Archive for the 'Fisica' Category

09.03.2013

ELETTROLOGIA QUATTRO

Author: admin-ele

09/03/2013

Distribuzione dell’energia  elettrica

I pericoli  della corrente

La corrente elettrica, si distribuisce per mezzo di fili conduttori di rame.  I fili adoperati per le condutture esterne stradali sono nudi, e sono isolati dal sostegno  ( palo, parete, traliccio , ecc. ) per mezzo di isolatori di porcellana.  I fili adoperati all’interno delle case sono isolati con uno strato di plastica.  Ho accennato che il passaggio dell’elettricità attraverso il corpo di un essere vivente, in particolare dell’uomo, produce la scossa elettrica e talvolta la morte.  La corrente stradale deve ritenersi esente da pericoli, per quanto possa produrre scosse moleste.  Ma bisogna tener conto del modo con cui si produce il contatto con i conduttori sotto tensione.  Ordinariamente si tocca un filo ( scoperto e di conseguenza non isolato ) con una mano. In tal caso, se si poggiano i piedi sul terreno asciutto, meglio se sul pavimento di legno, e meglio ancora se le suole delle scarpe sono di gomma, e le calze di lana, non vi è passaggio di corrente, e di conseguenza non vi è scossa. Così gli uccelli si posano sui fili esterni ad altissima tensione,  senza risentirne danno.  Ma se terreno e scarpe sono bagnati perfino la tensione ordinaria può essere mortale.  Perciò è indispensabile non toccare  l’interruttore della luce o  quello del campanello allorché si è con i piedi in ammollo; in questi casi si adoperano  interruttori , da manovrare con un cordoncino di seta.  Analogamente la scossa è pericolosa, allorché il contatto è bipolare ; cioè si toccano i due fili scoperti della corrente, uno con una mano e l’altro con l’altra mano, o con un’altra qualsiasi parte del corpo.

Vi è anche una differenza se si tratta di corrente continua o alternata; la seconda è più pericolosa per il modo che ha di agire sulle masse muscolari  ( e di conseguenza anche sui muscoli che formano il cuore ).

   Infine la resistenza elettrica del corpo umano  ( per resistenza intendo la caratteristica di cattiva conducibilità elettrica )  è variabile da un individuo all’altro; le persone grasse offrono resistenza maggiore ( il grasso è un buon isolante, cioè un cattivo conduttore )  e patiscono meno la scossa.  Così pure, se le mani sono callose, unte ed asciutte  ( per asciutte intendo non bagnate né con acqua né con liquidi acquosi ) il contatto con i fili elettrici, è meno efficace.  Se una persona è colpita dalla scossa ed è rimasta attaccata ai fili,  non si deve toccare per non ricevere anche noi la scossa, anche se a volte viene istintivo farlo; ma si cerchi in qualche modo di togliere il contatto.  Tolto il paziente dal contatto , se è svenuto si pratichi la RESPIRAZIONE ARTIFICIALE.

Il potenziale della corrente elettrica si misura in VOLT  così come in pratica le forze elettromotrice. Per questo la f. e. m. si chiama anche tensione o voltaggio.

 Elena  Lasagna

28.02.2013

ELETTROLOGIA TRE

Author: admin-ele

28/02/2013

Continua… da Unità  di  potenziale

Se si mettono in comunicazione due vasi contenenti liquido a diverso livello, scende il liquido del vaso in cui il livello è più alto  ( anche se, essendo più stretto, ne contiene una quantità minore ) e, va nel vaso in cui il livello è più basso,  finchè in entrambi si dispone allo stesso livello.

Se si mettono in comunicazione due conduttori, elettrizzati a diverso potenziale, l’elettricità passa da quello in cui il potenziale è maggiore ( anche se possiede una quantità di elettricità minore ) all’altro, finchè i due conduttori, non si dispongono entrambi, allo stesso potenziale.

 Si noti che questo passaggio di elettricità, è pura convenzione, un modo di dire per potersi esprimere con parole; perché l’elettricità non è materia e, nulla si muove da un conduttore all’altro.

Il livello di un liquido in un recipiente, è uguale in tutti i punti della superficie superiore.  Lo stesso liquido,   in più vasi comunicanti, si dispone allo stesso livello, qualunque sia la forma e la dimensione di questi.

Il potenziale di un conduttore è uguale in tutti i punti della superficie esterna.   L’elettricità in più conduttori posti in contatto,  si dispone allo stesso potenziale,  qualunque sia la forma e la dimensione.

Scintilla  –  Forza  elettromotrice

 Per far passare acqua da un recipiente più alto,  ad uno più basso,  non è necessario un tubo di comunicazione tra i due recipienti ; può passare sottoforma di zampillo nell’aria,  ed andare lontano,  purché sia spinta da sufficiente pressione.

  Allo stesso modo,  l’elettricità. da un conduttore elettrizzato ad alto potenziale,  può passare ad un altro a potenziale minore,  senza conduttori di comunicazione,  attraverso un isolante, per esempio nell’aria,  purché vi sia sufficiente differenza di potenziale.  Il passaggio allora, avviene con produzione di luce, e con altri effetti, e si forma una scintilla.

La causa che spinge l’acqua da un vaso all’altro,  non è la differenza di livello; infatti, sappiamo che la causa del moto può essere solo una forza, e la differenza è una lunghezza e non una forza.

Ma dalla differenza di livello ha origine una pressione che, è la forza che spinge l’acqua da un recipiente all’altro,  che si misura con la stessa unità con cui si misura il livello, cioè in centimetri.  Allo stesso modo,  la causa che spinge l’elettricità,  da un conduttore all’altro,  non è la differenza di potenziale,  ma una forza che trae origine da essa, e si chiama, forza elettromotrice  ( f.e.m. )

La f.e.m.  in pratica si chiama ” tensione o voltaggio “.

Effetti fisiologici della scarica elettrica

Si chiamano con questo nome gli effetti della scarica elettrica sull’organismo degli esseri viventi.  La scarica,  attraversando il nostro corpo,  provoca una contrazione rapida,  violenta,  dei muscoli che:  si chiama scossa elettrica.  Questa contrazione può essere così forte da produrre sia l’arresto del cuore, che lesioni interne e portare alla morte. La contrazione moderata dei muscoli può essere utile a scopo curativo di alcune malattie ( paralisi di un arto, ecc. ) è per questo adoperata elettricità  a potenziale conveniente.  L’applicazione dell’elettricità con le macchine  elettrostatiche è chiamata in medicina col nome di ” Franklinizzazione “.

Nel contatto di due conduttori eterogenei qualsiasi, si stabilisce fra essi, una differenza di potenziale che dipende solo dalla natura dei due conduttori, dalla loro temperatura,  e dallo stato della loro superficie.

