Archive for gennaio, 2017

30.01.2017

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE TRENTATREESIMA PARTE

Author: Elena Lasagna

30/01/2017

 

Il medico mi ha detto che sono tesaurismotica  ma che cos’è questa malattia che non la trovo da nessuna parte;  mi sono recata da lui perché mi faceva male un tatuaggio ed avevo paura di un’infezione,  tutto qui. Grazie!

Valentina

 

La tesaurismosi  si può spiegare in poche parole ma si può anche spiegare in maniera soddisfacente per comprendere di più,  Però  hai capita un po’ male perchè la tua è solo una delle forme di tesaurismosi,  ed è la paratesaurismosi.

La tesaurismosi è un accumulo progressivo di sostanze metaboliche normali o abnormi nelle cellule e nei tessuti,  senza che sia possibile da parte degli stessi o dell’organismo di utilizzarle o di eliminarle.    Le tesaurismosi vengono suddivise in alcuni grandi gruppi corrispondenti alla diversa natura delle sostanze che vengono accumulate.  I tipi più importanti e più frequenti sono le tesaurismosi da glucidi,  lipidiche, protidiche,  idriche,  pigmentarie, minerali.  Alcune forme di tesaurismosi per la loro esiguità e limitazione,  interessano zone del corpo circoscritte e indicano disturbi del ricambio locale;  altre invece accompagnano o costituiscono quadri morfologicamente ben definiti per l’estensione e la gravitàraggiunta del disturbo metabolico.  In particolare le tesaurismosi pigmentarie sono dovute all’accumulo di pigmenti,  presenti in condizioni fisiologiche e patologiche nelle cellule e nei tessuti.  Si distinguono tesaurismosi  dovute a pigmenti emoglobinogeni, (ematoidina,  emosiderina, metaemoglobine,  bile),  e che possono essere locali nelle sedi di emorragia,  o generali (iperemolisi emocromatosi,  ittero del neonato,  malaria cronica),  e tesaurismosi dovute a pigmenti autogeni,  determinate cioè da eccessi di melanine e di lipofuscine. Mentre la paratesaurismosi è provocata da accumulo intenzionale proprio come il tatuaggio.

 

04/02/2017

 

La parola enuresi,  cosa ti ricorda?  Esiste?

Fabrizia

 

Sì,  è una forma di incontinenza urinaria che si riscontra nella prima infanzia,  soprattutto nei maschi,  dovuta a cause diverse.  Fra le cause principali,  troviamo :  malformazione dell’uretra,  calcoli vescicali, irritabilità vescicale,  stati ansiosi,  epilessia,  parassitosi intestinale e infiammazioni urogenitali.  C’è un trattamento generale che può dare sollievo ma per una guarigione completa è necessario fare una diagnosi ben definita;  è compito del pediatra indicarti la cura giusta.

Elena  Lasagna

 

08/02/2017

 

Perché  ci sono persone che al polso portano un bracciale di rame?

M.

 

Indossare qualche filo di rame puro attrae a sé  e riesce ad eliminare tutte le cariche in eccedenza che si sono formate nel nostro corpo,  ristabilendo l’equilibrio elettromagnetico;  ce lo hanno insegnato gli antichi.

Elena  Lasagna

15/02/2017

 

Perché   e quando si usa l’elettroshock?

I.

Questa terapia si usa nelle malattie mentali,  soprattutto nella schizofrenia, e nella depressione.  Si provoca una perdita di coscienza e un accesso convulsivo nel paziente mediante il passaggio attraverso il cranio della corrente elettrica alternata.  È il metodo impiegato dai primi psichiatri italiani, in  sostituzione di altre terapie di shock.  Nonostante la lunga e intensa utilizzazione clinica, questa terapia è stata per molto tempo in oscurità.

17/02/2017

Gli allucinogeni che prendono i ragazzi attraverso le medicine e droghe,  è vero che deteriorano il cervello?

Fausta

 

Sì,  procurano profonde alterazioni del sensorio,  del pensiero e dell’umore,  senza compromettere l’integrità funzionale del sistema nervoso autonomo e di altri apparati dell’organismo.  Gli allucinogeni bloccano le funzioni inibitorie della corteccia e alterano  l’attività di vari circuiti proiettivi e intercorticali,  con un’azione specifica  sui mediatori della trasmissione nervosa nel sistema nervoso centrale.  Certi allucinogeni potenti vengono impiegati in medicina in psicoterapia (nevrosi croniche per alcoolismo)  e per produrre, a fini di studio,  delle psicosi  sperimentali.  L’effetto di singole dosi  di allucinogeni come LSD,  è seguito spesso dalla comparsa di psicosi e di serie manifestazioni depressive,  da episodi confusionali,  panico ecc.  Quindi,  l’uso protratto  delle sostanze allucinogene,  è la conseguenza  drammatica della disintegrazione della personalità.

18/02/2017

 

Il placebo può dare disturbi fisici ecc.

Fausta

 

Il placebo è un procedimento o mezzo chimico,  o fisico, o psicologico che simula un trattamento terapeutico.  Nella maggior parte dei casi,  il placebo si ottiene mediante la somministrazione di pillole,  o iniezioni,  che  sono del tutto privi di principi attivi medicinali;    serve per ottenere la guarigione di chi crede di essere  affetta-o  da patologie.

26.01.2017

RISPOSTE AI LETTORI CENTOTRENTUNO

Author: Elena Lasagna

26/01/2017

 

Perché certa gente non ha il coraggio delle sue azioni e quello che è peggio non l’avrà mai!  Come si può vivere immersi nel sudiciume della maleducazione, della vigliaccheria e della menzogna?

Alessandra

 

Da quando c’è il mondo esistono persone forti,  leali, e persone deboli e vigliacche,  ognuno indossa il suo abito.  Queste ultime mostrano al mondo di essere di natura pacata, ma la trama del debole gioca un ruolo traditore impedendo il controllo degli impulsi smentendo tutto ciò che quell’essere vuole dimostrare. Ecco perché la vigliaccheria viaggia sempre in terza classe!  (un modo di dire che ovviamente non ha nulla a che fare con i viaggi) La vita alla fine premia sempre i forti e i giusti!

Elena  Lasagna

 

31/01/2017

 

Se potessi rallentare  di cento volte il tuo processo d’invecchiamento in modo di avere una speranza di vita allungata di mille anni,  come ti comporteresti?

 

Dott.  Robert

 

Questa domanda dovrei rivolgerla io a te!  Non ti stupire se ti dico che non farei nulla di più e nulla di meno di ciò che faccio ora.

Elena  Lasagna

 

Se t’invitassero ad un party dove ci saranno molte persone interessanti,  per bene che non hai mai incontrato prima,  ma nessuno dei tuoi amici ha il coraggio di andarci,  cosa faresti ci andresti da sola?

Dott.  Robert

 

Assolutamente sì!  Non vedo perché no!

 

Elena  Lasagna

 

01/02/2017

 

Cosa ne pensi di certi uomini di potere che invece della pace seminano guerra?

 

Dott.  Robert e Linda

 

Non si può assecondare chi gioca col pericolo per motivi speculativi,  senza prendersi le proprie responsabilità di azioni e parole,  giocando con la vita della gente;  e poi incriminare solo gli esecutori!

Elena  Lasagna

 

01/02/2017

 

Cosa pensi di quei due sacerdoti accusati di molestia sessuale e istigazione alla prostituzione nei confronti di alcune parrocchiane?

 

Dottor  Robert

 

Quelli non sono mai stati sacerdoti e non lo saranno mai;  sono sfuggiti al controllo della chiesa e non solo.  Mi rattrista il pensiero che arrivati a cadere così in basso,  chissà cos’altro c’era d’aspettarsi!  E ribadisco,  purtroppo non sono i primi e non saranno nemmeno gli ultimi. Posso capire un prete giovane che s’innamora di una donna,  ma l’associazione a delinquere,  quella non si può capire,  è intollerabile.  L’intensità di uno spirito opaco ha tolto ogni gioia ed ogni speranza di un recupero nel cammino della chiesa.  Devono togliersi la maschera e liberare quegli spiriti maligni altrove!  Allontanarsi dalla chiesa senza fare rumore per prendere la strada del pentimento!

Elena  Lasagna

 

03/02/2017

 

Che cos’è secondo te la vera presa di coscienza dovuta alla maturità e all’esperienza di vita di una persona?

Dott.  Robert

 

La vera presa di coscienza sa di libertà,  è come sentirsi in alto mare e sapere che non esistono pericoli,  ma si può ammirare solo la bellezza.  Poi,  si vive di più,  assaporandone ogni fragranza,  perché si raggiungono equilibri rari,  usando cuore e ragione.  La naturalezza non viene accantonata, ma migliorata con eleganza,  unendo spesso alla ragione la passione per molte cose ma soprattutto per la vita stessa. Anche se l’irrazionale può trascinare molto lontano   con entusiasmo fino a spiazzare, ma senza mai sconfinare nel disordine assoluto.

Elena  Lasagna

 

06/02/2017

 

Se un maniaco di cui non hai mai avuto nulla a che fare cercasse di distruggere la tua felicità con atti nascosti incolpando chi non ha colpa tu cosa suggeriresti di fare?

F.

Io credo che certe persone abbiano bisogno di una lezione una volta per tutte!  Diciamo che fino ad ora ho fatto senza scomodarmi perché ci ha pensato il destino che si sono creati! A volte serve una mano dal cielo.

 

Elena  Lasagna

 

11/02/2017

Pensi che ce ne siano ancora  dei falsi ciechi in giro?

Dott.  Robert

In giro ci sono molte cose ingarbugliate,  e questa è una di quelle in cui i nodi non  si sono ancora districati.

Elena  Lasagna

12/02/2017

Cosa pensi di chi non crede alle apparizioni Mariane?  Se tu dovessi avere un’esperienza simile lo diresti?

Gianfranco

Se leggi attentamente ho già risposto a queste domande.

Ognuno può credere e non credere,  è facile credere quando si hanno le prove di certe azioni,  ma credo anche che si sbaglino di grosso a non crederci.  Come sbagliano quelli che credono che la Vergine SS. appaia solo a loro,  nei luoghi che decidono loro.  Io penso che sia Lei a decidere a chi,  dove e quando manifestare la sua presenza e non quando lo vogliamo noi.  Io lo direi solo se me lo comandasse,  e non per mia spontanea volontà;  anche perché non amo divulgare questi tesori,  mi piace accogliere tutti gli aspetti più belli e inattesi  che ci offre la vita.

Elena  Lasagna

19/02/2017

 

Tradiresti chi ti ha fatto del bene,  divulgando bellissimi segreti che non hanno a che fare con la religione?

 

Dott.  Robert

Per me l’amicizia vera è sacra,  sono così rare le persone vere che le difenderei con la mia stessa vita.  Anche perché credo che alcune  persone che ho conosciuto in questo ultimo decennio non se lo meritino.   Con la loro ipocrisia hanno cercato di farmi prendere la carreggiata sbagliata,  il loro modo viscido è stato la causa di queste mie esclamazioni pesanti, ed io anche se non li perdonerò mai non voglio portarli nella mia mente e tantomeno nel cuore.  Fin da piccola ho imparato le buone maniere,  ma ho imparato anche che se qualcuno mi pesta di non stare mai a guardare ma paga con la stessa moneta;  a volte usare la stessa moneta si deve scivolare troppo in basso,  l’importante è sapere difendersi nella maniera giusta.  I bellissimi segreti fanno bene all’anima e non puoi certo divulgarli a quelli che l’anima non ce l’hanno.

