Archive for gennaio, 2013

31.01.2013

LA CURA DEI PIEDI QUATTRO

Author: admin-ele

 01/02/2013

CURIAMO  I  NOSTRI  PIEDI

IGROMA

È un’infiammazione delle borse mucose e fra le maggiori  caratteristiche che la denotano primeggia la costanza.  I gottosi,  gli artritici,   i reumatizzati ne sono colpiti particolarmente nella forma acuta ;  l’igroma è però spesso conseguente a lesione traumatica.  ( Un trauma che si ripete su di una parte molle, provoca infatti una reazione di difesa che costituisce, nel punto di maggior compressione, l’affezione dolorosa detta ” igroma “). Nella sua fase più acuta l’igroma presenta una tumefazione fluttuante,  rotondeggiante e dolente.  Accade che si risolva per riassorbimento  o per suppurazione : si è naturalmente più inclini a propendere che il paziente arrivi personalmente allo stadio di suppurazione,  attraverso le varie fasi apparenti  e di sensibilità con conseguente risoluzione chirurgica.

L’igroma subisce fasi di :

a ) formazione e sensibilità

b ) callosità apparente e irritatissima

c ) translucidità fluttuante

Qualche volta l’igroma  ( è da credere in una saggia determinazione dell’individuo sofferente,  atta ad eliminare ogni forma di compressione sulla anomalia dolorosa  del suo piede, sottoponendosi a costanti bagni o a periodi di immobilitá a riposo ) supera lo stadio acuto per passare allo stadio cronico che è indolore.

L’igroma tumefatto  ( trattato dal medico curante durante questa fase ) viene curato con una incisione,  seguita da lavaggi e , nei casi peggiori il medico procederà  alla evacuazione e  alla escissione della parete.  In un individuo sofferente di tale anomalia l’igroma in genere si acutizza per:

a ) imperizia personale dell’individuo che ne è affetto,  nell’assottigliamento dello strato corneo superiore, che denota tutte le caratteristiche apparenti in un callo;

b ) lesioni praticate dallo stesso paziente sui tessuti circostanti quella che apparentemente sembra essere callosità ;

c ) l’insistere con il tipo di calzatura che ha traumatizzato la parte.

Il Pedicure non completamente esperto che non si limiti ad assottigliare leggermente asportando il solo strato corneo superficiale,  provoca anzitempo la fase più acuta dell’igroma ; infatti :

a ) l’insistere nel trattamento sullo strato corneo confondendo l’affezione  con una callosità suppurata,  può condurre al perforamento della vescica sierosa,  con tutte le conseguenze che ne derivano.

b ) il mancare , in caso di fuoriuscita di siero o di una emorragia,  di apprestare tutti quegli accorgimenti necessari ( lavaggi iodati, aspersioni con polveri antibiotiche ), di medicare al fine di proteggere la parte costretta nella calzatura tutt’altro che scettica ;

c ) il non indirizzare il paziente,  già costretto nella fase irritativa,  da un medico specialista,  dopo avergli fatti praticare un primo necessario periodo di immobilità,  a gamba tesa, e con costanti bagni caldi antisettici, intervallati da impacchi umidi.

L’igroma giunge ad una fase acuta ( insopportabile ) soprattutto quando, attraverso le fasi della sua evoluzione in ambiente scettico,  attraverso una lesione della pelle penetrano  germi nella borsa sierosa producendo pus, il quale cerca di aprirsi la strada attraverso la pelle nei circostanti tessuti sani.

CALLO DEL TENDINE

Altro tipo di callo complesso,  insorge sul tendine del quale prende il nome di ” callo del tendine ”  .  Non è molto frequente e si determina sull’estensore proprio dell’alluce.  Si incunea con particolare profondità nella zona di articolazione metatarso-falangea,  la zona è particolarmente soggetta a frequenti strofinamenti o a compressioni verso il lato interno della calzatura stessa.  Generalmente sia per la compressione del callo o per lo sforzo del tendine medesimo,  teso quasi come una corda di un arco, la circostante superficie del callo del tendine appare generalmente infiammata,  sensibilissima al tatto; per cui una conseguente estirpazione,  oltre a risultare più  laboriosa nonostante la similarità di questo callo rapportato ad uno qualunque,  di natura dorsale,  sulle articolazioni delle dita ( falango-falangea ),  può prospettare pericolosità ad ogni effetto di una probabile complicazione: e cioè la peggiore delle ipotesi di pericolosità , il caso di infezione, che la borsa sierosa situata immediatamente a contatto con la guaina del piede, suppurando origini una artrite infettiva.

È certo comunque che estirpare codesta callosità sul tendine è sempre cosa possibile se pure ardua ( sarebbe utile eseguire sulla parte un’unica incisione in profondità ed estirpare il callo con un rapido movimento atto ad eliminare residui di pellicine che,  indurendo,  contribuiscono a maggiorare il processo infiammatorio ), nella migliore delle ipotesi  però data la natura del tendine e il lavorio cui è costantemente soggetto,  il callo si riprodurrà in tempo brevissimo,  tanto da escludere la necessità di estirparlo.  Una diagnosi serena ed onesta convince il paziente a sottoporsi ad un piccolo intervento chirurgico che riporterà  l’alluce ad una normale articolazione attraverso il suo estensore , eliminando la possibilità di recidiva di codesta fastidiosa callosità del tendine.

CALLO  MILIARE

È  un tipo di affezione dolorosa e cornea presente nella regione plantare del piede all’altezza della prima articolazione metatarso falangea e sotto l’alluce.  Di forma rotondeggiante unicuspide con vari millimetri di diametro sulla sua superficie e con l’ estrema punta conficcata nel derma in cui insorge. Talvolta presente come unico esemplare è spesso accompagnato da una famigliola della sua stessa specie. Ne è soggetto l’individuo in età già avanzata,  costituzionalmente magro o comunque affetto da disturbi venosi o uricemici;  può essere però presente anche in gottosi o diabetici.  Lo caratterizza la sua durezza particolare,  la profondità esagerata ; nel suo periodo d’inizio presenta all’osservazione piccoli puntini più scuri della pelle nella regione di insorgenza e si manifesta nel paziente attraverso un lieve e molesto bruciore o trafittura.  Evolve secondo lo sforzo a cui è soggetto l’arto nel quale è inserito, l’età del paziente e il genere di deambulazione dello stesso,  attraverso periodi più o meno vari di dieci, venti , trenta , giorni.  Nell’ ultimo periodo presenta sintomi dolorosissimi di trafittura esagerata,  con arrossamenti nel tessuto circostante accompagnati da bruciore talvolta tanto violento da richiedere un immediato trattamento di enucleazione del callo.

CALLO  MOLLE

(occhio di pernice )

L’occhio di pernice è un tipo di callo piuttosto comune e lo si riscontra particolarmente nel genere femminile tormentato da calzature totalmente inadatte alle esigenze anatomiche del piede o antifisiologiche. È  un’affezione caratterizzata negli spazi interdigitali, rotondeggiante di colore biancastro nei suoi margini,  più scuro al centro, si differenzia dal comune callo appunto per lo strato corneo di cui è composto : molle e bianco ovvero cotto dagli umori prodotti nell’eccessiva traspirazione interdigitale.  Un cedimento metatarsale o di tutto l’arco trasversale dà origine ad una deambulazione male equilibrata: costringe le dita ad una non naturale articolazione e in un tessuto particolarmente sensibile, soggetto a forme di idrosi,  viene a prodursi codesto callo molle.  A resezione avvenuta, sarà doveroso per il paziente di mantenere lo spazio interdigitale , colpito dalla fastidiosa anomalia, il meno umido possibile , cercare di mantenerlo in una condizione perfettamente asciutta,  onde  ottenere un grande miglioramento se non la perfetta e totale scomparsa dell’anomala callosità.

CASO  PARTICOLARE

Un trattamento inutile al piede dolorante di un paziente, dolorante per un’anomalia non bene definita, non è sicuramente un caso di tutti i giorni. Prima di intervenire potremmo pensarci bene per formulare una diagnosi, adducendo pretesti del tipo corrente:  ” reumatismi, acidi urici, difetti di circolo ” , altri ancora avranno in successive sedute cercato di giustificare, a se stessi e verso il paziente, la causa della dolorosa anomalia ” fantasma “, sorta in un punto qualsiasi della pianta del piede. Per meglio intenderci il piede di un soggetto perfettamente sano presenta un lieve ispessimento sulla faccia plantare all’altezza dell’alluce,  fortemente irritato nella regione sottostante. Primo e logico ragionamento livellare l’ispessimento entro il quale necessariamente dovrebbe trovarsi il fittone di un callo, fortemente compresso dal peso della persona del paziente , e a giustificare la forte infiammazione. Primo risultato nullo. Il tessuto più sotto si presenta sano, privo di callo e fittone. Eliminato però il lieve ispessimento,  ad una lieve pressione esercitata sulla parte,  il paziente avverte il medesimo dolore acuto tanto da imporre al medico un nuovo e più attento esame onde trovar finalmente la causa che deve assolutamente esistere. Con l’ausilio di una buona lente e molta attenzione finiscono per rilevare un piccolissimo punto leggermente più scuro del tessuto del piede. Si tratta di un volgarissimo pelo che ha trovato modo di conficcarsi verticalmente nella parte,  per agire sulla stessa come uno spillo. Un caso qualsiasi questo, particolare nella sua possibilità di ripetersi con troppa frequenza,  ma assolutamente possibile del quale tutti potrebbero lamentare le conseguenze. Continua nell’artico ” La cura dei piedi cinque ” .

30.01.2013

LE RICETTE DI CASA MIA SESSANTUNESIMA PARTE

Author: admin-ele

30/01/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Mi sono beccata il raffreddore, quale rimedio posso usare ?

ELENA   Una buona tisana ben dosata è molto efficace tipo quella che ti detto ora. Una bustina contenente tre pizzichi di nettare di agrumi, tre pizzichi di timo, un pizzico di rosa, un pizzico di eucalipto, uno di camomilla e uno di menta dolce ( Non usare la menta piperita perché è molto concentrata di mentolo ) . Eccola!

TISANA  ADIUVANTE  IL RAFFREDDORE

ELENA   Poi, ovviamente ti potrai aiutare ancora restando in ambiente fuori, ma riparata  dalle correnti, e con l’alimentazione ricca di vitamine, soprattutto vitamina C. e miele. Un’insalata di lattuga e agrumi, e uno sformato di spinaci, con prezzemolo fresco ( ricco di vitamina C ).

FEDERICA   Vorrei proprio fare una bella torta:  un dolce semifreddo, dici che sto impazzendo?

ELENA  Perché hai voglia di un dolce freddo? No, è naturale, forse i cibi freddi sono meno nocivi nella stagione fredda, c’è meno sbalzo di temperatura. Ti propongo una torta di cioccolato croccante al gelato.

CESTINO  DI  CIOCCOLATO

Ingredienti per il cestino, quattrocento grammi di cioccolato fondente dolce , uno stampo.

Esecuzione : se non abbiamo lo stampo possiamo usare una casseruola priva di manici . Poi, prendiamo il cioccolato, lo tagliamo a piccoli pezzi, aggiungeremo un poco di latte, lo scioglieremo a bagno maria  fino ad ottenere una consistenza cremosa ma non troppo solida. Con il cioccolato ancora fumante lo verseremo sopra lo stampo capovolto, lo lasciamo colare e poi si farà addensare in frigorifero. Intanto con il cioccolato fuso che abbiamo raccolto, quasi a freddo,  ne faremo rotolare su se stesso per comporre il manico del cestino, lo curviamo e lo attacchiamo subito. Lasciamo il tutto in frigorifero per almeno due ore. Ora è la volta del gelato.

Gelato alla banana ingredienti: 300 g di polpa di banane, succo di limone, aroma vaniglia (vanillina metà bustina), 130 g di zucchero, 100 g di latte, 180 g di panna.

Esecuzione: frulliamo la polpa delle banane insieme alla metà dello zucchero e al limone. Poi, aggiungiamo la vanillina e lo zucchero al latte e lo mettiamo nel composto di banane, così pure anche la panna. Mescoliamo uniformemente e versiamo il tutto nella gelatiera. Il gelato sarà pronto dopo 30 min.

Gelato ai lamponi ingredienti : 200 g. di lamponi freschi, 100 g. di latte, 130 g. di panna, e 170 g. di zucchero.

Esecuzione: frulliamo i lamponi con lo zucchero, , aggiungiamo il latte e la panna, versiamo il tutto nella gelatiera e fra 40 min circa il gelato sarà pronto.

Gelato alla stracciatella ingredienti : 250 g. di panna, 150 g. di latte, 130 g. di zucchero, mezza stecca di vaniglia del Madagascar, 100 g. di cioccolato fondente.

