazioni nell’uomo sono prostatiti,  epidimiti e orchiepidimiti;  nella donna vulviti,  vaginiti, cerviciti,  endometriti,  salpingiti, ovariti,  bartoliniti, proctiti ecc.  L’uretrite sifilitica rappresenta la localizzazione uretrale di una lesione luetica.  L’uretrite tubercolare è quasi sempre secondaria, a forme tubercolari della prostata e delle vescichette seminali,  e si manifesta con lesioni nodulari o ulcerative.  L’uretrite erpetica da virus erpetico si accompagna di solito all’herpes  genitalis.   L’uretrite traumatica viene determinata da traumi locali  e si manifesta con dolore e fuoriuscita di sangue;   può complicarsi per infezione da parte di germi locali.  Esita spesso in cicatrici retraenti con stenosi del canale uretrale.  Le uretriti asettiche invece sono caratterizzate dall’assenza di germi patogeni e da secrezione mucosa.

 

25/12/2017

 

Che cosa sono i desmoidi?

 

Sara

 

Sono delle neoformazioni prodotte da progressiva proliferazione fibroblastica nelle fasce o nell’endometrio dei muscoli retti addominali.  I desmoidi che possono raggiungere dimensioni grandi si riscontrano in genere in donne pluripare o in soggetti che hanno subito traumi o interventi chirurgici all’addome.  La loro struttura istologica varia da quella da un fibroma solido,  povero di cellule a quella ricca di cellule di un fibrosarcoma.

 

 

 

 

20/11/2017

LA  NOSTRA  SALUTE

 

Che cos’è la neurofibromatosi?  Perché  ci si ammala di questa malattia?

Saura

 

La fibromatosi multipla sistematizzata della cute, dei nervi cerebro-spinali e simpatici e della midollare surrenale,  nota anche come malattia cutanea di Recklinghausen.  Le sue origini sono eredo-familiari ed è caratterizzata dallo sviluppo di numerosi fibromi che derivano dalla proliferazione del connettivo del perinervio,  senza la partecipazione del tessuto nervoso.  Si associa spesso con lipomi,  verruche cutanee, macchie pigmentate e con altre complesse anomalie di chiaro significato malformativo,  quali spina bifida, ed elefantiasi congenita.

 

21/11/2017

 

Che cosa avviene quando diagnosticano l’ischemia?  Le tisane possono essere d’aiuto per prevenire questa patologia?

 

Saura

 

Avviene una diminuzione della quantità di sangue in un determinato distretto vasale,  detta anche “ipoemia locale”,  che provoca uno stato di sofferenza nel distretto interessato fino a gravi complicazioni in rapporto agli organi coinvolti (ad es. infarto).  La causa immediata è sempre un restringimento  del lume delle arterie prodotto da contrazione della parete muscolare,  da compressione dall’esterno,  diretta o indiretta come  (tumori,  cicatrici,  legature ecc.),  da ispessimento della parete arteriosa  (arteriosclerosi,  processi flogistici e degenerativi),  da ostruzione del lume vasale, (trombi,  emboli,  parassiti),  L’Ischemia si genera anche in una regione compressa dall’esterno quando ne derivi una pressione sui tessuti maggiore di quella del sangue arterioso.  Un’ischemia transitoria,  d’altra parte può verificarsi senza modificazioni del lume dei vasi afferenti per l’improvviso richiamo di una grande quantità di sangue in un altro distretto vasale,  che sia vicino o lontano;  così si spiegano ad esempio le anemie cerebrali in seguito all’improvviso afflusso di sangue nei vasi della cute durante durante un bagno molto caldo.   Non esiste una tisana per prevenire l’ischemia,  bensì  uno stile di vita;  le tisane agiscono come coadiuvante.  La troverai  nell’articolo  ” Le nostre nuove tisane”.

 

Mi è piaciuta questa definizione.  Brava!

 

Dott.  Robert

 

22/11/2017

 

E’ vero che l’aumento della durata e della profondità del sonno può diventare una patologia?  Grazie.

 

Patrizia

 

Sì,  è una patologia,  tutto dipende dall’ aumento della durata e della profondità del sonno. Questa patologia si riscontra nell’encefalite epidermica,  l’ipersonno è uno dei sintomi più importanti e frequenti;  può essere molto profonda,  simile a un coma,  oppure normale spesso interrotta dal delirio.  Questa patologia caratterizza anche il secondo stadio della tripanosomiasi africana,  o malattia del sonno;  inoltre costituisce il sintomo predominante nei tumori cerebrali del terzo ventricolo e della regione infundibulo-tuberiana e in quelli dell’ipofisi.  Nell’isterismo l’ipersonno coglie di solito gli ammalati che hanno già avuto attacchi convulsivi e ha tutti i caratteri di un sonno fisiologico.  L’ipersonno costituzionale semplice viene denominata la tendenza di alcuni soggetti ad addormentarsi durante il giorno in particolari circostanze,  nonostante il sonno notturno sia stato normale.

 

28/11/2017

 

Come producono energia i muscoli? Per energia termica?  O che altro?

 

Maurizia

 

Il muscolo è in grado di produrre lavoro meccanico esterno;  l’energia meccanica viene prodotta per conversione di energia chimica e non per conversione di energia termica.  Difatti per far funzionare una macchina termica occorre una differenza di temperatura e tanto maggiore è il rendimento di questa macchina,  quanto più è elevata la differenza di temperatura.  Ma le differenze di temperatura che si possono riscontrare all’interno della fibra muscolare sono troppo piccole per giustificare il rendimento che si è potuto calcolare per la produzione di lavoro meccanico da parte del muscolo.  Il muscolo,  quindi è una macchina chimica, come lo è una pila di cui si può ottenere lavoro meccanico a spese dell’energia della reazione chimica che avviene in essa contemporaneamente al passaggio della corrente elettrica.

 

29/11/2017

 

Qual è l’energia chimica che viene utilizzata dal muscolo nella contrazione muscolare?

 

Dott.  Robert

 

All’inizio si credeva che la contrazione muscolare avvenisse a spese di un processo chimico, di degradazione del glucosio ad acido lattico.   Difatti si poteva constatare che nel muscolo isolato, dopo ripetute contrazioni,  spariva il glucosio del muscolo e nel suo interno si accumulava acido lattico.  Nell’organismo si poteva dimostrare che durante un lavoro muscolare compariva acido lattico nel sangue. Nel riposo successivo alla contrazione muscolare quattro quinti dell’acido lattico formatosi si riconvertiva in glucosio,  a spese dell’energia chimica proveniente dalla combustione completa,  in presenza di ossigeno,  dell’ultimo quinto di acido lattico con produzione finale di acqua ed anidride carbonica.  Con questo modello si veniva,  in ultima analisi,  ad affermare che la contrazione muscolare impiegava energia chimica anaerobica,  o in altre parole,  che per essa non occorreva l’ossigeno,  ma solo il glucosio del sangue.  La natura anaerobica della contrazione rimarrà anche nel modello definitivo. L’ossigeno invece,  diventa necessario solo alla fine della o delle contrazioni per ripristinare il sistema chimico distrutto e allontanare l’acido lattico,  che è come un veleno per la macchina muscolare. Continua..