Elena  Lasagna

19/02/2017

 

Che cosa significherebbe per te sopravvivere?

Dott. Robert

 

È andare dove va la corrente,  per inseguire il nulla,   ma soprattutto sarebbe accettare le imposizioni degli altri per lasciare a loro anche il mio spazio!

Elena  Lasagna

23/02/2017

 

Hai cambiato idea sulla tragica fine della professoressa Gianna del Gaudio?

Dott.  Robert

 

No,  io credo che l’omicidio si sia svolto tra le mura domestiche e non per mano di estranei.

Elena  Lasagna

24/02/2017

 

Quante sono le cavolate che si sentono!

Dott.  Robert

 

È tutto così ridicolo!

Elena  Lasagna

01/03/2017

 

Che fine ha fatto secondo te  Sara Capoferri?

 

Dott.  Robert

 

Io credo che l’abbiano sedata o drogata,  ma questa volta non è andata via di sua spontanea volontà,  forse ha sentito o visto qualcosa che non doveva,  aveva  qualcosa in sospeso da tempo fa…

Elena  Lasagna

 

 

24.01.2017

OMOTERMIA E TERMOREGOLAZIONE

Author: Elena Lasagna

24/01/2017

 

OMOTERMIA

 

In alcune classi di vertebrati (uccelli e mammiferi) il consumo energetico di base è sensibilmente più elevato che nelle altre classi.  Ciò rende possibile il mantenimento di una temperatura interna costante, che è decisamente superiore a quella dell’ambiente e precisamente intorno ai 36-38°C.  Per questo motivo questi animali sono chiamati omotermi.  Il consumo energetico di base,  è rappresentato dalla qualità di calore che l’organismo disperde nell’ambiente quando si trova in uno stato di lavoro muscolare ridotto al minimo ( si contraggono solo i muscoli respiratori e il muscolo cardiaco),  quando non è in atto lavoro digestivo perché l’intestino è vuoto di alimenti (a digiuno da almeno 12 ore)  e la temperatura ambientale è confortevole,  non si hanno sensazioni sgradevoli né di caldo né di freddo.  Questa quantità di calore deriva dal consumo dell’energia chimica alimentare occorrente perché si svolgano la respirazione,  la circolazione e tutte le altre funzioni cellulari di base ed è sufficiente a rimpiazzare il calore che si disperde nell’ambiente attraverso la superficie cutanea,  di modo che la temperatura interna dell’organismo si mantenga costante.  La temperatura di 36-38°C sembrerebbe determinata  da una particolare situazione che si verifica solo in condizioni di riposo muscolare,  di digiuno e di temperatura esterna confortevole.  Ma così non è, poiché la medesima temperatura interna viene mantenuta anche in condizioni esterne molto diverse:  ciò si verifica per l’entrata in funzione dei meccanismi che riescono sempre a far quadrare il bilancio tra calore prodotto e calore disperso.  In altre parole,  gli omotermi sono quelli che,  dotati di meccanismi di termoregolazione,  riescono a mantenere costante la temperatura del sangue.

25/01/2017

 

Riassumendo,  l’omotermia è la capacità dell’organismo umano di mantenere la temperatura corporea costante,  indipendentemente dalla temperatura ambientale. Essa è ottenuta mediante processi ossidativi che liberano energia a livello tissutale e mediante meccanismi omeostatici dovuti al sistema nervoso endocrino.

 

La termoregolazione è quel processo,  che presuppone innanzitutto una esatta informazione sulla temperatura della pelle e del sangue.  L’informazione sulla temperatura della pelle proviene dai recettori nervosi sensibili alla temperatura,  che prendono il nome di termorecettori e sono situati nel derma. Esistono due tipi di termorecettori:  termorecettori per il caldo e quelli per il freddo.  Essi rispondono in modo diverso alla temperatura cutanea: quelli per il freddo scaricano impulsi nervosi nelle vie termiche ad una frequenza tanto maggiore quanto è più bassa la temperatura;  quelli per il caldo invece scaricano impulsi nelle vie termiche ad una frequenza tanto più alta quanto più elevata è la temperatura.  Le fibre nervose dei termorecettori portano questi impulsi di varia frequenza dapprima al midollo spinale e poi,  lungo il midollo spinale,  fino al talamo ottico,  all’ippotalamo e alla corteccia sensitiva (è stato già menzionato in un altro articolo).  Nell’ippotalamo esiste un centro di termoregolazione che,  in base alle informazioni ricevute,  invia dei messaggi alla periferia,  provocando reazioni atte ad assicurare il bilancio termico.  Le reazioni periferiche sono sempre di due tipi: reazioni che sono sempre atte a modificare la dispersione di calore e reazioni atte a modificare la produzione di calore in modo da mantenere il bilancio termico pari.  Infatti quando la produzione è uguale alla dispersione,  la temperatura del corpo rimane costante.  Se la temperatura esterna scende al di sotto del valore ideale,  ovviamente scende anche la temperatura cutanea e il sangue tende a raffreddarsi,  quindi abbiamo una reazione duplice.  Da una parte l’organismo  cerca di ridurre la dispersione di calore riducendo la circolazione sanguigna cutanea aumentando lo spessore dell’aria ferma intorno alla superficie cutanea;  questo ultimo risultato viene ottenuto dall’erezione dei peli.  Riducendo la circolazione sanguigna la pelle si raffredda non solo in superficie, ma anche inprofonditàe la perdita di calore diminuisce;  rizzando i peli aumenta lo spessore di un mezzo scarsamente conduttore qual è l’ari a ferma e la dispersione di calore viene ridotta anche in questo modo.  L’organismo aumenta la produzione di calore,  innalzandone la produzione di molti tessuti mediante la messa in circolo si un ormone prodotto dalla tiroide,  la tiroxina,  e aumentando l’attività della sua massa muscolare; i muscoli,  infatti entrano in contrazione disordinata (brivido freddo).  Se invece la temperatura esterna sale oltre il valore confortevole o ideale, anche la temperatura cutanea e quella del sangue tendono ad aumentare.   Anche in questo caso la reazione è duplice:  si ha una maggiore irrorazione cutanea perché i vasi sanguigni superficiali si dilatano.  La pelle diventa calda e la dispersione di calore aumenta. E anche questo argomento continua a non finire nai.  Un’altra versione della termoregolazione:

 

La termoregolazione è il meccanismo che tende a mantenere costante  la temperatura dell’organismo attraverso l’adattamento dei processi di produzione e di dispersione del calore ai cambiamenti della temperatura ambientale.  Come ho già detto,  nell’organismo la produzione di calore deriva dai processi ossidativi del metabolismo energetico,  dall’attività muscolare e dall’alimentazione.  Continua…

26/01/2017

 

Le perdite di calore avvengono in gran parte per radiazione e conduzione,  e secondariamente attraverso il sudore,  la respirazione,  e gli emuntori intestinale e urinario.  In seguito a variazioni della temperatura ambientale gli organismi omeotermi mettono in atto risposte di tipo somatico,  endocrino,  comportamentale e soprattutto neurovegetativo,  attraverso le quali viene adeguata l’entità delle perdite e della produzione di calore.  Il freddo attiva un meccanismo come l’attività muscolare,   la secrezione di adrenalina e di noredrenalina,  di ormone tireotropo, l’aumento dell’appetito, come pure la vasocostrizione cutanea,  i riflessi di orripilazione e di raggomitolamento, che tendono a diminuire le perdite di calore.  Al contrario sono attivati dal caldo:  la vasodilatazione cutanea,  la ventilazione polmonare, e la sudorazione,  che favoriscono la dispersione del calore.  Diminuiscono inoltre l’appetito, l’attività motoria e la secrezione ipofisaria di ormone tireotropo,  con conseguente rallentamento del metabolismo e,  quindi,  della produzione del calore.  L’insieme dei meccanismi riflessi termoregolatori è integrato dall’ippotalamo.  Nell’ippotalamo anteriore dei neuroni sensibili ad aumenti di temperatura e capaci di reagire a questi aumenti (1-2°C) con l’attivazione dei meccanismi di dispersione termica.  Lesioni a livello dei nuclei dell’ippotalamo anteriore determinano l’ipertermia.  Nell’ippotalamo posteriore e laterale esiste n centro termogenetico,  costituito da neuroni che risentono delle diminuzioni della temperatura ambiente reagendo a esse con l’attivazione dei meccanismi conservativi e produttivi del calore.  In determinate circostanze il controllo ipotalamico della temperatura corporea risulta spostato a un livello più alto:  ciò  in particolare si osserva nella febbre, dovuta il più delle volte alla liberazione di tossine che agiscono sui centri termoregolatori dell’ipotalamo attraverso fattori pirogeni dei leucociti circolanti.  Per ora ci fermiamo qui.

 

27/01/2017

 

IPOTERMIA  E CONGELAMENTO

 

L’ipotermia  è la diminuzione della temperatura corporea rispetto ai valori normali  (detta anche algidismo).  L’ipotermia può essere una conseguenza dell’assideramento,  di intossicazioni esogene,  lesioni nervose del midollo spinale,  meningiti,  idrocefalo,  stati di collasso nel corso di malattie infettive febbrili,  ecc.  L’ipotermia controllata,  denominata anche ibernazione artificiale,  quel metodo del passato rivolto a ottenere,  mediante adeguato abbassamento della temperatura corporea,  un rallentamento dei processi vitali dell’uomo in alcuni particolari interventi di neuro e cardiochirurgia.  La diminuzione dell’attività del sistema nervoso centrale nell’animale in ipotermia spinta suggerì la possibilità di utilizzare questa pratica in chirurgia per ottenere una più prolungata e più sicura anestesia generale,  con il vantaggio dell’interruzione della circolazione sanguigna per un tempo relativamente lungo,  il che è particolarmente utile in interventi sul cervello e sul cuore.  Poiché il metabolismo diminuisce con l’abbassarsi della temperatura corporea,  aumenta di conseguenza il tempo durante il quale i tessuti possono sopportare l’anossia.   Siccome,  l’arresto della circolazione,  che spesso avviene in cardiochirurgia,  potrebbe causare danni irreversibili al cervello si ovvia all’inconveniente raffreddando il sangue che va al cervello,  limitando l’ipotermia al territorio cefalico.   L’instaurarsi nell’uomo della fibrillazione ventricolare quando la temperatura corporea scende a 25°C creava una grave difficoltà all’adozione pratica del metodo.  Il fenomeno,  attribuito a un’alterata funzione del sistema nervoso autonomo,  è stato rimosso trattando preventivamente il paziente con farmaci che bloccano tale sistema  con il vantaggio di ottenere anche una diminuzione della frequenza cardiaca e una preventiva leggera anestesia.  Aggiungendo a questa pratica l’iperventilazione del soggetto con ossigeno puro,  onde evitare l’eccessivo accumulo di anidride carbonica,  la cui solubilità aumenta molto a bassa temperatura,  è possibile portare la temperatura interna al di sotto dei 30°C senza fibrillazione.  In queste condizioni l’interruzione della circolazione,  attraverso il cervello e il miocardio,  può durare anche oltre mezz’ora senza che avvengano alterazioni permanenti,  tempo sufficiente per numerosi interventi.  Continua…

28/01/2017

 

