11.06.2018

GIARDINAGGIO TRE

Author: Elena Lasagna

11/06/2018

 

 

GIARDINAGGIO TRE

 

 

 

Vorrei tanto essere capace di fare le talee delle rose,  come si fa?  Grazie!

 

Alessandra

 

 

Si possono riprodurre le rose con una tecnica,  nota come propaggine o margotta, con la quale si inducono i rami ad emettere radici mentre sono ancora congiunti alla pianta madre e nutriti da essa. I modi usati maggiormente sono quelli della margotta a terra.  I risultati migliori si hanno nei rampicanti perché possiedono rami flessibili e arcuabili,  perché il ramo che deve essere portato ad attecchire va curvato in modo che un tratto di esso possa essere sepolto sotto terra.  Ad esempio:  Cerchiamo un ramo sano della pianta madre,  nel punto di massimo affossamento pratichiamo un’incisione proprio sotto a un occhio mettendoci uno stecchino.  Si bagna il taglio e spruzziamo la polvere di ormone.  Cerchiamo di interrare la curva del ramo copriamo con la terra e per tenere fermo il punto dove abbiamo inciso ci possiamo  mettere un ramo biforcuto tipo (forcella) e poi ci metteremo una pietra sopra e teniamo irrigato periodicamente.  A primavera  sicuramente la nuova pianta avrà fatto le sue radici e la separeremo dalla pianta madre per piantarla  a dimora alla profondità di circa venti cm.  Ed ecco la riproduzione di una nuova pianta di rose.  Poi ci sono altri modi di riprodurre le rose,  che illustrerò in seguito.

 

Elena  Lasagna

 

Quanto ti piacciono i fiori?

 

Alice

 

In una misura incredibilmente indescrivibile,  e questo non toglie nulla a tutto il resto.  Mi piace il loro profumo,  i loro colori e la loro sontaneità,  insomma per me i fiori sono vita e giovinezza!  Ne tengo sempre un mazzo in casa per profumare l’aria,   i fiori sono un qualcosa di meraviglioso!

 

Elena  Lasagna

 

Come fai ad evere sempre dei bellissimi fiori per tutta l’estate?  C’è un segreto?

 

Alice

 

Basta curarli,  e riprodurli per seme o per talea che li avrai per tutta l’estate e oltre.

 

Elena  Lasagna

 

13/06/2018

 

Il metodo più largamente praticato per riprodurre vegetativamente le rose è quello per innesto che si usa per quasi tutti i rosai,  specialmente le varietà ibride.  Una scheggia di stelo,  contenente un occhio di gemma ascellare ovviamente della varietà desiderata,  viene inserita sotto la corteccia di un’altra varietà di rosa nota per il vigore del sistema radicale.  Non c’è nulla di misterioso nel procedimento,  solo pazienza e pratica per acquistare la destrezza manuale  di chi lo esegue sempre o di chi lo fa per professione. Poi c’è la coltivazione di rosai da talee a legno tenero.   Per piantare un  nuovo rosaio da talea,  si sceglie in primavera uno stelo fiorifero sano:  quando i petali stanno per cadere,  si cima di cinque cm la parte superiore dello stelo, tagliando in diagonale immediatamente sopra l’ascella di una foglia pentafogliata.  Per ottenere la talea, si fa un altro taglio di 15 cm più in basso;  si tagliano tutte le foglie tranne le due superiori senza però rovinare gli occhi dello stelo.  Poi si immerge in acqua l’ estremità inferiore di ogni talea,   si immerge nella polvere d’ormone che ne stimolerà lo sviluppo.  Si piantano le talee in un vaso alto quindici cm,  alla profondità di 3-5 cm in terra sabbiosa,   poi si innaffia abbondantemente.  Si dispone un grosso sacco di plastica trasparente sopra il vaso,  e si rincalzano i lembi.  Tutto questo aiuterà a mantenere umide le talee senza radici in modo che possano svilupparsi assorbendo l’umidità attraverso le foglie.  Il vaso va messo in buona luce ma non alla luce diretta del sole.  Dopo sei o otto settimane al massimo si vedranno spuntare nuovi germogli,  solo allora si toglierà il sacco  e si trapianterà ogni talea in un  vasetto di torba,  si innaffia e si ricopre ogni vaso di talea con un sacco trasparente o un vaso di vetro.  Dopo tre settimane le talee si potranno mettere a dimora nel giardino o nel parco distanziandole una dall’altra.