 

29/11/2017

 

Ci sono alcune persone che conosco che secondo me sono malate di psicosi  sono degli psicopatici,  per il  loro comportamento insano,  cercano di falsificare la verità credendo di creare confusione mentale agli altri,  anzi sconvolge la verità cercando di farla vedere come vuole lui!   Credi che sia consapevole?  Che cos’è in realtà questa malattia?

Elisa

 

 Consapevole o no,  lo psicopatico è un malato di mente,  quando si parla di psicopatia,  questo termine viene usato in senso più ristretto per indicare persone con sintomatologie non perfettamente inquadrabili,  caratterizzati da debolezza mentale  più o meno rilevante e di scarso senso morale,  quindi corrisponde  alla tua descrizione.   Ho già dato questa definizione in altri articoli,  ma non importa, lo scriverò ancora così lo trovi subito.  Questa malattia è particolarmente grave,  caratterizzata da alterazione profonda  delle funzioni psichiche, con incapacità di valutare adeguatamente la realtà   e con un corredo sintomatologico vario,  secondo le diverse forme,  a carico dell’affettività,  della percezione,  del pensiero, della motricità ecc.   Comunque sia la forma,  l’individuo è da curare.  Potrei andare avanti fino a domani,  ma credo che basti.

 

02/12/2017

 

Che cos’è la  nefrosi del tubolo? In che cosa consiste?

 

Dorina

 

Questa patologia è una nefropatia nella quale la lesione fondamentale è costituita da una alterazione del tubolo per ostruzione del suo lume o per processi degenerativi a carico delle sue pareti.  Ci sono forme acute gravi che si distinguono secondo un criterio eziologico in tre gruppi:  nefrosi del tubolo distale,  determinate da vasti traumi con schiacciamento di masse muscolari,  da trasfusioni di sangue incompatibile,  da ustioni estese e profonde,  da malattie emoglobinuriche;  nefrosi del tubolo prossimale da avvelenamento da mercurio e da arsenico;  nefrosi da malattie infettive, (difterite,  morbo di Weil,  polmonite, tifo ecc.) da turbamenti dell’equilibrio acido-base,  da terapia da sulfamidici poco solubili,  ecc.  La sintomatologia è caratterizzata in una prima fase da improvvisa e grave oliguria,  o anuria con insufficienza renale acuta;   in una seconda fase la poliuria,  glicosuria,  disidratazione e alterato equilibrio elettrolitico; in una terza fase da un lento ritorno alla normalità.  Le forme acute lievi insorgono nel corso di malattie infettive,  di epatopatie gravi,  specie se itteriche,  di avvelenamenti esogeni lievi,  con contrazione della diuresi e del potere di concentrazione,  cilindruria e iperazotemia.  Le forme croniche si instaurano secondariamente a malattie del ricambio,  quali gotta,  la glicogenosi, o disontogenetiche,  come il morbo di wilson,  o a neoplasie maligne;  si manifestano con lieve proteinuria, cilindruria,  ematuria;  il loro decorso evolve spesso verso l’insufficienza renale,  ma possono anche guarire completamente.

 

04/12/2017

 

In che cosa consiste la malattia data dal “iodismo” ?

 

Elisa

 

Questa è una condizione tossica  che si manifesta in seguito a  cure iodiche molto intense,  oppure dove esiste una certa sensibilità verso lo iodio.  Nella forma leggera di iodismo,  vi è una idiosincrasia tipica e si manifesta con alterazioni infiammatorie delle vie respiratorie,  dei seni mascellari e frontale come le sinusiti,  della congiuntive,  della mucosa boccale con fenomeni di irritazione e di ipersecrezione delle ghiandole salivari.  La forma grave invece è una tossicosi del sistema nervoso centrale,  che causa turbe della sensibilità (iperestesie parestesie),  della motilità,  (paresi e anche paralisi) e dello stato psichico.  Si accompagna spesso a manifestazioni cutanee diverse:  acne,  porpore, edema palpebrale ecc.  Lo iodismo grave è dovuto all’uso prolungato di alte dosi di ioduri.

 

 

07.11.2017

LE NOSTRE NUOVE TISANE antinfluenzali

Author: Elena Lasagna

07/11/2017

 

NUOVE  TISANE

 

contro il malessere dell’influenza

 

Tisana antinfluenzale:  In milleduecento ml di acqua bollente,  mettere due cucchiaini di fiori di caprifoglio,  un cucchiaino di timo,  tre ciuffi di prezzemolo (solo le cime),  due chiodi di garofano,  un pizzico di cannella e due foglie di alloro.  Fare bollire per due minuti e dopo cinque minuti la tisana sarà pronta.

A che cosa servono queste sei erbe e spezie? Il caprifoglio dà azione febbrifuga,  il timo ricostituente,  Il chiodo di garofano agisce sui virus,  come il prezzemolo bollito (quest’ultimo cotto è da usare con cautela), la cannella calma i nervi e la pressione arteriosa e l’alloro è un antiinfiammatorio delle vie respiratorie.  Questa tisana è ottima per la prevenzione dell’influenza.  Bere tre tazze al giorno.

 

08/11/2017

 

TISANA  N° DUE

 

In  mille e duecento ml di acqua bollente,  venti g di borragine sommità fiorite,  venti g di foglie di eucalipto,  dieci g di fiori di tiglio, e quaranta g foglie di alchemilla.  Bollire per qualche secondo, lasciare intiepidire e filtrare.   Bere tre tazze al giorno.

 

TISANA N° TRE

 

In mille e duecento ml di acqua bollente,  settanta g di radice essicata di carlina,  cinque chiodi di garofano,  cinquanta g di santoreggia.  Portare ad ebollizione,  lasciare intiepidire,  filtrare.   Bere tre tazze al giorno.

 

TISANA  N°  QUATTRO

 

In mille e duecento ml di acqua bollente,  cento g di corteccia di frassino,  cinquanta g di eucalipto.  Portare ad ebollizione,  lasciare intiepidire e filtrare.  Bere tre tazze al giorno.

