Archive for aprile, 2013

30.04.2013

LE RICETTE DI CASA MIA SETTANTASEIESIMA PARTE

Author: admin-ele

30/04/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   Oggi ho una sorpresa per i bambini: un gelato alla gianduia senza  l’uso della gelatiera.

FEDERICA   Che bell’idea! Ai bambini piace molto il cioccolato gianduia, vedrai si leccheranno le dita!

 Ingredienti : 400 g di cioccolato fondente, 130 g di zucchero semolato, 60 g di panna , poco latte per sciogliere il cioccolato a bagno maria ( ne serviranno solo due o tre cucchiai ) , 250 g di nocciole tostate del Piemonte ( le vendono già pronte ) , 5 uova.

Esecuzione : montiamo gli albumi a neve, poi, sbatteremo i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema liscia , quando sarà pronta la crema risulterà di colore più chiaro. Nel frattempo abbiamo messo il cioccolato tagliato a pezzetti a sciogliere a bagno maria  con qualche cucchiaio di latte. Una volta sciolto lo lasciamo intiepidire e uniremo la panna e le nocciole tagliate a pezzettini, quindi sarà la volta dello zabaione e per ultimi gli albumi montati a neve ferma; mescolare dal basso verso l’alto amalgamando bene. Ora verseremo il composto negli stampi da gelato  oppure nelle coppette che lasceremo  riposare in frigorifero per almeno tre ore. Trascorso il tempo il gelato alla gianduia sarà pronto da gustare. E che gusto!  Questi ingredienti  sono per cinque  bambini o adulti.

FEDERICA   Io sarò la prima a gustare questa delizia, anzi , ci metterò sopra anche un poco di panna montata alla vaniglia. Che ne dici?

ELENA   Che idea golosa, buono!

FEDERICA   Per questa brillante idea ti regalo un’altra canzone di  Fred  Bongusto in  ” Una Rotonda Sul Mare “,  ti auguro un bellissimo primo maggio! E a tutti quanti ciao!

02/05/2013

ELENA   Questa ricetta ti sorprenderà  per il fatto della semplicità: è il pollo in casseruola, così al naturale; tu mi dirai ma come? Non riesco ad immaginare tu che cucini senza le erbe o le spezie, ebbene l’ho cucinato ed è molto buono. Questa idea mi è venuta ascoltando certe persone che non riescono a mangiare i cibi arricchiti al sapore di erbe e spezie e altri ingredienti.

Ingredienti : un pollo nostrano non troppo giovane o fatto crescere  in fretta, acqua senza calcare, sale.

Esecuzione : accertiamoci che il pollo sia ben pulito dalle viscere,  anche nell’esofago, lo laviamo sotto acqua corrente poi l’asciugheremo bene; toglieremo anche il grasso in eccesso specialmente nella parte inferiore. Riscalderemo la casseruola fino ad ottenere una temperatura idonea per farlo rosolare, quindi lo adageremo aperto sulla parte dorsale, una volta rosolato bene lo giriamo, sui lati e sulla parte anteriore. Mettiamo il sale in modo uniforme , il coperchio , poi abbassiamo la fiamma al minimo dopo 15 min. lo giriamo dalla parte opposta e ultimeremo la cottura. Il pollo si presenterà saporito,  molto tenero , croccante e profumato di carne buona; impiattiamo così intero , si taglieranno i pezzi prima di servire. Servire con peperoni grigliati o stufati con scalogno; oppure un contorno di insalatina mista.

FEDERICA   La prima carne che farò sarà proprio il pollo così. Adesso ti stupisco  con un’altra canzone di Fred Bongusto , ” Spaghetti  A  Detroit ”   te la ricordi? Io ascolto  i dischi di mia madre.

03/05/2013

ELENA   Ho ascoltato le canzoni che mi hai dedicato, sono bellissime! Ne conosci ancora di Fred?

FEDERICA   Sì, ti dedico ” Tre  settimane  Da  Raccontare “, è bella vedrai ti piacerà.

ELENA   Ed io ho per te la torta mandorlata, quella che ho fatto 10 giorni fa per Patty. Quando avrò le foto la vedrai; è un’altra ricetta di torta alle mandorle con una vena di crema di mandorle dal gusto intenso.

TORTA  MANDORLATA

Ingredienti: 250 g di farina di mais macinata fine, 100 g di farina di riso, 300 g di farina bianca, una bustina di lievito per dolci , una stecca di vaniglia, un bicchierino di liquore Strega, 300 g di zucchero semolato, un uovo intero e due tuorli, 2000 g di margarina vegetale senza grassi idrogenati, 200 g di mandorle spellate macinate al mixer, duecento g di mandorle integrali, metà intere e l’altra metà tagliate grossolanamente. Per la crema:  latte  e farina di mandorle + qualche cucchiaio di farina di riso,  crema mou fatta in casa con il caramello e panna; teglia per crostate.

Esecuzione : mischiamo tutte le farine col lievito più le mandorle, tutte. Facciamo una specie di fontana insieme anche allo zucchero, mettiamo le uova, la vaniglia , il liquore, la margarina a temperatura ambiente; ora incominciamo ad amalgamare bene tutti gli ingredienti. Abbiamo preparato la teglia imburrata , nel frattempo abbiamo fatto le creme, si sono raffreddate ed ora incominciamo a mettere uno strato di pasta sbriciolandola lievemente sotto le dita, come la sbrisolona , ma non lo è. Adesso mettiamo uno strato di crema al latte di mandorle e sopra aggiungeremo quella al mou, ora copriamo con la restante pasta e mettiamo in forno a 170 g° per 45 min. circa. Controllare la cottura. La torta dovrà essere fragrante e morbida, asciutta, dentro invece sarà una delizia per il palato perché usciranno insieme le squisite creme!

FEDERICA   Sto immaginando ed ho più che l’acqualina in bocca!

ELENA   Domani per Te ho molte varianti del mio gnocco fritto. E per il giorno seguente ho un pranzetto delizioso raffinato.

04/05/2013

ELENA   Eccoci, come d’accordo, anche se un po’ in ritardo ma ci sono per darti le ricette del gnocco fritto di casa mia. Una la potrai trovare nell’articolo ” Risposte ai lettori n° 24 ” . Ora ti mostro una delle foto.

IL  MIO  GNOCCO  FRITTO

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 FEDERICA   È molto invitante, a me piace anche così senza niente, ho già fatto la prima ricetta che mi hai dettato nell’articolo sopra , è piaciuto molto a tutti, tant’è vero che non ne è rimasta nemmeno una fettina. Ma sono curiosa di sentire anche le altre ricette.

2 ) Ricetta ingredienti : 600 g. di farina doppio zero, latte, un pizzico di zucchero, due cucchiai di olio di mais,  mezzo bicchierino di Brandy. Impastare gli ingredienti e lasciare riposare per  due ore, poi, tirare la pasta sottile al punto desiderato e friggere in abbondante olio di arachidi dopo avere raggiunto il giusto punto di fumo, mettere le fette sulla carta assorbente , poi, ancora la carta, le fette e via via così fino alla fine. In questo modo il nostro gnocco rimarrà asciutto , morbido e croccante come se non fosse fritto.

3 ) Ricetta ingredienti : farina lievitata, latte, un cucchiaio di strutto, due cucchiai di Cognac. Amalgamare gli ingredienti  fino ad ottenere un impasto omogeneo, lavorare bene la pasta fino a farla diventare liscia e morbida; lasciarla riposare per mezz’ora , poi, tirarla ritagliarla , e sarà la volta della frittura nella solita maniera. ( Il sale io lo aggiungo sempre a fine frittura ) .

4 ) Ricetta ingredienti : acqua minerale frizzante, latte, farina doppio zero, un bicchierino di vino bianco. Impastiamo bene bene gli ingredienti fino ad ottenere una pasta liscia e vellutata. Tiriamo subito la pasta sottile,  chi predilige la morbidezza allora la lasceremo meno sottile; ora diamo forma, e quando l’olio avrà raggiunto la giusta temperatura friggeremo come sempre.

5 ) Ricetta ingredienti : lievito di birra, acqua minerale frizzante, mezzo cucchiaino di miele, un cucchiaio di olio di semi di arachide farina bianca. Dopo l’impasto lasciare riposare due ore e trenta min. Procedere come nelle altre ricette.

6 ) Ricetta ingredienti : farina doppio zero, lievito istantaneo per torte salate, latte q.b. un cucchiaio di margarina sciolta a temperatura ambiente, acqua minerale frizzante, un pizzico di zucchero. Impastare, dare forma e friggere.

7 ) Ricetta ingredienti : due uova intere, mezzo bicchierino di Brandy, mezzo bicchierino di olio di semi di mais, un pizzico di zucchero. Lasciare riposare l’impasto per 15 min, e procedere …

8 ) Ricetta ingredienti : farina doppio zero, una pallina di lievito madre, due cucchiai di olio di semi di mais, un tuorlo, latte. impastare gli ingredienti e lasciare riposare l’impasto un’ora, poi, massaggiarlo di nuovo e farlo riposare un’altra ora in frigorifero e procedere…

9 ) Ricetta ingredienti : acqua minerale frizzante, farina doppio zero, 50%, farina di mais macinata fine 30 % e il 20% farina di riso. Fare un bell’impasto omogeneo, tirare la pasta , dare forma e friggere.

10 )  Ho cambiato idea vi detto la ricetta dell’articolo 24. Ingredienti : 500 g di farina “00”, un uovo, un cucchiaino di zucchero, mezzo bicchierino di grappa, e mezzo di olio, latte q.b. Dopo l’impasto lasciare riposare per tre ore circa.

FEDERICA   Li proverò tutti! Grazie! Sono sicura che queste ricette saranno tutte squisite.  So che ti piace la canzone napoletana. Ti regalo ” Na Sera ‘ e Maggio ”  cantata da Mina .

26.04.2013

PRENDIAMOCI CURA DELLA NOSTRA PELLE QUATTRO

Author: admin-ele

26/04/2013

HERPES  ZOSTER O ZONA

Continua dall’articolo ” Prendiamoci cura della nostra pelle tre.

L’ herpes  zoster in genere non recidiva.

Sintomi : di solito compaiono inizialmente dei disturbi sensitivi ( bruciore, dolore, parestesie )  e talora anche malessere generale. Segue una eruzione cutanea che consiste inizialmente in chiazzette eritematose  leggermente rilevate.

Su queste lesioni si formano, dopo alcune ore, delle grosse vescicole , si rompono e  si formano delle erosioni che si coprono di crosticine che staccandosi, lasciano una chiazza rosea destinata ad attenuarsi nel tempo.

 La localizzazione più frequente è quella toracica; più rare le localizzazioni cervicali e quelle lombari.

Particolarmente grave è la localizzazione al viso, con disposizione lungo il decorso delle branche nervose del trigemino.

La terapia, strettamente medica,  si basa sull’utilizzo di vitamine BI, B 6,  B I2 e di raggi x.

27/04/2013

MOLLUSCO  CONTAGIOSO

È un’affezione  frequente nei bimbi, causata da un virus a DNA .

Sintomi : l’eruzione è costituita da noduli emisferici, di diametro variabile fra due e quattro mm. , ombelicati al centro, di colorito giallo roseo, duri, non pruriginosi né dolorosi.

Alla spremitura è possibile far fuoriuscire un materiale biancastro composto da cellule cornee e corpuscoli ovoidali detti ” corpuscoli del mollusco “.

Le lesioni si localizzano di preferenza al volto, arti , natiche , genitali. Bisogna evitare di spremere il nodulo perché si rischia la disseminazione delle lesioni. Il dermatologo interviene asportando le lesioni con cucchiaio tagliente e successiva CAUSTICAZIONE.

PITIRIASI  ROSEA  (  DI GIBERT  )

È una dermatite eritemato-desquamativa.

Sintomi : inizia con una chiazza rotondeggiante di 2  –  3 cm. di diametro  ( chiazza madre ) , con un bordo di colorito rosa pallido finemente desquamante e una parte centrale più pallida e depressa, di colorito  rosa – giallastro. Tale chiazza si ingrandisce centrifugamente, mentre al centro si attenua.  Dopo  10  – 15  giorni si aggiungono chiazze di eritema ed altre lesioni simili alla chiazza madre.  Di solito non c’è prurito.  Dura  4 – 6  settimane e guarisce spontaneamente.  Non è necessario alcun  trattamento.

VERRUCHE

Sono provocate da virus a DNA  che si moltiplicano nel nucleo. Sono note tre varietà di verruche :

– volgari

– piane

– plantari

– alcuni aggiungono una quarta varietà,  la verruca filiforme.

Verruche volgari : sono rilevatezze emisferiche, di colorito grigiastro a superficie ipercheratosica , (eccessivo  sviluppo dello strato corneo ) , rugosa. Hanno un diametro variabile da una capocchia di fiammifero ad una lenticchia e non sono dolenti. Possono essere solitarie o a gruppi,  tendono a moltiplicarsi e si localizzano di preferenza sul dorso delle mani e delle dita.

