22.04.2018

LE RICETTE DI CASA MIADUECENTOCINQUANTADUESIMA PARTE

Autore: Elena Lasagna

22/04/2018

 

IN CUCINA CON AMORE E CON

 

FEDERICA

 

Elena   Sto per presentare la ricetta dei  cappelletti in brodo che mi ha chiesto Alessandra;  le sono piaciuti molto ed è diventata un’ottima cuoca,  dice che con i miei cappelletti prenderà Giovanni per la gola,  sono sicura che ci riuscirai.

 

CAPPELLETTI DELLA DOMENICA

 

 

Ingredienti per otto persone:  seicento g di muscolo di manzo odi polpa coscia,  due salsicce,   un pizzico di spezie miste (pepe,  cannella e chiodo di garofano),  una costa di sedano,  una carota,  due cipolle rosate,  cinquecento ml di vino bianco secco, sale q.b., acqua ml 1000,  pangrattato fine q.b. e parmigiano grattugiato duecento g.  Per la pasta:  cinque uova intere, cinquecento g di farina per pasta fresca sale;  brodo di gallina o cappone per cuocere i cappelletti.

Esecuzione:  In una casseruola rosoliamo il manzo da tutte le parti,  poi  aggiungeremo una cipolla tritata, lo sfumiamo col vino,  aggiungiamo le altre verdure a pezzi grossi,  le spezie,  il sale,  il rimanente vino,  portiamo ad ebollizione e lasciamo cuocere a fuoco lento,  aggiungere acqua e vino se la carne tenderà ad asciugarsi.  Nel frattempo griglieremo le salamelle,  una volta sgrassate, quando la carne sarà quasi cotta le uniremo allo stracotto.  Togliamo la casseruola dal fuoco,  adesso tritiamo il tutto,  togliamo le verdure,  e teniamo il brodo che si è formato,  circa un bicchiere.  Facciamo l’impasto con il pangrattato e parmigiano,  l’impasto deve risultare sodo che non attacchi alle dita e deve essere salato al punto giusto o i cappelletti risulteranno spenti.

Federica  Io uso sempre la tua ricetta,  è piaciuta a tutti.

Elena   E adesso mostro la ricetta dei miei nuovi dolcetti,   quelli che ti ho mandato, la detterò completa di tutti gli ingredienti tranne uno che lo personalizza (è solo questione di sapore).

 

DOLCETTI NUOVI DA SBALLO

 

 

 

Ingredienti:  pasta frolla ben strutturata ma molto friabile e croccante (farina doppio zero trecento g,  duecento g di zucchero,  un pizzico di sale,  un uovo e un tuorlo, cento g di burro, aroma preferito,  mezza bustina di lievito per dolci.  Per il ripieno:  crema pasticciera + panna parzialmente montata,  100 g di ciocclato fondente,  cinquanta g di mandorle tostate,  due cucchiai di amaretto, zucchero a velo q.b., venti g di burro.  Composta di mele aspre, canditi misti freschi, un pizzico di cannella.  Per la decorazione fragole e panna montata.

 

Esecuzione:  facciamo una bella e croccante pasta frolla,  la metteremo negli stampi e poi l’inforneremo a 170° per venti minuti.  Nel frattempo abbiamo fatto la crema Chanlilly con la crema pasticciera e la panna,  l’abbiamo fatta rapprendere e adesso è la volta della base con cioccolato e croccante; ho tritato le mandorle,  ho sciolto il cioccolato in poco latte,  poi lo zucchero e il burro. L’impasto èdeve risultare omogeneo che servirà da base per i bicchierini di frolla.  Una volta fatta la base,  mettermo la crema chantilli,  poi sopra la composta dimele e canditi di agrumi misti;  infine la decorazione con panna e fragola.  Ed eccoli nella foto sopra.

 

Federica  Se dico che  è una delizia è dire poco!  I sapori  e le fragranze si combinano in un modo delizioso.

 

Elena  E adesso auguriamo una buona domenica a tutti!  Ciao.

 

23/04/2018

 

Elena  Ho una minestra nuova,  sono le mini pennette ai sapori della primavera.

 

MINI PENNETTE AI SAPORI DI

 

PRIMAVERA

 

 

 

Ingredienti: un quarto di cappone,  una patata,  una costa di sedano,  un porro intero, parmigiano grattugiato, fiori di zucca,  sale,  peperoncino,  un chiodo di garofano,  uno scalogno,  prosciutto sottile grigliato, un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva,  mezzo bicchierino di aceto di ribas bianco.

 

Esecuzione:  mettiamo in casseruola la carne sgrassata,  il sale,  il chiodo di garofano,  il sedano,  la patata grande,  il porro tagliato a fettine, lo scalogno, e l’aceto.  Una volta cotta la carne il brodo sarà pronto,  deve risultare abbastanza denso per le verdure che si sono sciolte.  Ora ci cuoceremo le mini pennette insieme ai fiori di zucca tagliati molto fini e una volta raggiunta la cottura della pasta aggiungeremo un cucchiaio di parmigiano grattugiato e una manciata di prosciutto grigliato.  Il piatto è molto gustoso e nutriente,  piace a grandi e piccini.

 

Federica   il mio giudizio è che mi piacevano di più i cappelletti;  scherzi a parte questa minestra è un bene prezioso,  genuina e nutriente,  vorrei dirti che non è buona,  ma non sarebbe vero!

 

24/04/2018

 

Elena   Anche oggi presento un primo piatto,  sono gli anelli con acciughe e broccoletti;  non dirmi che è buona anche questa perché lo è.

 

ANELLI AI BROCCOLETTI VERDI

 

 

Ingredienti:  anelli di semola di grano duro,  broccoletti,  trenta g di burro,  olio extra vergine d’oliva,  sale,  pepe,  pecorino grattugiato,  parmigiano,  aglio,  prezzemolo,  cinque acciughe,  ritagli di tonno,  origano fresco,  alloro.

 

Esecuzione:  Sciogliamo le acciughe in poco olio e uno spicchio di aglio,  mettiamo a cuocere la pasta in acqua e sale e due foglie di alloro,  una volta raggiunta la cottura al dente scolarla e poi versarla nella casseruola delle acciughe;  aggiungere il burro,  un giro di olio,  il tonno tagliato fine e condito,  aggiustare di sale,  pepe,  un giro di olio, prezzemolo e  origano,  infine aggiungere i formaggi grattugiati e i cavoletti lessati e conditi in besciamella.  Mescolare delicatamente il tutto e servire.

 

Federica  Figurati se questa pasta non è buona!  Allora io ti dico  che è superlativa!  E con questo auguro a tutti buon ponte da oggi al due maggio e anche di più!  Buon divertimento!

 

Elena  Ricordi questa mia foto?  Sono le pesche dolci che ho fatto anni fa per Linda e Robert,  non ci sono equivoci,  è casa mia!

 

 

LE MIE PESCHE DOLCI DI TANTO

 

TEMPO FA

 

 

La mia tovaglia,  il mio piatto il mio quaderno e siamo a casa mia più prova di così!

Federica  Io non soche senso abbia prendere le ricette degli altri e far credere che le hanno fatte loro!

 

Elena  La cosa parla da sé!  Tutte le foto e le ricette che sono sul mio sito sono le mie originali. Questa si trova in “Le ricette di casa mia ventunesima parte”, è stata eseguita a casa mia il giorno 04/04/2012.

 

 

 

20/04/2018

 

Dall’articolo n° quarantadue cinquantottesima parte.

 

IL FERRO

 

Il suo simbolo è “Fe”.  Anche questo elemento è di importanza vitale per la vita.  Permette la fissazione dell’ossigeno nel sangue negli alveoli polmonari e la conseguente utilizzazione ai fini della respirazione.  Nell’uomo adulto il contenuto totale di ferro è di 3-5 g,  di cui la maggior parte si trova nei globuli rossi (60-70%),  mentre il 3-5% entra a far parte della mioglobina dei muscoli,  il 16% degli enzimi respiratori.  Una piccola parte di ferro circola nel sangue combinata alla trasferrina,  la rimanente quota si trova distribuita nei diversi tessuti,  concentrata specialmente nel fegato,  nel midollo osseo, nella milza,  sotto forma di ferrina e di emosiderina.  In rapporto al significato biologico delle diverse frazioni,  il ferro si distingue:  ferro attivo,  contenuto nell’emoglobina e negli enzimi respiratori;  ferro di trasporto presente nel sangue,  legato alla tranferrina;  ferro di riserva,  depositato nei tessuti sotto forma di ferritina e di emosiderina.  Sia il contenuto totale di ferro dell’organismo,  sia la percentuale relativa delle varie frazioni sono mantenuti costanti da un meccanismo complesso di regolazione che costituisce il cosiddetto ciclo intraorganico del ferro.  Nell’ambito di questo ciclo,  i tessuti che utilizzano il ferro,  si servono del ferro di deposito oppure della quota che si libera dalla distruzione dei globuli rossi invecchiati.  Una parte di quest’ultumi va a ripristinare i depositi tessutali insieme con il ferro che viene introdotto con gli alimenti. Di norma però una piccola quantità di ferro sfugge a questo ciclo,  in quanto si perde attraverso le unghie,  i peli,  i capelli,  la bile,  le cellule della mucosa intestinale in sfaldamento, ecc.,  per un ammontare di un mg giornaliero.  Continua

 

22/04/2018

Si ritiene che per assicurare l’equilibrio del ricambio del ferro sia suffieciente l’introduzione giornaliera di 1 mg di ferro attraverso gli alimenti. Nella donna aumenta la richiesta di ferro durante la gravidanza,  nell’allattamento e nel periodo mestruale.  Anche nella prima infanzia e nell’adolescenza aumenta la richiesta di ferro.  In tutte queste situazioni potrebbero instaurarsi notevoli carenze di ferro,  manifestandosi con anemia da ferro mancante, ovviamente se l’apporto di ferro con gli alimenti non venga adeguatamente aumentato.  L’assorbimento del ferro avviene nel tratto duodeno-digiunale dell’intestino tenue attraverso un meccanismo di trasporto attivo, consistente nella combinazione dello ione Fe++ con lapoferritinacontenuta nelle cellule della mucosa intestinale e nel successivo trasferimento nel sangue della risultante ferritina.  Nel sangue il ferro si scinde dall’apoferritina,  si ossida a ione ferrico (Fe++),  combinandosi infine con la transferrina,  proteina deputata specialmente al trasporto plasmatico del metallo.  Il ferro di trasporto tende a depositarsi nelle cellule dei vari tessuti dove viene utilizzato o immagazzinato.  una quota del ferro di deposito,  detta “pool del ferro labile”,  è costantemente disponibile per la sintesi dell’emoglobina.  Un’altra parte viene invece utilizzata esclusivamente nel ricambio degli enzimi della catena ossidativa cellulare e pertanto non può essere mobilizzata dai depositi.  in rapporto alle necessità dell’organismo,  il ferro può scindersi dai supporti proteici e passare nel sangue per combinarsi con la transferrina,  dalla quale viene trasportato nel midollo osseo e negli altri organi emopoietici.  A tale livello si fissa sulla membrana degli eritroblasti,  si scinde dalla transferrina,  passando infine nell’interno delle cellule dove viene utilizzato per la sintesi dell’emoglobina.