Cioè la differenza di potenziale è indipendente dalla forma e grandezza dei conduttori, dall’estensione, del contatto ,  ecc.

Alessandro Volta, sommo fisico italiano nato a Como nel 1745 e  vi morì nel 1827, fece importanti studi in diversi campi della Fisica, ma la scoperta che lo immortalò, fu quella della pila.

  I successivi studi hanno dato ragione agli scienziati; poiché oggi è innegabilmente dimostrato che gli organi degli animali sono sede di fenomeni elettrici, e non si contesta l’esistenza di un’elettricità animale. Una parte almeno delle esperienze di ” Galvani ” deve trovare spiegazione nell’elettricità propria della rana,  come più tardi del resto, riconobbe il Volta medesimo.

E cioè, la scoperta è derivata da un’esperienza eseguita nel 1786 dal fisiologo bolognese  ”  Luigi Galvani “.  Egli osservò che ogni volta che si toccava con un archetto di metallo, da una parte i nervi lombari, e dall’altra i muscoli della coscia di una rana scorticata, questa aveva una contrazione delle gambe. Galvani suppose che la rana agisse come un condensatore ; tale condensatore si scaricava per elettricità generata dalle funzioni vitali della rana, e si scaricava al momento del contatto con l’archetto, provocando così la contrazione dei muscoli della rana.  Ma Alessandro Volta fisico dell’università di Pavia, osservò che l’esperienza riusciva bene, solo se l’archetto era formato da due metalli diversi ; ad esempio rame e zinco.  Egli allora pensò che l’origine dell’elettricità che interveniva in quest’esperienza, fosse nei metalli dell’archetto e che la rana agisse semplicemente come un elettroscopio.  Nacque tra il Galvani e il Volta una celebre polemica,  che finì con la vittoria del Volta; il quale riuscì a dimostrare  che col contatto di due metalli diversi si stabilisce fra questi una differenza di potenziale,  servendosi anziché delle rane, di un elettroscopio speciale,  che chiamò ” Elettroscopio  condensatore.  Con tale apparecchio riuscì a provare, con numerose e classiche esperienze, il seguente ” principio del contatto o effetto Volta.

La pila di Volta

Il risultato di queste celebri ricerche, fu la costruzione del  primo generatore di elettricità dinamica, che il Volta chiamò la  pila per la sua forma di colonna.  Noi la chiamiamo oggi pila a colonna per distinguerla dalle altre; essa è formata da più coppie o dischi, da una faccia di rame e dall’altra di zinco, sovrapposti nello stesso ordine, e separati uno dall’altro da un disco di panno inzuppato di acqua acidulata di acido solforico.  Tra il rame  del primo disco  e lo zinco dell’ultimo, si stabilisce una differenza di potenziale, N volte quella che è tra rame e zinco di un disco,  se N è il numero dei dischi impiegati.

04/03/2013

La corrente  elettrica

Poichè  fra i due poli della pila vi è differenza di potenziale, congiungendoli con un filo conduttore, avverrà un passaggio di elettricità. Nella pila la differenza di potenziale  tra i poli si mantiene  costantemente,  quindi  ,  il passaggio dell’eletricità è perenne e forma la cosiddetta corrente elettrica.

  L’ elettricità passa dallo zinco che è a potenziale più alto,  al rame,  attraverso la pila; quindi , nel conduttore esterno che raggiunge i due poli,  proseguendo senza tornare indietro,   va  dal rame verso lo zinco. Interessando a noi il formarsi della corrente elettrica nel conduttore esterno,  assumeremo perciò  come polo positivo  (+ )  il rame da cui parte la corrente, come negativo ( – )  lo zinco, a cui essa arriva.  Si noti che questa corrente è puramente una nostra convenzione,  poiché l’elettricità non è materia che si muova nei conduttori.

Pensiamo se il rame è a potenziale positivo, congiunto con lo zinco con un conduttore, attira elettroni  (negativi )  dallo zinco, e si forma un flusso di tali elettroni che costituiscono la corrente elettrica ; ma tale flusso è in senso contrario a quello convenuto per la corrente elettrica.

Macchine elettromagnetiche

Il conduttore  esterno interposto fra i poli forma il circuito esterno ; la pila il circuito interno, tutti insieme il circuito della corrente.  La pila produce corrente continua cioè sempre nel medesimo senso.

La corrente elettrica generata dalle pile sarebbe costata moltissimo. Ciò che ha permesso di ottenere elettricità a basso costo sono le macchine magneto-  dinamo — elettriche che  trasformano l’energia meccanica in energia elettrica.

Il principio fondamentale su cui sono basate queste macchine è quello dell’induzione elettromagnetica ; cioè si utilizzano le correnti ottenute facendo muovere opportuni circuiti tra i poli magnetici.

Le macchine di questo tipo sono costituite da una parte fissa e da una parte mobile.

  La parte mobile è a sua volta costituita da un anello di ferro dolce che porta avvolte delle spire di rame isolato.  Questo anello ruota nelle vicinanze di due o più poli ( sempre pari e di segno opposto ovviamente ) , di potenti calamite.  Le spire sono congiunte in serie,  cioè la fine di una sezione è collegata col principio della successiva,  in modo da formare un avvolgimento continuo,  chiuso su se stesso.

Durante la rotazione,  le spire di rame vengono  influenzate da ciascun polo producendo così energia elettrica.

   Se la rotazione avviene sempre nello stesso senso ,  si ha la produzione della corrente continua. Se la rotazione invece avviene in senso alterato  ( un giro interno dell’anello verso destra, e il successivo verso sinistra ), si avrà produzione di corrente alternata.

  Su questo sistema, si basano anche attualmente tutte le macchine produttrici di corrente. Occorre un’energia per far muovere l’anello. Quest’energia  può essere idrica ( sfruttando una cascata ) o termica  ( producendo vapor d’acqua ) .

Gli impianti idroelettrici

Raramente  si trova in natura un salto d’acqua,  da potersi utilizzare direttamente nelle macchine idrauliche. Allora il salto, lo si crea artificialmente, sbarrando il corso d’acqua con una diga, facendo  così salire il livello dell’acqua, in modo da raccogliere l’acqua in un lago artificiale.  Con ciò è possibile ottenere in certe ore del giorno o in certe epoche di magra dell’anno,  portate anche superiori a quella dell’acqua che affluisce nel lago, e aumentare la potenza massima dell’impianto.

  Dal lago , l’acqua è convogliata in grossi tubi di acciaio costituenti le condotte forzate,  all’estremità inferiore delle quali si trovano le turbine che fanno muovere le macchine che producono corrente elettrica.  Continua nel prossimo articolo…

26.02.2013

ELETTROLOGIA DUE

Author: admin-ele

26/02/2013

Perciò un corpo, con lo strofinio, si elettrizza positivamente o negativamente,  a seconda che ceda o attiri a sé gli elettroni. In un corpo isolante, nucleo ed elettroni,  rimangono nelle rispettive posizioni e, quindi, l’elettricità non si propaga in esso.