Esecuzione : misceliamo il latte allo zucchero, aggiungendo la vaniglia, infine la panna. Versare nella gelatiera lasciare girare per 30-35 min.poi, lo togliamo e aggiungeremo il cioccolato tritato fine. Ora che abbiamo le tre qualità di gelato, possiamo comporre la nostra torta a cestino. Faremo uno strato di gelato alla banana, uno strato di biscotto  meringa, via l’altro strato con la stracciatella , la meringa, infine lo strato di gelato al lampone. Ora mettiamo la meringa, poi faremo la superficie tricolore con g. alla stracciatella, una striscia di gelato al lampone e l’altra alla banana. Io ho già fatto l’esperimento, l’ho confezionato e l’ho portato con me ad una cena tra amici; è davvero squisito! Solo bisogna fare molta attenzione perché non si squagli, la consistenza del gelato dovrà essere perfetta. Se occorre, lasciarlo per circa 15 min nel freezer.

FEDERICA   BEH , Mi sembra meraviglioso! Quante cose che vorrei domandarti, ma forse  per te  si è fatto tardi, allora a domani! Ciao e grazie!

                                31/01/2013

FEDERICA   Buon giorno! Incomincio con le mie domande. È vero che se si sognano dei numeri, bisogna giocarli perché saranno vincenti?

ELENA   Ho sempre saputo che sognare dei numeri è presagio di fortuna; spesso chi li sogna li gioca ma non sempre vince.

FEDERICA   Cosa significa sognare odori soavi?

ELENA   Gli odori possono suscitare nel sognatore svariate visioni notturne. Le manifestazioni oniriche odorose sono rare.  In genere avvengono quando appaiono figure femminili se il sogno è maschile; mentre se a sognare sei tu, e cioè una donna, allora sarà il contrario.

FEDERICA   E  sognare di non riuscire ad aprire gli occhi?

ELENA  Sognare di non riuscire ad aprire gli occhi significa ” amore passionale ”  . Ma se invece la visione rispecchia cure mediche, essa non necessita di spiegazioni, altrimenti rispecchia una pigrizia innata, o altro. Ogni sforzo della mente e del fisico costa fatica al sognatore o sognatrice ed egli rinuncia passivamente a ogni attività.

FEDERICA   È vero che esiste una pianta in grado di sostituire lo iodio in compresse?

ELENA   Sì, è vero ma deve essere assolutamente somministrata dal medico in quanto a dosi elevate potrebbe essere molto dannosa. Si chiama ” quercia marina ”  ed è un’alga,  cresce lungo le coste dell’Atlantico, dalla Groenlandia alla Manica; e si estende fino alle isole Canarie. In farmacia viene usata tutta la pianta, e nelle industrie cosmetiche viene usata come coadiuvante nel trattamento dell’obesità,  come tisana ; mentre per uso esterno sotto forma  di decotti da applicare localmente.

FEDERICA  Ora però non ti trattengo oltre, ti lascio alle tue buonissime ricette.

ELENA   Sì, ho una ricetta di poco tempo fa, sono le mele cotte al forno ripiene.

MELE AL FORNO RIPIENE

Ingredienti: Acquistiamo le mele che preferiamo e quelle che ci servono. Castagne secche già lessate , miele, una punta di vaniglia, cacao, marmellata di fichi.

Esecuzione: laviamo bene le mele, togliamo il torsolo arrivando fino al fondo senza però bucarlo. Ora con una forchetta faremo dei fori sulle mele, e  mescoleremo il miele, il cacao e la vaniglia alle castagne, poi,  riempiremo le mele lasciando lo spazio per un cucchiaio di marmellata.   Esse andranno in forno a 160-170 ° per circa un’ora. Saranno buonissime come dessert, e come merenda dei bambini.

01/02/2013

ELENA   Ti va una ricetta di un primo a base di pesce?

FEDERICA   Sì, oggi mi va di ascoltare più che costruire, e sai il perché!

ELENA    Non pensarci troppo, un buon piatto e un bicchiere di vino ti tira su. Per Te ho una ricetta che so ti piace molto, e sono gli spaghetti al cartoccio di casa mia.

Ingredienti: spaghetti , cape sante, cozze, due acciughe, aglio, prezzemolo, origano, alloro un foglia, scampi, pomodoro, peperoncino, olio extra vergine d’oliva, pane grattugiato, pomodoro, vino bianco.

Esecuzione: laviamo bene le cozze, le raschiamo, le mettiamo in casseruola e portiamo sul fuoco; quando i gusci si aprono le togliamo. Ora faremo le capesante al forno con aglio prezzemolo , origano e un poco di olio e pane grattugiato. Procedere con gli scampi lavarli , inciderli sul dorso pulirli bene pennellarli con l’olio e metterli sulla pietra. Nel frattempo faremo soffriggere l’aglio con le acciughe, poi metteremo due cucchiai di pomodoro e una spruzzata di vino bianco, butteremo la pasta nell’acqua che bolle con pochissimo sale, perché le acciughe sono salate. Ora prendiamo la carta da forno, scoliamo gli spaghetti al dente, li versiamo nel cartoccio, aggiungendo il ragù, poi,  metteremo i frutti di mare quasi tutti sgusciati, tranne qualcuno per adornare il piatto, e lo stesso con le cape sante, per ultimo gli scampi, facciamo un giro d’olio e una manciata di pane grattugiato, avvolgiamo il tutto con la carta da forno e li mettiamo nella casseruola a doppio fondo preriscaldata, dove finiranno la cottura per qualche min. Il vino adatto. Prosecco del Trentino.

FEDERICA   Che bontà, mi sta ritornando il buon umore. Grazie!

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Carissimo dott. Robert ho la ricetta del cocktail che mi hai chiesto oggi.  L’ho chiamato ” Er doctor”. Un terzo di succo di frutta esotica, un terzo di spumante italiano oppure Champagne, un terzo di vermut, una fetta di lime e soda e un terzo di liquore all’arancia ( Orange ) provalo e poi mi dirai! Buona serata!

o2/02/2013

FEDERICA   Senti questa! Ti piacerebbe essere uguale ad un manichino, e fare il manichino come se fossi fatta di gesso? Mi spiego meglio dovresti rinunciare al cibo, e nutrirti di pasticche e bevande, anche ad una vita movimentata e varia come piace a Te? In compenso resteresti sempre uguale come se avessi sempre vent’anni.

ELENA   Non potrei accontentarmi di vivere una vita come un manichino di gesso. Mi piace l’armonia tra il corpo e la mente, ma mi piace vivere, correre, saltare, arrampicarmi e anche la buona tavola. Le pasticche le lascio ai manichini. Non voglio essere di gesso e nemmeno ”  de mammo” .

ELENA   Ho un’altra  ricetta per Te: sono dei petti di anatra ripieni alle cipolle e ceci.

PETTI  D I ANATRA  RIPIENI

Ingredienti: petti d’anatra, rosmarino, salvia, uno spicchio d’aglio, cipolle,  (una cipolla grossa per ogni petto ), chiodo di garofano, vino bianco poca scorza d’arancia grattugiata, sale, pepe, brodo q.b. contorno di crema di patate al parmigiano, arancia.

Esecuzione : togliamo la pelle all’anatra e quasi tutto il grasso. La laviamo e la mettiamo in farcia per due ore con succo d’arancia e pepe. Intanto faremo le patate in crema, le lessiamo con la buccia, le passiamo al passaverdura, le metteremo  in una casseruola aggiungendo latte bollente; e sempre mescolando le porteremo ad ebollizione fino a diventare una crema morbida. A questo punto faremo un composto di tuorlo e parmigiano aggiungendo due cucchiai di latte freddo; poi lo verseremo nelle patate, mescolando per amalgamare bene la crema. Tenere in caldo e prima di servire spolverare leggermente di spezie e parmigiano.

Ora torniamo all’anatra, asciughiamo il petto, lo taglieremo a metà incominciando dall’alto per arrivare a due cm dal fondo, formando una tasca. Nel frattempo abbiamo lessato le castagne, abbiamo stufato le cipolle con il chiodo di garofano, vino e poco brodo; ora imbottiremo il petto con le cipolle e le castagne scolate bene e insaporite con scorza d’arancia e pepe. Adesso chiudiamo la tasca con gli stecchini, la rosoliamo in poco olio extra vergine leggero, spruzziamo con il vino, poi, il rosmarino, la salvia , lo spicchio d’aglio vestito, e raggiungeremo la cottura aggiungendo un po’ di brodo. Lasciare intiepidire e tagliare la tasca a fettine; servire sopra un letto di crema di patate.

FEDERICA   Buonissimissimo!

25.01.2013

LA CURA DEI PIEDI TRE

Author: admin-ele

25/01/2013

CURIAMO  I  NOSTRI  PIEDI

I CALLI  IN  GENERALE

DEFINIZIONE : è costituito da un ispessimento circoscritto dello strato corneo e dell’epidermide,  con zaffi corneali che si approfondano nel derma. È causato in prevalenza da ripetute pressioni:  si  osserva infatti soprattutto nei punti compressi da calzature troppo strette, particolarmente nel V  dito del piede, sulla prominenza dei metatarsi,  delle falangi e sulla pianta del piede.  Il callo è sempre dolente spontaneamente e soprattutto nella stagione umida;  i tessuti cornei sono evidentemente igroscopici,  assorbono cioè l’umidità,  si rigonfiano provocando uno stato di tensione dolorosa spontanea e maggiormente col movimento del piede.

Al centro dello strato corneo ispessito si trova una formazione cornea conica a strati  ( occhio del callo ) che si approfonda nel derma e che indica il punto di maggior compressione. Persistendo insistentemente lo  sfregamento che l’ha provocato,  il callo si può dissecare dai tessuti sottostanti e trasformarsi in una rilevatezza bollosa contenente liquido sieroso citrino.  Può accadere, in queste condizioni,  che il callo per successive abrasioni o da calzature o per interventi inesperti dello stesso paziente,  si infetti ; in tal caso la raccolta sierosa si trasforma in raccolta purulenta- emorragica,  con possibile reazione infiammatoria dei tessuti circostanti ed arrossamenti superficiali a raggiera ( linfangite ) – ( infiammazione dei vasi linfatici ) .  Nei casi più gravi si può avere anche l’ingrossamento delle linfoghiandole  satelliti  ( adenite ) e reazioni febbrili.

CURA : quando si presentano calli normali o lievemente irritati, se ben asciutti e regolari con strato notevole di cornea, con paziente molto sensibile, è sufficiente la loro asportazione con arnesi adeguati, operando in strati sottili, fino ad arrivare alla zona vascolarizzata morbida, evitando di provocare sanguinamento. Con callo molto duro, è consigliabile prima di procedere, un bagno emolliente con acqua calda o un impacco con crema adeguata. Il callo allora potrà essere asportato con notevole facilità.

Nei casi infiammati con arrossamento circoscritto, prima di intervenire, è consigliabile prescrivere impacchi freddi o di alcool e riposo , e dopo qualche giorno intervenire come nella maniera precedente.  Nella fase di infiammazione diffusa estesamente ai tessuti circostanti, o di ascesso acuto, sarà opportuno indirizzare i pazienti dal medico per la cura del caso. Nel caso invece di raccolta sierosa, senza o con scarsa reazione  (fase cronica ), callo con sacca, dopo le opportune disinfezioni della parte e dei ferri, si punta il ferro a lancetta al margine del callo e si solleva il callo stesso, proseguendo nell’incisione circolare, fino ad asportarlo completamente.  Si scopre così la cavità, la si ripulisce con cura e si disinfetta mediante antisettici ( acqua borica , borossigeno, ecc. ), quindi, si applicano pomate antibiotiche poi, garze sterili o cerotti appositi, già preparati.

CALLO  IN  PARTICOLARE

Ci sono vari tipi di calli e se ne distinguono alcuni  caratteristici per la sede nella quale solitamente si riscontrano, altri per l’aspetto formale che hanno.  Per comodità di classifica li dividerò in tre categorie:

1     –    calli del dorso del piede

2     –   calli della punta del piede

3     –    calli interdigitali o marginali.

A )  Calli del dorso del piede. Si riscontrano in genere o sulle giunture falangee, particolarmente sulle dita a martello.  Si riscontrano su tutte le dita del piede escluso l’alluce.  Sono più frequenti  al V° dito, dove abbiamo una callosità semplice. Sulle altre tre dita seconda  terza  e quarta tale callosità può essere complicata dalla sottostante presenza di un rigonfiamento di consistenza dura –  elastica dovuta ad una borsite che ha l’aspetto di una ciste  ( capsula a contenuto liquido o semisolido ) a contenuto sieroso , o sieroso spugnoso.  Per questi casi è necessario l’asportazione chirurgica di un medico.

B )    Calli plantari :  a)   callo puntuale paraunguenale delle dita a martello

                                        b)    callo  dell’alluce

                                        c)     callo metatarsale

A )   È   fastidioso o dolorosissimo, ben circoscritto, del volume di un pisello, poco spesso, ma con occhio centrale quasi costante che si approfonda più o meno nel derma; si asporta facilmente.

