18.10.2010

Risposte ai lettori 15

Author: admin-ele

Ciao, sono Gisella. I miei genitori morirono in un incidente quando io avevo appena cinque anni. Da quel giorno a prendersi cura di me furono i miei zii e i miei nonni. Sono cresciuta circondata d’amore, mi hanno fatto apprezzare la vera vita, quella di campagna. Sarò grata a loro per sempre, perché per me è stata la migliore vita; ho avuto compagne e compagni di gioco meravigliosi, fino a quando la mia amica del cuore mi confessò che subiva molestie sessuali dal padre, forse me ne parlò perché pensava che avessi notato certi atteggiamenti proprio il giorno del suo compleanno. Certo, ne rimasi sconvolta, non me l’aspettavo, credevo fossimo una squadra felice, ingenuamente felice. A volte si parlava di quando saremmo state fidanzate, dell’eventuale matrimonio. In quegli anni per noi l’amore non poteva essere solo un breve incontro e nulla più, ma doveva essere per sempre, questo era nella nostra educazione. Ma venne la sorpresa e la delusione. Un giorno Mariangela m’invitò alla festa dell’uva che si teneva a casa sua, dopo il ballo, sarei rimasta a dormire da lei. Fu una bella festa, abbiamo ballato fino a tarda notte, verso l’una andai fuori per respirare un po’ d’aria fresca, ad un tratto ebbi un sobbalzo all’indietro sentivo la forza di due braccia stringermi con violenza, la sua pelle era appiccicata di sudore, era il padre di Mariangela, con una mano si sbottonò i calzoni , l’altra la mise sulla mia bocca. Mi sentivo soffocare, mi sentivo senza via di scampo tra le braccia di quell’orribile maiale, ad un tratto sentii dei passi, era Alberto, mi salvò, il mio compagno di banco, oppure un angelo, dico un angelo perché il giorno seguente non ricordava nulla. Solo due anni dopo raccontai agli zii e ai nonni quello che accadde a quella festa, perché capii che chi mi aveva salvato era già fidanzato con Mariangela. Non abbiamo mai denunciato il padre per riguardo a Mariangela. Ora però capisco che tutti i tipi di violenza andrebbero smascherati subito!

Cara Gisella sapessi quante di queste storie sono ancora nascoste!

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Sono segretaria in un’azienda tessile. La vita sedentaria che conduco mi ha fatto acquisire una forma a mela. Ho fatto diete di ogni tipo, sono diminuita ma nonostante tutto, questa forma permane. Ciò che mi da fastidio sono le critiche con l’insulto di un mio compagno d’ufficio. Cosa posso fare? Hai qualche consiglio da darmi? Ti sembra infantile da parte mia? Grazie!

Morena

Intanto chi si permette di fare osservazioni insultando, io credo che la forma di mela stia nella sua testa: dove la parte più grande è l’involucro completo, ed il picciolo è il canale della sua intelligenza! E’ UN MODO COME UN ALTRO PER DIRE CHE IL COMPLESSO DELLE SUE FACOLTÁ MENTALI NON GLI CONSENTONO DI COMPORTARSI CIVILMENTE CON I COLLEGHI DI LAVORO SPECIALMENTE SE SONO DI NATURA FEMMINILE. Comunque, chi fa violenze a persone che si trovano in posizioni più deboli sia sul lavoro che in altri luoghi, o le violenze psicologiche di gruppo su una singola persona, per me valgono meno di niente, e dietro a tutto questo si nasconde molto di più!
Morena se hai peso in eccesso e vuoi dimagrire, il mio consiglio è quello di consultare un medico specialista in dietetica, probabilmente la tua dieta non è appropriata. Questi professionisti ti faranno una dieta associata computerizzata, e magari associando anche la cronobiologia alimentare, molte persone sono rimaste soddisfatte. Un altro consiglio: accettati come sei e la tua forma a mela diventerà quella di una rosa!

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Verso la fine degli anni novanta, dopo avere ascoltato due testimonianze di donne vittime di violenze psicologiche, fisiche e sessuali, un miscuglio di risentimento e collera mi sopraffarono.Tenendo presente le storie precedenti, ed altre storie di violenze psicologiche e sessuali, nell’ottobre 2007 mi sfuggirono questi versi, mi piombarono dentro la mia mente come un uragano. Questa poesia dal titolo “Polvere nel deserto” la dedico oggi a tutte le donne che hanno subito e che tutt’ora subiscono tutti questi tipi di violenza.

POLVERE NEL DESERTO

La grande strada nel tuo sogno
cancella la dignità perduta.
La forza dei vincitori portavi
dentro ai tuoi passi.
Le stagioni spostarono i solchi
nessuno mai li disegnò.

 

Senza fretta sulle ali della vita
il sole del tramonto all’orizzonte.
La grande sosta t’attende nella notte
respiro sprezzante
il silenzio, l’eternità!

 

Il bagliore del mattino, poi scompare.
Al tuo risveglio muori insieme al sole.

 

Qualcuno ha concesso il tuo nome
e le tue membra
lo spirito si volse nella polvere.
Nessuna carezza il tuo corpo
sentì più
nemmeno una lacrima scese dal tuo volto.

I tuoi passi erano morti, la tua speranza no!
L’universo t’applaudiva
il teatro era lontano
il sipario ancor di più.

Nei sogni la tua forza, il paese
della cortesia e della libertà!

Elena lasagna 2007