Verruche piane : si presentano come papule piatte,  rotondeggianti e di colorito bruno-grigiastro, con un diametro di I – 2 mm..  Sono localizzate particolarmente al volto e al dorso delle mani. Sono asintomatiche. Si osservano frequentemente nei bambini.

Verruche plantari : localizzate alla pianta del piede,  si presentano in genere incassate nel tessuto e si distinguono dal callo perché la pressione provoca dolore e perché le linee della cute si interrompono ai margini della lesione. Sono lesioni chiarotosiche piane, rotondeggianti, con una parte centrale disseminata da piccoli puntini nerastri.  La deambulazione è resa difficile dal dolore provocato dal peso corporeo.

Guardate al microscopio, le verruche mostrano ipercheratosi e acantosi ( inspessimento dello strato malpighiano ) .  Nelle cellule epiteliali si trovano corpuscoli che rappresentano probabilmente delle inclusioni virali.

Terapia : è bene affidare il paziente a mani esperte, poiché sono frequentissime le recidive ad interventi non correttamente eseguiti.

Si può intervenire in due diversi modo :

– asportazione mediante cucchiaio tagliente e successiva causticazione

– applicazione di azoto liquido e diatermocoagulazione in anestesia locale.

In qualche caso scompaiono spontaneamente, ma spesso recidivano ripetutamente anche dopo interventi terapeutici.

Un commento a parte merita la terapia delle localizzazioni periungueali delle verruche, perché :

– in questa sede l’esecuzione dell’anestesia è dolorosa ;

– è possibile contaminare il letto ungueale con una pratica mal svolta. In questi casi è spesso necessaria l’asportazione dell’unghia.

EPIDERMODISPLASIA  VERRUCIFORME

30/04/2013

Consiste in una lesione verrucosa disseminata, causata dallo stesso virus delle verruche, e può degenerare in un tumore della pelle.

LA  GHIANDOLA  SEBACEA

Anatomia e fisiologia della ghiandola sebacea.

Sono generalmente associate al follicolo  pilosebaceo. Teniamo presente che non sempre vi è corrispondenza, sul piano dello sviluppo, fra peli e ghiandole, nel senso che ad una fine lanugine possono corrispondere grosse ghiandole sebacee e viceversa.

In zone non pelose si possono trovare ghiandole sebacee isolate. Mancano sempre in corrispondenza del palmo della mano e della pianta dei piedi.  Ne sono ricchi invece, il viso , le spalle , la regione sternale , i genitali.   Si sviluppano principalmente dopo la pubertà.  Sul piano strutturale è da ricordare che: vi sono due strati di cellule, di cui uno a contatto con la membrana basale è formato da cellule ricche di glicogene  ( strato germinativo ) da questo strato originano le cellule che formeranno il secondo strato.

La produzione del sebo avviene a livello del secondo strato per differenziazione delle cellule in materiale grassoso.  Il sebo si versa nel lume del follicolo pilifero, giungendo così alla superficie cutanea.  La fuoriuscita del sebo è continua sebbene  impercettibile, a differenza della secrezione delle ghiandole apocrine e sudoripare, che è intermittente. La secrezione sebacea non è regolata da influenze nervose.

La ghiandola sebacea incece è controllata da altri ormoni.  In particolare gli androgeni , la ipertrofizzano,  mentre gli estrogeni ne favoriscono l’involuzione.  Le ghiandole sebacee si sviluppano alla pubertà perché in questo periodo avviene la maturazione delle ghiandole sessuali.  Il sebo ha  PH variabile fra 3  e 4 e contiene una grande quantità di lipidi ( squalene, acidi grassi insaturi, steroli ).

04/05/2013

MALATTIE  DELLA  GHIANDOLA  SEBACEA

La produzione di sebo aumenta dalla pubertà alla maturità, per diminuire nella vecchiaia. Esistono alterazioni della produzione di sebo in eccesso e in difetto. Scarsa produzione di sebo si ha ad esempio, in alcune rare malattie congenite e , più frequentemente, in disturbi della maturazione sessuale.  Il risultato è la mancanza o la scarsità di sebo sulla superficie cutanea, con conseguente riduzione della resistenza alla panetrazione dei batteri, aumento della desquamazione e secchezza della pelle.

SEBORREA

La malattia è caratterizzata da un’eccessiva produzione di sebo. Le ghiandole sebacee sono strutturalmente normali e quindi l’alterazione è solo funzionale.

Le regioni più interessate sono quelle più ricche di ghiandole sebacee: il capillizio,  la fronte  , i lati del naso  , il dorso. Quando la malattia si aggrava,  alla produzione eccessiva di sebo si aggiunge eritema coperto di squame giallastre, disposte particolarmente alla radice del naso, alle arcate sopraccigliari , ai condotti uditivi. Possibili complicanze sono : infezioni da batteri piogeni, eczematizzazione, innesto della Candida albicans.

La terapia si basa sull’uso di sostanze come catrame e zolfo; Si è notato un effetto  ” Rebound ” in seguito ad eccessivo sgrassaggio delle zone seborroiche. Questo significa che sgrassare eccessivamente la cute costringe le ghiandole sebacee a produrre più sebo e quindi ad aggravare i sintomi della seborrea.

ACNE

Vi sono molti tipi di acne: 1 ) professionale e medicamentosa;  2 ) volgare , 3 ) dei neonati; 4 ) necrotica ; 5 ) conglobata; 6 ) cheloidea, 7 ) rosacea.; alcune di queste forme vengono indicate come acne pur non riconoscendo le stesse cause.

ACNE  VOLGARE

È una malattia molto diffusa in particolare fra i giovani nell’età della pubertà, ed è spesso causa di inestetismi e addirittura di disturbi psicologici nella difficile età della maturazione sessuale. Il quadro inizia con seborrea e comedoni ( sebo solidificato nei dotti follicolari ed ossidato in corrispondenza dell’orifizio, per cui appaiono come punti neri.  Successivamente compaiono come rilievi papulosi e pustole a sede follicolare. Le forme più gravi di acne  volgare sono :

1 ) Quelle in cui l’affezione non si limita al viso, che è la sede più frequente, ma investe altri distretti, quali il dorso o il petto e qualche volta le estremità e le natiche.

2 ) Quelle in cui si giunge alla formazione di cisti.

3 ) Quelle in cui i focolai suppurativi superficiali e profondi si associano tra loro formando gallerie, fistolizzazioni, cicatrizzazioni ( acne conglobata ).  La sede della lesione è il follicolo pilo-sebaceo, e le lesioni sono più numerose nelle sedi indicate perché quelle sono le sedi più ricche di ghiandole sebacee attive.

Le cause dell’acne volgare sono ancora in parte discusse, ma è ormai accertato che alcuni ormoni giocano un ruolo  importantissimo nella genesi dell’acne. Il ruolo degli ormoni è stato sospettato perché:

1 ) L’affezione inizia alla pubertà, si aggrava nel periodo mestruale e si osservano quadri di tipo acneico in seguito alla somministrazione di certi ormoni a scopo curativo.

2 ) Individui che per altre malattie non sono in grado di produrre ormoni sessuali, raramente sviluppano forme acneiche.

08/05/2013

Gli ormoni interessati sono gli androgeni, ormoni sessuali, che vengono prodotti nell’uomo in quantità elevata dai testicoli e in quantità minore dalle ghiandole corticosurrenali, nella donna dalle ovaie e dalle ghiandole corticosurrenali, ma in quantità minore rispetto all’uomo.  Gli androgeni hanno la capacità di provocare ipertrofia delle ghiandole sebacee ( aumentano le loro dimensioni ma non il loro numero ) .

In seguito all’ipertrofia,  le ghiandole producono più sebo, che può ostruire i follicoli provocando il comedone. Si è notato però che nel sangue e nelle urine degli acneici la quantità di ormoni androgeni, testosterone in particolare è normale. Si è allora pensato che possono essere le stesse ghiandole sebacee ad essere più sensibili del normale all’azione degli ormoni sessuali; questa maggiore sensibilità sembra legata a predisposizioni ereditarie.

L’alterata secrezione sebacea rappresenta però nella patogenesi dell’acne solo un anello di una lunga catena. Non basta cioè la maggiore produzione di sebo perché si verifichi l’acne, ma è necessario l’intervento di altri fattori: anzitutto, il sebo non raggiunge facilmente la superficie cutanea, e questo per varie ragioni: continua nell’articolo ” prendiamoci cura della nostra pelle cinque ” .

23/04/2013

IN CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   Oggi faremo una ricetta a base di pesce, credo che piaccia a molti, è un insieme di pesce con cipolla e zucca, vedrai ti piacerà.

PESCE  ALLA  ZUCCA

Ingredienti : un trancio di pesce spada, gamberoni o mazzancolle, seppioline , un trancio di salmone,  un filetto di merluzzo, olio extra vergine d’oliva, sale e pepe, origano, basilico, prezzemolo, zucca, una cipolla grossa due cucchiai di sugo al pomodoro, vino bianco, limone, rosmarino, noce moscata.

Esecuzione : lavare e mondare il pesce, tagliarlo a cubetti , tranne i gamberoni. In una casseruola fare soffriggere la cipolla tagliata finemente in poco olio, aggiungere il pesce, girarlo per dare colore, sfumare con il vino, aggiungere il pomodoro, l’origano e il prezzemolo tagliato fine, aggiungere un poco di brodo vegetale, e aggiungere la zucca tagliata a piccoli pezzetti ; portare il tutto alla cottura. Ora aggiungeremo il basilico, la buccia del limone grattugiata, la noce moscata, sale , pepe e impiattiamo cospargendo sulla pietanza l’olio, q. b. Servire con un contorno di olive grandi in olio.

FEDERICA   Questo piatto non è solo bello da vedere ma io credo che sia buonissimo! Anzi, di più! Ed è per questo che ti dedico una canzone di  Eros  Ramazzotti  ” Un Altra Te “.

24/04/2013

ELENA   Indovina che dolce ho per Te? Ho fatto i biscotti, veramente li ho fatti un mese fa, sono venuti benissimo ed ora te li propongo per  l’ora del tè.

FEDERICA   Oggi farò meglio ad accettare subito la ricetta così eviterò di sbagliare che significa sprecare.

BISCOTTI  AL  FARRO  E  MALTO

ANCORA UNA VOLTA I BUONI BISCOTTI DI CASA MIA

 Ingredienti : 300 g di farina bianca, 200 g di farina integrale al farro, 50 g di malto, un uovo e due tuorli, un cucchiaino di cannella, 200 g di zucchero semolato , una fiala aroma alla vaniglia oppure una stecca di vaniglia del Madagascar, una bustina di lievito per dolci, 160 g di burro, un bicchierino di liquore Strega.

Esecuzione : mescolare le farine col lievito, zucchero, aroma, liquore, cannella , uova, mescolare bene, per ultimo incorporare il burro lasciato a sciogliere naturalmente . Formare un bell’impasto omogeneo lasciare riposare 15 min poi, con gli stampi ritagliare i biscotti. Infornare a 180 g° per 15 min . Spegnere e lasciare in forno ancora per altri 15 minuti. Eccoli nella foto!

ELENA Sono friabilissimi, ideali anche per la colazione dei bimbi e ottimi per la merenda .

FEDERICA   Ideali anche per me con il tè, sì, mi piacciono anche questi!

Che cos’è per te l’ingratitudine?

È come il pane senza il sale.

FEDERICA  Nel ringraziarti ancora una volta ti dedico la canzone  ” Balliamo ” di Fred  Bongusto.

26/04/2013

FEDERICA   Facciamo il pranzo del primo maggio?

ELENA   Per quel giorno la gente mangia all’aperto in compagnia di amici, sempre se il tempo lo permetterà. Si potrebbe fare una ricetta a base di pesce, delle polpettine e dei filetti ai ferri.

POLPETTE  DI  GAMBERETTI

e FILETTI   DI  SALMONE

 polpettine e filetti di salmone

Ingredienti: una piantina di aglio fresco, rosmarino, pane  e pecorino grattugiati, olio extra vergine d’oliva, sale, pepe, limone, salmone, gamberetti, olio di arachidi.

Esecuzione :  lessiamo i gamberetti a vapore, li passiamo al mortaio insieme alle erbe, aggiungeremo il pecorino , poi faremo delle polpettine , le passiamo nel pane grattugiato fine, poi nell’olio di arachidi, le metteremo sulla carta assorbente e impiattiamo insieme al salmone fatto sulla piastra con erba di aglio e rosmarino tagliati finemente , pennellati con olio extra vergine e passati al limone.

FEDERICA   Sono belli da vedere, e saranno anche buonissimi, però a chi non piace il pesce dovremo inventarci qualcosa come delle piadine al prosciutto, oppure una grigliata con salsicce, costine e braciole; oppure la grigliata di verdure miste con la fiorentina.