 

09/11/2017

 

TISANA  N° CINQUE

 

Tisana per l’influenza con tosse.  In mille e duecento ml di acqua bollente,  metteremo 100 g di eucaliptolo,  settanta g di tiglio,  trenta g di alloro.  Portiamo ad ebollizione,  lasciamo riposare per due minuti poi filtriamo e ne beviamo tre tazze al giorno lontano dai pasti.

 

TISANA N°  SEI

 

Tisana per l’influenza con febbre.  In mille e duecento  ml di acqua bollente mettere cento g di alchemilla,  cento g di fiori di corbezzolo,  quattro chiodi di garofano,  una stecca di cannella.  Fare il decotto,  lasciare riposare tre minuti,  filtrare e bere tre tazze al giorno lontano dai pasti principali.

 

TISANA  N° SETTE

 

 

Tisana per l’influenza con dolori articolari.  In mille e duecento ml di acqua,  mettere settanta g di corteccia di salice,  settanta g di corteccia di betulla,  settanta g di fiori di alchemilla,  trenta g di agrimonia,  e trenta g di salvia.  Portare ad ebollizione,  per qualche minuto,  poi filtrare e bere tre tazze al giorno lontano dai pasti.

 

TISANA  N° OTTO

 

Tisana per l’influenza  e carenza di calcio.  In mille e duecento ml di acqua bollente,  mettere cento g di fusto essicato di equiseto, trenta g di fiori essicati di arnica,  trenta g di fiori di biancospino,  una stecca di cannella,  due chiodi di garofano  cinquanta g di santoreggia.  Procedere nella solita maniera per decotti e bere tre tazze al giorno dopo i pasti principali.

 

15/11/2017

 

TISANE  PER  LA

 

CONGIUNTIVITE

 

Primo decotto:  In mille e duecento ml di acqua pura,  bollire per qualche minuto trenta g di fiori di fiordaliso, e venti g di camomilla.  Filtrare e fare degli impacchi  tiepidi agli occhi tre o quattro volte al giorno.

 

Secondo decotto: In mille e duecento ml di acqua pura,  bollire per qualche minuto trenta g di camomilla,  trenta g di fiori di fiordaliso e trenta g di malva.  Bollire per un minuto,  lasciare intiepidire e filtrare.  Fare degli impacchi agli occhi quattro volte al giorno.

 

Terzo decotto:  In mille e duecento ml di acqua pura,  far bollire trenta g di altea,  trenta g di fiori di fiordaliso e trenta g di petali di rose.  Procediamo come nella descrizione fatta per gli altri impacchi.

 

Quarto decotto:  In mille e duecento ml di acqua  far bollire per un minuto settanta g di fiori di malva.  Lasciare intiepidire e filtrare.  Eseguire gli impacchi agli occhi tre volte al giorno per  dieci minuti.

 

21/11/2017

 

TISANA  PER LA CATTIVA

 

CIRCOLAZIONE

 

Ipercolesterolemia,  Ischemia,  arteriosclerosi,

flebiti.

 

Infuso:  In mille e duecento ml di acqua bollente,  mettere:  venti g di betulla, trenta g di piantaggine, venti g di rizoma di gramigna, venti g di tarassaco,  trenta g di  radice di bardana,  trenta g di ortica.  Bollire l’acqua,  togliere dal fuoco e versare le erbe;  dopo dieci minuti filtrare e bere due tazze al giorno di  infuso tiepido.

 

 

 

 

 

24.10.2017

ANCORA UNA VOLTA I NOSTRI PIEDI QUATTRO

Author: Elena Lasagna

24/10/2017

 

 

Nell’articolo  precedente abbiamo già visto dove sono collocate alcune ghiandole endocrine nel piede come l’ipofisi e la tiroide, ora vediamo di parlare delle paratiroidi.  Le paratiroidi si trovano alla base del collo,  ai lati della tiroide,  la cui struttura e funzioni sono diverse da quelle da essa.  Le paratiroidi producono un ormone:  il paratiroideo o paratormone,  che ha la funzione di mantenere entro i limiti fisiologici la concentrazione di calcio nello spazio extracellulare,  provocando un aumento di calcio nel sangue e nelle urine inoltre,  una diminuzione dell’eccitabilità dei muscoli.  Il massaggio riflesso al piede per il trattamento delle ghiandole paratiroidee è consigliato quando  vi sia un problema osteomuscolare.

IL PANCREAS

Il pancreas è una ghiandola importantissima perché secerne insulina,  la cui funzione fondamentale consiste nell’abbassare il tasso di glucosio nel sangue.  Quando il funzionamento del pancreas è malridotto,  può provocare il diabete.  Il massaggio riflessogeno è consigliato a livello di prevenzione,  ma può dare ottimi risultati quando la malattia è allo stadio iniziale,  ma sempre sotto il diretto consiglio del medico curante.  Così come il diabete può alterare il pancreas e viceversa,  un’altro campanello d’allarme è dato dall’ipoglicemia,  considerata una vera malattia in quanto dà una carenza di zucchero nel sangue provocata appunto da una disfunzione del pancreas.  Qui il massaggio potrà portare grandi benefici in caso di molte forme forme di astenia,  stanchezza e di tutti gli altri disturbi dati dall’ipoglicemia.

LE GHIANDOLE SURRENALI

Le ghiandole surrenali sono situate sopra ai reni,  esse svolgono un’attività secretoria con diverse funzioni;  sono produttrici di ormoni come ad esempio l’adrenalina, la noradrenalina,  che esercitano un’importante funzione come mediatrici dell’impulso nervoso a livello del sistema nervoso centrale e delle terminazioni del sistema nervoso simpatico.  Poi secernano l’aldosterone che determina la composizione dei liquidi nell’organismo;  Il cortisone e l’idrocortisone,  che agiscono sul metabolismo degli zuccheri.  Il trattamento delle ghiandole surrenali è importante  perché la loro funzione è indispensabile alla vita.  Il massaggio sarà molto efficace in tutte le forme di stress, e alterazioni psicosomatiche ed endocrine in generale.  Continua…

25/10/2017

 

IL  RILASSAMENTO

 

Come ho già scritto in altri articoli il massaggio dovrebbe essere eseguito dolcemente,  in modo armonico e seguente senza tralasciare nulla. Dopo avere eseguito un massaggio uniforme,  si prenderà presa con i piedi,  che dovrà essere un massaggio esclusivamente dolce e rassicurante.  Dopo avere esaminato il paziente,  nasceranno le prime considerazioni,  relative alla sua personalità e il tipo di trattamento da adottare.  Per prima cosa si procederà alla fase della respirazione.  Si prende il piede con   entrambe le mani e si esercita un movimento di trazione verso di sé mentre il paziente inspira;  successivamente si lascerà andare il piede nel momento in cui egli espira.  Questa sequenza oltre che rilassare,  ossigena e disintossica l’organismo.  Questi esercizi andranno ripetuti per circa venti volte su entrambi i piedi.  Continua…