L’azione esercitata dal freddo ha effetti sia locali che generali.  Si parla di assideramento quando le manifestazioni sono prevalentemente generali (obnubilamento della coscienza,  sonnolenza,  sonno, morte).  Per congelamento invece si intendono le manifestazioni locali dell’azione del freddo.  Le cause predisponenti sono:  Il tipo di freddo,  quello umido è più dannoso, come la presenza di vento,  gli ostacoli meccanici della circolazione (fascie elastiche,  cinture, ecc.) ,  lo stato di nutrimento,  il sovraffaticamento,  la depressione morale,  l’abuso di alcolici.  Il freddo provoca diversi tipi di congelamento:  1°grado o fase eritematosa;  il ripetersi dell’eritema dà luogo ai geloni.  2°grado:  è caratterizzato dalla formazione di flittene (pustola provocata da cause esterne fisiche o chimiche). Terzo grado o fase della gangrena.  Terapia:  provocare gradualmente il disgelo con frizioni prima fredde (ottima da usarsi anche la neve),  poi con bagni di acqua tiepida. Proteggere con garze sterili le parti colpite.  Nel congelamento in genere,  sono colpite le estremità e specialmente gli arti inferiori a partire dai tratti distali.  In base ai sintomi e alla gravità  si distinguono tre gradi di congelamento:  il congelamento del primo grado è caratterizzato da dolore trafittivo,  edema, torpore ed eritema,  che regrediscono in dieci-venti giorni, lasciando quasi sempre per qualche mese un colorito bruno-grigiastro della parte.  Può regredire come evolversi con comparsa di flittene sempre più estese a contenuto citrino-emorragico (congelamento di secondo grado).  Le unghie tendono a staccarsi,  persistono disturbi sensitivi,  compaiono anche fenomeni paretici con rigidità muscolare.  Nel caso in cui non sia possibile il recupero con il dissecamento delle flittene, persistono delle ulcerazioni torpide (congelamento di terzo grado e compare un progressivo raffreddamento,  per lo più a carico delle parti distali  che diventano cianotiche e bluastre cadendo in necrosi.  Qualunque sia la fase cui il processo di congelamento è pervenuto,  la guarigione è molto lenta.

23.01.2017

LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOOTTESIMA PARTE

Author: Elena Lasagna

23/01/2017

 

IN  CUCINA  CON  AMORE  E  CON  FEDERICA

 

Elena   Oggi è una giornata splendida,  ho la ricetta  che piace a tutti:  è il vitello farcito con un contorno di finocchi gratinati.

 

VITELLO  FARCITO  E  FINOCCHI  GRATINATI

 

 

 

Ingredienti:  carne di vitello q.b.,  prosciutto,  rosmarino,  aglio,  dragoncello,  pepe,  sale q.b.,  vino bianco secco (prosecco della zona),  dado fatto in casa alle verdure,  olio extra vergine d’oliva o burro,  parmigiano grattugiato,  finocchi sbollentati,  brodo, ingrediente segreto.

Esecuzione:  apriamo la carne facendo  un taglio verticale ma non la taglieremo a metà.  La stendiamo sul piano da lavoro,  la lavoriamo con gli aromi e le erbe, poi stendiamo il prosciutto per tutta la superficie della carne e la arrotoliamo su se stessa chiudendola con lo spago alimentare.  Adesso la mettiamo in casseruola dopo avere fatto soffriggere in poco olio l’aglio e il rosmarino,  poi, la sfumiamo col vino,  aggiungeremo il brodo e la faremo cuocere fino a raggiungere una cottura  a puntino.  Dopo la cottura metteremo il vitello in frigorifero e solo il giorno seguente lo taglieremo a fette più o meno sottili.  Poi dopo avere sbollentato i finocchi li faremo gratinati con il parmigiano,  un giro di olio o burro, un po’ di pangrattato fine e formeremo il piatto insieme al vitello.

Federica   Anche questo piatto deve essere molto profumato e buono,  molto  gustoso.

Elena   Sì,  lo è.  Adesso ti racconterò la storia del cartomante e dei signor iella.

 

In un borgo di periferia abitato da poco più di venti famiglie tra le quali ne spiccavano due in maniera  piuttosto eclatante:  uno era il signor Iella,  soprannominato così per il suo abbigliamento triste e per il suo attaccamento alla sua auto “Prinz” e quasi puntualmente per molte persone la sua presenza portava iella;  l’altro signore era un uomo di mezza età  molto affascinante e corteggiato dalle signore,  ma lui le teneva lontano in quel senso e tutti credevano che fosse omosessuale, ma non lo era,  praticava la  professione  del cartomante. Il signor Iella era diventato per il cartomante come uno specchio dove lui leggeva le carte:  ogni giorno prima delle dieci si metteva alla finestra per salutarlo e ad insaputa della gente lui ne traeva divinazioni perfette,  tant’è vero che i suoi clienti erano molto soddisfatti.  Un giorno il signor Iella mancò a quell’appuntamento perché gli si guastò la sua Prinz,  allora il cartomante preoccupato gli telefonò e gli chiese come mai quel mattino non fosse passato,   il signor Iella gli rispose che era venuto il meccanico  con il carro attrezzi  per portare la macchina nell’  autofficina del paese. Il cartomante entrò nella sala d’attesa e disse ai suoi clienti di ritornare più avanti,  loro  molto ansiosi e sorpresi vollero sapere quando sarebbero potuti ritornare,  e lui rispose:” non lo so,  dipende dal meccanico del signor Iella!”

Federica   Anche questa, ma dove le vai a cercare?

Elena   Questa è una storia vera,  anche se diventò la barzelletta di quel paese.

 

26/01/2017

 

Elena   oggi presento una ricetta di pesce di lago e di mare:  è la spigola di lago con involtini di alici fresche.

 

Spigola di lago e alici

 

Ingredienti:  spigole di lago,  alici fresche,  origano,  pepe,  limone,  pangrattato fine,  capperi,  uno spicchio di aglio,  peperoni friggitelli,  ricotta,  parmigiano grattugiato,  olio extra vergine d’oliva,  zucca,  succo e polpa di un’arancia.

 

Esecuzione:  togliamo le lische dalle spigole,  le irroriamo con il succo di limone, le mettiamo sulla piastra a calore moderato,  le giriamo, e quando saranno cotte a puntino le toglieremo e le cospargeremo di origano fresco,  pepe e sale q.b.  Adesso tagliamo i friggitelli trasversalmente,  teniamo le parti più o meno uguali, ( le altre le useremo per la peperonata o per la griglia)  adesso facciamo un impasto con le alici già grigliate e pulite  dalla lisca centrale e di tutte le lischette intorno.  Le taglieremo fini a coltello,  insieme ai capperi,  e all’aglio;  ora facciamo un impasto  e ci aggiungeremo il pangrattato fine, il succo e la polpa d’arancia,  il parmigiano.  Ottenuto un impasto omogeneo riempiamo i cannoli di peperoni poi li faremo cuocere in forno insieme alla zucca. Ed il piatto è pronto!

 

Federica   Bello questo abbinamento  di lago e mare,  anche molto buono immagino.

Elena  Sì, molto buono  con il contorno di zucca,  provalo!

Federica   Posso approfittare per chiederti  come sarà la vita amorosa dei Gemelli nel 2018?

 

Elena   Certo,  verranno messe in azione nuove prospettive del cuore e dell’anima  per una vita sentimentale intensa con il tuo lui! Spero ti piaccia,  perché sarà così!

 

27/01/2017

 

Elena   Un piatto di pasta fresca ti va?

 

Federica   Sai che la pasta per me è un grande regalo.

 

MALTAGLIATI  AL  RAGÚ  E FAGIOLI

 

 

Ingredienti: uova e farina per pasta fresca e pane q.b. ,  fagioli borlotti,  erbe aromatiche:  alloro,  basilico,  erba cipollina, curcuma,  pomodoro,  scalogni,  aglio, salvia, un chiodo di garofano,  peperoncino, petto di quaglie,  vino rosato,  brodo vegetale,  olio extra vergine d’oliva,  parmigiano reggiano,  buccia di arancia,  e l’ingrediente segreto:  qualche chicco di uvetta.

 

Esecuzione:   per prima cosa facciamo il sugo con lo stufato di fagioli e lo stufato di quaglie.  Facciamo imbiondire gli scalogni affettati sottili,  mettiamo la salsa di pomodoro,  una foglia di alloro, incorporiamo i fagioli stufati,  e le quaglie stufate e tagliate in frammenti piccoli.  Aggiungiamo un po’ di brodo,  lasciamo insaporire qualche minuto,  poi mettiamo il peperoncino,  il basilico,  e la curcuma.  Una volta cotti i maltagliati li verseremo nel ragù,  spolverizziamo col parmigiano e un giro di olio,  ed il piatto è pronto!

 

Federica   È un bellissimo piatto unico da gustare con un’insalata mista di verdure o di frutta.  Che buono!

  29/01/2017

 

Federica   Come si fa a non mangiare con un freddo così?  Io  sinceramente non riuscirei.  Mia cugina  è a dieta ma una dieta tutta sua,  perché la domenica resta a digiuno per l’intera giornata.  Mi preoccupo,  perché vedo che così facendo non diminuisce di un etto.

Elena   Per quello che ne so le diete non si fanno in questo modo,  ma si segue un certo stile di vita e la dieta giusta ed è personalizzata.  Se vuoi farle cambiare idea invitala a pranzo e cucina un piatto come questo;   è un piatto molto profumato,  un profumo che non stanca. Il pollo lo cucino in tanti modi  diversi,  sembra sempre la prima volta per  il gusto così originale.

Pollo  alle spezie

 

Ingredienti:   pollo q.b.,  un cucchiaio di sugo di pomodoro,  prosecco,  due chiodi di garofano, due mestoli di brodo,  una punta di cannella,  due scalogni, salvia,  una foglia di alloro, olio, extra vergine d’oliva, un cucchiaino di burro di arachidi,  o di burro alle verdure ed erbe.

Per il contorno:  topinambur,  e cavolo nero.

Esecuzione:  prendiamo il pollo e lo tagliamo a pezzetti,  poi,  lo faremo dorare senza alcun grasso, aggiungiamo lo scalogno tritato molto fine,  le spezie, sfumiamo col vino,  incorporiamo il brodo e lasciamo cuocere con il coperchio per trenta minuti;  trascorso il tempo lo scoperchiamo,  controlliamo la cottura e i liquidi.  A cottura ultimata aggiungeremo il cucchiaino di burro,  un po’ di pepe,  e un giro di olio.  Impiattiamo col purè di topinambur e cavolo.

Federica   Proverò presto anche questa ricetta.

30/01/2017

 

Elena   Oggi finisco questo articolo con un altro piatto di pesce:  il sanpietro o San  Pietro.  Ha un’ottima carne,  ma molto faticoso da specialmente i pesci piccoli come nella mia ricetta,  li ho puliti dalle lische e poi li ho composti in un unico pesce.

SAN  PIETRO  ALL’ACETO DI  MELAGRANA

 

 

 

Ingredienti:  pesce q.b.,  mostarda di mele cotogne,  carote,  farina per pasta fatta in casa,  parmigiano grattugiato q.b.,  aceto di melagrana,  noce moscata,  scorza di limone,  aglio,  scalogno, olive nere,  salvia,  olio extra vergine d’oliva,  sale e pepe q.b. pangrattato fine.

