Archive for the 'Botanica' Category

05.04.2013

NEL LABORATORIO DI EMI E PETER QUINTA PARTE

Author: admin-ele

05/04/2013

LE  VIRTÚ  DI  ERBE  E FIORI

 L’AGRIMONIA

Andremo in ordine alfabetico: dalla A alla Z

L’Agrimonia appartiene alla famiglia delle Rosacee. Si trova abbondante nei prati comuni e incolti: la si trova al margine dei sentieri di campagna, nelle zone boschive ma soleggiate. La sua fioritura dura tutta l’estate, poi, si copre di piccoli frutti uncinati. I frutti sono formati da acheni che restano racchiusi nel tubo del calice. La presenza degli uncini favorisce la disseminazione tramite gli animali.

Le sue proprietà sono  coleretiche, colagoghe, antireumatiche , antinfiammatorie ecc. I suoi principi attivi sono i tannini, l’olio essenziale,  le fitosterine, e le sostanze amare , che la indicano per i disturbi epatici legati al cattivo funzionamento della cistifellea specie se accompagnati da acidità di stomaco; i tannini invece sono indicati per il loro effetto di coagulazione e precipitazione delle proteine, manifestano una importante azione antibatterica utile nelle angine, malattie della gola in genere e , per uso esterno, nelle ulcere varicose con ferite di difficile cicatrizzazione.

Vi darei la ricetta per tutto ma non posso perché è giusto che sia fatta dal medico erborista. L’ agrimonia per questi disturbi è molto efficace. Comunque si può usare anche  esternamente per lavare ferite come acne e ferite da taglio.

L’ALOE

Chi non conosce la pianta dell’Aloe ? Credo in molti, sia uomini che donne, per le sue millenarie proprietà benefiche. MA FORSE NON TUTTI SANNO CHE SE  SI ABUSA NELLA QUANTITÁ  E PRECISAMENTE DA  8 a 10 grammi di polvere di aloe può dare risultati addirittura mortali.

L’ALOE : anche questa è una pianta che ha avuto un posto di grande rilevanza nella fitoterapia fin dall’antichità. Si dice che sia di origini esotiche e che appartenesse   alla famiglia delle Liliacee, ma oggi invece queste specie sono considerate  delle Aloaceae. È conosciuta come una grande regolatrice intestinale,  RINFRESCANTE apprezzata per questo perché un organismo che gode di corrette funzionalità intestinali è un organismo  che gode di ottima salute. Questo gruppo di Aloe sono più di 300 specie, la più comunemente usata in fitoterapia è l’ALOE VERA. Si presenta a forma di rosetta allungata, dalle foglie appuntite, carnose, di colore verde e leggermente chiazzate, a volte assumono un color  verde grigio. Questa specie contiene nelle foglie una sostanza gelatinosa e midollosa, tipica proprio dell ” ‘aloe vera ” viene utilizzata in medicina in tutto il mondo, anche in campo cosmetico. I suoi fiori sono tubolari , raccolti in spighe alle estremità e di infiorescenze lunghe  a volte ramificate, che vanno  dal color giallo al color rosso arancione.

L’Aloe venne diffusa in tutto il mondo dai Fenici.  La droga di questa pianta è il succo fresco e il succo condensato, dissecato e ridotto in polvere fine, anche la tintura che a seconda delle dosi di impiego produce effetti terapeutici diversi. L’aloe si usa come amaro eupeptico, ( dose minima es. g 0,03 ) come lassativo  g 0,10 a g 0,20 ;  come digestivo; come purgante  e purgante energico e man mano così si aumentano o si diminuiscono le dosi anche a seconda della forma in cui viene preparata, se sotto forma di polvere o di estratto fluido oppure di tintura.

 ALOE  VERA

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 17/04/2013

L’ALTEA

L’Altea appartiene alla famiglia delle Malvacee. È una pianta erbacea vivace, di colore verde intenso, ma a volte assume una sfumatura cenere a causa della forte tomentosità. Ha un fusto eretto, semplice e poco ramificato, che va da 50 cm a 150 cm di altezza.  Le foglie hanno un picciolo molto corto; quelle inferiori sono più o meno tondeggianti, quelle inserite lungo il fusto sono più o meno triangolari, hanno la base a forma di cuore e l’apice acuto, sono dentate irregolarmente o divise in tre , cinque lobi. Le foglie sono coperte da peli folti e morbidi, a volte assumono la forma di ventaglio.  I fiori, sono grandi al massimo tre cm e inseriti in numero di uno -tre all’ascella delle foglie superiori, sono di colore variabile dal bianco – rosato al porporino.  Il frutto è formato da numerosi semi disposti circolarmente uno vicino all’altro.  Questa pianta è diffusa in tutta Italia, nei luoghi umidi, ma è più frequente al nord,; spesso è coltivata.

L’Altea è una pianta molto nota per le sue proprietà emollienti , decongestionanti, e sono generalmente impiegate nelle forme catarrali delle vie respiratorie ed è un blando sedativo della tosse, in quanto toglie il pizzicore della gola  che si chiude. Enche questa pianta ha un’azione decongestionante delle pareti intestinali infiammate ed ha un’azione regolatrice dell’evacuazione. Poi, i derivati dell’altea sono usati anche in  cosmetica come addolcenti e decongestionanti l’epidermidi delicate e soggette a couperose. Sia le radici, le foglie ed i fiori sono ottimi per pediluvi a scopo riposante, rinfrescante ed emolliente.

30 /04/2013

L’AMORINO

L’ amorino appartiene alla famiglia delle Resedaceae. È una pianta erbacea biennale biennale con radice a fittone; nel primo anno forma una rosetta di foglie sdraiate sul terreno, nel secondo anno fiorisce. Può superare il  metro di altezza, il suo fusto è fristoloso e poco ramificato.

Le foglie basali sono riunite in rosetta, sono di forma lanceolata: lunghe fino a 7-8 cm e larghe un cm circa, il loro margine è ondulato e si seccano prima della fioritura.

I fiori hanno un calice di cinque sepali oblunghi e una corolla composta di quattro-cinque petali differenziati fra loro; quello superiore, è più grande degli altri, è diviso in cinque-sei lobi lineari, i due petali laterali sono divisi in tre lobi, gli inferiori, in numero di uno-due , sono semplici e molto piccoli.

I frutti sono formati da tre-quattro capsule ovoidali che contengono numerosi  piccoli semi lucenti di colore bruno nerastro. Questa pianta è diffusa in tutt’Italia, nei luoghi incolti, perfino sopra ai muri nelle crepe , nei prati, e sui greti ghiaiosi dei fiumi, nelle zone calcaree e soleggiate.

Le proprietà di questa pianta sono diuretiche, e sudorifere, anche coloranti . Le sostanze contenute nelle erbe non servono solo per uso alimentare o salutare, ma sono talvolta utili per altri scopi. Questa pianta e tutte le piante della famiglia delle Resedaceae sono state usate e si usano tuttora fino all’avvento dei meravigliosi coloranti per tingere di giallo tutte le fibre vegetali per tessitura., perfino il legno. Come diuretico e sudorifero si usano le sommità fiorite , es. 3 gr. in 100 ml di acqua; bere al massimo due tazze al giorno. L’amorino è usata nelle aziende alimentari e tessili come colorante naturale, il suo colore è lo stesso che si ottiene dai pistilli dei gigli, e dallo zafferano ( solo che quest’ultimo non ha controindicazioni ma non è accessibile a tutti per il suo costo importante ).

L’ ANAGALLIDE

Questa pianta appartiene alla famiglia delle Primulaceae. È una pianta annuale e talvolta biennale, con fusti sdraiati o ascendenti  in qualche caso radicanti ai nodi.

Le foglie sono normalmente opposte , a volte verticillate, cioè riunite in fascetti da tre-quattro, sono di forma ovale acuminata, la superficie è glabra e cosparsa di punti ghiandolari color ruggine.

I fiori, sono inseriti singolarmente su un lungo ed esile peduncolo all’ascella delle foglie, sono di colore variabile dal blu al rosso ; hanno un calice di cinque sepali e una corolla di cinque petali parzialmente saldati fra loro alla base. Il frutto è una capsula sferica contenente numerosi semi di colore marrone o neri ; alla maturazione la capsula si apre permettendo la fuoriuscita dei semi. Si trova in tutt’Italia, nei campi coltivati, sotto ai frutteti, nei vigneti e nei luoghi erbosi anche nei terreni aridi e nelle zone sabbiose del mare.

Questa pianta ha proprietà espettoranti astringenti  La parte aerea della pianta è usata come sedativo dello stimolo della tosse A, per gambe affaticate e gonfie e per piedi gonfi.  Anche questa pianta è da usare sotto lo stretto controllo del medico.

L’ANETO

L’aneto appartiene alla famiglia delle  Apiaceae ( Umbelliferae ) è una pianta annuale con odore pungente, a fusto eretto, striato longitudinalmente,  che può raggiungere  e talvolta superare il metro di altezza; la radice è sottile e fittonante. Le foglie sono glabre e glauche, divise tre volte in lacinie sottili e quasi filiformi; il picciolo si dilata alla sua base in una guaina amplessicaule che abbraccia per una certo tratto il fusto; le foglie superiori sono più piccole, meno divise e sessili sulla guaina.  I fiori sono formati da ombrelle prive di brattee, i fiori hanno cinque petali gialli. Il frutto è formato da due acheni addossati l’uno all’altro, percorsi nella faccia esterna da tre coste prominenti e circondati da un’ala sottile di colore giallo paglierino.

Le parti usate sono le sommità fiorite e i frutti. L’Aneto ha proprietà aromatiche, digestive, diuretiche , antiinfiammatorie antispasmodiche e carminative. I principi attivi sono : tannini, mucillagini, resine e soprattutto l’olio essenziale che conferisce ai frutti funzioni aromatizzanti e medicinali. Le proprietà dell’Aneto sono simili a quelle dell’Anice e del Finocchio con i quali, per comodità di reperimento, può essere sostituito o usato in miscela per ottenere preparazioni più gradevolmente equilibrate.

Questa pianta è originaria dell’ India e dell’Asia ma è da tempo coltivata anche in Italia. Si trova anche allo stato spontaneo nei luoghi erbosi e prati incolti.

L’Aneto è molto usato per le infiammazioni della bocca, per le digestioni difficili, elimina i gas intestinali; è valido anche come diuretico. I frutti hanno la caratteristica di agire come antispastici attenuando i dolori intestinali, il vomito e il singhiozzo. Inoltre questa pianta si usa nelle aziende alimentari come aromatizzante di molti condimenti.

L’ANGELICA

Anche questa pianta appartiene alla famiglia delle Apiaceae  ( Umbelliferae ) . È una pianta vivace con una robusta radice carnosa da cui sorge un robusto scapo che talvolta può superare i due metri di altezza. Le sue foglie basali sono molto grandi, sono bi o tri-pennatosette e possono arrivare, con il relativo picciolo a una lunghezza di 60 cm; le foglioline sono ovali acuminate, con il margine dentato, la fogliolina terminale è più grande delle altre. Le foglie del fusto sono più piccole e senza picciolo.