B )    È   abbastanza comune in forma semplice. È del volume di una mandorla, ellisoidale,  di spessore vario, ben asportabile. Raramente presenta un punto centrale più chiaro dolorosissimo e facilmente sanguinante a causa di una papilla dermica ipertrofica riccamente vascolarizzata e con numerose terminazioni nervose.  Si consiglia nel trattamento di presentare la massima attenzione nell’asportare la callosità circostante trasparente,  rispettando la papilla centrale che,  altrimenti,  sanguinerebbe abbondantemente.

C )   Si presenta negli abbassamenti degli archi lungitudinari,  di volume e spessori  vari con le caratteristiche del callo semplice, talvolta confluenti in uno esteso a tutta la parte anteriore del piede.  In certi casi rari troviamo stratificate con le callosità,  piccole scagliette di sangue coagulato.  Questo fenomeno è causato dalla lacerazione dei vasi capillari durante la compressione e successiva aspirazione reattiva da parte della callosità non più compressa.  In questa sede possiamo anche riscontrare callosità con le caratteristiche del callo papillare descritto nei calli dell’alluce. Altra callosità metatarsale plantare è il cosiddetto callo sudoriparo.  È  un callo caratteristico che si nota in individui con eccessiva sudorazione.  La callosità si presenta macerata, molto spessa e spugnosa. L’asportazione totale eccessiva provoca per la prima giornata disagio e fitte dolorose.

CALLI INTERDIGITALI  E  MARGINALI

Fra questi, importante è il cosiddetto callo ad occhio di pernice. Tale denominazione esprime abbastanza chiaramente il suo aspetto. Compare tra i punti di contatto con le dita fra di loro,  della grandezza e forma di un coriandolo con punto centrale e contorno bianco  –  amianto macerato.  Una delle cause che lo provoca è la costante presenza del sudore.  Nel punto di contatto è bilaterale tanto che lo si potrebbe chiamare  ” callo gemellare ” delle dita.  È  molto doloroso spontaneamente in quanto il fittone centrale comprime in regioni molto sensibili e con scarso tessuto ammortizzante.  L’asportazione va fatta con estrema attenzione,  cautela  e sicurezza. Del callo marginale il più importante è quello del tallone.  Si manifesta in chi usa calzature aperte; si riscontra soprattutto nella donna.  Questa callosità si estende circolarmente su tutta l’estensione del tallone e può raggiungere anche lo spessore di un centimetro. Nei calli inveterati di questo tipo possono osservare frequenti fenditure verticali del corneo ormai arido, il cui fondo raggiunge il derma fino a sanguinare.

Va asportato completamente previo impacco emolliente ed applicazione di crema onde ammorbidire bene la callosità troppo secca. Fatto il lavoro si applicano sulle  ferite e lacerazioni sanguinanti pomate risolventi e antibiotiche tenute in sede da opportuni cerotti.  I calli marginali in altre sedi hanno scarsa importanza.  Fino ad ora ho parlato di callosità a sede costante,  in cui cioè il  movente principale è dovuto alle particolari conformazioni del piede. Ora dirò brevemente di quei calli a sede variabile nei quali il movente principale è una malformazione della calzatura ( in genere chiodi  e nodi sulle suole ) . Queste callosità sono piccole e profonde,  prive di alone superficiale.  Per la loro conformazione costante li chiameremo ” calli migliari ” . Essi se asportati sistematicamente con un ritmo preordinato,  consigliando ai pazienti di cambiare spesso calzature, possono essere eliminati completamente.

L’UNGHIA  INCARNITA

( O INCARNATA )

Si ha l’unghia incarnata quando approfondendosi  nel vallo del letto ungueale, che la delimita, l’unghia si comporta come un corpo estraneo,  causando una reazione irritativa-infiammatoria con successiva secrezione sieroso-purulenta del cercine carnoso. Nel fenomeno si possono distinguere cronologicamente quattro fasi:

1)   Dolore anche spontaneo, ma soprattutto alla pressione continuata;  in questa fase,  spesso, ad un attento esame si riesce ad evidenziare nel punto di maggior pressione una piccolissima callosità conica che si affonda nel vallo per uno o due millimetri.

2)    Iperemia:   la parte interessata diventa rossa, turgida e lucente.

3)    Ulcerazione : nella sede di contatto per la continua pressione si produce un’ulcera da decupito.

4)     Reazione fungoide : nella fase avanzata,  persistendo le cause, compaiono fungosità secernenti e ricoprenti anche buona parte dell’unghia macerata sottostante e vistosa deformazione del dito interessato.

Le cause favorenti l’unghia incarnata possono essere varie:

Congenito – ereditarie acquisite : malformazioni,  calzature strette, sudorazione eccessiva del piede.

Stati fisiologici 0 patologici particolari : gravidanza, malattie di cuore, o flebiti degli arti inferiori;  in esse il fatto è spiegabile dalla presenza di edemi  ( enorme aumento di liquidi nei tessuti )  che ingrossano anche il piede ; diabete ed altre forme distrofiche ( esiti di ferite  congelamento ).

Sede : la sede preferita dell’unghia incarnata,  nella stragrande maggioranza dei casi , è l’alluce.

 CURA

Il paziente che ricorre al podologo, ha bisogno di sollievo immediato,  quindi ogni tentativo di persuaderlo e fare manovre che non abbiano questo scopo è destinato all’insuccesso. Sarà opportuno quindi asportare,  servendosi del trapano con fresa piccola o di un trancetto ( più doloroso ) una fetta di unghia a circa un millimetro dal cercine. Nella prima fase  ricercare il piccolo callo nel vallo ed asportarlo a scagliette con una piccola sgorbia. Nella seconda, terza e quarta fase dopo l’asportazione dell’unghia,  sarà sufficiente medicare e fasciare.

In seguito si potrà tentare una profilassi, inserendo il cotone o garza sotto l’unghia in opportune sedute,  fino ad ottenere un ristabilimento regolare dell’unghia. Ottenuto questo consigliare il taglio dell’unghia a linea retta ( unghia quadra ) ; calzature comode di pelle morbida. Continua…

24.01.2013

LE RICETTE DI CASA MIA SESSANTESIMA PARTE

Author: admin-ele

24/01/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

BUON  SAN  VALENTINO

ELENA   Continua la cena del 14 febbraio, con il dolce: la cupola di S. VALENTINO.

FEDERICA  Certo che m’incuriosisci molto con questa cena! Com’è la tua cupola?

ELENA   Aspetta e vedrai!

CUPOLA  AL  CIOCCOLATO   RIPIENA

 

Ingredienti: 300 g di farina, 15o g di olio di mais, 280 g di zucchero semolato, 100 g di succo di pompelmo una bustina di lievito per dolci, 70 g di cacao dolce, tre uova, qualche cucchiaio di liquore alla vaniglia.

Ingredienti per il ripieno: tre tuorli, zucchero a velo vanigliato 150 g, latte 500 g circa, farina di riso o fecola di patate; 300 g di cioccolato fondente dolce, latte q. b., maraschino un bicchierino, panna da montare, rum, caramello, pan di spagna, crema di lamponi, granella di zucchero.

Esecuzione: facciamo la cupola al cioccolato, una volta raffreddato il dolce lo capovolgeremo e lo svuoteremo tenendo lo spessore di due cm, per tutta l’area del dolce. Ora faremo la crema pasticcera, e la lasceremo raffreddare, poi faremo l’altra crema con il caramello, la panna, e il rum. Adesso facciamo sciogliere a bagno maria il cioccolato aggiungendo il liquore e il latte, curandoci di non farlo irrigidire troppo ( deve essere scorrevole ). Prendiamo i lamponi, aggiungiamoci qualche cucchiaio di zucchero semolato e li mettiamo sul fornello quando si saranno sciolti metteremo un cucchiaio di farina di riso e addensiamo un po’ la crema. Ora faremo una moka di caffè e lo mescoliamo al gin seng e tre cucchiai di panna fresca, poi,  prendiamo la cupola svuotata, la capovolgeremo e incominciamo a riempirla a strati con la crema pasticcera, il cioccolato fuso, il pan di spagna ( quello che abbiamo svuotato dalla torta )lo tagliamo a pezzetti uguali, vanno imbevuti nella salsa di caffè; poi la crema di lamponi, il pan di spagna, la crema con panna e caramello, l’ultimo sarà ancora il pan di spagna. Ora mettiamo il piatto da portata sopra il dolce e lo capovolgeremo. Per decorarlo basta una colata leggera di cioccolato e la granella di zucchero.  Lasciare in frigorifero per un’ora prima di consumarlo. Il dolce è meravigliosamente squisito!

 FEDERICA  Dovrei farla io questa cena, poi invitarti insieme a chi vuoi Tu!

ELENA   Mi sembra il minimo! Ma sto scherzando!

 FEDERICA   Io sto facendo sul serio, chissà quanta bella musica hai preparato!

ELENA  Sì, di tutti i colori: voglio dire lenti,  musica soft e  anche movimentati al massimo, per non parlare dei valzer, tango ecc…

25/01/2013

FEDERICA   Sai che da quando ho voltato pagina mi sento una persona nuova, felice, tutto quello che cerco di realizzare mi viene facile, senza troppo aiuto; come mai mi succede questo?

ELENA  Quando viviamo accanto a persone che ci ostacolano, che promettono aiuto e invece non ne danno, è meglio concentrarsi sulle proprie forze e tutto viene da sé. I progetti si realizzano facilmente, la vita ci appaga per avere risvegliato le nostre forze interiori. È meglio liberarsi di persone che sono prive d’iniziativa e cercano di coinvolgerti nella loro vita vuota; come se vivere significasse esclusivamente  cercare di fregare il prossimo per non fare un tubo o risaltare meglio. Questa vita impoverisce e porta ad essere disonesti non solo materialmente ma soprattutto moralmente.

FEDERICA   Scommetto che hai già qualcosa di buono da mostrarmi!

ELENA   Certo, per questa ricetta ho pensato esclusivamente ad una persona meravigliosa! Eccola.

SCALOPPINA  DI  FARAONA IN SALSA

CONTORNO  DI  FONDI  DI CARCIOFI  RIPIENI

Ingredienti: scaloppine di faraona battute. Per la salsa: maionese con l’aggiunta di yogurt, poca senape,  un cucchiaio di scalogno tagliato fine, un pizzico di prezzemolo e un pizzico di timo, rosmarino, salvia, olio di arachidi.

Esecuzione:   lavare la bistecca di faraona nel vino, poi asciugarla, immergerla nell’ olio, infine nella farina di mais macinato molto fine. Ora la metteremo al tegame con poco olio, rosmarino e salvia e dopo la cottura spargeremo sulla scaloppina due cucchiai di salsa.

Ingredienti per i fondi di carciofi ripieni: fondi di carciofi, cozze, aglio prezzemolo, parmigiano e pane grattugiato, olio extra vergine d’oliva, sale, pepe, un cucchiaino di yogurt per ogni porzione .

Esecuzione: faremo le cozze nel metodo tradizionale, i carciofi vanno cotti a vapore sempre al dente , poi li passiamo nell’olio,  li riempiremo con le cozze, un trito di erbe, una spolverata di pane e parmigiano, poi andranno in forno a 170° curandoci di controllare. Prima di impiattare versare sopra i carciofi un cucchiaino di yogurt naturale, poi impiattare insieme alla scaloppina di faraona.

26/01/2013

FEDERICA   Quale piatto mi suggerisci per una persona  sana, con tutti i valori al posto giusto? Per uno sportivo?

ELENA   Se vuoi un piatto unico potrei indicarti dei ravioli ripieni di stracotto di salsiccia e stufato di cavolo nero, alla fonduta. Eccoli!

 ELENA  Li ho provati un mese fa, posso dirti che piacciono, perché sono buonissimi!

Ingredienti: farina di semola di grano duro,  uova,  salsicce, cavolo nero, cipolla , scalogno, chiodi di garofano, dragoncello, vino, brodo, fontina, parmigiano e pane grattugiati, sale, pepe, olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione : puliamo il cavolo nero, lo tagliamo a pezzetti insieme alla cipolla. Poi, li adageremo  in una casseruola, con l’aggiunta di due chiodi di garofano, poco brodo, (meglio se di carne ) li faremo stracuocere fino ad esaurimento del liquido. Ora grigliamo le salsicce, le passiamo al mortaio, poi, le metteremo in un’altra casseruola con lo scalogno tritato, il vino, il dragoncello, cuoceremo per circa 10 min dalla prima bollitura. Poi, uniamo il tutto, aggiungiamo parmigiano gratt., aggiustiamo di sale e pepe, se occorre aggiungere anche un poco di pane grattugiato

Mentre il pesto riposa, noi prepariamo la sfoglia e i quadretti per riempire i tortellini. Una volta fatto tutto, compresa la fonduta li condiremo e impiatteremo questa delizia ancora bollenti.  Un vino adatto è un Chardonnay del Trentino, oppure anche un buon Chianti.