 

Esecuzione:  lavare e pulire il pesce,  metterlo sulla piastra non troppo bollente,  girarlo e rigirarlo fino a cottura perfetta.  Ora togliamo tutte le lische, maciniamo la carne tranne qualche filetto che serve per ornare il piatto (vedi foto) poi,  incominciamo a fare il pesto con le carote lessate al vapore,  macinate,  aggiungeremo sale e pepe q.b.,  noce moscata,  il parmigiano e il pangrattato se serve.  il pesto è perfetto che farà da ripieno per i nostri ravioli   Una volta cotti li condiremo con un ragù di pomodoro,  un pizzico di spezie e scalogno,  infine metteremo l’olio e il parmigiano. Facciamo il piatto con i ravioli,  qualche oliva,  la mostarda e il pesce condito con l’aceto di melagrana e olio.

 

Federica   Questo mi piace da matti,  e sono certa che oltre al gusto cura anche la salute.

 

Elena   Grazie!   Al prossimo articolo.

21.01.2017

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE TRENTADUESIMA PARTE

Author: Elena Lasagna

21/01/2017

 

Mi piacerebbe conoscere anche una relazione sul sistema nervoso, diversa da quella che hai già scritto.

Barbara A.

 

Sì,  certo,  anche perché quella che ho già scritto era una relazione sul tessuto nervoso e i suoi nervi. Però anche se faccio un riassunto non posso trascurare le cose essenziali,  quindi più o meno non è che cambi molto;  farò il possibile ma meno di così si rischia di tralasciare cose importanti determinanti per un buon apprendimento.

 

Diciamo pure che il sistema nervoso è un insieme di organi che hanno il compito di permettere all’individuo di rendersi conto delle condizioni sia dell’ambiente esterno che di quelle interne all’organismo e di avere una reazione ad esse;  di collegare tutti quegli organi dell’individuo in una correlazione nervosa che si aggiunge a quella sanguigna.  È formato da organi di correlazione,  di coordinazione e di associazione,  che hanno il compito di raccogliere ed elaborare gli stimoli,  giunti dagli organi recettori o organi di senso sede di attività sensitive,  e di inviarli alla periferia agli organi effettori che sono per lo più ghiandole e muscoli. Esistono catene di elementi nervosi che costituiscono un arco che trasporta uno stimolo,  da un organo di senso ad un organo effettore.  In genere però il sistema nervoso è più complesso.  il neurone afferente si collega  con i rami collaterali del suo neurite a più neuroni efferenti, o un neurone efferente è stimolato da più neuroni afferenti o si inseriscono anche neuroni associativi.  Il sistema nervoso comprende:  Il sistema nervoso centrale o asse cerebrospinale formato da encefalo e midollo spinale,  un sistema periferico formato da nervi e gangli,  ed  inoltre un sistema  autonomo o simpatico derivato da quello periferico  che serve gli  organi della vita vegetativa.  Nei vertebrati compaiono per la prima volta le fibre mieliniche che effettuano una trasmissione rapida degli impulsi,   senza decremento di intensità durante la conduzione.  I neuroni possono distinguersi in primari (neuroni sensitivi e motori)  e secondari interposti fra questi.  Però vi sono neuroni di correlazione posti fra i neuroni sensitivi, neuroni di coordinazione posti fra neuroni motori,  neuroni di associazione,  da cui dipendono le attività più elevate del sistema nervoso (memoria, intelligenza).

 

La trasmissione degli impulsi avrebbe mediante la liberazione di un mediatore chimico nelle terminazioni nervose:  per il sistema nervoso parasimpatico il mediatore è l’acetilcolina,  per il sistema nervoso simpatico  è l’adrenalina.  Agirebbero inoltre anche dei fenomeni elettrici,  le cosiddette correnti d’azione.

Lungo la linea mediana dorsale dell’embrione si forma un ispessimento dell’ectoderma detto  “piastra neurale”.  I bordi di questa successivamente si elevano a formare una doccia neurale e da essi si staccano le creste neurali o ganglionari che danno origine ai gangli spinali e simpatici,  dopodiché i bordi si saldano in un tubo,  chiamato il tubo neurale,  posto dorsalmente alla corda del dorsale.  A domani…

22/01/2017

 

Questo tubo neurale,  molto importante perché rigonfiandosi anteriormente  formando così delle vescicole encefaliche dà origine al midollo spinale.  Dalle cellule del tubo neurale derivano sia le cellule epiteliali  che rivestono le cavità del tubo neurale sia i neuroblasti che danno origine alla neurologia.  Il sistema nervoso centrale è formato da encefalo e midollo spinale;  il sistema nervoso periferico è formato da nervi che escono dall’encefalo e dal midollo spinale.  Il sistema nervoso simpatico è una  parte del sistema nervoso periferico che comprende la parte simpatica e parasimpatica con i loro gangli periferici e intraviscerali e i relativi nervi.

L’encefalo è collegato alle rimanenti parti del sistema  nervoso, agli organi di senso,  ai muscoli, alle ghiandole mediante vie afferenti collegate direttamente con gli organi di senso,  e i muscoli  del cranio e della faccia.  Queste vie sono costituite da fibre e si collegano con i nuclei dell’encefalo con formazioni cellulari.  Le vie afferenti,  o centripete, o ascendenti,  portano a questi nuclei stimoli provenienti da recettori periferici:  le vie afferenti portano portano impulsi provenienti dai vari nuclei ai cosiddetti effettori ( muscoli,  ghiandole).  Inoltre le vie di associazione collegano fra loro i vari nuclei sia coordinando gli stimoli e le reazioni somatiche,  sia presiedendo alle attività più elevate della corteccia cerebrale.  Le vie associative,  partendo dai nuclei talamici, esclusi i centrali,  mandano fibre a diverse zone della corteccia cerebrale (proiezioni corticali),  che si dicono aree associative.  Tra le vie discendenti sono importanti le vie motorie, Piramidale ed extrapiramidale.  La prima si origina dalla cporteccia della circonvoluzione frontale ascendente o prerolandica (corteccia motrice precentrale) che può essere suddivisa nelle zone dorsale,  centrale e ventrale,  la cui stimolazione provoca risposte motorie rispettivamente dagli arti posteriori,  dagli anteriori,  dal capo.  Essa riceve anche fibre da aree corticali dei lobi frontali,  occipitali,  temporali;  si continua attraverso vari centri cerebrali  (centro ovale,  capsula interna,  peduncolo cerebrale,  ponte di Varolio).  Alcune fibre terminano al ponte,  altre dopo la decussazione con le fibre omologhe provenienti dall’altra metà dell’encefalo,  terminano nella sostanza grigia, delle corna anteriori delle varie sezioni del midollo spinale.   È la via che controlla i movimenti volontari.   La via extrapiramidale ha origine dalle aree motrici addizionali della corteccia,  frequenti in vari punti della corteccia;  dispone di neuroni nel corpo striato e nel sistema reticolare rombencefalico e mesodiencefalico (cellule nervose diffuse).  Questa via controlla il tono muscolare,  i movimenti automatici e mimici.  Le vie sensitive sono date dalle vie ascendenti;  la via primaria di sensibilità generale incrociata come la via piramidale è formata da fibre provenienti dal midollo spinale,  dal bulbo e acustiche che sono convogliate attraverso il nastro di Reil o lemnisco al talamo ottico e nella corteccia laterale. A domani.

23/01/2017

 

Le fibre spinali arrivano direttamente al lemnisco mediante il fascio di Gowers 0 attraverso i nuclei di Goll e Burdach del midollo allungato provenendo dai fasci spinali omonimi.  La via sensitiva secondaria o cerebrale è diretta,  non incrociata, entra nel verme cerebellare dal peduncolo cerebellare  con il fascio-spinocerebellare diretto (omolaterale)  e attraverso i peduncoli cerebellari superiori giunge direttamente alla corteccia cerebrale attraverso o il nucleo rosso o o il talamo ottico.  È anche in rapporto con i nervi cranici sensitivi attraverso il talamo.  Nella corteccia occipitale terminano le fibre e i nervi ottici,  che subisconi una quasi totale decussazione nel chiasma ottico  e giungono con i tratti ottici nel talamo e precisamente nel corpo ginecolato laterale.  Le fibre dei nervi acustici giungono ai nuclei coclearidel bulbo e da qui attraverso il lemnisco salgono alla corteccia temporale.  I nervi olfattori penetrano con i bulbi olfattori da cui le fibre arrivano attraverso i tratti olfattori nella formazione dell’ippocampo o corno di Ammone e quindi nella corteccia sottocallosa.

 

Per cause diverse si possono alterare la morfologia e/o le funzioni del sistema nervoso e  dar luogo ad un numero di quadri morbosi,  caratterizzati da associazioni molteplici di sintomi particolari come ad esempio paralisi,  paresi,  ipoestesie,  dissociazioni sensitive,  ipertonie,  cefalee,  algie,  parestesie ecc).  Le malformazioni possono interessare segmenti del sistema nervoso a diversi livelli ed essere più o meno gravi:  encefalocele, spina bifida,  microencefalia,  idrocefalia, megaloencefalia, toxoplasmosi, paralisi cerebrale infantile ed altro.  I processi degenerativi,  giovanili o tardivi sono causa di:  corea,  distrofie muscolari, atassia cerebellare, encefalopatie infantili,  morbo di Parkinson.Le alterazioni dei vasi sanguigni dell’encefalo comportano lesioni o quadri morbosi importanti quali:  aneurismi,  ematomi extradurali e subdurali, congestione cerebrale acuta, emorragie cerebrali, trombosi cerebrali,  embolie cerebrali ecc.  I processi infiammatori acuti o cronici,  localizzati o diffusi,  possono interessare le meningi e dar luogo a varie forme menengitiche,  oppure essere la causa di encefaliti,  mieliti, encefalomieliti, nevriti,  radicoliti, neurassiti.  Le lesioni traumatiche provocano contusioni, commozioni cerebrali,  emorragie,  ematomi,  ferite.   Possono essere causa di esiti cicatriziali ad azione irritativa e scatenante di sindromi epilettiche.  i tumori del sistema nervoso rivestono grande importanza per le azioni compressive e distruttive che possono esercitare su tessuto estremamente delicato.  Possono avere localizzazione varia ed essere costituiti da:  oligodendrogliomi,  papillomi ed epiteliomi dei plessi coroidei,  adenomi ipofisari, ecc.  Un altro notevole gruppo di malattie è legato ad alterazioni del sistema nervoso vegetativo tra le quali ricordiamo:  diabete insipido,  narcolessia,  sindromi distroficoadipose,  meteoropatie,  chinetosi,  causalgie,  eritromeralgia,  morbo di Raynaud, male perforante plantare,  acrodinia,  sclerodermia, malattia di Dupuytren.

  Fine

 ma può continuare all’infinito

18.01.2017

TU E IL 2017-18 COSA VUOI SAPERE?

Author: Elena Lasagna

18/01/2017

 

IL  TUO  2017-18  FATTO  CON  IL CUORE

 

 

Sono Dora,  nata venticinque anni fa sotto il segno del Capricorno con ascendente Pesci.  Vorrei tanto dirti che sono ottimista,  ma non mi viene.  Sono una maestra elementare disoccupata,  ho fatto lavori saltuari,  perché non ho mai trovato lavoro come insegnante,  non che mi dispiaccia,  perché questo studio  o disciplina l’ha scelto mio padre,  io avrei scelto Geologia.  Quando vedo tutti quei rifiuti per le strade di città e di periferia io mi chiedo se ci sarà ancora speranza per il pianeta.  A me sembra che nessuno si occupi dell’ambiente,  si fa presto a dire “Io sono ambientalista se poi non se ne occupa nessuno!”  Mi sembra di vivere in un mondo non mio,  ma quando finirà tutto questo?  Grazie.