 

23/04/2018

 

IL COBALTO

 

Il suo simbolo è “Co”.  Il cobalto è un oligoelemento contenuto in quasi tutti gli organismi animali e vegetali. Nel latte vaccino è presente in concentrazioni elevate, in alcuni alimenti vegetali come gli spinaci,  pomodori,  patate, cipolle ecc., è presente nel pancreas,  nei reni, e nel midollo osseo dei mammiferi.  Il cobalto entra nella composizione della vitamina B¹² e a ciò è legato in granparte il suo interesse biologico.  Il cobalto eserciterebbe effetti antianemici non solo come costituente della cianocobalammina,  ma anche per un’azione diretta sull’emopoiesi. Si ritiene infatti che esso stimoli la produzione di eritropoietina da parte del tene,  favorendo in tal modo l’utilizzazione del ferro per la sintesi dell’emoglobina.  la somministrazione di cobalto sotto forma di cloruro,  fornisce ottimi risultati nelle anemie refrattarie ad altri trattamenti,  come ad esempio:  nelle anemie secondarie a malattie renali,  tossinfezioni e neoplasie.  Impiegato ad alte dosi ouò produrre gastroenteriti ed eccitazione del sistema nervoso centrale.  Ciò che si ottiene bombardando con neutroni il cobalto naturale,  è fortemente radioattivo e viene usato per la radioterapia dei tumori.

 

25/04/2018

 

IL LITIO

 

Il simbolo del litio è “Li”.  Questo elemento chimico appartiene alla famiglia dei metalli,  piccole quantità di litio è stata riscontrata nei vegetali e nei tessuti dei mammiferi e in alcuni organi dei pesci. Nei mammiferi il litio ha una compensazione maggiore renale più elevata di quella del sodio,  per cui la sua somministrazone facilita l’eliminazione dell’acqua.  Il tradizionale impiego dei sali di litio e delle acque minerali superlitiose  nella gotta è legato al fatto che le concrezioni articolari di urati si sciolgono rapidamente in una soluzione di carbonato di litio. Edel resto una maggiore eliminazione degli urati sotto l’effetto del litio non si è ancora potuta dimostrare nell’uomo.  Infatti basta una piccola quantità di cloruro di sodio e di siero di sangue nella soluzione perché l’acido urico rimanga insolubile.  Il carbonato di litio viene adoperato con apprezzabili risultati nella terapia di alcune affezioni psichiatriche,  in particolare nelle psicosi maniaco-depressive.  Il litio possiede una forte tossicità a carico del rene;  a causa di un prograssivo accumulo dell’elemento nell’organismo,  gli effetti tossici tendono ad aggravarsi con l’uso ripetuto e protratto dei preparati medicinali di litio.  In seguito all’introdizione del liquido in psichiatria,  in passato furono segnalate frequenti intossicazioni acute anche mortali dovute a gravi lesioni dell’apparato gastroenterico,  del sistema nervoso centrale e del cuore.

 

 

19.04.2018

TU E IL 2018-19 COSA VUOI SAPERE?

Autore: Elena Lasagna

19/04/2018

 

IL TUO 2018-19 FATTO CON IL

 

CUORE

 

 

 

Art.  n° 79

 

Sono Elia,  ho quarantanove anni e sono nata sotto il segno del Toro con ascendente Scorpione.  Hai ragione tu quando dici che “se qualcuno ti farà del male poi gli si ritorcerà contro!”  Io credo di essere una persona sincera,  non commetto cafonate per conto terzi,  ma se devo dire qualcosa a qualcuno sono sempre diretta.  Tempo fa una persona cercò di separarci da mio marito,  così,  solo per gioco e per male; al pensiero di quello che ho passato mi vengono i brividi.  Adesso però è lei ad essere lasciata dal marito,  cosa potrei fare?  Con quella vulnerabilità che si ritrova potrei anche vincere la mia battaglia,  ma non riesco a colpire le persone in questo stato, però sono sicura che se abbassassi la guardia lei mi attaccherebbe senza pietà!  Ecco perché non so come fare,  ti confesso che vorrei farle quello che ha fatto a me!  Cosa mi rispondi?  Grazie!

 

È lo so,   anche la pazienza ha dei limiti!  Ovviamente non possiamo aspettarci che quella abbia acquisito buon senso o abbia una coscienza,  ma di certe persone non bisognerebbe mai avere timore,  perché non valgono nulla!  Capisco che in qualche modo tu abbia soggezione,   sembra quasi che tu non ti conosca abbastanza.  Se osservi la realtà,  sentirai che quell’astio che provi si trasformerà in calore e sensibilità che terrai per le persone che valgono davvero.  Usa l’intelligenza e l’arma dell’ironia!   Capisco che è difficile cancellare quelle cose orribili che ti  hanno ferito ma così ti fanno sembrare una ribelle o addirittura cattiva, non usare colpi di testa ma metti in luce quella padronanza di te che nascondi da tempo.  L’arma che devi usare è proprio questa,  così se verrà all’attacco ti troverà pronta su tutti i fronti ma non attaccare per prima!  Tu sei una vincente!  Ci incontreremo fra qualche mese,  sono certa che avrai da raccontarmi cose positive.  In bocca al lupo! Ciao.

 

Elena  Lasagna

15/04/2018

 

IL SODIO

 

Il simbolo del sodio è “Na”.  La maggior parte del contingente sodico dell’organismo è presente sotto forma di cloruro,  mentre piccole quantità si trovano sotto forma di bicarbonato sodico.  La principale funzione fisiologica del sodio è quella di regolare la pressione osmotica e l’equilibrio acido-base dei liquidi organici.  L’organismo umano contiene all’incirca 100 g di sodio,  corrispondenti a ca. 250 g di cloruro di sodio.  Il metabolismo del sodio è strettamente correlato con quello dell’acqua,  tanto che la ritenzione di questo ione si accompagna costantemente con la ritenzione di acqua e con l’aumento del tenore idrico dei tessuti  (edema).  Una dieta curata porta all’ incirca 10-15 g giornalieri di cloruro di sodio;  questa quantità eccede di molto le richieste ordinarie dell’organismo,  tanto che la maggior parte di sodio introdotto  con la dieta viene passivamente eliminata con le urine.  L’escrezione urinaria aviene  mediante filtrazione glomerulare e parziale assorbimento del sodio da parte dei tubuli renali.   La regolazione del metabolismo del sodio e dei suoi scambi con lo ione potassio è attuata attraverso fattori chimico-fisici  (pressione osmotica,  permeabilità delle membrane biologiche ecc.)  che sono sotto il controllo del sistema nervoso e dell’apparato endocrino.  Particolare importanza nel metabolismo idrosodico hanno gli ormoni della corteccia surrenale,  e specialmente i mineral-corticoidi,  come l’aldosterone, che consentono il riassorbimento del sodio a livello dei tubuli renali e il suo ricambio con il potassio.  Nelle malattie caratterizzate da insufficienza renale  (ad esempio il morbo di Addison) si verifica una grande perdita di ioni di sodio attraverso il rene,  che determina la riduzione del tenore sodico nei liquidi dell’organismo. tale condizione  è accompagnata da nausea,  anoressia,  apatia profonda,  crampi muscolari,  abbassamento della pressione arteriosa fino alla morte per collasso circolatorio.   Disturbi di questo tipo potrebbero verificarsi anche in soggetti sani,  in seguito ad una massiva perdita di sodio  attraverso il sudore per effetto di sforzi fisici durante dove la temperatura è molto elevata.  L’eccesso di sodio, ingerito sotto forma di sale da cucina provoca gonfiore,  ipertensione, ecc.

 

 

LO  IODIO

 

Il simbolo dello iodio è “l”.  È della famiglia degli “alogeni”,  si comporta d aagente catalitico ed è essenziale per il buon funzionamento della tiroide, la ghiandola in rapporto diretto con il controllo del peso corporeo. Si trova nelle acque marine,  nelle alghe,  nel pesce e nei crostacei,  in alcuni vegetali.  Nell’uomo il fabbisogno giornaliero è di ca. o,mg.  Esso viene in massima parte immagazzinato e utilizzato dalla tiroide per la sintesi degli ormoni tiroidei.  La biochimica dello iodio è strettamente collegata con la fisiologia della tiroide.  L’importanza dello iodio nella funzione tiroidea è messa in luce dalla forte incidenza di stati ipofunzionanti della tiroide in regioni relativamente povere di iodio.  Queste condizioni morbose scompaiono o vengono fortemente  attenuate in seguito a somministrazione giornaliera di  piccole quantità di iodio.  Se assunto in grandi quantità oppure in individui perticolarmente sensibili allo iodio può provocare una condizione tossica,  si manifesta con alterazioni infiammatorie, delle vie respiratorie,  dei seni mascellari, e sinusiti, della congiuntive, della mucasa boccale con fenomeni di irritazione e di ipersecrezione delle ghiandole salivari.  Nei casi gravi invece è una tossicosi del sistema nervoso centrale,  che può causare turbe della sensibilità,  della motilità, e dello stato psichico.

 

16/04/2018

 

Come molti sanno l’osteoporosi è una malattia dovuta ad alterazione degeneratva delle ossa,  da diminuzione quantitativa del tessuto osseo,  dovuto ad insufficiente elaborazione della matrice proteica delle ossa colpite per disturbi del ricambio proteico e deficiente assorbimento del calcio.  Ma se un soggetto invece presenta una patologia contraria e cioè un accumulo di calcio intracellulare ecc.  come ci si può curare,  si può?

 

Sì,  io credo di sì,  Ci sono prodotti di sintesi capaci di ridurre l’accumulo intracellulare di calcio a livello del cuore e della muscolatura liscia delle arterie coronarie e di altri sistemi vascolari.  Tramite questo effetto essi sono in grado di dilatare le coronarie,  le arterie e arteriole periferiche,  di ridurre il lavoro cardiaco e la contrattilità miocardica.  Vengono impiegati abitualmente nel controllo della cardiopatia ischemica in alternativa o associazione con i betabloccanti,  soprattutto quando questi o altri farmaci come i nitrati,  sono controindicati o maltollerati.