FEDERICA   Buoni! Però ci vorrebbe qualcos’altro, non so, come un’ insalata.

ELENA   Possiamo fare un’insalata di verdure e frutta: scarola, finocchio, carote, mela verde, olive, e per condire arance a fettine private della pellicola, poi, olio extra vergine d’oliva, e aceto di mele puoi aggiungere anche qualche gheriglio di noci . Che ne dici?

FEDERICA   Perfetta! Li mangeremo a tempo di musica. Buona domenica a Te.

29/01/2013

FEDERICA   Senti, ma i crauti si possono fare anche con il pollo?

ELENA   Certo, i miei sì, non sono troppo forti, a volte li faccio con il pollo piccante, una ricetta che viene dal Brasile che poi ho modificato: ho sostituito erbe ad altre erbe aromatiche. Insieme sono veramente buoni.

POLLO  PICCANTE   CON   CRAUTI

Ingredienti: cavolo verza, oppure cavolo cappuccio, aceto di mele, aglio, sale, pepe, vino bianco, poco brodo, olio extra vergine d’oliva delicato, bacche di ginepro.

Ingredienti per il pollo: acquistiamo un bel pollo, sugo al pomodoro, pepe, peperoncino, vino rosé, basilico, alloro, noce moscata, cipolla, tallo di quercia marina, maggiorana, foglie di combreto, cardamomo, peperoncino, peperone, cannella, origano, chiodo di garofano.

Esecuzione dei crauti: io preferisco queste due ricette: tagliamo i cavoli scelti, molto finemente, li mettiamo a riposare in una casseruola, li saliamo, pepiamo e aggiungeremo gli altri ingredienti. Li lasciamo  mecerare per una notte, il mattino seguente li cuoceremo a fuoco lento e una volta raffreddati  li irroriamo con  olio d’oliva. Nell’altra ricetta sono più piccanti, metteremo tutti gli ingredienti sopra elencati , però andranno cotti solamente con l’aceto ( Andranno eliminati il vino e il brodo ).

Esecuzione del pollo: tagliamo il pollo a piccoli pezzi, lo lasciamo macerare per tre ore nel vino e la cipolla, poi, verrà asciugato, lo faremo rosolare senza alcun grasso fino a quando sarà ben dorato. A questo punto aggiungeremo tutti i sapori tagliati finemente, mezzo peperone, il sugo al pomodoro, il sale. A fine cottura togliamo gli eccessi di erbe o bacche e lo serviremo insieme ai crauti ( quelli della prima ricetta ). Se si soffre di ipercolesterolemia è bene togliere la pelle del pollo prima di farlo rosolare.

FEDERICA   Con tutti questi sapori diventerà una squisitezza.

ELENA  Con i crauti oltre al cotechino e allo zampone sono buone anche le costine di maiale sgrassate, poi, messe in umido.

FEDERICA   In questo periodo c’è molto freddo, mi sembra la stagione ideale per preparare queste leccornie!

ELENA  Ovviamente sì, ma solo se il colesterolo lo permette!

FEDERICA   Hai la ricetta per fare le costine?

ELENA  Sì, è una variante di quelle grigliate.

COSTINE  IN UMIDO

CON CRAUTI

Ingredienti: costine di maiale possibilmente magre, pomodoro, rosmarino, salvia, aglio, pepe, sale, vino rosato, olio extra vergine d’oliva, alloro.

Esecuzione: mettiamo le costine sulla pietra,  sciogliamo tutto il grasso e le rosoliamo. Poi, le mettiamo in una casseruola, dove aggiungeremo il vino, le erbe, il pomodoro, le saliamo mentre il pepe e l’olio andranno a fine cottura. Quando la carne sarà cotta a puntino le serviremo insieme ai crauti.

FEDERICA  Che bontà! Vorrei domandarti che cosa significa sognare di ” nascere ” ?

ELENA  Sognare di nascere è segno di buona fortuna e di letizia. Il sogno è per il sognatore la conseguenza di una trauma per una sciagura, una fortuna vacillante, o una grossa perdita di denaro, per cui, a seconda dei casi, l’inconscio desiderio di annientamento si tramuta nel desiderio di una nuova vita. Per una donna la visione di una nuova nascita è molto spesso originata dalla speranza o dal timore di una maternità.

FEDERICA  Molto interessante! Grazie!

23.01.2013

RISPOSTE AI LETTORI SESSANTASETTE

Author: admin-ele

23/01/2013

Sono stanco di sentire lotta contro la delinquenza, sfruttamento dei minori, le guerre, egoismo, collera, impazienza, sfruttamento di buoni sentimenti, e uccisione di donne. Ma quando finirà?

Guido

Bisogna avere fiducia, e non mi stancherò mai di dirlo, fiducia in se stessi , il controllo delle passioni e degli istinti, sapersi dominare. Essere padroni di questo ci da il coraggio e capacità di affrontare i problemi  le avversità e anche di aiutare gli altri.

 Elena  Lasagna

25/01/2013

Sono d’accordo che a questo mondo esiste ancora molta violenza sulle donne; se ne parla molto ed è giusto. Ma mai che si parli delle violenze fatte dalle donne sugli uomini; parlo di violenze psicologiche.

Alessio

Non lo metto in dubbio, però vuoi mettere? Anche se hai scoperto dei lati negativi nella partner: come mancanza di scrupoli, grettezza, malvagità, poi dici che è  mediocre, ipocrita, che sperpera il tuo denaro. È ovvio che dopo un tradimento tu veda in lei tutti i lati negativi, prima però non ti sembrava così, o sbaglio?

Elena  Lasagna

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25/01/2013

Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi dell’attuale politica; come siamo messi? La tua opinione?

DOTTOR  ROBERT

Non so se non hai mai provato l’emozione forte di camminare sul filo  sopra il centro di un fiume in piena e non sai nuotare?  Vorrei dirti di più, ma è ancora molto presto, non si abbatte un albero in un solo colpo! L’importante però è non continuare a sbagliare votando chi cerca di rovinare  la nostra bella Italia. Ma sperare in un miracolo perché qualcuno si spogli di egoismo e la riporti come tanto tempo fa: un po’ pazza e un po’ bella, perché adesso, così,  mi sembra quasi tutta pazza!

Elena  Lasagna

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26/01/2013

Sinceramente, pensi ancora che l’aereo disperso a ” Los  Roques ” sia finito in mare? Sei confusa oppure ci credi davvero?

DOTT. ROBERT

Tu mi conosci, se non ho le immagini nitide preferisco non rispondere. Ma su questo caso, vedo una grande luce, che purtroppo non è più su questa terra. Ovviamente spero sempre di sbagliarmi, anche perché se fossero miei famigliari forse non cesserei mai di cercare.

Elena  Lasagna

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 29/01/2013

Pensi che la luce sia opera degli extraterrestri?

DOTTOR  ROBERT

No, certo che no! Ma la luce di persone che non sono più in vita

In  qualche modo gli extraterrestri sono responsabili di rapimenti e omicidi?

DOTT.  ROBERT

Assolutamente no! Sarebbe un bel capro espiatorio per delinquenti e assassini. Chi ha rapito, stuprato, rubato e ucciso non sono stati altro che gli esseri umani: o perché la persona era diventata scomoda, o per pazzia, per gelosia, e per stupro, si anche per stupro, perché certe bambine non potessero raccontarlo. Io credo che gli extraterrestri siano menti molto più intelligenti  degli umani.

Che cosa succede secondo te nel triangolo delle Bermuda? Dove sono finiti navi e aerei?

DOTT.  ROBERT

A parte quello che sappiamo già, per me è come se una parte  del mare si aprisse e risucchiasse tutto ciò che trova su quel percorso, come avviene nei grandi terremoti , si apre la terra e forma come degli abissi che danno origine  a forti correnti.

Elena  Lasagna

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30/01/2013

Pensi che con le erbe si possano curare tutte le malattie?

Giulio

Sì, io penso proprio di sì. Credo che nostro Signore abbia messo sul nostro pianeta erbe per curare ogni tipo di malattia; certo non il fai da te, e nemmeno fidarsi di certe persone come l’erborista che si diploma in pochi mesi  e magari cerca di sostituire il medico  che ha anni e anni di studio. Ci sono erbe che se prese in eccesso danno effetto contrario; addirittura  letale! Quindi, ci vogliono anni e anni di studio, accortezza e poi l’esperienza non solo del conoscere ma del saper dosare e riconoscere le erbe infestate da pesticidi e altro.

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01/02/2013

Ieri sera sarei corsa da Te. Ho dovuto sopportare gli amici del mio ragazzo, parlano bene e poi agiscono male. Pensa che mi hanno proposto di fare parte di gruppi dediti a fare discorsi per scuotere la gente a votare per il loro partito. Come se l’umanità non sapesse che cosa significa estremismo. Ovviamente ho risposto che non intendo votare per un partito in cui non credo, anzi , vorrei che sparisse!  Quello che proprio non riesco ad accettare è che il mio ragazzo mi abbia fatto conoscere gente simile. Quando se ne sono andati gliel’ho detto e lui prese il silenzio. A questo punto ti confesso che mi sono ” disinnamorata “, e non voglio più saperne di lui! (Scusa per la parola gergale) Sembra che i tipi non adatti a me, li vada a cercare con la lanterna!

Federica

Sei una donna in gamba,   mi sembra giusto che tu esprima e sia fedele alle tue idee e non a  quelle altrui. Forse con il tuo ragazzo sei stata un po’ troppo dura, forse lui non è colpevole come pensi, ma se ha preferito prendere il silenzio anziché difendere le tue idee, ha preso la via più comoda, quindi,  credo che tu abbia fatto la cosa giusta .  Trovo sia disgustoso imporre a chiunque le proprie idee. Tipico proprio di quei partiti. Forse sarà perché la forze opposte si attraggono!

Elena  Lasagna

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02/02/2013

Perché secondo Te ci sono uomini che cercano di storpiare le donne persino nelle foto, di camuffare la loro immagine?

Perché sono dei poveri complessati. Anzi ti rispondo con un proverbio veneto: ” sono segnati da dio “, significa che sotto sotto sono loro dei difettosi “.

Elena  Lasagna

Diciamo pure dei  patetici, venduti,  imbecilli!

DOTT.  ROBERT

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02/02/2013

Tu credi ai sogni premonitori?

Giuseppe

Tutta la storia passata è piena di sogni premonitori: li ritroviamo nella Bibbia, nei testi sacri, nelle leggende. Anche la nascita di Cristo fu comunicata a Giuseppe durante un sogno e a Maria in una visione : ma qual è la differenza in questo caso tra l’una e l’altra condizione?  Sono semplicemente due stati di coscienza:  nel primo l’uomo perde il contatto razionale, cioè il controllo della mente, nel secondo è vigile e consapevole.  Ma anche qui basterebbe sviluppare il controllo conciso e  pragmatico della situazione generale di un sogno, paragonabile al controllo che si ha su qualsiasi scelta. Questo tipo di credenza, che il sogno possa essere controllato è tipico  di molti popoli che appartengono a culture diverse dalla nostra. Ma come fare, ti domanderai a interpretare i vari tipi di sogni? Ancora una volta la risposta è semplice, anche se difficile da mettere in pratica. Occorre imparare a ricordare i sogni ed a interpretarli. Certe visioni non lasciano dubbi anche se al di là della nostra esperienza, i nostri punti di riferimento: lo spirito che è in noi sa riconoscere ciò che viene dallo spirito.

Elena  Lasagna

04/02/2013

Davvero non sai dove e quando ci sarà il prossimo terremoto?

Franco

Ma vuoi scherzare? Se ti dicessi che il prossimo non sarà   in Italia che cosa cambierebbe? Se ben ricordi ho già ricevuto da Federica questo tipo di domanda. Ricordi? Prova a leggere un po’ tutto!

Elena  Lasagna

04/02/2013

So che speri che il tuo sogno si avveri; a quanto dista? Di che cosa si tratta?

Alessandro

Spero che si avveri presto, lo sento; non lo direi mai  ! Solo poche persone ne sono al corrente.

Elena  Lasagna

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06/02/2013

Non riesco a capire perché certe persone che vanno in casa d’altri per lavoro abbiano la maleducazione di fotografare  il loro ambiente intimo; ma guarda che siamo a livelli di bestie!

DOTT. ROBERT

Hai già detto tutto! Io fingo di non vedere, poi, cambio tutta la disposizione della casa, smonto perfino i mobili. Spero solo che…

Elena  Lasagna

 08/02/2013

C’è gente che non sa quello che dice e nemmeno quello  che fa! Perché se una persona riflettesse prima di commettere certi errori forse , non si arriverebbe a tanto, o sono tarate senza speranza?