Nei conduttori invece, alcuni elettroni muovendosi rapidissimamente negli spazi interatomici, in tutte le direzioni, trasportano in ogni punto del corpo la loro carica elettrica.

27/02/2013

Elettrizzazione per influenza

Finora abbiamo visto due modi per elettrizzare un corpo :

1) per strofinìo

2) per contatto con un altro corpo elettrizzato.

Vi è un altro modo , un terzo, a distanza che si chiama ” elettrizzazione per influenza o induzione elettrostatica “.

  Si abbia un corpo  C, che sia elettrizzato per esempio positivamente ; vicino ad esso , senza toccarlo , si ponga un corpo ” conduttore ” isolato AB.  Il corpo C richiama per attrazione,  vicino a sé , gli elettroni vaganti lungo AB.  e, li accumula in A ; il conduttore  AB. perciò , si elettrizza sotto l’influenza di C : Nel punto A, vicino a C , con elettricità di segno contrario a quella di C   ( nell’esempio detto negativamente ); e invece nel punto B, più lontano , con elettricità dello stesso segno , ( nel nostro caso positivamente ) ; in mezzo rimane una zona neutra ; cioè non elettrizzata  ( vogliamo ricordarci che hanno lo stesso comportamento anche le calamite ).

Se però mentre è sotto l’influenza di C si pone AB. in comunicazione con la  Terra , per esempio toccandolo col dito in qualunque punto,  allorché poi si allontana C  e si toglie contemporaneamente la comunicazione di AB. con la Terra, si trova questo conduttore elettrizzato tutto di segno contrario  a C.  Questo avviene perché toccando Ab. con il dito,  il conduttore che si elettrizza per influenza di  C   è formato dall’insieme di AB , del nostro corpo e della Terra;  Il punto più vicino a  C è ora tutto quanto il conduttore AB che si elettrizza perciò di segno contrario a  C,  Il punto più lontano è la Terra,  che si elettrizza dello stesso segno di  C;  Allontanando  C e togliendo il contatto col dito, rimane su  AB, come si è detto , l’elettricità  di segno opposto a C.

Osserviamo che l’influenza di  C su  AB avviene solo se fra di essi vi è un mezzo isolante ; ma non avviene se vi è interposto un conduttore, in comunicazione con la Terra ;  come pure non vi è nessuna elettrizzazione se AB è un corpo isolante.   Per il fatto che l’influenza si trasmette attraverso gli isolanti,  questi si chiamano  ” Dielettrici “,  come  ” Diatermani ” si chiamano i corpi che lasciano passare il calore  ” Diafani ”  quelli che lasciano passare la luce.

  Con l’influenza elettrostatica si spiegano parecchi fatti :

1) abbiamo detto che si attirano due corpi elettrizzati di segno contrario , e  non un corpo elettrizzato e uno  no.  E allora come si spiega , per esempio ,  L’attrazione  che esercita un corpo elettrizzato sulla pallina del pendolino?  Ciò avviene perché la pallina, sotto l’influenza del corpo elettrizzato, si elettrizza nel punto più vicino,  di elettricità di segno contrario ; per cui,  essendo affacciati corpi elettrizzati di segno opposto, si attirano.

2) Per vedere  con l’elettroscopio  se un corpo è elettrizzato , non è necessario toccare la pallina ; basta avvicinare il corpo elettrizzato, senza toccare l’elettroscopio, con ciò,  la bacchetta di metallo di questo, si elettrizza per influenza ; la parte più vicina cioè la pallina A , si elettrizza di segno contrario , e la parte più lontana,  cioè le foglioline, si elettrizzano di elettricità dello stesso segno del corpo.  Le foglioline perciò divergono perché cariche dello stesso segno.  Se però si allontana il corpo elettrizzato,  le foglioline si chiudono subito.

Elettroscopi

Gli elettroscopi servono a vedere se un corpo è elettrizzato e, di che segno.

La polvere  elettroscopica :

È formata da un miscuglio di Minio  e Zolfo, in polvere finissima.  Viene lanciata con un setaccio di seta o, con un soffietto,  sui corpi elettrizzati ; Zolfo e Minio si separano,  lo Zolfo ( giallo ) va sulle parti elettrizzate positivamente e, il Minio ( rosso ) su quelle elettrizzate negativamente , che così si riconoscono dal colore e dalla polvere.

Ciò avviene perché i granelli di Minio e di zolfo,  strofinando tra loro o  contro le maglie del setaccio, si elettrizzano: lo Zolfo negativamente perché è una resina,  il Minio positivamente perché è l’ossido di un metallo. Per questo, sono attratti dai corpi elettrizzati  nel modo detto.

L’ Elettroscopio  a foglioline:

È  quello più comunemente adoperato.  È  formato da una bottiglia di vetro, chiusa da un tappo, attraverso cui passa una bacchetta di metallo che,  termina superiormente con una pallina pure di metallo.  Inferiormente, sono attaccate alla bacchetta due striscioline  SS di foglia d’oro o anche di alluminio. Sono di quelle foglie che adoperano i legatori per le dorature dei libri, dello spessore di un millesimo di millimetro, e anche di meno.

Toccando la pallina con un corpo elettrizzato, le foglioline ricevono elettricità dello stesso segno e si respingono. Una  volta allontanate, le foglioline dovrebbero rimanere perennemente discoste, ma poiché l’aria  che è nell’interno della bottiglia  non è perfettamente isolante, avviene che , l’elettricità si disperde poco a poco e, le foglioline vanno lentamente  ma  continuamente accostandosi.

Ciò avviene in molti minuti, se l’aria è asciutta, in pochi secondi con il tempo umido e  istantaneamente toccando la pallina con il dito.  Per riconoscere di che segno è elettrizzato un corpo,  dopo aver caricato l’elettroscopio,  si accosta alla pallina di questo  una bacchetta di vetro elettrizzata : se le foglioline si scostano maggiormente, allora il corpo era elettrizzato come il vetro,  cioè positivamente; se invece le foglioline si richiudono,  il corpo  era elettrizzato di segno contrario  al vetro, cioè negativamente.

Densità  elettrica

Si chiama densità elettrica in un punto , la quantità di elettricità che risiede sull’unità di superficie contenente un punto.

  L’elettricità alla superficie, si distribuisce uniformemente solo nel caso che il conduttore abbia forma sferica ; cioè su ogni sfera la densità è costante in ogni punto.