 

27/10/2017

 

Molte persone sostengono che durante il massaggio si può anche conversare,  e discutere di tutti i loro problemi,   io ho imparato che  ogni situazione deve essere valutata in base alla persona che ci si ritrova davanti,  ma sono fermamente d’accordo che  chi riceve il massaggio dovrebbe sentirsi a proprio agio,  che  si  conversi o che invece ascolti un sottofondo di musica o addirittura che stia in silenzio per ascoltare il massaggio che l’esperto sta eseguendo su di lui o lei.  L’importante è sentirsi rilassati al massimo perché si possa lavorare in profondità senza disturbare  le terminazioni nervose.  Quando ci si trova in una situazione che opprime emotivamente,  tutto diventa difficile,  anche per chi esegue il massaggio,  perché il paziente non essendo in uno stato ottimale di rilassamento sente una particolare tensione,  il respiro si fa difficile, e potrebbe capitare di sentirsi come mancare l’aria.  Questo perché le emozioni fanno contrarre il diaframma.  L’ansia,  le tensioni,  sono evidenti nelle persone nervose,  che spesso fanno tutto troppo in fretta:  è da qui che viene l’espressione “energia nervosa”  La stanchezza nervosa,  la frustrazione e l’ansia provocano contrazioni muscolari anche in altre parti del corpo,  specie al collo,  agli arti e alla schiena,  con effetti dolorosi e deprimenti al tempo stesso.  La prima cosa da fare è rallentare il ritmo. Subito si ritroverà la propria sicurezza,  e si riuscirà a pensare meglio e più razionalmente.  L’energia non dovrebbe essere sprecata inutilmente,  ma utilizzata in situazioni di vera necessità.  Quindi prima di incominciare  il massaggio completo del piede per curare gli organi depressi o malati,  bisognerà quindi:  Riprendere il controllo della respirazione;   rilassare il diaframma con esercizi speciali;  imparare a rilassare volontariamente i muscoli;  migliorare la circolazione.  Tutto questo deve avvenire prima di iniziare il massaggio riflessogeno.  Ci si potrà preparare anche da soli prima di entrare dal medico riflessologo,  cercando di seguire queste istruzioni:  usando corpo e volontà insieme si dovrebbe contrarre le varie parti del corpo,  tenderle,  trattenerle per un momento e infine lasciarle andare.  In questo modo si ottiene quella sensazione di mollezza e di pesantezza che porta al rilassamento totale.  Anche con questo metodo si dovrà agire separatamente su ciascuna parte del corpo,  partendo dalla punta dei piedi,  per salire su fino alla testa.  Ci si dovrà esercitare per un paio di settimane circa prima di riuscire a raggiungere rapidamente uno stato di completo rilassamento.  Una volta imparato il metodo,  sarete in grado di servirvene ovunque,  e si potrà esercitare ogni qualvolta che vi sentirete nervosi  e sovraeccitati; vi calmerete e riprenderete il completo controllo di voi stessi.  Si raccomanda a chi esegue il massaggio riflessogeno che in ogni fine della seduta venga eseguita una manovra utile per facilitare il ritorno venoso,  ma deve essere seguita in maniera prolungata specialmente su persone che presentano stasi circolatorie,  ed edemi.

Elena  Lasagna  Dai miei studi completi di podologia e riflessologia del piede negli anni 1997-2000.

 

15.10.2017

ANCORA UNA VOLTA I NOSTRI PIEDI TRE

Author: Elena Lasagna
  • 15/10/2017

 

Continua da ” L’apparato digerente e le sue malattie.

Nell’articolo precedente ho scritto che i disturbi gastrointestinali coinvolgono tutto l’apparato in una serie di manifestazioni difficilmente divisibili tra loro.  Si possono quindi avere manifestazioni di :  lingua patinata,  alitosi,  infiammazione delle gengive,  infiammazione del cavo orale,  spasmo esofageo, gastriti acuta o cronica,  ulcera gastrica o duodenale,  dispepsia,  enterite,  diarrea,  colite,  meteorismo,  stitichezza,  colecistite,  calcolosi biliare.  Molte volte la sintomatologia è molto chiara.  Attraverso una ricerca dei punti dolenti sul piede è possibile individuare la zona in cui la sofferenza è più accentuata,  in modo da poter orientare la scelta del trattamento da eseguire in maniera più esatta.  Spesso i disturbi dell’apparato digerente derivano da tensione,  nervosismo,  stanchezza,  ecc.  In questi casi il massaggio deve essere impostato prima  di tutto verso un’azione di rilassamento (e questo è già stato detto nel primo articolo)  del sistema neurovegetativo,  poi ci si rivolgerà su una totale purificazione del corpo attraverso gli organi di eliminazione.  Come per tutti gli apparati,  anche il massaggio delle zone dell’apparato digerente si farà seguendo l’andamento fisiologico;  si partirà quindi dalla bocca inclusi denti e gengive,  per passar e poi allo stomaco,  al piloro,  al duodeno,  all’intestino tenue,  alla valvola ileocecale,  e all’intestino crasso fino all’ano.  Molto valida anche in questi casi è la stimolazione del plesso solare.  Continua…

ED ORA PASSIAMO AL FEGATO

Il fegato è di un’importanza vitale,  sia a livello dell’apparato digerente che per il funzionamento di tutto l’organismo.  La sua attività  non si limita alla formazione della bile, perché nel fegato avvengono svariate trasformazioni chimiche di sostanze alimentari ed organiche,  di estrema importanza per la vita.  Ed esempio la depurazione dei prodotti ultimi del ricambio,  la formazione delle proteine,  del plasma sanguigno e di molti stadi preliminari della sintesi degli elementi organici fondamentali.  Ed è proprio dal suo cattivo funzionamento che dipende la maggior parte dei disturbi che possono affliggere l’uomo in questa era moderna,  ma attraverso una stimolazione delle zone riflesse relative a fegato,  colecisti, e coledoco,  si può trarre grande giovamento per l’organismo nella sua totalità.  Senza però pensare che i miracoli possono anche avvenire,  ma certe malattie tipiche molto gravi di quest’organo come ad esempio la cirrosi o la calcolosi biliare  ecc. ,  queste riguardano solo in modo marginale il massaggio riflesso.