DOTT. ROBERT

Tu che sei un medico lo sai meglio di me! Comunque sarebbe bene che qualcuno prima di agire osservasse la propria mente; sempre se ne è capace. Provare ad osservare il corso dei propri pensieri durante un’occasione in cui non state usando l’intelletto consapevolmente,  per esempio in un momento di relax,  mentre vi concedete una pausa lavorativa,  state applicandovi ad una attività lavorativa,  o leggere. In questi momenti la mente è attraversata da una miriade di pensieri e immagini sconnessi,  frammentari,  da associazioni di idee velocissime che portano lontano,  senza scopo né risultato. Pensare in questo modo non è solo utile,  ma è anche un grande spreco di energia.   La mente è una proiezione dell’anima,  ma se viene lasciata libera prima di essere educata diventa una padrona irresponsabile :  Essa va guidata e noi non possiamo permettere di subirla passivamente , ma per far questo occorre sviluppare attenzione e volontà!

Elena  Lasagna

11/02/2013

Ma tu hai fiducia nel governo che c’era prima del governo Monti?

Egidio

Senti va bene caderci una volta due ma anche la terza no! Si arriverà ad  un  punto peggio di prima.

Elena  Lasagna

23.01.2013

LA CURA DEI PIEDI DUE

Author: admin-ele

25/01/2013

CURIAMO I  NOSTRI  PIEDI

secondo articolo

IL DERMA. Ha le stesse caratteristiche del derma della cute;  si spinge sui margini laterali dell’unghia     e alla radice dell’unghia,  avvolgendosi e formando così una piega o doccia,  sotto la quale l’unghia sembra incastrata, continuando poi,  nella pelle circostante.  La pelle della radice è ricoperta da un prolungamento dell’epidermide, chiamato  ” eponichio  “, che nei trattamenti viene abitualmente asportato.

 FISIOLOGIA  DEL  PIEDE

 La funzione del piede è di sostegno e di equilibrio del corpo, e mediante una serie ritmica ed automatica di movimenti,  il principale strumento della deambulazione e della corsa. L’aspetto esterno del piede è vario,  dipende dalla razza,  dalla costituzione,  dal sesso , dalla civiltà dell’individuo in esame. Così si potrà osservare una notevole differenza del piede di un europeo, da quello di un africano, o asiatico;  oppure di un soggetto alto di statura da uno basso;  di un uomo da una donna;  ed infine da chi abitualmente porta calzature,  da chi va scalzo.  A questo proposito è da notare che i piedi calzati,  perdono in parte,  la loro mobilità originale,  specialmente alle dita,  che assumono atteggiamenti forzosi e deformazioni,  che a lungo andare si stabilizzano. Da qui avrà inizio il più delle volte la formazione del callo.

ARCHI  DEL  PIEDE

sono in numero tre

ARCO  LUNGITUDINALE  INTERNO: è molto pronunciato; parte dal calcagno e termina sulla  epifisi distale del primo metatarso.

ARCO  LUNGITUDINALE  ESTERNO : è  meno pronunciato del precedente; parte dal calcagno e termina sull’epifisi  distale del quinto metatarso.

ARCO  METATARSALE :  è sempre sotto il piede e procede dall’interno all’esterno del piede fra il primo e il quinto metatarso ed è trasversale rispetto ai primi due. Su questi tre archi poggia tutto il peso del corpo.  La normale curvatura degli archi serve a dare elasticità ai piedi,  utile a tollerare meglio la stazione  eretta, nel susseguirsi alterno delle contrazioni dei vari gruppi muscolari. Durante la deambulazione si possono riconoscere tre periodi principali:

Ι  periodo di sostegno

ΙΙ  periodo della spinta

ΙΙΙ  periodo del movimento pendolare.

Nel primo la parte del piede più impegnata è il calcagno. Nel secondo sono la parte distale del tarso e le dita che svolgono il ruolo più importante. Il terzo indica il ritorno dell’arto flesso per riprendere la nuova posizione per proseguire il movimento.  Da ciò si potrà desumere fin d’ ora quali saranno i punti del piede normale, maggiormente  interessati da ipercheratosi. ( aumento dello spessore corneo )

LA  DISINFEZIONE

Prima di intraprendere lo studio della podologia, è necessario questo concetto basilare. La cura  dei mali principali che travagliano l’umanità sono le infezioni.  Esse sono dovute ad agenti piccolissimi,  non sempre visibili al microscopio normale,  raggruppabili con termine comprensivo, nei cosiddetti  ” GERMI  PATOGENI ” ( generatori di malattie. )

 Essi sono organismi formati da una cellula o più cellule,  capaci di vita autonoma (indipendente )  o parassitaria  ( dipendente da un altro organismo ),  oppure con entrambe le possibilità. Possono appartenere alla categoria animale o vegetale.  Con capacità di vita vegetativa  attiva e rapida moltiplicazione ( fase vulnerabile )  e di vita latente a volte resistentissima alle azioni esterne ( fase invulnerabile ).

A parte vanno considerati i cosiddetti  ” virus ” , a caratteristiche vitali molto più primitive dei precedenti,  ma spesso assai più pericolosi.  La lotta che noi conduciamo con vari mezzi,  contro questi microorganismi , ci darà quindi, il vero significato della disinfezione. Questa noi la possiamo praticare in vario modo:

MEZZI  FISICI  DIRETTI: 1)  fiamma di una lampada ad alcool o a gas.

                                                    2) sole,  raggi ultravioletti,  correnti ionizzanti.

MEZZI  FISICI  MEDIATI: 3) aria calda, acqua bollente,  vapore acqueo.

MEZZI  CHIMICI : 4) alcool 70 gradi,  tintura di iodio,  acqua ossigenata,  acqua borica ecc.

Naturalmente, tali mezzi,  vanno applicati adeguandoli ai vari casi. Così i metalli inossidabili, potranno essere trattati con tutti e quattro i metodi,  mentre il materiale da medicazione, con alcuni accorgimenti,  soltanto col metodo 2, 3, gli organismi col 3, 4 ecc.

Durante la disinfezione noi arriviamo alla sterilizzazione degli oggetti.  Questa si ottiene, eliminando completamente qualsiasi germe patogeno e saprofitario ( germi che vivono anche parassitariamente, senza causare malattie ).  Per conseguire questo scopo esistono appositi apparecchi detti ” strilizzatori “.  La successiva conservazione di questi oggetti sterili,  fino al momento dell’uso ( asepsi ) , è legata ad opportuna atrezzatura : contenitori di metallo,  involucri di carta impermeabile,  sterilizzatori stessi ecc.

Un oggetto sterile va sempre preso con un altro oggetto sterile o disinfettato il più possibile. Non si insisterà mai abbastanza su questo concetto!

I  DIFETTI  DEL  PIEDE

PIEDE VALGO : il calcagno ha tendenza a piegarsi verso l’interno deviando dalla linea perpendicolare rispetto alla pianta del piede,  specialmente nei soggetti col valgismo del ginocchio.  I talloni sbattono facilmente uno contro l’altro durante il camminare e le scarpe si consumano in modo anormale sul tacco e sulla tomaia del lato interno.  È  chiaramente un difetto acquisito in modo particolare dell’infanzia  e nell’adolescenza anche se può comparire nella vecchiaia.

I tacchi troppo alti delle calzature femminili provocano ed esaltano l’imperfezione.  Il piede valgo causa facile stanchezza e dolori muscolari che si estendono fino al polpaccio.  Particolarmente riportano verso l’asse perpendicolare del tendine.  Assai efficace la fasciatura elastica sulla caviglia particolarmente con cavigliere.

PIEDE  METATARSO  ABBASSATO: è un difetto sempre collegato con il piede abbassato o cavo.  Consiste nel cedimento dell’arco metatarsale,  si riduce o al limite si annulla e provoca un allargamento della parte mediana del piede.  Le dita perdono la forma arcuata e si appiattiscono, le falangi addirittura possono risultare più basse del metatarso.  L’avampiede si allarga a raggiera,  il fatto è assai doloroso per la comparsa di duroni e per le infiammazioni che possono insorgere  sulla testa delle ossa metatarsali.  Di particolare efficacia è l’uso dei sandali fatti appositamente per la ginnastica del piede che obbligano le dita ad un movimento molto utile per sostenere il tono muuscolare, che dovrebbe mantenere l’arcatura metatarsale;  inoltre la pianta del sandalo sostiene col suo profilo l’arco e porta il piede nella posizione corretta.  I supporti da impiegarsi in questo caso differiscono da quelli normali solo nella parte anteriore per la presenza di un rialzo a forma di goccia.

ALLUCE  VALGO : consiste nella deviazione laterale dell’alluce a causa di un ‘insuficiente muscolatura e di una errata linea di direzione del muscolo  adduttore che agisce dall’interno anziché dall’esterno. Il difetto è senz’ altro acquisito ed è per lo più derivante dalla forma delle scarpe che hanno la maggior lunghezza in corrispondenza del metatarso e poi, bruscamente si restringono a punta facendo convergere alluce e dito minimo verso l’interno della scarpa.

In casi più gravi si può giungere all’artrosi deformante con blocco dell’articolazione e forti dolori che coinvolgono tutto il piede.  Na soffrono i tendini ed i muscoli, si atrofizzano se sono sottoposti ad eccessiva fatica.  La stessa pelle del piede è schiacciata e la circolazione è ostacolata.  L’alluce valgo porta anche ad un’infiammazione con formazione di liquido molto dolorosa alla capsula sinoviale del primo metatarso che spinge il paziente a sottoporre il suo caso allo specialista. I casi più gravi vengono sottoposti a intervento chirurgico.

IL  PIEDE  PIATTO

È  una malformazione di tipo congenito ed acquisito.  Si manifesta con il totale abbassamento per tutta la pianta del piede che diventa superficie d’appoggio a cui mancano le doti di resistenza dei punti normali e sono indotti a sopportare il peso del corpo.  Il piede si allunga e si deforma, va soggetto a facili gonfiori per un ristagno della circolazione  sanguigna.  Conseguentemente si manifestano callosità in sedi svariate e deformazioni delle unghie. È un difetto talvolta congenito,  correggibile in tenera età con l’applicazione di appositi plantari e nei casi più gravi con operazione chirurgica.  Può essere anche,  ma difficilmente,  un difetto acquisito e la sua correzione si opera con supporti rigidi, scelti a seconda delle caratteristiche e delle dimennsioni del piede.  Le categorie che ne vanno più frequentemente colpite sono quelle obligate a stare per gran parte del dì  in piedi,  assumendo posizioni impegnative : camerieri, barbieri, commessi ecc.

DITA  A  MARTELLO:  si manifestano con un incurvamento notevole delle falangi delle dita che vengono sollecitate in modo eccessivo dalla pressione della scarpa. Sono generalmente conseguenza della differenza di tono muscolare tra gli estensori ed i muscoli flessori delle dita con vantaggio di questi ultimi ( cosiddetta reazione posturale accentuata ). Tale difetto si accompagna frequentemente al piede cavo ed al piede abbassato.  Per correggerlo si trattengono le dita a martello con cuscinetti appositamente studiati che sono in commercio.

LE  DITA   ( spesso presentano malformazioni di carattere congenito ).

Tali deformazioni possono differenziarsi nel volume ( diametro ) , nella lunghezza o per la loro brevità. È facile riscontrare un dito qualunque,  che  non sia l’alluce,  con due sole falangi o con una sola in un piede del tutto normale.   Deformazioni di eccesso sono frequenti all’osservazione;  ovvero piedi all’apparenza normali ma con più di cinque dita. Facile è riscontrare piedi con quattro dita soltanto,  così come spesso si offrono alla visione più  dita prive di spazio interdigitale,  ovvero staccate solo all’altezza  dell’unghia e marcate come normali dita avvicinate tra loro.  Continua…

ELENA  LASAGNA

22.01.2013

NEL LABORATORIO DI EMI E PETER TERZA PARTE

Author: admin-ele

22/01/2013

LE  ESSENZE

(terza parte)

L’iris, ci sono circa trecento varietà della specie Iris sparsi nelle zone settentrionali temperate, presenti in forme dalla radice rizomatosa e bulbosa. Il vero Iris appartiene alla famiglia delle”  Iridaceae “, è chiamato così in onore della divinità greca dell’arcobaleno. Questi fiori si dividono in quattro categorie: l’iris acquatica che ha bisogno di una posizione soleggiata vicino ai margini dei laghi o dei terreni umidi; l’iris boscosa che si sviluppa alla luce del sole chiazzata, in un terreno umido e ben drenato; l’iris barbata che dovrebbe essere asciugata dopo la fioritura; e l’iris rocciosa che richiede un terreno umido anch’esso ben drenato e ghiaioso. La moltiplicazione di solito avviene per divisione per le dormienti, meno comunemente per seme. Questi fiori sono immersi in colori innumerevoli; non sono profumati ma la loro essenza viene impiegata nelle profumazione muschiate e speziate.