 

17/04/2017

 

IL CALCIO

 

Il simbolo di questo elemento si contraddistingue con “Ca”.  Il calcio sotto forma di sali pè indispensabile agli organismi viventi per la formazione di endo- ed esoscheletri. nell’organismo il calcio svolge varie e importanti funzioni:  entra nella composizione delle ossa e dei denti, partecipa ai meccanismi della coagulazione ematica,  permette gli scambi materiali attraverso la membrana delle cellule.  Inoltre è di primaria importanza nei processi di contrazione della muscolatura liscia,  scheletrica e del miocardio e prende parte,  come cofattore,  a numerose reazioni enzimatiche.  Negli organismi superiori il calcio rappresenta il componente cationico più abbondante.  Infatti lo scheletro umano contiene 1000-1200 g di calcio;  la sua percentuale media nel sangue è di 10 mg%,  tale quantità è in parte legata all’albumina plasmatica,  in parte libera come calcio-ione o in forma non ionizzata.  Nelle ossa il calcio è presente sotto forma di idrossi-e carbonato apatite.  Questi sali formano depositi insolubili che poi l’organismo può utilizzare all’occorrenza;  a tale fine essi vengono mobilizzati dalle ossa e solubilizzati nel sangue attraverso meccanismi ormonali  (paratormone) oppure con piccole variazioni della concentrazione idrogenionica,  cioè del pH,  dei fluidi circolanti.  L’individuo adulto assume giornalmente con gli alimenti dai 500 agli ottocento mg di calcio,  come complesso calcio proteico o come sale di acidi organici. L’apporto calcico dei sali inorganici (fosfati carbonati bicarbonati ecc.) è invece di scarsa importanza in quanto tali sali figurano negli alimenti in quantità molto modeste.  L’assorbimento intestinale del calcio è favorito dalla vitamina “D” e dai sali biliari,  mentre è inibito dall’acido ossalico e dall’acido fitico.  Questi acidi possono alterare sensibilmente il bilancio calcico dell’organismo specie se,  accanto a un ridotto apporto di calcio alimentare, vengono introdotte forti quantità di verdure ricche di ossalati come ad esempio gli spinaci,  crescione,  barbabietole, pomodori, ecc)  oppure cereali o farine integrali di grano,  orzo,  avena, mais,  che contengono molto acido fitico.  L’escrezionedel calcio avviene per via intestinale e urinaria  (calciuria),  in gran parte sotto forma di ossalato.  In normali condizioni fisiologiche il bilancio calcico è in equilibrio,  pioché la quantità introdotta giornalmente  è pari a quella eliminata.  Ciò si osserva entro certi limiti,  anche con l’assunzione di diete ipocalciche,  in quanto l’organismo può normalizzare il bilancio attraverso la mobilizzazione di adeguate riserve ossee.  Nell’infanzia è necessario un bilancio calcico positivo per assicurare la noemale mineralizzazione dello scheletro: tra il terzo e il tredicesimo anna di vita vengono trattenuti giornalmente ca. 10 mg/kg di peso corporeo di calcio;  tele fenomeno attuato con la vitamina D,  è fondamentale ai fini dell’accrescimento.

 

18/04/2018

 

IL MANGANESE

 

Il simpbolo del manganese è”Mn”. Il manganese è un pligoelemento di importanza biologica molto grande perché interviene come catalizzatore enzimatico nella biosintesi delle porfirine, e quindi nell’emoglobina negli animale e della clorofilla nelle piante verdi. la sua presenza è inoltre indispensabile per l’attività di vari sistemi enzimatici mitocondriali,  e in particolare per l’attività di alcuni enzimi del metabolismo lipidico e dei processi di fosforilazione ossidativa. Negli animali di laboratorio sono state riprodotte diverse sindromi carenziali da manganese, quindi analoghe condizioni di carenza nell’uomo non sono ancora state rese note. L’assunzione di manganese sotto forma di polveri, di fumi o di acqua potabile contaminata dal metallo e dai sali determina oltre ad alterazioni irritative dell’apparato respiratorio,  un’intossicazione cronica ad andamento progressivoe spesso irreversibile,  caratterizzata da lesioni dei gangli basali del sistema nervoso centrale,  e quindi disturbi di tipo extrapiramidale simili a quelli del morbo di Parkinson.  L’uomo introduce giornalmente,  con alimenti,  2,5 mg di manganese,  quantità che si ritiene sufficiente per coprire il fabbisogno ordinario.  Molti alimenti ne sono ricchi come ad esempio la scora d’arancia,  le fragole,  gli asparagi, e nell’uva,  poi lo troviamo in forma più lieve nelle verdure e nelle carni.

 

LO ZINCO

 

IL SIMBOLO DELLO ZINCO è “Zn”. Minime quantità di zinco sono indispensabili a tutti gli organismi viventi perché entrano nella costituzione di alcuni enzimi e coenzimi.  Negli organismi animali lo zinco è per esempio un costituente dell’insulina,  e inoltre dell’enzima che trasporta il biossido di carbonio nei globuli rossi.  Un apporto corretto di zinco è indispensabile per essere sempre in perfetta forma fisica.

 

19/04/2018

 

LO ZOLFO

 

Lo zolfo è uno di quegli elementi importantissimi dal momento che si trova in composizioni essenziali alla vita.  Lo zolfo è negli amminoacidi cisteina,  cistina e metionina,  in ormoni proteici come l’insulina,  l’ossitocina, la vasopressina e negli enzimi la cui attività enzimatica è legata alla presenza di uno o più gruppi solfidrici e anche in alcune vitamine.  Lo zolfo in natura è biologicamente rilevante:  i solfati presenti nel terreno vengono sintetizzati dai vegetali,  raggiungendo tramite le proteine vegetali,  gli organismi animali;  questi ultimi, in parte nelle urine,  in parte attraverso i processi di putrefazione a opera dei batteri aerobi e anaerobi,  eliminano rispettivamente sotto forma di solfato e di idrogeno solforato,  lo zolfo che ritorna così al terreno,  ricominciando il ciclo.  Lo zolfo finemente suddiviso in quantità massicce è tossico.  Lo zolfo elementare è poco solubile,  ma reagisce direttamente con le proteine formando solfuro di idrogeno,  il più tossico composto inorganico dello zolfo;  esso infatti,  oltre a irritare le vie respiratorie e gli occhi, è un veleno del sistema nervoso in grado di portare alla morte. Si ritiene che nell’aria una concentrazione di 0,028 g/m³ sia la massima tollerable,  anche se sopportabile  solo per alcune ore.  Continua nell’articolo “risposte ai lettori quarantadue cinquantanovesima parte”.

 

 

 

12.04.2018

LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOCINQUANTUNESIMA PARTE

Autore: Elena Lasagna

12/04/2018

 

IN CUCINA CON AMORE E CON

 

FEDERICA

 

Elena   oggi diamo inizio al duecentocinquantunesimo articolo di cucina,  sempre presente e mai stanca di presentarvi le mie ricette.  Vi presento  la mia faraona;  una frittura leggera e pulita nel senso dell’olio,  che non danneggerà la nostra salute.

 

 

FARAONA IMPERIALE

 

 

E adesso la impiattiamo in un letto di zucchine e asparagi.

 

Ingredienti: una faraona,  rosmarino,  origano,  timo,  sale,  pepe, limone,  vino bianco secco, spezie miste,  una cipolla dorata,  foglie di alloro,  cinquanta g di pancetta steccata,  tris di farine (farina di avena,  farina di grano tenero tipo “0”,  e un dieci % di farina di grano duro,  olio di qualità per la frittura.  Per il contorno zucchine trifolate e asparagi in crema di latte e parmigiano reggiano.

 

Esecuzione:  mettiamo la faraona a rosolare  a pezzi con la pancetta tagliata sottile,  dopo la rosolatura aggiungeremo il sale,  le spezie,  le erbe,  la cipolla e il vino (verrà cotta nel vino).  A cottura ultimata lasceremo raffreddare la carne poi la passeremo nel miscuglio delle farine e poi in padella con olio abbondante. La frittura risulterà  croccante fuori e morbida dentro.

 

Federica   Sembra che ci dica mangiami!

 

Elena  Per questo l’ho chiamata “faraona imperiale”,  è davvero deliziosa.

 

13/04/2018

 

Elena  Il piatto che sto per presentare ha un sapore di fresco e di nuovo,  molto buono e salutare.

 

RAVIOLI  AL MOJITO

 

 

Ingredienti:  lime,  menta fresca,  tre etti di ricotta vaccina,  noce moscata,  sale e pepe, settanta g di pecorino,  cinquanta g di parmigiano reggiano, fiori di tarassaco freschi centrifugati,  brodo di carne, una noce di burro,  farina per pasta fresca e due uova,  pancetta steccata g 100.

 

Esecuzione: per prima cosa facciamo il ripieno con la crema gel mojito fatta con lime  e menta, sale e pepe,  poi la mescoleremo alla ricotta,  aggiungiamo la noce moscata,  e il pecorino.  Poi è la volta della pancetta che dovrà essere tagliata a liste e fatta rosolare senza alcun grasso. Adesso facciamo la sfoglia e i ravioli,  (la pasta deve essere tirata sottile) dopo li cuoceremo nella padella con appena un mestolo di brodo.  A fine cottura   aggiungeremo  il burro, l’emulsione di olio e succo di fiori gialli,  una manciata di parmigiano e una grattatina di lime.  Il piatto è squisito,  nutriente dai sapori ben amalgamati ed è anche fresco.

 

Federica   Che cosa stupenda,  non ho mai mangiato dei ravioli così buoni!  Il mojito lo usano per dare freschezza ai dolci,  ma nella pasta non l’avrei mai immaginato!  Forse sono rimasta indietro non è vero?

 

Elena  Certo che no,  non si può sapere tutto.

 

14/04/2018

 

Elena  Ho fatto i canditi freschi e poi ho omaggiato gli agrumi di Sicilia con un dolce agli agrumi,  crema chantilly e cioccolato bianco,  e crema mojito.

