02.04.2013

PRENDIAMOCI CURA DELLA NOSTRA PELLE TRE

Author: admin-ele

02/04/2013

SEMEIOLOGIA  MORFOLOGICA

L’ osservazione  delle lesioni cutanee è fondamentale affinché il dermatologo possa formulare la diagnosi di malattia, ma spesso la sola osservazione non è sufficiente. È  necessario saper interpretare altri dati di ordine  generale che rientrano strettamente nella competenza medica.  Noi  ci limiteremo all’elenco e alla semplice spiegazione delle fondamentali lesioni cutanee,  al fine di acquisire una terminologia quanto più possibile corretta.

Le lesioni osservabili sulla cute sono di vari tipi:

1 ) Di tipo eritematoso

La lesione è dovuta alla semplice dilatazione dei vasi,  con conseguente aumento dell’afflusso sanguigno nella zona interessata.  Il colore della lesione è roseo o rosso e la cute è calda quando la dilatazione interessa i capillari e le arteriole ; l’aspetto invece è bluastro e la cute è fredda quando i vasi colpiti sono le vene.

2 ) Di tipo papuloso

Le papule sono rilevatezze piccole e dure che indicano o una infiltrazione a livello del derma superficiale o un inspessimento circoscritto dell’epidermide.  Le papule con bordi netti indicano proliferazione delle cellule dell’epidermide, mentre quelle con bordi sfumati sono dovute a infiltrazione dermica.

3 ) Di tipo ponfoide

Il ponfo nasce per brusca vasodilatazione,  con conseguente fuoriuscita  di siero dai capillari a livello del derma superficiale.  Si tratta di una rilevatezza cutanea più o meno evidente,  sia in rapporto alla quantità che alla localizzazione del siero che fuoriesce.  Ha tinta rosea all’inizio,  biancastra in seguito. È pruriginoso e di breve durata.

4 ) Di tipo vescicoloso o bolloso

La vescicola e la bolla sono rilevatezze della cute dovute ad accumulo di liquido  ( siero,  linfa , sangue )  all’interno della cute.  La differenza tra vescicola e bolla sta nelle dimensioni : la vescicola è più piccola,  ma non c’è un preciso limite di grandezza tra l’una e l’altra ; alcuni considerano una vescicola una lesione con diametro inferiore a 5 mm. ,  e bolla una lesione con diametro superiore.

Possono avere sede intraepidermica  ( sottocornea o intramalpighiana ) o subepidermica , cioè al di sotto dell’epitelio.

Le vescicole e le bolle  possono riunirsi in grappoli, ed allora si parla di  “disposizione erpetiforme “, o seguire il decorso di un nervo ” disposizione zosteriforme “.

5 ) Di tipo pustoloso

La pustola differisce dalla vescicola perché contiene elementi cellulari : ”  i piociti ” ( cellule del pus ).  Ha sempre sede intraepidermica e può formarsi ad ogni livello,  anche sotto lo strato corneo.

6 ) Di tipo nodulare

Lesione ben palpabile, solida, rotondeggiante. Può essere dovuta a cause diverse, infiltrazioni infiammatorie.

7 ) Di  tipo placca

Dovuta alla confluenza di papule o noduli, per cui consiste in una rilevatezza della cute più o meno netta, più o meno estesa, di forma varia.

8 ) Di tipo squamoso

Le squame possono avere tinte diverse e sono più o meno facilmente staccabili. Due sono i meccanismi che producono lesioni squamose:

1 ) Eccessivo numero di micosi nello strato basale con conseguente aumento della velocità di migrazione delle cellule dello strato profondo allo strato corneo ;

2) Incapacità delle cellule cornee di staccarsi dall’epidermide.

9 ) Di tipo erosivo

La lesione consiste nella mancanza di alcuni strati dell’epidermide. Non c’è fuoriuscita di sangue e la guarigione si verifica senza esiti cicatrizzanti.

10 ) Di tipo ulcerativo

In questa lesione manca tutta l’epidermide,  per cui il fondo è costituito dal derma. Si ha quindi fuoriuscita di sangue e seguono esiti cicatriziali. Continua…

10/04/2013

11 ) Di tipo crostoso

Le croste si fornmano quando il liquido di vescicole, bolle, e pustole si rapprende.