L’infiorescenza è formata da numerose ombrelle divise  a loro volta in ombrellette che portano parecchi piccoli fiori di colore verdognolo. Il frutto è formato da due acheni addossati uno all’altro e percorsi, nella faccia esterna, da tre creste non molto pronunciate; al margine hanno un’ala corta, di consistenza suberosa. Dalla forma del frutto si distingue questa specie da quella selvatica. Questa pianta è originaria dell’Europa settentrionale ed è spesso coltivata per i suoi piccioli aromatici usati in pasticceria e in liquoristica.

Si usano le radici e i frutti. le sue proprietà sono: antispasmodiche, aperitive, digestive, aromatiche antisettiche stimolanti. I principi attivi sono l’olio essenziale, i tannini e le resine. Una delle prerogative principali dell’Angelica è l’aroma, che ne fa una delle piante di maggior uso nella liquoristica tradizionale,  in effetti l’Angelica è un esempio di felice connubio fra le caratteristiche aromatiche e digestive. Questa pianta deve essere impiegata sempre a dosi basse; a dosi alte l’azione si inverte  e si ha un effetto fortemente depressivo.

13.03.2013

BOTANICA N 5

Author: admin-ele

13/03/2013

ACERO

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 15/03/2013

 L’acero appartiene alla famiglia delle Aceraceae , distribuito in tutta la zona temperata settentrionale, questo genere , in gran parte ha foglia caduca, costituito da 120 specie di alberi.  Per la maggior parte si tratta di alberi eleganti, dalla chioma arrotondata, spesso con foglie lobate dai brillanti colori autunnali. Il loro fogliame variegato o colorato si ritrova comunemente nei giardini.  In primavera, prima che appaiono le foglie , producono piccole infiorescenze a gruppi di spighe erette o nappine pendenti.  Dopo la fioritura,  gli aceri producono frutti alati,  meglio conosciuti come samara o sicomori. Sono molto apprezzati come alberi da legname  e per la produzione di sciroppi, queste piante si prestano a molti altri usi.  L’acero che abbiamo nella foto si chiama ” Acero Palmatum ” In autunno le sue foglie virano dal verde scuro a un intenso bruno rossastro e oro; mentre durante la stagione estivale foglie assumono un colore rosso intenso bordeaux.  L’acero è una pianta molto versatile , ottima per dare colore ad un giardino di piante verdi e anche come albero per ombreggiare con eleganza.

AGAVE

L’ Agave  appartiene  alla famiglia delle Agavaceae , è un gruppo di circa 230 specie di piante perenni, dalle foglie carnose, diffuse dalla parte meridionale degli USA,  attraverso i Caraibi e l’America centrale, al Venezuela e alla Colombia.  Queste piante hanno spesso margini fortemente dentellati e lunghe spine sugli apici.  Le foglie sono di colore verde o verde e giallo cromo, gli steli da fiore possono avere dimensioni e colori fantastici, mentre le rosette dell’Agave muoiono dopo la fioritura. Le specie come l’ Agave americana, vengono coltivate principalmente per il fogliame e la forma, la bevanda alcoolica tequila viene prodotta dal midollo del fogliame dell’Agave tequilana.  Sopra nella foto abbiamo una specie di Agave americana, è una specie estremamente varia, originaria della parte nord-orientale del Messico. Alba’ ha una striscia mediana bianca che ne contraddistingue le foglie.

FALANGIO

Nella foto in alto insieme all’Agave si vede il Falangio, o Chlorophytum comosum, appartiene alla famiglia delle Liliacee, e conta circa 140 specie. Il Falangio esiste anche di colore unico le sue fronde possono essere variegate come quella che abbiamo in alto oppure di un verde intenso unico. Il nome latino significa semplicemente ” pianta verde “, e in realtà le piante originarie hanno tutte le foglie verdi. La varietà più diffusa in coltura è proprio quella che abbiamo nella foto ed è la C.   comosum  ” Variegatum “, che per il suo inconfondibile aspetto viene chiamata Falangio e cioè ” pianta ragno “. È originaria del Sud Africa, introdotta come pianta d’appartamento in Europa verso la metà del diciannovesimo secolo.

La C. comosum ” Variegatum ” ha foglie slanciate, strette, lineari o lanceolate, lunghe 30-40- 50 cm, larghe solo 2, 5 cm, normalmente verdi con una larga fascia bianco-giallognola al centro, sebbene in alcune la disposizione dei colori sia invertita. Sui lunghi steli color crema, appaiono piccoli fiorellini bianchi, insignificanti. Da questi derivano in seguito le plantule, che possono essere interrate singolarmente in vasi per dare origine ad altrettante piante. Lasciando però molte plantule sui lunghi steli , si ottiene un esemplare molto ricco e originale. D’ estate il falangio può stare all’aperto, in un giardino o su un terrazzo. In genere si piantano 4-o 5 piante in un unico vaso di 30 cm circa, per avere un effetto particolarmente decorativo. Questa pianta cresce bene anche in idrocultura. Reperibile in qualsiasi mese dell’anno.

05/03/2013

 NOCE

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A differenza delle altre volte, oggi vi mostro solo i frutti del noce, ma vi descriverò tutto anche di questa pianta meravigliosa.

Il noce appartiene alla famiglia delle Juglandaceae, è un albero a foglie caduche, alto fino a 15 metri, con tronco dritto e chioma tondeggiante; la corteccia dei rami è liscia e bianco-cenere, quella del tronco più scura e solcata da spaccature. Il tronco del noce è un legno molto pregiato, per la sua robustezza e per il colore e l’eleganza; viene usato per costruire mobili di grande stile e valore.

Le sue foglie sono alterne, grandi e composte da un numero dispari di foglioline, da cinque a nove , sono ovali oblunghe e inserite quasi sessili sul picciolo ; la superficie è glabra sopra, mentre nella parte inferiore vi sono dei ciuffetti di peli all’attaccatura delle nervature secondarie sulla principale.

Fiori

I fiori femminili sono isolati o talvolta raggruppati a due o a tre e sono formati dall’ovario di forma ovale-oblunga , i fiori maschili sono raggruppati in amenti, che sono dei racemi peduncoli coperti da numerosi fiori. Questi hanno una specie di corolla divisa in cinque sei lobi e numerosi stami. Le infiorescenze maschili nascono da gemme preformate nell’anno precedente, i fiori femminili sono portati dai rametti sviluppatisi nello stesso anno.

 I frutti sono drupe composte da una parte esterna più o meno carnosa, detta mallo, e da una interna legnosa che contiene il seme diviso in quattro lobi rugosi. Questa pianta è originaria dell’Asia ma è coltivata ovunque dalle zone mediterranee , alle zone montane.

Come ho già detto il frutto cresce nel mallo, che è anche la parte che si usa in medicina e nelle aziende farmaceutiche per le sue proprietà che sono : digestive, ipoglicemizzanti, ipotensive, coloranti, depurative ecc.

Il mallo è usato anche nelle aziende cosmetiche , è ricco di jugolone, ha proprietà cheratinizzanti; è usato comunemente per le dermatosi, Poi, ha le proprietà di tingere di bruno, il mallo è usato  in cosmetica per prodotti abbronzanti e per dare tonalità più scure ai capelli. Inoltre il frutto acerbo del noce è ricercato nelle aziende alimentari per preparare il liquore digestivo, che è il nocino.  Il frutto che vediamo nella foto è ottimo per combattere la formazione di colesterolo nel sangue e ha il potere di abbassare la pressione sanguigna, e così pure le foglie se prese in decotto o in tintura vinosa , ovviamente  il tutto ben dosato da medici  esperti.

NANDINA

NANDINA

 La nandina appartiene alla famiglia delle  Berberidaceae. Possiede foglie pinnate che si sviluppano nelle tonalità dal verde al rosa, e in inverno nel rosso intenso. I fiori sono dei capolini conici color crema, leggermente profumati che sbocciano dalla primavera all’estate e sono seguiti  da vistosi grappoli di bacche rosse che restano per tutto l’inverno. Anzi nel periodo invernale queste bacche assumono un colore rosso intenso. Il genere prende il nome di una pianta giapponese: ” la Nanten “. La nandina brama il mezzo sole, o un’ombra parziale, con terreno umido e ben drenato. Il fogliame è spesso più lussureggiante se la pianta è all’ombra, ma i colori saranno più intensi  al sole. La moltiplicazione di solito avviene per talee semilegnose, piantarne diverse insieme assicurerà una maggiore raccolta di frutti. Con l’arrivo della stagione fredda, la colorazione verde azzurra del fogliame estivo è sostituito da un  meraviglioso colore rosso. Queste piante sono  resistenti al gelo, adatte sia per bordure (nandina nana ) sia per siepi e frangivento. Se il terreno è ben drenato e sotto le piante non vi sono erbe con radici infestanti, i semi che cadranno durante l’autunno inverno si trasformeranno in  numerose piantine  da mettere a dimora.

Elena  Lasagna

04.03.2013

BOTANICA N 4

Author: admin-ele

04/03/2013

ZENZERO

Lo zenzero appartiene alla famiglia delle  Zingiberaceae.  È una pianta erbacea perenne,  con un rizoma da cui nascono i fusti aerei,  alcuni dei quali portano solo foglie, mentre altri portano i fiori.  I fusti con sole foglie,  formati dalle guaine delle foglie  sono avvolte una sull’altra e, sono alti fino a un metro.

Lo zenzero è originario  dell’Asia e delle isole del Pacifico,  è ora coltivato in tutte le regioni tropicali ; la coltivazione si esegue con frammenti di rizomi poichè le piante coltivate  difficilmente producono i semi.   I frutti sono delle capsule di norma  variabili da subglobosi a elettici , con pareti sottili e divisi internamente in tre logge contenenti molti semi.  La parte usata è il rizoma  ( vedi nella foto in alto ).

Lo zenzero ha molte proprietà : aromatizzanti,  antireumatiche, stimolanti ,  aperitive,  digestive ,  revulsive ecc.

I principi attivi dello zenzero sono : l’olio essenziale, la gingerina , lo zingerone , resine , mucillagini ecc. Lo zenzero pur originario dell’Estremo Oriente,  era ben noto anche ai romani che ne conoscevano sia le proprietà aromatiche che salutari.  La sua radice, e cioè la parte usata nelle industrie gastronomiche e farmaceutiche , ha un aroma penetrante, fresco ma pungente, tipico delle spezie. Ottimo per ricavarne bevande rinfrescanti  dolcificate  col miele. Ancora oggi si usa fare bevande con questa radice rinfrescante una di queste è il ginger, ottimo nelle salse, e mescolato alle spezie,   per condire piatti salati o dolciumi.  Sotto il profilo salutare, lo zenzero è considerato uno stimolante delle funzioni digestive, ottimo anche come coadiuvante nelle tisane contro il raffreddore.

  LUPPOLO

Il luppolo appartiene alla famiglia delle Cannabaceae. È una pianta perenne,  con un grosso rizoma carnoso da cui si sviluppano fusti erbacei,  lunghi diversi metri,  che si attorcigliano su qualsiasi sostegno trovino nelle vicinanze;  le piante si distinguono in maschili e femminili.