ELENA   Nel ristorante potresti fare dei cannelloni, degli gnocchi di zucca  ( sono le ultime )  poi, degli arrosticini misti con verdurine crude oppure verdure miste trifolate. Sempre nel ristorante potresti fare una vellutata di ceci e zucca, ti scrivo la ricetta.

VELLUTATA  DI  CECI  E  ZUCCA

Ingredienti : acquistiamo la zucca, olio extra vergine d’oliva, sale, pepe, ceci, alloro, rosmarino, vino bianco, brodo vegetale, parmigiano grattugiato cipolla rosata, chiodo di garofano.

 Esecuzione : divideremo la zucca  in due parti uguali in modo orizzontale, metà la svuotiamo, e la cuoceremo a vapore, il giorno precedente abbiamo messo in ammollo i ceci, li abbiamo stufati con  la cipolla, il rosmarino, e il brodo; raggiunta la cottura ottimale li abbiamo passati al passaverdura ed abbiamo ottenuto una crema, poi abbiamo passato anche la zucca e l’abbiamo incorporata alla passata di ceci. Abbiamo mescolato per amalgamare bene il tutto,  messo il sale, il pepe, e un poco di chiodo di garofano.  L’abbiamo messa ancora fumante nella zucca svuotata con un filo d’olio e una manciata di parmigiano e rosmarino.

FEDERICA   Ma così è squisita!

ELENA  Sì, è molto buona.

FEDERICA   Dimmi che domani mi darai qualcosa di bizzarro! Io ti regalo qualcosa di diverso dalle canzoni e cioè una bella visione di Parigi, che ne dici?

ELENA   Grazie per la visione, ma sarebbe meglio andarci per davvero; io invece  ti regalo una canzone cantata da  Andrea  Bocelli ” Torna A Surriento “.

27/04/2013

ELENA   Qualcosa di bizzarro che piace a tutti è un risotto alla viola gialla e calendula; anche se qualcuno mi ha detto che anche se molto buono lui lo preferisce alla salsiccia, e allora perché non accontentarlo? Mettiamoci anche la salsiccia. Eccolo!

 RISOTTO ALLA VIOLA   GIALLA  E  CALENDULA

risotto alla calendula e alla viola

 Ingredienti : riso per risotti, chiodo di garofano, uno scalogno, una salsiccia grigliata, brodo, una spruzzata di prosecco, sale, pepe, parmigiano, latte, una manciata di boccioli di calendula, una manciata di petali di viola.

Esecuzione : facciamo soffriggere lo scalogno e il riso in poco olio, aggiungiamo i petali pestati al mortaio, poi, la salsiccia in briciole, spruzziamo il vino, e incorporiamo il brodo, il chiodo di garofano. Portiamo ad una cottura al dente, poi, mantechiamo con un poco di latte, infine diamo una bella spolverata di parmigiano.

FEDERICA   Che buono! poi, non ha tanti grassi.

ELENA  Soltanto un cucchiaio di olio per soffriggere, e il parmigiano, poi, un poco nel latte, tutto qui.

FEDERICA   E che ne dici del pollo fritto?

ELENA   C’è pollo fritto e pollo fritto, nel senso che se non è fatto bene, cotto al punto giusto e rosolato bene non sembra neanche pollo, oppure sembra pollo crudo, quindi, attenzione, prima lo dovrai marinare con quello che preferisci, dargli un bollore nel vino della marinatura, asciugarlo, e metterlo nella pastella fatta con le tre farine ( vedi nelle altre ricette ). Lo puoi fare con i  cipollotti stufati in agrodolce, oppure i lampascioni meglio ancora.

FEDERICA   Che leccornie!

29/04/2013

 ELENA   Un’altro piatto che si può consumare anche freddo, è una frittatina fatta con un’erba digeribile come la rucola e l’erba cipollina, con un fine pasto di fragole al limone, frutti di bosco e banane.  Oppure dei rigatoni conditi con olio extra vergine, pomodorini secchi passati prima al tegame,  scaglie di parmigiano o grana, basilico fresco , dadini di mortadella e filetti di crescione o radicchio. Per l’ambiente chiuso si possono fare delle bruschette saporite con sugo di pomodoro e basilico, arricchita con delle acciughe e peperoni alla griglia, oppure delle crêpe farcite con uno stracotto di fegatini , durelli e salsiccia in besciamella leggera ai funghi. Un altro piatto   in ambiente chiuso sono le sfogliatelle alla piastra con i salumi. Allora quale di questi piatti hai scelto?

FEDERICA   Ho scelto i rigatoni tiepidi.

ELENA  Ti scrivo la mia ricetta.

RIGATONI  TIEPIDI

Ingredienti : rigatoni q.b. , pomodori seccati sott’olio, parmigiano in scaglie, mortadella una fetta di due cm, olio extra vergine d’oliva, basilico, crescione e radicchio una grattugiata di noce moscata e di mezzo lime, brodo vegetale.

Esecuzione:  cuocere i rigatoni al dente, li scoliamo, aggiungiamo l’ olio e pomodorini fritti, pepe, la mortadella tagliata a dadini, la noce moscata e il lime,   amalgamiamo bene e servire i rigatoni a temperatura ambiente. Servire insieme all’insalata di radicchio e crescione.

FEDERICA   Che buoni ! la pasta tiepida mi piace molto. M’incuriosisce la ricetta delle sfogliatelle cotte alla piastra, la ricetta è quella della pizza?

ELENA  No, non è uguale a quella della pizza, ovviamente è ancora più leggera perché è fatto con l’aggiunta di zucca e meno farina.

SFOGLIATELLE  ALLA  PIASTRA

Ingredienti : 300 g di farina lievitata,  una mezza zucca da 600 g circa, olio di arachidi o extra vergine per pennellare lievemente la pasta , sale e aghi di rosmarino tagliati finemente.

Esecuzione : lessiamo la zucca in forno o a vapore. Sulla spianatoia mettiamo la farina, il rosmarino tagliato finemente, e al centro la zucca ben farinosa passata allo schiacciapatate. Amalgamiamo bene l’impasto che non deve essere appiccicoso; lo stendiamo sopra un piano infarinato poi, ritaglieremo dei cerchietti oppure dei rombi. Poi, li pennelleremo leggermente con l’olio e li posiamo sopra la piastra; si vedranno alzarsi delle bolle dorate , mi raccomando non brunite, ed il gioco è fatto ! Sono buonissime anche da sole ( la zucca dovrà essere farinosa ben salda, altrimenti non saranno  più le mie sfogliatelle leggere ) .

FEDERICA   Che bella ricetta e chissà quanto sarà buona!

ELENA   Sì, hai detto bene , sono molto buone queste sfogliatelle , ma soprattutto leggere.

FEDERICA   Una bella canzone te la meriti! Ti dedico ” Minuetto “di Franco  Califano e Dario Baldan Bembo,  cantata da Mia Martini.

22.04.2013

ANCORA UNA VOLTA PER TE CARA MADRE

Author: admin-ele

22/04/2013

  SEI  SEMPRE  INSIEME A NOI…

 

“ANCORA  UNA  VOLTA  PER  TE  CARA MADRE”

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CARA  MADRE

scrivo queste righe per illuminare la tua festa

Come ti ho già scritto  non sono triste

anche se avrei voluto un po’ di tempo per abituarmi alla tua assenza

Oggi ho rivisto il tuo sorriso tra cielo e mare

e alberi in fiore  attraverso i sentieri della notte

là fin sopra le stelle

ho sentito il tuo canto aprirsi per noi

per noi che avresti dato anche la tua vita

me l’ha confidato il tuo sguardo vestito di bontà

che accompagna i nostri giorni, ci tiene per la mano

e scende fino al cuore

Parlami di Te   ritorna ancora

a risplendere di luce i miei pensieri

Parlerò di Te

Elena  Lasagna  © 2013

18/04/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA  Oggi voglio mostrarti una mia ricetta nuova della ciambella; dico nuova perché non ha il solito lievito chimico per dolci né altri lieviti come il lievito madre ecc.  La torta è venuta benissimo, ma prima di dare la ricetta vorrei fare un’altra prova, proprio per accertarmi che  la riuscita non sia stata un caso fortuito. Eccola nella foto.

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 FEDERICA   Quanto si è alzata, è lievitata molto, e dovrebbe anche essere buona, da vedere è molto buona!

ELENA   Ho una ricetta di un primo piatto, usiamo la sfoglia quella che si usa per i cannelloni e le lasagne, si presenta in un’altra maniera sembrano ruote, e siccome che anche l’occhio esige la sua parte noi lo soddisferemo.

RUOTE  AI  FORMAGGI  E  CRESCIONE

Ingredienti: farina di semola di grano duro, due uova, 4 etti di ricotta, 200 g di gorgonzola dolce, pepe,  300 g di crescione, parmigiano q.b. spezie miste, brodo vegetale, un bicchierino di latte.

Esecuzione : con le uova e la farina fare una sfoglia morbida non troppo molle  né troppo solida, la sfoglia deve risultare elastica, tirarla sottile al punto giusto. Lasciarla riposare per 15 min, poi, tagliarla a metà con il taglia pasta e buttarla nell’acqua o brodo bollente, lasciarla per un bollore e metterla nell’acqua fredda. Quando le due metà della sfoglia sono pronte le stendiamo sopra la spianatoia, dove andremo a spalmare i formaggi: abbiamo setacciato la ricotta, incorporato il gorgonzola, le spezie, il crescione ( lavato e passato al mortaio ), ora, mettiamo l’altra parte della sfoglia sopra la prima dove abbiamo spalmato i formaggi; spalmiamo ora la rimanente farcia ripiegando la pasta su se stessa a forma di salame. Adesso la metteremo nella teglia con la carta da forno, la bagneremo col latte e la cospargeremo di parmigiano grattugiato; ed è pronta per andare in forno a 180 g° per 20 min.  Controllare la cottura e tagliare il salame a rondelle, metterle sul piatto da portata cosparso di crescione fresco.

FEDERICA   Che belle queste ricette! e poi non contiene un’alta percentuale di grassi, vero?

ELENA  No, non è una ricetta grassa, perché prevale la ricotta che è un formaggio magro, ma hai ragione tu, è molto buona e gustosa; poi è anche leggera.

FEDERICA   Una bella canzone non te la leva nessuno. Ti dedico ancora  Peppino di Capri ma questa volta con :  con  ” Nun  È  peccato ” .

19/04/2013

ELENA   Non arricciare il naso se oggi facciamo il pesce, perché insieme a questo piatto sano, ti darò un contorno sfiziosone, ma leggero e altrettanto salutare.

 FEDERICA   Vediamo che cosa ti sei inventata oggi!

CODA  DI  ROSPO  O  PESCATRICE

al forno

Ingredienti : cipolla bianca, peperone verde, pomodorini pachino, pepe, origano, vino bianco, pane grattugiato, pomodori tondi, mozzarella, basilico fresco, patate, olio, extra vergine d’oliva parmigiano grattugiato, prezzemolo e una coda di questo pesce, farina di mais macinata finemente, farina di riso, farina di frumento, olio di arachidi per friggere.

Esecuzione :  acquistiamo una bella coda media, la laviamo e la mettiamo a bagno nel succo d’arancia e il succo di mezzo limone per un’ora.  Nel frattempo tritiamo l’origano, tagliamo il peperone a dadini, e i pomodori pachino. A questo punto mettiamo il pesce nella teglia sulla carta da forno; lo pennelliamo con l’olio, poi, cospargeremo le verdure , l’origano , il pane grattugiato, aggiustiamo di sale e pepe  e inforniamo a 180 °. Passati 10 min. spruzziamo col vino bianco e continueremo fino alla cottura . Il pesce si presenterà in un letto di sughetto  ben dorato e tenero. Ora prendiamo i pomodori semi svuotati in precedenza e capovolti, prendiamo le patate lessate, le abbiamo condite con olio, aceto , prezzemolo e pepe, ora, riempiamo i pomodori con pezzetti di patate e mozzarella e ci infileremo anche un po’ di parmigiano grattugiato. Arrivati a questo punto prepariamo la pastella che dovrà essere più consistente di quando facciamo le verdurine miste. Mettiamo le tre farine, sale, pepe,  l’acqua minerale frizzante fino ad ottenere una pastella scorrevole ma non troppo perché dovrà fare da seconda pelle croccante. Eccoli sembrano palle  infuocate, croccanti fuori e mordenti dentro; impiattiamo il pesce con i pomodori tutt’intorno.

FEDERICA   Che bontà, che bontà e che bontà! Non dico altro ma ti dedico una canzone  di  Adriano Celentano  ” Pregherò ” .

 20/04/2013

ELENA   Ho una ricetta del gelato in tre gusti che ti piacerà da dio! Nel fondo però ho messo il biscotto fresco di forno: tra l’amaretto e il savoiardo.