 

Elena  Lasagna

 

14/06/2018

 

TALEE MEDIANTE PROPAGGINE

 

 

Ecco qua come possiamo vedere,  abbiamo due piccoli rosai nei vasi vicino alla pianta madre riprodotti mediante propaggine.

 

Elena  Lasagna

 

15/06/2018

 

Cosa si deve fare per avere delle rose con una fioritura rigogliosa?

 

Alice

 

Ci sono cose che non si devono tralasciare,  come l’innaffiamento nella stagione calda; un’altra cosa importante è la potatura dopo la fioritura,  poi ogni tanto bisognerebbe innaffiarle con il fertilizzante.  Tutti i  fertilizzanti contengono tre ingredienti principali,  ognuno dei quali stimola il rosaio in modo diverso:  l’azoto incrementa la vegetazione verde,  aumenta il numero e la dimensione dei germogli,  dei rami e delle foglie.  Il fosforo indicato come acido fosforico stimola la crescita delle radici,  aumenta la produzione dei fiori,  mentre il potassio promuove il vigore della pianta rendendola più resistente alle malattie e al freddo.  Scegli il fertilizzante giusto per le tue rose lasciandoti consigliare dai floricoltori.

 

Con la potatura dopo la fioritura si può incrementare  la produzione di rose di un rosaio.  Si fa un taglio in diagonale sullo stelo,  a circa mezzo cm sopra l’ascella della seconda foglia composita.  Qualche settimana dopo questo taglio stimolerà lo sviluppo di un ramo che nascerà dal germoglio ascellare della foglia superiore. Anche dall’ascella della foglia inferiore può nascere un ramo nuovo.

 

Elena  Lasagna

 

20/06/2018

 

COME SI INCROCIANO LE ROSE

 

 

Per creare le nostre nuove varietà di rose mediante ibridazione,  si scelgono fiori di due differenti varietà di piante nel momento in cui i petali stanno per aprirsi. Si stabilisce quale sarà il genitore femmina e quale maschio.  Si taglia il bocciolo maschio con cinque cm di gambo e lo mettiamo nell’acqua,  poi si sfoglia il fiore femina,  a cominciare dal verticillo più esterno.   Auitandoci con una lente di ingrandimento,  asportiamo tutti gli stami del fiore destinato ad essere il genitore femmina.

Leghiamo un sacchetto di carta sopra il calice spogliato per evitare che lo stigma esposto sia fecondato da polline portato dagli insetti.  Il giorno dopo toglieremo il sacchetto ed esaminiamo con la lente lo stigma.  A questo punto dovrebbe essere diventato appiccicoso all’apice, sta ad indicare che il fiore femmina è pronto a ricevere il polline.  Quando le antere del genitore maschio cominciano a liberare polline,  visibile con la lente, strofiniamo le antere sopra lo stigma del fiore femmina.  Mediante la lente controlliamo che almeno due o tre granelli gialli o arancione di polline siano rimasti sopra la testa dello stigma,  pronti a fecondare il fiore femmina.  Se non dovessero esserci ripeteremo l’operazione.  Rimettiamo il sacchetto sul fiore femmina,  dopo una settimana.  Se l’impollinazione è avvenuta,  la base rotonda del fiore,  avrà cominciato a gonfiarsi.   Gli ovuli hanno bisogno di diversi mesi per maturare, dopo di che potranno essere raccolti e seminati. Continua.

 

21/06/2018

 

Si mettono i semi nell’acqua,  e quelli che galleggiano si scartano,  perché sono semivuoti e non hanno probabilità di germinare.  Si possono seminare quelli più pieni,  perché non tutti  saranno fertili;  li seminiamo ad una distanza di due-tre cm l’uno dall’altro e a mezzo cm di profondità,  in un semenziaio pieno di una mescolanza di sabbia,  terra e torba in parti uguali.  Ogni vassoio indichiamo il nome dei genitori e dei semi,  deve essere posto in un ambiente fresco,  come il frigorifero,  la cui temperatura di quattro gradi favorisce la germinazione dei semi,  per esempio se possediamo un frigorifero  di vecchio stampo ci può essere utile. Li lasciamo lì per tre mesi,  poi il vassoio va portato presso a una finestra soleggiata in una stanza tenuta ad una temperatura dai 18° ai 21°C.  Entro tre settimane i semi emetteranno delle foglioline ovali,  mentre per gli altri semi ci vorrà più tempo.  Con un’accurata innaffiatura,  le piantine cresceranno rapidamente.  Quando una pianta ha già tre foglie vere senza contare quelle minuscole,  si potrà trapiantare in un vasetto,  che metteremo l’etichetta,  per poterle riconoscere e dare loro un nome.