Le foglie sono normalmente opposte, solo quelle delle infiorescenze femminili sono alterne ; hanno un lungo picciolo coperto , come i rami, da numerosi peli, la loro forma è palmato lobata. Le piante maschili hanno numerosi fiori, riuniti in una pannocchia  all’apice dei rami,  formati da cinque tepali e cinque stami.  Le piante femminili hanno i fiori situati due a due all’ascella di brattee simili a piccole foglie ; queste ultime sono riunite a formare l’infiorescenza.

I frutti sono degli acheni subrotondi, di colore cenere,  avvolti nelle brattee accresciute;  queste hanno  la superficie tappezzata da numerose ghiandole secernenti una sostanza resinosa gialla.  Cresce dalla zona mediterranea a quella submontana preferibilmente al Nord Italia; si trova nelle siepi, lungo i fossati, e nei luoghi incolti.  La parte usata sono le infiorescenze femminili, e si raccolgono in agosto-settembre recidendole alla base senza il peduncolo.

Anche il luppolo ha grandiose proprietà : come amaro toniche, aromatizzanti, digestive , sedative della sfera nervosa e sessuale.

I suoi principi attivi  sono la resina contenente umulone , olio essenziale, flavonoidi, steroli, antociani, sostanze estrogene.

Il luppolo è noto  soprattutto per il suo impiego nell’industria della birra, alla quale conferisce l’inconfondibile aroma amaro utile anche per la conservazione. Per le stesse caratteristiche è impiegato nelle preparazioni di liquori e bevande amare digestive. Essse hanno inoltre proprietà sedative  atte a conciliare il sonno e a moderare l’appetito sessuale. Quest’ultima proprietà è da collegare con la presenza nel luppolo di sostanze estrogene. In cosmesi il luppolo viene utilizzato per ridare tonicità alle pelli senescenti  rugose e rilassate. Il suo uso nelle tisane deve essere moderato , un uso prolungato potrebbe dare luogo a nausea, vomito, vertigini, e fenomeni ipnotici.

07/03/2013

SEDANO

Il sedano appartiene alla famiglia delle Apiaceae  ( Umbelliferae ). È una pianta erbacea, annuale, con una radice cilindrico-fusiforme nella varietà coltivata  e una radice sottile in quella spontanea. Le foglie inferiori sono pennate e hanno un picciolo lungo che si dilata alla base dove diviene amplessicaule; le foglioline, ovali , possono essere intere, tre-lobate nelle piante spontanee o cinque-lobate in quelle coltivate, hanno il margine dentellato e la base cuneata; le foglie del fusto sono gradatamente più piccole e più semplici.

I fiori sono riuniti in ombrelle poste al termine dei rami o opposte alle foglie; il calice è molto piccolo, la corolla è composta da cinque petali bianchi. Il frutto è formato da due acheni piano-convessi, addossati l’uno all’altro per la superficie piana, con evidenti costolature verticali.

Il sedano è coltivato in diverse varietà, la forma selvatica cresce nei luoghi umidi specialmente in riva al mare.

Le proprieta del sedano sono : quelle diuretiche,  depurative,  digestive,  sudorifere , carminative ecc. In quanto ai principi attivi: olio essenziale, acido petroselinico , vitamine C , e B.  Si dice che il sedano che cresce spontaneamente sia il più pregiato,  ma può essere tranquillamente sostituito con quello coltivato, di cui sono note le proprietà alimentari. Le foglie del sedano e le radici hanno effetto diuretico, sudoriparo e depurativo e vengono impiegate, oltre che per stimolare l’apparato urinario, con conseguente eliminazione di acqua, come coadiuvanti in caso di reumatismi,  uricemia, obesità, renella, e catarri vescicali. Tutte queste proprietà possono essere sfruttate attraverso l’uso alimentare della pianta fresca o del succo.

Per i gas dello stomaco e dell’intestino si usano i frutti, che si raccolgono in agosto- settembre. Si mettono in infusione : 2 gr in 100 ml di acqua. Da bere una o due volte al giorno.

 

CAROTA

La carota appartiene alla stessa famiglia del sedano. E sempre come il sedano si trovano allo stato spontaneo che sono biennali, mentre allo stato coltivato sono annuali. La sua radice è carnosa , si ingrossa fino a raggiungere dimensioni notevoli. Nel primo anno di vegetazione produce le foglie basali, nel secondo sorge fra queste il fusto eretto, ramificato , può raggiungere due metri di altezza. Le foglie sono munite da un picciolo amplessicaule,  sono due o tre pennosi con segmenti dentati; quelli del fusto sono inserite su una corta guaina con segmenti regolari. I fiori sono raccolti in ombrelle; i peduncoli di queste sono eretti e durante la fioritura si arcuano alla maturazione facendo convergere al centro le ombrellette fruttifere.  Il frutto è formato da due acheni addossati, ognuno circondato da una fila di aculei; sulla superficie esterna sono presenti aculei più piccoli.  Oltre ad essere coltivata ovunque in numerosissime specie, la carota si trova abbondantissima  allo stato spontaneo, nelle zone aperte e soleggiate,  dal mare alla regione montana , in tutta  l’Italia.

Le carote si coltivano quasi tutto l’anno, le loro proprietà sono vitaminizzanti,  mineralizzanti,  antiinfiammatorie , regolatrici intestinali ,  diuretiche , ecc. I principi  attivi sono : il ”  Carotene ”  ( vitamina A ). Sotto il profilo terapeutico la carota ha la proprietà di attenuare le infiammazioni dello stomaco e dell’intestino, di stimolare la diuresi ,  e depurare l’organismo ; inoltre decongestiona le pelli infiammate e lenisce le scottature, agisce come bioattivante cutaneo, inoltre aumentano la secrezione urinaria e lattea.

Per le eruzioni e infiammazioni della pelle ottima la polpa cruda e grattugiata;  mentre per i disturbi in testinali  ( diarrea ) succo e polpa crudi.

Per raucedine e tutte le irritazioni della gola : succo della radice cotta, da diluire con acqua tiepida.

FINOCCHIO

Anche il finocchio , così come il sedano e la carota appartengono alla stessa famiglia : delle Apiaceae  ( Umbelliferae ). ×È una pianta erbacea perenne, lignificata alla base, di consistenza carnosa, con superficie glabra e di colore verde glauco ; il fusto , alto fino a 40 cm circa, ha un andamento flessuoso, è normalmente semplice o a volte appena ramificato alla base. Le foglie si sovrappongono le une alle altre sono a forma di conca pennata. L’infiorescenza è una grossa ombrella formata a sua volta da numerose ombrellette, ciascuna circondata da un involucro composto da numerose brattee. I fiori hanno un piccolissimo calice e cinque petali di colore bianco-verdastro, con l’apice prolungato in una punta ripiegata verso il centro. Il frutto è formato da due acheni addossati pianoconvessi ; la superficie esterna ,  bianca o porporina, ed è percorsa da numerose coste lungitudinali. Si coltiva in tutt ‘Italia dalla primavera all’autunno, esige una dimora ben drenata e soffice.  Il frutto del finocchio è ottimo consumato in insalata, oppure cotto a vapore o fatto al forno. Ha proprietà aromatiche ,  aperitive , digestive , carminative , diuretiche ecc. I suoi principi attivi sono l’olio essenziale , le vitamine  e i sali minerali.  La pianta intera fresca viene impiegata  come diuretico e depurativo. Come carminativo , digestivo , e aperitivo  il succo del frutto:  mezzo bicchiere  prima dei pasti.

                                                     Elena  Lasagna

18.02.2013

NEL LABORATORIO DI EMI E PETER QUARTA PARTE

Author: admin-ele

18/02/2013

LE ESSENZE

(quarta parte )

 le mie essenze

Rosa : la rosa è, tra tutte le varietá di piante , uno dei generi più coltivati e amati in ogni parte del mondo.   Fin dai tempi antichi le rose sono state apprezzate per la bellezza e il profumo, oltre che per le virtù medicinali, culinarie e cosmetiche. Esistono circa 5.000 varietà di rose ma le più conosciute sono circa 360, le conosco tutte, ma ovviamente non le descriverò tutte quante. Tra tutte le verietà di rose , il cui habitus spazia dai cespugli eretti, e inarcati ai rampicanti. La maggioranza delle specie è a foglie decidue con spine e setole. Si trovano nelle regioni temperate e subtropicali dell’Emisfero Settentrionale. Le foglie sono solitamente formate da foglioline, in numero da cinque a nove, dai margini seghettati. I fiori, solitari o riuniti in grappoli,  possono variare dalle fioriture singole, di solito con cinque petali, a quelle che ne sono colme. Quasi tutte le rose sono intensamente profumate. La gran parte delle specie e le rose antiche da giardino, fioriscono una sola volta all’anno, ma molte varietà di piante nelle moderne coltivazioni hanno fioriture ripetute, continue.

La maggior parte delle rose richiede un’ esposizione soleggiata e un terreno mediamente fertile ben drenato. Per mantenere una crescita sana e una buona forma delle rose è importante la potatura. Fatta eccezione per le rose antiche Tea, la gran parte di queste piante è molto resistente. La propagazione si ottiene da talee legnose in inverno o di semilegnose in primavera o in estate.

 Gli antenati della moderna rosa coltivata sono più facili da rintracciare: le numerose varietà oggi esistenti discendono , almeno in parte, da otto specie di rose venute in Europa dall’Asia intorno al 1700. Queste hanno dato il loro contributo alla creazione degli ibridi moderni soprattutto perché possedevano una caratteristica che non si trova comunemente in altre rose: la capacità di rifiorire durante la stagione di vegetazione — in certi casi per tutta la stagione — mentre  la maggior parte delle altre specie fioriscono una volta sola in giugno e in luglio.  ma insieme a questo  prezioso attributo, alcune rose asiatiche,  specialmente la rosa tea, rosa odorata, e la rosa del Bengala o della Cina, R. chinensis, hanno una caratteristica meno simpatica : la mancanza di robustezza. Non solo queste due specie,  essendo native da un clima caldo, sono delicate,  ma hanno la tendenza a continuare a crescere tutto l’anno; a differenza di altre piante nordiche che  passano attraverso uno stadio di dormienza nel loro ciclo annuale,  persistono nella crescita anche durante l’inverno. Lottano contro la quiescenza e muoiono, mentre gli arbusti nativi del nord riposano durante il periodo freddo dell’anno.  Incroci moderni hanno prodotto da queste piante ibridi robusti, resistenti al freddo  e dalle cui migliorate qualità si può oggi trar vantaggio in molte zone.

Verso la fine del secolo scorso erano stati prodotti tutti gli elementi della rosa meno uno, ma tale caratteristica mancante era una peculiarità ambita da tutti i rosicoltori: un bel colore giallo. C’erano già rose gialle,  ma nessuna soddisfacente.  Tra quelle importate dall’Asia ce n’erano color zolfo, ciè non erano giallo puro, e quelle selvatiche e semiselvatiche erano inferiori per dimensione e per forma.  La soluzione si presentò nel parco pubblico della ” Tête d’Or di Lione “: passeggiando tra i cespugli di rose nell’estate del 1885, Joseph Pernet- Ducher, un rosicoltore, fu colpito dalla gradazione dorata di una persiana gialla. I suoi fiori pur non avendo la forma desiderabile per la rosa tea, avevano, secondo Pernet- Ducher, i tratti  genetici che permettevano d’introdurre il giallo brillante negli ibridi della rosa tea.