  Su un conduttore allungato, l’elettricità non si distribuisce uniformemente ; ma si accumula maggiormente alle estremità. La densità cresce cioè con la curvatura della superficie , perciò, su un conduttore allungato, la densità è maggiore alle estremità che non al centro, ed è maggiore nelle parti convesse che non nelle concave.

28/02/2013

La  Tensione  elettrostatica  –  Potere  delle punte

Si spiega perché l’elettricità risieda alla superficie, pensando che vi sia repulsione fra le singole cariche elettriche dello stesso segno,   che risiedono nei veri punti interni di  un conduttore ;  in modo che queste cariche tendono ad allontanarsi dal centro alla periferia.

  Ma anche alla superficie,  si dovrebbero esercitare queste azioni repulsive ,  e l’elettricità dovrebbe abbandonare il conduttore ;  ciò non avviene perché attorno al conduttore vi è il mezzo isolante che lo circonda, ad esempio , l’aria, che trattiene l’elettricità sulla superficie del corpo.  Però l’elettricità,  preme sull’isolante e , determina quella che si chiama la ” pressione o tensione elettrostatica “.

  Nel caso limite in cui il conduttore sia una punta aguzza ,  l’elettricità vi si accumula con una densità enorme ; si genera allora una tensione così forte, sull’isolante circostante,  che questo non può più trattenere l’elettricità che , così , sfugge dal conduttore e si diffonde nell’aria che lo circonda.

È  questo il potere delle punte:  cioè le punte lasciano sfuggire l’elettricità.   Questa , uscendo,  elettrizza l’aria dello stesso segno che perciò viene respinta ; si forma quindi, davanti alla punta un soffio o ” vento elettrico “.

Potenziale

Per valutare l’energia dell’acqua di un serbatoio, non basta considerare solo la quantità di essa;  ma anche l’altezza, o  il livello a cui essa si trova. Così pure come per un gas racchiuso in un recipiente, occorre considerare oltre la quantità di esso,  anche la pressione a cui è sottoposto;  come per il calore ,  è necessario considerare la quantità di calore e la temperatura  a cui si trova.

  Allo stesso modo,  in un corpo elettrizzato,  non basta considerare la quantità di elettricità che vi risiede;  poiché l’effetto che si può trarne,  dipende anche da un certo stato in cui essa si trova. Questo stato dell’elettricità,  lo chiameremo  ” Potenziale  elettrico ” del corpo elettrizzato; quindi:

il potenziale per i corpi elettrizzati esprime   ciò che  è per i liquidi  il livello,   per i gas la pressione,   per il calore la temperatura.

Chiameremo  ” potenziale  zero ” quello del suolo o, di un corpo non elettrizzato.  E come per l’acqua,  il lavoro che essa potrà compiere, si valuterà moltiplicandone il peso per l’altezza da cui cade;  diremo parimenti che , se da un corpo elettrizzato, si scarica una certa quantità di elettricità, essa è suscettibile di compiere un lavoro che, si ottiene, moltiplicando tale quantità di elettricità per il suo potenziale.

Unità  di potenziale

Le seguenti altre analogie con un liquido, chiariscono meglio il concetto di potenziale.

Si assume come livello zero quello del mare; si considera come positivo, un livello superiore a quello del mare,  come negativo,  quello al di sotto.

Si assume come potenziale zero quello della terra ;  si considera come positivo il potenziale superiore a quello della terra,  come negativo quello al di sotto.

Fra elettricità positiva e negativa cioè, vi è solo differenza per il potenziale; essendo elettrizzati positivamente quei corpi  il cui potenziale è maggiore di zero  e, negativamente, quelli a potenziale minore di zero.

 Continua  nell’articolo elettrologia tre…

25.02.2013

ELETTROLOGIA

Author: admin-ele

25/02/2013

MAGNETOSTATICA

Lo studio dell’elettricità,  esige alcune nozioni preliminari di altri fenomeni che, hanno con l’elettricità,  grande attinenza.

Fin da Lucrezio  ( 95 a. C. ) si conoscevano alcuni corpi, i quali hanno la proprietà di attirare pezzetti di ferro ; si sono chiamati  ” magneti ” o calamite e si chiama  “magnetismo ” la causa incognita di questo fenomeno.  Si noti che il magnetismo  non è materia ; poiché una calamita prima di essere magnetizzata ha lo stesso peso che dopo ; però è energia, se può muovere dei pezzi di ferro.

Vi sono magneti naturali,  cioè che si trovano in natura ; sono formati da magnetite, ( che è un ossido di ferro ) , abbondante anche in Italia, specialmente nell’isola d’ Elba.

Vi sono anche calamite artificiali, formate di acciaio temperato e , calamitato, o con lo strofino con altre calamite o, con la corrente elettrica.

Esse hanno solitamente la forma di una sbarra rettilinea o , del ferro di cavallo o, di una sottile losanga allungata , mobile su di una punta che la sostiene; quest’ultima si chiama ” ago magnetico “.

Poli magnetici

Se immergiamo una sbarra calamitata nella limatura di ferro , questa, non è attratta nella parte centrale , ma aderisce alle estremità che, si chiamano poli ; mentre la parte centrale si chiama ” zona neutra “.

Il nome deriva dalla città di Magnesia, nell’Asia Minore,  nelle cui vicinanze si trova in abbondanza la magnetite.

Se sospendiamo un ago magnetico sulla punta del suo sostegno, in modo che sia libero di girare ; vedremo che esso, dopo qualche oscillazione, finisce sempre per fermarsi in una data direzione, che è approssimativamente dal nord al sud. Se lo spostiamo in tale direzione, vi ritorna nuovamente.  Notiamo  però che è sempre e solo quel polo, che si dirige verso nord ; capovolgendo l’ago,  torna nuovamente da sé, come prima.

Dunque i due poli, sono diversi ; li distinguiamo col nome : “polo nord (N ) quello che si rivolge a nord e, ( polo sud ) ( S ) quello che si rivolge a sud.  Se accostiamo il polo sud di un ago al polo sud di un altro,  essi si attirano ; dunque :

” Poli  di  nome  contrario  si  attraggono “

L’attrazione della limatura di ferro,  solo ai poli di un magnete, potrebbe far pensare che, il magnetismo,  risieda solo in quei punti. Invece è ” l’Azione magnetica “, che è limitata ai poli ; ma di magnetismo ve ne è in ogni punto. Ciò che è dimostrato da una seguente esperienza : si prende una calamita,  si verifica che nel mezzo non attira la limatura,  quindi , la si spezza in mezzo.  I due pezzi non rimangono ciascuno con un polo solo,  il che non può essere,  ma vediamo che nei punti di rottura si formano due nuovi poli,  in modo che ciascuno dei due pezzi della calamita è ” una calamita completa, con i suoi due poli contrari ” .