 

DOLCE AGLI AGRUMI

 

 

Ingredienti:  un cerchio croccante ai pistacchi con il caramello, crema chantilly,  fatta all’italiana con crema pasticciera e panna lavorata a vanigliata,  crema al cioccolato bianco,  fatta sciogliere nella panna e poi  passata nell’abbattitore;  crema mojito fatta con menta e lime (scorza e polpa,  zucchero semolato,  glassa di copertura al cioccolato bianco fatta con  zucchero caramellato,  cioccolato bianco e ingrediente segreto,  canditi di agrumi misti, pezzetti di cioccolato fondente e cioccolato bianco.

 

Esecuzione:  il primo strato sarà fatto con il croccante ai pistacchi,  il secondo strato con il cioccolato bianco reso robusto dalla caramellatura dello zucchero,  il terzo strato è la crema chantilly fresca e rigida dall’abbattitore,  l’ultimo strato  è la crema mojito e poi la copertura e la decorazione con i canditi di agrumi misti di Sicilia.

 

Federica   Sai  anche questa torta è di una squisitezza,  tutti gli ingredienti si abbracciano con armonia,  non troppo dolce né troppo in niente,  e poi quei canditi così saporiti.  Questo dolce parla da sè come gli agrumi della Sicilia.

 

Elena  Grazie cara Fede  degli agrumi che mi hai mandato.

 

16/04/2018

 

Elena  Ecco la pizza con farina di segale,  energetica e squisita.

 

 

PIZZA CON FARINA DI SEGALE

 

 

Ingredientiper due pizze:  lievito madre,  mezzo cubetto di lievito di birra,  farina di segale 30% il resto farina di grano tipo “0” e “00”in parti uguali,  fino ad ottenere un impasto omogeneo consistente,  acqua,  due cucchiai di olio, sale. Cipollotti freschi,  mozzarella di bufala,  origano fresco,  acciughe sott’olio,  olio extra vergine d’oliva.

 

Esecuzione: impastare il tutto fino ad ottenere un panetto che non attacchi alle dita e nemmeno troppo consistente.  Lasciare lievitare per queattro ore e poi massaggiare l’impasto.  Il giorno successivo torneremo a massaggiare l’impasto poi stenderemo le pizze,  lasciamo riposare solo un’oretta e inforniamo a 240° per 10 minuti.  Una volta cotta la farciremo con gli ingredienti preferiti.  Questa è un’altra mia ricetta per fare la pizza.

 

Federica   È un’altra delle tue ricette valide per la pizza,  anche questa è squisitissima.

 

17/04/2018

 

Elena  E adesso facciamo il filetto in salsa maionese e lime.

 

FILETTO IN SALSA NUOVA

 

  Ingedienti:  filetto di manzo,  erbe aromatiche,  sale,  pepe,  due uova,  succo di tre lime,  150 g di olive verdi, olio extra vergine d’oliva,  salsa vinaigrette,  spezie miste,  cipolle fresche,  carote,  finocchi,  parmigiano grattugiato due cucchiai,  un pizzico di rafano.

 

Esecuzione:  mettiamo il filetto massaggiato con le spezie in una casseruola preriscaldata a 160° ,  lo rosoliamo bene,  apettiamo che si stacchi dal fondo e lo rosoliamo dall’altra parte.  Mettiamo il coperchio e lo lasceremo cuocere per qualche minuto (a noi la carne piace ben cotta) Una volta raggiunta la cottura scelta lo irroriamo con la maionese fatta con due tuorli,  sale,  pepe,  olio, succo di lime con l’aggiunta di spemuta di olive  .  Poi impiattiamo le verdure cotte al vapore  condite con vinaigrette,  e il piatto è molto ma molto saporito,  gustoso e anche invitante.

 

Federica   Diciamo pure che è squisito,  con sapori ben bilanciati,  e freschi,  è un qualcosa che fiorisce come la primavera,  una meraviglia!

 

18/04/2018

Elena   Ho dei ravioli molto interessanti,  dal gusto goloso e particolare:  sono i ravioli con le prugne secche californiane,  sembra una ricetta strana ma invece è molto vincente.

 

RAVIOLI CON PRUGNE DELLA

 

CALIFORNIA

 

 

 

Ingredienti per quattro persone:  quattrocento g di prugne secche della California,  tre etti di ricotta vaccina,  cento g di parmigiano reggiano più quello del condimento a piatto finito,  sale,  spezie miste,  noce moscata,  salvia,  olio extra vergine d’oliva gentile, crema di parmigiano, latte,  cannella.  per la pasta:  trecento g di farina per pasta fresca o semola di grano duro,  due uova,  sale.

 

Esecuzione:  far bollire le prugne con mezzo bicchiere di succo di uva nera o acqua e aceto balsamico.  Una volta cotte le pestiamo al mortaio,  le unimo alla ricotta,  sale,  noce moscata,  un pizzico di spezie miste,  il parmigiano grattugiato.  Una volta fatti i ravioli li cuoceremo nell’acqua salata,  e poi li scoleremo nella casseruola della crema di parmigiano fatta col latte e cannella, un giro di olio e parmigiano;  il piatto è pronto da servire.

 

Federica  Mi ricordo che alcuni anni fa a casa tua mangiai gli gnocchi con la ricotta e le prugne,  erano una cosa da sballo!

 

Elena   Sì,  sono piaciuti molto.  Io li mangiavo da piccola a casa di mia nonna,  quando mio nonno tornava a casa con la ricotta fresca di caseificio,  lei andava a prendere le prugne conservate che faceva durante il periodo estivo e poi mi faceva i ravioli (lei li chiamava tortelloni),  oppure ci faceva gli gnocchi.  Sono buoni e fanno bene.

 

19/04/2018

 

Elena   Oggi invece presento un’altra versione del mio gnocco fritto,  risulta leggero e croccante,  come se non fosse fritto.

 

GNOCCO FRITTO NUOVO

 

 

Ingredienti:  trecento g di lievito madre,  trecento g di farina tipo “00”,   un pizzico di zucchero e un pizzico di sale,  due cucchiai di olio,  due cucchiai di aceto,  un pizzico di rafano,  olio per friggere.

 

Esecuzione:  impastiamo il tutto e formiamo un panetto morbido.  Lasciamo riposare un’ora e poi si potrà procedere con il tirare la pasta  sottile col matterello. Una volta eseguita questa operazione ritaglieremo delle forme geometriche a nostro piacimento e poi passeremo alla frittura con olio sano.

 

Federica  Ha una leggerezza che sembra un velo,  ma allo stesso tempo ha anche una parte consistente;  ti dirò che è una frittura squisita,  ne vale la pena.

 

20/04/2018

 

  Elena  Ho fatto gli gnocchi con le patate che mi hai mandato,  erano squisiti!  È proprio vero,  se non c’è la materia prima  valida,  le cose non verranno mai come dovrebbero.

 

GNOCCHI DI PATATE E

 

TAGLIATELLE ALLE ORTICHE

 

 

Ingredienti:  un kg di patate,  farina q.b. per ottenere un impasto omogeneo,  (ne servirà meno di due ettogrammi compresa quella che viene usata per farli riposare sulla spianatoia.  Per le tagliatelle,  due uova,  e duecento g di ortiche lessate e strizzate,  ovviamente il sale e quattro hg di farina per pasta fresca.  Pe il condimento degli gnocchi:  pomodoro conservato in vasetti,  noce moscata, basilico fresco, e origano fresco,  olio extra vergine di oliva,  un porro,   sale, pepe e parmigiano reggiano.  Per le tagliatelle:  cento g di burrata,  parmigiano reggiano, olio extra vergine d’oliva spezie miste, salvia,  uno spicchio di aglio.

 

Esecuzione: mettiamo le patate a cuocere,  nel frattempo faremo il ragù con pomodoro,  un porro, origano e basilico.  Passiamo le patate e poi le impastiamo con pochissima farina,  un pizzico di sale e noce moscata. Li mettiamo a cuocere in acqua bollente e dopo la scolatura lli metteremo nella casseruola del ragù,  aggiungeremo un giro di olio e, parmigiano poi ancora un po’ di erbe fresche e gli gnocchi sono squisiti.  Ora facciamo le tagliatelle con le uova e le ortiche tagliate finemente;  impastiamo con la farina fino ad ottenere un impasto elastico e vellutato.  Tiriamo bene la sfoglia e poi le tagliatelle.  Le scoleremo nella casseruola dove abbiamo fatto soffriggere l’aglio, con un po’ di olio,  la salvia poi metteremo le spezie,   la burrata e il parmigiano.  Ecco il piatto!

 

Federica   Immagino i profumi!  Sono molto invitanti.

 

Elena  Grazie di tutto!

 

 

 

 

05/04/2018

 

Rispondo ai miei amici che mi hanno chiesto l’importanza del potassio.  Voglio ricordare però che le condizioni accentuate di iperpotassiemia o di ipopotassiemia sono molto pericolose per i notevoli riflessi sulla funzione cardiaca.

IL POTASSIO

 

Questo elemento chimico di importanza vitale per il nostro organismo,  il suo simbolo è  la lettera “k”.  È molto importante mantenere nelle cellule e nei liquidi organici un appropriato rapporto quantitativo tra potassio e sodio. Il potassio esercita un’impotante funzione sul muscolo cardiaco, diminuendo la forza di contrazione,  l’eccitabilità, e il buon funzionamento del cuore.  A forti dosi il potassio provoca la contrazione della muscolatura liscia e dei vasi sanguigni,  libera acetilcolina dai depositi tessutali,  stimola i gangli del sistema simpatico e la midollare del surrene,  aumenta la contrattilità dei muscoli scheletrici.  Il potassio viene introdotto nell’organismo con gli alimenti e viene eliminato soprattutto per via renale.  Continua.

 

06/04/2018

 

In certi soggetti con insufficienza renale acuta o cronica, nei quali esiste un deficit dell’eliminazione urinaria del potassio si possono instaurarsi stati si iperpotassiemia a seguito di forti dosi di potassio per via endovenosa.  Mentre a causa di varie situazioni patologiche come vomitoincoercibile,  diarree,  acidosi,  tumori surrenalici,  impiego protratto di certi diuretici,  si può verificare un’eccessiva perdita dell’elemento,  e quindi una condizione di ipopotassiemia caratterizzata dalla perdita dell’appetito,  nausea,  astenia,  crampi muscolari,  ileo paralitico,  confusione mentale,  turbe elettrocardiografiche con inversione dell’onda T e ipotensione.

Come gìa accennato il potassio come il sodio controlla l’equilibrio idrico dell’organismo.  Ha un effetto diretto sul sistema nervoso e si trova nei legumi,  specialmente in quelli secchi, nella  carne, nel pesce,  nella melassa,  nella frutta e nella verdura fresca,  nella frutta secca,  nella paprika,  nell’uva,  nelle patate, nei succhi di mela e di mirtilli,  nelle castagne ecc.