FEDERICA   Sei tutta una sorpresa, accoglierò la tua ricetta , poi, la farò non appena mi si presenterà l’occasione, tanto so che sarà squisita.

ELENA   Ecco la ricetta.

 GELATO  AI  FRUTTI  DI  BOSCO

CREMA  DI   LATTE  E CIOCCOLATO

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Ingredienti : 200 g di cioccolato fondente, 125 g di zucchero, 125 g di panna fresca, 200 g di latte, biscotti fatti in casa, ( con tuorli , zucchero, albumi  a neve, polvere di mandorle aroma ) . Per la crema di latte : 240 g di latte, 240 g di panna fresca, aroma vaniglia, 150 g di zucchero. Per il gelato ai frutti di bosco : 250 g di frutti di bosco misti, 160 g di zucchero, 180 g di panna , e 40 g di latte.

Esecuzione : prima facciamo il gelato ai frutti di bosco : frulliamo i frutti con metà dello zucchero, mentre il restante zucchero lo mescoliamo insieme al latte e alla panna e continueremo il nostro frullato, quando sarà denso lo metteremo nella gelatiera per 30 min circa; quando sarà pronto lo metteremo in una zuppiera trasparente dove abbiamo fatto il fondo con i biscotti , e mentre faremo l’altro  lo adageremo nel freezer. Ora è la volta del fior di latte: sciogliere lo zucchero nel latte, aggiungere la vaniglia, e incorporare la panna, a questo punto lo metteremo nella gelatiera e in altri 30 min otterremo il fior di latte. Adesso veniamo al gusto cioccolato: in una casseruola scaldiamo la panna e facciamo sciogliere il cioccolato e lo zucchero ( non deve bollire altrimenti il gelato non si rassoderà ) aggiungere ora il latte freddo, molto freddo, mescolare , versare nella gelatiera e dopo 30 min l’ultimo gelato sarà pronto. Incorporare agli altri e lasciare in freezer per 30 min prima di consumare la nostra torta  tris di gelato. Il risultato è assicurato, solo un poco di pazienza in più.
N. B. Le ricette degli ultimi 3 articoli sono state fatte da me più di un mese fa.

FEDERICA  Ti meriti un premio! Ne ho assaggiati altri dei tuoi dolci e gelati ma ognuno di loro ha delle peculiarità molto ma molto diverse. Sono tutti da sballo! Che ne dici se ti dedico un’altra canzone di Peppino Di Capri? Ti piacciono le sue canzoni? Ora ti dedico ” Un  Grande  Amore  E  Niente  Più ” .

ELENA   Bellissima canzone, grazie!

22/04/2013

ELENA   Sai ? Ho fatto gli gnocchi col sedano rapa, li ho rifatti proprio ieri per essere sicura che riuscissero bene. Ora posso darti la ricetta.

GNOCCHI  DI  SEDANO  RAPA

 GNOCCHI AL SEDANO RAPA

Ingredienti : sedano rapa grande, un uovo intero, farina di semola di grano duro, pepe, sale , pecorino, parmigiano grattugiati, olio extravergine d’oliva, cumino, basilico, sugo di pomodoro fresco .

Esecuzione : lessare il sedano rapa a vapore o in poca acqua. Sulla spianatoia fare la fontana con la farina, passare il sedano rapa al passaverdura, aggiungere un uovo, pepe, un pizzico di cumino, e impastare gli gnocchi. Nel frattempo mescolare il sugo fatto con scalogno, pomodoro e basilico, solo a fine  cottura aggiungeremo l’olio. Ora procediamo per la cottura : gli gnocchi andranno cotti in acqua bollente, scolati , mantecati nel sugo e poi, aggiungeremo l’olio e i formaggi grattugiati.

FEDERICA   Io che li ho assaggiati posso dire che sono quasi più buoni di quelli fatti con le patate. Solo a vederli sono sani e squisiti! Ora ti chiedo la ricetta per un frullato di verdura e frutta per i bambini; quale combinazione mi daresti?

ELENA   Allora, potremo fare : carote, mela, fragole, banana, lampone e latte,  poi, per guarnire il bicchierone faremo un ventaglio  con l’arancia. Vedrai, saranno entusiasti perché piace anche ai grandi!

FEDERICA   Mi sembra già di sentirne il profumo.

ELENA   Vorrei anche farti assaggiare i tortellini dolci in una versione mai fatta prima e cioè alla marmellata di prugne , cioccolato e limone, l’altra invece è di mele, papaia, e pesche.

FEDERICAimm019  Ma sono divini! Oggi non so se riuscirò a stare a dieta, con queste cose buone! Stassera proverò a farli da sola, domani mi darai la ricetta. Ma adesso ho una canzone da sballo, ed è ” All  By  Myself ” cantata da  Eric  Carmen, o  la preferisci cantata Céline  Dion?  A  domani!

23/04/2013

Ingredienti : 600 g. di farina, una bustina di lievito per dolci, tre cucchiai di rum, 2 uova e due tuorli, 250 g. di zucchero semolato, 150 g. di burro fresco. Per il ripieno: mele verdi, papaia, due frutti della passione, pesche; prugne denocciolate, cioccolato fondente dolce, Cherry o liquore alla prugna, se occorre addensare con addensante alla frutta , oppure farina di carruba, o farina di riso.

Esecuzione :  mescolare le uova con lo zucchero, aggiungere il rum, la farina con il lievito, per ultimo il burro , procedere con la rimanente farina. Adesso lasciamo riposare per mezz’ora, noi però abbiamo fatto già le composte per i ripieni. Passato il tempo di posa, tiriamo bene la pasta , poi, riempiamo lasciando degli spazi vuoti per ritagliare il dolce a lunetta ; procediamo fino all’ esaurimento della pasta. Infornare a 180 ° per  15-20 min. tutto dipende dalla tipologia del forno. ( Le composte si fanno nella maniera tradizionale , sbucciamo e tagliamo la frutta a pezzetti, la mettiamo sul fuoco con poco zucchero, aggiungiamo l’addensante e lasciamo raffreddare. La seconda si fanno bollire le prugne con il porto o altro liquore con lo zucchero, verranno tagliate finemente poi,  si scioglierà il cioccolato) .

FEDERICA

15.04.2013

LE RISPOSTE AI LETTORI SETTANTAQUATTRO

Author: admin-ele

15/04/2013

Com’è possibile che una suora possa comportarsi in una maniera così subdola: con violenze psicologiche alle consorelle ( scimiottare il loro linguaggio flebile solo perché sono più anziane e malate, dire apertamente alle loro spalle che sono oche , scelta dei fedeli che frequentano la chiesa e poi…  ho raccolto delle testimonianze proprio nel paese dove vive. Per me il suo posto è il manicomio.

DOTT. ROBERT

Questa è una storia che va avanti da anni ormai, alcune di loro prima di morire si sono confidate con persone amiche, ma lei è ancora là, non fa una piega, e non si dica che è INTELLIGENTE E FORTE  , per carità. Ricordo che quando frequentavo quella chiesa lei mi disse : stia lontana da qui, questo è un brutto paese cara !   O aveva paura che scoprissi la verità? Allora io lo dissi ad una suora che conoscevo da tempo anche perché un periodo della mia vita la vissi  degnamente in quel paese. Quella non sa nemmeno pregare!  Mi disse , lo fa con le labbra ma non con il cuore; ma taci taci cara, cosa vuoi, noi siamo alla fine ormai! Dobbiamo portare pazienza!

Elena  Lasagna

17/04/2013

I politici  ci hanno stancato, pensi che qualcosa si risolverà o dobbiamo sopportarli ancora per molto?

Mariangela, Franco, Rosa e Giacomo.

Speriamo bene! Anche perché sembrano polli che si litigano il becchime. Se pensassero al bene del paese e ai cittadini italiani non si comporterebbero certo così!

Elena Lasagna

18/04/2013

Caro Dott Robert, tu mi hai domandato molte volte che cosa ne penso degli invidiosi in generale, di quelli che disonorano il lavoro altrui con mezzi potenti , fare presa sulla gente per emergere indignitosamente, proprio per invidia, perché loro non si sognerebbero nemmeno di fare certe cose con dignità! Ora vorrei sapere cosa ne pensi tu!

Io mi dice Robert , come medico, penso che siano semplicemente cattivi, deboli, anche se in apparenza dimostrano il contrario,  perciò sono degli ” idioti”. L’apparenza , il cercare di essere ciò che non si è,  questo  fa scattare la molla della stupidità,  anche perché credono che la gente non si accorga di nulla,  l’invidia verso coloro che invece sono  persone valide;  spesso si chiama ” idiozia “.

20/04/2013

E dei ladri cosa ne pensi?

DOTT.  ROBERT

Darei loro una possibilità, la seconda  volta gli farei amputare le mani senza pietà!

Elena  Lasagna

21/04/2013 h 19:38

Che idea ti sei fatta sull’omicidio di Garlasco?

Giorgia, Anteo, Rossana e Franco

Avete detto bene, è solo la mia idea perché io non sono un giudice ma ho sempre pensato che l’assassino sia il fidanzato e cioè A. S.  sono passati quasi sei anni ed io non cambierò idea comunque vadano le cose, quindi non chiedetemelo più.

Elena  Lasagna

E il delitto di Perugia, pensi che siano altri gli assassini di Meredith Kercher ?

DOTT. ROBERT

Robert,  anche in questo caso  è solo la mia opinione e ti dico che non cambierò idea perché l’ho valutata attentamente e per me sono stati loro e cioè A. K. e R. S.

QUESTI  FIORI  LI  DEDICO A  LORO

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 24/04/2013

Ho sempre vissuto nella fede, ho cercato di conservarla senza riserva alcuna fino ad oggi, che mi sto chiedendo : dove sei? Perché lasci distruggere la terra, inquinare mari e cielo?  Come si potrebbe mai propiziarsi questa grande forza che sembra avere più benevolenza nei confronti degli uomini più miseri che non di quelli giusti? Sapresti darmi una risposta?

Fernando

Quante volte avrai sentito parlare di  ” Fato ” oppure  ” Il caso volle che… ” un evento inaspettato, un qualcosa di inverosimile che sfuggiva a tutti i calcoli di ogni probabilità.  Eppure… chiamiamola  ” fatalità ,  evento straordinario, ecc. ” Chissà,  anche se ha dell’incredibile io credo che a volte i miracoli succedano a cambiare la rotta di molte esistenze , esistenze che però non hanno mai perduto la fede nè hanno mai sottovalutato Dio come stai facendo tu adesso hanno continuato nel profondo a tenere viva la speranza perché tutto è disegno di Dio, un disegno a noi sconosciuto che sa concedersi nel donare e sa portare via. Per questo io credo che bisogna imparare ad essere più coscienti, più consapevoli di ciò che accade, lasciarsi trasportare dagli eventi spirituali della vita e non essere sempre ancorati  alla razionalità, lasciarsi trasportare dalla fantasia, dalla creatività, per scandire meglio la nostra esistenza. Essere aperti per vedere al di là di quello che c’è , di ciò che esiste al di là della nostra ottica visiva, ma vedere il Suo disegno , essere in sintonia con l’universo  più consci di ciò che accade e coglierne il suo significato, allora sì che troveremo la risposta!

Elena  Lasagna

26/04/2013

È  vero che esistono erbe per curare la depressione?

Lucia

Sì, si chiamano erbe del buonumore : una è l’iperico , sono stati fatti molti studi su quest’erba e sembra che abbiano dimostrato che l’iperico può controllare ben più del 50 %  dei sintomi depressivi. Ovviamente la cura è esclusivamente di competenza medica. Questa pianta si trova nelle zone marine, montane ma anche nelle radure, nei boschi, e sui bordi delle strade. Si usano le sommità fiorite e si raccoglie in giugno-luglio. L’infiorescenza è un ampio corimbo abbondantemente ramificato è formato da numerosi fiori di colore giallo dorato; hanno 5 sepali verdi, ovali o lanceolati e normalmente interi. La pianta in se stessa ha un portamento vivace, con un rizoma corto sotterraneo che produce numerosi fusti, alti fino a un metro, lignificati alla base e abbondantemente ramificati in alto. Le foglioline sono opposte , sessili di forma ovale , osservate in trasparenza presentano numerose ghiandole traslucide affondate nel lembo.

Elena  Lasagna

27/04/2013

Sono attenta all’alimentazione, eppure ho una pelle mal ridotta, così ruvida, maculata e irritabile, cosa posso fare oltre a questo?

Donata

Basta poco a mandare il tilt l’equilibrio cutaneo, a volte può bastare un cosmetico non adatto, ci gioca molto l’inquinamento, gli ambienti chiusi, lo stress, oggi la pelle è molto più fragile ed esposta a fattori sensibilizzanti ne sono uno specchio le reazioni della tua pelle. Dovresti usare cosmetici privi di coloranti e privi di profumi, ma naturali, lenitivi e antiirritanti; prova a farti consigliare dal farmacista di fiducia.

