25.10.2011

LA STORIA DI GIUSEPPE

Author: admin-ele

25/10/2011

 In ogni libro che narra la storia vera di bambini c’è sempre un pizzico di magia. Chi era Giuseppe? Non era un bambino dell’ottocento e nemmeno dell’era del Medio Evo, ma era un bambino di un piccolo borgo del mio paese, la sua storia si consuma in” quegli anni”, sì, nei famosi anni di piombo. Anche questa storia è molto bella ma come l’altra dei ” Poteri dell’anima ” lascia l’amaro in bocca.

Avevo quindici anni quando mia madre decise di farmi questo regalo: parlò con il parroco del paese, allora Don Fausto, e mi regalarono un mese di soggiorno in una colonia montana che ospitava più di cento bambini. Non avevo raggiunto la maggiore età per assumere l’incarico di vigilatrice dei bimbi, ma fui inserita ugualmente come vice. Il parroco mi disse che tra di loro c’era un bambino speciale di nome Giuseppe, dall’apparenza ribelle, ma di una tenerezza inconfondibile e dalla mente adulta. Veniva da una famiglia disastrata: la madre malata di sovente ospite in sanatorio, il padre disoccupato e quasi sempre vagabondo; Giuseppe, viveva con la nonna molto anziana, e spesso  doveva occuparsi di lei nonostante i suoi sei anni. Giuseppe era un bambino ripudiato dalla scuola perché dicevano che era un fannullone, in realtà era molto più avanti dei suoi coetanei perché sapeva già scrivere da solo. Aveva un grande talento per costruire i suoi giocattoli, parlava di ogni cosa come se avesse già vissuto prima.

Quando l’incontrai per la prima volta fu nel salone del dormitorio, fra tanti visini vispi e sorridenti, incrociai il suo sguardo: fu come un lampo, il viso era triste ma i suoi occhi nel semi buio brillavano come fossero stelle, per la prima volta vidi il suo sorriso, come se volesse dirmi :<<  Grazie per essere qui! >>. Per lui non ero la dimessa vigilante o la figura autoritaria della maestra ma una ragazza che era lì per lui, per capirlo, forse per la mia giovane età o chissà, forse riportavo un po’ di casa sua, del suo paese. Giuseppe visse quel mese d’agosto come in una fiaba, un sogno che svanisce al risveglio. La fine di agosto quando finì il soggiorno in colonia Giuseppe mi chiese se ai primi di settembre sarei andata alla fiera del paese circostante, perché suo padre gli promise che l’avrebbe portato sulle giostre; così, voleva che lo vedessi mentre volava sulla giostra delle catene, forse voleva tenere il ricordo della montagna. Io gli dissi che sarei andata a prenderlo alla domenica per la messa, e lì  avrebbe incontrato i suoi amichetti, Lui annuì felice. Quella domenica non rividi Giuseppe, né lo rividi mai più, perché morì quella stessa notte. Il padre l’aveva portato sulle giostre subito dopo avere mangiato in una bettola della fiera, forse si sentì male e non lo disse, o forse fu trascurato da tutti, quella triste notte Giuseppe morì per dissenteria… o forse chissà…

Ancora oggi mi sto chiedendo : Chi era o chi è Giuseppe? Sono certa che lassù è genio, è bellezza, ed è la primavera quando tutto si riveste di fiori variopinti. Quando viene notte se alzi lo sguardo al cielo vedi i suoi occhi! E quando segui con lo sguardo il volo degli uccelli, man mano che scompaiono lassù vedi l’ombra dorata del suo sorriso.

Dal mio libro : ” La storia di Giuseppe”. Copyright 2011 tutti i diritti sono riservati.

Elena  Lasagna

A tutti quelli che sfasciano le storie degli altri senza chiederne il permesso, dovrebbero cambiare mestiere! Molte persone se non copiassero le idee degli altri sarebbero sulla via del tramonto da parecchio tempo! L’insensibilità non è una componente dell’intelligenza umana!