 

L’APPARATO  CARDIOCIRCOLATORIO

 

 

 

L’apparato cardiocircolatorio è formato dal cuore,  la circolazione dei vasi arteriosi e venosi, la milza.  Il cuore, le arterie  e le vene costituiscono il sistema circolatorio. Dal cuore si dipartono arterie e vene,  che attraverso itinerari ben precisi distribuiscono il sangue alle varie parti del corpo.  Dall’aorta di dipartono tutte le altre arterie.  La circolazione è doppia e completa,  formata da due correnti:  una che va dal cuore  ai polmoni, lì il sangue si ossigena e torna al cuore,  l’altra che dal cuore va all’organismo,  dove il sangue si carica dell’anidride carbonica per poi tornare di nuovo al cuore.  Questo sistema è u no dei più importanti,  è anche superfluo menzionarlo,  ma sarebbe bene tenere sempre sotto controllo lo stato di salute sia del muscolo cardiaco che di tutto il sistema venoso e arterioso.  Questo apparato risulta inesistente alla ricerca dei punti dolenti delle zone sul piede,  cuore e circolazione sanguigna possono trarre in inganno anche i più abili dottori perché certi pazienti reduci da patologie cardiache anche gravi, non hanno segnalato nessuna sofferenza nelle rispettive zone riflesse.  Ma non è detto però che il massaggio risulti inefficace,  anzi,  la sua azione stimola proprio quel ritorno venoso che dal piede riporta il sangue verso il cuore che in moltissimi casi avviene con difficoltà.  Continua…

17/10/2017

 

A carico dell’apparato cardiocircolatorio mi riservo di non stancarmi di sottolineare: Il massaggio va evitato in casi di trobosi,  flebiti e tromboflebiti,  e soprattutto sulle zone che presentano varici molto pronunciate o in persone affette da grandi scompensi cardiaci,  e cardiocircolatori. Una stimolazione mal eseguita può disturbare il battito cardiaco soprattutto in persone affette da ipertensione.  In questi casi si dovrà agire quasi esclusivamente   sugli apparati urinario e linfatico,   per favorire la diuresi e inoltre sul sistema nervoso,  al fine di sedare gli squilibri emotivi che inevitabilmente accompagnano qualsiasi alterazione del sistema cardiovascolare.

LA MILZA

 

La funzione fondamentale della milza è quella di distruggere i globuli rossi invecchiati,  recuperando il ferro che in parte vi rimane depositato e in parte va al fegato e al midollo osseo per la costruzione di nuova emoglobina.  La seconda funzione non da meno importantissima,  è quella connessa con le reazioni di difesa dell’organismo,  consistenti nel produrre anticorpi.  E poi la milza è un contenitore di sangue che viene spremuto e messo in circolo in caso di necessità.  Il trattamento alla milza produce un duplice effetto,  un aumento dei globuli rossi e un potenziamento del sistema immunitario.  la sua stimolazione è consigliata nel contesto di un problema   linfatico,  infiammatorio e anemico.  Continua…

18/10/2017

 

L’APPARATO  GENITALE

 

 

 

 

L’ apparato genitale si distingue in apparato genitale femminile e apparato genitale maschile.

Ovaie  o testicoli;  tube o deferente;  utero o prostata;  vagine o pene,  ghiandole mammarie.  l’apparato genitale si differenzia appunto nei due sessi,  ma per quanto riguarda le zone riflesse sul piede la loro collocazione non cambia perché i punti da massaggiare saranno i medesimi.  Molto diversa invece è la valutazione dell’influenza che l’apparato genitale esercita sull’equilibrio fisico,  psichico di un individuo.  Sarà necessario considerare che l’ apparato  genitale femminile proprio a causa della sua struttura complessa,  va soggetto a infiammazioni e infezioni delle ovaie e dell’utero, quali l’annessite e l’endometrio, oltre a tutte le disfunzioni legate al ciclo mestruale.  La cosa importante da fare è valutare sempre attentamente il problema dell’equilibrio ormonale,  anche in presenza di disturbi apparentemente di altra natura.  Per non parlare poi di una meritata attenzione della gravidanza e allattamento.  Nei primi mesi di gravidanza sarà bene evitare il massaggio nei punti riflessi degli organi genitali,  specialmente in gravidanze a rischio.

Per quanto riguarda invece l’apparato genitale maschile, nei casi di idrocele o varicocele,  la cui origine può essere congenita o derivante da affezioni dei reni o della pelvi, la riflessologia può agire solo marginalmente a livello disinfiammante,  mentre si è rivelato molto efficace il trattamento riflessogeno nei casi di ipertrofia prostatica o di impotenza.  Anche perché l’impotenza maschile ha quasi sempre origini di natura psichica ed emozionale.  Continua…

19/10/2017

 

GLI  ORGANI  DI  SENSO

 

 

Gli organi di senso sono rappresentati da.  occhi,  orecchie,  vestibolo.  Questi organi sono preposti alla ricezione degli stimoli esterni che danno luogo alle sensazioni fondamentali della vista,  udito,  olfatto e gusto;  sono gli occhi,  le orecchie,  il naso e la bocca.  Nella riflessologia del piede,  mentre il naso e la bocca rientrano nelle zone relative all’apparato respiratorio e digerente,  non vengono invece considerati sotto il profilo sensitivo,  gli occhi e le orecchie hanno una loro precisa collocazione.  Ad essi si aggiunge la zona del vestibolo,  estremamente importante per tutti i problemi di vertigini o mancanza di equilibrio.  Le malattie degli organi di senso che possono essere risolte con il massaggio riflesso sono quelle provocate da fatti infiammatori.  Quindi si potrà agire a livello di occhi nei casi di:  congiuntivite,  blefarite,  stanchezza visiva,  fotofobia,  disturbi che accompagnano le forme allergiche stagionali,  lacrimazione intensa.   Ma per quel che riguarda le malattie degli occhi come la cataratta, il glaucoma o qualsiasi altra patologia grave,  il massaggio potrà costituire un valido aiuto.  Come del resto per le affezioni alle orecchie:  si potranno evitare tutti quegli inconvenienti derivanti da forme acute di otite,  che spesso possono degenerare in affezioni gravi dell’orecchio.  In questi casi bisognerà trattare in modo particolare le zone della faringe e del processo mastoideo,  perché quasi sempre il mal d’orecchio coinvolge anche della gola e della mandibola.  Un punto molto importante nel massaggio riflessogeno è rappresentato dal vestibolo,  in special modo nei casi di vertigini o mancanza di equilibrio derivanti da artrosi cervicale,  nevralgie del trigemino  o da disturbi cardiovascolari.  Continua…

23/10/2017

Ed ora passiamo alle ghiandole endocrine.