Elena  Lasagna

Preferisci il pesce di mare o dei laghi?

Angelica

A me il pesce DI MARE piace molto , però se devo essere sincera preferisco quello di allevamento , poi  assumere omega tre e omega sei con altri alimenti , per il semplice fatto che i fiumi e i mari ormai se vogliamo fare un esame attento contengono di tutto e di più. Però ti ripeto il pesce di mare è sempre stato  il mio preferito  .

Elena  Lasagna

29/04/2013

Come fare per non andare incontro alla depressione del dopo vacanze ?

Giuliana

Prova a pensare che non tutti si possono permettere le vacanze; e pensa a quante persone sono in situazioni precarie di salute ; pensa a chi nemmeno ci pensa di fare le vacanze perché non hanno più vicino a loro il figlio o la figlia ; pensa alle guerre e a tutti quelli meno fortunati di te. Mi dirai ma che è? che male ho fatto? Hai ragione, ognuno di noi è libero di pensare al prossimo oppure di pensare solo a se stesso, purché non faccia loro del male, e non è cosa da poco. Scusa la retorica , so che esiste lo stress del dopo vacanza, è il sogno di noi tutti vivere  perennemente in un clima vacanziero : aria buona, sole, bagni nell’acqua di mare, il contatto con la natura il più a lungo possibile, l’alimentazione facile dosata che ci permette di conservare la forma, ecc. È il sogno di molti, però potrei suggerirti una vacanza del dopo vacanza, vale a dire  risparmiati una settimana per andare alle terme in un centro benessere, circondata da attenzioni e di cure, si può attuare una scelta intelligente di cibi genuini e raffinati, con integratori dietetici esclusivi e personalizzati per mantenere la forma; per reidratarti se sei stata troppo al sole, rimineralizzare i capelli con trattamenti più avanzati che coniugano le proprietà dell’acqua e del fango con quelle di prodotti naturali frutto di una lunga ricerca, e per finire in bellezza si può cercare uno stabile e profondo rilassamento con massaggi tradizionali ed esotici; si possono curare infine anche le malattie del cambio di stagione per  gestire meglio la stagione che verrà e ripartire alla grande. Buone vacanze  di cuore!

Elena  Lasagna

29/ 04/2013

Cosa pensi della felicità? È più importante raggiungere la felicità nella vita privata o nel lavoro? In amore per te cosa conta di più?

DOTT.  ROBERT

La felicità, che sia data dal lavoro o la si trovi nella vita privata non credo sia importante , quello che conta invece è sentirsi pienamente soddisfatti,  che non manchi nulla per comporre il mosaico della felicità. In quanto all’amore quello che conta di più è l’intensità e l’onestà; ti può bastare ?

Elena  Lasagna

Sei indulgente, fino a che punto con gli amici che ti deludono?

DOTT. ROBERT

Prima di agire cerco di riflettere sul da farsi, anche perché l’amicizia è una cosa rara, ma se qualcuno mi delude dovrò soppesare bene la cosa, cioè valutare fino a che punto vale ancora la pena di frequentarci o di lasciare intatta la nostra amicizia: se la cosa è molto grave, che tocca la dignità, allora subentra una vera delusione, una  ferita con la perdita di fiducia e credo che non  si rimarginerà mai, se invece si tratta di una cosa che non fa soffrire più di tanto , anche se ci rimango male cerco di accomodare e andare avanti cercando di non lasciarmi ingannare, col tempo potrei anche perdonare e dimenticare.

Elena  Lasagna

30/04/2013

Mi piacerebbe mangiare i fiori in insalata , ma una mia conoscente alcuni anni fa mangiò troppi fiori di malva, è stato il giorno 24 giugno si bagnò gli occhi con la rugiada delle sommità fiorite della malva; poi la raccolse e fece un’abbondante insalata, per un pelo non  finiva all’ospedale, perché si intossicò la gola e le vie respiratorie.

Marilena

Quante volte avete sentito parlare di piante, di erbe e di fiori, non sono tutti commestibili, o almeno certi fiori sono efficaci se usati a piccole dosi sotto forma di tinture, tisane , e decotti , certi fiori si possono consumare anche in insalata ma bisogna conoscerli bene e saperli dosare. Ci sono erbe e fiori che se usati in eccedenza possono portare alla morte. Quindi, conoscere bene i fiori e le erbe prima di consumarli.

Elena  Lasagna

10.04.2013

LE RICETTE DI CASA MIA SETTANTATREESIMA PARTE

Author: admin-ele

10/ 04/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   Voglio mostrarti  delle polpettine vegetali squisite.

FEDERICA   Non mi dire che contengono le solite carote e spinaci !

ELENA   No, sono al radicchio rosso, ma sono davvero squisite. Ecco  la ricetta.

Polpettine  vegetali

al sapore di carne

POLPETTINE

Ingredienti : radicchio rosso,  pane e parmigiano grattugiati, prezzemolo, cipollotti rossi, riso, dado di carne fatto in casa, asparagi, olio di arachidi.

Esecuzione : facciamo un risotto denso con gli asparagi e il radicchio. A parte facciamo uno stracotto di cipollotti con vino rosso e chiodi di garofano, aggiungeremo il prezzemolo tritato, pepe, sale; uniremo il tutto e troviamo la giusta consistenza con il formaggio e il pane grattugiati. In una padella a parte soffriggeremo con un  cucchiaio di olio di arachidi ancora della cipolla, metteremo un cucchiaino di pomodoro, le polpette e mezzo mestolo di brodo di carne. A fine cottura servire con un filo di olio di arachidi.

FEDERICA   Sento già che saranno deliziose. Tornando sul tema delle canzoni, e a Te che piace Franco Califano ti dedico una sua canzone ” C’è Una Ragione Di Più “.

ELENA   Grazie!  Domani prepareremo la torta di stracchino mozzarella e montasio che ne dici?

FEDERICA   Dico che non ne vedo l’ora!

11/04/2013

ELENA   Eccomi! Sono puntuale per la nostra torta ai formaggi; cercherò di fare una pasta friabile ma con poco contenuto in grassi, ovviamente ci sono quelli dei formaggi.

FEDERICA   Io ho pensato ad una pasta brisé, però in quell’impasto ci va il burro, altrimenti non sarebbe tale.

ELENA  Prendi nota e vediamo se la preferisci. Dobbiamo tener conto anche della salute. Però ti assicuro che dal punto di friabilità e leggerezza la batte.

Torta ai formaggi

Ingredienti : 500 g di farina bianca, un cubetto di lievito di birra, tre cucchiai da minestra di olio di mais, mezzo cucchiaino di miele, acqua minerale frizzante q.b.  Per la farcitura : spalla 150 g, mozzarella di bufala una, 100 g di stracchino, e 150 g di montasio, rucola q. b.

Esecuzione : sciogliere il lievito in un bicchiere di acqua, aggiungere il miele, l’olio, amalgamare bene, e aggiungere la farina otterremo così un impasto omogeneo e liscio. Lasciamo riposare per due ore e 30 min. Poi stendiamo la carta da forno in una teglia circolare che ungeremo e infarineremo. A questo punto dividiamo la pasta in due parti leggermente disuguali; la quantità maggiore la useremo per coprire il fondo e due cm di bordo. Quella rimanente la useremo a coprire dopo avere distribuito gli ingredienti sopra la torta. Pennelliamo in modo leggero la superficie ,  subito dopo in forno a 200 g° distribuendo il calore uniformemente, per circa 15 min. La torta si presenterà meravigliosamente gustosa croccante e se mangiata con moderazione non potrà farci male.

FEDERICA  Sì, ci credo e stasera te la presenterò; anzi, mi sta venendo l’acqualina in bocca.

ELENA   Ed hai ragione perché è strepitosamente gustosa, potrai  anche aggiungere erba cipollina e origano, so che ti piacciono questi gusti.

FEDERICA Ti dedico una canzone allegra dei ” The Shoching  Blue ” ed è ” Venus

12/04/2013

ELENA   Oggi avrei per Te una ricetta della torta di mandorle, però te la faccio solo vedere perché ieri abbiamo fatto la torta al colesterolo e cioè ai formaggi oggi faremo una ricetta sobria pensando molto alla nostra salute.

FEDERICA  Io comunque ho fiducia nella tua cucina e non soffro più di tanto perché le tue ricette non fanno ingrassare.

ELENA   Spesso però è anche la quantità che fa ingrassare! Facciamo un buon secondo.

HAMBURGER  ALLA  SOIA

Ingredienti : soia in grani, piselli , rosmarino, prezzemolo, due erbette, un uovo, formaggio grattugiato, funghi porcini secchi, pepe, sale , basilico, olio di girasole o di arachidi, farina di mais macinata molto fine.

Esecuzione : lessiamo la soia  e lessiamo i piselli. A parte lessiamo anche il baccello dei piselli e li passiamo al passaverdura, poi maciniamo anche piselli e soia , così otterremo una purea densa. Mettiamo il tutto in una zuppiera: saliamo e pepiamo q.b. , poi aggiungeremo un uovo, le erbe tritate,  le due erbette passate bene bene al mortaio E I FUNGHI AMMOLLATI E TAGLIATI FINEMENTE. A questo punto mettiamo il formaggio grattugiato ( quello che preferiamo , ma deve essere stagionato )  formiamo delle bistecche circolari dal diam. di dieci cent. circa. Le passiamo ora nella farina di mais e poi nell’olio ,  che deve essere poco ( l’olio non deve coprire le bistecche )  ora le giriamo e le rigiriamo fino a quando i dischi saranno diventati croccanti. Servire sopra un letto di insalata e rughetta.

ELENA   Sono davvero molto buoni, e sono hamburger vegetali.

FEDERICA  È un bella idea davvero!

ELENA  GRAZIE! Ora ti mostrerò la torta che faremo domani; nel frattempo dovresti farla col pensiero , cioè immaginare gli ingredienti.  E  adesso ti dedico io una canzone per farti salire  il morale, che dici? Allora vediamo : ” Cervo a Primavera ”  di Riccardo  Cocciante.

FEDERICA   È BELLISSIMA!

TORTA  DI  MANDORLE   RIPIENA

TORTA FARCITA

Ingredienti:  600 g di farina bianca e  una bustina di lievito per dolci, un uovo intero e tre tuorli, aroma vaniglia 150 g di burro sciolto a temperatura ambiente, 250 g di zucchero semolato, la buccia di un’arancia e di un limone grattugiate,  più il succo di un limone, 150 g di mandorle tostate e passate al mixer, latte q. b.  ( un bicchiere da vino circa ). Per il ripieno: latte di mandorle, 200 g di mandorle integrali passate al mixer ( devono diventare farina ) zucchero a velo, farina di riso, composta di arancia amara.

Esecuzione :  mescoliamo le uova con lo zucchero, incorporiamo il burro , la scorza degli agrumi, mescolare bene, il succo del limone, il latte, la polvere di mandorle tostate, la farina col lievito, la vaniglia. L’impasto deve risultare denso, quasi come quello delle crostate. Nel frattempo abbiamo preparato una composta con la polvere di mandorle integrali, il latte di mandorle, lo zucchero a velo vanigliato, la farina di riso. Portiamo il tutto ad ebollizione, lasciamo raffreddare , poi, incorporiamo la composta di arance amare; completiamo con un cucchiaino di farina di riso e versiamo nella pirofila imburrata e infarinata , metà dell’impasto ; versiamo ora il ripieno e copriamo con la restante pasta. Infornare a 170 g° per 40 min. circa. La torta risulterà così ( foto in alto ), friabilissima e con un grande gusto di mandorle e arancia.

 FEDERICA   Senti che profumo! E che sapore! Mi piace da matti! Ti auguro una bellissima domenica con questa canzone: ” Champagne ” di Peppino Di Capri.

ELENA   Grazie ! Che bellissima idea.

16 /04/2013

L a prossima ricetta sarà un primo sfiziosissimo, ma regala molta salute.

Sono i tortiglioni casalinghi al salmone e besciamella con il latte di mandorle.

TORTIGLIONI  FATTI A MANO

Ingredienti : patate cotte a vapore con la buccia, farina di semola di grano duro 50 e 50, più un uovo . Per il condimento : filetto di salmone fresco, farina di riso, latte di mandorle, aneto, salvia, pepe, sale, parmigiano grattugiato faccoltativo, olio extra vergine d’oliva gentile, noce moscata. Per decorare fettine di cetriolo fresco.