Lavanda,  appartiene alla famiglia delle Lamiaceae ( Labiateae ) è una pianta con una base legnosa bruna e senza foglie, da cui si sviluppano numerosi fusti erbacei, alti fino a 70-80 cm, a sezione quadrangolare e grigio-pubescenti. Le foglie sono opposte, lanceolate-lineari gradatamente ristrette in un apice acuto, con il margine ripiegato e rivolto verso la superficie inferiore.  L’infiorescenza è posta al termine del fusto che nella sua parte superiore manca di foglie; talvolta si hanno infiorescenze laterali inserite all’ascella delle ultime foglie. I fiori sono riuniti in verticilli  che nel loro insieme formano una specie di spiga; essi hanno un calice tubolare, tomentoso e di colore bluastro, terminato da cinque denti piccoli e ottusi; la corolla è tubolare e termina alla fauce in due labbra: quello superiore è bilobato, l’inferiore è diviso in tre lobi sottili. L’essenza si ricava dalle spighe dei fiori, ossia da tutta l’infiorescenza. Il suo profumo è impiegato per le profumazioni femminili,  addizionato al muschio e ad altre assenze anche per quelle maschili.

Mugo, appartiene alla famiglia delle “Conifere ” e in parte alle ” Pinaceae” , per l’essenza si usa la parte terminale della pinta e la corteccia dei rametti giovani, prima che diventino  di colore marrone. Il  Mugo è una pianta molto nota proprio perché da esso si ricava un pregiato olio essenziale, ” o Mugolio “, ricercato non solo dalle industrie cosmetiche ma anche  dalle industrie farmaceutiche per le sue proprietà medicamentose che sono balsamiche, antinfiammatorie ecc… La sua essenza è impiegata soprattutto nelle profumazioni maschili.

Philadelphus: fiore dell’angelo. Questo genere di circa sessanta specie appartiene alla famiglia delle Hydrangeaceae/ Philadelphaceae, ed è formato da arbusti decidui  delle regioni temperate dell’Asia Orientale, dell’Himalaia, del Caucaso e dell’America del nord e centrale. Le piante presentano in genere scortecciatura e foglie verde chiaro ellittiche ruvide; in alcune specie le foglie sono leggermente pelose. La loro fioritura è prettamente primaverile-estiva, i loro fiori sono color crema o bianchi, possono essere singoli o doppi. Essi crescono in grappoli all’estremità dello stelo fogliare. Il loro profumo è molto intenso, la profumazione somiglia al fiore d’arancio. La loro essenza è usata per le  profumazioni femminili: come acqua di colonia, il profumo ( eau de parfum ), fragranze, ecc.

Verga  d’oro : Solidago  virga-aurea L.

La verga d’oro possiede fondamentali virtù diuretiche e astringenti , contiene tannini. Queste proprietà sono così complesse e profonde da dare alla verga d’oro la massima considerazione. Perciò non si ricorra a questo semplice per la comune cistite, ma quando il fenomeno interessa tutte le vie escretrici  dell’organismo perché le sue proprietà drenanti  interessano sia il fegato che i reni. È in grado di ridare limpidezza all’urina carica di sedimenti,  di disinfettare e alleviare l’ipertrofia prostatica,  di sciogliere i calcoli, facilitare la minzione, correggere l’eccesso di albumina, facilitare l’eliminazione dell’acido urico ai gottosi.

La sua attività sul fegato la rende utile come disintossicante generale e come riduttrice dei tassi di colesterolo.

In profumeria,  la sua essenza è impiegata nell’ eau de parfum che contiene il 15% di essenza ( profumo delicato e soave ).

Muschio : Il muschio che si adotta in profumeria non è certo quel muschio che cresce nei boschi umidi. Ma è tutt’altra cosa! Il muschio che si adopera nelle aziende cosmetiche è di origine animale. Ma nasce dalla secrezione ghiandolare di una capra che cresce nel Tonkino. Ci sono altri animali che lo producono come ad esempoi il cervo, e il bue; detti appunto i muschiati. L’odore acutissimo del liquido subisce una complessa elaborazione ed è alla base di quasi tutti i profumi di tipo orientale, più o meno intensi. Questo tipo di muschio è stato la base di profumi sia femminili che maschili, di case famose.  Esiste un’altro tipo di muschio di origine vegetale, è una specie di lichene, proprio come quello che vediamo nei prati ombrosi, o sui tronchi delle querce. Non assomiglia affatto al primo, il secondo è di tutt’altra fragranza. Anche questa tipologia di muschio viene adoperata l’essenza per creare note di fantasia nelle profumazioni maschili; il suo odore è più secco, meno sensuale ma ugualmente si possono creare profumi di  gran  classe.

Mughetto : è un fiore delicatissimo con una fragranza intensa, è presente in tutti i profumi delicati e floreali. L’unica specie di questo genere è una pianta perenne dalla crescita lenta diffusa in gran parte delle zone temperate settentrionali. Oltre all’impiego erboristico e cosmetico per la sua essenza, è molto importante nell’impiego farmaceutico , ancora usato nei moderni trattamenti per rafforzare il battito cardiaco, poiché contiene glucosidi cardioattivi. I mughetti possono essere coltivati sia in vaso che in piaena terra. Predilige il mezzo sole, terreni umidi e ben drenati. D’inverno coprire con fogliame secco.

Sandalo : Il legno di sandalo, ottenuto da scaglie molto piccole della corteccia di una delle piante più pregiate che crescono soprattutto in India,  e dalla quale si estrae anche la pregiata essenza che  costituisce la base di alcuni profumi del mondo: il muschio bianco, che cresce sulla corteccia degli alberi.  Nelle formule si trovano anche  essenze di eucaliptus, garofano, essenza di cannella, essenza di ireos,  essenza di vetiver essenza di incenso , solo una punta e una nota di tuberosa.

Incenso : è tra i profumi più antichi. È sempre stato usato per dare solennità a riti e cerimonie. Ma viene usato nelle aziende cosmetiche per la sua essenza; si presta in tutte le profumazioni sia speziate che floreali. Si ricava da una resina che trasuda da una piccola pianta dell’Africa, la boswellia. In profumeria si usa a piccole dosi; viene molto usato mescolato ad altri aromi orientali , per profumare gli ambienti.

Mirra : è un piccolo albero alto alcuni metri, i rami sono spesso spinosi, le foglie sono normalmente divise in tre foglioline che talvolta possono essere ridotte in una sola. I fiori sono riuniti in piccole infiorescenze all’ascella delle foglie; Il frutto è una drupa con la parte più esterna che si apre in due valve contenenti la porzione carnosa che è più breve del nocciolo in essa racchiuso e che perciò resta parzialmente sporgente. La parte usata è la resina.

La resina essuda spontaneamente dal tronco, ma per ottenere una maggiore quantità di prodotto si praticano delle  incisioni  sul tronco da cui esce la resina che si solidifica all’aria in gocce dette lacrime. La mirra viene usata anche in cosmetologia per fare i prodotti per la cura della pelle, essa contiene proprietà dermopurificanti, astringenti, antisettiche, balsamiche, aromatizzanti. Anche la sua essenza viene usata sia per profumazioni maschili e femminili che profumazioni per gli ambienti.

Hamamelis : ha una fioritura per lo più invernale; genere formato da 5 o 6 specie di arbusti decidui. L’hamamelis appartiene alla famiglia del nocciolo ( hamamelidaceae ), originaria dell’ Asia orientale e dell’America orientale. Presenta getti esili verticali  e, durante i mesi più freddi i rami si ricoprono di fiori con petali nastriformi profumati, simili a ragni gialli, arancione o bronzo. Seguono le foglie, arrotondate, con evidenti nervature, seghettate; spesso in autunno sviluppano tonalità dorate e arancione. Le piante sono anche conosciute con il nome  il nocciolo dello stregone; gli estratti della corteccia e delle foglie  dell’Hamamelis virginiana sono usati non solo nelle aziende cosmetiche per la loro essenza ma vengono usate anche come cure erboristiche.

Peonia : esistono circa trenta specie di questo genere di bellissime sia erbacee che arbusti perenni, tutte originarie delle zone temperate, dell’ Emisfero  Settentrionale. Sono longeve con rizomi e steli piuttosto legnosi e fogliame vistoso , molto ornamentale. Le foglie vanno dal verde scuro al verde azzurro, dentate o lobate , a volte colorate di marrone o di rosso. I fiori sono solitari, eretti , a coppa o grandi e tondi come rose senza spine, I petali possono essere bianchi, rosa gialli o rosso fuoco. Hanno un profumo intenso femminile e classico, ma solo i petali bianchi o rosa.  Il nome Peonia risale  ai tempi dell’antica Grecia e si riferisce alle presunte proprietà medicinali della specie.

Rododendro: Azaleodendron Hybrids, e rododendron ghent Hybrids sono due specie profumate, usate nelle profumazioni femminili e maschili. I rododendri sono oltre 800 specie, molto distribuito anche nell ‘ Emisfero settentrionale, con la maggioranza della coltivazione nelle regioni da temperate a fredde.  Varia da piante minuscole  coltivate in piena terra a piccoli alberi e perfino epifiti che crescono nei rami degli alberi  o sulle pareti rocciose.  Il fogliame si presenta in molte diversità di forme e molto rododendri producono grappoli che contengono fino a 24 fiori straordinari in colori che variano dal bianco al rosa,  al rosso al giallo a l color malva. I fiori sono spesso multicolori che variano , con macchie sui gambi, o singole chiazze di colori differente nella parte anteriore del fiore. Fatta eccezione per alcune specie i profumati sono sempre bianchi o rosa pallido. I fiori variano per dimensioni e forma ma di solito sono campanulati, compaiono all’inizio della primavera e a inizio estate.

21.01.2013

LA CURA DEI PIEDI

Author: admin-ele

21/01/2013

CURIAMO  I  NOSTRI  PIEDI

Perché vi chiederete questo argomento? In passato ho fatto un corso di Podologia; così per curiosità, volevo sapere tutto sulle cure dei nostri piedi. Anche perché i piedi sono i nostri angeli custodi: se sappiamo curare i piedi, con loro curiamo l’intero organismo. Molte persone sanno di quest’altra mia passione, chi mi conosce mi fa sempre un sacco di domande sull’argomento. Io rispondo che prima di dare le mie risposte vorrei impostare bene questo vasto argomento. Mi ricordo ancora perfettamente tutto quello che mi hanno insegnato, nel frattempo vorrei anche rispondere ad una domanda urgente che mi ha fatto Lina.

Prima di tutto vorrei precisare che cos’è la PODOLOGIA.

La podologia si può suddividere nelle seguenti branche di studio:

ANATOMIA DEL PIEDE: scheletro, articolazioni; muscoli, cute.

FISIOLOGIA DEL PIEDE: studia la funzione.

PATOLOGIA DEL PIEDE : Studia le malattie del piede e quelle  inerenti all’attività della pedicure.

Ora rispondo a Lina che mi chiede che cos’è la verruca plantare.

Carissima Lina, la verruca plantare della quale sei affetta è una affezione profonda del piede, nel suo derma, in genere plantare, ricoperta di tessuti cornei simile alle molte altre, presenti in alcuni organismi. Raramente la si riscontra solitaria: aumenta il suo volume e degenera in piccole cellule secondarie. Le stesse cellule che la compongono vengono irrigate da masse vascolonervose. Per quanto tali affezioni appaiono multiple, generalmente sono uniche e prolificano raggruppate in numero a volte esagerato intorno alla verruca madre. La verruca sottopone il piede ad un dolore particolarmente acuto e insopportabile, tanto da rendere necessario ed urgente un trattamento radicale. La sua forma è quella di un piccolo tumore della cute, emisferico, a volte sporgente: rugoso, liscio, di colore bruno o rosso. L’origine della verruca non è ancora ben chiara: parassitaria sembra la causa accertata e si distingue un tipo giovanile e senile. La si distingue per lo più con trattamenti basati su agenti fisici, poiché la resezione espone quasi sempre a recidive. Il trattamento più  efficace è quasi sempre basato sul principio della coagulazione diatermica che non sottopone l’individuo affetto di tale anomalia a periodi di riposo forzato.

Ottenuto nel coagulo (questo trattamento viene effettuato generalmente da un chirurgo), l’alveolo viene raschiato. Generalmente una verruca ben coagulata( questa è più larga in profondità che in superficie ) viene trattata poi con una buona resenzione dei bordi, per ottenere risultanze di chiaro effetto. Il chirurgo pratica prima del trattamento di coagulo  una anestesia sulla parte ed ha cura di non inserire l’ago nel tessuto parassitario per non contagiare le regioni circostanti. La verruca presenta complicazioni simili ad ogni affezione plantare suppurata; pomate a base di ossido di zinco e il costante livellamento dei bordi della stessa concorrono all’eliminazione di questa dolorosa affezione. Continua…

Elena  Lasagna

Se vogliamo imparare a riconoscere le malattie del piede, dovremo conoscere queste tre branche in cui si suddivide la PODOLOGIA. Farò un riassunto delle cose essenziali e cioè : dello scheletro del piede, le articolazioni, e la fisiologia del piede.