Come molti sanno le ghiandole endocrine sono: Ipofisi,  tiroide,  paratiroidi,  pancreas,  surrenale,  e gonadi che sono le ovaie e i testicoli.  Ognuna di queste ghiandole produce uno o più principi attivi che sono gli ormoni,  che raccolti direttamente dal sangue e distribuiti a tutte le parti del corpo,  hanno il compito di stimolare e moderare le funzioni di alcuni organi,  controllando la situazione biologica dell’organismo e influenzando l’equilibrio di importanti fenomeni vitali. La più importante ghiandola a secrezione endocrina è l’ipofisi,  detta la governante di tutte le altre ghiandole.  E’ situata nella testa, esattamente nella sella turcica dello sfenoide,  la sua corrispondenza come zona riflessa si trova al centro dell’alluce,  nella parte sottostante.  La tiroide invece è sotto il diretto controllo dell’ipofisi, è situata alla base del collo nella regione anteriore.  La sua funzione è quella di regolare il metabolismo basale e favorire lo sviluppo armonico del corpo.  La sua stimolazione deve essere adottata con molta cautela proprio perché la tiroide può dare fenomeni di iper e di ipotiroidismo.  Nel caso di ipertiroidismo anche senza arrivare a manifestazioni gravi come il gozzo o il morbo di Basedow,  si hanno manifestazioni di sovraeccitazione nervosa,  tremori,  magrezza patologica, occhi sporgenti ecc.  In questi casi si dovrà evitare il massaggio di stimolazione perché la malattia si aggraverebbe ulteriormente.  Mentre nell’ipotiroidismo invece si avranno manifestazioni contrarie e in questi casi la stimolazione tramite massaggio riflessogeno può dare ottimi risultati,   perché è un  apportatore di energia.  Continua nel’articolo “Ancora una volta i nostri piedi quattro!

 

05.10.2017

ANCORA UNA VOLTA I NOSTRI PIEDI DUE

Author: Elena Lasagna

05/10/2017

 

L’ACQUA  ELEMENTO  DI

 

BENESSERE PER I PIEDI

 

Ritornando da dove eravamo rimasti e cioè alla fine del primo capitolo, proseguirò con la presentazione della circolazione linfatica e la sua collocazione nei diversi punti dei piedi.  La circolazione linfatica comprende la circolazione linfatica superiore;  i linfonodi ascellari;  la laguna linfatica;  le tonsille palatine;  le adenoidi;  i linfonodi inguinali;  il dotto toracico;  la circolazione linfatica inferiore; e l’appendice.  La circolazione linfatica è in diretto rapporto con il sistema dei vasi sanguigni e che a sua volta si ramifica in fini capillari. La linfa scorre in numerosi capillari,  chiamati i capillari linfatici,  che confluiscono in altri vasi più grandi e nel dotto toracico che si trova nella laguna linfatica.  Nel nostro corpo esistono migliaia di gangli linfatici che costituiscono la naturale difesa dell’organismo contro le infezioni. La massima concentrazione di linfonodi si trova a livello del collo,  delle ascelle, e degli inguini riguarda rispettivamente le zone della testa,  delle braccia,  delle gambe.  Il trattamento riflessogeno del sistema linfatico ha un ruolo di primaria importanza in quanto attraverso la stimolazione delle zone riflesse del sistema linfatico,  si possono eliminare molti disturbi di origine infettiva e infiammatoria.  E ovviamente anche tutti i problemi di stasi circolatorie ricevono grandi benefici da questo tipo di massaggio.  Al sistema linfatico sono legate anche tutte le malattie del sangue,  oltre alle malattie come il cancro e le leucemie,  che non devono essere trattate con la riflessologia.  Questo tipo di massaggio saranno usate le zone linfatiche soprattutto come aiuto in tutte le forme di edema oppure ritenzione dei liquidi.

Da tenere presente però che un buon massaggio parte sempre delle zone linfatiche dovrebbe partire sempre dalla laguna linfatica,   che sbocca nella vena succlavia sinistra e si trova esattamente fra il terzo e quarto dito del piede sinistro sempre nella regione plantare.  Su questo punto che dovrà essere sempre stimolato all’inizio di ogni trattamento riguardante il sistema linfatico;  si dovranno esercitare almeno sei-sette pressioni energiche.

Andiamo ora nella circolazione linfatica superiore.  I punti si trovano negli spazi interdigitali delle dita di entrambi i piedi.  Si adotta un pizzicottamento che interessa sia il lato plantare che quello dorsale del piede,  specialmente nelle infezioni e infiammazioni relative alle zone della testa.

 

 

 

 

L’appendice e le tonsille. L’appendice,  pur essendo la parte terminale atrofizzata dell’intestino cieco,  appartiene all’apparato linfatico perché è tappezzata di un tessuto simile a quello delle tonsille.  Quando si manifesta una situazione infiammatoria oltre a un massaggio generale su tutte le zone del piede sarà opportuno insistere sui riflessi delle tonsille e delle zone circostanti  come il naso, le orecchie,  faringe e laringe il punto importante si trova in entrambi gli alluci a due cm al di sotto dell’unghia.

 

Andiamo ora dai linfonodi ascellari,  con la digito pressione,  i punti formano un semicerchio che partendo dalla zona laterale di entrambi i piedi,  raggiunge gli spazi fra il quarto e il quinto dito della regione plantare.

 

  Circolazione linfatica inguinale.  Partendo da sotto il malleolo laterale e percorrendo la linea che si viene a formare estendendo il piede,  è simile ad un bracciale,  si raggiunge il malleolo mediale su entrambi i piedi.  il movimento può essere eseguito in entrambe le direzioni.

 

Circolazione linfatica del dotto toracico.  La zona si estende lungo la volta plantare in regione mediale con andamento parallelo alla colonna vertebrale,  nella parte molle del piede.  Inizia alla base dell’alluce  dove ci sono anche le ghiandole salivari e finisce nella zona della vescica su entrambi i piedi.

Il dotto toracico con andamento inverso.  A fine trattamento relativo alla circolazione linfatica,  sono consigliabili uno o due passaggi in senso contrario sul dotto toracico.  Si partirà dunque dal punto della vescica per raggiungere quelli delle ghiandole salivari e della circolazione linfatica superiore sempre su entrambi i piedi.  Continua…

 

09/10/2017

 

E adesso vediamo dove abbiamo collocato il nostro sistema scheletrico e muscolare.