 

09/04/2018

 

IL  MAGNESIO

 

Anche il magnesio come il potassio è un elemento di notevole importanza per il nostro organismo,  in quanto indispensabile per il rilassamento muscolare,  inoltre favorisce l’eliminazione delle scorie. Il suo simbolo si distingue con MG.   Il magnesio è un elemento dotato di importanti funzioni biologiche;  ne sono ricchi i nostri muscoli e le ossa.  Di norma il siero contiene 1.6 mEq /1 di magnesio,  in parte combinato con le proteine plasmatiche.  Delle forti quantità di magnesio auunte con gli alimenti,  soltanto una piccola quantità viene assorbita,  dato che per la presenza del ph dell’intestino il magnesio forma idrossidi che hanno scarsa tendenza a superare la barriera intestinale.  la diminuzione del tasso di magnesio nel sangue (ipomagnesemia) provoca appunto spasmi e  convulsioni muscolari di tipo tetanico,  dovuti all’aumento dell’eccitabilità nervosa e muscolare.  Negli umani si conosce uno stato di carenza magnesiaca,  detta tetania normocalcemica,  associato ad un ridotto assorbimento intestinale dell’elemento e curabile mediante assunzione di magnesio per via parenterale.  Anche gli alcolisti cronici sono molto carenti di magnesio,  e tale carenza viene  da taluni messa in rapporto con le manifestazioni cliniche del delirium tremens.  Un fenomeno biochimico tipico degli stati di carenza di magnesio è costituito del deficit muscolare del potassio.  L’aumento delle concentrazioni ematiche del magnesio (ipermagnesemia)  determina astenia  e depressione del sistema nervoso centrale con paralisi neuromuscolare conseguente al blocco della liberazione di acetil-colina a livello dei nervi motori.  Tale effetto è antagonizzato dalla somministrazione di calcio.  A forti dosi il magnesio deprime il cuore e abbassa la pressione arteriosa per azione sui gangli simpatici.  In medicina molti sono i sali di magnesio adoperati a scpom diagnostico e anche terapeutico,  tra questi ricordiamo: La magnesia bianca,  antiacido, il trisilicato di magnesio,  usato come astringente e antidiarroico,  il citrato e il solfato di magnesio,  che ha proprietà purgative.  Il solfato di magnesio ha inoltre proprietà di  aumentare il flusso biliare,  con azione coleretica a piccole dosi e colagoga a dosi elevate.  C’è anche l’iposolfito di magnesio usato come antiallergico,  per via endovenosa nel trattamento dello shok anafilattico,  e l’ascorbato di magnesio,  usato come cardiodeprimente e neurodeprimente.

Dove si trova il magnesio a livello naturale?  Si trova nelle verdure a foglie,  nei mulluschi,  nelle noci,  nei cereali interi  nel miele naturale,  ecc.

 

10/04/2018

 

IL CLORO

 

 Il simbolo di questo elemento chimico è CI,  il cloro è un normale costituente dei tessuti animali e vegetali.  Negli umani,  o per meglio dire nei loro tessuti,  il cloro è presente in gran parte come cloruro di sodio.  Il sangue  contiene 300 mg di cloro per 100 g,  mentre due g di cloro/litro sono contenuti nei succhi gastrici sotto forma di acido cloridrico.  Esso ha proprietà ossidanti e denaturanti delle proteine inoltre è un tipico veleno del protoplasma  e possiede un’intensa e particolare azione battericida. Ad eccezione dei germi acido resistenti come il bacillo tubercolare,  i microrganismi vengono distrutti già a concentrazioni di 0.1-0,25 parti di cloro per milione.  L’impiego del cloro alimentare viene tuttavia limitato per l’azione irritante e corrosiva a carico dei tessuti.  Si preferiscono quindi i derivati inorganici,  i quali posti in soluzione,  liberano lentamente l’alogeno.  Continua

 

11/04/2018

 

L’azione germicida di questi composti viene definita in base al valore poercentuale del cloro disponibile,  cioè  in rapporto alla misura nella quale liberano in soluzione il cloro nascente.  I principali cloroderivati inorganici ad azione antisettica sono l’ipoclorito di sodio e l’ipoclorito di calcio. Il primo viene spesso adoperato in soluzione acquosa allo 0,5% (liquido di Carrel-Dakin) per detergere e disinfettare ferite e piaghe supurate.  L’ipoclorito di calcio è troppo irritante per essere adoperato sulla cute e sulle mucose;  viene invece largamente adoperato per disinfettare e deodorare locali infetti ecc.  Mentre tra i derivati organici che possiedono azione battericida del cloro vi sono le clorammine,  sostanze che esercitano azione antisettica fino a diluizioni di 1: 10 000.  Le clorammine sono meno attive degli ipocloriti,  ma hanno azione più prolngata,  irritano meno i tessuti e mantengono per lungo temp il loro potere ossidante,  per cui possono essere preparate e conservate in tavolette da sciogliersi nell’acqua al momento dell’uso.  Una clorammina di largo impiego è la tossil-clorammide o diclorina, polvere bianca-giallastra con debole odore di cloro,  contenente il 13% di cloro disponibile.  Per la sua ottima tollerabilità si adopera in soluzione acquosa allo 025-05% come disinfettante chirurgico. A causa del largo impiego del cloro possono avvenire degli avvelenamenti,  provocati dall’inalazione del gas, che è pericoloso già alla concentrazione di 1 :10000 e diventa letale alla concentrazione di 1 :1000.  L’inalazione del cloro provoca intenso spasmo della laringe e dei bronchi,  tosse,  dolore e sensazione di bruciore al petto e penoso senso di soffocamento.  Nei casi gravi compaiono in seguito edema polmonare, disturbi respiratori,  e insufficienza cardiocircolatoria.

 

21/04/2018

 

IL FOSFORO

 

Anche il fosforo è un elemento di grande importanza biologica;  si contraddistingue con la lettera o simbolo “P”.  È molto importante sia per la sua distribuzione ubiquitaria in senso anatomico,  sia per il grande numero di processi metabolici ai quali prende parte sotto forma di fosfato.  Nel sangue e negli altri fluidi fisiologici esso si trova sotto forma di fosfato bisodico e di fosfato monosodico,  solitamente nel rapporto di 4:1.  Nelle strutture ossee è presente sottto forma di fosfato di calcio,  che rappresenta la sostanza minerale dell’osso.  Nelle cellule predominano invece i fosfolipidi e le fosfoproteine oltre ai fosfati organici,  costituenti di numerose e importanti molecole,  tra cui l’adenosintrifosfato (ATP),  LE PURINE E L’ACIDO DESOSSIRIBONUCLEICO (DNA).  Ifosfati intervengono nelle tappe principali del metabolismo glicidico,  lipidico e proteico,  come pure nel meccanismo di eliminazione renale dei cataboliti acidi,  nel mantenimento del (pH) e dei livelli del calcio nel sangue.  I materiali chimici contenuti nelle cellule come prodotti di riserva energetica sono in gran parte costituiti da fosfati,  detti appunto “fosfati ad alto livello energetico”.  Numerose sono le malattie che si accompagnano a squilibri del metabolismo e del ricambio dei fosfati,  sono:  l’osteoporosi, l’osteomalacia,  il rachitismo, l’osteite fibrocistica,  l’insufficienza renale cronica.  Delle forme allotropiche del fosforo ha importanza tossicologica soltanto il fosforo bianco,  a cui si devono,  nell’industria,  non vari avvelenamenti da aspirazione di fumi volatili;  l’uso che si fa del fosforo bianco negli insetticidi e altri veleni,  se ingerito può provocare avvelenamenti che si manifestano con disturbi del tratto gastroenterico e lesioni successive a carico del fegato,  del cuore,  dei reni e soprattutto del sistema nervoso centrale.

Come abbamo capito il fosforo compie le stesse funzioni del calcio,  collabora alla conversione delle proteine in amminoacidi e all’assimilazione dei grassi e dei carboidrati. Ma perché calcio e fosforo vengano assimilati dall’organismo è necessaria la presenza della vitamina “D”.

 

13/04/2018

 

IL RAME

 

Il simbolo di questo elemento chimico è “Cu”.  Esso è presente nella struttura di numerosi enzimi ossidativi e costituisce un elemento essenziale per l’uomo.  Il rame interviene nei processi dell’osteogenesi,  nell’eritropoiesi,  nell’assorbimento intestinale e nel metabolismo del ferro.  L’uomo dovrebbe assumere giornalmente con la dieta 2,5-5 mg di rame,  questa è la quantità che dovrebbe sufficiente a mantenere l’equilibrio metabolico.  Il contenuto totale di rame nell’organismo umanoè valutato nell’ordine di 140-210 mg. le concentrazioni più elevate si hanno nel cervello,  nel cuore e nei reni. i livelli ematici del rame variano da 0,7 a1,6 mg/l e aumentano notevolmente nel corso della gravidanza.  Non si conosce ancora negli umani una sindrome da carenza di rame,  ma negli animali di laboratorio tenuto a dieta priva di rame è emerso che compaiono rapidamente alterazioni gravi come l’anemia, disturbi cardiaci e intestinali, alterazioni ossee,  difetti della pigmentazione del pelo,  ecc.  Mentre nel morbo di Wilson, che è una rara malattia umana dovuta ad un’eccessiva deposizione di rame nei tessuti conseguente al deficit congenito di ceruloplasmina. Negli ultimi anni si è scoperto che una eccessiva assunzione di rame e di ferro potrebbero essere in molti casi responsabili in parte del morbo di Alzheimer.  Continua nell’articolo “risposte ai lettori quarantadue cinquantottesima parte.

 

 

 

05.04.2018

LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOCINQUANTESIMA PARTE

Autore: Elena Lasagna

05/04/2018

 

IN  CUCINA CON AMORE E CON

 

FEDERICA

 

Elena  Hai mai assaggiato la salsiccia fatta con la carne di oca? È davvero buona,  si può cucinare anche stufata,  non è grassa come dicono,  e non fa male.  Ti presento la ricetta.

 

MELANZANE INCORONATE CON

 

SALSICCIA DI OCA

 

 

Igredienti:  due salsicce di carne di oca,  una melanzana grande,  verza stufata,  un peperone rosso, dragoncello,  olio extra vergine d’ oliva,  aceto di mele e aceto di acero, olio per friggere,  panco,  pastella fatta con vino bianco e farina di riso, farina di grano tenero tipo “0”, un cipollotto,  uno spicchio di aglio, prezzemolo, sale e pepe.