Ciò avviene qualunque sia il numero dei pezzi, anche piccolissimi, in cui si rompe la calamita ; perciò , concludo che, ” In una calamita tutte le molecole sono magnetizzate ” .  Esse sono orientate in modo che , tutti i poli nord sono rivolti verso un estremo della calamita , i poli sud , verso l’altro estremo.

Nei punti intermedi sono affiancati poli nord e poli sud di molecole contigue e , le loro azioni,  si elidono. Restano i poli estremi delle molecole estreme che, formano i poli nord e sud della calamita.

Magnetismo  terrestre

Ponendo una calamita sopra un ago calamitato  ( senza che ago e calamita si tocchino ) l’ago si dispone parallelamente alla calamita con i poli però invertiti.  Questa esperienza ci fa pensare che se un ago calamitato si orienta da nord a sud, deve esservi un magnete che lo diriga così; tale magnete non può essere che la terra , la quale quindi produce un campo magnetico.

La terra , in conclusione, equivale ad una grande calamita, all’incirca nella direzione del suo asse.

L’azione della terra sull’ago è solo direttiva ; le due forze che essa esercita sui due poli dell’ago, sono di eguale intensità ma opposte , quindi, l’ago per l’azione della terra può solo girare su se stesso, ma non spostarsi.  Infatti ponendo una sbarretta magnetizzata a galleggiare su un pezzo di sughero  nell’acqua , la vedremo orientarsi da nord a sud, ma non spostarsi verso l’orlo del recipiente.

Elettrostatica

Talete da Mileto,  circa 2500 anni fa, osservò che un pezzo di ambra, strofinata con un panno di lana acquista LA PROPRIETÁ DI ATTRARRE CORPI LEGGERI, COME PAGLIUZZE, PIUME ECC.    Più tardi ,  Gilbert , verso il 1600, riscontrò la medesima proprietà nel vetro , nella ceralacca, ecc.  Possiamo verificarlo strofinando una bacchetta di vetro o di ebanite con una stoffa di lana e, avvicinandola a due pezzetti di carta,  questi si drizzano e vengono subito attratti dalla barretta.

L’ebanite è la stessa sostanza dell gomma elastica, resa più dura con la vulcanizzazione,  cioè con l’aggiunta di zolfo a cottura, a temperatura elevata.  Si dice che questi corpi sono elettrizzati e , si chiama ” elettricità ” la causa incognita che produce questi fenomeni. Osserviamo che l’elettricità non è materia ; infatti, una bacchetta di vetro non elettrizzata , e la stessa bacchetta elettrizzata, hanno lo stesso peso. Però , l’elettricità è energia, se può mettere in movimento i corpi.

Per vedere se un corpo è elettrizzato, serve meglio il pendolino elettrico.  Esso è formato da una pallottolina leggerissima di sughero o midollo di sambuco, sospesa con un filo di seta ad un sostegno, solitamente di vetro. Se avviciniamo alla pallottolina un corpo elettrizzato, essa si accosta a questo.

26/02/2013

I due stati elettrici

Si è osservato che, non tutti i corpi si elettrizzano ugualmente ; cioè vi sono due stati elettrici che si chiamano :

elettricità positiva ( si indica con il segno +  ) , è lo stato elettrico del vetro liscio, strofinato con la lana.

Elettricità negativa  (  si indica  con il segno –  ) , è lo stato elettrico dell’ebanite, pure strofinata con la lana.

L’esperienza inoltre dimostra che due corpi elettrizzanti dello stesso segno si respingono.  Corpi elettrizzati di segno contrario,  si attraggono.

Anticamente si riteneva che ci fossero corpi elettrizzabili e , corpi non elettrizzabili, con lo strofinìo .  Oggi si è provato che :

due corpi qualsiasi strofinati tra loro, si elettrizzano entrambi , assumendo quantità di elettricità numericamente uguali , ma di segno contrario.

Il nome deriva da ” Electron ” che , in greco , vuol dire appunto ”  ambra “.

Non si dica che,   vi sono due specie diverse di elettricità ; questa è unica ma, può presentarsi sotto due stati diversi.  Vedremo più avanti qual è la differenza tra questi stati.

Corpi conduttori e corpi isolanti

Una bacchetta di vetro , strofinata ad un estremo , attira una pagliuzza solo in quel punto ; l’elettricità rimane cioè lì localizzata , e , non si trasmette lungo la bacchetta.

Corpi che si comportano in tal modo, si chiamano isolanti o coibenti, o dielettrici.

 Tali sono : il vetro, l’ebanite, lo zolfo ,   la paraffina,  la porcellana , le resine , la seta ,  la lana , il petrolio , i gas asciutti, ecc.

Se si strofina una bacchetta di metallo tenuta con la mano , non si elettrizza.  Se la stessa bacchetta la teniamo invece per mezzo di un’altra di vetro a cui è attaccata, allora si elettrizza ; ma strofinata ad un estremo , si trova elettrizzata in tutti i punti. Cioè l’elettricità sviluppata in un punto si è propagata istantaneamente per tutta la bacchetta.

Corpi così fatti si chiamano ”  conduttori “.

Tali sono : i metalli , il carbone , le soluzioni acquose di acidi e sali , il mercurio , il corpo umano , le piante ecc.

La terra è un conduttore ; quindi, qualunque corpo elettrizzato, messo in comunicazione con la terra, cede ad essa l’elettricità. cioè si ”  scarica “. Ciò spiega perché non si elettrizza la bacchetta di metallo tenuta direttamente con la mano; strofinandola si produce elettricità, ma questa, man mano che si sviluppa si propaga, attraverso il nostro corpo, alla terra, e , si disperde.

I corpi poco umidi come la carta, le stoffe di cotone, il legno,asciutto,  l’aria umida , ecc, sono ”  semiconduttori ” ; cioè permettono il passaggio dell’elettricità, ma lentamente; quindi disperdono l’elettricità. Non vi sono corpi perfettamente isolanti né, perfettamente conduttori.

Come si spiega l’elettrizzazione – L’ atomo e l’elettrone

Ho accennato che l’atomo, non si ritiene più essere l’ultima particella invisibile della materia; ma esso è formato da un nucleo, costituito da particelle piccolissime elettrizzate positivamente ( protoni ) e,  da altre diselettrizzate  ( neutroni ); attorno al nucleo, ruotano elettroni ( particelle elettrizzate negativamente ) , secondo la qualità dell’atomo.

 Gli elettroni sono piccolissimi, circa 1840 volte più piccoli dell’atomo di  idrogeno che , è il più piccolo di tutti gli atomi; gli elettrini non costituiscono quindi materia ( nel senso ordinario di questa parola ); inoltre, possono muoversi con velocità grandissima , Fini ai 9/10 di quella della luce.