Esecuzione : dopo avere lessato le patate le passiamo nello schiacciapatate, aggiungiamo l’uovo intero, la noce moscata, e la farina;  dobbiamo ottenere un impasto omogeneo, non troppo molle. Lasciamo riposare l’impasto per 30 min. , poi, prendiamo la pasta e facciamo dei grossi bigoli un po’ più grandi di quando facciamo gli gnocchi;  lavoriamo ogni pezzetto di pasta con le mani e tiriamo un mini triangolo e con le dita li facciamo arrotolare , facendogli assumere la forma di un mini cornetto; e così via fino all’esaurimento della pasta, non è difficile. Dopo averli lasciati riposare un’altra mezz’ora li buttiamo nell’acqua bollente salata, e li metteremo nel tegame dove abbiamo fatto rosolare il salmone a piccoli frammenti, abbiamo aggiunto l’aneto qualche foglia di salvia, e qualche cucchiaio di besciamella fatta con farina di riso e il latte di mandorle. Mantechiamo la nostra pasta fresca facendo attenzione a non scuocerla, e aggiungeremo una manciata di parmigiano grattugiato, pepe. Impiattare e decoriamo il piatto con fettine di cetriolo tagliate fini e condite con olio e aceto di mele.

FEDERICA  Che bontà, stamane ho comprato il salmone, a costo di andare a dormire domani,  li  devo  fare! Pensi che ci riuscirò?

ELENA   Ma stai scherzando? Cosa vuoi che sia per Te fare questa pasta!

FEDERICA   Grazie! Ora però ti dedico la canzone di Gianni Morandi  ” Grazie Perché “.

17/04/2013

FEDERICA   Avevi ragione i tortiglioni mi sono venuti da dio, e che bontà! Oggi invece cosa facciamo?

ELENA   Oggi ho preparato una ricetta con carne di coniglio al marsala, vedrai ha un gusto davvero delicato e inconfondibile, non sembra nemmeno coniglio; tanto è buona.

CONIGLIO  AL  MARSALA

CONIGLIO

 Ingredienti: cosciotto di coniglio, alloro, vino bianco, cipolla rosata, estragone, pepe, sale, marsala un cucchiaino di amido di mais, olio di mais. Contornato da asparagi trifolati.

Esecuzione : togliere il midollo al coniglio, lasciarlo in farcia con vino, estragone, alloro, cipolla , sale; lo lasciamo riposare per una notte. Il mattino prenderemo il tutto , lo verseremo in una casseruola e portiamo ad ebollizione. Poi, togliamo la carne , aggiungeremo una manciata di erba cipollina mischiata all’estragone; lo rosoliamo con un filo di olio, poi  aggiungeremo mezzo bicchiere di marsala, aggiustiamo di sale e portiamo la carne alla cottura. A parte abbiamo sciolto un cucchiaino di amido di mais nel sughetto del coniglio  ed ora lo incorporiamo mescolando per amalgamare il tutto. Il cosciotto si presenta dorato tenero e succulento. Impiattare contornandolo di asparagi.

ELENA  Buono vero?

FEDERICA   Direi proprio di sì! Anche questo piatto è meraviglioso. Indovina che cosa ho scelto per Te , quale canzone? Forse sono riuscita a farti una sorpresa: Fred  Bongusto con ” La  Mia  Estate  Con  Te “.

ELENA  Che meraviglia! Grazie!

05.04.2013

NEL LABORATORIO DI EMI E PETER QUINTA PARTE

Author: admin-ele

05/04/2013

LE  VIRTÚ  DI  ERBE  E FIORI

 L’AGRIMONIA

Andremo in ordine alfabetico: dalla A alla Z

L’Agrimonia appartiene alla famiglia delle Rosacee. Si trova abbondante nei prati comuni e incolti: la si trova al margine dei sentieri di campagna, nelle zone boschive ma soleggiate. La sua fioritura dura tutta l’estate, poi, si copre di piccoli frutti uncinati. I frutti sono formati da acheni che restano racchiusi nel tubo del calice. La presenza degli uncini favorisce la disseminazione tramite gli animali.

Le sue proprietà sono  coleretiche, colagoghe, antireumatiche , antinfiammatorie ecc. I suoi principi attivi sono i tannini, l’olio essenziale,  le fitosterine, e le sostanze amare , che la indicano per i disturbi epatici legati al cattivo funzionamento della cistifellea specie se accompagnati da acidità di stomaco; i tannini invece sono indicati per il loro effetto di coagulazione e precipitazione delle proteine, manifestano una importante azione antibatterica utile nelle angine, malattie della gola in genere e , per uso esterno, nelle ulcere varicose con ferite di difficile cicatrizzazione.

Vi darei la ricetta per tutto ma non posso perché è giusto che sia fatta dal medico erborista. L’ agrimonia per questi disturbi è molto efficace. Comunque si può usare anche  esternamente per lavare ferite come acne e ferite da taglio.

L’ALOE

Chi non conosce la pianta dell’Aloe ? Credo in molti, sia uomini che donne, per le sue millenarie proprietà benefiche. MA FORSE NON TUTTI SANNO CHE SE  SI ABUSA NELLA QUANTITÁ  E PRECISAMENTE DA  8 a 10 grammi di polvere di aloe può dare risultati addirittura mortali.

L’ALOE : anche questa è una pianta che ha avuto un posto di grande rilevanza nella fitoterapia fin dall’antichità. Si dice che sia di origini esotiche e che appartenesse   alla famiglia delle Liliacee, ma oggi invece queste specie sono considerate  delle Aloaceae. È conosciuta come una grande regolatrice intestinale,  RINFRESCANTE apprezzata per questo perché un organismo che gode di corrette funzionalità intestinali è un organismo  che gode di ottima salute. Questo gruppo di Aloe sono più di 300 specie, la più comunemente usata in fitoterapia è l’ALOE VERA. Si presenta a forma di rosetta allungata, dalle foglie appuntite, carnose, di colore verde e leggermente chiazzate, a volte assumono un color  verde grigio. Questa specie contiene nelle foglie una sostanza gelatinosa e midollosa, tipica proprio dell ” ‘aloe vera ” viene utilizzata in medicina in tutto il mondo, anche in campo cosmetico. I suoi fiori sono tubolari , raccolti in spighe alle estremità e di infiorescenze lunghe  a volte ramificate, che vanno  dal color giallo al color rosso arancione.

L’Aloe venne diffusa in tutto il mondo dai Fenici.  La droga di questa pianta è il succo fresco e il succo condensato, dissecato e ridotto in polvere fine, anche la tintura che a seconda delle dosi di impiego produce effetti terapeutici diversi. L’aloe si usa come amaro eupeptico, ( dose minima es. g 0,03 ) come lassativo  g 0,10 a g 0,20 ;  come digestivo; come purgante  e purgante energico e man mano così si aumentano o si diminuiscono le dosi anche a seconda della forma in cui viene preparata, se sotto forma di polvere o di estratto fluido oppure di tintura.

 ALOE  VERA

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 17/04/2013

L’ALTEA

L’Altea appartiene alla famiglia delle Malvacee. È una pianta erbacea vivace, di colore verde intenso, ma a volte assume una sfumatura cenere a causa della forte tomentosità. Ha un fusto eretto, semplice e poco ramificato, che va da 50 cm a 150 cm di altezza.  Le foglie hanno un picciolo molto corto; quelle inferiori sono più o meno tondeggianti, quelle inserite lungo il fusto sono più o meno triangolari, hanno la base a forma di cuore e l’apice acuto, sono dentate irregolarmente o divise in tre , cinque lobi. Le foglie sono coperte da peli folti e morbidi, a volte assumono la forma di ventaglio.  I fiori, sono grandi al massimo tre cm e inseriti in numero di uno -tre all’ascella delle foglie superiori, sono di colore variabile dal bianco – rosato al porporino.  Il frutto è formato da numerosi semi disposti circolarmente uno vicino all’altro.  Questa pianta è diffusa in tutta Italia, nei luoghi umidi, ma è più frequente al nord,; spesso è coltivata.

L’Altea è una pianta molto nota per le sue proprietà emollienti , decongestionanti, e sono generalmente impiegate nelle forme catarrali delle vie respiratorie ed è un blando sedativo della tosse, in quanto toglie il pizzicore della gola  che si chiude. Enche questa pianta ha un’azione decongestionante delle pareti intestinali infiammate ed ha un’azione regolatrice dell’evacuazione. Poi, i derivati dell’altea sono usati anche in  cosmetica come addolcenti e decongestionanti l’epidermidi delicate e soggette a couperose. Sia le radici, le foglie ed i fiori sono ottimi per pediluvi a scopo riposante, rinfrescante ed emolliente.

30 /04/2013

L’AMORINO

L’ amorino appartiene alla famiglia delle Resedaceae. È una pianta erbacea biennale biennale con radice a fittone; nel primo anno forma una rosetta di foglie sdraiate sul terreno, nel secondo anno fiorisce. Può superare il  metro di altezza, il suo fusto è fristoloso e poco ramificato.

Le foglie basali sono riunite in rosetta, sono di forma lanceolata: lunghe fino a 7-8 cm e larghe un cm circa, il loro margine è ondulato e si seccano prima della fioritura.

I fiori hanno un calice di cinque sepali oblunghi e una corolla composta di quattro-cinque petali differenziati fra loro; quello superiore, è più grande degli altri, è diviso in cinque-sei lobi lineari, i due petali laterali sono divisi in tre lobi, gli inferiori, in numero di uno-due , sono semplici e molto piccoli.

I frutti sono formati da tre-quattro capsule ovoidali che contengono numerosi  piccoli semi lucenti di colore bruno nerastro. Questa pianta è diffusa in tutt’Italia, nei luoghi incolti, perfino sopra ai muri nelle crepe , nei prati, e sui greti ghiaiosi dei fiumi, nelle zone calcaree e soleggiate.

Le proprietà di questa pianta sono diuretiche, e sudorifere, anche coloranti . Le sostanze contenute nelle erbe non servono solo per uso alimentare o salutare, ma sono talvolta utili per altri scopi. Questa pianta e tutte le piante della famiglia delle Resedaceae sono state usate e si usano tuttora fino all’avvento dei meravigliosi coloranti per tingere di giallo tutte le fibre vegetali per tessitura., perfino il legno. Come diuretico e sudorifero si usano le sommità fiorite , es. 3 gr. in 100 ml di acqua; bere al massimo due tazze al giorno. L’amorino è usata nelle aziende alimentari e tessili come colorante naturale, il suo colore è lo stesso che si ottiene dai pistilli dei gigli, e dallo zafferano ( solo che quest’ultimo non ha controindicazioni ma non è accessibile a tutti per il suo costo importante ).

L’ ANAGALLIDE

Questa pianta appartiene alla famiglia delle Primulaceae. È una pianta annuale e talvolta biennale, con fusti sdraiati o ascendenti  in qualche caso radicanti ai nodi.

Le foglie sono normalmente opposte , a volte verticillate, cioè riunite in fascetti da tre-quattro, sono di forma ovale acuminata, la superficie è glabra e cosparsa di punti ghiandolari color ruggine.

I fiori, sono inseriti singolarmente su un lungo ed esile peduncolo all’ascella delle foglie, sono di colore variabile dal blu al rosso ; hanno un calice di cinque sepali e una corolla di cinque petali parzialmente saldati fra loro alla base. Il frutto è una capsula sferica contenente numerosi semi di colore marrone o neri ; alla maturazione la capsula si apre permettendo la fuoriuscita dei semi. Si trova in tutt’Italia, nei campi coltivati, sotto ai frutteti, nei vigneti e nei luoghi erbosi anche nei terreni aridi e nelle zone sabbiose del mare.

Questa pianta ha proprietà espettoranti astringenti  La parte aerea della pianta è usata come sedativo dello stimolo della tosse A, per gambe affaticate e gonfie e per piedi gonfi.  Anche questa pianta è da usare sotto lo stretto controllo del medico.

L’ANETO

L’aneto appartiene alla famiglia delle  Apiaceae ( Umbelliferae ) è una pianta annuale con odore pungente, a fusto eretto, striato longitudinalmente,  che può raggiungere  e talvolta superare il metro di altezza; la radice è sottile e fittonante. Le foglie sono glabre e glauche, divise tre volte in lacinie sottili e quasi filiformi; il picciolo si dilata alla sua base in una guaina amplessicaule che abbraccia per una certo tratto il fusto; le foglie superiori sono più piccole, meno divise e sessili sulla guaina.  I fiori sono formati da ombrelle prive di brattee, i fiori hanno cinque petali gialli. Il frutto è formato da due acheni addossati l’uno all’altro, percorsi nella faccia esterna da tre coste prominenti e circondati da un’ala sottile di colore giallo paglierino.

Le parti usate sono le sommità fiorite e i frutti. L’Aneto ha proprietà aromatiche, digestive, diuretiche , antiinfiammatorie antispasmodiche e carminative. I principi attivi sono : tannini, mucillagini, resine e soprattutto l’olio essenziale che conferisce ai frutti funzioni aromatizzanti e medicinali. Le proprietà dell’Aneto sono simili a quelle dell’Anice e del Finocchio con i quali, per comodità di reperimento, può essere sostituito o usato in miscela per ottenere preparazioni più gradevolmente equilibrate.