12 ) Di tipo atrofico

Nell’atrofia della sola epidermide la cute è assottigliata,  quasi trasparente, perché gli strati sono ridotti di numero.  Mancano in genere i solchi interpapillari e quando l’atrofia è molto accentuata,  si rende visibile la rete venosa sottostante. Se l’atrofia interessa il derma per diminuzione del collagene e del tessuto elastico, la cute appare depressa. L’atrofia può interessare contemporaneamente l’epidermide e il derma.

13 ) Di tipo sclerotico

La cute si presenta indurita.

14 ) Di tipo pigmentario

La lesione può essere definita macchia. Ha tinta varia, in rapporto col tipo di pigmento accumulato nell’epidermide o nel derma.

Inoltre ricordiamo i seguenti termini:

1 ) Ipercheratosi, quando lo strato corneo risulta abnormemente inspessito.

2 ) Paracheratosi, quando nelle  cellule cornee permangono i nuclei cellulari  ( normalmente vengono distrutti ) .

3 ) Discheratosi , quando alcune cellule si cheratinizzano a livello dello strato malpighiano.

4 ) Acantosi, che consiste nell’ispessimento dello strato di Malpighi, quasi sempre associato  a papillomatosi,  cioè allungamento delle papille dermiche.

 MALATTIE    DELLA   PELLE

IL PRURITO

È un sintomo esclusivo della cute. Può essere provocato da stimoli di varia natura: chimici, meccanici, termici, ecc..  Gli stimoli provocherebbero il prurito con l’intermediazione di sostanze dette vasoattive ( chinine, istamina,  proteasi ) . Il prurito non può essere essenziale, quando non è provocato da alcuna evidente malattia della pelle,  oppure può essere uno dei sintomi di uno stato patologico. Nel primo caso la sua origine è da ricercare in diverse condizioni : turbe psichiche, abuso di stimolanti, ( thè, caffè, tabacco ) , alterazioni del fegato e/0 delle vie biliari,  alterazioni della funzionalità della tiroide. Nel secondo caso, la causa risiede in una malattia della pelle.  In conseguenza di un prolungato grattamento,  possono verificarsi lesion i di tipo erosivo e crostoso.

17/04/2013

MALATTIE  DELLA  PELLE

LE  MALATTIE  DELLA  PELLE  CAUSATE  DA  LUCE  E  DA  RADIAZIONI IONIZZANTI  LUCITI

Sono provocate dal sole o da sorgenti luminose artificiali, ed hanno quindi sede nelle zone fotoesposte.

La luce può agire in tre diversi meccanismi:

1 ) fototraumatismo

2 )fotosensibilizzazione

3 ) fotoallergia

1 ) Il fototraumatismo si realizza nei soggetti  normali in seguito a prolungata esposizione al sole. Dopo un periodo di latenza da due a sei ore compare nella zona esposta un eritema che raggiunge il massimo verso la  IO° ORA E SI ESTINGUE IN ALCUNI GIORNI  CON DESQUAMAZIONE E PIGMENTAZIONE. Il danno può anche essere più elevato, nel qual caso si possono avere vescicole e addirittura bolle.

2 ) La fotosensibilizzazione si ha quando sostanze , applicate sulla cute  ( coloranti, saponi, schiuma da barba, ecc. , essenza di bergamotto, tetraclorosallilamide, contenuta in saponi e profumi, medicamenti come sulfamidici,  antistaminici, antibiotici,  catrame, ecc. o ingerite in alimenti o medicamenti, ecc. ) rendono il tessuto sensibile alle radiazioni luminose. Le manifestazioni sono uguali  a quelle descritte per il fototraumatismo.

3 ) La fotoallergia consiste, probabilmente, nella formazione, provocata dalla luce, di una sostanza a livello della cute ( Autoantigene ) che è responsabile di sintomi a tipo eczema o urticarie. Questo meccanismo è nettamente più raro.

Regole terapeutiche sono dettate dal buon senso: evitare di applicare profumi o creme o altri cosmetici prima dell’esposizione al sole; prestare attenzione a reazioni cutanee anormali quando si sta facendo una cura con sulfamidici, antibiotici, antiistaminici, ecc..