 

Dora,  tutto quello che dici è quasi tutto vero,  però in te vedo un grande pessimismo,  alla tua età è triste sai? Dopo tutto non è che hai torto.  Però  forse non sai quante persone in silenzio si occupano del’ambiente?  Occuparsi dell’ecologia non significa soltanto  ripulire l’ambiente da tutti i rifiuti ma si tratta di preservare la salute dei tuoi figli.  Secondo me il movimento ambientalista è aumentato,  forse dovrebbero essere più radicati nelle comunità locali,  fare leggi che trovino forme d’azione più severe e immediate, (penalizzando chiunque non rispetti l’educazione dell’ambiente in tutte le sue forme)  comunque qualcosa si sta muovendo, molte persone sono più inclini verso un radicale processo di trasformazione,  come ad esempio in molte città è già in atto il riciclo delle bottiglie di plastica retribuito.  Molte persone hanno già cercato di abbassare i consumi per uno stile di vita più sano.  Per non parlare poi di quelli che si occupano dei paesi che si affacciano sui mari  per proteggere la biodiversità di oceani e foreste;  bloccando l’inquinamento marino e la deforestazione.  Perché non incominci anche tu a far parte di uno di questi movimenti? Partecipando a molte campagne per attirare l’attenzione  sull’opinione pubblica, mettendo allo scoperto trame ancora nascoste ecc. ecc. ecc. Con la forza che ti ritrovi potresti sconvolgere e ribaltare ogni tua iniziativa,  se è quello che desideri,  questo lavoro non solo ti rigenererà la mente  ma  soprattutto il tuo spirito;  solo così saprai trasformare quel tuo desiderio in realtà,   superando te stessa!  Io ti auguro un buon 2017 e un 2018 costruttivo.

 

Elena  Lasagna

 

24/01/2017

 

Sono Rossana nata settantacinque anni fa sotto il segno dell’Acquario con ascendente Bilancia.  Dopo tutti questi anni mi  sto rendendo conto che abbiamo sacrificato la nostra vita per niente.  Quanti sacrifici per comprarci la casa!  E quanti altri per ristrutturare quella casa al mare;   ho fatto il muratore con mio marito, lavoravamo il sabato e la domenica fino a tarda notte.  Adesso non abbiamo quasi più nulla,  giustamente abbiamo mantenuto nostro figlio fino a trent’anni,  si è laureato con il massimo dei voti,  ma poi  da quando ha incontrato quella donna che adesso è sua moglie si sta distruggendo.  Quello che gli abbiamo insegnato in tutti questi anni è svanito dalla sua mente.  Pensa che abbiamo venduto la casa al mare per farlo contento,  gli abbiamo comprato un bellissimo appartamento in paese,  con il suo stipendio potevano farcela alla grande;  no,  anche questo l’hanno già ipotecato perché sono sommersi dai debiti.  Mio figlio mi ha domandato se potevamo accoglierli qui,  noi ormai ci siamo rifiutati,  oltre alla salute stiamo perdendo anche la dignità.  Ora però sono pentita perché ci ignorano entrambi,  questo credo che sia stato il più grande errore della nostra vita;  ho sempre pensato che per un figlio si vendesse anche l’anima,   noi invece gli abbiamo voltato le spalle.

 

Rossana,  io credo che voi siate due persone meravigliose!  Avete reagito da persone intelligenti,  è vero che per un figlio si è disposti a tutto,  ma non in questo senso,  anche perché lasciargli sperperare anche la vostra casa sarebbe un suicidio della mente e dell’anima,  pensaci,  e quando avranno finito anche i soldi della casa?  In questo modo non fareste il loro bene.  A trent’anni è ora d’incominciare a guadagnarsi da vivere e non succhiare fino all’ultima goccia di sangue di due genitori generosi e stanchi.  È molto triste quando si mescolano sentimenti e denaro!  In molti casi non c’è più compostezza della ragione,  prevale un grande squilibrio che manifesta slanci di energia negativa travolgendo sentimenti fino ai confini della ragione;  e tutto poi per una manciata di denaro che sanguina!  Forse tuo figlio non è cambiato,  forse è sempre stato così,  poi,  con la donna che ha sposato ha tirato fuori quello che da tempo in lui era latente ed insieme hanno fortificato questo loro modo di vivere sbagliato.    Sbagliato perché non si prosegue per una via se stai facendo male alle persone che ti hanno dato la vita.  Io vi ammiro molto perché siete stati capaci di imporre a vostro  figlio la sua e la vostra salvezza;  nessuno ha il diritto di uccidere l’anima a qulcun altro,  nemmeno un figlio!  Io vi auguro un buon proseguimento,  senza sensi di colpa,  vedrai,  tuo figlio un giorno si pentirà di avervi trattato così!

Elena  Lasagna

 

30/01/2017

 

Sono Nunzia nata vent’anni fa sotto il segno dell’Ariete con ascendente Vergine.  Da tempo mi sto chiedendo se si può chiudere la porta in faccia per sempre alla propria madre.  Chiunque mi direbbe che non si può fare,  ma forse non sa con chi ha a che fare.  Sono preoccupata perché sto per andare a convivere per la seconda volta con il mio compagno,  ed esco da un matrimonio burrascoso durato un paio di anni proprio a causa di mia madre.  A lei non va bene mai niente,  s’intromette sempre nella mia vita;  di quelle cose assurde come ad esempio criticare i regali che mi fanno,  e altro ancora di molto peggio.  Lei è la tipica persona che impedirebbe ad un figlio di volare senza di lei!  Incomincia col provocare tante di quelle incertezze che alla fine anche se non merita di essere ascoltata non sai più che strada percorrere.  Ora non so proprio cosa fare.  Grazie!

 

Nunzia,  per la tua situazione mi viene alla mente un proverbio che dice:  ” meglio un amico che un parente perché gli amici si possono scegliere”.  Da quello che so hai un carattere fuori dal comune,  sei una persona molto sicura di te,  mi poni delle domande ma sono certa che sai già le risposte. Sei intelligente e non lo vuoi fare a vedere;  certo che però la mamma è un bell’ordigno che esplode sempre nel  momento meno opportuno.  Deve essere molto infelice,  ed è per questo che ti dico di non lasciarla troppo da sola,  non  lasciarla fuori dalla tua vita o deperirà,  anche perché sei figlia unica,  però capisco che devi lasciarla fuori dalla vostra relazione di coppia.  Vedi?  Le persone come tua madre non si sentono bene se non sono aggiornate sulla vita dei figli,  restarne fuori sarebbe un grande castigo.  Cerca di valutare la situazione nel quadro dei suoi pochissimi punti a favore,  per trarne vantaggio e non tutto questo astio per una madre;  anche perché una madre non può essere colpevole se un matrimonio è naufragato,  la realtà è che non c’era più amore,  quindi rifletti e poi capirai che avevo ragione,  anche se credo che tu la sappia già!  Povera mammina!  Auguri di buona vita ad entrambe. Ciao!

 

Elena  Lasagna

01/02/2017

 

Sono Miriam,  un’Ariete triste di cinquantadue anni con ascendente Acquario.  Molte persone affermano che l’età più bella è dai cinquanta in poi perché s’incomincia a vivere davvero.  Io credo che sia una delle fasi della mia vita più terribile.  I figli se ne vanno,  i genitori incominciano a non essere autosufficienti,  e anche se hanno fatto molto per i figli,  molti di loro se ne sono dimenticati perché  al momento del bisogno se ne lavano le mani,   stanno lontani,  se non si vede niente il cuore non duole.  Il marito,  data la situazione incomincia a guardare le  ventenni,  dimmelo tu:  dov’è la migliore età nelle ultra  cinquantenni?   Per non parlare del fisico che cambia! Io vedo solo una catastrofe!  Dimmi se avrò una via d’uscita?  Grazie!

 

Miriam,  vedo tanto di quel pessimismo che oscura anche la luce del sole.  Partiamo dai figli che se ne vanno,   mi sembra giusto che arrivati ad una certa età cerchino la loro indipendenza.  Per quello che riguarda i genitori se non vuoi mandarli in strutture ospedaliere,  potresti assumere una badante come fa molta gente.   Se non te lo puoi permettere,  parlane con i tuoi fratelli,  anche perché non si potrebbe mai litigare per aiutare i genitori!  Se sono di testa dura,  rivolgiti alla legge,   storie così se ne sentono tutti i giorni,  non avere paura di rovinare i vostri rapporti,  perché se ti stanno lontani per paura di aiutarti il  loro rapporto è già insudiciato,  non esiste un buon rapporto tra fratelli se restano indifferenti a tanta sofferenza; quindi meglio che intervenga la giustizia.  In quanto a tuo marito che guarda le ventenni,  tu fai in modo che guardi solo te e non desideri nessun’altra che te!  Non ti sentirai più messa in disparte né da te stessa né tantomeno dagli altri,  anche perché nel tuo caso la prima a mettersi in disparte sei tu!  Anch’io credo che la vita vera incominci dai cinquanta in su.  A che punto sei rimasta? Datti da fare!  Riproponiti la gioia di vivere che hai smarrito,  lasciati andare come  un fiore sull’onda del vento,  poi affronta la vita di coppia con dolcezza,  grinta e intransigenza. Auguri di cuore per ritrovare te stessa e la vita che desideri.  Ci riuscirai!

Elena  Lasagna

14.01.2017

LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOSETTESIMA PARTE

Author: Elena Lasagna

14/01/2017

 

IN  CUCINA  CON  AMORE  E CON  FEDERICA

 

Elena    Eccoli gli altri spaghetti,  sono conditi con un sugo leggero e pieno di gusto,  anche questi sono davvero favolosi.

 

Spaghetti al  sugo di carne suina

 

 

Ingredienti:  spaghetti di semola di grano duro,  erba luisa,  stufato di arista fatto con,  (vino bianco,  aglio,  rosmarino, alloro,  pepe,  peperoncino, vino bianco,  brodo di gallina,  cerfoglio,  dragoncello,  ingrediente segreto)  olio extra vergine d’oliva,  parmigiano reggiano,  buccia di limone grattugiata e un cucchiaio di succo di limone,  uno spicchio di aglio.

 

Esecuzione:  Mettiamo a cuocere gli spaghetti,  e intanto prepariamo il sugo soffriggendo a fuoco basso l’aglio con l’olio,  spruzziamo con il vino bianco secco,  e mettiamo lo stufato di arista a piccoli pezzetti.  Scoliamo gli spaghetti al dente,  li mettiamo nel ragù,  poi con la fiamma accesa li giriamo facendoli insaporire,   spegniamo la fiamma e aggiungiamo il parmigiano grattugiato,  l’erba luisa,  un giro di pepe, il succo,  un po’di buccia grattugiata di limone e per finire mettiamo qualche cucchiaio di sugo dello stufato.

 

Federica   Anche questo piatto però è davvero meraviglioso!  Grazie!  Domani ti aspetto con la barzelletta,  ciao!

16/01/2017

 

Elena    Le polpettine di carne che presento oggi sono davvero magiche,  fatte con tre tipi di bollito.

 

POLPETTINE  CON  POLENTA

 

 

 

Ingredienti:  bollito di gallina,  manzo (muscolo),  e bollito di carne suina (le famose ossa di maiale bollite da sole e poi scarnate),  parmigiano grattugiato,  sale, pepe q.b,  aglio e prezzemolo tritati, sugo di pomodoro,  vino bianco secco,  mezzo mestolo di brodo,  cipolla rosata, basilico fresco, olio extra vergine d’oliva,  un pizzico di spezie miste, pangrattato fine,  ingrediente segreto per personalizzare il piatto che può essere un’erba,  una spezia ecc.,  polenta abbrustolita.