La sua ricerca richiese 25 anni : dopo 13 anni di incroci,  riuscì a creare una rosa, tuttora popolare , ” Soleil d’ Or ” , giallo chiara all’esterno , ma rosso  arancio oppure rosa  all’interno,. Ancora 12 anni d’incroci, ha provato e riprovato ripetutamente , poi, dopo 12 anni ottenne lA PRIMA ROSA COLTIVATA GIALLO PURO :  la ” Rayon  d’ Or “. Da questa e dalle sue varianti derivano tutte le moderne rose gialle, arancioni e color fiamma.

Il valore della scoperta di un nuovo colore è tale che la selezione genetica delle rose è circondata da un’aureola romanzesca e avventurosa. Quando nel 1939 Francis Meilland scoprì una pianta vigorosa con magnifici fiori oro pallido, nata da un seme che egli aveva coltivato, sapeva di aver ottenuto un risultato prezioso, ma non aveva idea di quanto lo fosse,  né  sapeva di quanto tempo avrebbe dovuto aspettare per scoprirlo.  Spedì alcune barbatelle in Germania, Italia , e Stati Uniti ; il mazzo di talee che spedì in Pennsylvania  era a bordo dell’ultimo aereo americano partito dalla Francia nel  1940 prima dell’invasione tedesca.  Solo alla fine della seconda guerra mondiale,  cinque anni dopo,  Meilland seppe che le talee da lui spedite avevano propagato la rosa da lui considerata dagli esperti come  la migliore mai ottenuta , la varietà nota con il nome di ” Peace “. In dieci anni la rosa ” Peace ” era arrivata a fioritura in oltre  30 milioni di cespugli da un campo all’altro del mondo.  Fortunatamente, l’incrocio, il reincrocio e l’ibridazione delle rose hanno prodotto in passato tante varietà che il giardiniere può sceglierne di adatte ad ogni clima e a ogni scopo. Senza citare i nomi di tutte perché sono incredibilmente numerose ; abbiamo le rose rampicanti,  i cespugli che sono quelle da mazzo, abbiamo quelle per le bordure delle aiuole, le roselline da balcone, e i mini rampicanti, quelle da siepe ecc. ne conosco migliaia di forme e colori con i rispettivi nomi. Oltre ai fiori da giardino ci sono anche fiori di campo profumati per l’impiego delle loro essenze.

L’ essenzea delle rose

L’essenza distillata dai petali di rosa, un olio giallo- verde, usata da secoli per la preparazione  di profumi, ha un tale valore, si costa moltissimo. La raccolta delle rose comincia a maggio e dura circa tre settimane, i fiori recisi vengono avviati alle distillerie, occorrono almeno 2000 kg di rose per produrre mezzo kg di essenza pura., che viene raccolta in barili metallici e venduta alle fabbriche di profumi.

Il linguaggio delle rose

Le rose ebbero molti significati romantici per i sentimentali, dell’epoca vittoriana, che usavano il linguaggio dei fiori. Codificato nei libri di etichetta del secolo scorso.  Il dono di un’unica rosa rossa significava ” Ti amo ” Una dama poteva rispondere con una sola rosa gialla : L’ammiratore era giudicato incostante.  Se rispondeva con un bocciolo di rosa bianca , gli diceva : ” Sono troppo giovane per amare “, una sola foglia di rosa, significava : ” Non m’interessa “. Se il corteggiatore era un vero gentiluomo faceva atto di rinuncia con una  rosa muschiata, che significava : ” Sei bella ma capricciosa “. Se invece alla prima rosa rossa la dama rispondeva con un’altra rosa rossa , significava che il corteggiatore le era gradito.

18/03/2013

 Sono stati fatti secoli di incroci,  e lo sviluppo delle tecniche scientifiche , hanno trasformato i rosai dell’antichità in una vasta progenie di fiori affini che consiste  oggi di molti tipi  e conta più di 15. 00o varietà identificabili. Tra queste, le più conosciute e popolari sono le rose Tea ibride che comprendono praticamente tutti i tipi di rose recise vendute dai fiorai e circa i tre quarti dei rosai  prodotti in commercio per i giardini. Sono bellissimi, hanno boccioli lunghi e affusolati, si aprono  in una grande corolla simmetrica formata da molte dozzine di petali sovrapposti e leggermente ricurvi  I colori sono altrettanto meravigliosi che vanno da una sfumatura del bianco attraverso ogni immaginabile colore dal giallo, arancione rosa chiaro e scuro, al rosso chiaro al rosso bordeaux.  Tra le sofisticate Tea ibride e le rose selvatiche alcune delle quali sono ancora coltivate nei giardini, vi sono moltissime rose meno conosciute, con caratteri  di sorprendenti varietà.

20/03/2013

Ci sono rose a portamento eretto, altre che strisciano a terra, altre che si ramificano in magnifiche siepi e coprono intere pareti. Alcune non superano pochi cm di altezza,  mentre altre varietà rampicanti possono raggiungere tra i 14 -20 m, se fissate in una recinzione o al fianco di un edificio. Vi sono ibridi rifiorenti che vantano fiori grandi quanto due mani parallele, molte rose hanno profumi deliziosi, altre invece hanno perso il profumo nel corso di complicati procedimenti di selezione che hanno anche prodotto sorprendentemente ,  rose senza spine.  Profumate o inodore, grandi o piccole, con o senza spine, dal colore delicato o smagliante,  tutte le rose condividono un medesimo tratto ancestrale :  una straordinaria bellezza che ha valso loro un posto d’onore nei giardini di milioni di amanti di fiori di tutto il mondo.

N. B. Una delle più straordinarie rose Tea ibride, la ” Silver  Jubilee “, così chiamata in onore del 25° anno di regno della regina Elisabetta.

Le rose più robuste sono le circa 200 varietà di selvatiche o semiselvatiche, dette rose botaniche disseminate in tutto il mondo.  In genere si distinguono per il loro notevole sviluppo in altezza che pone alcune di esse tra le rose arbustive,  altre tra le rampicanti.  Sono solitamente di facile coltura e portano fiori a cinque petali, dal profumo intenso,  che esplodono in una breve fioritura in  primavera che talvolta si ripete in autunno.  Anche se è possibile il trapianto in giardino di certe specie spontanee molte di queste rose sono versioni domestiche, da tempo coltivate nei giardini, e alcune sono ibridi artificiali. Continua   nel laboratorio di Emi e Peter quinta parte…

22.01.2013

NEL LABORATORIO DI EMI E PETER TERZA PARTE

Author: admin-ele

22/01/2013

LE  ESSENZE

(terza parte)

L’iris, ci sono circa trecento varietà della specie Iris sparsi nelle zone settentrionali temperate, presenti in forme dalla radice rizomatosa e bulbosa. Il vero Iris appartiene alla famiglia delle”  Iridaceae “, è chiamato così in onore della divinità greca dell’arcobaleno. Questi fiori si dividono in quattro categorie: l’iris acquatica che ha bisogno di una posizione soleggiata vicino ai margini dei laghi o dei terreni umidi; l’iris boscosa che si sviluppa alla luce del sole chiazzata, in un terreno umido e ben drenato; l’iris barbata che dovrebbe essere asciugata dopo la fioritura; e l’iris rocciosa che richiede un terreno umido anch’esso ben drenato e ghiaioso. La moltiplicazione di solito avviene per divisione per le dormienti, meno comunemente per seme. Questi fiori sono immersi in colori innumerevoli; non sono profumati ma la loro essenza viene impiegata nelle profumazione muschiate e speziate.

Lavanda,  appartiene alla famiglia delle Lamiaceae ( Labiateae ) è una pianta con una base legnosa bruna e senza foglie, da cui si sviluppano numerosi fusti erbacei, alti fino a 70-80 cm, a sezione quadrangolare e grigio-pubescenti. Le foglie sono opposte, lanceolate-lineari gradatamente ristrette in un apice acuto, con il margine ripiegato e rivolto verso la superficie inferiore.  L’infiorescenza è posta al termine del fusto che nella sua parte superiore manca di foglie; talvolta si hanno infiorescenze laterali inserite all’ascella delle ultime foglie. I fiori sono riuniti in verticilli  che nel loro insieme formano una specie di spiga; essi hanno un calice tubolare, tomentoso e di colore bluastro, terminato da cinque denti piccoli e ottusi; la corolla è tubolare e termina alla fauce in due labbra: quello superiore è bilobato, l’inferiore è diviso in tre lobi sottili. L’essenza si ricava dalle spighe dei fiori, ossia da tutta l’infiorescenza. Il suo profumo è impiegato per le profumazioni femminili,  addizionato al muschio e ad altre assenze anche per quelle maschili.

Mugo, appartiene alla famiglia delle “Conifere ” e in parte alle ” Pinaceae” , per l’essenza si usa la parte terminale della pinta e la corteccia dei rametti giovani, prima che diventino  di colore marrone. Il  Mugo è una pianta molto nota proprio perché da esso si ricava un pregiato olio essenziale, ” o Mugolio “, ricercato non solo dalle industrie cosmetiche ma anche  dalle industrie farmaceutiche per le sue proprietà medicamentose che sono balsamiche, antinfiammatorie ecc… La sua essenza è impiegata soprattutto nelle profumazioni maschili.

Philadelphus: fiore dell’angelo. Questo genere di circa sessanta specie appartiene alla famiglia delle Hydrangeaceae/ Philadelphaceae, ed è formato da arbusti decidui  delle regioni temperate dell’Asia Orientale, dell’Himalaia, del Caucaso e dell’America del nord e centrale. Le piante presentano in genere scortecciatura e foglie verde chiaro ellittiche ruvide; in alcune specie le foglie sono leggermente pelose. La loro fioritura è prettamente primaverile-estiva, i loro fiori sono color crema o bianchi, possono essere singoli o doppi. Essi crescono in grappoli all’estremità dello stelo fogliare. Il loro profumo è molto intenso, la profumazione somiglia al fiore d’arancio. La loro essenza è usata per le  profumazioni femminili: come acqua di colonia, il profumo ( eau de parfum ), fragranze, ecc.

Verga  d’oro : Solidago  virga-aurea L.

La verga d’oro possiede fondamentali virtù diuretiche e astringenti , contiene tannini. Queste proprietà sono così complesse e profonde da dare alla verga d’oro la massima considerazione. Perciò non si ricorra a questo semplice per la comune cistite, ma quando il fenomeno interessa tutte le vie escretrici  dell’organismo perché le sue proprietà drenanti  interessano sia il fegato che i reni. È in grado di ridare limpidezza all’urina carica di sedimenti,  di disinfettare e alleviare l’ipertrofia prostatica,  di sciogliere i calcoli, facilitare la minzione, correggere l’eccesso di albumina, facilitare l’eliminazione dell’acido urico ai gottosi.