RADIODERMITI

Insorgono in seguito all’assorbimento di radiazioni ionizzanti da parte della cute,  e si distinguono in :

1 ) forma acuta

2 ) forma cronica

La prima si verifica in seguito alla esposizione a dosi eccessive di radiazioni ionizzanti, ed i sintomi sono eritema, edema, vescicole o bolle, ulcerazioni, dolori.

La seconda si instaura in seguito ad esposizione potratta nel tempo a piccole dosi di radiazioni, e si manifesta con secchezza della cute, atrofia , macchie pigmentarie.

 Il pericolo maggiore di queste esposizioni è rappresentato dalla possibile insorgenza di un tumore maligno della pelle, detto epitelioma spinocellulare.

L’esposizione prolungata ai raggi solari può essere causa di:

– alterazioni di tipo cheratosico ( cheratosi attinica )

– assottigliamento, perdita di elasticità e secchezza della cute nelle zone fotoesposte.

MALATTIE  DI  NATURA  INFETTIVA

22/04/2013

MALATTIE   DA  VIRUS

HERPES

Gli herpes virus contengono DNA e si moltiplicano nel nucleo della cellula colpita.  Le malattie più comuni provocate da questo virus sono l’ herpes simplex, l’herpes  zoster,  la varicella.

HERPES  SIMPLEX

Il  virus che provoca questa malattia si localizza solo in certi tessuti ( cute, mucose , nervi ) .

Si conoscono due forme di herpes  simplex : 1 ) la forma primaria ; 2 ) la forma a carattere recidivante.

Forma primaria : si osserva soprattutto in soggetti,  per lo più bambini, che non sono mai stati a contatto con il virus, quindi non hanno ancora formato le difese per quel virus  ( anticorpi specifici ).  Generalmente si manifesta come gengivostomatite  ( vescicole o erosioni diffuse al cavo orale, febbre modica, ingrossamento dei linfonodi regionali ). Può localizzarsi però anche , sebbene più raramente, ai genitali o alla congiuntiva.

Forma  recidivante : in questa forma la malattia è latente, benché il virus sia presente nelle zone d’elezione, e può manifestarsi in corrispondenza di traumi, ciclo mestruale, episodi gastrointestinali, febbre, ecc. ) .  Le sedi di localizzazione sono in genere le labbra, i genitali, la faccia, il sacro. Nelle recidive la sede è sempre la stessa.

26/04/2013

CICLO  BIOLOGICO-CLINICO

1 ) Penetrazione del virus in un soggetto normale, e quindi ancora privo di anticorpi specifici.

2 ) Infezione primaria ( gengivostomatite ), vulvovaginite, cheratocongiuntivite, herpes cutaneo, ecc. ) .

3 ) Latenza dell’infezione, di durata variabile.

4 ) Manifestazioni recidivanti dell’herpes, come herpes genitale, labiale, ecc. indotte da fattori vari ( traumi, ciclo mestruale, episodi gastrointestinali, ecc. ) .

5 ) Trasferimento del virus, mediante contagio, a soggetti normali, e quindi ripetizione del ciclo descritto.

Le lesioni sono di tipo vescicoloso, e le vescicole sono disposte a grappolo ; le lesioni si estinguono entro due settimane. Le vescicole hanno sede nello strato malpighiano e si originano per l’alterazione degli elementi epiteliali provocata dal virus.La terapia, di competenza medica, è volta ad attenuare la fastidiosa sintomatologia piuttosto che risolvere la malattia alla radice, anche perché non ci sono ancora farmaci con risolutiva azione antivirale.

Herpes zoster o zona

Il virus che lo causa ha forma simile a quello dell’herpes  simplex, ed è lo stesso virus che provoca la varicella. Sembra che, dopo aver dato la varicella, il virus si annidi nei gangli nervosi ; a questo punto ci sono due possibilità :

1 ) il virus rimane per sempre nei gangli senza provocare alcun disturbo;

2 ) si riattiva diffondendosi lungo i nervi sensoriali, provocando così la sintomatologia dolorosa e la caratteristica localizzazione delle lesioni lungo l’area di distribuzione del nervo. Continua nel prossimo articolo…