 

Esecuzione:  abbiamo già i bolliti pronti,  dai quali noi prenderemo la carne e la maciniamo ben bene.  La metteremo in una zuppiera,  incorporiamo il parmigiano,  un trito di erbe (aglio e prezzemolo,  sale,  pepe,  spezie;  adesso formiamo le polpette poi le passeremo nel pangrattato ed infine nella casseruola,  dove abbiamo già soffritto la cipolla tagliata fine,  spruzzato con il vino ,  messo il sugo di pomodoro e il mestolo di brodo.  Lasciamo cuocere per dieci minuti,  aggiungiamo il basilico e una foglia di alloro,   mescoliamo bene le polpette con il sugo e aggiungeremo l’olio.  Abbiamo fatto la polenta e l’abbiamo messa nelle formine poi  passata in forno.  Adesso impiattiamo le polpettine con la polenta fumante.

Federica    Con queste carni devono essere di un buono,  e poi non sono nemmeno pesanti. Anche questa è una bella ricetta invernale,  ottima anche per i bambini.

Elena  Sì,  ottima per tutti.  A proposito di bambini,  ho una barzelletta proprio sui bambini e la maestra.

C’era una scolaresca di periferia, i bambini erano monelli ma rispettosi nei rapporti con l’insegnante, tanto che andare a scuola per loro era diventato un divertimento.  Un bel giorno la maestra si ammalò di influenza e venne sostituita con un’altra,  molto diversa e pignola,  diciamo pure cattivella,  al punto che al minimo errore di grammatica  bacchettava i bambini sulle dita.  Loro erano terrorizzati,  perfino Pallino che essendo il più bravo non veniva mai  rimproverato perché  sapeva parlare e scrivere  correttamente non faceva mai un errore.  Però anche Pallino era diventato triste,   in classe non c’era più quell’armonia amichevole e gioiosa di prima,  anzi si vergognava quando la maestra lo metteva in risalto dicendo: ” Prendete esempio da Pallino somari!”    Pallino decise di cambiare metodo e ultimamente fingeva di non sapere nulla,  e un bel giorno arrivata l’ora della ricreazione la maestra come al solito diceva:  ” bambini andate al camerino,  avanti Pallino insegna loro come ci si deve comportare! ”  Pallino esasperato disse:  “ma io signora maestra  non avette da pisciare e nemmeno da…”

 

Federica    Meravigliosa anche questa,  ma dove le sforni?

Elena   Non faccio fatica a raccontarle,  perché alcune sono storie vere,  altre le raccontano gli amici nelle sere d’inverno mentre si gioca a scacchi o mentre si cena.

17/01/2017

 

Elena    Tra tutte le mie zuppe di ceci che ho preparato,  questa è nuova.  C’è sempre un ingrediente segreto,  ma chiunque lo può fare.

 

ZUPPA  NUOVA  DI CECI

 

Ingredienti:  ceci,  cipolla dorata, quattro  carote,  peperoncino,  un cucchiaio di sugo di pomodoro,  sale q.b.,  un pizzico di pepe,  un bicchierino di vino bianco secco, un chiodo di garofano, brodo q.b. , parmigiano reggiano, olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione:  mettiamo a cuocere i ceci ammollati e sciacquati bene nel brodo, nelle carote tagliate a pezzettoni.  Nel frattempo facciamo un soffritto con un cucchiaio di olio,  la cipolla tagliata molto fine,  uno di sugo di pomodoro,  il vino,  aggiungiamo anche il chiodo di garofano, un pizzico di peperoncino.  A cottura ultimata,  maciniamo bene le carote,  e quasi tutti i ceci,  lasciamo bollire cinque minuti,  poi,   mettiamo un giro di pepe,  il parmigiano grattugiato e un giro di olio.  Buona zuppa!

Federica   Questa con i crostini deve essere di una squisitezza e di un profumo!

Elena  È buona davvero.  Domani ti presento uno dei miei budini al cioccolato.  Ciao!

19/01/2017

 

Elena    Eccomi per il budino al cioccolato.  Provalo e vedrai che meraviglia.

 

Budino  al  cioccolato

 

Ingredienti:  cinquecento ML di latte,  zucchero q.b.,  due cucchiai di farina,   due cucchiai colmi di cacao amaro, centocinquanta g di cioccolato fondente al 60%,  mezzo bicchierino di liquore all’ amaretto,  qualche pallina di  fior di latte,  (meglio se fatto in casa)  caramello.

 

Esecuzione:  Mettiamo in una zuppiera i due cucchiai di farina  con lo zucchero, il cacao,  poi poco alla volta sciogliamo gli ingredienti con il latte.  Una volta amalgamati,  tagliamo a piccoli pezzetti il cioccolato,  incorporiamo il liquore e mettiamo la casseruola sul fuoco.  Una volta raggiunto la giusta densità spegnere la fiamma e sempre mescolando versiamo il budino nelle formine.  A questo punto lasciamo raffreddare e nel frattempo facciamo il fior di latte con la  mia solita  ricetta,   lo mettiamo in freezer per mezz’ora,  poi facciamo il piatto decorando il dolce con il caramello.

 

Federica   Quanti aggettivi merita questo dolce:  goloso,  nutriente,  genuino;  una merenda che si può fare per i bimbi.

 

20/01/2017

 

Elena   Eccomi qui per lasciarvi questa ricetta molto salutare e gustosissima.  Sono gli involtini di manzo con cicoria e formaggi.

 

Involtini di manzo

 

Ingredienti:  fettine  di manzo tenere,  parmigiano  reggiano grattugiato,  provola, taleggio,  pepe,  cicoria a foglie,  una cipolla rosata,  vino bianco e  brodo q.b., una cipolla bianca,  fagioli borlotti,  spezie miste, olio extra vergine d’oliva, un bicchiere di latte,   aceto di mele, ingrediente segreto.

Esecuzione:  facciamo uno stufato con la cicoria tagliata a piccoli pezzi,  ma prima facciamo dorare la cipolla rosata in poco olio,  poi sfumiamo col vino e adagiamo la cicoria;  incorporiamo il brodo,  un pizzico di spezie e lasciamo cuocere fino a quando la cicoria sarà cotta a puntino. Ora la vediamo ed è rimasta bella asciutta,  quindi aggiungeremo i formaggi,  mescoliamo bene e la mettiamo sul tavolo da lavoro.  Abbiamo messo la carne a fette nel latte e pepe,  ora la togliamo e la mettiamo in una casseruola piana, la facciamo rosolare da ambe le parti e la farciremo con lo stufato di cicoria e formaggi. Nel frattempo abbiamo cotto i borlotti e tagliato la cipolla  a rondelle fini,  la condiremo con olio,  aceto, sale, e basilico. Mentre gli involtini stanno cuocendo impiatteremo i fagioli con le cipolle e a cottura avvenuta li serviremo caldi.

Federica   Se la carne è tenera gli involtini fatti così sono perfetti.

Elena  Sì,  sono buoni davvero.

 

21/01/2017

 

Elena   Oggi invece facciamo delle crocchette di merluzzo fresco.

 

CROCCHETTE  DI  MERLUZZO  FRESCO

 

 

Ingredienti:  Merluzzo q.b.,  amido di mais,  sale e pepe q.b.,   farina doppio zero,  e farina di mais  macinato molto fine,  erbe aromatiche (rosmarino,  salvia,  ingrediente segreto, vino bianco,  olio di arachidi,  patate,  insalata verde, olio extra vergine d’oliva e aceto di mele.

Esecuzione:  tagliamo il merluzzo a pezzetti, lo mettiamo a marinare con le erbe, sale e pepe.  Poi, faremo una pastella con il vino,  le tre farine,  il sale,  la salvia, e quando sarà il momento del punto di fumo ideale lo friggeremo in olio di arachidi.  Intanto peliamo le patate le affettiamo e dopo avere tolto il merluzzo cambieremo l’olio e le friggeremo con un rametto di rosmarino.  Abbiamo pulito l’insalata,  condita, sarà il letto ideale del baccalà  e delle patatine,   sgrassati prima sull’assorbente.  Buona  Cena!

Federica   Anche questo piatto è squisito,  poi anche se fritto l’importante è cambiare l’olio in ogni frittura.  Buono da matti!

Elena  Grazie!  Al  prossimo articolo con la barzelletta.

07.01.2017

LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOSEIESIMA PARTE

Author: Elena Lasagna

07/01/2017

IN  CUCINA  CON  AMORE  E  CON  FEDERICA

 

Elena   Eccomi puntuale come  avevo promesso per dettare le ricette fatte per voi.  Ho una ricetta  invernale eseguita più di un mese fa, e sono gli involtini di petto di tacchino.

 

INVOLTINI  DI  TACCHINO

ALLE  CASTAGNE

 

Ingredienti:  bistecche di tacchino,  un bicchiere di vino bianco più quello della marinatura, rosmarino,  aglio,  sale q. b.  pepe,  peperoncino,  castagne lessate e spellate,  formaggio da fondere,  pancetta steccata grigliata,   (due fettine per ogni involtino), una stecca di sedano,  alloro una foglia, e qualche foglia di salvia,  brodo di gallina q.b.

 

Esecuzione:  mettiamo la carne in marinatura con la salvia,  il sedano tagliato sottile,  due spicchi di aglio,  sale,  pepe,  peperoncino,  vino bianco.  Una volta marinata la mettiamo sul piano di lavoro e formiamo gli involtini con la pancetta grigliata,  due o tre cubetti di formaggio da fondere,  chiudiamo bene la carne, e la mettiamo a rosolare in un cucchiaio di olio, e rosmarino.  Adesso sfumiamo col vino,  poi aggiungeremo mezzo mestolo di brodo,  una foglia di alloro,  salvia,  e ancora qualche ago di rosmarino,  chiudiamo la casseruola e lasciamo cuocere gli involtini.  A parte in un’altra casseruola,  facciamo una crema di castagne passandole metà allo schiaccia patate,  poi aggiungiamo un po’ di brodo,  mettiamo il rosmarino e le restanti castagne.  Una volta cotti gli involtini li metteremo nel piatto da portata  e si gusteranno insieme alle  castagne.

 

Federica   Un piatto gustoso e salutare ed è anche bello da vedere.  Come hai passato le festività?

 

Elena   Bene,  non mi lamento.  Anzi,  nonostante tutto ti racconterò anche una barzelletta.  Senti senti:  due amici decidono di andare al ristorante per gustare i piatti della “Nouvelle cuisine”,  prendono posto a tavola e incominciano ad ordinare.  I piatti si fanno sempre più interessanti e squisiti e giunti alla fine delle portate il ristoratore chiese se fosse andato tutto  bene,  uno di  loro rispose: ” Sì, è andato tutto a meraviglia  potete incominciare! “

 

Federica  Divertente!  Ce ne racconterai ancora?

 

Elena    Può darsi,  ma le dovrò sistemare un po’ o  saranno troppo piccanti…

 

10/01/2017

 

Elena   Oggi cara Fede presento un dolce un po’ bizzarro ma squisito,  si tratta di un tartufo al torrone e cioccolato.

 

TARTUFO  AL  CIOCCOLATO  E  TORRONE

 

 

Ingredienti:  cioccolato fondente dolce,  crema alla vaniglia,  torrone, 500 ml di latte,  uova due intere,  farina  tipo “00”,  due cucchiai di liquore alla vaniglia con aroma forte,  zucchero semolato q.b.,  panna montata.  Per la decorazione caramello al cedro.