SCHELETRO  DEL  PIEDE.

La struttura ossea del piede si suddivide in tre parti principali:

TARSO: è formato da sette ossa corte che, procedendo da dietro in avanti, sono: astragalo, calcagno, cuboide, scafoide, 1 cuneiforme, 2 cuneiforme, 3 cuneiforme.

Queste ossa, cosiddette ossa brevi o corte per la loro forma tozza, sono costituite da tessuto spugnoso trabeccolato con una sottile corteccia di osso compatto. Esse,  unite, formano le articolazioni tarsali ed a monte si articolano sulla tibia, ed a valle con le ossa metatarsali.

Il complesso delle ossa tarsali, funge da sostenitore del carico del peso corporeo.

METATARSO :  è formato da cinque ossa lunghe tubolari, nelle quali si può riconoscere la parte centrale ( diafisi ) costituita da osso compatto e la parte articolare ( epifisi ) costituito da tessuto spugnoso. Esse per la conformazione si rassomigliano e pertanto vengono numerate secondo i numeri romani ( metatarsale Ι – ΙΙ – ΙΙΙ  ecc.).

Le ossa metatarsali articolandosi col tarso sono disposte a raggera. Si articolano all’estremità con le ossa falangee delle dita. Svolgono la funzione di molleggio e di bilanciamento, intervento a mantenere l’equilibrio del corpo nella stazione eretta e nella deambulazione.

OSSA  FALANGEE: Sono in numero di tre per ciascun dito, tranne l’alluce che ne ha due. Sono tutte ossa lunghe, cioè del tipo delle ossa metatarsali, di cui hanno le medesime caratteristiche.

OSSA SESAMOIDI : di particolare importanza per la pedicure sono le ossa sesamoidi. Queste sono piccole ossa fisse  e soprannumerarie di forma lenticolare a sede fissa articolare o tendinea. Nel piede noi le riscontriamo soprattutto nella regione distale del primo e del quinto metatarso sulla faccia plantare oppure in corrispondenza delle articolazioni falangee: prima e seconda.

ARTICOLAZIONI:  come abbiamo già detto,  le varie ossa sopra descritte,  sono tenute insieme a contatto da superfici articolari,  dando luogo alle articolazioni. L’unione tra una superficie articolare e l’altra viene mantenuta da speciali formazioni anatomiche di tessuto fibroso resistentissimo,  che  forma,  intorno ad ogni articolazione,  la cosiddetta ” capsula articolare “. L’interno di questa capsula è tappezzato da un sottile strato  di tessuto secernente il liquido articolare  (sinoviale ),  che si chiama  ” Sinovia “.

A seconda del tipo di articolazione,  abbiamo diversi movimenti,  ad esempio:  le articolazioni tarsali tra le ossa del tarso sono molto modeste,  mentre i movimenti del tarso sulla tibia e del metatarso sulle falangi sono notevolmente ampie. Tale movimento si esplica in senso flessorio ed estensorio e modesto movimento di adduzione ed abduzione.  L’articolazione tibio-tarsica in collaborazione con le articolazioni tarsali,  consente un discreto movimento rotatorio del piede sulla gamba.

LEGAMENTI ED  APONEUROSI : Attorno alla capsula articolare  a maggior rinforzo di essa,  si trovano i legamenti,  la cui funzione è appunto di costituire una fasciatura di rincalzo per mantenere le varie parti articolari nella sede corretta.  Hanno inoltre anche il compito di sostegno dei tendini muscolari e di guidarli nella trasmissione degli impulsi contrattili. L’aponeurosi è una fascia fibrosa situata sotto le articolazioni sulla pianta del piede fino alle dita. Essa difende le parti del piede dagli insulti esterni e collabora a mantenere insieme le varie parti di esso.

MUSCOLI  DEL  PIEDE : Essi sono organi contrattili preposti ai movimenti del piede.  Sono costituiti da una parte centrale ingrossata ( ventre muscolare ) o muscolo propriamente detto e da una parte terminale di tessuto fibroso  ( tendine ) fissato all’osso. Non starò ad elencare tutti i muscoli del piede, soltanto a titolo informativo dirò che i muscoli plantari sono disposti in tre strati: superficiale,  medio,  e profondo  tutti ricoperti dalla aponeurosi plantare di cui ho parlato prima.

CUTE :  come tutte le parti del corpo,  anche il piede è avvolto dalla pelle o meglio,  cute. Essa è costituita da vari strati che,  a seconda delle caratteristiche assumono nomi differenti. Questi si possono distinguere :

EPIDERMIDE

DERMA

SOTTOCUTANEO

EPIDERMIDE : è costituita da cinque strati: procedendo dell’esterno all’interno, sono : Ι strato corneo, ΙΙ strato lucido, ΙΙΙ strato granuloso, ΙV strato mucoso o di Malpighi, V strato basale.

Tali strati sono in continua evoluzione in maniera che partendo dallo strato basale che è quello che li genera tutti,  si ha un graduale passaggio dall’uno all’altro in rapporto all’invecchiamento cellulare e all’usura.  Di questi,  lo strato corneo è molto importante in quanto isola e protegge perfettamente il corpo dagli agenti estranei.  La rottura della sua continuità espone l’organismo all’azione dei germi patogeni, molto numerosi in qualsiasi ambiente.  Il corneo resiste molto bene anche agli agenti fisici e chimici : sole, caldo, freddo, acidi, alcali, sempre però che siano in quantità moderata.  Gli strati sottostanti sono quelli che reagendo allo stimolo esterno, producono in maggior o minor quantità,  a seconda del bisogno,  lo strato corneo. Sono essi quindi chiamati in causa nel momento in cui,  a seguito di un trauma ripetuto, si produce il callo.

DERMA:  al di sotto dello strato basale dell’epidermide vi è il derma, che si spinge in piccoli rilievi nello strato soprastante formando le papille dermiche,  riccamente vascolarizzate,  onde agevolare la nutrizione dell’epidermide.  Esso è costituito da tessuto connettivo elastico e da una ricca arborizzazione di capillari venosi ed arteriosi e linfatici.

SOTTOCUTANEO : è uno strato connettivale fibroso-elastico,  molto ricco di tessuto adiposo  ( grasso ) specialmente abbondante nella regione plantare del piede.  In questo strato si trovano le porzioni secernenti delle ghiandole sudoripare molto numerose nella pianta del piede, dove mancano completamente le ghiandole sebacee.  Questi due tipi di ghiandole insieme coi peli sono raggruppati nel termine unico di ” ANNESSI  CUTANEI “.

UNGHIE : è uno degli annessi cutanei più frequentemente in causa nell’attività della pedicure.  È una produzione dell’epidermide,  situata alle estremità delle dita sopra l” ultima falange “.  Si può distinguere in essa una parte iniziale ( radice ) , una parte centrale ( corpo ),  una parte terminale o libera.  Vi sono inoltre due sezioni : l’unghia propriamente detta e l’organo riproduttore  o  letto ungueale,  che è il derma sul quale essa si adagia.

UNGHIA  PROPRIAMENTE  DETTA: costituita da vari strati di cellule,  che ricordano quelli dell’epidermide  ( manca soltanto lo strato granuloso ),  con uno strato corneo particolare completamente cheratinizzato, trasparente e molto spesso.   Continua nel prossimo articolo…

21.01.2013

LE RICETTE DI CASA MIA CINQUANTANOVESIMA PARTE

Author: admin-ele

21/01/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Ieri sera sono venuta a trovarti ma non c’eri, e non eri raggiungibile.

ELENA   Ero in una stanza insonorizzata con la musica a tutto volume, poi ho spostato i mobili; ho cambiato faccia alla stanza, non ho sentito. Comunque per farmi perdonare ti regalo una bella ricetta: che sono gli spiedini alla salsiccia di fegato d’oca con carciofini ripieni.

FEDERICA  Ti ho già perdonato, anzi, ti perdono se m’inviti a pranzo.

ELENA  Affare fatto! Ti detto gli ingredienti.

SPIEDINI  DI SALSICCIA AL FEGATO D’OCA

 SPIEDINI

Ingredienti: salsicce di fegato d’oca, polenta di mais, carciofini piccoli e teneri, funghi porcini, vino bianco secco, sale, pepe, porri, salvia, parmigiano.

Esecuzione: per prima cosa faremo una bella polenta di mais, e la lasciamo raffreddare. Adesso mettiamo le salsicce prive della pelle di custodia, le tagliamo a pezzetti e le mettiamo sulla piastra a fuoco moderato. Precedentemente abbiamo fatto un sugo denso con porri e porcini, abbiamo aggiunto del parmigiano grattugiato; questo pesto andrà a riempire i carciofi. La polenta è stata tagliata a dadi e messa nel forno a 180°, abbiamo fatto delle listarelle di polenta fritte per decorare il piatto. Abbiamo infilato il tutto negli stecchini et voilá!

FEDERICA   Che crudeltà! Proprio oggi che volevo mettermi a dieta! Con Te non è possibile.

ELENA   Perché no? Se mangi con moderazione non ingrasserai mai! Parola mia, brinderò alla tua salute! Ecco le canzoni del giorno, o della sera: It’s Impossible, e Love Mi Tender di Elvis Presley. Buona giornata a Te!

22/01/2013

FEDERICA   Sono stata in pensiero, come mai così in ritardo? Pensavo che non mi chiamassi più.

ELENA   Ho avuto ospiti, ma non mi sono dimenticata delle nostre ricette, anzi mi sono venute idee nuove,  sono antiche quanto il mondo, e sono le zuppe; ne ho  messa a punto una proprio ieri sera, me l’ha ispirata il freddo. È piaciuta anche ai miei ospiti, eccoti la ricetta.

ZUPPA  DI  LEGUMI AL  ROSMARINO

Ingredienti: fagioli borlotti secchi, ceci, castagne secche, sale, pepe, rosmarino, una foglia di alloro olio di arachidi, scalogno,un bicchierino di vino rosè.

Esecuzione: mettiamo in ammollo tutti i legumi e le castagne il giorno prima. Dorare lo scalogno tagliato sottile in poco olio, mettiamo il tutto nella casseruola con qualche ago di rosmarino,  la  foglia di alloro, acqua e poco sale. Faremo bollire a fuoco lento fino alla cottura. Ora prendiamo la metà dei ceci e li passiamo al passaverdura, li rimettiamo sul fuoco per 5 min, pepiamo leggermente, e metteremo la zuppa ancora fumante nella zuppiera. Impiattiamo con un rametto di rosmarino e un buon bicchiere di vino rosè della zona.

FEDERICA   Mi sembra un ottimo connubio.

ELENA   Ma non è finita perché se abbiamo degli ospiti non possiamo mandarli via così senza un qualcosa di stuzzicante come delle sfogliatine al prosciutto e una frittura di verdure miste tagliate nel robot; saranno sottili, sottili e fragrantissime, così senza la pastella.

Ingredienti: zucca, cipolle, patate, melanzane e zucchine. Olio di arachidi, sfogliatine di pasta sfoglia fresca, burro di arachidi e prosciutto crudo, farina di riso.

Esecuzione: lavare, asciugare le verdure, passarle nel robot, tagliarle tutte della stessa misura. Nel frattempo abbiamo acceso la friggitrice, l’olio è già alla temperatura ideale, ora passiamo le verdure nella farina di riso, le setacciamo, poi, le  mettiamo poco a poco nell’olio bollente,  sull’assorbente e le serviremo ancora calde con le sfogliatine leggermente imburrate e una  fettina di prosciutto.

FEDERICA   Che bontà! È così tutto delizioso che mi viene l’acqualina in bocca. Ma per allontanarmi da questi profumi e sapori dammi una musica di tanto tempo fa; sì, perché no? Una musica romantica, oggi è martedì e verrà il mio ragazzo così l’ascolteremo insieme. Grazie!

ELENA   Ho una  canzone, però devo accertarmi se esiste per davvero. È di Neil  Sedaka ed è ” La terza Luna”. L’altra invece è famosissima ed è ” Titanic Theme ” di Celine  Dion. Spero vi piaceranno.

23/01/2013

ELENA   Ciao, allora com’è andata la serata?

FEDERICA   Buon mattino, più di così si muore!

ELENA  Ma come si muore, in che senso?

FEDERICA   Nel senso che vorresti Tu, nella maniera più bella, esaltante, divertente e ancora di più. Grazie!

ELENA   Sei pronta per la ricetta?

FEDERICA   A proposito di ricette vorrei domandarti se oggi mi darai una ricetta per le persone che soffrono di mal di stomaco.