La sua attività sul fegato la rende utile come disintossicante generale e come riduttrice dei tassi di colesterolo.

In profumeria,  la sua essenza è impiegata nell’ eau de parfum che contiene il 15% di essenza ( profumo delicato e soave ).

Muschio : Il muschio che si adotta in profumeria non è certo quel muschio che cresce nei boschi umidi. Ma è tutt’altra cosa! Il muschio che si adopera nelle aziende cosmetiche è di origine animale. Ma nasce dalla secrezione ghiandolare di una capra che cresce nel Tonkino. Ci sono altri animali che lo producono come ad esempoi il cervo, e il bue; detti appunto i muschiati. L’odore acutissimo del liquido subisce una complessa elaborazione ed è alla base di quasi tutti i profumi di tipo orientale, più o meno intensi. Questo tipo di muschio è stato la base di profumi sia femminili che maschili, di case famose.  Esiste un’altro tipo di muschio di origine vegetale, è una specie di lichene, proprio come quello che vediamo nei prati ombrosi, o sui tronchi delle querce. Non assomiglia affatto al primo, il secondo è di tutt’altra fragranza. Anche questa tipologia di muschio viene adoperata l’essenza per creare note di fantasia nelle profumazioni maschili; il suo odore è più secco, meno sensuale ma ugualmente si possono creare profumi di  gran  classe.

Mughetto : è un fiore delicatissimo con una fragranza intensa, è presente in tutti i profumi delicati e floreali. L’unica specie di questo genere è una pianta perenne dalla crescita lenta diffusa in gran parte delle zone temperate settentrionali. Oltre all’impiego erboristico e cosmetico per la sua essenza, è molto importante nell’impiego farmaceutico , ancora usato nei moderni trattamenti per rafforzare il battito cardiaco, poiché contiene glucosidi cardioattivi. I mughetti possono essere coltivati sia in vaso che in piaena terra. Predilige il mezzo sole, terreni umidi e ben drenati. D’inverno coprire con fogliame secco.

Sandalo : Il legno di sandalo, ottenuto da scaglie molto piccole della corteccia di una delle piante più pregiate che crescono soprattutto in India,  e dalla quale si estrae anche la pregiata essenza che  costituisce la base di alcuni profumi del mondo: il muschio bianco, che cresce sulla corteccia degli alberi.  Nelle formule si trovano anche  essenze di eucaliptus, garofano, essenza di cannella, essenza di ireos,  essenza di vetiver essenza di incenso , solo una punta e una nota di tuberosa.

Incenso : è tra i profumi più antichi. È sempre stato usato per dare solennità a riti e cerimonie. Ma viene usato nelle aziende cosmetiche per la sua essenza; si presta in tutte le profumazioni sia speziate che floreali. Si ricava da una resina che trasuda da una piccola pianta dell’Africa, la boswellia. In profumeria si usa a piccole dosi; viene molto usato mescolato ad altri aromi orientali , per profumare gli ambienti.

Mirra : è un piccolo albero alto alcuni metri, i rami sono spesso spinosi, le foglie sono normalmente divise in tre foglioline che talvolta possono essere ridotte in una sola. I fiori sono riuniti in piccole infiorescenze all’ascella delle foglie; Il frutto è una drupa con la parte più esterna che si apre in due valve contenenti la porzione carnosa che è più breve del nocciolo in essa racchiuso e che perciò resta parzialmente sporgente. La parte usata è la resina.

La resina essuda spontaneamente dal tronco, ma per ottenere una maggiore quantità di prodotto si praticano delle  incisioni  sul tronco da cui esce la resina che si solidifica all’aria in gocce dette lacrime. La mirra viene usata anche in cosmetologia per fare i prodotti per la cura della pelle, essa contiene proprietà dermopurificanti, astringenti, antisettiche, balsamiche, aromatizzanti. Anche la sua essenza viene usata sia per profumazioni maschili e femminili che profumazioni per gli ambienti.

Hamamelis : ha una fioritura per lo più invernale; genere formato da 5 o 6 specie di arbusti decidui. L’hamamelis appartiene alla famiglia del nocciolo ( hamamelidaceae ), originaria dell’ Asia orientale e dell’America orientale. Presenta getti esili verticali  e, durante i mesi più freddi i rami si ricoprono di fiori con petali nastriformi profumati, simili a ragni gialli, arancione o bronzo. Seguono le foglie, arrotondate, con evidenti nervature, seghettate; spesso in autunno sviluppano tonalità dorate e arancione. Le piante sono anche conosciute con il nome  il nocciolo dello stregone; gli estratti della corteccia e delle foglie  dell’Hamamelis virginiana sono usati non solo nelle aziende cosmetiche per la loro essenza ma vengono usate anche come cure erboristiche.

Peonia : esistono circa trenta specie di questo genere di bellissime sia erbacee che arbusti perenni, tutte originarie delle zone temperate, dell’ Emisfero  Settentrionale. Sono longeve con rizomi e steli piuttosto legnosi e fogliame vistoso , molto ornamentale. Le foglie vanno dal verde scuro al verde azzurro, dentate o lobate , a volte colorate di marrone o di rosso. I fiori sono solitari, eretti , a coppa o grandi e tondi come rose senza spine, I petali possono essere bianchi, rosa gialli o rosso fuoco. Hanno un profumo intenso femminile e classico, ma solo i petali bianchi o rosa.  Il nome Peonia risale  ai tempi dell’antica Grecia e si riferisce alle presunte proprietà medicinali della specie.

Rododendro: Azaleodendron Hybrids, e rododendron ghent Hybrids sono due specie profumate, usate nelle profumazioni femminili e maschili. I rododendri sono oltre 800 specie, molto distribuito anche nell ‘ Emisfero settentrionale, con la maggioranza della coltivazione nelle regioni da temperate a fredde.  Varia da piante minuscole  coltivate in piena terra a piccoli alberi e perfino epifiti che crescono nei rami degli alberi  o sulle pareti rocciose.  Il fogliame si presenta in molte diversità di forme e molto rododendri producono grappoli che contengono fino a 24 fiori straordinari in colori che variano dal bianco al rosa,  al rosso al giallo a l color malva. I fiori sono spesso multicolori che variano , con macchie sui gambi, o singole chiazze di colori differente nella parte anteriore del fiore. Fatta eccezione per alcune specie i profumati sono sempre bianchi o rosa pallido. I fiori variano per dimensioni e forma ma di solito sono campanulati, compaiono all’inizio della primavera e a inizio estate.

13.01.2013

I FIORI CI PARLANO

Author: admin-ele

13/01/2013

I  FIORI

 

I fiori assommano molte qualità irresistibili: eleganza, fascino, vigore, delicatezza, e inoltre fioriscono in una meravigliosa varietà di forme, colori, dimensioni, e fragranze. Questa attrattiva si potrebbe quasi definire sensuale, ed è proprio da qui che ci è venuta l’idea così per gioco, di creare profumi mescolando fragranze incredibili. Alcune persone si affezionano così tanto ai loro fiori da parlare con loro come se fossero esseri umani: anch’io mi sorprendo a volte a mormorare parole di stupore ogni qualvolta ne contemplo la loro bellezza. Tutto questo per  loro  ha un’importanza relativa o quasi nulla, però se c’è passione c’è anche attenzione per migliorare la loro cura.

Questa mia passione per i fiori e le piante mi perseguita da quando ero bambina, per questo ho imparato molto su di loro: tutto ciò che comporta per una coltivazione prodigata, adeguando la giusta misura di umidità, acqua,  nutrimento e cure.

Ho anche imparato attraverso lo studio a dare un significato simbolico ad ogni fiore; posso garantirvi che ha origini antichissime. Citazioni ai fiori che parlano li troviamo nella Bibbia, molte nella letteratura e perfino nelle favole. Dal singolo fiore, della stessa tipologia o della stessa specie, al ricco mazzo misto, i fiori possono dare bellezza in varie composizioni e ambienti. Possono avere un’aria semplice o formale, intima o elegante, vistosa o riservata; ma se non sono curati la loro bellezza è soave ma effimera.

Perché i fiori esprimano i nostri messaggi non bisogna mai trascurare il colore, sia del fiore singolo, sia nei bouquet misti: c’è un fiore per ogni occasione, e a seconda dell’abbinamento cambia il loro significato. Ciò che meglio determina la buona riuscita di un accostamento o di una composizione sono la disposizione, la semplicità, l’eleganza e il carattere giusto della persona che li sceglie e li prepara.

Elena  Lasagna

04.01.2013

NEL LABORATORIO DI EMI E PETER seconda parte

Author: admin-ele

04/01/2013

LE  ESSENZE

(secondo articolo)

La Cannella è una pianta Sempreverde originaria dell’isola di Ceylon, appartiene alla famiglia delle Lauraceae, è da tempo coltivata in altri paesi tropicali: isola di Reunion , Guadalupa, Guaiana, Brasile. La sua essenza viene estratta dalla corteccia, viene usata nelle industrie cosmetiche, farmaceutiche e alimentari per il suo aroma e per i suoi principi attivi, che sono disinfettanti, e tonificanti, aromatizzanti e digestive ecc… Anche questa essenza viene usata nelle preparazioni dei profumi caldi, dalle fragranze esotiche, insieme alla vaniglia, al sandalo e ad altre essenze floreali.

 Il Caprifoglio appartiene alla famiglia delle Caprifogliaceae. Il Caprifoglio è una siepe antica: si dice che sia il rampicante dei castelli Medioevali. È un sempreverde, oltre ad avere un grande impiego nelle aziende cosmetiche è molto usato nelle industrie farmaceutiche per le sue proprietà antinfiammatorie; contro il rafreddore e le influenze. Fiorisce in primavera, la sua essenze è molto gradevole e intensa: si usa molto nelle profumazioni classiche, importanti.

La Ceanothus appartiene alla famiglia delle Lillacee, le varietà usate sono tre: la Ceanonthus Dark Star, fiorisce in primavera, è di colore blu porpora ed ha un’essenza  dalla profumazione intensa. Mentre la Ceanothus Gloire de Versailles è un blu pallido, fiorisce dalla metà dell’estate fino all’autunno; la sua essenza è di una profumazione intensa ma non invadente. Poi c’è la Ceanothus Incanus i suoi fiori sono di un bianco crema, la sua fioritura è prettamente primaverile e la sua essenza è di una profumazione delicata, classica e fresca.

Il Cedro è una pianta di agrumi che cresce nelle zone della riviera ma specialmente nel Mediterraneo, ma anche in molte zone Caraibiche. La sua essenza si ricava soprattutto dalla corteccia della pianta, che da un olio balsamico persisente e delicato.

Il Cipresso  anche lui appartiene alla famiglia delle Conifere, è usato molto in cosmesi come in farmacia per le sue proprietà balsamiche. Ha proprietà antifebbrifughe, la sua essenza è di una profumazione fresca invitante, usata sia per i profumi maschili sia per quelli femminili.