 

Esecuzione: per prima cosa ci prepariamo uno stampo a cerniera per dessert,  poi incominciamo con la crema alla vaniglia facendo sciogliere lo zucchero con le uova (due tuorli e un albume),  poi piano piano incorporiamo un po’ di latte e aggiungeremo la farina, alternandoli fino alla fine e per ultimo aggiungeremo il liquore.  Mettiamo sul fuoco e sempre mescolando portiamo la crema ad ebollizione,  ai primi bollori spegnere il fuoco.  Mettiamo la crema in una  zuppiera, sopra una bacinella di acqua e ghiaccio,  ricordandoci di mescolare ti tanto in tanto.  Nel frattempo montiamo la panna e l’incorporiamo alla crema tiepida (quasi fredda).  prendiamo lo stampo a cerniera,  vuotiamo metà della crema,  e versiamo anche il torrone tagliato a coltello,  poi versiamo la rimanente crema e mettiamo lo stampo in frigorifero per tre. Passato il tempo di posa scioglieremo il cioccolato fondente a bagno maria con un po di latte e qualche cucchiaio di acqua,  togliamo il dolce dallo stampo e lo rivestiremo di cioccolato.  A parte abbiamo fatto il caramello con il succo e la buccia del cedro con l’aggiunta di qualche fogliolina di menta ed ecco il dolce da gustare più goloso che mai!

Federica   Col torrone deve essere una cosa da leccarsi le dita!

Elena    Sì,  dovresti provarlo,  e a  proposito di torrone,  vuoi sentire un’altra barzelletta?

Federica Dai,  sono tutt’orecchi.

 

Elena   È proprio la barzelletta del torrone.  C’è un bambino che sta osservando una vetrina di dolciumi,  tutta scintillante e golosa,  vorrebbe entrare ma non osa perché con sé non ha nulla per pagare,  si fa coraggio ed entra.  Il negoziante sta servendo un signore che proprio in quel momento sta ordinando del torrone.  ” Quanto gliene taglio signore? ”  Disse il negoziante.  ” Cinquecento grammi vanno bene. ” Rispose il signore.  Una volta consegnato il pacchetto,  il bambino  chiese al negoziante: ”  E le briciole signore quanto costano?”  Lui gli rispose :  “niente”,  allora disse il bambino.  ” Sbriciolatemene un kilo! “

Federica   Bella davvero!  Divertentissima.

 

Elena   Grazie!  Alla prossima ricetta!

 

11/01/2017

 

Elena   Oggi  presento la Tinca di lago,  cucinata al forno, buonissima e sana.

 

TINCA  DI  LAGO  AL FORNO

 

 

Ingredienti:  tinche,  aceto di mele,  paprica dolce,  aglio,  prezzemolo,  capperi,  olio extra vergine d’oliva,  parmigiano grattugiato,  finocchi,  un peperone verde,  zucca,  sale q.b.  due cucchiai di succo di limone,  pepe.

 

Esecuzione:  pennelliamo la tinca con un’emulsione di aceto,  limone,  sale,  e olio;  la stendiamo nella teglia,  e accanto ci adageremo anche le verdure pennellate con solo olio e spolverizziamo i finocchi con il parmigiano grattugiato.   nel frattempo faremo una salsina con olio,  aceto,  succo di limone,  capperi, pepe, aglio,  e prezzemolo,  a cottura ultimata metteremo il tutto in un piatto e cospargeremo la salsa sul pesce.

 

Federica    Fatto così il pesce è molto gustoso!  Mi piace molto.

Elena   E adesso guarda questa ricetta,   si tratta di una formina di formaggio fatto due giorni prima,  me l’ha mandata una mia amica che abita in montagna.

 

 

FORMAGGIO  TENERO  DI  MONTAGNA

 

 

Ingredienti per l’intingolo: olio extra vergine d’oliva,  funghi di montagna,  piselli freschi, una cipolla dorata,   vino bianco secco,  qualche cucchiaio di sugo di pomodoro,  un mestolo di brodo,  un pizzico di peperoncino,  basilico,  una foglia di alloro.

 

Esecuzione:  facciamo soffriggere la cipolla tagliata a fettine sottili,  aggiungiamo il pomodoro,  i piselli,  il brodo,  l’alloro, il basilico,  lasciamo cuocere con il coperchio.  Dopo qualche minuto incorporiamo i funghi ben lavati e sminuzzati;   ultimiamo la cottura,  poi aggiungeremo l’olio e il peperoncino.  Serviamo il formaggio a fettine con questa salsa.

Federica   Squisito davvero!   E la barzelletta?

Elena  Oggi no,  altrimenti non mi resterà abbastanza posto nell’articolo per le ricette,  incomincerò  con le barzellette nel prossimo articolo.  Ciao!

13/01/2017

 

Elena    Ecco una ricetta che piace molto ai miei amici,  è il gallo di campagna stufato ai 10 sapori.

 

Gallo  stufato  ai  sapori

 

Ingredienti:  acquistiamo la carne che ci serve,  sugo di pomodoro due cucchiai,  brodo q.b., due scalogni, sale e pepe q.b., due foglie di alloro,  un rametto di timo, un pizzico di spezie miste,  un pizzico di rosmarino,  due stecche di sedano intere,  uno spicchio di aglio, cerfoglio,  più l’ingrediente segreto. Per il contorno patate al rosmarino e origano.

 

Esecuzione:  tagliamo la carne a pezzetti,  togliamo tutta la pelle e il grasso, la metteremo in una pirofila da forno insieme a tutti gli ingredienti.  Inforniamo a 160° per circa un’ora,  dopo di che tastiamo la carne con la forchetta e sentiremo che è rimasta un po’ al dente,  quindi,  adageremo anche le patate con le erbe e un pizzico di sale.  A cottura ultimata possiamo servire l’intingolo ancora caldo con un buon cabernet o un rosé della zona. Buon Appetito!

 

Federica    Puoi ben dirlo,  sono una delle poche fortunate che lo ha gustato e non vi dico che meraviglia di sapori!

14/01/2017

 

Elena   Sto per dettarvi l’ultima ricetta  di questo articolo,  si tratta di un primo piatto molto ma molto gustoso: gli spaghetti al sugo di burro e salvia  e parmigiano con una manciatina di tartufo nero.

 

Spaghetti gustosi

 

Ingredienti:  spaghetti,  burro,  olio di mais, ingrediente segreto,  sale e pepe q.b.,  qualche foglia di salvia,  parmigiano reggiano grattugiato,  pochi frammenti di tartufo.

 

Esecuzione:  mettiamo a bollire l’acqua e poco sale,   mettiamo gli spaghetti a cuocere, e nel frattempo prepareremo una casseruola con un po’ di salvia,  il burro, il pepe;  non dobbiamo soffriggere il burro ma si deve solo sciogliere a fuoco basso.  Scoliamo gli spaghetti a cottura ideale,  li trasferiremo nella casseruola dove c’è il sugo,  aggiungeremo anche un poco di olio,  il tartufo sugli spaghetti bollenti e una manciata di parmigiano.

Federica   Sono davvero squisiti  per me è un piatto unico.

Elena   È assolutamente vero,  perché con quei sapori non ti verrà più voglia di mangiare niente.   Il primo piatto del prossimo articolo sarà un altro piatto di spaghetti al sugo,  anche questi molto buoni.  Ciao,  ci vediamo nella prossima pagina!

 

 

 

05.01.2017

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE TRENTUNESIMA PARTE

Author: Elena Lasagna

05/01/2017

 

Parlaci dei processi di difesa e dei rapporti con l’ambiente esterno.

Dott.  Robert  e  Linda

 

Il primo rapporto tra l’ambiente esterno e l’organismo  avviene attraverso il cibo;  che da un altro punto di vista si tratta di rapporti dinamici,  di adattamento e di lotta continua.

I nostri tessuti rappresentano anche la prima nostra difesa: come ho già scritto negli articoli della “Pelle”,  la cute e il tessuto sottocutaneo ci proteggono dai raggi solari nocivi,  essendo impermeabili formano una barriera di protezione per  quasi tutti  quei microrganismi, e sono anche la sede del tatto che ci mette in comunicazione con l’ambiente.  Un altro gruppo di difesa è rappresentato dai processi infiammatori e da quelli immunitari,  che sono correlati nella genesi e per i tessuti che vi partecipano.  Ogni qualvolta che nel nostro organismo entra un corpo estraneo provoca una reazione infiammatoria quindi una vasodilatazione,  con fuoriuscita di leucociti dai capillari e attivazione delle cellule del reticoloendotelio,  tutti enzimi che cercano di fagocitare la sostanza estranea.  Quando compare la febbre la reazione è tale e diventa generale perché alle difese partecipa tutto l’organismo.  Nella infiammazione superficiale invece può portare alla distruzione i microrganismi intrusi  ma se questo non fosse possibile le cellule affluite per combatterlo si modificano fino ad avvolgerlo in una specie di fortino che lo rende innocuo,  ma se la lotta si prolungherà un grande numero di cellule viene distrutto e insieme ai tessuti forma un liquido giallognolo chiamato “pus”,  solo dopo l’eliminazione dell’agente infettante e del pus porterà quasi sempre il tessuto leso alla normalità.

Tutti i batteri sono anche  di natura proteica, le cellule del sangue ed i linfociti in particolare producono delle globuline capaci di legarsi specificamente alla sostanza introdotta (all’intruso) annullandone le proprietà tossiche e facilitandone la distruzione da parte di altre difese organiche. Ed ecco che questa parte di difesa prende il nome di immunità; gran parte di queste circolano col plasma condizionando così una pronta difesa nel caso di un nuovo contatto che ne ha richiamato la produzione.  Molti processi difensivi sono capaci di sostituire o di rinnovare le parti lese con la proliferazione dei propri elementi cellulari,  tra i quali :  le ossa fratturate,  l’epitelio della cute,  il fegato è anche lui capace di riprodurre le proprie strutture,  sempre che non vi sia una perdita molto vasta. Nel tessuto nervoso e nel tessuto muscolare invece le cellule distrutte vengono sostituite dal tessuto connettivo fibroso portando la formazione di una cicatrice. Continua…

08/01/2017

 

Oppure del sistema immunitario si può dire che è un complesso di cellule e sostanze solubili destinato per la difesa contro corpi o sostanze estranee, per la maggior parte rappresentate da antigeni batterici,  virali,  ecc. I linfociti e cellule fagocitarie ( i polimorfonucleati monociti  che sono di origine midollare,  mentre i macrofagi sono presenti nel sistema reticoloendoteliale, soprattutto polmoni,  fegato e milza,  oltre all’attività fagocitaria elaborano gli antigeni) ,  sono formate negli organi linfoidi e reticoloendoteliali,  che si trovano in vari punti dell’organismo.  I linfociti T che si formano nel timo,  sono responsabili dell’immunità cellulo-mediata,  ed i linfociti B,  che si formano nel midollo osseo e vanno a colonizzare gli organi linfoidi delle linfoghiandole,  della milza,  ecc.   e sono i responsabili dell’immunità umorale.  Continua…

11/01/2017

Se si ha una ridotta capacità di risposta immunologica consecutiva ad un difetto dell’immunità umorale, o cellulomediata o di ambedue,  si ha una condizione  patologica detta “immunodeficienza”.  Si distinguono immunodeficienza primaria e secondaria,  congenita e acquisita,  timodipendente,  legata al sesso e così via.  È facilitata a contrarre infezioni di varia origine e a varia localizzazione in rapporto al grado del deficit immunologico.  Le forme congenite sono dovute ad anomalie di sviluppo del sistema immunitario  mentre quelle acquisite  sono causa di malattie linfoproliferative e neoplastiche,  infezioni virali oppure l’uso prolungato di farmaci immunosoppressivi.   una riduzione dei linfociti B e delle immunoglobuline caratterizzano le forme con impegno dell’immunità umorale,  mentre una riduzione dei linfociti T e /o delle sottopopolazioni  linfocitarie T o delle loro funzioni caratterizzale forme con impegno dell’immunità tessutale. le immunodeficienze combinate sono le più potenti e infatti i microrganismi responsabili di infezioni intercorrenti sono i meno patogeni;  per essi la prognosi  e di solito infausta.   Infatti la terapia è sempre sostitutiva o con trapianti di timo di midollo, o con somministrazione di immunoglobuline,  linfociti sostanze di derivazione timica,  immunomodulanti.