 

Esecuzione:  per prima cosa mettiamo a lessare la verza con un po’ di brodo,  sale,  pepe, aceto di mele,  due spicchi di aglio;  iniziamo ora a stufare la salsiccia con il cipollotto,  un peperone rosso,  il dragoncello,  niente sale e niente spezie perché la salsiccia ne contiene a sufficienza. Una volta fatto questo stufato mettiamo a friggere la melanzana tagliata precedentemente a cubetti,  salata e pepata, togliamo l’acqua che ha rigettato con il sale e  la spuzziamo con l’aceto di mele,  l’avvolgeremo nella farina e via nell’olio bollente.  Adesso prendiamo una fetta grande di melanzana che abbiamo risparmiato all’inizio e la passeremo nella pastella di panco,  vino bianco e farina di riso,  la mettiamo a cuocere nell’olio bollente e poi sull’assorbente.  Adesso è l’ora di preparare il piatto:  prima metteremo la verza irrorata con un po’ di olio,  poi lo stufato d’oca e le melanzane fritte e buon pranzo!

Federica  Un buon piatto davvero,  non c’è che dire!  Ma dimmi tu non stai facendo la dieta del dopo festività pasquale?

 

Elena   No,  perché dovrei?  Io non mi sono abbuffata,  quindi continuo a comportarmi come sempre.  Se durante le feste non prendi nemmeno un etto e poi sei stata attenta alle calorie allora non c’è bisogno di sacrificarsi in questo senso.  Per me è più difficile a Natale,  mentre in altri periodi dell’anno non faccio fatica a rispettare la dieta.

 

06/04/2018

 

Federica   Ciao,  questa volta sono io la prima a salutarti,  non vedo l’ora di vedere la prossima ricetta.  A proposito,  la salsiccia di oca è molto buona,  ma a mangiarla poi non si diventa come le oche?  Già che lo  sono e se poi mi aggraverò povera me!

Elena  Ma figurati se sei oca tu! Le oche non sono come te credimi!  Davanti a te c’è una fila lunga!  Fanno delle figuracce e poi pensano che gli altri no n si accorgano!  Ma passiamo alla ricetta del giorno: oggi abbiamo la faraona con i paccheri,  prova a farla e poi mi saprai dire.

 

FARAONA CON I PACCHERI

 

 

Ingredienti per quattro persone:  venti paccheri,  coscia e petto di faraona,  timo,  aglio,  vino bianco,  una noce di burro,  olio extra vergine d’oliva,  brodo vegetale,  patate,  scalogno,  peperoncino,  aceto di acero,  parmigiano reggiano,  sale e pepe.

 

Esecuzione:  per prima cosa mettiamo la faraona a rosolare,  poi la sfumiamo con il vino,  lasciamo evaporare,  aggiungeremo  il timo,  l’aglio e il rosmarino,  poi saliamo,  mettiamo anche un po’ di peperoncino e il brodo.  Adesso prepariamo le patate per la cottura al vapore,   le tagliamo a piccoli tocchetti ci metteremo anche un po’ di pepe, e scalogno,  saliamo e a cottura ultimata le mescoliamo ai pezzetti di intingolo di faraona.  Lasciamo sciogliere un po’ di burro,  aggiungiamo l’olio e adesso aspetteremo la cottura dei paccheri nel brodo;  li scoliamo al dente e li mantechiamo nella casseruola dei sapori,  aggiungeremo il parmigiano ed il piatto è pronto.

 

Federica   Bello e buono anche questo piatto,  è un piatto felice!

 

07/04/2018

 

Elena   Pensavi che non ti avrei chiamata?   Per mancare a questo appuntamento deve succedere qualcosa di importante,  spero sempre di bello.  Questa sera ti presento il pesce,  una frittura leggera di pesce azzurro misto.

 

FRITTO MISTO DI PESCE

 

AZZURRO

 

Ingredienti:  sarde,  alici,  orata,  triglie.  Farina di grano tenero tipo “0”,  rosmarino,  sale, pepe,  limone, cipollotti crudi e cipollotti fritti,  fagioli borlotti,  olio per friggere e olio extra vergine d’oliva per condire.

 

Esecuzione:  puliamo bene il pesce,  sfilettiamo l’orata e la taglieremo a pezzetti,  una volta lavato per bene lo lascaimo riposare con un po’ di succo di limone.  Adesso tagliamo i cipollotti a fettine e gli altri li faremo in insalata insieme ai fagioli lessati  che condiremo con aceto di ribes,  aceto di mele sale, e pepe.  Ora facciamo la frittura  infariniamo il pesce e i cipollotti, prima friggeremo i cipollotti e poi il resto.  Impiattiamo il pesce in un letto di fagioli e cipollotti aggiungendo solo sale e pepe q.b. sarà buonissimo.

 

Federica   Con te ho imparato molti modi diversi di di fare la frittura,  grazie!  Auguro una buona domenica a tutti! Ciao!

 

09/04/2018

 

Elena   Ieri sera con la bambina di tuo fratello sono rimasta di stucco,  sai cosa mi ha chiesto?  Come fanno i capelli di Erika a crescere così in fretta?  Ieri erano corti così,  oggi invece erano giù dalle spalle.  Le ho risposto che prendono una medicina potente,  non mi ha creduto,  a quattro anni è così perspicace da non crederci.  Mi ha chiesto una cosa e sapeva già la risposta.  I bambini di questa età sono tutti meravigliosi!  Ma passiamo alla ricetta di casa mia: ho un’altra frittatina buona buona fatta con altre erbe.

 

FRITTATA  ALLE  ERBE

 

 

Ingredienti:  per quattro persone cinque uova,  un ciuffetto di erba cipollina,  crescione,  erba luisa,  timo,  sale e pepe, parmigiano reggiano,  olio extra vergine d’oliva,  aceto di mele,  schiacciata di farina di mais alla piastra,  riccione di campo coltivate, una noce di burro, peperoni rossi.

 

Esecuzione:  tritiamo bene le erbe,   facciamo la frittata con le uova,  il parmigiano e incorporiamo le erbe,  sale e pepe,  poi la metteremo in una padella con il coperchio e verrà cotta lentamente.  Poi facciamo la polenta,  diamo la forma, la lasceremo indurire poi la mettiamo sulla piastra e la impiatteremo con sopra le riccione stufate,  ai piedi le frittatine,  ed ecco il piatto!

 

Federica   L’ho fatta anch’io come mi hai detto tu ed è risultata con un sapore incredibile;  nessun sapore copriva l’altro,  meraviglioso!

 

10/04/2018

 

Elena   Ti presento la focaccia che ho appena inventato:  è una focaccia leggera e bollosa,  molto croccante.

 

LA FOCACCIA DI CASA MIA

 

Ingredienti per quattro persone:  un kg di farina “00”, un cubotto di lievito per pane,  acqua o latte, q.b. fino ad ottenere un panetto omogeneo che non attacchi alle dita,  due cucchiai di grappa,  due uova intere,  quattro cucchiai di olio di arachidi,  sale,  e due cucchiaini di zucchero.

Esecuzione:  Lavorare l’impasto,  poi tirarlo sottile con il mattarello, ritagliare dei cerchi grandi quanto la piastra, e lasciare riposare per quattro ore.  Dopo la lievitazione infornare a 250° per qualche minuto o usare la cottura della piastra come si fa con la piadina.  Il risultato è eccellente perché la pasta è croccante,  bollosa e friabile,  non è né pizza né piadina,  ma è buonissima.

 

Federica   Io so che tutte le cose lievitate ti vengono da dio,  io invece non ci riesco sempre.

 

Elena   Quando non ti riesce vieni da me che la faremo insieme,  così vedrai dove sono i passaggi sbagliati.

 

11/04/2018

 

Elena   E oggi cara Fede io ti presento un piatto metà estivo e metà autunnale,  perché in questa ricetta mi servono i funghi.

 

PEPERONI  AL PATÉ DI FUNGHI

 

 

Ingredienti:  peperoni nostrani, funghi porcini freschi,  funghi pioppini, finferli e porcini secchi;  capperi,  sale e pepe, uno scalogno,  uno spicchio di aglio,  parmigiano reggiano, pecorino, latte,  crema di parmigiano e pane raffermo.  Per il contorno:  radicchio rosso e bianco,  pomodori,  olive, cappelle di porcini,  finocchio,  lattuga gentilina,  mezzo cipollotto,  olio extra vergine d’oliva, aceto di mele,  aceto di acero.

 

Esecuzione:  puliamo bene i funghi,  nei porcini usiamo solo il gambo,  la cappella la faremo in insalata,  poi una volta puliti bene li sbollentiamo e li mescoliamo ai porcini secchi ammollati.  Li mettiamo insieme al formaggio e li passiamo nel tritatutto;  aggiungeremo un filo di olio, il pane ammollato nell’acqua dei funghi e strizzato,  sale,  pepe, capperi e l’ingrediente segreto.  Una volta fatto il paté lo useremo a riempire i peperoni già passati al forno,  poi ancora caldi ci verseremo la crema di parmigiano fatta al mixer.   Raccogliamo i peperoni ripieni e li serviremo con un’insalata mista.

 

Federica   Buonissimo questo paté,  è molto valido anche sulla pasta,  anzi,  squisitissimo!

 

Federica  Ne vuoi sentire una bella?  Sembra uno scherzo ma non lo è.  Ieri sera sono andata in un negozio,  c’era il titolare e non si era accorto della moglie che data l’ora stava smuovendo degli oggetti esposti fuori,  lui credendo che fosse una ladra le gridò dicendo:  “ma cosa stai facendo!  Guarda che se non molli tutto chiamo la polizia!  Lei spaventatissima perché ovviamente credeva che suo marito stesse dettando i numeri, si mise ad urlare forte,  attirando l’attenzione di due passanti.  Insomma una scena così,  sembrava recitatassero invece poveri loro era la verità!

 

Elena  A volte certe persone portano le briglie e non guardano mai le loro mogli come si dovrebbe,   alla fine della giornata si ritrovano con tanta stanchezza che non si riconoscono più!

 

Fedrica  Allora è vero che lamore è cieco!

 

Elena   Dici? Più cieco di così!  Ci sentiamo nel prossimo articolo di cucina.  Ciao!

 

 

27/03/2018

 

IN CUCINA CON AMORE E CON

 

FEDERICA

 

Federica   A Pasqua vorrei fare un dolce classico e semplice ma allo stesso tempo tradizionale,   cosa potrei fare che non sia la solita colomba o torte?