Intanto passiamo in rassegna il nostro scheletro che è composto da:   Calotta cranica, processo mastoideo,  denti,  ossa frontali,  atlante ed epistrofeo,  vertebre cervicali, vertebre dorsali,  vertebre lombari,  vertebre sacrali e coccigee,  trapezio,  clavicla,  sterno,  coste,  muscolatura addominale,  sternocleidomastoideo,  spalla,  braccio (omero)  gomito,  avambraccio( radio e ulna)  mano,  articolazione coxofemorale,  coscia (femore),  ginocchio  (menisco esterno),  menisco interno,  gamba (tibia e perone),  piede.

A carico dell’apparato osteomuscolare esistono molteplici malattie e disturbi definiti genericamente dolori,  che hanno invece precise e differenti origini e manifestazioni.  Come ad esempio:  Il reumatismo,  l’artrite,  l’artrosi,  e oltre alle affezioni dei nervi,  quali le lombalgie,  le sciatalgie e le nevriti.  Le affezioni dell’apparato osteomuscolare più ricorrenti sono:  artrosi cervicale,  artrosi della spalla,  artrosi del braccio e della mano,  torcicollo,  dorsalgie,  lombalgie,  sciatalgie,  coxartrosi,  artrosi del ginocchio,  artrosi della caviglia,  artrosi del piede.

In questi casi oltre al massaggio generale di tutti gli apparati,  sarà necessario insistere sulle zone interessate.  In presenza di dolori acuti è da eseguire una pressione decisa e prolungata sul punto sciatico superiore,  situato sulla gamba quattro dita sotto il malleolo interno.  Ovviamente sempre con grande competenza in quanto si tratta di stimolare un punto riflesso nervoso particolarmente sensibile e di suscitare quindi una reazione dolorosa che può  essere anche molto violenta,  ma a seguito della quale in genere si ha una notevole remissione della sintomatologia dolorosa di qualsiasi natura.  Ma dopo l’avvenuta regressione è importante per il medico riflessologo intraprendere un’azione riequilibrante di tutto l’organismo per riportarlo a uno stato di benessere.

L’osteoporosi,  questa atrofia della sostanza organica fondamentale del tessuto osseo,  merita di essere valutata a parte.  Questo processo irreversibile che colpisce soprattutto il sesso femminile in seguito a senescenza a volte anche precoce,  si cura con successo con la prevenzione.  Il grande successo del massaggio sui punti di riflesso sta nel fatto che stimolando tutte le funzioni organiche,  si rallenta il processo di invecchiamento e si induce a una maggiore produzione di ormoni.  Ovviamente la stimolazione comprende non solo i punti riflessi dell’apparato schelettrico ma anche le ghiandole endocrine (ipofisi,  paratiroidi,  surreni).  Contina…

11/10/2017

I NERVI  E LE MALATTIE DELLA COLONNA VERTEBRALE

E’ importante conoscere la struttura della colonna vertebrale per poter comprendere come quasi sempre una manifestazione dolorosa abbia origine dalla spina dorsale. Nella maggior parte dei casi,  i dolori che insorgono a carico degli arti inferiori e superiori hanno origine da infiammazioni dei nervi che partono dalla colonna vertebrale.

La colonna vertebrale è suddivisa nei diversi segmenti:  sette vertebre cervicali;  dodici vertebre dorsali;  cinque vertebre sacrali;  tre-quattro vertebre coccigee.  Dalla colonna vertebrale si dipartono trentun paia di nervi spinali:  otto cervicali; dodici dorsali;  cinque lombari;  cinque sacrali; e uno coccigeo.  Il nervo sciatico che attraverso la coscia giunge fino al piede,  rappresenta uno dei punti più comuni dove si localizzano dolori che oltre a raggiungere punte massime di sofferenza,  arrivano a impedire qualsiasi movimento anche per lunghi periodi di tempo.  Il massaggio  potrà attenuare il dolore, ma in un secondo tempo la sua azione dovrà essere volta a impedire il ripetersi degli attacchi dolorosi,  riequilibrando le difese dell’organismo attraverso  il massaggio ai piedi nei punti dove si potrà disintossicare prima e poi curare.  La colonna vertebrale rappresenta una  parte molto importante dove agire e risolvere molti problemi.  Ogni apparato essendo intimamente collegato con essa,  agendo sui riflessi relativi alla innervazione degli organi sofferenti è possibile restituire loro la vitalità e migliorare la loro funzionalità.  Nel caso specifico delle malattie artritiche e reumatiche a carico di arti e articolazioni si dovrà agire,  oltre che sui punti riflessi della zona corrispondente della colonna vertebrale,  dalla quale si dipartono le innervazioni relative alla sede del dolore.  Da una deviazione della colonna v. possono derivare infiniti problemi che incideranno negativamente,  oltre che su un armonioso sviluppo corporeo,  anche sullo stato fisico in generale. Continua…

12/10/2017

Dovranno  essere quindi  corrette e sorvegliate le forme di scogliosi,  lordosi,  che derivano spesso da modi o vizi di postura e che si manifestano soprattutto nell’età delle prime scuole.  In questi casi il massaggio riflessogeno,  abbinato con appropriata ginnastica correttiva,  rappresenta un ottimo rimedio,  sia per il difetto sia per un migliore sviluppo di tutta la struttura muscolare e corporea.

 

A carico della colonna vertebrale esistono altre patologie molto più preoccupanti come ad esempio l’ernia del disco,  le forme di spondiloartrosi, o di osteocondrosi,  affezioni che richiedono stretta e accurata sorveglianza medica.  Ma anche in questi casi il massaggio costituisce un grande aiuto per distendere il sistema nervoso e muscolare sempre sotto la sorveglianza del medico curante.

Il massaggio sulle zone riflesse del piede relative alla colonna vertebrale è una manovra fondamentale da eseguire più volte  nel corso di un trattamento,  con andamento discendente:  dalle vertebre cervicali fino alle coccigee. A domani…

14/10/2017

 

L’APPARATO  DIGERENTE

 

L’apparato digerente è così composto:  Lingua,  ghiandole salivari,  esofago,  cardias,  stomaco,  piloro,  duodeno,  intestino tenue,  valvola ileocecale,  cieco,  colon ascendente,  colon trasverso,  colon discendente,  sigma,  tetto,  ano,  addome indiretto,  fegato,  colecisti,  coledoco.  Come molti sanno,  la funzione dell’apparato digerente consiste nel preparare e trasformare gli alimenti per renderli assimilabili da parte dell’organismo;  che poi l’insieme di queste trasformazioni si chiama digestione.  In essa si distinguono due funzioni:  funzioni chimiche e meccaniche.  Il cibo attraverso un lungo percorso che lo trasporta dalla bocca fino all’intestino tenue,  subisce a opera dei succhi gastrici e intestinali,  un processo che lo trasforma in chimo a livello gastrico e in chilo a livello di intestino tenue.   Qui avviene la digestione completa di tutti gli alimenti suscettibili di trasformazione grazie all’azione della bile,  del succo pancreatico e del succo intestinale.  Ecco che da qui gli alimenti digeriti giungono poi al sangue.  Mentre le sostanze di rifiuto,  non digeribili e le sostanze che si presentano compatte passano invece nell’intestino crasso e mediante le contrazioni dei muscoli delle pareti dell’addome vengono sospinte verso il retto per essere eliminate attraverso lo sfintere dell’ano,  sotto forma di feci.