 

Se il sistema immunitario è compromesso e alterato quindi ridotto,  questa condizione favorisce l’insediamento di virus, batteri,  funghi provenienti dall’esterno o la virulentazione di quelli endogeni in stato saprofitario,  si parla nell’uso corrente di  ospite immunocompromesso.  Le cause possono essere spontanee,  cioè malattie ematiche o dell’apparato immunopoietico,  oppure proiettate da terapie immunosoppressive o radianti.  Per evitare l’insorgenza di processi infettivi è necessario tenere questi soggetti il più possibile in condizioni di sterilità o sotto la protezione di antibiotici a largo spettro. Continua…

12/01/2017

 

La condizione idonea invece è quella condizione che certi individui oppongono resistenza all’azione di determinati batteri o altro,  tanto da evitarne i danni provocati  che invece in altri individui  con immunità non prestanti o compromesse.  Come ho già scritto,  in base a vari criteri si distinguono diverse forme di immunità.   Si possono distinguere un’immunità congenita e un’immunità  acquisita.  La prima,  rappresenta una proprietà connaturata all’individuo,  insita cioè nella sua costituzione,  e può dipendere dalla specie,  dalla razza alle quali l’organismo appartiene o essere semplicemente individuale.  Tale immunità può essere generica,  cioè costituire una resistenza di vario grado di fronte a qualunque microrganismo patogeno,  o specifica,  cioè riferirsi a determinati microbi. L’immunità acquisita rappresenta .immunità che compare in un individuo come conseguenza della reazione promossa dall’agente infettante nell’individuo stesso. È sempre specifica,  ma si dice naturale se fa seguito ad un’infezione casuale,  artificiale se fa seguito ad introduzione intenzionale di microrganismi o di loro prodotti o parti come ad esempio la vaccinazione.  L’immunità acquisita può essere inoltre  attiva quando si instaura per reazione propria dell’organismo che la presenta,  passiva quando è traportata in un organismo da un altro organismo nel quale si è prodotta.  Sia l’immunità acquisita,  sia l’immunita congenita,  possono essere legate sia a reazioni dell’organismo contro le sostanze tossiche  sia a reazioni contro i microrganismi,  alla cui vita si oppongano  (imm.  antibatterica).  C’è da dire che…

13/01/2017

 

certi meccanismi con cui tali tipi di immunità si realizzano,  abbiamo:  1 ) l’immunità congenita antitossica è legata a vari fattori non tutti  noti (tossine che non arrivano alle cellule sensibili alla loro azione,  perché fissate in precedenza da altre cellule insensibili,  ecc)  2)  l’immunità congenita antibatterica è dovuta principalmente all’azione fagocitaria dei microfagi e dei macrofagi dell’organismo ospite,  oltre che l’azione distruttiva dei batteri esercitata da particolari sostanze, ( alessina,  opsonine, ecc);  3)  l’immunità acquisita antitossica ed antibatterica è dovuta alla presenza nel sangue dell’individuo aggredito dalle tossine e dai batteri di particolari sostanze, dette anticorpi,  la cui formazione consegue alla reazione dell’organismo verso altre sostanze particolari,  dette antigeni,  che fanno parte della struttura chimica dei batteri  e loro tossine. In conseguenza alla formazione degli anticorpi,  un individuo che abbia superato una determinata infezione è immune verso l’infezione stessa per un periodo vario di tempo,  essendo gli anticorpi in grado di ostacolare la vita dei germi responsabili di quella specifica infezione.  Nella pratica medica il termine indica i modi con cui si conferisce agli individui l’immunità verso determinate malattie o la si potenzia:  sono rappresentati dalle vaccinazioni,  dalla sieroprofilassi, della sieroterapia e dalla vaccinoterapia. Continua…

16/01/2017

Ci sono gruppi di affezioni morbose caratterizzate da reazioni infiammatorie di immunocomplessi (combinazione di antigeni e dei rispettivi anticorpi).  Le lesioni si verificano principalmente a livello cutaneo,  renale,  articolare e dei piccoli vasi.  Le più note sono la panarterite nodosa,  la sclerodermia,  alcune glumerolonefriti,  la malattia da siero.

La tecnica di indagine biologica consente la separazione e la identificazione di singole frazioni proteiche del siero e di complessi di proteine di diversa origine.  Consiste essenzialmente in una reazione di precipitazione  antigene-anticorpo preceduta da un’elettroforesi su gelosio,  che assicura  una migrazione differenziale delle varie globuline sieriche in funzione della loro grandezza molecolare.  A separazione ottenuta,  le singole proteine reagiscono con un antisiero-antiglobuline posto in un solco scavato parallelamente all’asse di migrazione delle proteine.  Si formano in tal modo tanti archi di precipitazione quante sono le frazioni globuliniche presenti nel siero in esame.  L’immunoelettroforesi trova applicazione in vari settori della ricerca biologica e costituisce un prezioso mezzo di diagnosi delle malattie caratterizzate da perturbazioni del quadro proteico del siero o della comparsa di specifiche proteine anomale. Continua…

17/01/2017

Ha assunto notevole importanza in genetica umana e in antropologia lo studio della trasmissione ereditaria dei caratteri immunitari.  Attualmente gli studi di immunogenetica tendono essenzialmente a scoprire le modalità per lo sviluppo della tolleranza immunitaria onde risolvere i problemi essenziali relativi all’innesto e al trapianto dei tessuti e di organi (rigetto ecc.).  In questo campo di ricerca una delle più importanti scoperte è quella che un organismo ,  esposto in uno stadio precoce della vita e degli antigeni,  impara a riconoscerli come propri.  È stato così possibile effettuare con successo, in topi e ratti,  trapianti di organi su un ricevente opposto durante la vita embrionale alle proteine del donatore.

La tecnica diagnostica basata sulla reazione antigene-anticorpo con laggiunta di un marcatore di natura enzimatica (perossidasi)   avoidina-biotina, ecc) che consente lo sviluppo di un colore di intensità proporzionale alla quantità di sostanza che si ricerca.  Sono disponibili tecniche immunoenzimatiche:  sistema eterogeno Emit (Enzime Multiple Immuno-assay o Linked-Immuno Sorbent Assay).  Il sistema Emit è una metodica caratterizzata dal fatto che gli immunoreagenti non hanno bisogno di essere separati dopo la reazione e quindi l’attività enzimatica si determina direttamente sulla miscela di reazione. Continua…

19/01/2017

 

Nel  sistema Elisa invece,  che è quello correntemente utilizzato,  l’immunocomplesso viene prima assorbito su fase solida,  poi eluito con soluzione tampone e infine evidenziato mediante sviluppo di colore.  Le tecniche immunoenzimatiche semplici nella procedura,  sensibili e attendibili nelle risposte,  vengono utilizzate in campo immunologico (ricerca di antigeni virali o di anticorpi),  in campo ormonale in campo tossicologico,  ecc.  Esse sono destinate a soppiantare le tecniche radioimmunologiche,  che hanno costi maggiori e richiedono l’uso di materiale radioattivo.

 

Ci sono gruppi di sostanze chimiche che sono in grado di deprimere,  parzialmente o completamente,  la reazione immunitaria quando questa possa risultare dannosa o causa di malattie.  Nelle immunopatie vengono impiegati farmaci ( immunosoppressori) , Vengono impiegati nelle manifestazioni allergiche e nei trapianti di tessuti o di organi da un individuo all’altro  (farmaci antirigetto).  tra i principali requisiti richiesti ai farmaci immunosoppressori sono:  la minima tossicità,  anche per posologie elevate e per lunga durata del trattamento;  la capacità di bloccare selettivamente la reazione immunitaria di tipo cellulare in modo da impedire o attenuare i processi responsabili del rigetto e delle immunopatie,  senza compromettere la reazione immunitaria umorale contro gli antigeni batterici, micotici e virali;  la capacità di agire in via definitiva in modo che i processi non riprendano dopo la sospensione delle terapia.  Continua…

20/01/2017

 

Esistono sostanze naturali di sintesi che favoriscono il ripristino delle funzioni del sistema immunitario,  quando queste siano deficitarie.  Tra gli immunomodulanti vanno annoverati prodotti batterici  (da K. Pneumoniae,B. Substilis, C. parvum),  sostanze vegetali, sostanze organiche endogene, (lisozima,  interferone, polipeptidi cellulari indotti da infezioni virali),  sostanze timiche  (timopotentina timostimolina)e composti di sintesi  ( isoprinosina,  levamisolo).  Le indicazioni sono le più svariate:  tumori,  infezioni batteriche e virali a lungo decorso o recidivandti, deficit immunologici di diversa natura.  Isoprinosina,  questo farmaco di sintesi è  composto  da inosina e da dietilaminopropanolo, è dotato di attività  immunomodulante.  Non ha effetto antivirale,  contrariamente a quello che si credeva in un primo tempo.  Continua all’infinito…

 

 

 

04.01.2017

COME SARAI FRA CENT’ANNI?

Author: Elena Lasagna

04/01/2017

COME SARAI  FRA  CENT’ANNI?

Per l’album “Cielo  Stellato”

 

COME  VORREI  IL  DOMANI

 

Tempo fa se restavi in silenzio ad osservare

 

il sole che nasceva e dietro all’orizzonte scompariva

sentivi i pensieri che da lontano ti sfioravano il volto

come la brezza d’estate  che arrivava  per allietare le giornate di sole

tutto questo ti restava  per sempre nel cuore

Parole d’amore infinite come in un magico mondo:  il mare

le verdi vallate,  le impetuose cime e i giardini fioriti

tutto era avvolto in un amore profondo.

 

Ora i pensieri sono meccanici,  non esiste pensiero che sia amore vero

Come se nulla fosse mai esistito  

I corpi come zombi interdetti dalle emozioni

come macchine fuori dal tempo, tutto si è spento!

 

No,  non è ciò che vorrei,   vivi la tua fiaba!  Inventati ciò che potresti

essere,  lascia che le emozioni siano fresche e sincere,  come il buon pane

appena sfornato;  il profumo dell’uva che sta bollendo  come il sangue che

scorre dentro le vene  e ti dice:  ama molto,  vivi nelle notti di luna

nei giorni di sole,  e avere nella stagione fredda le mani indurite dal ghiaccio

per poi sentirle davanti al fuoco tornare.

Vivi anche tu,  per volare,  amare,  dormire e risvegliarti ancora 

 lascia che ogni stagione viva nei luoghi del cuore!

Per Te

 

Elena  Lasagna h 15:30 04/01/2017