ELENA   Se il mal di stomaco è una questione di dieta inadeguata, stress, senza patologie allora sì. Incominciamo con una vellutata di carciofi, poi, un contorno  di patate e zucca al forno senza grassi, e un secondo leggero come un medaglione di vitello alla salvia, senza spezie, ma fatto nella casseruola dal doppio fondo.

MEDAGLIONE DI VITELLO

IN CASSERUOLA

Ingredienti: Acquistiamo una fettina di vitello non troppo giovane, patate, zucca, salvia poco sale, timo, carciofi, farina di riso, brodo di gallina, una mela, olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione: Abbiamo il brodo di gallina già pronto. Ora laviamo e puliamo i carciofi, lasciamo i cuori intatti mentre le foglie e il gambo possiamo tagliali a piccoli pezzi. Adesso taglieremo una mela verde e la uniamo ai carciofi, mettiamo qualche mestolo di brodo e lasciamo bollire piano fino a cottura completa. Passiamo il tutto nel passaverdura e con il coltellino taglieremo i cuori  in quattro.  Aggiustare di sale e addensare la crema con un poco di farina di riso e la vellutata è pronta da servire, lasciando dentro qualche cuoricino spezzato.  Passiamo ora alle patate e alla zucca al forno: le patate andranno tagliate a pezzetti, sbollentate in acqua leggermente salata, mentre la zucca la taglieremo a fettine e da cruda la pennelliamo con l’olio e cosi anche le patate, infornare a 180° per circa 20 min. Adesso abbiamo la fetta di vitello: è stata a bagno nel latte, l’abbiamo asciugata e poi pennellata lievemente con l’olio e messa nella casseruola a temperatura elevata. Girarla, lasciarla rosolare ancora un attimo con la salvia e il timo, ed è già ora d’ impiattare. Sarà un pasto leggero, completo, pien0 di salute. L’importante è non abusare nelle porzioni. A metà pomeriggio una bella tisana con Timo, Tiglio e Menta dolce,  un cucchiaino di miele; inoltre cercare di non sottovalutare lo stress.

FEDERICA   Anche questa ricetta mi piace da matti!

ELENA   La musica di oggi non deve essere troppo romantica altrimenti farà venire l’agitazione a chi soffre di nostalgia, allora dedico a tutti coloro che soffrono di tensione nervosa le canzoncine dei cartoni, o quelle dello ”  Zecchino d’oro “.

 24/01/2013

PER  LA  FESTA  DI  SAN  VALENTINO

ELENA   La sera del 14 dovrà essere un a sera da non dimenticare; si faranno le ore piccole!

FEDERICA   Hai qualcosa di speciale per quel giorno? Sto parlando della cucina ovviamente.

ELENA  Sì, un qualcosa di gustoso, e non troppo pesante; poi, è ovvio che sarà la quantità a determinare la buone riuscita della tua digestione. Come primo propongo dei tagliolini al ragù di carne; il contorno sono  fondi di melanzane ripieni di verdure miste; il secondo scaloppine di s. pietro contornate da gamberi. Poi, il dolce è la cupola di San Valentino. Credo che questo Menù piacerà a molte persone.

TAGLIOLINI  AL  RAGÚ

Igredienti: farina di semola di grano duro, uova, olio extra vergine di oliva, parmigiano, sale, pepe, alloro, pomodoro, carne bovina, vino rosato, sedano, cipolla, origano, salvia, basilico, brodo.

Esecuzione: facciamo la sfoglia nel metodo tradizionale, nel frattempo faremo lo stracotto con la carne, il vino, il pomodoro, le verdure intere e gli aromi.  Adesso dobbiamo aggiungere del brodo vegetale e cuocere il tutto a fiamma moderata. Una volta pronto lo stracotto, passiamo la carne al tritatutto, poi, faremo rosolare della cipolla tagliata molto fine, aggiungeremo la carne, un po’ di liquido saporito di cottura a quando si sarà amalgamato bene aggiungeremo l’olio. Ora abbiamo scolato i tagliolini al dente, li mettiamo nella casseruola del ragù,  mantechiamo, e mettiamo il parmigiano sopra i tagliolini ancora bollenti. Il piatto è pronto per le porzioni; che dovranno essere molto ridotte per lasciare spazio al resto della cena.

Passiamo al contorno , ingredienti: melanzane tonde, cipolla, peperoni, zucchine, olio, sale, pepe, chiodo di garofano, una sottiletta vino bianco secco. parmigiano.

Esecuzione: lavare le melanzane, le tagliamo in modo circolare a 5 cm dal fondo, togliamo uno strato sottile di buccia, le svuotiamo,  saliamo e andranno capovolte per circa venti min. Nel frattempo tagliamo a pezzettini le altre verdure compresa la parte restante delle melanzane, le faremo dorare con poco burro, e poi spruzziamo con il vino, aggiungere i chiodi di garofano e portare i dadini di verdure alla cottura al dente. Adesso riempiremo i fondi di melanzane con lo stufato , le pennelliamo, poi le spruzziamo col vino bianco. Andranno in forno a 170° fino alla cottura. Togliere la teglia dal forno, girare i fondi nel parmigiano grattugiato, e mettere  sopra le verdure la sottiletta; riporre in forno, per pochi min,   controllare la doratura.

Ingredienti per il secondo piatto: gamberi grossi, filetti di san pietro, olio extra vergine d’oliva gentile, oppure di arachidi. Rosmarino, salvia origano, sale, pepe, pane grattugiato finemente, limone a fettine, burro di arachidi, prezzemolo, aceto di mele.

Esecuzione: fare un trito di rosmarino e spalmare sulle scaloppine il burro di arachidi, arrotolarle poi nel pangrattato al rosmarino sale, e pepe. Farle dorare al tegame. Abbiamo lavato, pulito dal budellino i gamberi incidendoli sul dorso ma lasciati nel loro guscio, abbiamo mixerato l’olio, il limone, l’aceto, il prezzemolo, l’aglio e l’origano, con questa salsina irroriamo i gamberi e li mettiamo ad abbrustolire  sulla pietra. Abbiamo tutti i nostri piatti pronti, possiamo metterli in un vassoio di metallo inox perché restino caldi, poi impiatteremo le scaloppine con i gamberi e nel piatto a parte mettiamo il contorno di fondi ripieni di verdure. Continua nel prossimo articolo…

18.01.2013

RISPOSTE AI LETTORI SESSANTATRE QUARTA PARTE

Author: admin-ele

18/01/2013

LE  ARTI  MARZIALI

Il volo del gabbiano  (volo dell’anima o l’anima in volo) Okinawa.

Le armi delle arti marziali sono migliaia.

Un altro stile di Kung fu è “La Mantide religiosa”, conosciuto come ” Tong long”, questo stile fu inventato dal pugile cinese Wong Long. Regolarmente sconfitto dai pugili di altri stili, Wong Long abbandonò il pugilato e si ritirò a praticare la meditazione. Un giorno mentre sedeva in un giardino di un tempio, notò una cavalletta ed una mantide avvinghiate in una lotta ed osservò che la mantide lottava secondo uno schema ben definito. Trovandosi ad affrontare un avversario molto più grande e potente, la mantide sferrava colpi fulminei con gli arti anteriori a forma di chela e si allontanava poi precipitosamente sottraendosi all’attacco della cavalletta. Affascinato da questo spettacolo, Wong Long, catturò la mantide e la portò con sé a casa dove esaminò ogni mossa dell’insetto stuzzicandolo con uno stecchino. Riuscì quindi a formulare un sistema di combattimento derivato dai movimenti della mantide e ritornò a combattere contro i pugili degli altri sistemi. Con il suo nuovo stile di combattimento Wong Long ebbe tanto successo che decise di battezzarlo col nome dell’insetto. Una variazione sul tema è costituita dallo stile della “mantide” delle sette stelle ” un metodo di combattimento che si basa sulla teoria cinese delle costellazioni celesti. Questa è un’altra delle storie vere che ci raccontò il maestro nell’ora di pausa.

Ed ecco il metodo di combattimento della ” Gru bianca ” detta Bok Hok Pai. Fu inventato dai lama tibetani e, in origine, era riservato ai corpi scelti delle guardie del corpo dell’imperatore cinese. La sua creazione è dovuta ad un lama che ebbe modo di assistere ad una lotta tra una gru bianca e una scimmia. Il lama osservò che quando la scimmia si lanciava all’attacco, la gru si difendeva schivando il colpo e contrattaccando poi a sua volta con le ali. Il lama elaborò quindi otto tecniche combinando i movimenti naturali della gru con il lavoro dei piedi e le tecniche di presa della scimmia. Lo stile Bok Hok Pai, si è appropriato di alcuni elementi degli stili interni. Le tecniche della” gru bianca” ricorrono anche in altri stili del Kunk fu.

L’ Ung Gar è un adattamento dello stile della ” tigre Shaolin ” combinato con alcuni aspetti della gru bianca. Lo caratterizzano posizioni basse e ampie dove le gambe diventano forti e robuste.  La posizione fondamentale è quella del cavaliere O  Ma  Pu. Ung Gar è uno stile forte e duro di Kung fu, la cui mossa  principale è un poderoso diretto che secondo gli adepti, riesce sempre a mettere l’avversario fuori combattimeno. Hun apprese lo stile dal monaco  Shaolin Gee Seen. È una disciplina in cui prevalgono i metodi di combattimento a distanza ravvicinata.

Non meno importante degli altri stili è il Choy Lee Fut, creato da Chan Heung. Si trattava, in origine, di un allenamento segreto al combattimento per addestrare i ribelli cinesi e creare dei corpi che combattessero durante la guerra dell’Oppio del xιx secolo. In questo stile, l’energia e la potenza sono il prodotto dei movimenti delle anche e l’esecuzione delle tecniche comprende calci alti e bassi. Parecchie azioni di piede ingannevoli e sfuggenti caratterizzano questo sistema di combattimento a distanza. Le tecniche di mano principali sono i ganci e i montanti, i pugni col dorso della mano e i pugni doppi circolari che vengono sferrati con una forza devastante. Questi sono solo alcuni dei metodi interni del KUNG FU.

Il  VOLO  DEL  GABBIANO

Ora passiamo all’anima in volo (Okinawa). Mentre Okinawa Te è un termine collettivo per le scuole di karate. Ma anche il “Volo del gabbiano” nacque in questa città ed è un altro sistema interno del kung fu che pochi istruttori sanno. Ovviamente non si impara a volare come i gabbiani, ma questa disciplina dedica particolare attenzione alle proprietà terapeutiche delle sue tecniche in quanto queste hanno il potere di alleviare la tensione e lo stress. Il fine di quest’arte è quella di guidare il praticante verso la pace e la tranquillità dell’ ANIMA  per sentirsi vicini a” Dio”.  Anche questo stile coltiva l’energia” Chi”, un’energia interna che tutti gli esseri umani possiedono, e di cui la scienza non  riesce a trovare una spiegazione soddisfacente. Quando si sprigiona, l’energia ” Chi  ”  può produrre effetti straordinari. È una filosofia secondo la quale è possibile raggiungere l’illuminazione con la meditazione. La tradizione di questa arte marziale, tramandata da alcuni grandi maestri, dimostra la volontà di divulgare principalmente la via del benessere fisico e mentale ma soprattutto la pulizia interiore. In tutte le discipline delle arti marziali il maestro insegna che: ” non c’è maggior disgrazia che sottovalutare l’avversario. ” Sottovalutare l’avversario significa perdere ” Equilibrio, Armonia e Umiltà “. Questa arte come nel Thai-Chai ha anche un risvolto mortale che  il ” maestro” solo a pochi allievi insegna. ( Da usare solo in pericolo di vita).

Elena  Lasagna

LE  TECNICHE  DEL  THAI  CHI  CHUAN

Si tratta di una sistema di autodifesa molto complesso, che combina  varie abilità in un’unica forma per stabilire una  serie di principi e di metodi. Questo stile dedica particolare attenzione alla forza interna. Tutti i movimenti del ” Tai  chi” fluiscono l’uno nell’altro senza scatti e senza interruzioni,  ed ognuno di questi deve essere eseguito con precisione. I movimenti del ” Tai chi chuan ” sono numerosissimi, e richiedono uno sforzo di memoria notevole. Il Tai chi non ha avuto quella proliferazione di stili che ha avuto il Kung fu. Mentre si eseguono gli eserci del Tai chi, si deve conservare quella calma e la tranquillità dello spirito, i movimenti devono essere morbidi e fluidi, devono trasmettere una sensazione di leggerezza. I muscoli sciolti non devono essere mai tesi o rigidi , la respirazione profonda e regolare, si accompagna ai movimenti. La mente tranquilla ma vividamente cosciente, per controllare tutti i movimenti del corpo. L’obiettivo è un ” equilibrio dinamico ” , una combinazione di quiete e movimento.