In conclusione, concepiamo un atomo, come un sistema solare in miniatura, in cui il Sole è rappresentato dal nucleo elettrizzato  positivamente,  di dimensioni piccolissime ma, di massa enorme ( rispetto agli elettroni ) e, i pianeti, sono gli elettroni che, gli turbinano  attorno.

La forza di attrazione fra l’elettricità positiva del nucleo, e quella negativa degli elettroni,  corrisponde alla forza di gravitazione, per la quale,  il Sole attira i pianeti. In un corpo non elettrizzato o, allo stato neutro, l’elettricità positiva del nucleo equivale, a quella negativa degli elettroni, e, l’atomo è neutro.

 Con lo strofinio di alcuni atomi possiamo allontanare alcuni elettroni, si manifesta così l’azione dell’elettricità positiva del nucleo e, il corpo, si elettrizza positivamente ; oppure alcuni elettroni del corpo che strofina,  vanno ad attaccarsi agli atomi neutri, portando a questi un’ eccedenza di elettricità negativa e , il corpo si elettrizza  negativamente. Continua nel art. Elettrologia due.

10.02.2013

OTTICA FISICA DUE

Author: admin-ele

11/02/2013

LA  PRESSIONE

Se abbiamo un mattone a forma di parallelepipedo rettangolo delle dimensioni di cm 20x10x5, che pesi due kg. , possiamo appoggiarlo su un tavolo, in tre modi diversi.

In tutti e tre i casi il mattone grava sul tavolo con tutto il peso di 2 kg.  ma, di volta in volta appoggerà con base rispettivamente di 200 cm². , 100 cm². , 50 cm².

Quindi ogni cm² di tavolo sopporterà :

 gr.   (2000   :    200)  =   gr. 10

gr.    ( 2000   :   100 ) =    gr. 20

gr.    ( 2000    :    50 )  =    gr. 40

Questi numeri  10 – 20 – 40 indicano la pressione esercitata dal mattone sul tavolo nei tre casi.  Concludendo :

LA PRESSIONE  è  LA  FORZA  ESERCITATA  SULL’UNITÁ  DI  SUPERFICIE.

L a pressione atmosferica

Ricordiamo che i gas come i liquidi,  sono scorrevoli   ( Per  questo sono  definiti  fluidi )  e , assumono perciò la forma del recipiente che li contiene ; ma, si espandono e , quindi , non hanno volume proprio, e occupano sempre tutto il volume del recipiente che li contiene.

I gas sono molto compressibili e, praticamente perfettamente elastici. Per cui essendo anche i gas,  come i liquidi,  fluidi ed elastici,  si estende ad essi il famoso principio di PASCAL :

” LA PRESSIONE ESERCITA IN UN PUNTO DI UN GAS, SI TRASMETTE CON EGUALE INTENSITÁ,  IN TUTTE LE DIREZIONI E , OGNI PUNTO,  IN DIREZIONE  PERPENDICOLARE  ALLA SUPERFICIE  PREMUTA “.

Come nel caso del mattone, intendo anche ora per pressione di un gas ( e la stessa considerazione è estensibile anche ai liquidi ) la forza con cui un corpo preme sull’unità di superficie.

L’unità di pressione è 1  kg. x cm.²  ed è chiamata  ” atmosfera  ”  ( A t m. ).

Anticamente si credeva che l’aria non pesasse. Si cita ancora un ‘ esperienza di Aristotele, il quale pesò una vescica,  prima ritorta,  cioè vuota e , poi, gonfiata  col  fiato ; non trovò alcuna differenza di peso.

 Dirò in seguito  la ragione di questo fatto.

 Ma già Galileo,  riuscì a dimostrare che,  comprimendo aria in un grosso fiasco, esso aumentava di peso.

Oggi , si dimostra scientificamente che, l’aria e , tutti i gas, pesano.  Si prende un grosso pallone di vetro, il cui collo è chiuso da un rubinetto. Con una pompa aspirante, si fa il vuoto nel pallone,  si chiude il rubinetto e , si sospende il pallone ad una bilancia , equilibrandolo con una zavorra sull’altro piatto.  Aprendo ora il rubinetto,  nel pallone entra l’aria e, la bilancia,  trabocca dalla parte del pallone : dunque,  l’aria entrata,  ha un peso. Mettendo sull’altro piatto dei pesi, fino a riottenere l’equilibrio ,  si ricava il peso dell’aria entrata ; dividendo questo peso per il volume del pallone,  si ottiene il peso dell’unità di volume di aria.

Poichè l’aria pesa, dovrà esercitare sui corpi una pressione che , su una data superficie , sarà uguale  ( come per il mattone ) al peso di una colonna d’aria che,  ha per base quella superficie  e per l’altezza, la distanza da quella superficie al limite dell’atmosfera.

  Essa  si chiama   ” PRESSIONE   ATMOSFERICA “,  ed è rilevante come dimostrerò con le seguenti esperienze.

1 )  Un bicchiere d’acqua pieno fino all’orlo,  si ricopre alla bocca con un foglio di carta ; tenendo questa, col palmo della mano,  si capovolge il bicchiere ; togliendo la mano l’acqua non cade.

Ciò perché la sostiene la pressione atmosferica che,  è maggiore del peso dell’acqua.

2)  crepavesciche  :

sopra un foglio la pressione atmosferica è di parecchi quintali; tuttavia, il foglio  la sopporta, perché la pressione agisce su entrambe le facce. Ma , se togliamo la pressione su una faccia, il foglio non può più sopportare  l’alta  pressione e , si rompe .

È ciò che accade nel crepavesciche che, è un cilindro di vetro aperto a tutte le estremità ; si chiude superiormente con una vescica o un foglio di carta, ben legato, a tenuta d’aria. Posto il cilindro su un piatto di una pompa aspirante  ( apparecchiatura anche detta  macchina per il vuoto, che serve per estrarre l’aria dai vari  oggetti ) e, estraendo l’aria, la pressione diminuisce all’interno di esso ; la pressione esterna,  dapprima fa incurvare e , poi, rompe la carta con un forte rumore.  Se invece della carta si lega una lamina di gomma,  questa si rompe , ma assume la forma di una calotta ; ciò prova che,  la pressione si esercita perpendicolarmente alla superficie premuta e , con uguale intensità  in tutte le direzioni.

3 ) Emisferi di Magdeburgo  : Il nome è dovuto alla città dove fu eseguita l’esperienza per la prima volta.  Sono  due emisferi cavi,  di metallo, muniti di un largo orlo, ove combaciano esattamente a tenuta d’aria ; uno degli emisferi è munito di un rubinetto e di un raccordo per adattarlo alla pompa del vuoto.  Fatti combaciare i due emisferi si staccano facilmente se dentro vi è ancora aria; facendo invece il vuoto e , chiudendo il rubinetto, occorre uno sforzo grandissimo per staccarli,  cioè per vincere la pressione atmosferica esterna che,  li tiene uniti.