 

Elena   Ci sono dolci che possono essere rivisitati con  creatività,  per esempio le bignole con l’impasto al sapore che preferisci,  e farcite di creme miste;  poi un’altra variante può essere la torta tagliatella alle mandorle e crema di mandorle e cioccolato;  si potrebbe fare anche una buona crema chantilly accompagnata dal salame dolce rivisitato.

 

Federica   Mi va bene l’ultima,  grazie.

 

CREMA CHANTILLY E SALAME

 

DOLCE RIVISITATO

 

 

 

Ingredienti per il salame:  cinquanta g di cacao amaro,  cento g di zucchero a velo, cento g di nocciole tostate,  cento g di mandorle tostate, centocinquanta g di biscotti secchi,  due uova, cento g di cioccolato fondente sciolto a bagno maria,  settanta g di burro, mezzo bicchierino di liquore a preferenza,  due bacche di vaniglia.  Per la cream chantilly:  cento g di panna montata parzialmente, centocinquanta g di crema inglese o crema pasticciera,  fragole,  decorare con panna montata.

 

Esecuzione:  facciamo la crema pasticciera,  poi montiamo la panna solo parzialmente e la incorporiamo sulla crema raffreddata,  guarniremo con la panna montata perfettamente,   (altrimenti si smonta)  e poi abbineremo alcune fettine di salame dolce e fragole.  Facciamo il salame sbattendo le uova con lo zucchero,  aggiungeremo il burro, il cacao, il cioccolato fondente sciolto a bagnomaria,  poi i biscotti tritati e la frutta secca tostata e gli aromi.  Mescoliamo per amalgamare bene gli ingredienti e poi formeremo il salame avvolto nella carta da forno,  lo lasceremo riposare un giorno prima del consumo.  Ed eccoli nella foto in alto.

 

Federica  Mi piace molto,  grazie.

 

Elena   Nella decorazione non ho aggiunto altro perché il salame ha già dentro molti ingredienti saporiti.

29/03/2018

 

Elena   Se vuoi un piatto magro ma molto saporito e leggero ti leggo la ricetta e puoi vedere la foto sotto.  Sono i cappelletti senza ripieno,  conditi con sugo alle erbe,  pomodoro e fagioli.

 

CAPPELLETTI SENZA RIPIENO

 

 

Ingredienti:  quattrocento g di semola o farina per pasta fresca,  tre uova,  sugo di pomodoro fatto in casa,  fagioli borlotti stufati con erbe e conditi con parmigiano eolio extra vergine d’oliva; pecorino e parmigiano grattugiati,  basilico,  origano,  rosmarino.

 

Esecuzione:  facciamo a sfoglia fresca,  poi tracciamo dei quadratini,  e uniremo due basi girandole su se stesse,  come si fa con i cappelletti veri.  Li lasciamo riposare e nel frattempo preapreremo il sugo con il sugo di pomodoro fatto in casa e pronto per l’uso,  uniremo lo stufato di fagioli fatto con gli scalogni,  vino, brodo vegetale e spezie,  poi lo condiremo con un po’ di parmigiano e olio.  Ora scoliamo la pasta al dente,  cotta nel brodo e la metteremo nella casseruola del sugo,  mantechiamo,  e a fuoco spento metteremo il parmigiano e un giro di olio e pepe.  Sono di un gusto e di una leggerezza incredibile.

 

Federica   Le tue ricette sono magiche!

 

Elena  Anche le tue!

 

29/03/2018

 

Elena   A Pasqua in molte famiglie abbiamo ancora una volta protagonista il baccalà.  Io lo presento in due versioni: l’ho cucinato in bianco con i cipollotti,  e l’ altro l’ho fatto in crocchette.  Sono buoni entrambi.

 

Federica  Il baccalà è sempre un grande piatto!

 

BACCALÁ IN DUE VERSIONI

 

 

Ingredienti:  baccalà dissalato q.b.,  pangrattato fine,  aglio e prezzemolo,  alloro,  capperi, aceto di acero, cipollotti bianchi, latte,  parmigiano grattugiato,  chiodo di garofano, patate, olio extra vergine d’oliva,  miele,  cerfoglio, sale e pepe.q.b., cicoria verde e cicoria bianca farina di tipo”0″ + un 20% di farina di mais macinato fine,  vino bianco secco,  olio per frittura.

 

Esecuzione: mettiamo subito le verdure a lessare al vapore,  tranne i cipollotti che verranno cucinati in agrodolce.  Adesso tagliamo a pezzetti il baccalà,  togliendo tutte le lische,   poi,  metà lo cucineremo in umido al tegame passato nel pangrattato,  e parmigiano,  erbe sale e pepe.  L’altra metà la faremo fritta in crocchette soffici dentro e croccanti fuori. Passiamo all’altra parte che prima passeremo nella pastella e faremo una frittura leggera al punto giusto.

Federica  A Pasqua metterò in tavola anche questo piatto.

 

30/03/2018

 

Elena   Sto mostrando un’altra ricetta di un secondo piatto molto buono ma che a me sinceramente non piace,  si tratta del’agnello,  le costolette di agnello.

 

COSTOLETTE DI AGNELLO

 

 

Ingredienti:  costolette di agnello q.b.,  vino rosato,  sale,  pepe,  un pizzico di rafano,  rosmarino,  timo,  salvia,  due chiodi di garofano,  un pizzico di cannella,  olio extra vergine d’oliva,  una noce di burro,  aglio,  scalogno.

Esecuzione:  mettiamo a bagno le costolette nel vino con sale,  pepe,  garofano,  cannella e rafano.  Il mattino seguente le metteremo a dorare in padella senza grassi aggiunti,  dopo la doratura aggiungeremo le erbe,  un po’ di burro e un mestolo di brodo.  A cottura ultimata servire in un letto di topinambur trifolati e  patatine al forno.

 

Federica  A me le costolette di agnello piacciono solo così,  diversamente cucinate hanno ancora quel sapore che non mi piace per niente.

 

Elena  Ed ora presentiamo la terza torta pasquale,  fatta di tre creme e cioccolato.

 

TERZA TORTA PASQUALE

 

 

Ingredienti:  gianduia,  cioccolato fondente,  zucchero a velo,  glassa di fragole,  due dischi di pan di Spagna sottile,  panna montata,  crema alla banana,  crema  alla fragola,  crema al cioccolato fondente.

 

Esecuzione:  incominceremo dal pan di Spagna,  nel frattempo  faremo le creme con le fragole frullate e setacciate,  le addensiamo e le mescoliamo alla crema di panna,  la stessa cosa faremo con le banane e con il coccolato.  Andranno tutte nell’abbattitore e poi comporremo la torta con il pan di spagna spennellato nel limoncello fatto in casa. Per decorare abbiamo fatto delle scaglie di cioccolato fondente,  dei ciuffi di gianduia e per finire ci andrebbe la panna montata a fiocchi o a roselline,  ma non l’ho finita perché si potesse vedere la glassatura.  I bordi andrebbero coperti di roselline di panna montata.

 

Federica  Anche questa torta è stata di una bontà incredibile!

 

31/03/2018

 

Elena   C’è un altro dolce che potresti aggiungere a quelli di domani,  si tratta di un semifreddo,  poi lo potrai servire anche a palline o a fette;  io l’ho servito a palline come il gelato.

 

SEMIFREDDO GOLOSO

 

 

 

Ingredienti:  crema di cioccolato,  crema al mascarpone,  zabaione, crema all’amaretto, crema di lampone.  Per ottenere queste creme occorrono:  trecento g di zucchero semolato,  duecento g di cioccolato fondente dolce,  alchermes, cinquecento g di panna liquida,  sette tuorli,  duecento g di ricotta fresca,  una bustina di zucchero a velo con vaniglia,  trecento g di lamponi freschi. Due bacche di vaniglia,  marsala.

 

Esecuzione:  sciogliamo il cioccolato in centocinquanta g di panna,  aggiungeremo cinquanta g di zucchero semolato e mescoliamo bene fino ad ottenere una crema semiliquida.  Lo stesso faremo con i lamponi,  li maciniamo,  poi aggiungeremo cento g di zucchero,  la panna centocinquanta g e dopo aver mescolato bene le due creme separate le metteremo nell’abbattitore.  Adesso facciamo la terza crema allo zabaione,  mescolando bene lo zucchero con i tuorli fino a farli diventare una crema spumosa,  lo metteremo sul fuoco a bagnomaria con il marsala.  Una volta denso lo lasceremo raffreddare e ci aggiungeremo la panna centoventicinque g. e 100 g di mascarpone.  Ora facciamo la crema con la ricotta,  panna ,  vaniglia,  zucchero a velo q.b., e amaretti sbriciolati, metteremo anche questa come le altre tre creme nell’abbattitore e quando saranno pronte faremo un tronchetto che verrà rivestito con una copertura di cioccolato bianco o di glassa al cioccolato fondente.  mentre una parte delle creme verrà mescolata  e poi servita a palline come il gelato.  Attendere il tempo necessario perché le creme si rapprendino bene;  io le ho tolte prima per ragioni di tempo e non sono venute perfette,  mentre il tronchetto sì.

 

Federica  Anche questo dolce è meraviglioso,  vado subito a prepararlo,  lo farò per domani proprio nelle due versioni,  si leccheranno i baffi.

 

Elena  E adesso mando i miei auguri a tutti,  rilassanti festività!  Ciao!

 

04/04/2018

 

Elena   Ecco gli gnocchi di cui ti ho perlato ieri sera,  sono sempre fatti con le castagne,  ma conditi con l’avocado,  sono meravigliosi,  e poi sono leggeri;  ora te le mostro.

 

GNOCCHI  DI CASTAGNE E

AVOCADO

 

 

Ingredienti per quattro persone:  quattro etti di castagne lessate e spellate,  tre etti di ricotta vaccina,  porro tagliato finemente,  sale,  pepe,  olio extra vergine d’oliva gentile,  parmigiano reggiano grattugiato,  macis,  un uovo, un avocado,  latte intero q.b.,  rosmarino, basilico fresco, farina di castagne per l’impasto  e farina doppio zero per lavorarli all’asticella.

 

Esecuzione:  passiamo le castagne allo schiacciapatate o al passaverdura, le saliamo e le pepiamo, poi,stemperiamo la ricotta, poi uniamo il porro ridotto in piccolissimi frammenti, aggiungiamo l’uovo,  il macis e incominciamo ad amalgamare bene il tutto aggiungendo un po’ di farina di castagne.  Tiriamo dei bigoli e li taglieremo a dadi piccoli poi li passiamo all’asticella.  Mettiamo a cuocere gli gnocchi e li condiremo con la crema di avocado ottenuta con olio,  latte,  sale, pepe,  rosmarino e basilico;  spolverizziamo con il parmigiano e si gustano ancora caldi.