Questa pianta è originaria dell’ India e dell’Asia ma è da tempo coltivata anche in Italia. Si trova anche allo stato spontaneo nei luoghi erbosi e prati incolti.

L’Aneto è molto usato per le infiammazioni della bocca, per le digestioni difficili, elimina i gas intestinali; è valido anche come diuretico. I frutti hanno la caratteristica di agire come antispastici attenuando i dolori intestinali, il vomito e il singhiozzo. Inoltre questa pianta si usa nelle aziende alimentari come aromatizzante di molti condimenti.

L’ANGELICA

Anche questa pianta appartiene alla famiglia delle Apiaceae  ( Umbelliferae ) . È una pianta vivace con una robusta radice carnosa da cui sorge un robusto scapo che talvolta può superare i due metri di altezza. Le sue foglie basali sono molto grandi, sono bi o tri-pennatosette e possono arrivare, con il relativo picciolo a una lunghezza di 60 cm; le foglioline sono ovali acuminate, con il margine dentato, la fogliolina terminale è più grande delle altre. Le foglie del fusto sono più piccole e senza picciolo.

L’infiorescenza è formata da numerose ombrelle divise  a loro volta in ombrellette che portano parecchi piccoli fiori di colore verdognolo. Il frutto è formato da due acheni addossati uno all’altro e percorsi, nella faccia esterna, da tre creste non molto pronunciate; al margine hanno un’ala corta, di consistenza suberosa. Dalla forma del frutto si distingue questa specie da quella selvatica. Questa pianta è originaria dell’Europa settentrionale ed è spesso coltivata per i suoi piccioli aromatici usati in pasticceria e in liquoristica.

Si usano le radici e i frutti. le sue proprietà sono: antispasmodiche, aperitive, digestive, aromatiche antisettiche stimolanti. I principi attivi sono l’olio essenziale, i tannini e le resine. Una delle prerogative principali dell’Angelica è l’aroma, che ne fa una delle piante di maggior uso nella liquoristica tradizionale,  in effetti l’Angelica è un esempio di felice connubio fra le caratteristiche aromatiche e digestive. Questa pianta deve essere impiegata sempre a dosi basse; a dosi alte l’azione si inverte  e si ha un effetto fortemente depressivo.

03.04.2013

LE RICETTE DI CASA MIA SETTANTADUESIMA PARTE

Author: admin-ele

03/04/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA    Eccoti la ricetta della crostata  che mi hai chiesto: contiene prugne, cioccolato, frutti di bosco misti e fichi freschi caramellati. Però non è fatta su una base di pasta frolla.

FEDERICA   Spero che tu mi dia la ricetta, altrimenti non so se sarà mangiabile.

CROSTATA  AI  MILLE  GUSTI

In un letto di pasta soffice

CROSTATA MILLEGUSTI

Ingredienti per la base : un uovo intero e due tuorli, 100 g di margarina, 50 g di panna da montare, 150 g di zucchero semolato, un bicchierino di grappa alla prugna, 50 g di malto, 450 g di farina doppio zero, mezza bustina di lievito per dolci, una teglia per crostate ,dal diam. di cm 22 .  Per il ripieno: frutti di bosco, fichi, prugne denocciolate, cioccolato , Cherry, farina di riso, zucchero q.b.

Esecuzione : facciamo la fontana con la farina e il lievito , mettiamo le uova al centro, lo zucchero,  il malto, poi, mescoliamo senza intaccare la farina, ora aggiungiamo la margarina e mescoliamo , e così anche con la panna e la grappa. Adesso aggiungeremo piano piano la farina fino a coprire gli altri ingredienti e creare un impasto morbido, morbido. Stendere un cm e  mezzo di pasta per tutta la teglia alzando i bordi, ben definiti. Versare il composto di prugne, fatte bollire con lo Cherry , con l’aggiunta di zucchero  i frutti di bosco,  i fichi caramellati tagliati a pezzettini, per ultimo il cioccolato sciolto a bagnomaria e un cucchiaino di farina di riso. Poi, faremo delle listarelle più o meno grandi, a piacimento e decoriamo la nostra crostata che andrà subito in forno a 180 g° per 30 min. Controllare la cottura. La torta sarà friabile , gustosa e leggera; adatta anche ai bambini.

FEDERICA   Mi hai fatto aspettare ma sei perdonata, anche perché questa torta è meravigliosa! La mia dedica per Voi è ” Se stasera sono qui ” di Luigi Tenco.

05/03/2013

ELENA   Voglio proporti un dolce nuovo, l’ho inventato ieri sera vediamo se riesci ad indovinare?

FEDERICA   Si tratta di un dolce al cucchiaio o da forno ?

ELENA   Non è al cucchiaio, e nemmeno da forno, ma è un semifreddo. Questa volta non ti lascerò in sospeso, ti detto subito gli ingredienti, quando lo farò metterò la foto. Si chiama ” La scacchiera “

LA SCACCHIERA  DOLCE

Ingredienti: tre uova, 300 g di zucchero semolato, un bicchierino di liquore strega, 500 g di biscotti secchi , 100 g di amaretti, 100 g di pinoli, 300 g di mandorle spellate, 200 g di cacao dolce, due cucchiai di cacao amaro, zucchero a velo vanigliato una busta da g 125, 700 g di ricotta vaccina, la buccia di un’arancia grattugiata, cioccolato fondente dolce 500 g, latte, cannella.

Esecuzione : lavorare i tuorli con lo zucchero, aggiungere poi il liquore, i pinoli passati al mixer, gli amaretti. Ora passaimo la ricotta al setaccio, incorporiamo la buccia d’arancia grattugiata ( solo la parte colorata ) , il cacao dolce e quello amaro, un pizzico di cannella, poi uniremo la ricotta al primo composto. Adesso spezzettiamo i biscotti in piccoli frammenti, possiamo farlo con le mani o con l’aiuto di un robot. Se l’impasto dovesse risultare troppo denso incorporare gli albumi montati a neve. Unire il tutto mescolando delicatamente e lasciare riposare l’impasto in frigorifero per circa 30 min.

Nel frattempo faremo sciogliere il cioccolato con il latte fino ad ottenere una consistenza morbida né troppo liquida né troppo densa. Lasciamo intiepidire e riprendiamo il composto della torta dal frigorifero, adesso abbiamo tutto l’occorrente per fare i dolcetti, prendiamo un vassoio quadrato o rettangolare. Incominciamo a fare delle formine quadrate da 5 cm e dall’altezza di due cm e mezzo; continuiamo fino all’esaurimento del composto. Ora passiamo le mandorle spellate nel mixer , ne ricaveremo della polvere. Passiamo tutte le forme quadrate nel cioccolato sciolto a bagnomaria , le mettiamo sopra una grata perché si scolino e poi, metà dei quadrati li passeremo nella polvere di mandorle. Lasciamo asciugare i nostri dolcetti e li disporremo in fila alternando il colore scuro a quello chiaro, come nella  scacchiera. Volendo e se il tempo lo permette possiamo decorare con palline di pasta di mandorle o di zucchero a forma dei rispettivi soldatini  ( es. la coroncina del re, della regina, la cupolina della torre, l’elmo del soldato, la criniera del cavallo ecc.).

FEDERICA   Diciamo pure che questa è arte! Anche se saranno buonissimi, perché si vede già dagli ingredienti, sarebbe un peccato mangiarli!  Grazie! Eccoti la mia canzone del giorno: ” Se stiamo Insieme ” di Riccardo Cocciante.

 06/04/2013

FEDERICA   Sai, ho fatto la scacchiera, mi è venuta come una favola; domani abbiamo degli ospiti e non vorrei mai distruggerla !

ELENA   Ti capisco!  Ma consolati che ora ti passo un’altra ricetta con l’agnello, non quello dolce ,  perché di dolci ce ne saranno ancora molti da fare!

COSCIOTTO  DI  AGNELLO  AGLI  ASPARAGI

Ingredienti : un cosciotto di agnello, 300 g di prugne secche morbide, asparagi freschi, erba cipollina,  un bicchiere di marsala, olio oppure burro, 50 g,  salvia, timo, alloro, sale e pepe, brodo vegetale o di carne q.b. ,

Esecuzione : puliamo gli asparagi dalla parte legnosa, facciamoli appassire nel tegame con olio o burro, unire il cosciotto e lo facciamo rosolare a fiamma viva. Nel frattempo abbiamo tagliato finemente le erbe , le abbiamo salate e pepate, ora le uniamo al cosciotto , mettiamo il marsala e la teglia andrà in forno a 180 g° per 20 min. Controllare il tutto ,  unire le prugne rosate , un mestolo di brodo e continueremo la cottura per altri 30-40 min. Impiattare con cipollotti freschi, e fettine di avocado in olio extra vergine d’oliva e aceto balsamico.

FEDERICA   Che raffinatezza, sento già il sapore! Buono, buono, buono!  La mia canzone di oggi per Voi è di Franco Simone , ” Respiro “, vedrai vi piacerà! Ciao, ciao!

08/03/2013

FEDERICA   Se ben ricordo oggi dovresti fare la ricetta nuova della faraona, credo che buona così non l’abbia mai mangiata, davvero!

ELENA   Sì, come hai fatto ad indovinare? Adesso te la mostro e poi ti lascio la ricetta in cambio voglio una canzone, vediamo se indovini ancora!

FARAONA   CUSTODITA

FARAONA CUSTODITA

Ingredienti: acquistiamo una faraona a pezzi, 50 g di pancetta steccata, pepe,  alloro, latte, rosmarino.

Esecuzione : Togliamo tutta la pelle alla faraona, la tagliamo a pezzi piccoli,  poi, l’avvolgeremo nelle fettine di pancetta, la saliamo e pepiamo,  aggiungeremo un trito di rosmarino e due foglie di alloro ; la lasciamo in ammollo per tutta la notte. L’indomani  la toglieremo dalla farcia e  dalla pancetta, incominciamo a rosolarla a fuoco lento, la giriamo la rigiriamo fino a quando avrà raggiunto la giusta cottura e sarà tutta dorata e croccante. Servire con patatine al forno  ( Il piatto è leggero  e molto gustoso ).

PATATINE FRITTE LEGGERE

FEDERICA   Ti dedico  ” La  regina  del  Silenzio ” di Marcella  Bella. Vorrei farti delle domande ma mi sa tanto che tu abbia fretta, o mi sto sbagliando? Sai sono sinceramente felice quando mi dici il tuo parere, ed è molto importante per me avere una persona con cui parlare di tutto , comunque rimandiamo a domani, mi rendo conto che non esisto soltanto io.

09/04/2013

ELENA   Per Te oggi ho una ricetta semplice  dal gusto particolare, diciamo bizzarro, ma è molto salutare e anche gustosa: sono gli spaghetti al mallo di noce.

SPAGHETTI  AL  MALLO  DI  NOCE

 SPAGHETTI AL MALLO DI NOCE

Ingredienti : Calcoliamo 80 g di spaghetti a persona, un’ aringa, aglio, peperoncino, 5 bacche di ginepro, olio extra vergine d’oliva,  pepe, parmigiano grattugiato un cucchiaio,  Il mallo di mezza noce a porzione, acqua o brodo vegetale per la cottura. ( Il mallo di noce è quello conservato dove viene travasato il nocino.

Esecuzione : Sciogliamo l’aringa nell’olio d’oliva con lo spicchio di aglio, nel frattempo buttiamo gli spaghetti, e a cottura al dente li verseremo nella padella dove abbiamo sciolto l’aringa. Ora mettiamo le bacche di ginepro sopra la pasta bollente e mettiamo anche il mallo tagliato a pezzettini piccoli, poi sarà la volta del peperoncino , del pepe. Adesso mantechiamo gli spaghetti e mescoliamo sempre per amalgamare i sapori, poi, verseremo un filo di olio e un cucchiaio di parmigiano per ogni persona. Sono davvero particolari e gustosi ma anche pieni di salute. Come contorno ho pensato alla cicoria verde lessata a vapore e condita.

FEDERICA  Anche questo piatto lo trovo straordinario. Ora torniamo alle domande in sospeso, posso? Vorrei domandarti per l’ultima volta, ma l’ultima davvero se sei ancora convinta  della colpevolezza di Sabrina e di Cosima. Grazie !

ELENA   Dovrà essere l’ultima volta davvero altrimenti mi arrabbio. Sì, io credo all’analisi fatta dal P. M.  Ci sono cose fin dall’inizio che mi fanno pensare alla loro colpevolezza e alla ingenuità del padre e marito.

FEDERICA  Ad esempio?