Nell’esperienza fatta a Magdeburgo, nel 1654,  in una pubblica piazza,  gli emisferi erano così grossi che,  non riuscivano a staccarli quattro cavalli che ,  tiravano con corde , in senso opposto.   Si noti che l’esperienza riesce in qualunque senso siano rivolti  gli emisferi ; ciò conferma che la pressione atmosferica agisce  in tutte le direzioni.

Esperienza  di  Torricelli

Le eperienze precedenti,  sono qualitative ma non quantitative ; cioè dimostrano l’esistenza della pressione atmosferica ,  ma non ne danno la misura.

Fu Evangelista Torricelli , allievo di Galileo , il primo ad eseguire tale misura nel  1643 , con una celebre esperienza che porta il suo nome.

  Si prende un tubo di vetro, lungo circa un metro,  grosso circa quanto un dito,  chiuso ad un estremo , aperto all’altro.  Si riempie completamente di mercurio,  se ne chiude l’estremità col dito e si capovolge in una vaschetta contenente mercurio ;   togliendo il dito,  quando l’estremità del tubo è sotto il mercurio,  in modo di essere sicuri che non entri aria nel tubo,  si vede scendere il mercurio e ,  fermarsi a circa 76 cm. sopra il livello della vaschetta.  Poichè sopra il mercurio,  dentro  il tubo  non vi è niente,  neanche l’aria e,  quindi  non vi è niente che eserciti pressione,  la causa che tiene sollevato il mercurio nel tubo, è la pressione atmosferica che, si esercita sul mercurio della vaschetta.

DUNQUE:

 La pressione atmosferica equivale al peso di una colonna di mercurio  alta 76 Cm.

L’altezza a cui si ferma il mercurio, non dipende dalla forma, diametro,  inclinazione , del tubo.  Sulla sezione di un cm.²  una colonna alta 76 cm. ha il volume di 76 cm.³ e , il peso del mercurio ( essendo il suo peso specifico 13, 59 ) è allora :

                                  p = gr.  (  76 x 13, 59  ) 0 1033 gr.

Per questo si assume tale valore come equivalente alla pressione di 1 Atm.   Per formare lo stesso peso con l’acqua,  occorre una colonna alta m. 10,33.

 La forza con cui l’atmosfera preme su un corpo, sulla superficie terrestre,  cresce proporzionalmente alla superficie di esso e , può assumere perciò valori   grandissimi.  Se su di un foglio, sorpassa già i 500 kg. ; un uomo normale sopporta oltre sette tonnellate  e , la forza con cui l’atmosfera preme su tutta la superficie terrestre, supera i cinque quadrilioni di tonnellate.

Da quanto sopra detto , risulta chiaro che allontanandosi dal livello del mare, verso l’alto,  la pressione atmosferica diminuisce e , di conseguenza  si evidenziano alcuni fatti :

–  man mano che aumenta l’altitudine,  si abbassa la tamperatura di ebollizione dei liquidi.  Da ciò risulta che,  certi cibi , tipo i fagioli,  che  cuocciono a temperature che sfiorano i 100° C , oltre certe altitudini non si cuocciono più in quanto l’acqua bolle a temperature più basse.

–  non ha senso mandare in alta montagna atleti per ossigenarsi in quanto,  la minor pressione dell’aria diminuisce la quantità di ossigeno utilizzabile.

–  aerei che volano ad alte quote,  devono essere pressurizzati affinchè , i passeggeri non abbiano a soffrire disturbi di respirazione.

 Elena   Lasagna

08.02.2013

OTTICA FISICA

Author: admin-ele

08/02/2013

NATURA   DELLA  LUCE

Per spiegare la natura della luce,  non possiamo che fare delle ipotesi perché,  non essendo la luce materia,  la sua vera essenza non  cade sotto il dominio dei nostri sensi.

Newton fu l’ultimo sostenitore di una vecchia teoria,  detta dell’emissione o corpuscolare che,  presupponeva che la luce fosse dovuta alla emissione da parte di corpi luminosi di innumerevoli piccole particelle imponderabili,   che si propagano in linea retta,  in tutte le direzioni ,  con la velocità della luce ( 300.000 km al minuto secondo ) ; è la più alta velocità conosciuta in natura.

Queste particelle, battendo sui corpi,  rimbalzerebbero,  dando luogo alla diffusione e alla riflessione.

 Attraverso i mezzi trasparenti,   devierebbero dal cammino primitivo, dando luogo alla rifrazione ecc.

Ma fin dai tempi di Newton,   si scoprirono dei fatti che,  non si potevano più spiegare con questa ipotesi.  Nacque così la ” Teoria  ondulatoria ” .  Si suppose che, la luce ,  fosse dovuta ad un moto vibratorio rapidissimo. Questo moto vibratorio veniva trasmesso,  non dall’aria ma , per mezzo di onde elettromagnetiche.

Secondo gli ultimi risultati della fisica moderna,  la ” Teoria corpuscolare ”  di Newton, non è da scartarsi completamente ma, le due teorie, dell’emissione  e ondulatoria, si integrano e si completano a vicenda.

Che cosa accade ad un raggio luminoso, a seconda del tipo di corpo che va a colpire.

1) Assorbimento :  La luce è assorbita dal corpo. Ciò avviene ad esempio su un panno nero. Vediamo nero ciò da cui il nostro occhio non riceve luce; quindi, i raggi luminosi  che colpiscono un corpo nero,  sono assorbiti da esso e , non tornano indietro.  Nessun corpo assorbe totalmente la luce.

2) Riflessione : la luce è rimandata indietro dal corpo; in modo però che, se un raggio luminoso colpisce la superficie del corpo, ritorna indietro ancora un solo raggio, in una sola direzione.

  3) Diffusione :  la luce che batte sul corpo è riflessa in tutte le direzioni. Un foglio di carta, anche se riceve i raggi solari da una sola direzione ,  è visto da tutti i punti della stanza ; cioè, rimanda la luce in tutte le direzioni. Questo fenomeno è una riflessione irregolare della luce in tutte le direzioni , e si chiama appunto diffusione della luce.

4) Rifrazione : la luce, batte su di un corpo trasparente e, il raggio luminoso, procede oltre, nell’interno del corpo.  Non esiste nessun corpo perfettamente trasparente; lo sarebbe il vuoto assoluto, cioè lo spazio,  privo di qualsiasi sostanza, anche gassosa; ma nel vuoto, la luce non si vede.

VELOCITÁ DELLA LUCE

Anticamente si credeva che la luce si propagasse istantaneamente; ma quando cominciarono le osservazioni astronomiche con strumenti di ingrandimento,  si riscontrarono diversi fatti che dimostravano come la luce, mettesse un tempo determinato e , talvolta rilevante, per percorrere gli spazi celesti.