La Clethra appartiene alla famiglia delle Cyrillaceae, sono diffuse in America e in Asia. Tutte le specie di Clethra hanno una fioritura che va dall’inizio dell’estate a fine estate: i loro fiori sono tutti profumati, di una profumazione delicata, quasi talcata, che si adatta a molte combinazioni sia floreali che fresche.

Il Corbezzolo appartiene alla famiglia delle Ericaceae, si trova nei boschi e nelle zone costiere. La sua fioritura è primaverile- estiva, la sua essenza è di una profumazione amarognola, si usa per profumi femminili dalla fragranza antica e fiorita.

Il Coriandolo appartiene alla famiglia delle Apiaceae ( Umbelliferae ) è una pianta originaria dell’ Africa del Nord e del Mediterraneo. L a sua essenza viene molto impiegata nelle profumazioni calde, orientali.

La Curcuma è una pianta erbacea con un rizoma formato da tubercoli dove si estrae l’ essenza, appartiene alla famiglia delle Zinziberaceae, oltre che in profumeria viene usata per preparazioni farmaceutiche e alimentari per le sue proprietà aromatizzanti, colagoghe,  coloranti e antitumorali. La sua essenza è impiegata per la composizione di profumazioni sportive e classiche.

La Dafne, anche di questa pianta ne esistono di varie specie,  appartengono alla famiglia delle Thymelaeaceae, anche loro hanno tutte le fioriture profumate ma differiscono sia nel colore che nel periodo della fioritura. Anche la Dafne ha un’ essenza di una profumazione intensa e sottile; si adatta a molte preparazioni di profumi di tipo sia maschile che femminile abbinata ad altre fragranze sia floreali che speziate.

L’Emerocallide, appartiene alla famiglia delle  Hemerocallidaceae, è una pianta originaria dell’Asia, dai fiori imbutiformi  fiori molto somiglianti ai gigli, su steli tubolari lunghi e sottili, con foglie dai cespi lanceolati dall’altezza che va dai 30 ai 50 cm e sono in 15 specie ma di profumata c’è solo la varietà gialla la lilioasphodelus, la sua essenza viene usata per profumi prettamente femminili aggiunti  a note agrumate e leggermente speziate.

L’Erica, l’Erica appartiene alla famiglia delle Ericaceae, sono molte le varietà dell’ Erica, ma in erboristeria e in cosmesi vengono utilizzate per le loro essenze l’Erica Erigena, e l’Erica Lusitanica. L’Erica lusitanica ha gemme rosa che si aprono in fiori tubolari bianchi. Quest’ultime specie sono trapiantate in Inghilterra meridionale, nella nuova  Zelanda e in Australia, la sua essenza è  fatta di note gradevoli e delicate; mentre la Erigena proviene dall’Europa Orientale. Entrambe fioriscono in inverno e primavera. La loro essenza viene spesso abbinata al muschio, al pino e al cedro. Poi viene usata come fissaggio per i profumi di tipo orientale, e anche da sola o quasi, viene chiamata ” Acqua di Brughiera”.

La Gardenia in genere proviene dall’Africa e dall’Asia, appartiene alla famiglia delle Rubiaceae, comprende circa 250 specie di arbusti sempreverdi o di piccole piante, tutte hanno foglie folte e lucide. Quelle usate in cosmetologia per la loro essenza sono sei: la Gardenia Augusta,  dai fiori bianco-crema fiorisce in estate e in autunno ; la Gardenia Chuck Hayes,dai fiori bianchissimi e la sua fioritura si apre in estate e in autunno; la Gardenia Florida, anche lei ha i fiori bianchi,  fiorisce in estate e in autunno; poi c’è la kleim’s Hardy , stesso colore e stesso periodo di fioritura; infine, abbiamo la Gardenia Thumbergia dai fiori piccoli come la Magnolia stellata, dal colore bianco crema e la sua fioritura va dalla primavera all’estate. La loro essenza ha una profumazione molto raffinata e completa, adatta per i profumi femminili classici e freschi.

Il Garofano anche di questo fiore ne esistono moltissime specie, questo vasto genere appartiene alla famiglia delle Caryophyllaceae, quasi tutti hanno una profumazione intensa e persistente; la loro essenza viene usata sia per profumi dal bouché floreale sia da quelli speziati orientali, di genere femminile. Ma in erboristeria viene usato anche il chiodo di garofano che è un albero sempreverde e appartiene alla famiglia delle Myrtaceae, l’essenza si ottiene dai frutti che sono chiamati chiodi di garofano; quest’essenza viene usata nella preparazione di profumi dal timbro caldo orientale.

Il Gelsomino Sinensis è conosciuto come una pianta  rampicante,  adatta per ornare i pergolati. Anche se ne esistono numerose specie , questa è la più efficace e comunemente usata in erboristeria a differenza delle altre proprio per il suo delicato e intenso profumo.  La sua essenza costituisce la base di molti profumi femminili sia di tipo classico che sportivo. L’essenza del Gelsomino è presente in tutte le composizioni di tipo fiorito, ma dà corpo e delicatezza anche in molte altre confezioni di tipo speziato.

Il Geranio, le piante chiamate gerani appartengono al genere dei( Pelargonium). In realtà entrambi i generi fanno parte della famiglia delle ( Geraniaceae), i veri gerani sono un gruppo di oltre trecento specie, di perenni, sottoarbusti a volte sempreverdi sono diffusi nelle zone temperate. In nessuna delle specie dei gerani possiamo annusare il profumo; ma si estrae l’essenza che va mischiata ad altre e si ricava un qualcosa di molto particolare, specialmente nelle profumazioni amarognole muschiate maschili.

Il Giacinto, Le cultivar hyacinthus vengono coltivati in una straordinaria verietà di colori. Il profumo di questi fiori, diffusi come fiori recisi, è un’altra loro attraente caratteristica. La loro essenza è usata molto nelle industrie cosmetiche, anche questa essenza va mischiata ad altre essenze non floreali, ma muschiate o speziate; da sole avrebbero una profumazione  molto forte. La loro profumazione è adatta per l’impiego di profumi femminili.

Il Giglio, i gigli sia bianchi che colorati appartengono alla famiglia delle Lilliaceae. È una pianta vivace e profumata, fornita da un bulbo composto da numerose squame gialle allungate; dal bulbo prima dell’inverno, sorgono le foglie primarie raggruppate in un ciuffo; fra queste spunta nella primavera successiva, il fusto floreale alto tra il metro e il metro e trenta. I fiori sono da cinque a venti, formano un corto racemo all’apice del fusto e hanno un robusto peduncolo, i cinque tepali, di colore bianco o colorati, sono lanceolati con la porzione apicale rivolta all’esterno e all’indietro con la superficie interna levigata. I cinque stami hanno grosse antere con polline giallo-arancio. Il frutto è una capsula allungata che a maturità lascia si apre in tre parti e lascia uscire numerosi semi tondi  e piatti di colore marrone chiaro. Anche dai gigli specialmente da quelli bianchi si estre un’essenza di un profumo sublime: si usa nelle profumazioni prettamente femminili.

Il Ginepro, in parte appartiene alla famiglia delle conifere. Le parti più usate per le essenze sono: il legno, le foglie, i fiori e le bacche. Le foglie, verticillate, sono di forma lineare e si restringono gradatamente verso l’apice acuto, che termina in una punta rigida e pungente. I fiori sono separati, ci sono piante con solo fiori mascili e altre con solo fiori femminili; i primi sono riuniti in piccoli coni gialli formati dalle antere protette da alcune squame triangolari, quelle femminili sono racchiusi da tre brattee. I frutti sono delle pseudobacche formate dalle tre brattee che circiondavano il fiore femminile. Queste sono cresciute e saldate  fra di loro fino a formare un frutto sferico nero o bluastro, di consistenza carnosa, contenente alcuni semi di colore blu chiaro. Questa pianta detta anche pianta officinalis ha un’essenza gradevolissima, adatta sia per profumazioni maschili e anche femminili.

Glicine, le dieci specie rampicanti di questo genere fanno parte della sottofamiglia del fiore del pisello della famiglia del legume ” Fabaceae”, sono originarie della Cina, del giappone e degli USA orientali. Tutte le specie di questi rampicanti robusti dal legno pesante hanno i fiori molto  profumati. Per l’ essenza vengono impiegati numerosi grappoli di fiori, adatti per le profumazioni femminili.

 Elena  Lasagna

29/12/2012

ELENA  LASAGNA

(Codisotto di Luzzara)

E.L.

I  PROFUMI  DI  EMI  E  PETER

I PROFUMI DI EMI E PETER

Come molti sanno Emi e Peter avevano molte passioni  in comune, al di fuori dello studio e delle loro professioni. Uno di questi era la” botanica ” , avevano un grande gazebo arredato di tutte le erbe possibili che si potevano raccogliere durante tutto il periodo dell’anno. Per loro l’erboristeria era un divertimento, l’arte di essicare le piante, le erbe, e i fiori, avevano fantasia nell’invenzione di oggetti e regali originali; ma in particolare la creazione di profumi dalle esalazioni più originali per la loro sensualità. Poi, una sottile abilità nella ricerca di cibi alternativi capaci di migliorare il livello della nostra alimentazione, ma in modo piacevole, non punitivo. L’erboristeria oggi è impegnata a difendere metodi e mezzi di epoche ormai superate: è diventata invece un’attività di avanguardia, che affronta e segnala tecniche nuove, principi che sono nuovi per il nostro mondo e la nostra cultura ma fanno parte da millenni di altre culture. In Oriente ad esempio, esiste un concetto della medicina completamente diverso dal nostro, che a noi oggi può sembrare anche ridicolo ma invece è soltanto frutto di una diversa concezione del corpo umano e del rapporto fra il corpo, lo spirito, e il cosmo. Questi diversi concetti non possono escludersi a vicenda ma devono integrarsi: e quindi anche noi dobbiamo cercare di capire perché si può guarire un mal di testa massaggiando una parte del corpo, e non prendere degli antidolorifici.

Il botanico erborista molto spesso deve esercitare le sue qualità di psicologo e rendersi conto che dietro problemi dei suoi clienti ci sono spesso cause nascoste che vanno identificate. Quindi questo lavoro richiede sempre più cultura, aggiornamento e sensibilità, forse anche disinteresse e umanità.

In questo articolo parlerò di profumi e di essenze, proprio come loro me li raccontarono. La creazione di un profumo è lunghissima e complessa, nel senso che prima bisognerà capire quello che si vuole creare, il profumo è emozione, è poesia dei sensi, è magia, sì, per me il profumo è” amore”. Ma per creare un profumo  occorre pazienza, sensibilità, fantasia, conoscenza di questa arte, poi, di tutte le erbe, le piante, le essenze, gli oli essenziali, le cortecce, i fiori, le spezie, i tuberi, e anche qualche attrezzo di facile manualità.

Ora penseremo di creare il nostro profumo adatto alla nostra personalità. Es. speziato? Fiorito? Fresco sportivo?Al pino? Alle cortecce? Al muschio? Ecc. Possiamo abbinare le nostre fragranze preferite.