ELENA   Ad esempio : 1) la sim del telefonino di Sara.  Misseri non sapeva nemmeno cosa fosse una sim. 2 ) Quando la piccola Sara tardava ad arrivare Sabrina disse: ” Allora l’hanno presa ! ” Che assurdità dire una cosa del genere per un poco di ritardo non trovi? E poi, ce ne sono altre 100 di cose che dichiarano la loro colpevolezza! Io non credo e non vedo un Misseri che abusa sessualmente di qualcuno, tantomeno della nipotina né da viva né da morta. L’unica sua colpa grave è quella di avere occultato il cadavere di Sara e di essere succube di quelle specie di donne!  Si è detto che sono persone intelligenti, ma  non sono per niente furbi a non confessare,  hanno lavorato una vita ed ora sperperano tutto i loro risparmi e anche di più, che senso ha mentire così male?

FEDERICA   Grazie di tutto! Ti dedico la canzone ” Luna Caprese ” di Peppino Di Capri.

02.04.2013

PRENDIAMOCI CURA DELLA NOSTRA PELLE TRE

Author: admin-ele

02/04/2013

SEMEIOLOGIA  MORFOLOGICA

L’ osservazione  delle lesioni cutanee è fondamentale affinché il dermatologo possa formulare la diagnosi di malattia, ma spesso la sola osservazione non è sufficiente. È  necessario saper interpretare altri dati di ordine  generale che rientrano strettamente nella competenza medica.  Noi  ci limiteremo all’elenco e alla semplice spiegazione delle fondamentali lesioni cutanee,  al fine di acquisire una terminologia quanto più possibile corretta.

Le lesioni osservabili sulla cute sono di vari tipi:

1 ) Di tipo eritematoso

La lesione è dovuta alla semplice dilatazione dei vasi,  con conseguente aumento dell’afflusso sanguigno nella zona interessata.  Il colore della lesione è roseo o rosso e la cute è calda quando la dilatazione interessa i capillari e le arteriole ; l’aspetto invece è bluastro e la cute è fredda quando i vasi colpiti sono le vene.

2 ) Di tipo papuloso

Le papule sono rilevatezze piccole e dure che indicano o una infiltrazione a livello del derma superficiale o un inspessimento circoscritto dell’epidermide.  Le papule con bordi netti indicano proliferazione delle cellule dell’epidermide, mentre quelle con bordi sfumati sono dovute a infiltrazione dermica.

3 ) Di tipo ponfoide

Il ponfo nasce per brusca vasodilatazione,  con conseguente fuoriuscita  di siero dai capillari a livello del derma superficiale.  Si tratta di una rilevatezza cutanea più o meno evidente,  sia in rapporto alla quantità che alla localizzazione del siero che fuoriesce.  Ha tinta rosea all’inizio,  biancastra in seguito. È pruriginoso e di breve durata.

4 ) Di tipo vescicoloso o bolloso

La vescicola e la bolla sono rilevatezze della cute dovute ad accumulo di liquido  ( siero,  linfa , sangue )  all’interno della cute.  La differenza tra vescicola e bolla sta nelle dimensioni : la vescicola è più piccola,  ma non c’è un preciso limite di grandezza tra l’una e l’altra ; alcuni considerano una vescicola una lesione con diametro inferiore a 5 mm. ,  e bolla una lesione con diametro superiore.

Possono avere sede intraepidermica  ( sottocornea o intramalpighiana ) o subepidermica , cioè al di sotto dell’epitelio.

Le vescicole e le bolle  possono riunirsi in grappoli, ed allora si parla di  “disposizione erpetiforme “, o seguire il decorso di un nervo ” disposizione zosteriforme “.

5 ) Di tipo pustoloso

La pustola differisce dalla vescicola perché contiene elementi cellulari : ”  i piociti ” ( cellule del pus ).  Ha sempre sede intraepidermica e può formarsi ad ogni livello,  anche sotto lo strato corneo.

6 ) Di tipo nodulare

Lesione ben palpabile, solida, rotondeggiante. Può essere dovuta a cause diverse, infiltrazioni infiammatorie.

7 ) Di  tipo placca

Dovuta alla confluenza di papule o noduli, per cui consiste in una rilevatezza della cute più o meno netta, più o meno estesa, di forma varia.

8 ) Di tipo squamoso

Le squame possono avere tinte diverse e sono più o meno facilmente staccabili. Due sono i meccanismi che producono lesioni squamose:

1 ) Eccessivo numero di micosi nello strato basale con conseguente aumento della velocità di migrazione delle cellule dello strato profondo allo strato corneo ;

2) Incapacità delle cellule cornee di staccarsi dall’epidermide.

9 ) Di tipo erosivo

La lesione consiste nella mancanza di alcuni strati dell’epidermide. Non c’è fuoriuscita di sangue e la guarigione si verifica senza esiti cicatrizzanti.

10 ) Di tipo ulcerativo

In questa lesione manca tutta l’epidermide,  per cui il fondo è costituito dal derma. Si ha quindi fuoriuscita di sangue e seguono esiti cicatriziali. Continua…

10/04/2013

11 ) Di tipo crostoso

Le croste si fornmano quando il liquido di vescicole, bolle, e pustole si rapprende.

12 ) Di tipo atrofico

Nell’atrofia della sola epidermide la cute è assottigliata,  quasi trasparente, perché gli strati sono ridotti di numero.  Mancano in genere i solchi interpapillari e quando l’atrofia è molto accentuata,  si rende visibile la rete venosa sottostante. Se l’atrofia interessa il derma per diminuzione del collagene e del tessuto elastico, la cute appare depressa. L’atrofia può interessare contemporaneamente l’epidermide e il derma.

13 ) Di tipo sclerotico

La cute si presenta indurita.

14 ) Di tipo pigmentario

La lesione può essere definita macchia. Ha tinta varia, in rapporto col tipo di pigmento accumulato nell’epidermide o nel derma.

Inoltre ricordiamo i seguenti termini:

1 ) Ipercheratosi, quando lo strato corneo risulta abnormemente inspessito.

2 ) Paracheratosi, quando nelle  cellule cornee permangono i nuclei cellulari  ( normalmente vengono distrutti ) .

3 ) Discheratosi , quando alcune cellule si cheratinizzano a livello dello strato malpighiano.

4 ) Acantosi, che consiste nell’ispessimento dello strato di Malpighi, quasi sempre associato  a papillomatosi,  cioè allungamento delle papille dermiche.

 MALATTIE    DELLA   PELLE

IL PRURITO

È un sintomo esclusivo della cute. Può essere provocato da stimoli di varia natura: chimici, meccanici, termici, ecc..  Gli stimoli provocherebbero il prurito con l’intermediazione di sostanze dette vasoattive ( chinine, istamina,  proteasi ) . Il prurito non può essere essenziale, quando non è provocato da alcuna evidente malattia della pelle,  oppure può essere uno dei sintomi di uno stato patologico. Nel primo caso la sua origine è da ricercare in diverse condizioni : turbe psichiche, abuso di stimolanti, ( thè, caffè, tabacco ) , alterazioni del fegato e/0 delle vie biliari,  alterazioni della funzionalità della tiroide. Nel secondo caso, la causa risiede in una malattia della pelle.  In conseguenza di un prolungato grattamento,  possono verificarsi lesion i di tipo erosivo e crostoso.

17/04/2013

MALATTIE  DELLA  PELLE

LE  MALATTIE  DELLA  PELLE  CAUSATE  DA  LUCE  E  DA  RADIAZIONI IONIZZANTI  LUCITI

Sono provocate dal sole o da sorgenti luminose artificiali, ed hanno quindi sede nelle zone fotoesposte.

La luce può agire in tre diversi meccanismi:

1 ) fototraumatismo

2 )fotosensibilizzazione

3 ) fotoallergia

1 ) Il fototraumatismo si realizza nei soggetti  normali in seguito a prolungata esposizione al sole. Dopo un periodo di latenza da due a sei ore compare nella zona esposta un eritema che raggiunge il massimo verso la  IO° ORA E SI ESTINGUE IN ALCUNI GIORNI  CON DESQUAMAZIONE E PIGMENTAZIONE. Il danno può anche essere più elevato, nel qual caso si possono avere vescicole e addirittura bolle.

2 ) La fotosensibilizzazione si ha quando sostanze , applicate sulla cute  ( coloranti, saponi, schiuma da barba, ecc. , essenza di bergamotto, tetraclorosallilamide, contenuta in saponi e profumi, medicamenti come sulfamidici,  antistaminici, antibiotici,  catrame, ecc. o ingerite in alimenti o medicamenti, ecc. ) rendono il tessuto sensibile alle radiazioni luminose. Le manifestazioni sono uguali  a quelle descritte per il fototraumatismo.

3 ) La fotoallergia consiste, probabilmente, nella formazione, provocata dalla luce, di una sostanza a livello della cute ( Autoantigene ) che è responsabile di sintomi a tipo eczema o urticarie. Questo meccanismo è nettamente più raro.

Regole terapeutiche sono dettate dal buon senso: evitare di applicare profumi o creme o altri cosmetici prima dell’esposizione al sole; prestare attenzione a reazioni cutanee anormali quando si sta facendo una cura con sulfamidici, antibiotici, antiistaminici, ecc..

RADIODERMITI

Insorgono in seguito all’assorbimento di radiazioni ionizzanti da parte della cute,  e si distinguono in :

1 ) forma acuta

2 ) forma cronica

La prima si verifica in seguito alla esposizione a dosi eccessive di radiazioni ionizzanti, ed i sintomi sono eritema, edema, vescicole o bolle, ulcerazioni, dolori.

La seconda si instaura in seguito ad esposizione potratta nel tempo a piccole dosi di radiazioni, e si manifesta con secchezza della cute, atrofia , macchie pigmentarie.

 Il pericolo maggiore di queste esposizioni è rappresentato dalla possibile insorgenza di un tumore maligno della pelle, detto epitelioma spinocellulare.

L’esposizione prolungata ai raggi solari può essere causa di:

– alterazioni di tipo cheratosico ( cheratosi attinica )

– assottigliamento, perdita di elasticità e secchezza della cute nelle zone fotoesposte.

MALATTIE  DI  NATURA  INFETTIVA

22/04/2013

MALATTIE   DA  VIRUS

HERPES

Gli herpes virus contengono DNA e si moltiplicano nel nucleo della cellula colpita.  Le malattie più comuni provocate da questo virus sono l’ herpes simplex, l’herpes  zoster,  la varicella.

HERPES  SIMPLEX

Il  virus che provoca questa malattia si localizza solo in certi tessuti ( cute, mucose , nervi ) .

Si conoscono due forme di herpes  simplex : 1 ) la forma primaria ; 2 ) la forma a carattere recidivante.

Forma primaria : si osserva soprattutto in soggetti,  per lo più bambini, che non sono mai stati a contatto con il virus, quindi non hanno ancora formato le difese per quel virus  ( anticorpi specifici ).  Generalmente si manifesta come gengivostomatite  ( vescicole o erosioni diffuse al cavo orale, febbre modica, ingrossamento dei linfonodi regionali ). Può localizzarsi però anche , sebbene più raramente, ai genitali o alla congiuntiva.

Forma  recidivante : in questa forma la malattia è latente, benché il virus sia presente nelle zone d’elezione, e può manifestarsi in corrispondenza di traumi, ciclo mestruale, episodi gastrointestinali, febbre, ecc. ) .  Le sedi di localizzazione sono in genere le labbra, i genitali, la faccia, il sacro. Nelle recidive la sede è sempre la stessa.

26/04/2013

CICLO  BIOLOGICO-CLINICO

1 ) Penetrazione del virus in un soggetto normale, e quindi ancora privo di anticorpi specifici.

2 ) Infezione primaria ( gengivostomatite ), vulvovaginite, cheratocongiuntivite, herpes cutaneo, ecc. ) .

3 ) Latenza dell’infezione, di durata variabile.

4 ) Manifestazioni recidivanti dell’herpes, come herpes genitale, labiale, ecc. indotte da fattori vari ( traumi, ciclo mestruale, episodi gastrointestinali, ecc. ) .

5 ) Trasferimento del virus, mediante contagio, a soggetti normali, e quindi ripetizione del ciclo descritto.

Le lesioni sono di tipo vescicoloso, e le vescicole sono disposte a grappolo ; le lesioni si estinguono entro due settimane. Le vescicole hanno sede nello strato malpighiano e si originano per l’alterazione degli elementi epiteliali provocata dal virus.La terapia, di competenza medica, è volta ad attenuare la fastidiosa sintomatologia piuttosto che risolvere la malattia alla radice, anche perché non ci sono ancora farmaci con risolutiva azione antivirale.

Herpes zoster o zona

Il virus che lo causa ha forma simile a quello dell’herpes  simplex, ed è lo stesso virus che provoca la varicella. Sembra che, dopo aver dato la varicella, il virus si annidi nei gangli nervosi ; a questo punto ci sono due possibilità :

1 ) il virus rimane per sempre nei gangli senza provocare alcun disturbo;

2 ) si riattiva diffondendosi lungo i nervi sensoriali, provocando così la sintomatologia dolorosa e la caratteristica localizzazione delle lesioni lungo l’area di distribuzione del nervo. Continua nel prossimo articolo…