Dagli studi più o meno recenti, risulta che la velocità della luce, si aggira, in modo molto approssimato, attorno ai 300.000 Km/ sec…  Questa velocità è tanto grande che, se la luce potesse seguire un percorso circolare potrebbe fare in un secondo, 7,5 volte il giro della terra.

 Ma tale tempo,  diventa notevole ed anche grandissimo,  quando la luce debba percorrere distanze enormi,  come quelle esistenti fra le stelle. Basti pensare che,  la luce, impiega più di 8 minuti primi  ( 480 secondi ) , per arrivare dal Sole a noi (150 milioni di km. circa ), e, parecchi anni o secoli,  per arrivare dalle stelle più lontane. Ma…………………………………………………………………..

Scomposizione della luce bianca

Tutte le considerazioni precedentemente fatte, presuppongono che il raggio luminoso sia di un solo colore ( luce monocromatica ).

Se facciamo cadere su un prisma di cristallo, un raggio di luce solare ( che chiameremo luce bianca in quanto , in ottica colorimetrica il colore bianco non esiste ma è la luce ) , esso esce dall’altra parte del prisma scomposto in infiniti raggi tra cui Newton , ne contò sette: rosso-aranciato- giallo-  verde- azzurro- indaco- violetto.

Raccogliendo tali raggi su uno schermo, su un foglio di carta bianca, si forma una striscia continua variamente colorata,  dal rosso al violetto ; tale insieme di colori,  prende il nome di ” Spettro Solare ” .

Questo fenomeno si chiama ” Scomposizione della luce ” in quanto,  un raggio di luce bianca,  è stato scomposto nei colori che lo costituiscono. Da ciò possiamo capire che,  il raggio di luce solare, la cosiddetta luce bianca,  è in realtà formato da veri raggi di colori diversi.

Questi raggi, a seconda delle loro caratteristiche, subiscono dal prisma variazioni diverse.  I raggi rossi sono i meno deviati mentre, i raggi violetti,  sono i più  deviati ; grazie a ciò,  i veri raggi si separano gli uni dagli altri.

 Una riprova che si ha con la ricomposizione della luce.  Se i raggi colorati che escono dal prisma, si raccolgono su una lente,  essa li concentra, li raccoglie in un solo punto, ove si vede luce bianca.  Un’ altra esperienza è quella del disco di Newton.  Su un disco di cartone,  si dipingono vari settori con i colori dello spettro solare ; quindi, si faccia girare rapidamente questo disco attorno al suo asse.  Per la persistenza delle immagini sulla retina,  i vari colori si fondono insieme in una sensazione unica, che è la luce bianca; cioè il disco,  si scorge con una tinta uniforme e biancastra.  La tinta che si scorge sul disco non è proprio bianca,   ma alquanto grigia,  perché i colori artificiali del disco non sono come quelli puri dello spettro solare.

10/02/2013

 Colore  dei  corpi  –  Luminescenza

Un corpo trasparente, che si lascia attraversare da tutte le radiazioni,  è incolore ( vedi i vetri delle finestre ); se ne assorbe alcune, pare colorato della luce risultante dall’unione dei corpi che sono stati respinti.  Così, un vetro giallo,  appare tale perché assorbe tutti i raggi che riceve,   tranne i gialli che lo attraversano ed arrivano ai nostri occhi.

  La stessa cosa avviene per la diffusione della luce.  Un pezzo di carta verde,  ci appare di tale colore,  perché dei raggi che riceve, rimanda al nostro occhio solo i verdi e , assorbe tutti gli altri.   Naturalmente,  i colori percepiti,  sono quasi sempre colori composti per somma di più altri ; così, se vediamo un corpo azzurro può significare tanto che rimandi al nostro occhio i raggi viola,  quanto che rifletta i raggi rossi e azzurri che, insieme, danno la sensazione del viola.   Il nero non è un colore, esso è la mancanza di luce che riceve.   Il bianco non è un colore, il bianco è la luce.

    La luce bianca,  oltre  che con la riunione ( ricomposizione ) di tutti i colori dello spettro solare,   si può ottenere con l’unione di  solo  due di questi colori ; ad esempio il rosso ed il verde ; due colori la cui somma dia la luce bianca,  si chiamano  ” colori complementari ” .

  Vi sono due corpi che, esposti per qualche tempo alla luce del sole  e, portati poi all’oscuro,  emettono una debole luce che, è di tinta diversa,  da un corpo all’altro.  tale fenomeno si dice  ” fosforescenza “.

Colori principali-  colori derivati-  controcolore

Analizzando la composizione dei colori dello spettro solare, si è potuto stabilire che, dei sette colori che lo costituiscono tre sono puri e , quattro, derivano dal mescolamento a due a due di questi tre.

     I colori puri, li chiameremo  ” colori principali ”  e , i colori composti li chiameremo ” colori derivati “.

  I colori principali sono:

  Rosso   Giallo   Azzurro

  I colori derivati sono :

  Aranciato   Verde   indaco  Violetto

  Se ricordiamo qual è il susseguirsi dei colori nello spettro solare

  (  ROSSO  aranciato   GIALLO   verde   AZZURRO   indaco  e violetto ),

  Possiamo notare che ogni colore derivato è compreso tra due colori principali, cioè da quei colori principali da cui deriva; ma vediamoli:

  L’ aranciato è tra il ROSSO   e il  GIALLO ( perché in realtà è formato da questi due colori ).

  Il verde è tra il GIALLO e  l’AZZURRO

  Il violetto e l’indaco sono tra l’ AZZURRO  e il ROSSO.

  Dicevo prima che possiamo ottenere luce bianca,  dall’unione di due colori,  ma non di due qualsiasi.

 Per ottenere luce bianca,  dobbiamo sempre riunire un colore principale, con quello derivato del quale non è entrato a far parte. Dunque, questo colore principale che, unito ad un colore derivato,  del quale non è entrato a far parte, dà luce bianca, si dice ” CONTROCOLORE “.

  Vediamo ora in dettaglio i colori derivati e, i loro rispettivi controcolore:

Aranciato   ( ROSSO + GIALLO )   controcolore  AZZURRO

Verde   ( GIALLO +  AZZURRO )  Controcolore ROSSO

 Indaco e violetto  ( ROSSO + AZZURRO )  Controcolore  GIALLO

  Ricordiamoci però che in questi casi ,  quando parliamo di bianco intendiamo veramente non un bianco puro ( se vi ricordate l’ho già detto ), ma un bianco grigio.

  Il fisico OSTWALD,  ha disposto i colori principali e derivati, in modo tale che ogni colore derivato si trovi,  nella stella che prende il suo nome,  esattamente di fronte al colore principale che, in realtà, è il suo controcolore.