Se noi abbiamo già l’idea di quale profumo creare, allora (1)  prenderemo “l’essenza di base ” e le essenze che amiamo per arricchire e dare personalità all’essenza di base. Fase (2) alcool a 100°, acqua distillata, importanti sono i contagocce, e recipienti di vetro che tutti abbiamo in casa oppure di facile reperibilità. Fase (3) ora versiamo nella bottiglia una quantità di alcol, le essenze, e una quantità di acqua distillata. Ora si agita il tutto e si lascia riposare in un luogo fresco e buio; dopo quindici giorni si filtra e si travasa nelle boccette prescelte. Ora mi domanderete le dosi di alcol, di essenze e di acqua distillata, io vi risponderò che tutto dipende da che cosa volete o vogliamo fare: se vogliamo un’acqua di colonia le dosi saranno ovviamente diverse e ovviamente più leggere, meno concentrate. Comunque per creare un profumo il tempo di posa può variare dai 10 mesi ad un anno!

La suddivisione dei nostri profumi è la seguente: partiamo dall’acqua di colonia, la più leggera contiene dall’ 8 al 10% di essenza; poi, abbiamo l’eau de toilette, che contiene dal 10 al 15% di essenza; e l’eau de parfum che contiene dal 15 al 18% di essenza. Poi ovviamente abbiamo le essenze mescolate dello stesso profumo che contengono il 50% di essenza.

Ora passiamo ad un vero e proprio dizionario delle erbe, piante, fiori, cortecce e tutto quello che il mondo vegetale ci offre per creare la nostra magia.

Incominciamo dai fiori, dalla regina dei fiori che è la Rosa, immaginiamo di avere qui davanti a noi tutte le profumazioni di tutte le varietà di Rose che sono infinite. Passiamo ora ad un’impronta molto conosciuta nel mondo dei profumi che è una siepe: il Gelsomino, un’altra siepe dalle origini molto antiche : il Caprifoglio, poi, la Magnolia, l’Orchidea, la Gardenia, il Geranio, la Dafne, le Ginestre,  il Corbezzolo, tutte le tipologie di Agrumi e tutte le Spezie, come il Patchouli, il Tabacco, gli Agrumi: il Bergamotto, i fiori d’Arancio, il Mandarino, ripassiamo alle Spezie, il Sandalo, la Lonicera, passiamo di nuovo ai fiori abbiamo le Violette, le Viole mammole , le Viole del pensiero, il Rododendro, la kalmia, l’Emerocallide, l’Hamamelis, tutte le varietà dei Garofani, gli Iris, i Giacinti, i Mughetti, il Glicine, il Lillà, i Papaveri, le Peonie bianche e rosa, la Ceanuthus, all’ Abelia, Acacia, la Lavanda, la Tilia ecc . Ora passiamo alle fragranze del Muschio e dei  sempreverdi e cioè tutte le varietà dei Cipressi, dei Pini e degli Abeti; alle cortecce, e alle erbe, all’Incenso, alle Alghe, ai frutti, a tutte le verdure, alle radici tipo Zenzero ecc . Molto importante anche la Clorofilla.

Incominciamo proprio da lei: la vitalità di tutte le piante, perché senza di lei la pianta dissecca e muore. La “clorofilla” non è soltanto vitale, ma è conosciuta anche come colorante naturale,  durante l’ultima guerra gli americani ne hanno scoperto la virtù terapeutica e medicinale: l’applicazione della clorofilla ha dato risultati insospettabili: deodora perfettamente il corpo umano sia per uso esterno che interno. È un disinfettante; ( venne usata su vasta scala dagli Americani in Corea per la disinfezione delle piaghe dei soldati feriti) ed è un cicatrizzante energico. In molti laboratori scientifici americani sono tuttora in corso studi per conoscere altri effetti di questo farmaco prodigioso, che ha avuto immediata applicazione in medicina e in cosmesi.

Ora vorrei farvi conoscere tutte le essenze delle piante sopra elencate. Incominceremo dalla A come  abelia,  abete, acacia, alghe, arancia, ecc…

Abelia Schumannii, è una pianta perenne dalla lunga fioritura che va dall’inizio dell’estate fino a tardo autunno. Essa appartiene alla famiglia delle caprifogliacee, questa varietà ha un essenza delicata, non invadente, romantica, ottima per le profumazioni fiorite ma anche insieme al classico.

L’abete e la famiglia degli abeti , in erboristeria si usa molto l’abete maschio, chiamato ” l’abete bianco ” appartiene alla famiglia delle Conifere, per l’essenza si usano le gemme, i rami giovani con le foglie. Anche questa profumazione è indicata per un profumo dall’esalazione fresca, estiva.

L’acacia Dealbata, appartiene  alla famiglia delle Fabaceae, può raggiungere in natura l’altezza di 24 m. i suoi fiori sono profumatissimi e si aprono a fine inverno, primavera. La sua essenza è particolarmente adatta per profumazioni copiose mischiate al sandalo e al muschio.

L’essenza di arancia, il più usato in erboristeria è l’arancio dolce il ” citrus sinensis ” e i fiori d’arancio, per ricavarne l’essenza si adopera sia i fiori, sia i frutti e la corteccia del frutto. Questa essenza si usa per le profumazioni , estive, aggiungono una nota di freschezza.

L’essenza di alghe marine e alghe dei laghi montani, danno una profumazione delicata e insieme all’abete, al pino e al rosmarino danno una fragranza fresca e classica.

Il bergamotto è un piccolo albero alto pochi metri, con la chioma a forma tondeggiante; appartiene alla famiglia delle Rutacee. L’essenza di Bergamotto è conosciuta sia in cosmesi che nelle industrie farmaceutiche per le sue capaci proprietà disinfettanti, soprattutto per proteggere le ferite da infezioni  secondarie. Ad alte dosi può essere tossico. L’essenza viene usata nelle profumazioni fruttate ma sempre a piccole dosi.

 La Bergenia ciliata, appartiene alla famiglia delle Saxifragaceae, è costituita da 8 specie , ma soltanto la ciliata è conosciuta in erboristeria per la sua essenza profumata. Queste piante si trovano in Asia, in Afghanistan e in tutta la Mongolia. La sua essenza ha una nota classica, romantica, ma può essere abbinata anche alle profumazioni giovani e fresche.

La Camelia appartiene alla famiglia delle Camelie, sono innumerevoli le specie di questo fiore, ma quelle profumate sono soltanto sei. Quelle usate nelle industrie cosmetiche sono: la Camelia Lutchuensis, è bianca, dall’essenza delicata e fiorisce d’inverno; la Camelia Night Rider, è rosso scuro, fiorisce a fine inverno – primavera, la sua essenza è di una profumazione notevole; la Camelia Nitidissima, color oro fioritura invernale la sua essenza è leggera e delicata, poi, c’è la Camelia Sesanqua, di colore rosa carminio e fiorisce all’inizio dell’autunno fino all’inizio dell’inverno, la sua essenza è classica e anch’essa delicata; la Camelia Nzaii, dal fiore bianco, fiorisce solo in inverno e la sua essenza è delicatissima; infine la Camelia Japonica Helena ha petali da bianco a rosa chiaro spruzzati e striati di rosa scuro, che la fanno assomigliare a un dipinto di Jackson Pollock. fiorisce a fine inverno e la sua essenza è piacevole e delicata. Tutte le essenze delle Camelie vengono usate sia per profumazioni classiche che floreali.

Elena  Lasagna

01.12.2012

BOTANICA N 3

Author: admin-ele

01/12/2012

LA SALVIA

 La salvia officinalis appartiene alla famiglia delle Lamiaceae (Labiate). È un arbusto cespuglioso sempreverde con un robusto apparato radicale lignificato e ramificato; i fusti, alti fino a un metro, sono lignificati nella parte inferiore e hanno la corteccia con uno strato sottile di sughero. La parte superiore dei fusti è erbacea, ha sezione quadrangolare e ha la superficie bianco-cenere per la presenza di un abbondante tomentosità. Le foglie sono opposte, quelle inferiori hanno un lungo picciolo, quelle superiori l’hanno molto breve e sono sessili; il lembo è allungato-ovale o lanceolato, la base è cuneata nelle foglie inferiori e arrotondata nelle altre; l’apice è ottuso, il margine è dentellato, la superficie è rugosa e bianco-tomentosa. Talvolta alla base del lembo fogliare sono presenti due foglioline che si svilupperanno e sostituiranno quelle appassite.

L’infiorescenza è composta da numerosi verticilli di tre-cinque fiori; questi hanno il calice tubolare, violacea o rosata, ha il labbro superiore semplice e l’inferiore diviso in un lobo medio grande e due piccoli laterali. Il frutto è dato da quattro acheni bruno o neri, ovoidali o globosi, posti in fondo del calice persistente.

La salvia si trova allo stato spontaneo solo nella zona mediterranea dell’Italia centro-meridionale; è coltivata in tutta Italia.

Anche la salvia come molte altre piante ha grandi proprietà: eupeptiche, digestive, colagoghe, balsamiche, espettoranti, antisettiche, antinfiammatorie e aromatizzanti. I suoi principi attivi sono l’olio essenziale costituito da borneolo, canfora, cineolo e tuine; tannini, saponoidi e colina.

La salvia ha proprietà stimolanti le funzioni dell’intestino e della cistifellea. Sull’apparato respiratorio ha un effetto balsamico ed espettorante ed è efficace anche negli attacchi di asma. Ha tre proprietà interessanti sono quelle di abbassare la glicemia, diminuire la sudorazione in persone deboli, rafforzare l’organismo, e agire beneficamente sull’apparato genitale femminile.

Attenzione però ai preparati fai da te, perché in dosi molto concentrate per via interna possono dare disturbi seri di nervosismo e gravi intossicazioni. Per uso esterno questa pianta ha proprietà antisettiche e astringenti. L’antica medicina ne ha fatto uso come potente cicatrizzante le ferite e piaghe difficili da rimarginare.

L’uso di tisane più valido è quello di fare gargarismi al cavo orale ed è un buon disinfettante della bocca. Le foglie sfregate sui denti danno un effetto lucido e naturale, purificando l’alito.

IL  PINO  SILVESTRE

Il pino silvestre appartiene alla famiglia delle Pinaceae (conifere solo

 in parte). È un albero dal portamento altero, con foglie sempreverdi alto dai 25-30 metri, la chioma è rada e irregolare, la corteccia è cenere e profondamente solcata nella parte inferiore del tronco, nella parte superiore del tronco è rosso mattone. Le gemme sono racchiuse da numerose squamette. Le foglie sono riunite a due a due su di un rametto molto corto, sono lunghe al massimo 7-8 cm, la maggior parte degli altri pini ha foglie più lunghe. Le foglie hanno una superficie glauca, nella parte basale sono diritte mentre in alto sono contorte ad elica. I fiori sono separati: quelli maschili sono riuniti in numerosi piccoli coni inseriti nella porzione inferiore dei giovani rametti, producono una notevole quantità di polline che viene diffuso dal vento; i fiori femminili sono inseriti in coni che, in numero di un a quattro sono posti quasi all’apice dei rametti. Il frutto viene prodotto dall’infiorescenze femminili che si accrescono e formano una pigna ovale- oblunga con la base tondeggiante e l’apice più o meno acuto. Questa pianta cresce dalla pianura padana a ridosso delle Prealpi fino alla zona alpina, dove raggiunge quote di 2000 mt. Si trova nei boschi degli Appennini , delle Alpi ed è coltivato altrove.