 

Federica   Aggiungerò questa ricetta al mio menù del ristorante.  Grazie di tutto!

 

 

 

26/03/2018

 

GLI ORGANI DI SENSO CAPACI DI

 

REAGIRE A STIMOLI SPECIFICI

 

SECONDA PARTE

 

 

Ho detto che la forza di gravità tende a piegare le gambe a livello delle giunture sotto il peso del corpo.  Inconsciamente però ciò non avviene  perché lo stiramento passivo  dei muscoli estensori, che si verifica sotto la forza di gravità,  risveglia e mantiene il lporo stato in contrazione  e quindi lo stato di estensione delle gambe e la stazione eretta,  normale, del corpo umano.  Sotto la tensione costante questi recettori scaricano impulsi sempre alla stessa frequenza e non si verifica quindi nessun grado di adattamento sensoriale con il passare del tempo.  Infatti,  se non fosse così,  le gambe si piegherebbero a poco a poco sotto il peso del corpo e la stazione eretta non potrebbe essere inconsciamente mantenuta. Continua.

 

27/03/2018

 

Come ho già detto a proposito delle correlazioni interne di natura nervosa, tutte le attività viscerali sono controllate da riflessi vegetativi evocati da recettori presenti nei visceri.  Nei vasi arteriosi,  esistono recettori che controllano la forza di contrazione del cuore,  attraverso informazioni inibitorie inviate ai centri cardioacceleratori;  esistono recettori sensibili alla pressione parziale dell’ossigeno e dell’anidride carbonica che inviano informazioni ai centri automatici della respirazione e ne controllano l’attività,  modificando il grado di ventilazione polmonare.  Esistono pure nella parete degli porgani cavi,  dei meccanocettori che avviano riflessi peristaltici locali.  Normalmente essi non arrivano a livello della coscienza e questo non permette un’analisi conoscitiva dell’ambiente interno,  ma solo un vago senso di benessere quando tutto funziona bene.  però quandoun viscere soffre oppure quando le pareti muscolari di esso sono abnormemente contratte,  vengono alla coscienza delle forti informazioni dolorifiche (coliche intestinali,  epatiche,  renali, dolori del parto ecc.),  ma esse non sono esattamente localizzate come nel caso delle informazioni dolorifiche provenienti dalla pelle,  dai muscoli,  dalle articolazioni e dalle ossa.  Nonstante questo, la localizzazione che ne fa il soggetto,  anche se non corrisponde alla reale posizione del viscere interessato,  può servire ad individuare ugualmente la fonte del male.  Come ad esempio il medico sa che il dolore al torace,  alla spalla sinistra,  ed al braccio sinistro serve a diagnosticare una sofferenza acuta al cuore.

 

28/03/2018

 

Mi piacerebbe da te una bella spiegazione sui reni,  grazie!

 

Patty

 

Non mi costa nulla,  anzi,  così me li ripasso.

 

Elena  Lasagna

 

I RENI

 

Come tutti sappiamo,  il rene è l’organo escretore dell’urina,  costituito da un complesso di tubuli che derivano precisamente dai peduncoli che uniscono i somiti al celoma. Situati nella fossa lombare,  ai lati della colonna vertebrale,  in posizione retroperitoneale, quello sinistro qualche cm più altro del destro.  Hanno forma ovoidale,  con l’asse maggiore verticale;  il lato interno presenta una concavità (ilo renale)  attraverso cui entra nel rene l’arteria renale ed escono la vena renale e l’uretere. la sua lunghezza è di circa dieci cm, largo sette e spesso dai tre ai quattro cm, di colore rosso scuro con la superficie liscia, rivestito da una capsula di tessuto connettivale, sormontato dalla capsula surrenale o surrene.   Oltre che dai vasi,  il rene è tenuto in posto dalla fascia renale di natura connettiva che avvolge ciascun rene,  che risulta così ospitato come in una loggia ricca di maderiale adiposo.  Posteriormente il rene è in contatto con la parete addominale, ventralmente con gli organi della cavità addominale,  da cui però è separato dalla fascia renale e dalle formazioni peritoneali.  Nella sezione del rene si notano dall’esterno all’interno la capsula del rene,  uno spesso parenchima corticale granuloso, di colore rossastro,  lo strato midollare,  più scuro e striato longitudinalmente, suddiviso in esterno medio e interno,  formato dai canali collettori,  raggrppati in formazioni coniche dette “piramidi di Malpighi”,  sono sette o otto con base verso l’esterno.  Queste piramidi sboccano nel bacinetto renale o pelvi,  cavità interna del rene posta in corrispondenza dell’ilo,  da cui parte l’uretere.  Ogni piramide sbocca con un apice che porta da dieci a trenta forellini,  sbocco dei canali collettori papillari o tuboli retti di Bellini,  ed è circondata da un calice o papilla renale,  che abbraccia i calici minori.  Ogni piramide è divisa in lobuli,  ciascuno formato da un raggio midollare e dalle sue ramificazioni.  La sostanza corticale è formata dalle parti periferiche del nefrone e s’insinua anche fra le piramidi del Malpighi formandovi le colonne di Bertin.  A sua volta la sostanza midollare invia propaggini entro la corticale formando le piramidi di Ferrein,  avviluppate dalla parte della sostanza corticale che contiene i tubuli contorti.  Continua.

 

29/03/2018

 

Il nefrone incomincia con la capsula di Bowmann che avvolge il glomerulo vascolare detto corpuscolo di Malpighi,  derivato da un’arteriola,  si continua con un tubulo contorto di I ordine,  con l’ansa di henle, con il tubulo contorto di II ordine che sbocca nei tubuli collettori.  In linea generale,  capsula,  glomerulo,  tuboli contorti,  si trovano nella sostanza corticale,  l’ansa di Henle,  parte alla periferia della sostanza midollare e parte nella sostanza corticale,  i collettori attraversano tutto lo spessore del rene sboccando nella papilla renale.  L’arteria renale,  prima di entrare nel rene atteaverso l’ilo,  si divide in tre o quattro tronchi che penetrano nel seno renale e danno origine ad arterie che si portano al limite fra regione corticale e midollare.   Da esse nascono le arterie arciformi che circondano la piramide  e dalle quali nascono arteriole radiali che decorrono nel labirinto renale e con le loro diramazioni forniscono le arterie afferenti dei glomeruli.  Da questi escono le arteriole  afferenti che si capillarizzano intorno ai tubuli uriniferi.  Continua.

 

30/03/2018

 

La sostanza midollare è irrorata daslle arteriole efferenti e in una piccola parte di ramificazioni delle arterie arciformi.  Dalla rete capillare arteriosa si originano le vene con decorso analogo ma in direzione opposta rispetto alla rete arteriosa (vene interlobulari,  vene arciformi,  tronchi del seno renale dell’ilo,  vena renale).

 I reni sono organi fondamentali per mantenere costante (omeostasi) la composizione del plasma sanguigno e quindi dei liquidi interstiziali,  eliminando e regolando la quantità dell’urina e la sua composizione,mantenendo soprattutto costante la concentrazione ionica,  il ph,  il contenuto in vitamine ed ormoni,  eliminando le scorie che si formano nel catabolismo  (soprattuttourea ed acido urico). il rene inoltre neutralizza le sostanze tossiche e mediante la renina regola la pressione arteriosa.  L’eliminazione dell’urina,  o meglio della pre-urina,  avviene dal glomerulo nella capsula di Bowman e quindi nel tubulo contorto di I ordine prevalentemente in conseguenza delle leggi fisiche dell’osmosi.  La pre-urina filtrata nel tubulo è in quantità enorme,  circa 200 litri nelle 24 ore; essa è costituita da acqua, sali e sostanze organiche ( urea,  acido urico,  ecc.), le stesse che si trovano nel plasma sanguigno fatta eccezione per le sostanze proteiche.  La funzione del tubulo contorto è invece di assorbire gran parte dell’acqua emunta.  L’ansa di Henle esercita un’azione di assorbimento selettivo (ad esempio:  glucosio,  acido ascorbico, emoglobina ecc.) sulle sostanze in essa contenute, per cui l’urina espulsa non solo si riduce a circa 1.5 litri giornalieri,  ma la sua composizione è molto diversa dalla pre-urina filtrata dal glomerulo.  Continua.

 

04/04/2018

 

In quanto alle patologie congenite,  esistono e sono: malformazioni congenite,  costituite dalla aplasia bilaterale o monolaterale, dal rene soprannumerario,  dall’ipolasia e ipertrofia congenita,  dalle cisti solitarie e del rene policistico, dall’ectopia;  poi le lesioni traumatiche,  rappresentate da contusioni,  fratture,  ferite penetranti;   poi abbiamo le lesioni di natura infiammatoria costituenti:  le glumerulo nefriti primitive e secondarie, parcellari o diffuse,  le nefriti interstiziali  suppurative,  le pieliti,  le pielonefriti,  l’ascesso corticale e il flemmone del rene,  la tubercolosi renale ;  le lesioni di natura degenerativa,  che danno luogo alle diverse forme di glomerulonefrosi, tubulonefrosi;  le lesioni di natura vascolare tra cui le nefroangiosclerosi;  le lesioni di natura tumorale rappresentati da carcinomi,  da tumori della mucosa del bacinetto,  ecc.  Altre condizioni patologiche sono l’idronefrosi,  la nefroptosi,  di cui il rene mobile costituisce una forma grave,  la calcolosi renale.  La chirurgia del rene è costituita da una serie di interventi sempre piuttosto impegnativi.  Si possono trattare dalla ablazione totale di un rene per lesioni molto gravi,  o di intervento per calcoli presenti nelle pelvi o altri metodi,  o praticare la nefropessi in caso di ptosi dell’organo,  ecc. In questi ultimi tempi la chirurgia ha realizzato con grande successo  ancora migliore degli anni passati il trapianto del rene,  trasportando nel soggetto malato il rene prelevato da persona sana.  Alle altre domande ti risponderò nel prossimo articolo e cioè “risposte ai lettori quarantadue cinquantasettesima parte.

 

 

 

 

 

 

19.03.2018

A MIO PADRE

Autore: Elena Lasagna

19/03/2018

 

 

CIAO  PAPÁ  NON TI

 

DIMENTICHEREMO MAI.