01.10.2010

Risposte ai lettori 14

Author: admin-ele

Sarebbe bello chiudere la finestra e pensare solo a un mondo colorato di rosa: l’arte, il ballo, la musica, la poesia ecc… Ma so che là fuori c’è la sofferenza dai suoi mille volti, che si affaccia in ogni angolo della terra. Quello che per qualcuno può essere banale o lagnosa come storia, forse non sa che dietro a queste persone ci sono forme di depressione latenti, in altri casi molto di più. Vittime di violenza da gente affascinata dalla crudeltà, con la tendenza a fomentare la paura, che sembra risiedere nell’essenza dei loro principi, pronta a governare attraverso un gruppo con un unico punto di vista, un unico modo stabilito di fare le cose, fino ad assoggettarle a regole assolute, sperando poi, di farle agire in modo autonomo. Spero che anche loro abbiano giustizia. Per fortuna a queste persone è rimasta la forza di aprirsi, di comunicare, ed io le ascolterò.

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Sono stata tradita dalla mia migliore amica, con un comportamento inopportuno, facendomi passare colpevole agli occhi della gente. Ha ripetuto più volte la stessa cosa con l’aiuto di complici, in mia presenza; il suo obiettivo era coprirmi di ridicolo per accattivarsi il mio ragazzo e i miei amici. Io non voglio che la verità si protragga ancora per molto tempo, perché sarebbe troppo tardi. Puoi aiutarmi? Vichi.

Capisco il tuo problema, ma io credo che qualunque cosa abbia fatto la tua amica per metterti in cattiva luce, prima o poi le si rimbalzerà contro come un fire- o shot. Per realizzarti e vivere meglio dovresti sorprenderla e farla svergognare due volte: una per l’infamitá, l’altra per l’inciviltà nei tuoi riguardi e in quelli dei tuoi amici.

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Il 13 settembre 2010, Vittoria mi invitò a casa sua , mi raccontò fatti accaduti a sua sorella. Mi disse che dopo una serie di comportamenti strani da parte di sua sorella si preoccupò, così decise di affrontarla. Col trascorrere dei giorni le sue condizioni non miglioravano: era assente, evasiva, la notte non chiudeva occhio da diversi giorni ormai. Non riusciva a smettere di pensare al suo matrimonio naufragato; da quando suo marito se ne andò con un’altra donna, si chiedeva dove avesse sbagliato, e ai suoi figli che seguirono le orme del padre. Forse perché il suo attaccamento nel ruolo di madre e moglie era più forte dell’amore che aveva per se stessa. Aveva speso tutto per i suoi figli e la famiglia, non aveva nemmeno tenuto da parte qualcosa per sé, per permettersi una vecchiaia dignitosa. Ma quello che le piombava addosso a rafforzare il suo fallimento era stato il suo ultimo incontro con un uomo indegno e disumano. All’inizio si rivelò un grande signore, l’aiutò a trovare un’occupazione, si frequentarono e nacque un sentimento importante, lei si sentiva dominata da questa passione, aveva ricominciato a vivere. Fino a quando un giorno sfoggiò una crudeltà da sembrare ubriaco, ma non aveva bevuto, assunse un tono freddo, scostante, e le disse che lei era stata solo un gioco, un ridicolo gioco, perché si sentiva attratto dalla sua fragilità, dovuta alle sue ripetute sventure, ai suoi lutti, alla sua rovina, anzi tutto questo lo eccitava e quella stessa sera le fece subire violenze sessuali di ogni tipo, tenendole sempre una mano sotto il mento perché in caso di ribellione le avrebbe spezzato il collo. Da quel giorno dice Vittoria, mia sorella sembra entrata in una specie di trance, dalla quale non riesce a svegliarsi, o non vuole svegliarsi. Ora ha bisogno di avere accanto persone che le infondano energia e forza per potersi ribellare, dopo che avrà ritrovato la sua identità dovrebbe esigere giustizia!
Purtroppo esistono miseri esseri che mettono in atto macchinazioni per distruggere l’equilibrio di persone già sfortunate. Esseri dall’anima indurita che hanno nascosta la coscienza sotto ai tacchi delle scarpe. Miserabili che si spacciano per donne e uomini veri.

Non sono scesa troppo in particolari perché credo che quello che ho scritto sia sufficiente per capire in quale essere schifoso sia capitata la sorella di Vittoria.
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Come potremo capire noi stessi se non sappiamo chi siamo e da dove veniamo?

Annalisa

Noi esistiamo in qualità di esseri umani, ed è un dato di fatto. Così uguali e così diversi. Io sono grata a Dio e ai miei genitori per avermi fatto il dono della vita, e cercherò di essere unicamente me stessa: una persona cocciuta, una persona che ama, che si ribella, irascibile ecc. Ma sono io e ne sono consapevole, come tanti. Se non sappiamo chi siamo e da dove veniamo perché non dovremmo conoscerci? Io credo che sia molto importante la percezione oggettiva della realtà, non dico in assoluto, ma sicuramente con intensità maggiore di quanto venga comunemente fatto. E’ resa possibile dalla conoscenza di sé, dalle regole dai meccanismi che governano l’attività mentale e quella interiore nella loro globalità; ciò infatti sviluppa una maggiore consapevolezza dei dettagli e delle sfumature, inoltre la maggiore conoscenza rende più facile il cambiamento e l’acquisizione di nuovi atteggiamenti di pensiero e, perciò comportamentali.

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Ciao, sono Francesco. Sai? Ho trovato un modo di offendere molto sottile, ingannerebbe chiunque, anche te.

Ciao a te Francesco. Tu credi? Beato te! Io non sottovaluto nemmeno un moscerino, ma ti ascolto. Purtroppo non sei unico nel tuo genere, ma ti dico che le tue teorie nei confronti del prossimo lasciano pensare. Anche se tu non mi avessi detto il tuo nome io ti avrei riconosciuto. Mi verrebbe di darti un aggettivo che ti calzerebbe bene, ma dato che io non possiedo la tua sottigliezza, poiché ognuno e libero delle proprie scelte, non aggiungo altro. Ti ringrazio per avermi permesso di risponderti pubblicamente.

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Quando un bambino viene molestato sessualmente pensi che quando sarà grande diventerà un pedofilo?

Cinzia

Io credo che quel bambino non serberà nessun ricordo traumatico, se inserito bene nell’atmosfera familiare e sociale, quando sarà grande lo racconterà tranquillamente come una brutta sventura. Non darà alla famiglia motivi di preoccupazione né per droga, né per tendenze pedofile. Ma il suo pensiero sarà ordinato e concreto, con una disposizione morale a perseguire e a combattere la pedofilia superando ogni difficoltà.