L’importanza dell’apparato digerente secondo molti esperti sostengono che tutte le malattie sarebbero il risultato di un’infiammazione intestinale derivante da cattive abitudini alimentari e dallo stress della società dei consumi.  E quindi un regime di vita il più sano possibile è alla base di una perfetta forma fisica  e ne va di tutto il resto,  naturalmente in maniera benefica.  Ma chi non fa lo strappo alla regola della salute?

LE MALATTIE

Le affezioni che colpiscono l’apparato digerente sono moltissime e difficilmente localizzabili,  anche perché un disturbo gastrointestinale può coinvolgere tutto l’apparato in una serie di manifestazioni difficilmente scindibili le une dalle altre:  come ad esempio:  Continua …  nell’articolo “Ancora una volta i nostri piedi tre”

 

 

25/09/2017

 

Che cos’è il delirio?  Una persona che cerca sempre di sminuire un’altra è affetto da delirio? Grazie!

Federica e Alessandro

 

Tu che conosci la situazione dovresti trarre le tue conclusioni. Potrebbe essere semplicemente uno stupido o un disonesto.

Il delirio è una alterazione mentale che può variare dallo stato confusionale alla formulazione di idee  tra loro coerenti ma non aventi corrispondenza con la realtà.  I deliri possono comparire in numerose condizioni tossiche,  tossinfettive,  e psicotiche.  In psicopatologia s’intende per delirio un sintomo molto frequente in quasi tutte le psicosi organiche (schizzofrenia, psicosi,  maniaco depressiva,   paranoia,  caratterizzato dalla credenza cieca in alcuni fatti,  o circostanze, a dispetto di tutte le dimostrazioni che possono essere offerte dalla realtà.  I deliri possono essere accompagnati da allucinazioni.  Nella schizzofrenia in particolare essi possono essere poco strutturati,  del tutto illogici,  variabili nel tempo in contenuti e intensità.  Nella paranoia invece sono ben strutturati,  organizzati, con logica ferrea,  il paziente parte da premesse errate,  che sembra sviluppare con logica stringente,  giungendo a conclusioni che gira e le rigira ma sono sempre inesatte.  Mentre i deliri schizzofrenici o maniaco depressivi hanno i più diversi contenuti,  nella paranoia si riscontrano con maggior frequenza deliri con evidente fragilità.

Dai risultati dei miei studi.

 

03/10/2017

 

Che cos’è esattamente il fibrosarcoma?  E’ qualcosa di maligno?

Daniela

 

E’ un sarcoma differenziato dei tessuti connettivi.  La presenza in esso di abbondante connettivo fibrillare collageno richiama la struttura del fibroma,  mentre le numerosissime cellule atipiche non lasciano dubbi sulla  natura sarcomatosa del tumore.  Il fibrosarcoma si localizza nella cute, nel periostio,  nelle fasce muscolari, nei tendini,  nelle guaine dei nervi periferici;  è relativamente benigno e non dovrebbe dare metastasi.

 

03/10/2017

 

Che cos’è il plesso e il plesso solare?

Antonino

 

Il plesso solare te lo spiego per ultimo,  in quanto ai plessi sono un intreccio di elementi affini,  con riferimento soprattutto a vasi sanguigni e linfatici e ai nervi. I plessi prendono nome dal tipo di formazione anatomica che li compone,  abbiamo il plesso arterioso,  il plesso nervoso,  il plesso venoso,  dalla loro localizzazione poi,  il plesso ascellare,  il plesso cardiaco,   il plesso sottomucoso.  Il quanto al plesso solare costituisce un punto vitale dell’organismo in quanto,  situato nella zona comunemente chiamata “bocca dello stomaco” rappresenta il punto di massima concentrazione di tutte le sollecitazioni,  oltre a quelle fisiche,  anche emozionali,  che colpiscono l’individuo.

In presenza di spaventi o fatti traumatici fisici e psichici,  si hanno fenomeni di sconvolgimento delle funzioni corporee.

13/10/2017

Sono affetto da sferocitosi,  per me è una parola nuova,  ma il medico mi ha detto che questa malattia non è nuova,  che cos’è esattamente ?  Grazie!

N.

La sferocitosi è una malattia caratterizzata dalla presenza nel sangue di globuli rossi perfettamente sferici aventi un diametro medio inferiore alla norma.  La sferocitosi  manifesta un’alterazione strutturale e funzionale degli eritrociti,  può essere acquisita o congenita ereditaria. Questa malattia è dell’età giovanile evidenzia crisi emolitiche in coincidenza di sforzi fisici,  traumi,  emozioni,  malattie infettive,  ecc.  che si manifesta con ittero,  anemia,  aumento di volume della milza e con tipiche alterazioni somatiche nel soggetto in accrescimento.

27/10/2017

 

 

Mi diresti che cos’è la sciatalgia esattamente?  E’ vero che è una malattia psicosomatica?  Grazie.

 

Norma

 

La sciatica è quella nevralgia da irritazione del nervo sciatico.  Si manifesta con dolore superficiale o profondo,  intenso e trafittivo lungo il decorso del nervo e delle sue branche terminali.  All’inizio si localizza alla regione lombare,  poi a quella glutea,  poi nella posizione posteriore della coscia esterna,  della gamba e del piede;  e in fase regressiva nelle regioni alte dell’arto. Oltre alla sciatica esistono altre due forme cliniche:  la sciatica radicolare o funicolare sostenuta da fattori artritici,  artrosici,  ernia discale  ecc. a carico del rachide lombosacrale,caratterizzata da una  fase lombare del dolore molto più lunga e da un’insorgenza da sforzi muscolari.   La sciatica  plessurale, è legata ad artrite sacroiliaca e di solito è scatenata da un brusco movimento di torsione del tronco o da grandi sforzi fatti inconsapevolmente occasionali ,  si manifesta con dolori diffusi nella parte alta della natica.   La sciatica in quanto ad essere una patologia psicosomatica   non è una diceria ma potrebbe esserci una parte di vero.  Dalle lezioni del Dottor Robert.