Le sue proprietà sono : balsamiche, espettoranti, antiinfiammatorie, antisettiche, diuretiche.

I suoi principi attivi sono l’olio essenziale costituito principalmente da pinene, acidi resinici. Le gemme del pino silvestre sono utili nelle affezioni polmonari, e le infezioni delle vie aeree, dalla bronchite, all’influenza al raffreddore. Esse esercitano una benefica influenza nel sedare lo stimolo della tosse, favoriscono l’eliminazione di muco e catarro, disinfettando l’apparato respiratorio, e uro-genitale; contemporaneamente sono un blando diuretico e antireumatico. Inoltre per uso esterno gli aghi di pino silvestre in decotto servono per disinfettare e stimolare la pelle. Sempre per uso esterno le gemme e altre parti del pino in infuso e lasciate in infuso sono utili a liberare le cavità del naso, e della gola, deodorare l’aria e purificare ambienti.

07/12/2012

L’ULIVO

L’ ulivo appartiene alla famiglia delle Oleaceae, può essere un arbusto o un albero sempreverde, ad accrescimento molto lento e molto longevo, che può raggiungere i 10 metri e più di altezza. I rametti sono subquadrangolari, sono spinescenti nelle forme subspontanee, inermi e tondeggianti nelle forme coltivate. Le foglie, opposte, hanno un corto picciolo e sono ovali-lanceolate; la superficie superiore è verde scura, quasi lucida, l’inferiore è argentea per la presenza di un fitto strato di peli stellato-squamosi dove è evidente la sola nervatura mediana; il margine è intero  e leggermente revoluto verso il basso, l’apice è acuto e termina in una piccola punta, la consistenza è coriacea.  I fiori sono riuniti in racemi all’ascella delle foglie dei rametti giovani; il calice foggiato a coppa, termina con quattro piccoli denti; la corolla di colore bianco-avorio, è imbutiforme e divisa in quattro lobi ovali.

I frutti sono drupe carnose di colore variabile dal verde al rossastro a nero e con polpa carnoso-oleosa; all’interno si trova un nocciolo ellittico. L’ulivo esiste  allo stato spontaneo nelle zone marine ed è ampiamente coltivato nella zona mediterranea, sporadicamente al nord e abbondantemente nel centro-sud. Come tutti sanno i frutti sono pregiati per la loro produzione di olio. L’ulivo ha proprietà febbrifughe, astringenti, antiinfiammatorie, regolatrici della pressione arteriosa. Queste proprietà si trovano nelle foglie e nella corteccia. I principi attivi dell’ulivo sono l’olio grasso ( che si trova nei frutti), i glucosidi, resine, fitosteroli, colina e oleuropeina ( nelle foglie). Oltre ad essere molto pregiato in cucina l’olio è un efficace e blando lassativo; una volta per chi soffriva di emorroidi veniva ordinato di prendere un cucchiaio di olio extra vergine al mattino; lo stesso vale come emolliente per uso esterno e per antidoto agli avvelenamenti da sostanze irritanti l’intestino. Le foglie dell’ulivo sono note come febbrifughe, astringenti e leggermente  antisettiche, esse hanno un’azione ipoglicemizzante e una ipotensiva. Confermato da studi moderni, che abbassa la pressione massima e tende ad equilibrare la minima. Si consiglia l’uso sotto lo stretto controllo del medico. Per uso esterno le foglie favoriscono la cicatrizzazione, proteggono e tonificano i vasi capillari, leniscono le emorroidi infiammate.

La Crassula

 La Crassula è  una pianta succulenta, dalle foglie carnose, coperta da patina bianca o grigia; può formare arbusti ramosi alti anche un metro.

La Crassula comprende oltre 300 specie, molte delle quali succulente tappezzanti perenni o arbustive dal fusto legnoso. Appartiene alla famiglia delle ( Crassulacee ) , le specie sono naturalmente diffuse dall’Asia  al sud dell’ Africa.

Le foglie sono solitamente corte e senza stelo, e spesso vicine ,  opposte e spiralate attorno gli steli.  Molte specie hanno sul fogliame una peluria polverosa e grigiastra,  e capolini di piccoli fiori,  talvolta dai colori vivaci,  che sbocciano solitamente in primavera o dopo le piogge.  Il none Crassula deriva dal latino Crassus che significa  ” spesso “, riferito allo spessore delle foglie.

Spesso coltivate come piante da interni,  si trovano bene anche all’esterno,  in zone miti e non soggette al gelo, esse vanno in mezzo sole.  Piantare in terreni leggeri, arenosi e ben drenati, e annaffiare soltanto durante la crescita  e la fioritura. Cimare per mantenere la forma compatta e per incoraggiare la nuova crescita.  Si riproducono solitamente da talee di foglie o di piccole talee dei fusti; i semi germogliano facilmente,  ma le pianticelle impiegano molto tempo per svilupparsi.

Il  Caglio

Il caglio appartiene alla famiglia delle   RUBIACEE. È una pianta erbacea perenne, fornita di un rizoma stolonifero, sotterraneo da cui sorgono numerosi fusti alti da 20  a 100 metri.  Le foglie inserite in numero d otto a dodici per ciascun nodo,  sono molto strette e di forma lineare ; hanno il margine revoluto, la nervatura mediana è prominente  nella pagina inferiore,  l’apice termina con una punta acuta. L’infiorescenza è una pannocchia con numerosi fiori, posta al termine del fusto ; i fiori sono di colore giallo e leggermente profumati, sono di due tipi: maschili e femminili. I frutti sono due acheni addossati l’uno all’altro, e di forma ovale con la superficie liscia e glabra.

 È diffuso ampiamente in tutta Italia, nei luoghi erbosi e incolti, fino alla zona montana.  Si raccolgono le sommità fiorite. Il Caglio ha proprietà diuretiche, antireumatiche, antispasmodiche, e sedative. I suoi principi attivi sono : i glucosidi, acidi organici vari, tannini.

Oltre alle sue proprietà salutari, il caglio è conosciuto anche come colorante e ha la capacità di far cagliare il latte , per la sua percentuale di sostanze acide ma commestibili. Nelle tintorie per ottenere dei capi colorati di giallo si usano le sommità fiorite, mentre se si vuole ottenere il colore rosso si usano le radici.

22.11.2012

BOTANICA SECONDO ARTICOLO

Author: admin-ele

22/11/2012

L’EUCALIPTO

L’ Eucalipto appartiene alla famiglia delle” Myrtaceae, è un albero sempre verde che può raggiungere dai 25 metri ai 150 metri con un diametro di 10 metri alla base. Le foglie giovani sono molto diverse da quelle dalla pianta adulta; le prime sono opposte a due a due e saldate fra loro alla base, il colore è verde-azzurro, quasi ceruleo

; le foglie adulte hanno un robusto picciolo con cui sono inserite, sparse,sui rami. Esse sono lanceolate e arcuate come la lama di una falce; la base è dissimmetrica, e l’apice è lungamente acuminato. Il fiore dell’eucaliptolo ha un calice slargato, a formare una coppa, con quattro costolature, nel bocciolo è chiusa da un coperchietto che alla fioritura si stacca e cade. È sprovvisto di petali, mentre gli stami sono numerosissimi. Il frutto è una capsula della stessa forma del calice, che alla maturità si apre nella parte superiore per mezzo di fenditure; i semi sono numerosissimi e molto piccoli.

Questa pianta è originaria dell’Australia ma è ampiamente coltivata anche in Italia.

L’eucalipto ha grandi proprietà medicamentose: si dice che tempo fa venisse usato per combattere la” malaria”. Ha proprietà balsamiche, espettoranti, antisettiche, antiparassitarie e aromatiche. Esso viene utilizzato da lungo tempo sia nella terapia domestica, che in preparazione medicinali per risolvere infiammazioni all’apparato respiratorio, urogenitale, e intestinale, stimolare la respirazione e inoltre disinfettare l’apparato respiratorio escretore e digerente. In cosmetica l’eucalipto è usato per deodorare e purificare le pelli impure.  Per eliminare i catarri bronchiali e della vescica e dell’intestino: usare un infuso di foglie ben dosate dal medico erborista, per controllare un’eventuale sensibilità dei principi attivi che contiene, che sono nell’olio essenziale ( cineolo, pinene, canfene, globulolo e eucazulene).

L’EDERA

 L’ edera appartiene alla famiglia delle Araliaceae, è una pianta rampicante, con foglie sempreverdi; i fusti aderiscono ai sostegni, per mezzo di appendici a forma di radici; i rami fertili, cioè quelli che portano i fiori, non hanno radici e divergono quindi dal sostegno. Le foglie sono persistenti, hanno un lungo picciolo, sono di consistenza coriacea, di colore verde intenso. Vi sono due tipi di foglie: quelle dei rami rampicanti sono palmato-lobate, hanno la lamina divisa in tre o cinque lobi triangolari con quello centrale più grande e più lungo dei laterali; quelle dei rami fertili sono intere e hanno contorno ovale o subromboidale con apice acuto. In quanto ai fiori, sono riuniti in ombrelle isolate o più spesso formanti delle pannocchie poste al termine dei rami fertili. Il fiore è formato da un piccolo calice con cinque sepali e dalla corolla di cinque petali gialloverdi. Il frutto è una drupa carnosa di colore nero e di forma subglobosa che contiene due o tre noccioli.

L’edera crese nella regione montana, dal mare al sottobosco, sui muri e sulle rocce e sui tronchi degli alberi. Predilige luoghi freschi. Ha molte proprietà: sedative dello stomaco e della tosse: espettoranti, antinevralgiche, analgesiche ma soprattutto anticellulitiche. I principi attivi dell’edera sono : i saponosidi,(ederina, ederagenina, ederacoside) flavonoidi, acidi cloreginico e caffeico. Sia che impiegata ad uso interno, sia che impiegata ad uso esterno le sue proprietà e i suoi principi attivi sono contenuti nelle foglie.

L’edera è una pianta molto efficace per calmare le tossi più stizzose, per dilatare i bronchi e favorire l’eliminazione dei catarri bronchiali. Questa proprietà è dovuta alla presenza di saponine, che però hanno anche un certo grado di tossicità ed è sconsigliabile avvalersi di questa pianta mediante preparazioni fatte in casa. Mentre per uso esterno l’edera esercita invece un’azione sicura e senza inconvenienti. I decotti o gli infusi di edera esercitano una reale azione anestetica e antinevralgica nelle nevriti, nei dolori reumatici, nell’artrite, e nella sciatica. Sono state provate benefiche proprietà anche nelle celluliti, dove l’azione anestetica permette un massaggio profondo e l’azione astringente e vasocostrittrice favorisce il riassorbimento dei liquidi che impregnano i tessuti.

N. b. Non usare mai i frutti dell’edera perché contengono veleno. Non lasciare mai i preparati all’edera  a portata di mano dei bambini.